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8 dicembre 2012 6 08 /12 /dicembre /2012 18:57

iafghanistan-amx-italiani-entrano-in-azione-distruggendo-a.jpgLe antenne utilizzate dai talebani per le comunicazioni radio tra i gruppi di"insurgents"erano situate sula cima delle montagne, a pochi km dalla Fob"Lavaredo" a Bakwa, dove è di stanza la Task Force South East degli Alpini del 2°Reggimento. Le antenne alimentate con l'energia di pannelli solari, sono state individuate dagli analisti di immagini del Task Group Black Cats.  Il Task Group Black Cats ha in dotazione gli Amx e svolge missioni di ricognizione e di supporto aereo alle forze afgane e alleate operative a terra. E' formato da specialisti del 51°Stormo di Istrana, dal 32esimo Stormo di Amendola(Foggia) e dal 3°Reparto Manutenzione di velivoli di Treviso. Le  immagini delle antenne sono state inviate agli analisti dal Pod in dotazione agli Amx. Ora quelle due antenne non ci sono più, sono state distrutte da due Amx dell'Aeronautica Militare , entrati in azione nei giorni scorsi. L'operazione è stata portata brillantemente a termine anche grazie all'armamento di precisione, nonchè dalla stretta collaborazione tra il Team della Task Force South East con i velivoli "Predator"del Task Group "Astore"che hanno tenuto sotto controllo la zona dove sono state localizzate le antenne dei talebani.

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6 dicembre 2012 4 06 /12 /dicembre /2012 19:34

afghanistan-la-vita-in-missione-di-4-alpini-alla-fob-lavare.jpgFrancesco, Erman, Antonio e Massimiliano sono quattro Alpini che si trovano in missione a Bakwa, presso la Fob"Lavaredo". Bakwa, un posto dimenticato da  Dio tra villaggi e montagne, dove l'insidia e i pericoli sono all'ordine del giorno tra gli IED e le imboscate degli"insurgents". E' a Bakwa che ha trovato la morte il Caporal maggiore Tiziano Chierotti. Al quotidiano "La Stampa"hanno raccontato l'esperienza che stanno vivendo. "La base di Bakwa è uno dei posti più isolati che esistano. Lo Abbiamo collegato con il Comando di Herat e con l'Italia mettendo in campo antenne satellitari,telefoni, computer e pure una rete Wifi. Tutti ci siamo avvicinati così a casa. Sono uscito in pattuglia tutte le volte che ho potuto per testare i sistemi di comando e controllo della Task Force, ma anche per vedere l'Afghanistan estremo, quello che non ti immagini."A raccontare è il Capitano Erman Panarese, di Benevento, classe 1981, Comandante della Compagnia Trasmissioni della Task Force South East.  Racconta una missione di rischi e pericoli  il Capitano Francesco Lamura, di Taranto, Comandante della 23a Compagnia"La Gravida"del 2°Reggimento Alpini:"La missione a Bakwa è stata intensa fin dal primo giorno di pattuglia insieme agli afgani durante giorni, per garantire la sicurezza degli assi di comunicazione, pernottando-si fa per dire-nel deserto. Mi ero preparato a rischi e pericoli prima di partire, e ho visto cadere un mio Alpino a pochi metri da me, tragicamente. Per farci forza abbiamo fatto squadra nella base e penso che la squadra stia giocando proprio bene.Torneremo cresciuti." Il Capitano Antonio Leotta di Giarre in provincia di Catania, classe 1982, invece, è il Comandante della 9a Compagnia"Valanga" del 32Reggimento Genio Guastatori Alpini, racconta dei pericoli maggiori rappresentati dagli IED:"Bakwa l'hanno definita l'università degli ordigni esplosivi improvvisati.E' vero:erano tutti insidiosissimi perchè congegnati in modo sempre diverso. C'è una creatività letale, da queste parti.Ma ne abbiamo comunque scovati e neutralizzati a decine, con il giusto mix di tecnica ed esperienza, e pure un pò di fortuna e con quel quid di alta tensione emotiva che a tu per tu con l'ordigno si traforma in concentrazione."Per uno di loro, il Capitano Massimiliano Lasi, anche lui classe 1982, di Castelbolognese in provincia di Ravenna, Comandante della 106a Compagnia Mortai "Tempesta", Bakwa è la sua prima missione:"Bakwa significa per me la prima missione.Paesaggi nuovi, stupefacenti. La gente dei villaggi che affronta mille avversità, e noi siamo pieni di voglia di fare. Senza fermarci mai, abbiamo assistito le forze di sicurezza afgane e la popolazione del posto. E'stata dura, con il pericolo sempre nell'aria. Prima di uscire per una delle ultime pattuglie, i mei Alpini mi hanno stupito. Concentrati, tosti, sorridenti, con la carica del primo giorno."  Domani è un altro giorno e per Francesco, Erman, Antonio e Massimiliano si ricomincia, tra pericoli e insidie. La vita in missione continua. 

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4 dicembre 2012 2 04 /12 /dicembre /2012 19:11

operazione-zafar-15.jpg"Zafar 15": questo il nome in codice dell'operazione congiunta portata a termine dai militari italiani del Rc-West,il Comando multinazionale su base Brigata Alpina Taurinense nei giorni scorsi. Nel corso dell'operazione sono state fermati otto"insurgents" sequestrati un fucile di precisione "Dragonov",un auto, cinque moto nel villaggio di Ghali Murgh, nella provincia di Farah. Sono state fermate inoltre altre tre persone che fabbricavano e piazzavano IED nel distretto di Shindand, a sud di Herat, nell'opeazione denominata"Qatra Qatra". Durante l'operazione "Zafar 15" i militari afgani hanno provveduto a sequestrare le armi e ad effettuare i fermi, mentre i militari italiani cinturavano e controllavano la zona interessata dall'operazione. Sono entrati in azione i militari del 9°Reggimento degli Alpini, con un plotone di Bersaglieri e le squadre specialistiche adibite alla sorveglianza del terreno con il drone Raven B, e il radar Ranger del 41° Reggimento"Cordendons"di Sora della Task Force Centre. Oltre a questa operazione congiunta ne è stata condotta un altra, facente parte del piano"Naweed"delle operazioni invernali che vengono intensificate in questo periodo. Ad entrare in azione questa volta, gli uomini della polizia e dell'esercito afgano, e i militari italiani del Military Advisor Team. L'obiettivo dell'operazione è stata la distribuzione di generi di prima di necessità nei distretti di Obeh e Chest-e-Charif, nella provincia di Herat.

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2 dicembre 2012 7 02 /12 /dicembre /2012 16:57

E' di almeno 16 morti il bilancio provvisorio dell'attentato kamikaze dei talebani contro la base ISAF nei pressi dell'aeroporto di Jalalabad, nella provincia di Nangahar. Erano le ore 06.00 locali, quando due kamikaze si sono fatti esplodere davanti all'ingresso della base, c'è stata l'esplosione di un auto imbottita di tritolo, poi l'attacco. I talebani hanno lanciato granate e hanno sparato colpi di arma da fuoco riuscendo ad entrare nella base. Questa circostanza viene negata però dall'ISAF. C'è stata un vero e proprio combattimento che ha richiesto l'intervento del supporto aereo con elicotteri per proteggere l'aeroporto. Morti tre poliziotti afgani, nove"insurgents"e due civili, tra i feriti 14 agenti della sicurezza afgana,afghanistan attacco kamikaze a base nato jalalabad,15 mortidei soldati  soldati afgani e anche militari dell'ISAF. L'attentato è stato rivendicato dai talebani.

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1 dicembre 2012 6 01 /12 /dicembre /2012 19:38

afghanistan la prima missione del caporal maggiore scelto v"Venire qua era un mio obiettivo,era un'esperienza che desideravo fare e sono felice di averlo fatto". A parlare è il caporal maggiore scelto Vincenzo Vitale,di Aversa 28 anni, che raconta la sua prma missione in un 'intervista a "metropolis web". Presta servizio da due mesi presso la Fob di Bakwa. E' un operatore Raven: con un telecomando in pratica controlla un piccolo aeroplano che tiene sotto controllo il territorio e soprattutto le strade attraversate dai "Lince"durante i loro pattugliamenti. Un lavoro molto importante il suo, e di vitale importanza, perchè consente di monitorare la presenza di eventuali IED e di attacchi da parte degli"insurgents", e se è il caso, di fare scattare l'allerta. "Mi piace, è utile, è una specialità apprezzata"dice del suo lavoro, e riguardo alla missione:"Mi aspettavo peggio onestamente dal punto di vista emotivo principalmente, ci sono momenti duri certo, dove sei messo a dura prova, ma pensavo di poter essere più in difficoltà. Invece no, sto benissimo, anche grazie agli altri ragazzi qui con me." Il suo sogno è stato sempre quello di arruolarsi, una decisione che non è stata presa molto bene in famiglia:"I miei sono sempre stati contrari, soprattutto alle missioni, però io mi sento felice. In teatro si respira effettivamente un'atmosfera tranquilla, che stride molto spesso con quello che accade fuori dai confini della base, ma è così. L'ambiente è molto amichevole e questo lo si vede nelle varie strutture. In una base così piccola per così tanto tempo alla fine si diventa una grande famiglia". E a volte anche così lontano da casa, al Caporal maggiore scelto Vincenzo capita di pensarci alla famiglia, alla sua:si sposerà infatti a settembre dell'anno prossimo.

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30 novembre 2012 5 30 /11 /novembre /2012 18:48

maro.jpg In jeans e con occhiali scuri:la loro foto è stata pubblicata oggi sulla seconda pagina del quotidiano indiano"The Indian Express". I due fucilieri del S.Marco sembrano in discrete condizioni di salute. Nelle discrete condizioni di salute di due uomini che dal mese di febbraio si trovano detenuti in India, con una Corte che rinvia in continuazione la decisione sulla loro sorte. Massimiliano LaTorre e Salvatore Girone, sono accusati dell'uccisione di due pescatori indiani scambiati per due pirati. Da più di 280 giorni sono in attesa di una sentenza della Corte Suprema di New Dehli. Il verdetto definitivo era atteso proprio per la fine di novembre ma così non è stato. Dopo continui rinvii e rassicurazioni da parte del governo italiano, il risultato pratico è che i due marò si trovano ancora in India e forse,  nella peggiore delle ipotesi, non saranno liberati entro NataleLa loro vicenda non fa notizia, solo qualche titolo o un paio di righe su qualche giornale, alla tv non una parola. I due marò non fanno notizia. Sulla triste vicenda tutta all'"italiana"dei due fucilieri è calato il silenzio mediatico e non si capisce il perchè. Sul web invece, monta la protesta di tanti italiani e soprattutto la polemica nei confronti di come il governo italiano stia gestendo la situazione. Situazione che sembra essere totalmente nelle mani dei giudici indiani. La domanda che  si fanno da febbraio tanti italiani è sempre quella:come mai, perchè il governo italiano ci sta mettendo così tanto per arrivare ad una positiva risoluzione del caso? Sul web e su Facebook, sulle varie pagine create per sostenere i due marò, infuria la polemica:"Vergogna,tenuti in galera da un paese del terzo mondo"scrive Fabio,oppure"Vergogna siamo quasi a Natale e non si sblocca niente, ma per favore!""Povera Italia, siamo con voi", scrive Annalisa:"Liberiamoli presto", alcuni sostengono l'idea di un blitz con le forze speciali dato che con tanta diplomazia non si è ancora risolto nulla, poi ci sono le  parole di incoraggiamento:"Forza ragazzi tenete duro", Gianni invece scrive ironico:"Tranquilli, a Natale saranno a casa, così ha detto il Ministro degli Esteri...ma non ha aggiunto di che anno"oppure "Cari nostri governanti, tra pochi giorni sarà Natale e sicuramente voi sarete intorno ad una tavola calorosamente con i vostri cari, questi 2 ragazzi con chi e soprattutto dove saranno a Natale? Questa risposta la dovete alle loro famiglie e anche a noi"scrive Giuseppe. E gli italiani e i due marò in India la aspettano davvero con ansia  da mesi, questa risposta. E tutti si augurano che sia una risposta positiva, che a Natale Massimiliano e Salvatore possano finalmente ritornare in Italia.

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29 novembre 2012 4 29 /11 /novembre /2012 15:57

afghanistan-il-gen-terry-visita-il-contingente-italiano.jpgSi è conclusa lunedì la visita del Generale Terry, Comandante dell'Isaf Joint Command(Comando Operativo Interforze della Missione NATO in Afghanistan),nella regione Ovest dovè è schierato il contingente multinazionale a guida italiana del Rc-West. A Herat, il Generale Dario Ranieri, Comandante del Rc-West ha accolto il Generale Tierry e l'ha aggiornato sul processo di transizione nel paese. Successivamente il Generale Tierry, ha visitato la base di Islam Qala, al confine con l'Iran, dove è operativa la Task Force Center Italiana su base 3°Reggimento Alpini, e la polizia afgana di frontiera che opera con il supporto dei militari USA del contingente ISAF. Parole di elogio e di grande  apprezzamento per il lavoro svolto fino ad ora dai militari del contingente italiano, sono state espresse dal Generale Tierry al Generale Ranieri. Un lavoro delicato ed estremamente importante quello dei militari italiani, che sostengono le forze di sicurezza locali nel loro operato in questa delicata fase di transizione nelle varie operazioni per ridare stabilità e sicurezza al paese.

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26 novembre 2012 1 26 /11 /novembre /2012 17:12

afghanistan-contingente-isaf-cattura-capo-talebano-e-seques.jpgE' stato arrestato oggi durante un'operazione congiunta dai militari del contingente ISAF e dell'esercito afgano nella provincia di Logar, un capo talebano. Il capo talebano è sospettato di essere un esperto in IED, ordigni che costruiva lui stesso e che poi provvedeva a fornire ai vari gruppi di"insurgents", inoltre selezionava gli obiettivi da colpire e agevolava il trasferimento del materiale per la fabbricazione di IED ed armi agli"insurgents"della zona. Altri due "insurgents"sono stati catturati durante un'altra operazione congiunta condotta a Kandahar. Sempre nella provincia di Kandahar, ieri sono stati sequestrati 1260 kg di hashish ed è stata inoltre rinvenuta una cache contenente armi e munizioni. Durante l'operazione tre "insurgents"sono rimasti uccisi mentre un altro è stato arrestato. Ieri a Wardack invece è stato arrestato un altro leader talebano che pianificava il trasferimento e la consegna di munzioni e razzi agli"insurgents"della zona, coordinava inoltre il piazzamento dei micidiali IED nella zona. Il capo talebano è inoltre sospettato di  essere il responsabile dell'attacco contro il contingente ISAF e le forze dell'esercito afgano con armi leggere, IED, e razzi.

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22 novembre 2012 4 22 /11 /novembre /2012 17:37

mario renna2Aveva raccontato la missione di sei mesi con gli Alpini in Afghanistan nel sul libro"The Ring Road"(vedi l'articolo su questo stesso blog). Il Maggiore Mario Renna portavoce del contingente italiano e della Brigata Taurinense, è tornato in Afghanistan, di nuovo in missione, e racconta i cambiamenti avvenuti nel paese nella sua"Cartolina da Kabul"per il quotidiano "La Stampa".

Cartolina da Kabul

Mancavo da Kabul da quattro anni e a prima vista è aumentato il traffico che già era snervante. Per le strade regna una certa anarchia, contro cui i poliziotti al centro di ogni incrocio possono poco. Fischiano a intermittenza e agitano le palette solo a infrazioni fatte, come gli ingressi contromano nelle rotonde e i sorpassi noncuranti a destra (correttamente a sinistra per chi viaggia contromano, però).

 

Gli ingorghi consentono di osservare decine di palazzi nuovi, diverse e gigantesche 'wedding houses', locali dove devono celebrarsi sontuose (immagino) feste nuziali. Saltano agli occhi negozi di cellulari, mobili, e sanitari (perlopiù) ai quali si aggiunge una ridda di bancarelle rudimentali che vendono merce di stagione assai disparata: oggi ho visto pomodori (insolitamente grandi), spremuta di limone, mattoni e putrelle (mi chiedo che fine farà la merce a fine giornata: sono quintali di roba che dubito verranno spostati), libri di scuola, magliette di cotone, boxer e mutandoni, ricariche telefoniche (di tre diversi operatori). Sono aumentati di numero anche i ristoranti, anche quelli 'esotici' come la pizzeria 'Milano' (il cliché 'Bella Napoli' non ha prevalso, stavolta).

 

Lo spazio che non è occupato dalle macchine (quasi tutte Toyota Corolla di ogni modello ed epoca: su cento da me contate, più di 90 erano Corolla) è riempito da gente che trascina carretti pieni di rami secchissimi, ragazzini a cavalcioni di asini magri, donne con prole al seguito (le bimbe con un bel velo bianco sul capo che le rende eleganti), uomini seduti per terra ad osservare il caos lento della strada, posti di blocco un po' indolenti di polizia ed esercito davanti a edifici pubblici squadrati, i quali recano scritte in dari verniciate a mano con traduzione in inglese: "Academy of Sciences", "Attorney General" o "The Afghan National Bank".

 

Rispetto a quattro anni fa, i cartelloni pubblicitari si sono moltiplicati come funghi, alcuni di chiara fattura occidentale riconoscibili per i marchi (Nestlé e Coca-Cola, tanto per dire), altri invece di carattere locale, spesso incomprensibili perché difettano di immagini e foto.

Anche davanti a una moschea, ne hanno piazzato uno bello grosso che si nota eccome (alimenti per bambini, credo). C'e' pure una bibita energizzante: "Devil", si chiama.

Vicino all'università' si vedono in circolazione moltissimi giovani di ambo i sessi e c'è un libraio all'aperto che vende testi appesi alla ringhiera del parco - dove spiccano alberi alti e secchi rivestiti di polvere - di fronte all'ateneo che invece e' messo abbastanza bene. I libri in vendita sono in realtà fotocopie ben fatte degli originali: i diritti d'autore non sono la priorità numero uno.

 

Tutto questo per dire che esistono moltissimi spunti di eccezionale vitalità, un indaffararsi costante e variopinto fatto di commerci e business di piccolo cabotaggio (compreso quello dell'elemosina che colpisce soprattutto quando in mezzo a queste arterie trafficatissime ci sono donne col burqa che mendicano sedute proprio al centro della strada con uno o due bambini piccoli che strillano a vuoto in mezzo al frastuono di motori e claxon).

Non sembra esserci tensione nell'aria, non quella che si percepisce forse in occidente che pure ogni tanto (ma abbastanza di rado) fa capolino con un'esplosione improvvisa – attentati o regolamenti di conti - a cui la gente del posto forse è più rassegnata che abituata.

 

Insomma Kabul è disordinata ma viva; la presenza occidentale ha dato linfa a un'economia ferma, che ora si basa essenzialmente sul commercio, dando impulso anche alla costruzione di strade e infrastrutture , che sono il prerequisito per far decollare l'industria. Una delle sfide per l'Afghanistan sarà infatti quella di inventarsi un futuro economico e una mentalità orientata alla produzione. Eventuali investitori – che non mancano – non faticheranno a qualificare una manodopera molto ingegnosa: a Kabul già si fabbrica, si ricicla e si ripara di tutto. Con pochi attrezzi e molto talento.

Magg. Mario Renna, Comando Brigata Alpina Taurinense 

 

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21 novembre 2012 3 21 /11 /novembre /2012 16:27

afghanistan-militari-italiani-catturano-insurgents-in-opera.jpgE' stata portata a termine dai militari italiani su base 9°Reggimento Alpini della Task Force South, e dai Bersaglieri dell'8°Reggimento l'operazione "Zafar 14". L'operazione come altre operazioni congiunte assieme all'esercito afgano, aveva come obiettivo principale quello di rendere più sicura la Ring Road, la principale strada che mette in comunicazione le varie province afgane. Le attività sul terreno si sono svolte anche grazie alla collaborazione dei Military Advisor Team italiani che hanno coordinato in maniera impeccabile le azioni dell'esercito afgano e del contingente italiano. Le azioni sono state coordinate dal Colonnello Riccardo Cristori della Task Force South. Prima di procedere all'operazione si è provveduto a mettere in sicurezza il villaggio di Gala Mech, in modo da favorire l'entrata in azione dei militari italiani e dell'esercito afgano e salvaguardare la sicurezza dei civili. L'operazione ha portato alla cattura di un importante capo talebano facente capo di una cellula di"insurgents".

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