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9 marzo 2017 4 09 /03 /marzo /2017 17:53
Salerno:Antonio militare in missione in Afghanistan combatte battaglia contro uranio impoverito e istituzioni

Era partito in missione in Afghanistan, la "Enduring Freedom",era in  forza ai rangers degli Alpini Paracadutisti, non avrebbe mai immaginato come dopo il suo rientro nel 2004, la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Ha raccontato la sua storia al"Mattino".

La sua è la storia di un militare che si trova a combattere due battaglie:una contro la contaminazione da uranio impoverito, e l'altra quella contro il Ministero della Difesa per avere assistenza. Da quando si è ammalato infatti è stato lasciato solo. Antonio Attianese di Sant'Egidio Monte Albino ,38 anni, sposato, due figli, ranger in congedo del 4°Reggimento Alpini al rientro da quella missione, aveva iniziato a stare male. Gli erano state riscontrate tracce di sangue nelle urine, e la diagnosi definitiva non lasciava nessuna via di scampo:"tumore alla vescica causato da un' esposizione a un inquinamento ambientale contenente polveri di acciaio e tungsteno". Il tungsteno è il metallo presente nelle munizioni. Antonio si è dovuto sottoporre a più di 35 interventi chirurgici e a circa 100 ricoveri in ospedale.

Dopo il primo intervento, gli viene asportata la vescica ed un rene che lo costringono ad utilizzare una sacca per contenere le urine. Le spese per le cure e per i ricoveri ospedalieri sono tutte a carico di Antonio, che nel 2005 scopre l'esistenza di una circolare dello Stato Maggiore dell'Esercito, la 65/84 che"prevede il monitoraggio del personale delle forze armate affetto da grave patologia, l'assistenza in campo sanitario, amministrativo, spirituale, psicologico morale e materiale a favore dei militare e dei loro familiari".

Il militare chiede che questa circolare venga applicata. Ma la risposta dell'amministrazione del suo reparto è negativa. Come se non bastasse, Antonio viene chiamato a rapporto da tre dei suoi superiori, si teme infatti che l'immagine del reparto possa venire screditata  a causa delle sue richieste e del collegamento tra il carcinoma, l'uranio impoverito e le missioni militari. Antonio non si arrende, e nonostante venga abbandonato dalle istituzioni militari, come riporta"Il Mattino", riesce ad ottenere la causa di servizio dal Tribunale militare di Roma, una causa in attesa da ben 13 anni. Ma da buon Alpino Antonio non si arrende. E riuscirà sicuramente a vincere la sua battaglia contro chi doveva proteggerlo e invece l'ha lasciato solo. 

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8 marzo 2017 3 08 /03 /marzo /2017 17:26

"Abbi cura di mamma e papa' "queste le parole di un'infermiera ad un parente dall'interno dell'ospedale militare di Kabul sotto attacco di un commando di talebani stamattina. Poi la comunicazione telefonica si interrompe.

Stamattina un commando di 4 o 5 kamikaze che indossavano camici di medici hanno attaccato l'ospedale militare di Kabul.Il primo kamikaze si è fatto saltare in aria all'ingresso della struttura mentre gli altri si sono fatti strada a colpi di armi di automatiche e granate. Secondo alcune fonti, durante l'assalto dei talebani alcuni pazienti hanno cercato disperatamente una via di fuga fuggendo dalle finestre.

L'attacco è durato tutta la mattina ed è terminato con l'intervento delle forze speciali afgane che si sono fatte calare da un elicottero sul tetto dell'ospedale per poi ingaggiare uno scontro a fuoco con i kamikaze che sono stati uccisi."Un attacco terroristico in n ospedale calpesta tutti i valori umani, in tutte le religioni un ospedale è considerato un sito intoccabile"ha detto il Presidente Ashraf Ghani durante un discorso per la festa internazionale della donna. Il bilancio dell'attacco è tragico, secondo il Ministero della Difesa sarebbero più di 30 i morti, molti dei quali medici e infermieri, e più di 50 i feriti che sono stati evacuati dall'ospedale in elicottero. L'ISIS ha rivendicato la strage affermando che i morti sarebbero più di 100. 

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6 marzo 2017 1 06 /03 /marzo /2017 18:57
Afghanistan:militari italiani che avevano creato"Radio Bayan" la cedono alla polizia afgana

"Radio Bayan"questo il nome della stazione radio creata dai militari italiani nell'ambito della missione ISAF e "Resolute Support", che nei giorni scorsi è stata ceduta a titolo gratuito alla polizia afgana, presso la sede del Provincial Headquarters dell'Afghan National Police di Herat. Erano presenti il Comandante del TAAC-W, il Generale Claudio Minghetti, e il Comandante della polizia afgana, il Brig. Gen. Mohammad Ayoub Ansari.

Il Comandante del TAAC-W ha inaugurato in modo simbolico l'emittente radiofonica creata dai militari italiani, il cui nome è stato cambiato in"Radio National Police in Herat", con un messaggio in diretta, sottolineando il fatto che la radio sarà uno strumento davvero utile per la popolazione afgana e ha voluto evidenziare l'impegno dei militari italiani del TAAC-W, con la loro missione di Train Advise and Assist nei confronti delle ANDSF per un Afghanistan libero e sicuro.

La radio è senza dubbio un mezzo di comunicazione davvero importante per l'Afghanistan:serve infatti a raccontare al popolo afgano il difficile e delicato lavoro delle Forze Armate e di Polizia nel tutelare l'ordine e la sicurezza in contesti difficili come le  grandi città come ad esempio Herat.

Mentre il Generale Minghetti ha tenuto a sottolineare proprio questo aspetto importante della radio, il Generale Ansari durante la sua visita ha ringraziato i militari del Contingente Italiano per il supporto fornito alle Forze di Sicurezza Afgane e ha voluto visitare i locali adibiti alle trasmissioni radiofoniche. Il Generale afgano ha invece evidenziato l'importanza della radio come mezzo per diffondere messaggi socialmente utili alla popolazione. Perchè anche la creazione di un'emittente radiofonica  può contribuire alla costruzione di un futuro migliore per il popolo afgano.

Afghanistan:militari italiani che avevano creato"Radio Bayan" la cedono alla polizia afgana
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2 marzo 2017 4 02 /03 /marzo /2017 18:14
Un momento della cerimonia.

Un momento della cerimonia.

Schieramento del 31°Carri durante la cerimonia.

Schieramento del 31°Carri durante la cerimonia.

Si è svolta qualche giorno fa presso la caserma "Nacci"sede del 31°Reggimento Carri, durante la cerimonia dell'Alza Bandiera, il passaggio del 31°Reggimento Carri dalla Scuola di Cavalleria alle dipendenze della Brigata Pinerolo. Alla cerimonia erano presenti il Comandante della Scuola di Cavalleria e Ispettore dell'Arma di Cavalleria, Generale dì Brigata, Fulvio Poli, e il Comandante della Brigata Pinerolo, il Generale di Brigata Gianpaolo Mirra. La riconfigurazione del reggimento rientra nell'ambito del progetto di riordino della Forza Armata che prevede una configurazione pluriarma delle Grandi Unità elementari. Il 31°Reggimento Carri, già alle dipendenze della Brigata Pinerolo, dal 2 ottobre 1997 sino al 1 gennaio 2011, nel recente passato è stato prevalentemente impegnato nella sperimentazione dei nuovi materiali e sistemi d'arma acquisiti nell'ambito del programma Forza NEC(Network Enabled Capability).

Il programma, ormai già in gran parte operativo, vede i militari della “Pinerolo” operare utilizzando nuovi automezzi, materiali ed equipaggiamenti in grado di assicurare il collegamento diretto e immediato del singolo militare con un centro decisionale condividendo informazioni e dati. Tale programma, ambizioso e innovativo, costituisce la punta di diamante dell’intero sistema di modernizzazione della componente terrestre della Difesa.

Il riordino del 31 °Reggimento Carri, oltre a completare l’organico delle Brigata “Pinerolo”, porterà anche ad un graduale incremento della capacità operativa del Reggimento e rappresenterà un importante valore aggiunto per le future attività della Pinerolo.

Il 31°Carri schierato durante la cerimonia.

Il 31°Carri schierato durante la cerimonia.

Il Comandante del 31°Carri e della Brigata Pinerolo.

Il Comandante del 31°Carri e della Brigata Pinerolo.

Allocuzione del Generale Mirra.

Allocuzione del Generale Mirra.

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2 marzo 2017 4 02 /03 /marzo /2017 17:26
Cagliari:i poliziotti protestano:costretti a lavorare in condizioni disastrose.Ma nessuno interviene

Nonostante le tante segnalazioni per il disagio nel quale si trovano ad operare gli agenti di polizia dell'ufficio immigrazione, i lavori restano purtroppo fermi al palo a casa di questioni burocratiche.  Problemi burocratici non dipendenti dalla Questura. I lavori avrebbero dovuto essere stati portati a termine durante l'inverno, in un periodo di relativa calma per ciò che riguarda gli sbarchi di migranti. Niente in confronto alle ondate di nuovi sbarchi che si prevedono con l'inizio della bella stagione e che continueranno per tutta l'estate. Sarà di nuovo emergenza sbarchi purtroppo ed  emergenza all'ufficio immigrazione di.

Come sottolinea Luca Agati, Segretario provinciale del SAP di Cagliari:"Era fondamentale che avvenissero(i lavori n.d.r)nel periodo invernale(...)invece rischiamo che il tutto avvenga d'estate, proprio ciò che volevamo evitare per non creare ulteriori disagi  ai colleghi, già costretti a lavorare in condizioni precarie.". Ma vediamo quali sono queste condizioni precarie:"L'archivio scoppia con fascicoli in terra per sfruttare tutto lo spazio possibile, lo sportello non garantisce standard di efficienza per esiguità di spazio costringendo i colleghi a ricevere gli stranieri ad una finestra sfruttata come sportello, muri ammuffiti".

Nell'ufficio è un via vai continuo di persone e l'ufficio è lo stesso dove si trovano le strutture operative come le Volanti, gli artificieri, i tiratori scelti, senza le dovute divisioni di sicurezza. La situazione non è migliore al Commissariato P.S. di Quartu S.Elena:anche qui ci si trova davanti ad "una struttura non idonea ad ospitare un ufficio di Polizia. Spazi angusti, uffici che ricevono il pubblico che non garantiscono alcuna privacy"sottolinea Agati.  Ma anche in questo caso il trasferimento in un edificio più consono è in alto mare a causa dei soliti problemi burocratici. Questo crea non pochi disagi ai poliziotti costretti a svolgere il loro lavoro in condizioni davvero al limite, e cosa più grave senza poter rispettare le regole base della sicurezza sul lavoro. Oltre a questo problema si aggiunge quello della"scarsità del personale che non permette più di garantire auto sul territorio, una lenta agonia che sta portando il Commissariato di Quartu ad una morte già scritta." Dei politici gli unici ad interessarsi a questa drammatica situazione sono i "Fratelli d'Italia". Per il resto nessuno sembra interessato a porre rimedio a questa situazione a dir poco scandalosa.

Cagliari:i poliziotti protestano:costretti a lavorare in condizioni disastrose.Ma nessuno interviene
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21 febbraio 2017 2 21 /02 /febbraio /2017 19:10
Cagliari:caso nave Tirrenia devastata da migranti:a quando soluzione definitiva che interrompa sbarchi?

Il caso è finito su quasi tutti i giornali:è il caso del traghetto della Tirrenia in servizio sulla rotta Cagliari-Napoli devastato da 50 migranti  non scortati dalla polizia. I migranti  forse non molto contenti del decreto di espulsione, hanno pensato di andare all'assalto delle cabine:quelle aperte sono state devastate, ci sono stati furti e molestie ai danni dei passeggeri che hanno avuto la sfortuna di ritrovarsi sul quel traghetto."Se qualcuno si meraviglia di quanto accaduto sul traghetto Tirrenia, non ha ben chiaro il problema degli sbarchi dal Nord Africa", afferma Luca Agati, Segretario del SAP."La verità è che giungono poco di buono, giovani aitanti che con zainetto in spalla sono convinti di poter fare ciò che vogliono una volta ottenuto il foglio di espulsione, che nulla è che un lasciapassare  che garantisce loro la libertà di delinquere in Italia."

Quello del traghetto Tirrenia" è solo un altro episodio di violenza che si aggiunge a tanti altri, prosegue, Agati :"Abbiamo assistito al furto di massa al supermercato Lidl di Viale Marconi, scippi, rapine, addirittura una violenza sessuale.Eppure il silenzio delle istituzioni continua inesorabile tollerando il fatto che dei delinquenti continuino a minacciare la serenità dei cittadini. Cosa deve accadere per far comprendere che va trovata una soluzione definitiva che ponga fine agli arrivi?"Si chiede Luca Agati e se lo chiedono tutti. Per ora gli sbarchi continuano indisturbati, complici le belle giornate di sole. Ieri altra ondata di arrivi sulle coste del Sulcis. 

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21 febbraio 2017 2 21 /02 /febbraio /2017 18:08
Foggia:il sindaco di Teramo ai militari dell'Esercito :"Grazie per il supporto in momento più duro della nostra vita"
Foggia:il sindaco di Teramo ai militari dell'Esercito :"Grazie per il supporto in momento più duro della nostra vita"

I militari dell'11°Reggimento Guastatori di Foggia erano intervenuti tempestivamente nelle zone dell'Abruzzo colpite dall'emergenza neve, liberando le strade, ripristinando i collegamenti tra i vari centri e aiutando la popolazione. Ieri mattina presso la caserma Pedone di Foggia, sede dell'11°Genio Guastatori, unità alle dipendenze della Brigata Pinerolo, il Colonnello Giuseppe Spinelli, Comandante del Reggimento, ha letto la lettera del Sindaco del comune di Castel Castagna(TE), durante la cerimonia dell'alzabandiera.

Il sindaco del Comune abruzzese, la Dott.ssa Rosanna De Antoniis, con la lettera ha voluto ringraziare tutti i militari che che nei giorni della terribile emergenza neve hanno ristabilito le condizioni di normalità e hanno aiutato la popolazione rimasta isolata."In questi momenti difficili, vi ho chiesto aiuto e voi, senza esitare siete arrivati e da quel momento non ci siamo più sentiti soli(...)Ci avete supportato nel riaprire le strade, nel consolare le persone, nel togliere muri di neve tr le abitazionie la libertà di ognuno.Per questo vi dico GRAZIE, per averci sostenuto in uno dei momenti più difficili della nostra esistenza"ha scritto il sindaco di Teramo.

 "Questo ringraziamento va a voi tutti e alla vostra professionalità al vostro cuore e alla generosità con la quale avete operato stare vicino alle necessità di chi è stato colpito da questa emergenza che si è tristemente sommata alla già difficile situazione di quelle zone colpite dal terremoto"queste le parole  del Colonnello Spinelli ai militari schierati nella piazza d'armi,"portate questo ringraziamento alle vostre famiglie che con la loro costante ed instancabile vicinanza ci consentono di operare con serenità in tutte le occasioni nelle quali siamo chiamati ad intervenire"ha aggiunto poi il Colonnello.

Il Reggimento Genio di Foggia nei giorni precedenti all'emergenza neve in Abruzzo, era dovuto intervenire tempestivamente anche in Puglia, dove a causa dell'eccezionale nevicata molti comuni erano rimasti isolati  e li aveva liberati dalla neve. I reparti del Genio, sono stati sempre in prima linea durante tutta l'emergenza neve e sono sempre pronti ad intervenire a favore della comunità nazionale anche nella bonifica di residuati bellici che sono ancora presenti su vasta scala su tutto il territorio italiano e sia anche anche in caso di pubbliche utilità a favore della popolazione civile. I militari hanno un'elevata professionalità grazie anche alle esperienze maturate nei teatri operativi e anche alla elevata connotazione in dual-use. Il loro intervento è stato davvero decisivo durante i terribili giorni dell'emergenza neve. 

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20 febbraio 2017 1 20 /02 /febbraio /2017 18:36
Iraq:il 7°Reggimento AVES al comando del Personnel Recovery nell'Operazione" Prima Parthica"

I militari italiani del 7°Reggimento AVES"Vega" ai quali si aggiungono i colleghi del 5°Reggimento AVES"Rigel",  e quelli del 66°Reggimento Fanteria Aeromobile "Trieste nonchè i militari del  3°Reggimento Operazioni Speciali"Aldebaran" sono al comando del "Task Group Griffon"dell'Operazione "Prima Parthica". Sono subentrati nei giorni scorsi ai loro colleghi del Task Group su base 5° RIGEL di Casarsa della Delizia, che hanno portato a termine la loro  missione durata 6 mesi. Sono stati  6 mesi di duro impegno, con l'obiettivo di gestire le operazioni di "Personnel Recovery"(PR). Alla cerimonia di avvicendamento era presente il Comandante dell'Italian National Contingent Command Land, il Generale di Brigata Francesco Maria Ceravolo.  

L'assetto PR italiano è composto da 4 elicotteri da trasporto tattico NH-90, 4 elicotteri da esplorazione e scorta A129 Mangusta e 130 uomini e donne della Brigata Aeromobile "Friuli". Si tratta dell'unico assetto PR non americano operativo nella zona del nord dell'Iraq. Questa zona dell'Iraq ha davvero un'importanza notevole dal punto di vista strategico militare iracheno:da qui partono infatti le operazioni militari irachene per la liberazione di Mosul. L' assetto PR italiano è un ottimo esempio di integrazione, interoperabilità  ed elevata professionalità che sono una caratteristica principale dell'Esercito Italiano.

Il Task Group è schierato presso l'aeroporto internazionale di Erbil ed è l'unica compagine italiana all'interno dell'assetto di PR, che ha la funzione di supportare le operazioni cinetiche della coalizione anti-Daesh. I militari italiani degli equipaggi del Task Group"Griffon" sono addestrati e preparati a pianificare e condurre missioni di recupero di personale che vengono a trovarsi isolati sul territorio.Il loro intervento è davvero fondamentale quando in caso di azioni ostili, dei  militari vengano feriti in zone molto difficili da raggiungere. 

Iraq:il 7°Reggimento AVES al comando del Personnel Recovery nell'Operazione" Prima Parthica"
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14 febbraio 2017 2 14 /02 /febbraio /2017 18:27
Il Colonnello Capasso e Il Ten.Col Russo

Il Colonnello Capasso e Il Ten.Col Russo

Il personale del MAT IX del MAT X

Il personale del MAT IX del MAT X

Passaggio di consegne ieri presso Camp Zafar,  al vertice del  Military Advisor Team (MAT), l'unità dell'esercito italiano composta da militari a cui è affidato il compito di supportare il 207°Corpo d'Armata Afgano nel suo processo di crescita. Alla cerimonia erano presenti il Generle di Brigata Amanullah Mobin, comandante del 207°Corpo d'Armata, il Generale Farook, Comandante della 606 zona di polizia di Herat e il Generale di Brigata Claudio Minghetti, Comandante del TAAC-W.

 I militari italiani del MAT hanno come compito primario, quello di assistere l'esercito afgano nel conseguire la sua autonomia mediante attività di train advise and assist, e rappresentando così un anello di congiunzione tra le forze della coalizione internazionale e l'esercito afgano. I militari italiani aiutano e supportano l'esercito afgano nelle pianificazioni delle operazioni di contrasto all'insorgenza locale e partecipando attivamente a professionalizzarlo con attività come corsi specialistici in comunicazioni radio, informatica, identificazione, e disattivazione  degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), e anche attività di formazione di "Ground Medevac" allo scopo di migliorare la capacità di evacuare i militari feriti via terra, attività di supporto indirizzate al personale femminile afgano e i programmi"Train the Trainer"indirizzati alla formazione degli istruttori militari afgani. In questi ultimi giorni è stato messo a punto un sistema di video conferenze con i Comandi Brigata dislocati a Farah, Herat, e Bagdish che sono le sedi principali del 207°Corpo d'Armata, con lo scopo di addestrare i Comandanti anche a distanza, a seconda delle necessità del momento. Ancora una volta l'elevata professionalità dei militari italiani viene messa al sevizio dell'esercito afgano i cui uomini sono riconoscenti nei loro confronti per l'ottimo l'addestramento che stanno ricevendo.

Importantissime sono anche le attività di start up delle operazioni di sicurezza dell'esercito afgano come quella della diga di Salma Dam, l'Expeditionary Advisory Package (EAP)organizzata lo scorso gennaio dal Comando del TAAC-West, per supportare  pianificare e condurre un'operazione risolutiva per il controllo del territorio dalle attività criminali e l'insorgenza locale,   con la partecipazione del MAT  favore della 2 Brigata dell'ANA dispiegata a Farah, situata a circa 210 km da Herat. 

Il passaggio di consegne

Il passaggio di consegne

Un momento della cerimonia

Un momento della cerimonia

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14 febbraio 2017 2 14 /02 /febbraio /2017 15:19
La circolare del Comandante

La circolare del Comandante

Continuano a lavorarci ogni giorno, ma di certo non possono stare tranquilli dopo aver scoperto che nei loro uffici l'amianto è dappertutto. Loro sono 100 militari dell'Arma, operativi nella sede staccata del  nuovo Comando dei Carabinieri forestali a Roma, come rivela l'articolo di Giuseppe Caporale e Luca Comellini in esclusiva per Tiscali.it  La circolare come riporta l'articolo, nasce dalla "comunicazione inviata dal Generale Gagliardi  che ha chiesto al suo comando un urgente provvedimento dopo avere ricevuto "la conferma -a seguito di analisi approfondite sull'immobile- della presenza di amianto nell'edificio".

Il  Comandante, il Generale di corpo d'Armata Antonio Ricciardi, tramite una circolare li ha avvertiti del rischio amianto. La sostanza killer infatti è presente dappertutto:basta anche solo graffiare il pavimento o appendere un quadro e si rischia di essere contaminati, come si legge nella circolare:"evitare di trascinare sui pavimenti materiale che possa causare lesioni al rivestimento, inibire la presenza del personale in ambienti la cui pavimentazione presenti parti mancanti o lesionate, non eseguire interventi di alcun genere (fori, tagli, rimozioni, ecc)su pareti, pavimenti, soffitti e contro- soffitti, infissi e altri elementi edilizi o di impianto".

Nonostante la circolare diramata alcuni giorni fa, i 100 militari continuano ad andare al lavoro in un edificio totalmente contaminato dall'amianto. Chi e perchè consente una situazione a rischio di questo genere? Perchè l'edificio in questione non viene chiuso e il personale trasferito in un'altra sede priva del rischio mortale di contaminazione da amianto?Domande che almeno per ora restano senza una risposta.

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