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6 marzo 2013 3 06 /03 /marzo /2013 18:38

afghanistan-afgani-cercano-di-forzare-posto-di-blocco-itali.jpgGiornata ad alta tensione per i militari del contingente italiano. Dopo l'esplosione di uno IED avvenuto stamattina, che ha provocato il ribaltamento di un Lince eil ferimento di 2 militari italiani e dell'interprete afgano, questo pomeriggio, due afgani a bordo di un' autocisterna, hanno tentato di forzare un posto di blocco italiano. La zona era presidiata dai militari italiani che stavano effettuando le operazioni di recupero del Lince rimasto coinvolto nell'esplosione di stamattina. Un'autocisterna si è avvicinata a velocità elevata al posto di blocco italiano. I militari preposti hanno immediatamente messo in atto tutte le procedure di sicurezza che si adottano in questi casi:colpi al motore, colpi in aria, segnali luminosi ed acustici. L'autocisterna ha terminato la sua corsa. Il conducente è rimasto ucciso, mentre un secondo uomo è stato visto scendere dal veicolo per allontanarsi di fretta. Sull'accaduto stanno indangando le autorità competenti.

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6 marzo 2013 3 06 /03 /marzo /2013 12:49

afghanistan-feriti-2-militari-italiani-nell-esplos-copia-1.jpgIl convoglio di nove Lince con a bordo dei militari italiani del Military Advisor Team del personale dell'Esercito e di un plotone della Compagnia di Alpini di stanza a Bala Balouk, stava passando sulla strada che collega Bala Balouk a Shewan, nella provincia meridionale di Farah. Erano le ore 08.50 locali (le 05.20 in Italia), quando c'è stata l'esplosione di uno IED che ha investito uno dei Lince che si è ribaltato. Due militari e un interprete afgano sono rimasti feriti. Sono stati prontamente soccorsi dagli altri militari della pattuglia e poi evacuati all'ospedale da campo USA di Farah, dove si trovano ricoverati per delle feriti alle gambe e alla braccia, le loro condizioni non sono gravi. I loro familiari sono stati avvertiti sull'accaduto. Il convoglio era diretto al distretto di polizia di Shewan, qui infatti il team di militari italiani è impegnato nel supporto e nell'addestramento  delle forze di polizia afgane.

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4 marzo 2013 1 04 /03 /marzo /2013 18:43

afghanistan-un-giorno-di-pattugliamento-con-gli-Alpini.pngDietro ogni inaugurazione di scuole o ospedali nei villaggi più remoti dell'Afghanistan, c'è un minuzioso lavoro di preparazione. Scuole e strutture sanitarie vengono costruite dal PRT e dal Cimic Detachment, con il supporto della 3°Reggimento Alpini. Sono infatti gli Alpini, che garantiscono la sicurezza alle squadre del PRT e del Cimic. Gli uomini del PRT infatti devono spostarsi su un terreno pieno di insidie, di strade polverose dove potrebbero essere nascosti i micidiali IED. Come racconta il Capitano Luca del Sole, Comandante della 34^Compagnia del 3°Reggimento Alpini alla Stampa.it, l'attività degli Alpini inizia all'alba, presso la base di Herat. E' qui che prima di partire per effettuare il sopralluogo sull'andamento dei lavori di costruzione di scuole o sopedali si svolge il briefing. I genieri e gli Alpini avranno il compito di controllare che le strade che siano sicure. I Lince si muovono sul terreno controllando le strade, i militari si assicurano che non ci sia la presenza di IED sulla strada che porta al villaggio di Obeh, dove verrà effettuato il sopralluogo. Il viaggio degli Alpini sui Lince dura sei ore e il pranzo che è la razione K, viene mangiato a bordo dei blindati. Una volta raggiunto il luogo adatto, i blindati si dispongono a triangolo, le armi di bordo vengono rivolte verso l'esterno. Iniziano i turni di guardia durante la notte. L'indomani il convoglio riparte all'alba, in direzione del villaggio di Serwan dove si sta costruendo un centro di accoglienza. I lavori sono a buon punto. Il sopralluogo viene effettuato dal Tenente Di Gesù, lo specialista del Multinational Cimic Group. Gli Alpini consegnano medicine e coperte al direttore che gestisce l'ambulatorio. I militari proseguono poi verso il villaggio di Mosafaran, anche qui i lavori della costruzione della scuola sono a buon punto, e presto i bambini potranno frequentare le lezioni. Gli Alpini si intrattengono anche  a parlare con il capo locale della polizia per informarsi su come sia la situazione nella zona. Segue poi il rientro alla base  di Herat , la colonna dei Lince si rimette in marcia. La parola d'ordine è stare sempre all'erta, il pericolo può nascondersi ovunque.

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1 marzo 2013 5 01 /03 /marzo /2013 19:02

afghanistan-la-brigata-julia-parte-in-missione3-copia-1.jpg Oggi Udine ha salutato la Brigata Julia in partenza per l'Afghanistan:sarà schierata ad Herat e sarà alla guida del Rc-West. La sua missione durerà sei mesi, durante i quali collaborerà sul terreno assieme ai militari dell'esercito afgano. Con la Brigata ci sono anche due unità di manovra e molti assetti specialistici. La Julia è al comando del Generale Ignazio Gamba, sotto il suo comando ci sono i militari di dieci nazioni, in tutto 5.500 militari dei quali 3.000 sono italiani. La cerimonia di saluto si è svolta oggi presso la Caserma Pio Spaccamela, sede del Reparto Comando e Supporti Tattici a Udine, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, del Generale di Corpo d'Armata Graziano e delle autorità civili. La Julia aveva già partecipato alle missioni in Afghanistan nel 2008 e nel 2010. Prima di partire in missione i militari hanno affrontato un duro addestramento durato sei mesi. Lo schieramento dei vari reparti sarà portato a termine nelle prossime settimane, periodo durante il quale ci sarà il passaggio di consegne con la Brigata Taurinense. La Brigata Julia che è una delle grandi unità specializzate per il combattimento in montagna e ha un glorioso passato alle  spalle:partecipò infatti alla spedizione in Russia durante la seconda guerra mondiale, spedizione raccontata dall'ufficiale medico Giulio Badeschi nel famoso libro"Centomila gavette di ghiaccio".

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1 marzo 2013 5 01 /03 /marzo /2013 16:41

    afghanistan amx italianiLe due antenne radio utilizzate dai talebani per le loro comunicazioni, erano state individuate nella zona del Gulistan alcuni giorni fa dagli esperti della Joint Air Task Force. Le loro immagini erano state rilevate durante una ricognizione aerea mediante il POD Reccelite(un sistema di ricognizione tattica in dotazione agli Amx del Task Group"Black Cats"). L'operazione è stata portata a termine brillantemente:le due antenne radio sono state distrutte dagli Amx dell'Aeronautica Militare Italiana. Durante l'operazione oltre agli Amx, sono entrati in azione anche dei velivoli Predator ED EC 27J "Jedi"che hanno effettuato una ricognizione della zona allo scopo di evitare danni collaterali e l'inibizione di eventuali attivazioni di ordigni esplosivi. Un Chinook 47 e un Mangusta hanno provveduto inoltre al trasporto e alla scorta del team che da terra ha diretto l'operazione degli Amx. Amx che sono stati riforniti in volo da un KC 135 americano. Gli Amx italiani sono schierati a Herat da circa un anno, e nei giorni scorsi sono entrati in azione anche nella zona di Farah, per fornire copertura ad un convoglio delle forze di sicurezza afgane e di militari italiani della Transition Support Unit, che sul terreno stavano contrastando l'azione di un gruppo di"insurgents"che li avevano attaccati da una collina.

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27 febbraio 2013 3 27 /02 /febbraio /2013 17:35

afgganistan-visita-del-capo-di-stato-maggiore-della-difesa-.jpgE' atterrato stamattina all'aeroporto internazionale di Kabul, l'Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa. Era accompagnato dal Comandante del COI, il Generale di Corpo d'Armata, Marco Bartolini. Ad accoglierlo all'aeroporto ha trovato il Generale di Corpo D'Armata, Giorgio Battisti, Capo di Stato Maggiore della Missione ISAF. L'Ammiraglio Binetti si è intrattenuto con il personale italiano in servizio presso l'aeroporto di Kabul, dove ha espresso il suo elogio ai militari per il lavoro svolto fino ad ora. In un secondo momento, ha visitato il quartier generale della NATO  a Kabul, dove ha incontrato il Generale dei Marines, Joseph Dunford, da poco al Comando dell'ISAF. Il Generale Dunford si è complimentato con i militari del contingente italiano e ha espresso la sua soddisfazione per l'importante e delicato lavoro che i soldati italiani stanno svolgendo in questa delicata fase della transizione afgana. Un lavoro che viene svolto con grande professionalità. L'Ammiraglio Binelli, durante la sua visita, ha avuto anche modo di incontrarsi con il Generale Sher Mohammed Karimi, Capo dello Stato Maggiore della Difesa afgana. Incontro nel quale si è parlato della sempre più crescente autonomia dell'esercito afgano, che ultimamente ha portato a termine importanti operazioni di contrasto contro gli"insurgents". Anche se oggi proprio a Kabul, c'è stato l'ennesimo attentato kamikaze contro un autobus, che ha causato diciassette vittime. L'Ammiraglio si è poi spostato a Herat, presso la sede del Comando NATO  della regione ovest a guida italiana, dove si è intrattenuto con l'Ambasciatore italiano, per parlare di cooperazione e dei rapporti fra l'Italia e l'Afghanistan.

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25 febbraio 2013 1 25 /02 /febbraio /2013 18:07

afghanistan-forze-speciali-usa-uccidono-e-stuprano-per-karz.jpgQuello del Presidente afgano Karzai è un vero proprio ultimatum alle Forze Speciali USA:devono lasciare la provincia del Wardack entro due settimane.Il Wardack, è stata da sempre quella zona dell'Afghanistan dominata ancora da una forte presenza di gruppi di Talebani. Nonostante il notevole impegno del contingente ISAF e dell'esercito afgano per riprendere il controllo di questa zona, la presenza talebana è ancora forte. Karzai tramite il suo portavoce Faizi, ha fatto leggere un documento, nel quale viene riferito di come durante un'operazione condotta proprio dalle Forze Speciali USA, nove abitanti del Wardack siano stati catturati e poi non se sia avuta più nessuna notizia, mentre uno studente è stato prelevato da casa sua per poi essere ritrovato sgozzato sotto un ponte tre giorni dopo. E' stata aperta un'inchiesta su questi fatti, inchiesta partita dopo la denuncia da parte degli abitanti di Kabul che hanno evidenziato una situazione a dir poco esplosiva fatta di violenze e di illegalità Sembrerebbe che membri delle Forze Speciali USA si sarebbero"alleati"con con alcuni gruppi armati afgani.  Gli USA negano tutto questo. I rapporti tra USA e Afghanistan diventano sempre più tesi dopo l'"ultimatum"di Karzai alle Forze Speciali USA. Ma la verità dove sta? Gli USA hanno avviato un'inchiesta per verificare se le affermazioni di Karzai corrispondano al vero. Di vero fino ad ora ci sono i bombardamenti statunitensi che hanno fatto molte vittime tra i civili, in un paese dove il 2014, data del ritiro dei contingenti ISAF appare ancora lontanissima come la conquista della pace e la fine della guerra.

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23 febbraio 2013 6 23 /02 /febbraio /2013 19:44

afghanistan-a-shindand-cerimonia-di-passaggio-herat-a-forze.jpgI sedici distretti della provincia di Herat sono passati sotto la responsabilità delle forze afgane. La cerimonia di passaggio si è svolta l'altro giorno, a Shindand alla Fob"La Marmora",dove è operativa la Task Support Unit Centre su base 3°Reggimento Alpini al comando del Colonnello Andrea Bertocchi. Il passaggio di queste sedici province di Herat alle forze di sivìcurezza afgane, è davvero una svolta importante:sancisce la sempre maggiore autonomia raggiunta dall'esercito afgano e una  maggiore professionalità, acquisita grazie all'addestramento ricevuto dai militari del contingente italiano. L'esercito afgano ultimamente ha portato a termine numerose missioni, durante le quali ha arrestato molti"insurgents", sequestrato armi e distrutto numerosi IED, che causano vittime non solo tra i soldati ma anche tra i civili.

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22 febbraio 2013 5 22 /02 /febbraio /2013 17:20

afghanistan-20-leoni-del-s.marco-in-missione-a-bala-balouk.png Di solito il loro "habitat naturale" è il mare, eppure ci sono anche venti fucilieri del Reggimento S.marco tra i militari del contingente italiano schierati nel deserto afgano. Si trovano a Bala Balouk, e fanno parte del MAT, ovvero un Military Advisor Team. A loro è affidato il compito importantissimo e delicato di affiancare e supportare i comandanti del 6°Battaglione dell'esercito afgano. Il Capitano di Corvetta Giuliano Piliego, come riportato sulla "Stampa", ogni giorno lavora in affiancamento al Colonnello Arif Mohammad Khan, Comandante del 6°Battaglione dell'esercito afgano, come del resto tutta la squadra del MAT, che assiste i militari afgani nelle operazioni pianificate assieme. Ormai in questa fase della transizione, l'esercito afgano gode di una sempre maggiore autonomia, ma i fucileri del MAT, continuano nella loro opera di addestramento, in modo da fare sì che i soldati afgani possano svolgere il lavoro con grande professionalità. Alcune settimane fa infatti, i Fucilieri del S.Marco, hanno portato a termine un corso di armi e topografia per i Comandanti di squadra del 6°Battaglione della 3a Brigata dell'esercito afgano. Un rapporto quello tra i fucilieri del S.Marco del MAT e i militari afgani, che è improntato al massimo del rispetto e della collaborazione. Nonostante le operazioni giornaliere, questi militari non hanno dimenticato i loro commilitoni Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti in India(che proprio oggi hanno ottenuto una licenza di rientro in Italia per le elezioni amministrative). Un foulard con il leone di Venezia con tutte le firme della squadra del MAT, tramite il Ministro delle Difesa Di Paola, è stato fatto arrivare ai marò in India. Perchè lo spirito di corpo non si dimentica mai, è parte integrante di questi militari in missione in Afghanistan.

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21 febbraio 2013 4 21 /02 /febbraio /2013 17:11

Roma_I-lince-usati-in-afghanistan-sono-insicuri.png Lo aveva affermato circa un anno fa un carrista, (che aveva voluto restare anonimo) al"Fatto Quotidiano",lo aveva confermato un Maresciallo in un'intervista in esclusiva a questo blog(vedi l'articolo:il Lince è pericolossissimo,le rivelazioni di un Maresciallo dell'Esercito),ora arriva la conferma dalla Procura di Civitavecchia. Il Lince non è un blindato affidabile. Ha grossi problemi di stabilità ed è meglio che non superi la velocità di 65 km/h ,dato che i problemi di tenuta di strada e di stabilità, a questa velocità aumentano.  Due anni fa, alcuni militari si trovavano a bordo di un Lince sull'Aurelia, di ritorno da un'esercitazione a Grosseto, in vista della loro partenza per l'Afghanistan. Il blindato si era ribaltato. Il parà della Folgore, Nicola Casà era morto in quell'incidente, gli altri suoi colleghi erano rimasti feriti. Per questo incidente probabilmente sette militari finiranno sotto processo. Tra di loro Aldo Miscioscia, Direttore del centro polifunzionale del comando logistico dell'Esercito che doveva occuparsi di verificare la stabilità del Lince, e Antonio Guicciardino, Direttore Generale della Direzione Armamenti Terrestri della Difesa, che aveva rilasciato il certificato di omologazione del Lince che poi si è ribaltato. Non è la prima volta che un militare ha trovato la morte sul Lince:un anno fa in Afghanistan dei militari erano morti proprio a causa del ribaltamento del loro Lince in un corso d'acqua, e altri incidenti sono accaduti in Italia in fase di addestramento. Il Lince non è affidabile eppure continua ad essere utilizzato lo stesso.

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