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23 gennaio 2013 3 23 /01 /gennaio /2013 16:18

Il Colonnello Aldo Costigliolo, Comandante del PRT assieme ai militari del PRT Team CIMIC Detachment hanno consegnato ieri al Direttore dell'ospedale pediatrico di Herat, dei dispositivi medicali, elettromedicali e diagnostici ed altri articoli sanitari. Le attrezzature mediche consegnate sono state donate dal Rotary Club Di Ascoli di Piceno in collaborazione con altri club del Rotary dei vari distretti. I militari hanno anche distribuito quaderni,  matite e giochi ai bambini: tutto materiale proveniente dall'Italia. Il personale dell'infermeria della base militare di Herat invece, ha provveduto a distribuire generi alimentari e coperte, indispensabili nel freddo inverno afgano. Inverno afgano che anche quest'anno purtroppo ha fatto delle vittime tra i più deboli:i bambini.afghanistan-militari-italiani-consegnano-attrezzature-medic.jpg

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22 gennaio 2013 2 22 /01 /gennaio /2013 18:05

Sono entrati in azione per dare supporto ai colleghi dell'esercito afgano, i militari italiani specialisti del Genio, distruggendo cinquanta ordigni nel corso di un'operazione notturna. Gli ordigni, pronti per essere utilzzati in attentati ai danni di civili afgani e militari delle forze della coalizione, sono stati rinvenuti nei pressi del villaggio di Shoab, a pochi km da Shindand. L'operazione notturna è stata portata a termine nei giorni scorsi e ha visto entrare in azione anche i militari del 3°Reggimento Alpini di Pinerolo, e del 82°Genio Reggimento"Torino"su veicolo blindato medio"Freccia". Dapprima i militari italiani hanno provveduto a cinturare la zona dell'operazione garantendo anche la sorveglianza aerea in perfetto coordinamento con gli assetti a terra.  afghanistan nuovo attacco contro il contingente italiano

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18 gennaio 2013 5 18 /01 /gennaio /2013 19:18

afghanistan-militari-italiani-inaugurano-una-scuol-copia-1.jpgI ragazzi di Kalat-e-Mirha, un villaggio nel distretto di Koshan potranno andare a scuola. La scuola è' stata inaugurata ieri, dal PRT-CIMIC Detachment(costituito da elementi del 1°Reggimento Artiglieria da montagna di Fossano e dal Multinational CIMIC Group, un reparto multinazionale specializzato nella cooperazione civile e militare con sede a Motta di Livenza).L'edificio scolastico è stato costruito in sei mesi,e ospiterà nelle sue aule 800 studenti delle scuole superiori. Due giorni prima di questa inaugurazione, Basira Mohammadi, direttrice del dipartimento del lavoro e degli affari sociali, assieme al Comandante del PRT, il Colonnello Aldo Costigliolo avevano inaugurato un centro che si prenderà cura dei bambini di Herat che sono rimasti senza una casa. Una scuola e un centro di assistenza per i bambini di strada:altri due obiettivi raggiunti che aiuteranno questo popolo ad andare incontro ad un futuro di pace e di speranza. 

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18 gennaio 2013 5 18 /01 /gennaio /2013 16:16

india-il-processo-ai-2-maro-si-terra-in-india-copia-1.jpgL'Alta Corte suprema indiana ha deciso:il processo a carico dei 2 fucilieri del S.Marco si terrà nella capitale indiana."L'Alta Corte ha riconosciuto che i fatti avvennero in acque internazionali e che la giurisdizione non era della magistratura locale del Kerala"si legge in una nota diffusa  da Palazzo Chigi, dove viene espresso un certo entusiasmo per questa decisione. Resta ancora da decidere la valutazione sulla giurisdizione che verrà elaborata da questo tribunale speciale che si insiederà a New Delhi. Sempre nella nota diffusa da Palazzo Chigi si legge che "La Corte Suprema dell'India ha riconosciuto le motivazioni del ricorso del governo italiano contro la detenzione dei fucilieri di Marina Salvatore Latorre e Massimiliano Girone e che potranno ora lasciare lo stato del Kerala e recarsi a New Delhi". In pratica il risultato concreto dopo  mesi e mesi di rinvii vari da parte dell'Alta Corte indiana, dopo la licenza di Natale dei 2 marò con il loro rientro in Italia, è che il processo a loro carico si terrà nella capitale indiana dato che il tribunale del Kerala non aveva giurisdizione su questo caso, essendo l'incidente avvenuto fuori dalle acque territoriali indiane, e che da Kochi i  2 fucilieri verranno trsferiti nella capitale indiana dove avranno una maggiore libertà di movimento. In seguito verrà costituito il tribunale speciale che dovrà giudicarli e che affronterà la questione della giurisdizione. Il governo italiano esprime entusiasmo e soddisfazione per la decisione indiana. Ma si può essere davvero soddisfatti di questo risultato, se così si può definire, dopo che è trascorso più di un anno e dopo i continui rinvii della Corte indiana? Intanto i 2 fucilieri del S.Marco  anche se avranno più libertà di movimento restano sempre in India in attesa di un processo che pare infinito.

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17 gennaio 2013 4 17 /01 /gennaio /2013 13:58

afghanistan-attentato-contro-i-militari-italiani.pngContingente italiano di nuovo sotto il tiro dei talebani. Ieri mattina c'è stato un attentato ai danni dei militari italiani:l'esplosione di uno IED ha danneggiato un blindato"Buffalo"che faceva parte di un convoglio impegnato in un pattugliamento nella provincia di Shindand. In questi giorni i militari italiani del Rc-West e quelli dell'esercito afgano sono stati impegnati a disinnescare parecchi IED nelle province di Farah e di Ghor.Nessuna vittima o ferito tra i militari.

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15 gennaio 2013 2 15 /01 /gennaio /2013 18:06

afghanistan-la-folgore-in-partenza-in-missione-a-ottobre.jpg La Brigata Folgore partirà a ottobre per un'altra missione in Afghanista, forse sarà la sua ultima missione in questo paese. Paese che sta attraversando la delicatissima fase della transizione, che prevede il progressivo ritiro dei contingenti dell'ISAF a favore dell'esercito e del governo afgano."Quando si scala una montagna, la fase più complicata è la discesa e quindi bisogna pianificare con calma e al meglio le operazioni di rientro parallalelamente a quelle di supporto e di formazione di sicurezza afgana e di sostegno al governo, ma una decisione su quali modalità deve essere ancora presa". Queste le parole del Sottosegretario agli Esteri  Staffan de Mistura, ieri a Pisa presso la Caserma "Gamerra",durante l'inaugurazione di un Master sui diritti umani e management dei conflitti della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, destinato agli ufficiali e sottufficiali che partiranno in missione a ottobre. Il corso di aggiornamento è stato promosso dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e dalla stessa Brigata Folgore"La preparazione e l'aggiornamento culturale sono una parte integrante del bagaglio dei nostri uomini quindi questo corso è per noi particolarmente utile", ha detto il Comandante della Folgore  Massimo Mingiardi, ieri all'inaugurazione del corso. Il Sottosegratario agli Esteri, durante la sua lezione di apertura, ha ricordaro ai soldati in partenza per la missione che:"L'Afghanistan vive un momento di tensione, particolarmente delicato.Nel 2014, con l'uscita anche delle truppe italiane, il paese si prepara ad assumersi la responsabilità della sua sicurezza. Si tratta di una fase delicata ma promettente". I militari della Folgore si preparano a partire per una missione che sarà l'ultima da portare a termine con le attuali regole di ingaggio ha sempre sottolineato il Sottosegretario agli Esteri, anche perchè"il nostro impegno inteso così come è effettuato adesso terminerà nel 2014".

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12 gennaio 2013 6 12 /01 /gennaio /2013 23:22

afghanistan-contingente-isaf-arresta-capi-talebani-e-seques.jpgGiornata di intense operazioni congiunte quella di venerdì, per il contingente ISAF. Nella provincia di Baghlan proprio durante una di queste operazioni congiunte con l'esercito afgano, i militari dell'ISAF hanno arrestato un capo talebano che aveva pianificato e poi portato a termine degli attentati contro l'esercito afgano e le forze della coalizione. Durante questa  operazione di cattura del capo talebano, i militari hanno inoltre sequestrato delle munizioni e delle uniformi militari. Nella provincia dell'Helmand invece, nel distretto di Garm Ser, è stata rinvenuta una cache contenente tre IED e 370 kg di esplosivo. Nel corso dell'operazione, i militari afgani hanno prima messo in sicurezza la zona mentre successivamente entrava in azione un team dell'ISAF esperto in esplosivi,  che ha provveduto a distruggere la cache. Un altro capo talebano è stato arrestato durante un'altra operazione nella provincia di Khost:era un leader della rete di Haqqani. Il capo talebano è stato catturato mentre stava seguendo la preparazione di un veicolo imbottito di esplosivo da utilizzare per un attacco imminente ai danni delle forze della coalizione e dell'esercito afgano. Ora con la sua cattura, quell'attentato è stato sventato definitivamente.

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11 gennaio 2013 5 11 /01 /gennaio /2013 15:56

afghanistan-bloccati-rifornimenti-truppe-Isaf.jpgI tir e i camion con i rifornimenti per le truppe ISAF sono bloccati a causa di uno sciopero degli autisti pakistani. Gli autisti pakistani scioperano per chiedere un aumento dello stipendio. Uno sciopero il loro, che vuole essere una forma di protesta contro il governo, che li costringe a lavorare per le grandi compagnie di trasporto invece che farli assumere direttamente dalla NATO. Un lavoro quello dei camionisti pakistani addetti ai rifornimenti alle truppe NATO, molto rischioso e scarsamente retribuito. Rischioso: perchè spesso si trovano a dover passare su strade dove  i talebani  sferrano i loro attacchi. I talebani infatti attaccano spesso questi convogli facendoli saltare in aria, o uccidendo gli autisti. I camionisti inoltre non sono dotati di un'adeguata protezione, il più delle volte inoltre si trovano ad avere a che fare con gli agenti delle forze di sicurezza, che gli chiedono un"pizzo"per potergli fare proseguire viaggio.

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8 gennaio 2013 2 08 /01 /gennaio /2013 16:42

afghanistan-soldati-italiani-persone-normali1.jpgUn soldato italiano esprime il suo sfogo personale in forma anonima, sul blog"Centro Destra per Buscate":i soldati in missione in Afghanistan sono delle persone normali che svolgono ogni giorno il loro dovere. E' il  loro lavoro, ma forse molti questo non lo capiscono o non lo vogliono capire. Non sono pochi quelli che pensano che molti soldati partano in missione per motivi sclusivamente economici.Le parole di questo soldato invitano a riflettere"la polvere, i radi cespugli, gli elicotteri che arrivano bassi sollevao nuvole di sabbia che si infila dappertutto (ho già detto e confermo che, personalmente, ho scoperto la presenza, nella mia anatomia, di angoli dove si può infilare della polvere di cui non immaginavo l’esistenza). Chi non ha scrutato il cielo in attesa del CH-47 che porta i rifornimenti o riporta alla base il plotone da qualche posto dal nome impronunciabile. Chi non si è trovato in un VERO scontro e non ha sentito nell’aria l’odore di uova marce della polvere da sparo e nel petto il cuore che pompa a 1,000,e poi, tornato alla base non ha sentito la puzza del suo sudore e quello della biancheria mal lavata di un’intera compagnia.
Chi fa il giro allo Zoo Safari di Herat o di Farah o di BMG, e chi glielo fa fare, sembra si vergogni di dire che quando hai la gola secca e la bocca che sa non diciamo di cosa, ti lavi i denti con dell’acqua che sa di cloro o, meglio, con del cloro che sa di acqua. Che hai la pelle irritata dagli indumenti sudati, e i piedi bollenti e gonfi perché sempre da gli scarponi dopo un po' ti vanno stretti anche se li hai presi di 2 taglie più grandi, che hai un cerchio alla testa a causa dell’elmetto, e un ginocchio dolorante perché scendendo dal “LINCE” lo hai sbattuto contro la portiera, e che la somma di tutte le beatitudini è la prospettiva di farsi 50 metri fino alle docce, sperando che sia rimasta un po’ d’acqua calda. Ma è così difficile ritrarci per quello che siamo?
PERSONE NORMALI, CHE CONTINUANO A COMPIERE COSCIENZIOSAMENTE IL PROPRIO DOVERE, FACENDO COSE CHE MAGARI TANTO NORMALI NON SONO IN AMBIENTI E SITUAZIONI CHE SONO ANCOR MENO NORMALI?"

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6 gennaio 2013 7 06 /01 /gennaio /2013 17:20

felice cianfana heratE'partito in missione lo scorso ottobre lasciando a casa la moglie Emanuela e il figlio Matteo di pochi mesi. Sarebbe pronto a rifare la stessa scelta per la passione con la quale svolge il suo lavoro. Perchè una missione in Afghanistan è un'esperienza che ti arrichisce dal punto di vista umano, così ha detto nella sua intervista a "Tuscia web"."E' un'esperienza di vita che accresce il mio bagaglio di consocenze lavorative e umane. Anche se al mio rientro in patria voglio dedicare molto più tempo a mio figlio che ho lasciato 2 mesi fa a soli 2 mesi e che non vedo l'ora di riabbracciare." Il Sergente Felice Cianfana, 30 anni, del 4°Stormo Intercettori di Grosseto di Tarquinia,"costruisce"la pace e la stabilità per il popolo afgano nel vero senso della parola. Felice, è infatti assistente tecnico dei lavori edili ed impiantistici presso il 4°Stormo di Grosseto, e in Afghanistan svolge lo stesso lavoro:"Qui in Afghanistan svolgo lo stesso lavoro nei cantieri in corso per la realizzazione di infrastrutture logistiche e operative a supporto del contingente italiano e spagnolo." Il Sergente Felice lavora per l'IMC(Infrastructure Management Centre)dell'Italfor a Camp Arena. Un lavoro il suo che lo porta a contatto ogni giorno con il popolo afgano, come ad esempio Wahid. Wahid, è un capo cantiere afgano di 27 ann,i che oltre a lavorare in cantiere studia anche all'università di Herat. Un giorno ha confidato a Felice che il popolo afgano e la nazione stanno riuscendo a rinascere e a ricrescere grazie all'aiuto dei vari contigenti ISAF. Il contingente italiano è impegnato in molti lavori, come la costruzione di scuole, ospedali, pozzi per portare l'acqua potabile anche nei villaggi più remoti. Ogni giorno di lavoro in cantiere è un giorno per imparare qualcosa di nuovo su questo popolo:"Ogni giorno apprendo di più di questo paese così lontano dai nostri usi e costumi"e racconta di un popolo afgano che"ha sempre il sorriso sul volto. Forse perchè dopo tanta sofferenza intravedono un futuro migliore". I rapporti con gli afgani sono all'insegna del rispetto e della gratitudine:"I rapporti sono ottimi, di reciproco rispetto, e collaborazione, gli afgani con cui abbiamo rapporti sanno che siamo qui per aiutarli e per supportarli nella rinascita del loro paese e di questo sembra che ce ne siano molto riconoscenti. Le loro condizioni di vita sono molto umili ma stanno decisamente migliorando.Penso che gli italiani siano considerati dagli afgani, che desiderano uscire da un passato di guerre e di privazione dei diritti civili, come coloro che sono qui per aiutarli a crescere con le proprie forze. Questo grazie anche alla grande forza di volontà che gli afgani stessi hanno". Il Sergente Felice ha trascorso il Natale in missione lavorando in cantiere, anche lui come ogno soldato ha sentito la nostalgia e la lontananza da casa, ma per fortuna, grazie a internet ha potuto sentire vicina la sua famiglia."Il mio Natale a Herat è trascorso serenamente, ed essendo molto impegnato nel lavoro di assistente tecnico nei cantieri in corso all'interno di Camp Arena, anche molto velocemente, rispetto a come mi immaginavo prima della partenza. Infatti abbiamo continuato a lavorare anche il giorno di Natale ad alcuni interventi urgenti."Gli è rimasto impresso il fatto che gli operai afgani gli abbiano fatto lo stesso gli auguri, dato che per la tradizione islamica Natale e Capodanno non si festeggiano. Al suo rientro in Italia, il Sergente Felice ripenserà alla sua esperienza vissuta in missione e gli ritorneranno alla mente le differenze tra afgani e italiani:"Credo che qui ci si renda conto di quanto noi italiani viviamo in una condizione sociale ed economica serena in cui spesso si desiderano cose superflue, quando molti di loro ancora hanno bisogno di generi di prima necessità. Proprio qualche giorno fa, un operaio di nome Zaersha, mi ha chiesto qualche biscotto per i suoi 5 figli, un altro Nazir, mi ha chiesto un paio di scarpe usate." Una volta rientrato in Italia, ripenserà anche ai suoi colleghi, perchè in missione si creano amicizie che durano per sempre:"Riporterò a casa un'esperienzaumana unica, durante la quale ho potuto conoscere una realtà sociale e culturale diversa dalla nostra. Rimpiangerò la vita al campo con gli amici e i colleghi di lavoro con cui ho condiviso tutto:sia i momenti felici che quelli di difficoltà, che insieme abbiamo superato(...)". Ma per il momento l'Italia resta lontana parecchi Km e il Sergente Felice deve continuare il suo lavoro nei cantieri, deve continuare a dare una mano al popolo afgano a "costruire" il suo futuro il pace.

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