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9 marzo 2020 1 09 /03 /marzo /2020 19:41

E' stato un 8 marzo davvero particolare quello delle militari in missione UNIFIL nella terra dei cedri. Nella giornata internazionale della Donna, il personale femminile del Sector West in Libano, ha voluto ricordare il ruolo femminile svolgendo attività di istituto. Le militari italiane sono state impegnate in pattuglie e poligoni per questo 8 marzo 2020.

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6 marzo 2020 5 06 /03 /marzo /2020 18:18
Libano:per i Granatieri di Sardegna primi 100 giorni di missione UNIFIL
Libano:per i Granatieri di Sardegna primi 100 giorni di missione UNIFIL
Libano:per i Granatieri di Sardegna primi 100 giorni di missione UNIFIL

Per questi militari italiani sono già trascorsi tre mesi:  i primi 100 giorni di missione nel Libano del sud, Sector West  ovvero 1750 chilometri quadrati dove é operativa una Joint Task Force articolata sulla struttura della Brigata Granatieri di Sardegna. 100 giorni ovvero Più di tre mesi che vedono i Granatieri di Sardegna di Sardegna in prima linea affinché la risoluzione 1701 venga rispettata e messa in pratica.

Questi militari sono peacekeepers e operano in un contesto internazionale, dove UNIFIL si compone di 45 nazioni, e dove il Sector West è sotto il comando del Generale di Brigata Diego Filippo Fulco con le sue 15 nazioni, e i suoi 3800 uomini è l'area più vasta.

In questi primi 100 giorni di missione  sono state svolte più di 25000 attività operative, circa 250 al giorno, tutte attività che non conoscono soluzione di continuità, diurne, e notturne, con la pioggia e sotto il sole, sono tutte attività che non conoscono i limiti derivanti dalla situazione meteorologica, e sono  spesso condotte con i colleghi stranieri. Attività che hanno un unico obiettivo: il controllo e la sicurezza della Blue Line, che nell'area di responsabilità si estende per circa 50 km e comprende 8 delle 13 reservations areas, aree tutt'oggi sottoposte a controversie di frontiera tra Israele e il Libano.

Oltre il 20% delle attività di pattugliamento nel settore viene condotto in stretto coordinamento con le Lebanese Armed Forces (LAF) , con le quali ci sono rapporti operativi ed addestrativi. Sono stati infatti più di 110 i corsi che sono stati condotti a favore dell'esercito libanese, con diversi argomenti trattati: tecniche e procedure di pattugliamento motorizzato, pattugliamento appiedato, procedure di risposta ad un atto ostile, trattamento feriti ed evacuazione  medica, procedure di Counter-IED (Improvised Explosive Device), operazioni in ambiente urbano.

Sono più di 2350 i militari dell'esercito libanese che si sono confrontati ed addestrati  con i peacekeepers italiani nel solo periodo di di servizio della Brigata dei Granatieri di Sardegna. Il CIMIC ovvero la Cooperazione Civile e Militare,  è l'altro pilastro sul quale si basa il lavoro dei militari del Sector West: oltre 500 le attività sanitarie 77 le donazioni, 20 le inaugurazioni di opere pubbliche, e più di 230 le attività con le municipalità: é con queste attività che i peacekeepers forniscono supporto alla popolazione.

Questi risultati finora raggiunti rafforzano l'immagine del soldato italiano:professionale. capace, preparato, e con una caratteristica che lo rendono unico: l'innata empatia che gli permette di essere accettato  ed anche di valutare nel miglior modo possibile situazioni e circostanze: caratteristica inestimabile in uno scenario operativo dai delicati equilibri  come quello libanese.

 Delicati equilibri che ogni giorno vengono tenuti sempre sotto controllo grazie all'impegno e alla professionalità dei peacekeepers italiani, un impegno  che continua costante ogni giorno, sotto il sole, o sotto la pioggia, con il freddo o con il vento: perchè il lavoro dei militari italiani non conosce limiti.

Libano:per i Granatieri di Sardegna primi 100 giorni di missione UNIFIL
Libano:per i Granatieri di Sardegna primi 100 giorni di missione UNIFIL
Libano:per i Granatieri di Sardegna primi 100 giorni di missione UNIFIL

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1 marzo 2020 7 01 /03 /marzo /2020 17:44
Barletta:i militari del Reggimento "Torino"incontrano studenti per promuovere offerta formativa e professionale Esercito Italiano

Il personale qualificato "Info team"cioè il personale specializzato nella comunicazione e nel reclutamento, dell'82°Reggimento Fanteria"Torino"(unità alle dipendenze della BrigataMeccanizzata "Pinerolo") ha incontrato nei giorni scorsi, gli studenti delle scuole superiori della provincia di Barletta-Andria-Trani che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro.

L'incontro con gli studenti rientra nell'ambito delle conferenze di informazione e orientamento promosse dallo Stato Maggiore dell'Esercito per l'anno scolastico 2019/2020. L'Esercito Italiano sostiene il reclutamento dei giovani potenzialmente in grado di assicurare standard di professionalità motivanti e sempre più elevati, a testimonianza di come la preparazione morale, etica e professionale del personale militare rappresentino, oggi giorno le fonda,menta della Forza Armata. 

La formazione, l'addestramento, e la specilizzazione del personale sono ingredienti essenziali per un'istituzione  quale l'Esercito, Italiano, fondato su valori e tradizioni  e al giorno d'oggi moderna, supportata dalla tecnologia al servizio  del soldato, in grado di affrontare  complessità e la continua evoluzione degli scenari operativi nonché alle sfide quotidiane in cui uomini e donne sono chiamati a operare.

In particolare durante presso gli Istituti scolastici,  dopo un briefing  e video informativi sull'Esercito Italiano  sono state illustate le modalità concorsuali e di arruolamento nella categoria Volontari in Ferma Prefissata: Sottoufficiali ed Ufficiali.

Da parte degli studenti c'è stata una forte curiosità  ed interesse , curiosità e interesse che sempre più giovani rivolgono alla Forza Armata e alla carriera militare, a dimostrare come l'82°Reggimento Fanteria"Torino" e l'Esercito siano realtà concrete presenti sul territorio  locale ed al tempo stesso una importante  risorsa  del nostro"Sistema Paese".

Barletta:i militari del Reggimento "Torino"incontrano studenti per promuovere offerta formativa e professionale Esercito Italiano

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28 febbraio 2020 5 28 /02 /febbraio /2020 17:50

E' stata portata a termine nei giorni scorsi, un'esercitazione congiunta tra Esercito Italiano, ghanese e malese con l'obiettivo di incrementare la capacità di collaborazione, impiego e coordinamento tra le unità in modo da rendere più efficiente ed efficace il lavoro svolto dai peacekeeper della missione UNIFIL in Libano.

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23 febbraio 2020 7 23 /02 /febbraio /2020 16:46
Libano:militari italiani portano a termine attività di "familiarizzazione" con militari ganesi e malesi
Libano:militari italiani portano a termine attività di "familiarizzazione" con militari ganesi e malesi
Libano:militari italiani portano a termine attività di "familiarizzazione" con militari ganesi e malesi

Si sono confrontati sull'applicazione delle STIR (Standardised Tactical  Incident Reactions) le linee guida con le quali UNIFIL  determina i comportamenti da adottare in caso di intervento, con grande attenzione alle azioni di controllo delle folla e al trattamento ed evacuazione dei feriti e hanno svolto attività di addestramento. I militari italiani , ganesi e malesi nei primi 15 giorni di febbraio hanno svolto un'attività di familiarizzazione tra le truppe dei vari eserciti, ad evidenziare come la caratteristica principale delle missione UNIFIL sia la pluralità dei Paesi contribuenti.

Protagonisti di questa attivitò sono stati la Sector Mobile Reserve del Sector West composta  da una compagnia dei "Lancieri di Montebello"(8°), la Battalion Mobile Reserve composta dall'Armoured Recce Regiment ganese e la Battalion Mobile Reserve malese. L'attività di familiarizziazioe ha compreso addestramento ed esercitazioni congiunte che si sono svolte all'interno di varie United Nations Positions, le basi di UNIFIL. Oltre all'addestramento sono state condotte pattuglie condotte tra i diversi assetti all'interno di tutta l'area di operazione  del settore a guida italiana di oltre 650 chilometri quadrati.

Il fine di questi momenti addestrativi é quello di accrescere le capacità di collaborazione, coordinamento e impiego delle unità che costituiscono la riserva del settore aumentando le potenzialità di manovra e rendendo il lavoro svolto dei peacekeeper più efficiente ed efficace.

All'interno della Joint Task Force-Lebanon Sector  West al comando del Generale Diego Filippo Fulco,  collaborano i militari di 15 nazioni, e questo genere di confronto é davvero fondamentale. Un confronto sano e leale da soldato a soldato, una "familiarizzazione"  che non comprende solo il lato professionale riguardanti armi, mezzi, materiali, tecniche e procedure, ma che riguarda anche il lato umano di ogni casco blu e gli ricorda come assicurare la pace e la sicurezza sia l'obiettivo più importante di UNIFIL.

Libano:militari italiani portano a termine attività di "familiarizzazione" con militari ganesi e malesi
Libano:militari italiani portano a termine attività di "familiarizzazione" con militari ganesi e malesi
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18 febbraio 2020 2 18 /02 /febbraio /2020 18:07
Africa:Forze Speciali Italiane in azione nell'esercitazione antiterrorismo internazionale "Flintlock 2020"

E' iniziata ieri e terminerà il 28 febbraio, l'esercitazione antiterrorismo internazionale "Flintlock 2020" che vede entrare in azione anche i militari italiani delle Forze Speciali assieme a quelli di Belgio, Austria, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Spagna , Portogallo, Regno Unito, Canada, USA, e dell'Africa come Camerun Ciad, Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Senegal, Marocco, Niger e Nigeria solo per citarne alcuni.  1600 i militari che prendono parte alla"Flintlock 2020" che ha come scenario la Mauritania e il Senegal. "E' un 'esercitazione militare e di polizia che coinvolgerà nazioni- partner in tutta l'Africa del Nord e dell'Ovest e le forze per le operazioni speciali occidentali. Dal 2005 è la più grande esercitazione annuale delle forze speciali occidentali  per operazioni speciali nel continente africano" ha affermato il Generale dell'Esercito USA Stephen Towsend, Comandante del Comando USA in Africa, come riportato dal quotidiano on line"congedatifolgore.it". 

L'obiettivo dell'esercitazione é quello di migliorare le capacità operative e professionali dei militari per contrastare al meglio il terrorismo internazionale.  Essendo un 'esercitazione che vede coinvolte Africa e Europa consente un addestramento in sinergia con le forze armate internazionali.

Il fatto che la "Flintlock"si svolga in Africa consente di supportare al meglio i paesi africani a risolvere i problemi che affliggono queste regioni. E' solamente combattendo uniti che si può cercare di sconfiggere il terrorismo internazionale e al tempo stesso fornire un valido supporto all'Africa per un futuro  sereno e più stabile.

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13 febbraio 2020 4 13 /02 /febbraio /2020 17:37
Gibuti:il Generale Portolano elogia i militari italiani:"Vanto ed orgoglio per tutta la Nazione"
Gibuti:il Generale Portolano elogia i militari italiani:"Vanto ed orgoglio per tutta la Nazione"
Gibuti:il Generale Portolano elogia i militari italiani:"Vanto ed orgoglio per tutta la Nazione"

Ha incontrato il personale della Base al quale ha voluto esprimere il suo plauso e compiacimento per l'attività svolta in maniera professionale da tutti i militari che operano nell'area, che con il loro impegno quotidiano"sono motivo di vanto e di orgoglio per tutta la Nazione": queste le parole del Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, il Generale di Corpo d'Armata Luciano Portolano durante la sua visita  ai militari  della Base Militare Italiana di Supporto a Gibuti.  Ad accogliere il Generale, c'era il Comandante della base, il Colonnello Michele Chiedi e il Comandante della Missione Addestrativa Italiana (MIADIT) Somalia, il Colonnello Mario Ligi.

Nella sua visita svoltasi l'altro ieri, il Generale Portolano accompagnato dal Ministro Plenipotenziario, inviato speciale del MAECI per il Corno d'Africa, l'Ambasciatore Luciano Pezzotti, ha visitato le componenti infrastrutturali della Base, poi in un secondo momento, presso il Comando si é svolto un briefing che ha illustrato le attività svolte dalla BMIS e dalla MIADIT Somalia.

La Base Militare Italiana di Supporto di Gibuti é composta da personale delle 4 Forze Armate ed é stata realizzata in un'area dell'Africa crocevia  strategico per le linee di comunicazione marittime che dall'area mediterranea si dirigono, attraverso il Canale di Suez, verso il Golfo Persico, il Sud Est asiatico, ed il Sudafrica e viceversa. Inoltre la Base ha l'obiettivo di  fornire supporto logistico a tutte quelle componenti  nazionali in transito sul territorio di Gibuti impegnate nel Corno d'Africa e nell'Oceano indiano.

Gibuti:il Generale Portolano elogia i militari italiani:"Vanto ed orgoglio per tutta la Nazione"
Gibuti:il Generale Portolano elogia i militari italiani:"Vanto ed orgoglio per tutta la Nazione"
Gibuti:il Generale Portolano elogia i militari italiani:"Vanto ed orgoglio per tutta la Nazione"

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9 febbraio 2020 7 09 /02 /febbraio /2020 17:52
Niger:militari italiani donano apparecchiature mediche
Niger:militari italiani donano apparecchiature mediche

Apparecchiature mediche sono state donate l'altro ieri dal CIMIC  della missione dei militari italiani impegnati  in Niger alla Direzione Centrale  dei Servzi Saniatrie dell'Azione Sociale delle Forze Armate del Niger (DCSSA/AS-FAN). Alla cerimonia di consegna delle apparecchiature svoltasi si presso la base AB01 dell'Aeronautica Militare della Repubblica del Niger, erano presenti l'Ambasciatore d'Italia a Niamey il  Dott. Marco Prencipi. il Ministro della Difesa Issofou Katambè e il Comandante della Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN), il Generale di Brigata Caludio Dei.

La donazione di queste apparecchiature rientra nell'ambito di uno dei tanti progetti pianificati nell'ambito della cooperazione-Civile-Militare(CIMIC) del Comando Operativo di Vertice Interforze  (COI), e si innesta in un'ottica più vasta di implementazione delle risorse messe a disposizione  dal Sistema Salute Nigerino, il quale presenta ampi margini di sovrapposizione  civile-militare. Medici ed infermieri militari, sono anche loro destinatari di una formazione continua con corsi "ad hoc" da parte del Mobile Training Team (MTT) sanitario della MISIN, sono attivi nell'ambito del sistema sanitario nazionale del Niger e forniscono assistenza anche alla popolazione locale. Infatti, dal Ministero della Difesa, dipendono tutta una serie di infermerie e presidi nazionali che si occupano ampiamente del personale civile. 

La sanità militare distribuita è distribuita in maniera capillare sul territorio nigerino,  e nelle zone rurali é sempre operativa  per venire incontro a tutte le esigenze mediche della popolazione, intervenendo in modo attivo  dove ci sono scarse risorse economiche ed umane. E' una vera e propria attività di sostegno  alla Sanità del Niger, sviluppata  mediante una pianificazione mirata al supporto dei Dicasteri della Sanità  e della Difesa, e si inserisce nell'ambito dello sforzo congiunto per lo sviluppo delle Forze di Sicurezza nigerine l'incremento di capacità volte al miglioramento della qualità della vita. 

Niger:militari italiani donano apparecchiature mediche

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5 febbraio 2020 3 05 /02 /febbraio /2020 17:49
Libano:militari italiani UNIFIL portano a termine l'esercitazione"Blue Hammer IV"
Libano:militari italiani UNIFIL portano a termine l'esercitazione"Blue Hammer IV"
Libano:militari italiani UNIFIL portano a termine l'esercitazione"Blue Hammer IV"

"Blue Hammer IV": questa la denominazione dell'esercitazione da poco conclusasi in Libano e  che ha visto  protagonisti  di un percorso addestrativo coordinato  i peacekeeper italiani e le Lebanese Armed Forces. L'esercitazione giunta alla quarta edizione nel 2020,  ha evidenziato il legame operativo esistente tra i contingenti di UNIFIL e le LAF. La "Blue Hammer" si é svolta  presso l'area addestrativa di Chawakeer a Tiro, area nella quale per quattro settimane i soldati italiani del reggimento "Lancieri di Montebello"(8°) e del 1°Reggimento "Granatieri di Sardegna" hanno condotto un addestramento  con i colleghi libanesi, obiettivo: migliorare le tecniche e le procedure e perfezionare il coordinamento tra le truppe, elemento indispensabile per le innumerevoli attività  che ogni gioro vengono svolte in collaborazione con i militari  di UNIFIL e delle LAF. Durante una prima fase  i soldati hanno dato prova delle capacità operative con esercizi di ardimento, calandosi dall'alto di una torre.  Diverse le tecniche di discesa utilizzate che vanno dalla classica corda doppia all"australiana". Nella seconda fase i militari sono entrati in azione applicando tecniche di pattugliamento appiedato con supporto di mezzi blindati, avvicinamento ad un'area urbanizzata sotto copertura  di tiratori scelti, successiva bonifica e  messa in sicurezza. Le attività sono state frutto di un lavoro costante e continuativo, i progetti addestrativi del Sector West,  infatti seguono una pianificazione  ciclica che coinvolge  circa 2000 soldati ogni semestre. Il confronto che nasce dall'addestramento  trova poi applicazione pratica nella condotta di pattuglie congiunte che garantiscono il rispetto della risoluzione 1701 e la sicurezza sulla Blue Line. L'esercitazione ed i suoi contenuti discendono  dal mandato UNIFIL, che prevede il supporto alle forze armate libanesi.

All'esercitazione erano presenti il Comandante della Joint Task Force Lebanon Sector West, il Generale di Brigata Diego Filippo Fulco, ed il Comandante della 5a Brigata delle LAF, il Generale Edgar Lawandos, responsabile  del territorio libanese a sud del fiume Litani. La loro presenza è la testimonianza del legame esistente  tra i caschi BLU di UNIFIL e le forze armate libanesi. "L'addestramento é il primo momento di conoscenza  tra militari,  ed é alla base della fratellanza in armi indispensabile tra eserciti diversi che operano  per uno scopo comune": queste le parole del Generale Fulco nel suo discorso ai soldati durante la cerimonia, soldati italiani che ogni giorno si impegnano per mantenere una situazione di pace di  e stabilità lungo la Blue Line.

Libano:militari italiani UNIFIL portano a termine l'esercitazione"Blue Hammer IV"
Libano:militari italiani UNIFIL portano a termine l'esercitazione"Blue Hammer IV"
Libano:militari italiani UNIFIL portano a termine l'esercitazione"Blue Hammer IV"

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2 febbraio 2020 7 02 /02 /febbraio /2020 17:34
Roma:decollato il volo dell'Aeronautica Militare che riporterà in Italia gli italiani bloccati a Whuan

E' decollato stamattina all'alba dall'aeroporto militare di Pratica di Mare, il KC767A  del 14°Stormo dell'Aeronautica Militare, con a bordo 10 membri dell'equipaggio di cui 4 piloti,  e 6 unità del team sanitario formato da 4 militari e 2 dipendenti del ministero della salute. Missione: riportare in Italia i 67 connazionali bloccati a Wuhan causa del coronavirus. Il velivolo arriverà a destinazione dopo un volo di 11 ore, un velivolo che per questi 67 italiani bloccati in Cina rappresenta la salvezza:"Basta che ci riportano a casa, Wuhan è una città fantasma"ha affermato uno di loro all'Adnkronos, e di certo essere bloccati i quella città é diventato un incubo e poco importa se non potranno riabbracciare subito i loro familiari ma sentirli solo per telefono, almeno per i primi giorni.

Dovranno infatti stare in quarantena qualche giorno per evitare i rischi derivanti da un potenziale contagio. Il loro rientro é previsto domani alle 8.15 all'aeroporto militare di Pratica di Mare. Una volta atterrati  verranno sottoposti  ai controlli medici, chi tra di loro potrebbe aver contratto il coronavirus dovrà stare in una stanza isolata dove circolerà solo aria filtrata, per gli altri invece scortati da polizia e carabinieri, la destinazione sarà la città militare della Cecchignola dove dovranno stare 14 giorni in quarantena. Quattordici giorni per potersi lasciare alle spalle un 'incubo, un incubo chiamato coronavirus.

Roma:decollato il volo dell'Aeronautica Militare che riporterà in Italia gli italiani bloccati a Whuan

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