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4 novembre 2013 1 04 /11 /novembre /2013 17:50
Anche in Afghanistan e anche a Shindand è stata celebrata la Festa delle Forze Armate."E' una giornata particolare in cui vanno ricordati i nostri caduti, dalla Grande Guerra dal 15-18 ad oggi, milioni sono stati gli italiani che hanno perso la loro vita per onorare la nostra Patria, la nostra bandiera, e la nostra Italia.Solo questo teatro operativo ce ne ha portato via 53 di nostri amici colleghi, fratelli e a loro va il nostro doveroso riconoscimento e nel loro rispetto il nostro operato deve essere sempre al massimo, è la maniera migliore per onorarli e rispettarli, è la maniera migliore per dimostrare che cosa è l'Italia e che cosa sono gli italiani di cui voi siete la massima espressione, ragazzi.Noi siamo la massima espressione del significato di unità nazionale con cui oggi festeggiamo e celebriamo questo 4 novembre."Con queste parole il Colonnello Franco Merlino, Comandante del 183°Reggimento Paracadutisti "Nembo"ha voluto ricordare a Shindand, i caduti nella missione afgana e leggere il messaggio di auguri inviatogli dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.  Il breve discorso tenuto dal Colonnello Merlino è stato seguito dai militari schierati a Shindand tra i quali anche i Bersaglieri del 7°Reggimento, i Parà del 183°Reggimento"Nembo", i militari del 4°Reggimento Genio, ma anche dai Carabinieri, dai militari dell'Aeronautica e dagli assetti speciali e della Task Force Centre."Le nostre Forze Armate rappresentano l'unità della Nazione"(...)Siamo schierati davanti alla nostra bandiera che sventola nel piazzale davanti alle lapidi dei nostri caduti dell'area di Shindand. Questa è la massima espressione ed integrazione delle Forze Armate. L'Afghanistan è il teatro che ha dimostrato che le forze armate unite, coese, con un lavoro sinergico fanno un risultato egregio, ottimo, sono l'espressione massima del nostro paese". Dopo il discorso sono seguiti cinque minuti di raccoglimento in ricordo dei caduti.
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31 ottobre 2013 4 31 /10 /ottobre /2013 17:57

Il caporal maggiore Monica Contraffatto in un attacco dei talebani a colpi di mortaio, nella valle del Gulistan, ha perso una gamba ma non il sorriso nè la voglia di andare avanti, il suo collega Michele Silvestri invece è rimasto ucciso. Il caporal maggiore Simone Careddu resterà paralizzato a vita, il caporal maggiore scelto degli Alpini Luca Cornacchia è rimasto ferito in modo lieve, ma ha visto morire tutti i suoi colleghi dell'equipaggio del Lince sul quale si trovava. Queste sono solo alcune delle storie del documentario"Reduci"prodotto dalla Good Day Film di Michele Bongiorno, con la regia di Andrea Bertinetti e il supporto dell'Esercito.(Si può vedere il trailer in anteprima sulla web tv del sito  http://esercitoitaliano.difesa.it  E' un evento senza precedenti:per la prima volta i soldati italiani che sono rimasti feriti in prima linea durante la loro missione, una volta rientrati in Italia, raccontano la loro nuova battaglia contro le ferite soprattutto quelle che lasciano cicatrici nell'anima. Una battaglia che questi uomini e donne combattono ogni giorno per cercare di ritornare ad una vita normale. Per la prima volta davanti ad una telecamera i soldati raccontano la loro missione, squarci di vita privata, e poi  il rientro in Italia, un racconto senza alcun filtro o censura. Un racconto scomodo forse che rivela il lato umano dei soldati con i loro traumi. Ha detto il produttore del documentario Michele Bongiorno"Noi d'accordo con l'Esercito l'abbiamo proposto(il documentario)ai canali generalisti per avere la maggiore diffusione possibile, ma ha accettato di farlo solo Sky". L'argomento è ancora tabù.foto reduci italiani afghanistan su sky1 Non era accaduto mai prima d'ora che venissero svelati traumi e sofferenze di uomini e donne che sono stati protagonisti di tragici attentati in prima linea. Il documentario"Reduci" andrà in onda su Sky domenica 3 novembre alle ore 21.00 su Sky Cinema Cult Hd ed è disponibile anche su Sky on demand.

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30 ottobre 2013 3 30 /10 /ottobre /2013 18:50

afghanistan in operazioni congiunte uccisi 14 talebani sequAnche se è ufficialmente iniziato il ritiro del contingente, continuano le operazioni congiunte del contingente ISAF e dell'esercito afgano. Nelle ultime 24 ore, la polizia afgana ha condotto diverse operazioni di"clearance"del territorio con la collaborazione dell'esercito afgano e dei militari della coalizione internazionale. L'obiettivo era quello di liberare il territorio dalla presenza dei terroristi talebani. Le operazioni sono state condotte nelle province dell'Helmand, Ghor, Farah, Khost, Ghazni, Logar, Uruzgan, Kandahar, Jawzjan, Laghaman, Nooristan, e Kunar. In queste operazioni sono stati uccisi 12 talebani armati e arrestati altri 18, inoltre sono state scoperte e sequestrate munizioni pesanti e leggere e degli IED. La polizia nazionale afgana ha inoltre scoperto dodici differenti tipi di mine,erano state piazzate dai talebani lungo le strade nelle province di Baghlan, Laghman, Faryab e Helmand:pronte ad esplodere.

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28 ottobre 2013 1 28 /10 /ottobre /2013 17:01

fob dimonios farahAlla fine a restare su in cima al pennone è la bandiera afgana, ammainato il tricolore invece. E' il segnale della chiusura ufficiale della base Farah,la Fob"Dimonios", che ieri con una breve cerimonia, è stata consegnata dai militari italiani a quelli afgani. C'è stato anche un breve discorso del Gen.Michele Pellegrino, Comandante del Rc-West, che ha sottolineato l'importanza di questo evento. Gli 800 militari italiani tra Bersaglieri del 6°Reggimento,il Reggimento Trasmissioni,il Genio e i militari della Task Force 45 tornano a casa. Prima verranno trsferiti a Herat per poi fare ritorno in Italia nelle prossime settimane. Il controllo e la sicurezza della zona passa ai militari afgani. Tra qualche mese chiuderanno anche le basi di Bala Balouk e all'inzio dell'anno prossimo anche la Fob di Shindand. I militari verranno trasferiti nella base di Herat, il contingente militare italiano subirà una notevole riduzione, e cambieranno anche il nome e  gli obiettivi della missione ISAF:"Resolute Support". I militari che saranno schierati in Afghanistan avranno il compito di addestrare, supportare,e riscostruire un paese devastato dalla guerra. Tra qualche mese i nomi di luoghi come Farah, Bala Balouk, Shindand passeranno alla storia per essere stati teatri di tanti combattimenti tra militari italiani e talebani.  Luoghi legati al sacrifcio dei tanti caduti italiani che hanno pagato con il sacrificio della loro vita il prezzo più caro di questa missione afgana.

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26 ottobre 2013 6 26 /10 /ottobre /2013 20:07

afghanistan militari italiani sotto attacco alla fob la marMilitari italiani di nuovo sotto il tiro dei talebani.Obiettivo la Fob"La Marmora"di Shindand, base avanzata dove è operativa la Tsu-C, l'unità di manovra su base 183°Reggimento di paracadutisti"Nembo"di Pistoia, sotto la cui responsabilità si trova il settore centrale del RC-West, attaualmente sotto il comando della Brigata Aosta. Erano le ore 13 locali(le 10.30 in Italia) quando 3 razzi sono stati lanciati contro la Fob"La Marmora". Due dei razzi sono esplosi all'interno della Fob, mentre il terzo ha impattato al di fuori del perimetro della base. Subito è entrato in azione un plotone della Quick Reaction Force allo scopo di individuare il punto dal quale è avvenuto il lancio dei razzi. Non sono stati registrati danni alla struttura Fob e nessun militare è rimasto ferito.

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22 ottobre 2013 2 22 /10 /ottobre /2013 16:55

resolute support afghanistan"Resolute Support":sarà questo il nuovo nome della missione in Afghanistan, non sarà una missione di guerra, in quanto il suo obiettivo sarà quello di addestrare e consigliare le forze di sicurezza afgane e di rafforzare le istituzioni."Non sarà un'altra missione ISAF con un nome diverso, ma una missione differente e significativamente più piccola in termini di uomini impegnati sul terreno"così ha detto il Segretario Generale della NATO, Ander Fogh Rasmussen ieri a Bruxelles. Per ciò che riguarda le diverse aree di responsabilità non ci saranno cambiamenti:all'Italia spetterà sempre la responsabilità della parte occidentale, alla Germania l'area settentrionale e agli USA la zona meridionale. Ma quanti saranno i militari che dovranno restare in Afghanistan?Al momento non è dato sapere, la decisione infatti spetta agli esperti militari e avverrà nei prossimi mesi.

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20 ottobre 2013 7 20 /10 /ottobre /2013 15:52

afghanistan-attacco-ai-militari--in-combattimento-per-30-mi.jpgE' successo di nuovo. Dopo i razzi lanciati contro la base italiana l'altro giorno, questa volta a trovarsi nel mirino dei talebani è stata una pattuglia di militari italiani. Erano le ore 15.00 locali(le 13 italiane) a 5 km dalla base di Shindand, quando una pattuglia di paracadutisti del 183°Reggimento "Nembo" di Pistoia, di Bersaglieri del del 7°Reggimento di Altamura(Bari) e di Genieri del 4° Reggimento Guastatori di Palermo, impegnati in un'operazione di controllo e di bonfica del territorio, sono stati attaccati. Un attacco in piena regola, con lancio di razzi Rpg, armi leggere, mortai. Un vero e proprio combattimento che ha visto i militari italiani impegnati per circa 30 minuti e durante il quale è intervenuto anche il supporto aereo dell'ISAF con 2 velivoli e con gli elicotteri da attacco italiani Mangusta A-129 della Task Force "Fenice". Dopo il combattimento i militari italiani hanno fatto rientro alla base di Shindand. Non c'è stato nessun ferito nello scontro a fuoco.

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20 ottobre 2013 7 20 /10 /ottobre /2013 15:35

foto granatieri di sardegnaRicevo e pubblico un interessante articolo di Monica Palermo relativo alla partenza della Brigata"Granatieri di Sardegna" per il Libano.

 La Brigata “Granatieri di Sardegna” parte per il Libano dopo oltre quattro anni dall’ultimo impiego in missioni all’estero e dopo un anno di intense attività addestrative, che hanno raggiunto il culmine nelle esercitazioni: “Quick Impact” (a Monteromano –VT, nel mese di giugno), “Pegaso 2013 – 4” (a Bracciano a luglio) e “Dark Shadow” (Monteromano, a settembre). Una cerimonia molto sentita, che ha visto radunate Autorità militari, civili e religiose, si è svolta presso la Caserma "Gandin" di Roma, sede del Comando Brigata “Granatieri di Sardegna” e del 1°Reggimento, per salutare questo nuovo impegno della Brigata. È entrata in campo la Banda, comandata dal Luogotenente Domenico Morlungo. A seguire, sotto il comando del Colonnello Claudio Caruso, si sono posizionati i reparti dei Granatieri: una compagnia del Comando Brigata, 2 compagnie del 1° Reggimento, uno squadrone dei Lancieri di Montebello, una compagnia mista formata dal Reparto Comando Granatieri e da un gruppo di formazione di altri reparti in concorso che andranno in missione nel teatro libanese, riconoscibili dal consueto basco azzurro, tipico delle missioni ONU. I medaglieri dell'Associazione Nazionale "Granatieri di Sardegna", dell'Associazione Nazionale Arma di Cavalleria e quello dell'Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori e il Gonfalone di Roma Capitale decorato di Medaglia d'Oro al Valor Miliare hanno poi preso posto a fianco del palco delle Autorità. Il Generale Maurizio Riccò, Comandante della Brigata Granatieri di Sardegna e il Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Lops, Comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa, si sono avvicendati in un discorso rivolto al pubblico presente, spiegando come dopo l’intenso ciclo di esercitazioni la Brigata “Granatieri di Sardegna” sia pronta ad assumere il comando del Settore Ovest (SW) della missione ONU-UNIFIL, nell’ambito dell’Operazione “LEONTE XV” in Libano. E infatti, la Grande Unità elementare, rinforzata da altre unità provenienti da tutta Italia, una volta giunta in territorio libanese assumerà la denominazione JTF-L (Joint Task Force – Lebanon) e opererà, “insieme” alle Forze Armate di altre nazioni nel pieno rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. UNIFIL agisce in un contesto molto delicato che, dal 1978 ad oggi, è in continuo mutamento. Gli obiettivi della missione seguono tre linee direttrici: monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, supporto alle Forze Armate libanesi dispiegate nel Libano del sud, per favorire il graduale miglioramento delle loro capacità di controllo della medesima area e, infine, assistenza alla popolazione civile attraverso la realizzazione di progetti CIMIC e Quick Impact Project per una crescita sostenibile della popolazione libanese. La JTF-L contribuirà con imparzialità e trasparenza, qualità tipiche del "peacekeeper", a restituire stabilità e sicurezza alla martoriata terra libanese. In seguito Padre Pierluca Bancale ha poi benedetto il contingente prossimo alla partenza e i reparti hanno cantato l’Inno d'Italia.

Monica Palermo   

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18 ottobre 2013 5 18 /10 /ottobre /2013 17:09

Militari italiani di nuovo sotto il tiro dei talebani.Alcuni razzi sono stati sparati contro la Fob"La Marmora", a Shindand, dove opera la TSU-C(Transition Support Unit Centre)l'unità di manovra su base 183°Reggimento Paracadutisti "Nembo" di Pistoia. L'attentato è  successo giovedi sera verso le 22, quando un razzo sparato contro l'avamposto italiano è esploso all'interno della base provocando lievi danni ai vetri blindati di una delle torrette della Fob.Il secondo razzo invece è esploso al di fuori del perimetro della base. Non ci sono stati feriti tra i militari italiani.afghanistan-razzi-contro-fob-lamarmora-a-shindand.jpg

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17 ottobre 2013 4 17 /10 /ottobre /2013 17:21

Il 25 settembre a Roma si è svolta la manifestazione della polizia contro i tagli del governo. Una manifestazione organizzata dal "Movimento Poliziotti"e dai sindacati A.D.P. e CONSAP, e alla quale erano stati invitati a partecipare i cittadini italiani. Per la prima volta si sarebbero trovati dalla stessa parte parte della barricata poliziotti e popolo italiano. Più di 8.000 le persone che hanno letto e condiviso l'articolo relativo alla manifestazione(vedi l'articolo su questo stesso blog alla sezione"attualità"Roma:poliziotti si ribellano ai tagli del governo: in piazza il 25 assieme ai cittadini per la prima volta). Tanti i commenti favorevoli e le opinioni della gente comune sulla manifestazione. Commenti, opinioni, espressi dagli italiani comodamente da casa su un divano con Pc e Facebook a portata di cliccata. Sì gli italiani tutti li a cliccare furiosamente "mi piace"(o "likare"come) su Facebook, a mostrare solidarietà ai poliziotti, a parlare di rivoluzione necessaria per cambiare le cose, o per lo meno per cercare di cambiarla  la grave situazione che sta vivendo il nostro paese. Quella del 25 settembre invece è stata una grande occasione mancata per il popolo italiano. Infatti al lato pratico degli 8.000 che hanno letto e condiviso l'articolo e altri link o articoli relativi alla manifestazione, in piazza poi ne sono scesi 200 o poco più. I poliziotti sono stati lasciati soli dal popolo,  inoltre come se non bastasse, la manifestazione che era rilevante, non è certo finita sulle prime pagine dei giornali italiani chissà per quale motivo poi,mentre i media inglesi almeno le hanno dato il risalto che meritava.  Tra le fila delle divise , tra i tanti,oltre a Roberto Maccione, Segretario Provinciale di Genova per l'A.D.P.(Autonomi di Polizia), c'era Maurizio Cudicio, fondatore del "Movimento Nazionale dei Poliziotti", con  un megafono in mano sotto ad una finestra del Viminale, ha cercato di instaurare un impossibile dialogo con il Ministro Alfano, che però non era presente. Ma chissà se poi al signor Ministro sarebbe interessato davvero sapere i problemi di una divisa:volanti vecchie con troppi km, unformi antiquate solo per citarne alcuni. Ma la domanda è:il popolo italiano dove stava e perchè ha lasciato soli i poliziottimanifestazione polizia2? Sicuramente stava su Facebook non c'è ombra di dubbio. Perchè gli italiani la rivoluzione la vogliono fare sì, ma comodamente dal divano e su Facebook. "Armiamoci e partite", si partite voi però, gli altri, a farla la rivoluzione, a manifestare in piazza contro tutto quello che non va. Perchè noi italiani in piazza ci scendiamo solo quando l'Italia vince i campionati del mondo. Per cambiare le cose c'è sempre tempo e poi ci sarà sempre qualcuno che le  cambierà al nostro posto.

    
   
     
 
 
 
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