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20 aprile 2013 6 20 /04 /aprile /2013 16:25

afghanistan-cambio-al-vertice-del-mat.jpgSono i militari italiani del MAT(Military Advisor Team), quell'unità italiana in missione, che ha il compito di assistere e addestrare l'esercito afgano in modo da fargli raggiungere la completa autonomia operativa in vista del 2014. L'altro giorno presso la base di "Camp Zafar" di Herat, si è svolta la cerimonia del passaggio di consegne al vertice:il Colonnello Mario Nicola Greco ha ceduto il comando al Colonnello Maurizio Sulig. Alla cerimonia erano presenti anche il Comandante del Rc-West il Generale di Brigata Ignazio Gamba, il Comandante del 207° Corpo d'Armata Afgano, nonchè le principali autorità  della regione ovest del paese. Il MAT in questi 5 mesi al comando del Colonnello Greco, ha supportato l'esercito afgano nella pianificazione delle varie operazioni di contrasto agli "insurgents" e ha addestrato i militari afgani. Il MAT infatti ha tenuto seminari, lezioni e conferenze proprio allo scopo di migliorare la professionalità dell'esercito afgano, tra le materie impartite:comunicazioni radio, informatica, identificazione e neutralizzazione di IED. Inoltre è stata curata anche la preparazione del Ground Medevac, ovvero si è migliorata la capacità di evacuazione via terra dei militari feriti. Di grande importanza è stata l'iniziativa volta al supporto delle del personale femminile afgano a favore delle prime 23 sottufficiali donna del 207° corpo d'armata del National Afghan Army, il proseguimento del programma "Train the trainer"per formare gli istruttori afgani. Con il supporto dei militari italiani nella fase della pianificazione, l'esercito afgano ha portato a termine in quasi totale autonomia ben 15 operazioni nelle province di Farah e di Herat. I militari italiani del MAT inoltre assieme a quelli afgani, hanno portato a termine anche numerosi progetti di assistenza alla popolazione afgana, come ad esempio visite mediche per 50 bambini e la distribuzione di aiuti umanitari. 

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18 aprile 2013 4 18 /04 /aprile /2013 17:46

afghanistan-17-ragazze-avvelenate-in-un-attacco-con-gas-vel.jpg Le studentesse stavano entrando nelle loro scuola a Talaqan, capoluogo della provincia di Takhar oggi, quando hanno sentito odore di gas e hanno avuto un malore perdendo conoscenza. Sono state ricoverate all'ospedale almeno  in 17, alcune delle loro compagne vedendole a terra hanno iniziato a piangere. Fonti del dipartimento della sanità afgana riferiscono che le studentesse ricoverate all'ospedale sono in condizioni stabili. Si sta investigando sull'accaduto, fino ad ora non è ancora chiaro che tipo di sostanza velenosa sia stata utilizzata. Dietro l'attacco con il gas velenoso c'è sicuramente la mano dei talebani, da sempre ostili all'istruzione femminile. Era successo anche l'anno scorso, quando a finire all'ospedale per avere bevuto dell'acqua contaminata con del veleno nella loro scuola, erano state 700 studentesse. I talebani in questo modo cercano di intimidire le famiglie a non mandare più le loro figlie a scuola.

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17 aprile 2013 3 17 /04 /aprile /2013 16:44

afghanistan-il-gen.bertolini-visita-il-contingente-italiano.jpgAl suo arrivo a Herat, il Generale di Corpo d'Armata Marco Bartolini, Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze(COI), accompagnato dal Generale di Brigata Ignazio Gamba, a capo del Rc-west di Herat su base Brigata Julia, ha incontrato i due militari feriti nell'attentato del 14 aprile. Proprio oggi i due militari faranno rientro in Italia. Durante la sua visita che è durata tre giorni, il Generale Bertolini ha anche visitato le basi di Shindand, Farah, e l'avamposto di Bala Balouk, dove sono operative le unità di manovra del contingente italiano:la prima su base 7°Reggimento e l'altra su base 8°Reggimento Alpini. Il generale ha avuto parole di elogio e di ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto in questa fase della transizione afgana, nella regione oves dell'Afghanistan. Ha esortato i militari a stare sempre all'erta in questo momento così delicato e pericoloso allo stesso tempo. Il Generale ha ricevuto inoltre aggiornamenti sulla situazione delle operazioni che vengono condotte dal contingente italiano assieme alle forze di sicurezza afgane, sui progetti che sono stati realizzati dal PRT e su quelli che verranno realizzati in futuro per assistere la popolazione. La visita del Generale Bertolini al contingente italiano, si è conclusa oggi presso la base di Camp Arena di Herat, sede del Rc-west, dove si è fermato per un incontro con il personale che lavora presso la base.

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16 aprile 2013 2 16 /04 /aprile /2013 19:00

col-stivoli.jpgSi è svolta ieri presso la base di Camp Arena, la cerimonia del passaggio di consegne al vertice dell'OCCAT(Operations Coordinations Center Advisor Team),ovvero l'unità italiana che nell'ambito del processo di transizione, si occupa di assistere le forze di sicurezza afgane nel coordinamento delle attività operative. Il colonnello Maurizio Parri ha ceduto il comando al colonnello Fabrizio Stivoli. Alla cerimonia era presente anche il Generale di Brigata Ignazio Gamba, Comandante del Rc-West su base Brigata Alpina Julia. L'OCCAT italiano ha come obiettivo principale quello di assicurare il coordinamento tra le Afgan National Security Forces(ANSF)e le Forze della Coalizione ISAF, operative nella zona ovest dell'Afghanistan in modo da avere un corretto scambio di informazioni, che è poi l'elemento base per ciò che riguarda le operazioni sul terreno. Gli Advisory Team dell'OCCAT, sono formati da personale che proviene da varie unità operative dell'esercito italiano e che sono dotate di una grande professionalità.

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15 aprile 2013 1 15 /04 /aprile /2013 18:32

afghanistan-militari-italiani-inaugurano-scuole-2-copia-1.jpgSono due le scuole con 8 classi ciascuna, dotate anche di serbatoi per lo stoccaggio dell'acqua potabile e due centri di primo soccorso, inaugurati dai militari italiani nei distretti di Kush-eKuhneh e di Farsi nei giorni scorsi. La realizzazione di queste infrastrutture, rientra nell'ambito di quei progetti che sono approvati e poi realizzati con l'Executive Plan 2012, ovvero un piano di interventi approvato dal governo locale afgano. Per il 2013 è prevista la realizzazione di altri numeroso progetti, ben 16 nei vari settori della governance, dei servizi essenziali, dell'educazione, della sanità,  della sicurezza e dei trasporti. I progetti in questione vengono realizzati dai militari italiani del Provincial Reconstruction- Team Cimic Detachment, nella provincia di Herat. Il PRT-Detachement è quell'unità specialistica del contingente italiano, al comando del Colonnello Giuseppe Gionti, nella quale operano in sinergia sia una componente della cooperazione civile-militare, su base Multinational Cimic Group di  Motta di Livenza, ed un'aliquota del 3°Reggimento Artiglieria da Montagna di Tolmezzo(Ud).

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14 aprile 2013 7 14 /04 /aprile /2013 11:52

afghanistan-2-militari-italiani-feriti-in-esplosione-ordign.jpg Sono in  forza all'82°Reggimento Fanteria Torino, un'unità della Brigata corazzata Pinerolo i 2 militari feriti.Erano a bordo di un Lince e stavano percorrendo la strada nei pressi del villaggio di Awkalan, a 8 km da Shindand nella zona ovest dell'Afghanistan, quando c'è stata l'esplosione di uno IED. L'esplosione dell'ordigno ha investito il Lince della Transition Support Unit Center causando il ferimento di 2 militari italiani. L'esplosione è avvenuta alle ore 9.30 locali(le 7.30 italiane) "I due feriti non sono in pericolo di vita"assicurano dal contingente militare italiano, e si trovano ricoverati presso l'ospedale militare da campo di Shindand. I 2 militari hanno avvisato personalmente i loro familiari per rassicurarli su quanto accaduto.

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11 aprile 2013 4 11 /04 /aprile /2013 17:44

afghanistan-militari-italiani-inaugurano-pozzo-a-shindand.jpgSaranno 720 le famiglie del villaggio di Magholam Kohen che potranno usufruire dell'acqua dell'acqua potabile, non dovranno più camminare per chilometri e chilometri per rifornirsi di acqua. E' stato inaugurato infatti ieri dal governatore del distretto di Shindand, Abdul Amid Nour, il pozzo che è stato realizzato dai militari italiani della Transition Support Unit Center(TSU), l'unità si base 7°Reggimento Alpini di Belluno al comando del Colonnello Stefano Mega. La costruzione del pozzo era iniziata alcuni mesi fa dai militari della Brigata Taurinense che hanno poi passato il testimone alla Brigata Julia. Alla costruzione del pozzo ha partecipato anche della manodopera afgana, e la sua costruzione rientra nell'ambito di quei progetti della fase di transizione che si occupano di fornire sostegno alla popolazione afgana, e che inoltre contribuiscono anche allo sviluppo del paese stesso. Perchè la pace si costruisce anche così: realizzando pozzi, costruendo scuole e ridando la speranza al popolo afgano.

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10 aprile 2013 3 10 /04 /aprile /2013 17:30

afghanistan-carabinieri-del-pat-completano-formazi-copia-1.pngFanno parte del PAT(Police Advisor Team), sono Carabinieri e militari dell'esercito che in Afghanistan si occupano di affiancare e di formare la polizia afgana. Il 2014, data del ritiro dei vari contingenti ISAF è dietro l'angolo  come anche il passaggio di responsabilità alla polizia e alle forze di sicurezza afgane. Da quel momento in poi, dovranno essere in grado di combattere la crimininalità afgana in modo del tutto autonomo. Proprio in vista di questa importante data, nei giorni scorsi presso il Comando di zona dell'Afghan Uniform Police(AUP)di Herat, si èconcluso il 606° ANSAAR, primo corso di tecnica fotografica applicata alla scena del crimine. Il corso, indirizzato a 15 ufficiali e sottufficiali dei Dipartimenti di Intelligence Anticrimine e Antidroga del comando provinciale e regionale uomini della polizia afgana, è stato svolto e portato a termine dai Carabinieri in forza al PAT di Camp Arena. Agli afgani sono state insegnate le varie tecniche per rilevare i reperti rinvenuti sulla scena del crimine.  Il corso di"Crime Scene Investigation Basic Photograph"fa parte del programma "Support to Afghan led Evidence Based Operations"ed ha come obiettivo quello incrementare la professionalità tecnica dei vari reparti specializzati dell'AUP, durante le operazioni nelle quali si individuano e repertano le prove legali sulla scena del crimine. Il corso è stato diviso in 2 parti:una parte teorica e una parte pratica con stage pratico ed esame finale, al termine del quale i corsisti hanno potuto mettere in pratica ciò che avevano appreso durante la parte teorica. Una fotocamera digitale è stata fornita ad ognuno dei corsisti:sarà lo strumento pricipale del lavoro di questi "R.I.S"afgani.

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8 aprile 2013 1 08 /04 /aprile /2013 17:07

afghanistan-11-bambini-uccisi-in-raid-isaf-sercito-afano1.jpgA pagare il prezzo della guerra afgana che pare senza fine, sono anche i civili e soprattutto i bambini, oltre i soldati che cadono in combattimento o vengono uccisi dai talebani infiltratisi tra le fila dell'esercito"amico"afgano. Questa volta sono morti in undici, avevano tra i 2 mesi e i sette anni anni. Ci si chiede: perchè? Il raid aereo dell'ISAF durante un'operazione congiunta, aveva come obiettivo alcune postazioni dei talebani, e otto di loro sono stati uccisi,ma a pagare con la vita il prezzo di questa guerra sono state anche sei donne rimaste ferite, e undici bambini. Dopo il bombardamento effettuato con i droni, è seguito un combattimento terrestre nel villaggio di Shgal e qui altri civili sarebbero rimasti uccisi. Fonti della NATO hanno annunciato l'apertura di un'inchiesta per stabilire cosa sia realmente accaduto. Durissima la reazione del Presidente Karzai che tramite un comunicato ha affermato."Nel condannare l'uso di civili  come scudi umani da parte dei talebani, il capo dello stato denuncia ogni genere di operazione che possa causare morti tra i civili". La guerra afgana viene combattuta con tecnologie e mezzi sempre più sofisticati, i raid sono chirurgici per evitare vittime tra i civili. E' vero che i talebani usano i civili e i bambini come scudi umani, ma è mai possibile, che con tutte le più sofisticate tecnologie, bambini e civili debbano pagare un prezzo così alto in questa infinita guerra afgana? L'inchiesta aiuterà a chiarire cosa sia successo, come le tante altre inchieste analoghe aperte su altri analoghi incidenti. Inchieste rimaste poi senza risposta. Mentre nell'aria rimane una sola domanda:perchè?

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5 aprile 2013 5 05 /04 /aprile /2013 18:04

afghanistan-contingente-isaf-cattura-capo-talebano-e-arrest.jpgContinuano senza sosta le operazioni congiunte del contingente ISAF e delle forze di sicurezza afgane, che oggi hanno portato a termine alcuni arresti di "insurgents"e catturato dei capi talebani. E' successo questa mattina nella provincia dell'Helmand, quando i militari dell'ISAF e delle forze di sicurezza afgane, hanno catturato un leader di Haqqani, ovvero un leader talebano che era a capo di una cellula di"insurgents"che aveva organizzato e portato a termine attacchi contro l'esercito afgano e i militari dell'ISAF.  Il leader talebano in questione, forniva inoltre armi agli "insurgents"attivi in questo distretto, ed è sospettato anche di avere portato a termine attacchi con IED. Sempre oggi nella provincia di Nangahar, durante un'altra operazione congiunta,  è stato arrestato un'"insurgent", mentre i militari dell'ISAF e quelli afgani erano sulle tracce  di un facilitatore talebano, che fornisce supporto logistico ai talebani della provincia di Nangahar,  e organizza inoltre la compravendita, il trasferimento e la consegna di armi agli "insurgents"attivi nella regione. Questo facilitatore talebano inoltre, ha comprato dei razzi che sono stati poi utilizzati in attentati ai danni del contingente ISAF e delle forze di sicurezza afgane. Altri due "insurgents"sono stati arrestati durante un'operazione di ricerca di un leader di Haqqani nella provincia di Khost. Il leader controlla e comanda i vari "insurgents" che organizzano attacchi, ed è inoltre accusato di facilitare il movimento di armi e soldi da utilizzare negli attacchi ad opera degli"insurgents".  Ieri invece nella provincia di Jowzjan, durante un'operazione congiunta sono stati arrestati un altro facilitatore talebano e numerosi"insurgents". Il facilitatore in questione, forniva armi, pistole, razzi, granate, granate a frammentazione e munizionamento alle varie cellule di "insurgents".

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