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18 febbraio 2013 1 18 /02 /febbraio /2013 16:28

afghanistan-contungente-isaf-uccide-talebani-e-arr-copia-1.jpg Oggi durante un'operazione congiunta del contingente ISAF e dell'esercito afgano, sono stati uccisi due talebani nel distretto di Ghaziabad, nella provincia di Kunar. Uno dei due talebani, di nome Mahmood era coinvolto nell'uccisione di un miltare americano a Kunar, avvenuto l'11 maggio dell'anno scorso.  Sei "insurgents"invece sono stati arrestati sempre durante un'operazione congiunta dal contingente ISAF e dall'esercito afgano, mentre erano sulle tracce di un leader talebano, nella provincia di Kunduz. Si è scoperto che i sei "insurgents"avevano uno stretto legame con un leader talebano esperto nella fabbricazione dei micidiali IED, e che inoltre pianificava attacchi ai danni delle truppe ISAF e dell'esercito afgano.

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14 febbraio 2013 4 14 /02 /febbraio /2013 17:09

afghanistan-militari-italiani-inaugurano-scuola-e-caserma-p.jpgE' stata costruita in sei mesi e nei giorni scorsi è stata inaugurata.E' la nuova caserma dei vigili del fuoco di Gozarah, a pochi km da Herat. L'edificio è stato ideato dai tecnici dei militari italiani, ed è dotato anche di una rimessa per le autopompe e di una torre di osservazione.Ai vigili del fuoco afgani sono state anche distribuite le uniformi estive ed invernali e il relativo equipaggiamento, equipaggiamento che è stato donato dalla Protezione Civile dell'Unione della Bassa Romagna, che da anni collabora sia con il contingente italiano che con le autorità locali nei diversi teatri operativi. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il Colonnello Aldo Costigliolo del 1°Rgt Artiglieria da Montagna di Fossano. Saranno invece 800 gli studenti che a partire dall'inzio dell'anno scolastico, cioè marzo, potranno seguire le lezioni nella scuola che è stata inaugurata sempre nei giorni scorsi, dal PRT-CIMIC Detachment a Obreh, a 120 km da Herat. La scuola è dotata di pannelli solari. E' stata inoltre inaugurata una struttura sanitaria che si occuperà di accogliere e assistere le famiglie dei degenti ricoverati nel vicino ospedale. La struttura potrà fornire assistenza a migliaia di persone.  Una caserma per i pompieri, una scuola:altri passi in avanti verso un futuro di pace e di speranza per questo popolo. Perchè la pace si costruisce anche così.

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10 febbraio 2013 7 10 /02 /febbraio /2013 16:35

sassari-lo-scandalo-dei-mezzi-militari-per-la-missione-in-a.jpgMezzi militari che venivano utilizzati anche in missione in Afghanistan, venivano rimessi a nuovo con pezzi di ricambio già usati o riverniciati per farli sembrare nuovi. Mezzi militari che poi venivano utilizzati dai militari in missione con seri pericoli per la loro incolumità. Una vera e propria truffa ai danni dello Stato da 100 mila euro, ma soprattutto una truffa ai militari che  inconsapevoli del tutto, su quei mezzi ci dovevano salire per svolgere il loro lavoro. Una truffa che è stata scoperta dopo lunghe indagini dalla Guardia di Finanza di Sassari.  Un'indagine che riguarda tutta Italia e che fin'ora ha portato al sequestro di 26 mezzi mezzi militari del tipo Iveco VM90(fuoristrada per pattugliamenti) e ACM 90(camion usati per trasportare i materiali), di 105mila euro, sette computer, sei hard-disk e altro materiale, sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Sassari. Cinque persone sono indagate:il titolare dell'officina di Castel Sardo in provincia di Sassari e i suoi tre familiari,  ed un ufficiale sono stati denunciati alla Guardia di Finanza. Si è scoperto un vero e proprio giro di riparazioni inesistenti su dei veicoli che sono poi stati usati anche nelle missioni in Afghanistan.L'officina aveva ottenuto l'appalto per la manutenzione dei veicoli di pattugliamento e per il trasporto dei materiali dell'Esercito.Invece di provvedere alla reale riparazione dei mezzi, utilizzava pezzi di ricambio usati oppure li riverniciava per farli sembrare nuovi di zecca e li fatturava come nuovi.Si attendono nuovi sviluppi dall'esame del materiale sequestrato.

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7 febbraio 2013 4 07 /02 /febbraio /2013 17:38

CaSTA - L'esultanza dei vincitori(nella foto:l'esultanza dei vincitori)

CaSTA - Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Gen. C. A.

Podio triveneto ai Campionati Sciistici delle Truppe alpine

San Candido 07 febbraio 2013In un classifica particolarmente corta, a dimostrazione del livello equivalente di addestramento raggiunto, la Julia con i suoi plotoni occupa al completo il podio della gara regina della 65^ edizione dei CaSTA.

  50 chilometri massacranti percorsi in tra giorni che hanno visto i militari partecipanti ai Campionati Sciistici delle Truppe Alpine, confrontarsi in una gara unisce nello sforzo delle attività in ambiente montano le doti sciistiche a quelle tecniche, militari ed umane.Slalom, sci alpinistica ma anche tiro con le armi in dotazione.360 i militari che si sono presentati a i blocchi di partenza per il primo dei tre giorni di massacrante gara, un po’ di meno quelli all’arrivo vista lo sforzo richiesto nelle sei prove tecniche e nei tratti sciistici.   Dei 24 plotoni che si sono dati battaglia i tre che hanno primeggiato rappresentano appieno la Julia nella sua attuale conformazione che la vede brigata alpina con unità in tutto il triveneto medaglia d’oro infatti il 5° reggimento alpini di Vipiteno, piazza d’onore al 7° di Belluno e, a bissare il podio dell’anno scorso il 3° artiglieria da montagna di Tolmezzo.Piena soddisfazione quindi per il Gen B Gamba che, prossimo ormai all’immissione in teatro operativo, ha seguito i plotoni lungo le piste della Pusteria dove i CaSTA si stanno svolgendo.

Il 5° alpini, erede delle tradizioni delle valli del bergamasco veste da questo pomeriggio la medaglia d’oro che lo incorona “il più preparato” dei plotoni di quei giochi campionati che sin dal 1931 anno della loro costituzione, verificano la preparazione fisica e tecnica degli alpini.

Ad attenderlo all’arrivo il Col. Michele Biasiutti comandante del reggimento che ha dovuto gioire anche per il suo vice, Ten. Col. Andrea Bettella Comandante del Battaglion Morbegno impegnato in un’attività tattica dimostrativa.

Sono felice, felicissimo per me ma soprattutto per i miei uomini che hanno dato il massimo in questa gara incerta fino all’ultimo. Un plauso ai secondi ma anche agli uomini della Brigata gemella attualmente in Afghanistan che, senza elementi importanti, ora in missione hanno comunque ben figurato sono le parole dell’ entusiasta Comandante del reggimento altoatesino.CaSTA---Gara-dei-plotoni---prova-trasporto-feriti.JPG

(nella foto sopra:gara dei plotoni,prova trasporto dei feriti)

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5 febbraio 2013 2 05 /02 /febbraio /2013 16:15

afghanistan-operazione-naweed3-4.jpgE' durata 4 giorni, ha visto entrare in azione i militari italiani della Transition Support Unit Centre, su base 3°Reggimento Alpini di Pinerolo, e più di 2.000 uomini delle forze di sicurezza afgane nel distretto di Shindand. Si è conclusa la settimana scorsa l'operazione"Naweed 3". Durante la prima fase dell'operazione ci sono state delle perquisizioni e l'arresto di sette sospetti nel villaggio di Serbandam.Le persone arrestate facevano parte di una cellula di "insurgents"molto attiva nella zona. I militari hanno sequestrato inoltre armi e munzioni. Nella seconda parte dell'operazione c'è stato anche uno scontro a fuoco tra "insurgents"che hanno sparato contro i militari afgani uccidendone quattro, altri due afgani restavano feriti, ma grazie al tempestivo intervento dei militari italiani della Task Force 45, venivano subito trasportati all'ospedale da campo di Shindand per ricevere le prime cure. Lo scontro a fuoco avveniva mentre i militari afgani si stavano dirigendo verso il villaggio di Baghirabad. L'operazione si è conclusa con l'arresto di un"insurgent" individuato proprio mentre stava piazzando uno IED. Sono stati sequestrati inoltre 4 fucili, 12 caricatori, 15 ordigni di vario tipo, equipaggiamento di tipo paramilitare e dei documenti. Un' altra operazione invece ha visto entrare in azione i militari italiani della Transition Support Unit South su base 9°Reggimento Alpini dell'Aquila, che hanno fornito il loro supporto alla polizia afgana. Durante l'operazione è stata anche disinnescata una bomba dagli artificieri afgani con il supporto degli specialisti della Task Force Genio italiana. L'ordigno rudimentale era stato piazzato proprio sulla strada percorsa dalla pattuglia di militari.

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4 febbraio 2013 1 04 /02 /febbraio /2013 17:07

Hanno seguito un corso di addestramento di due mesi in USA, un corso di cultura afgana a Firenze presso l'Istituto Superiore di Scienze Aeronautiche,e hanno effettuato voli di addestraemnto in ambiente operativo reale. Loro sono i militari italiani del Team ASAAT(Airbase Support Air Advisor Team)dell'Aeronautica Militare:trenta specialisti operativi presso la base di Shindand, a sud di afghanistan-militari-italiani-addestrano-piloti-af-copia-2.jpgHerat, dove si trova la scuola di volo afgana, e dove sono di stanza gli Alpini del 3°Reggimento della Taurinense.Il loro compito è quello di addestrare i piloti afgani sugli elicotteri Mi17,degli elicotteri di fabbricazione russa, sui quali gli stessi piloti italiani si sono dovuti addestrare.Gli Mi17 sono fra i pochi velivoli ad essere in grado di volare tra le montagne afgane.  Vengono utilizzati anche e per trasferire uomini e mezzi da una base all'altra nelle zone più remote del paese,  anche se il seggiolino è di legno, la strumentazione di bordo è tutta scritta in caratteri cirillici,  le quote sono indicate in metri e la velocità in km/h. Gli allievi piloti afgani della scuola di volo a Shindand, sono giovani ed entusiasti e conoscono bene l'inglese, con loro ci sono anche dei veterani che si sono brevettati negli anni 80. Gli istruttori italiani  prestano molta attenzione alla cultura afgana locale e sono riusciti a creare un clima di grande affiatamento tra gli allievi piloti che seguono le lezioni assiduamente. Fino ad oggi, presso la scuola di volo di Shindand hanno ottenuto il brevetto di volo già decine di equipaggi, e molti di questi hanno portato a termine molte operazioni nella zona occidentale del paese con il supporto dei vari contingenti ISAF. Un risultato importante, dato che in un domani non molto lontano saranno proprio questi piloti che dovranno garantire la sicurezza dei cieli afgani.

 

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3 febbraio 2013 7 03 /02 /febbraio /2013 19:39

    manifesto-ufficiale.jpg  Ricevo e volentieri pubblico per chi non volesse mancare a questo importante appuntamento: 

Lunedì 04 febbraio, con la cerimonia di apertura in Piazza del Magistrato a San Candido (inizio ore 17.30 con la sfilata degli atleti e diretta sulle principali emittenti televisive regionali), inizieranno i CaSTA, cioè i Campionati sciistici delle Truppe Alpine, tradizionale appuntamento internazionale giunto alla 65^ edizione.

Ad aprirli ufficialmente sarà il Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, da pochi giorni subentrato nell’incarico al Generale Biagio Abrate.

Saranno presenti plotoni di tutti i reggimenti della "Julia" e della brigata gemella la "Taurinense"     

I Campionati, nati nel 1931 con il nome di GISTA (Gare Interreggimentali di Sci delle Truppe Alpine) con lo scopo di valutare lo stato dell’addestramento attraverso un confronto agonistico tra i migliori elementi di tutti i reparti, e ormai conosciuti come “le Olimpiadi degli Alpini”, comprendono gare a carattere militare e competizioni in discipline sportive invernali valide per l’assegnazione dei titoli italiani di specialità.Dal 1979, inoltre, le competizioni sono state aperte alla partecipazione di rappresentanti degli eserciti di Paesi alleati e amici, che da allora contendono agli Alpini la vittoria del Trofeo dell’Amicizia e dell’ International Federation of Mountain Trophy; quest’anno parteciperanno le delegazioni di 10 Nazioni e 3 Comandi della NATO.Tra le competizioni a carattere militari, quella più appassionante e significativa è la “gara tra i plotoni”, un tour de force di 3 giorni che vede le rappresentative dei diversi reggimenti (italiani e stranieri), perfettamente equipaggiati ed armati per il combattimento in montagna, sfidarsi in prove tecnico-operative (tiro, topografia, ricerca di un travolto da valanga, lancio della bomba a mano e trasporto di un ferito) lungo un percorso di circa 50 Km e 1.800 metri di dislivello da percorrere con gli sci. Accanto alle gare, i Campionati propongono un denso programma di eventi sempre inerenti il tema della montagna e dello sci; si va dalle esibizioni della fanfara della Brigata alpina Taurinense alla discesa con le fiaccole da Monte Elmo, passando per il meeting “La Montagna”, dove le ditte specializzate nei settori degli equipaggiamenti militari e sportivi presentano al pubblico alcune delle loro ultime novità.

Momento sempre molto atteso è il concerto della fanfara militare all’auditorium Gustav Malher, presso il Grand Hotel di Dobbiaco, durante il quale ci sarà un collegamento in diretta con i nostri Alpini impegnati in Afghanistan.

Particolare attenzione merita “l’atto tattico”,(nella foto in basso) cioè una simulazione di un momento operativo che potrebbe realmente accadere in missione e che vedrà gli Alpini fornire una dimostrazione pratica delle loro capacità di saper vivere, muovere e combattere in ambiente invernale, con l’utilizzo dei più moderni equipaggiamenti e mezzi in dotazione e del supporto di assetti forniti dall’aviazione dell’esercito e dalle trasmissioni. atto tattico 2

 

 Capo Sezione Pubblica Informazione della Brigata Julia, Cap. Igor Piani

 

 

 

 

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3 febbraio 2013 7 03 /02 /febbraio /2013 17:51

afghanistan-militari-italiani-installano-stazioni-meteo-sul.jpgSi trovano a più di 3.000 metri di quota sulle montagne dell'Hindu Kush, presso il passo di Salang:sono le due stazioni meteonivologiche installate dai militari italiani nei giorni scorsi. Le due stazioni meteonivologiche sono dotate di radio e gprs e gpr nonchè di sistemi satellitari che consentono la trasmissione dei dati del Servizio Meteomont delle Truppe Alpine. Il Servizio Meteomont è stato creato nel 1972 e ha l'obiettivo di fornire ai reparti alpini il supporto meteorologico necessario allo svolgimento delle diverse attività addestrative ed operative in presenza di neve.Esso fornisce inoltre assistenza meteo a tutti i reparti dell'Aeronautica dell'Esercito, ed ai vari reparti schierati nei teatri operativi come Afghanistan e Bosnia.Le stazioni meteo, il centro valanghe e le varie attività di soccorso in caso di emergenza vengono gestite dal personale afgano del Ministero dei Lavori Pubblici, personale che è stato addestrato dagli Alpini in Italia. L'installazione di queste due stazioni meteonivologiche fa parte di un progetto più articolato che ha come obiettivo la creazione di un centro per la prevenzione e la previsione delle valanghe. Questo progetto è attualmente in fase di realizzazione. Sicuramente sarà un servizio molto utile. Questa zona dell'Afghanistan infatti è soggetta a valanghe. Nel febbraio del 2010  centinaia di persone erano morte a causa di una valanga e le strade erano rimaste bloccate  proprio sul Passo Di Salang.Ora grazie all'installazione di queste due stazioni meteonivologiche si potranno salvare delle vite

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31 gennaio 2013 4 31 /01 /gennaio /2013 17:08

india-i-2-maro-non-hanno-sparato-lo-dice-la-perizia.jpgA sparare sui due pescatori indiani non furono i due fucilieri del S.Marco. E' quanto emerge dalla perizia balistica effettuata da Luigi di Stefano, l'ingegnere perito tecnico che ha redatto la perizia su quanto accaduto il 15 febbraio di un anno fa. Al"Sole24ore"l'ingegnere afferma che"la mia perizia ha dimostrato che molti elementi non tornano:a cominciare dalla perizia effettuata dall'anatomopatologo del Tribunale indiano,il Professor Sisikala, che ha recuperato dal corpo di uno dei 2 pescatori ucciso il proiettile, definendolo calibro 0,54 pollici, pari 13 millimetri cioè un calibro oggi inesistente. Ha espresso la misura in cm invece che in millimetri, dai dati emerge che la cartuccia è 7,62x54R ex sovietica, cartuccia sparata da una mitragliatrice russa PK assolutamente differente dalla cartuccia 5,56x45 l'unica in dotazione ai fucilieri del S.Marco, che si può usare sia con i fucili Beretta AR/70/90 sia  con le mitragliatrici FN Minimi in dotazione". Secondo il perito Di Stefano inoltre"le autorità indiane sanno fin dal 16 febbraio sanno che il calibro non è quello delle armi italiane, e anche ammettendo una doverosa verifica tutto si sarebbe risolto in un'ispezione alle canne dei fucili Beretta". Tanti altri elementi non quadrano in questa vicenda:come ad esempio il fatto che alla perizia balistica i Carabinieri erano stati ammessi solo come osservatori, o come il racconto contraddittorio dei testimoni che avevano assistito a quanto accadeva nelle acque indiane. Il tempo passa, i due fucilieri del S.Marco si trovano sempre in India da oltre un anno, a parte una breve licenza che a Natale gli aveva consentito di rientrare in Italia. La parola d'ordine sembra:aspettare. Questa volta bisognerà aspettare fino a martedi prossimo:ci sarà infatti la prossima udienza di questa vicenda infinita. Intanto quel proiettile parla chiaro:a sparare non sono stati i due marò.

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29 gennaio 2013 2 29 /01 /gennaio /2013 16:34

afghanistan-i-militari-italiani-del-dcm-portano-atermien-la.jpgPer sei mesi hanno effettuato 9.000 interventi su reti e sistemi informatici, hanno realizzato 500 collegamenti a internet per poter permettere ai loro colleghi di comunicare con le famiglie in Italia, hanno aggiornato 1.300 macchine informatiche, hanno garantito per 24 al giorno ogni giorno, supporto e assistenza al personale ISAF dislocato presso il Comando e le varie del governo di Kabul e dintorni. Per sei mesi hanno effettuato diversi interventi per mantenere le reti informatiche sempre al massimo dell'efficenza anche in situazioni difficili nei teatri operativi. Sempre pronti a entrare in azione tempestivamente:sono i militari italiani che fanno parte del DCM(Deployable System Module):si tratta di un'unità operativa interforze della NATO, costituita nel 2012, al comando del Maggiore Valerio Golino, di stanza a Grazianise in provincia di Caserta. Sono militari dell'Aeronautica e dell'Esercito, qualificatissimi nel campo  delle telecomunicazioni e dell' informatica. In questi giorni i militari italiani del DCM stanno concludendo l'avvincendamento con i loro colleghi americani, presso il quartier generale della missione ISAF a Kabul. Dopo tanto lavoro per loro è giunto il momento di rientrare a casa. Ora potranno riabbracciare le loro famiglie. Missione compiuta per questi militari che rappresentano la parte migliore dell'Italia nel mondo. 

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