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1 dicembre 2012 6 01 /12 /dicembre /2012 19:38

afghanistan la prima missione del caporal maggiore scelto v"Venire qua era un mio obiettivo,era un'esperienza che desideravo fare e sono felice di averlo fatto". A parlare è il caporal maggiore scelto Vincenzo Vitale,di Aversa 28 anni, che raconta la sua prma missione in un 'intervista a "metropolis web". Presta servizio da due mesi presso la Fob di Bakwa. E' un operatore Raven: con un telecomando in pratica controlla un piccolo aeroplano che tiene sotto controllo il territorio e soprattutto le strade attraversate dai "Lince"durante i loro pattugliamenti. Un lavoro molto importante il suo, e di vitale importanza, perchè consente di monitorare la presenza di eventuali IED e di attacchi da parte degli"insurgents", e se è il caso, di fare scattare l'allerta. "Mi piace, è utile, è una specialità apprezzata"dice del suo lavoro, e riguardo alla missione:"Mi aspettavo peggio onestamente dal punto di vista emotivo principalmente, ci sono momenti duri certo, dove sei messo a dura prova, ma pensavo di poter essere più in difficoltà. Invece no, sto benissimo, anche grazie agli altri ragazzi qui con me." Il suo sogno è stato sempre quello di arruolarsi, una decisione che non è stata presa molto bene in famiglia:"I miei sono sempre stati contrari, soprattutto alle missioni, però io mi sento felice. In teatro si respira effettivamente un'atmosfera tranquilla, che stride molto spesso con quello che accade fuori dai confini della base, ma è così. L'ambiente è molto amichevole e questo lo si vede nelle varie strutture. In una base così piccola per così tanto tempo alla fine si diventa una grande famiglia". E a volte anche così lontano da casa, al Caporal maggiore scelto Vincenzo capita di pensarci alla famiglia, alla sua:si sposerà infatti a settembre dell'anno prossimo.

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30 novembre 2012 5 30 /11 /novembre /2012 18:48

maro.jpg In jeans e con occhiali scuri:la loro foto è stata pubblicata oggi sulla seconda pagina del quotidiano indiano"The Indian Express". I due fucilieri del S.Marco sembrano in discrete condizioni di salute. Nelle discrete condizioni di salute di due uomini che dal mese di febbraio si trovano detenuti in India, con una Corte che rinvia in continuazione la decisione sulla loro sorte. Massimiliano LaTorre e Salvatore Girone, sono accusati dell'uccisione di due pescatori indiani scambiati per due pirati. Da più di 280 giorni sono in attesa di una sentenza della Corte Suprema di New Dehli. Il verdetto definitivo era atteso proprio per la fine di novembre ma così non è stato. Dopo continui rinvii e rassicurazioni da parte del governo italiano, il risultato pratico è che i due marò si trovano ancora in India e forse,  nella peggiore delle ipotesi, non saranno liberati entro NataleLa loro vicenda non fa notizia, solo qualche titolo o un paio di righe su qualche giornale, alla tv non una parola. I due marò non fanno notizia. Sulla triste vicenda tutta all'"italiana"dei due fucilieri è calato il silenzio mediatico e non si capisce il perchè. Sul web invece, monta la protesta di tanti italiani e soprattutto la polemica nei confronti di come il governo italiano stia gestendo la situazione. Situazione che sembra essere totalmente nelle mani dei giudici indiani. La domanda che  si fanno da febbraio tanti italiani è sempre quella:come mai, perchè il governo italiano ci sta mettendo così tanto per arrivare ad una positiva risoluzione del caso? Sul web e su Facebook, sulle varie pagine create per sostenere i due marò, infuria la polemica:"Vergogna,tenuti in galera da un paese del terzo mondo"scrive Fabio,oppure"Vergogna siamo quasi a Natale e non si sblocca niente, ma per favore!""Povera Italia, siamo con voi", scrive Annalisa:"Liberiamoli presto", alcuni sostengono l'idea di un blitz con le forze speciali dato che con tanta diplomazia non si è ancora risolto nulla, poi ci sono le  parole di incoraggiamento:"Forza ragazzi tenete duro", Gianni invece scrive ironico:"Tranquilli, a Natale saranno a casa, così ha detto il Ministro degli Esteri...ma non ha aggiunto di che anno"oppure "Cari nostri governanti, tra pochi giorni sarà Natale e sicuramente voi sarete intorno ad una tavola calorosamente con i vostri cari, questi 2 ragazzi con chi e soprattutto dove saranno a Natale? Questa risposta la dovete alle loro famiglie e anche a noi"scrive Giuseppe. E gli italiani e i due marò in India la aspettano davvero con ansia  da mesi, questa risposta. E tutti si augurano che sia una risposta positiva, che a Natale Massimiliano e Salvatore possano finalmente ritornare in Italia.

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29 novembre 2012 4 29 /11 /novembre /2012 15:57

afghanistan-il-gen-terry-visita-il-contingente-italiano.jpgSi è conclusa lunedì la visita del Generale Terry, Comandante dell'Isaf Joint Command(Comando Operativo Interforze della Missione NATO in Afghanistan),nella regione Ovest dovè è schierato il contingente multinazionale a guida italiana del Rc-West. A Herat, il Generale Dario Ranieri, Comandante del Rc-West ha accolto il Generale Tierry e l'ha aggiornato sul processo di transizione nel paese. Successivamente il Generale Tierry, ha visitato la base di Islam Qala, al confine con l'Iran, dove è operativa la Task Force Center Italiana su base 3°Reggimento Alpini, e la polizia afgana di frontiera che opera con il supporto dei militari USA del contingente ISAF. Parole di elogio e di grande  apprezzamento per il lavoro svolto fino ad ora dai militari del contingente italiano, sono state espresse dal Generale Tierry al Generale Ranieri. Un lavoro delicato ed estremamente importante quello dei militari italiani, che sostengono le forze di sicurezza locali nel loro operato in questa delicata fase di transizione nelle varie operazioni per ridare stabilità e sicurezza al paese.

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26 novembre 2012 1 26 /11 /novembre /2012 17:12

afghanistan-contingente-isaf-cattura-capo-talebano-e-seques.jpgE' stato arrestato oggi durante un'operazione congiunta dai militari del contingente ISAF e dell'esercito afgano nella provincia di Logar, un capo talebano. Il capo talebano è sospettato di essere un esperto in IED, ordigni che costruiva lui stesso e che poi provvedeva a fornire ai vari gruppi di"insurgents", inoltre selezionava gli obiettivi da colpire e agevolava il trasferimento del materiale per la fabbricazione di IED ed armi agli"insurgents"della zona. Altri due "insurgents"sono stati catturati durante un'altra operazione congiunta condotta a Kandahar. Sempre nella provincia di Kandahar, ieri sono stati sequestrati 1260 kg di hashish ed è stata inoltre rinvenuta una cache contenente armi e munizioni. Durante l'operazione tre "insurgents"sono rimasti uccisi mentre un altro è stato arrestato. Ieri a Wardack invece è stato arrestato un altro leader talebano che pianificava il trasferimento e la consegna di munzioni e razzi agli"insurgents"della zona, coordinava inoltre il piazzamento dei micidiali IED nella zona. Il capo talebano è inoltre sospettato di  essere il responsabile dell'attacco contro il contingente ISAF e le forze dell'esercito afgano con armi leggere, IED, e razzi.

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22 novembre 2012 4 22 /11 /novembre /2012 17:37

mario renna2Aveva raccontato la missione di sei mesi con gli Alpini in Afghanistan nel sul libro"The Ring Road"(vedi l'articolo su questo stesso blog). Il Maggiore Mario Renna portavoce del contingente italiano e della Brigata Taurinense, è tornato in Afghanistan, di nuovo in missione, e racconta i cambiamenti avvenuti nel paese nella sua"Cartolina da Kabul"per il quotidiano "La Stampa".

Cartolina da Kabul

Mancavo da Kabul da quattro anni e a prima vista è aumentato il traffico che già era snervante. Per le strade regna una certa anarchia, contro cui i poliziotti al centro di ogni incrocio possono poco. Fischiano a intermittenza e agitano le palette solo a infrazioni fatte, come gli ingressi contromano nelle rotonde e i sorpassi noncuranti a destra (correttamente a sinistra per chi viaggia contromano, però).

 

Gli ingorghi consentono di osservare decine di palazzi nuovi, diverse e gigantesche 'wedding houses', locali dove devono celebrarsi sontuose (immagino) feste nuziali. Saltano agli occhi negozi di cellulari, mobili, e sanitari (perlopiù) ai quali si aggiunge una ridda di bancarelle rudimentali che vendono merce di stagione assai disparata: oggi ho visto pomodori (insolitamente grandi), spremuta di limone, mattoni e putrelle (mi chiedo che fine farà la merce a fine giornata: sono quintali di roba che dubito verranno spostati), libri di scuola, magliette di cotone, boxer e mutandoni, ricariche telefoniche (di tre diversi operatori). Sono aumentati di numero anche i ristoranti, anche quelli 'esotici' come la pizzeria 'Milano' (il cliché 'Bella Napoli' non ha prevalso, stavolta).

 

Lo spazio che non è occupato dalle macchine (quasi tutte Toyota Corolla di ogni modello ed epoca: su cento da me contate, più di 90 erano Corolla) è riempito da gente che trascina carretti pieni di rami secchissimi, ragazzini a cavalcioni di asini magri, donne con prole al seguito (le bimbe con un bel velo bianco sul capo che le rende eleganti), uomini seduti per terra ad osservare il caos lento della strada, posti di blocco un po' indolenti di polizia ed esercito davanti a edifici pubblici squadrati, i quali recano scritte in dari verniciate a mano con traduzione in inglese: "Academy of Sciences", "Attorney General" o "The Afghan National Bank".

 

Rispetto a quattro anni fa, i cartelloni pubblicitari si sono moltiplicati come funghi, alcuni di chiara fattura occidentale riconoscibili per i marchi (Nestlé e Coca-Cola, tanto per dire), altri invece di carattere locale, spesso incomprensibili perché difettano di immagini e foto.

Anche davanti a una moschea, ne hanno piazzato uno bello grosso che si nota eccome (alimenti per bambini, credo). C'e' pure una bibita energizzante: "Devil", si chiama.

Vicino all'università' si vedono in circolazione moltissimi giovani di ambo i sessi e c'è un libraio all'aperto che vende testi appesi alla ringhiera del parco - dove spiccano alberi alti e secchi rivestiti di polvere - di fronte all'ateneo che invece e' messo abbastanza bene. I libri in vendita sono in realtà fotocopie ben fatte degli originali: i diritti d'autore non sono la priorità numero uno.

 

Tutto questo per dire che esistono moltissimi spunti di eccezionale vitalità, un indaffararsi costante e variopinto fatto di commerci e business di piccolo cabotaggio (compreso quello dell'elemosina che colpisce soprattutto quando in mezzo a queste arterie trafficatissime ci sono donne col burqa che mendicano sedute proprio al centro della strada con uno o due bambini piccoli che strillano a vuoto in mezzo al frastuono di motori e claxon).

Non sembra esserci tensione nell'aria, non quella che si percepisce forse in occidente che pure ogni tanto (ma abbastanza di rado) fa capolino con un'esplosione improvvisa – attentati o regolamenti di conti - a cui la gente del posto forse è più rassegnata che abituata.

 

Insomma Kabul è disordinata ma viva; la presenza occidentale ha dato linfa a un'economia ferma, che ora si basa essenzialmente sul commercio, dando impulso anche alla costruzione di strade e infrastrutture , che sono il prerequisito per far decollare l'industria. Una delle sfide per l'Afghanistan sarà infatti quella di inventarsi un futuro economico e una mentalità orientata alla produzione. Eventuali investitori – che non mancano – non faticheranno a qualificare una manodopera molto ingegnosa: a Kabul già si fabbrica, si ricicla e si ripara di tutto. Con pochi attrezzi e molto talento.

Magg. Mario Renna, Comando Brigata Alpina Taurinense 

 

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21 novembre 2012 3 21 /11 /novembre /2012 16:27

afghanistan-militari-italiani-catturano-insurgents-in-opera.jpgE' stata portata a termine dai militari italiani su base 9°Reggimento Alpini della Task Force South, e dai Bersaglieri dell'8°Reggimento l'operazione "Zafar 14". L'operazione come altre operazioni congiunte assieme all'esercito afgano, aveva come obiettivo principale quello di rendere più sicura la Ring Road, la principale strada che mette in comunicazione le varie province afgane. Le attività sul terreno si sono svolte anche grazie alla collaborazione dei Military Advisor Team italiani che hanno coordinato in maniera impeccabile le azioni dell'esercito afgano e del contingente italiano. Le azioni sono state coordinate dal Colonnello Riccardo Cristori della Task Force South. Prima di procedere all'operazione si è provveduto a mettere in sicurezza il villaggio di Gala Mech, in modo da favorire l'entrata in azione dei militari italiani e dell'esercito afgano e salvaguardare la sicurezza dei civili. L'operazione ha portato alla cattura di un importante capo talebano facente capo di una cellula di"insurgents".

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20 novembre 2012 2 20 /11 /novembre /2012 18:04

afgahnistan-soldati-francesi-ttonano-a-casa-ma-ora-devono-c.jpgC'è stata una breve cerimonia di addio, poi il contingente francese ha iniziato il suo ritiro dalla provincia di Kapisa dirigendosi verso Kabul. Altri settecento militari rientreranno a casa alla fine dell'anno. Resteranno 500 militari che si occuperanno di formazione e cooperazione. La Francia anticipa così di due anni il ritiro, rispetto agli altri contigenti ISAF. Ma per questi soldati, come quasi per ogni soldato che ha portato a a termine la sua missione in terra afgana, la guerra non è ancora finita. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese"Le Monde" infatti, fino ad oggi  sono quattrocento(dichiarati, ma sarebbero in realtà molti di più) i soldati reduci dalla missione in Afganistan che si trovano in cura per disturbi psichiatrici. Ma il loro numero è sicuramente destinato a salire. In totale sono 60000 i soldati che sono stati in missione a partire dal 2001 e dopo il 2007, quattrocento si sono trovati ad essere dispiegati sul campo di battaglia in modo permanente. Hanno dovuto affrontare combattimenti molto duri e uno stress prolungato. A molti di loro al rientro, è stata diagnostica la PTSD(sindrome da stress postraumatico). Uno studio americano condotto su veterani che avevano combattuto in Iraq e Afghanistan, ha evidenziato che fattori come la lunghezza delle missione(sei mesi), il trovarsi in un avamposto vicino al nemico, l'avere assistito alla morte  di un loro compagno, incrementano il rischio di essere affetti da questo disturbo. Le statistiche sono da brivido:per la prima volta il numero dei suicidi tra i soldati ha superato quello dei morti in combattimento.2.000. Una volta tornati a casa molti soldati si trovano così a dover combattere contro le ferite della loro anima. Le più difficili da guarire. Dietro ogni ritorno a casa c'è la storia di un soldato e delle sue ferite. E' la storia di Bertrand,  38 anni, che non riesce più a concentrarsi, non può più uscire da solo, cammina a piccoli passi e si volta sempre indietro, perde facilmente l'equilibrio. I rumori gli ricordano gli spari. I genitori dicono che piange ancora quando rivive certi momenti della missione. Bertrand ha tentato il suicidio impiccandosi ed è stato salvato. E' stato radiato dall'esercito dopo 12 anni di servizio. Ha iniziato a stare male quando si trovava in missione. Una notte si è svegliato alle 5 del mattino e ha chiamato i suoi genitori, era in completo stato confusionale:"Salvami, voglio andare a cercare i miei compagni. Sono da solo". Quando nel novembre del 2006 è rientrato dall'Afghanistan, non riusciva più a dormire la notte da quattro mesi, e aveva perso dieci chili. E' stato in cura dallo psichiatra e da medici vari. La PTSD gli è stata diagnosticata da un medico civile e non militare. Perchè negli ambienti militari non si è voluto ammettere che questa sindrome gli era stata causata dalla missione in Afghanistan. Per Bertrand e per tanti altri soldati come lui, in Francia stanno sorgendo varie inziative come dei numeri verdi ai quali telefonare per avere un sostegno e anche delle applicazioni dell'I-phone per aiutare tutti i veterani. Ora Bertrand ha bisogno di una vita tranquilla. Vorrebbe tornare a fare sport, lui che quasi non si regge in piedi. Ogni volta che sente la Marsigliese piange. Perchè certe ferite dell'anima non le puoi cancellare così facilmente. Forse non le cancellerai mai del tutto.

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17 novembre 2012 6 17 /11 /novembre /2012 13:24

afghanistan-operazione-separ-copia-1.jpgE' stata portata a termine ieri a Bakwa l'operazione congiunta"Separ".L'operazione ha visto entrare in azione gli Alpini e le forze speciali ISAF a supporto di un'unità del 606°corpo dell'esercito afgano. Nella zona di Farah, settore meridionale del Rc-West, sotto il comando del Generale Dario Ranieri sono stati catturati tre uomini sospettati di appartenere ad un gruppo di"insurgents"che piazza IED lungo i bordi delle strade di questo distretto. L'operazione è durata 11 ore e vi hanno preso parte 200 militari  italiani, è stata pianificata e portata a termine dagli Alpini del 2°Reggimento che con assetti del 32°Genio e del 232° Trasmissioni costituisce la Task Force South East al comando del Generale Cristiano Chiti. Altre operazioni sono state portate a termine nei giorni scorsi. Nel distretto di Bakwa, sempre ieri, c'è stata un'operazione condotta dalle Forze Speciali ISAF assieme a delle unità speciali afgane. Sono stati arrestati quattro uomini facenti parte di un gruppo di"insurgents"che agiscono nella zona. Sequestrati anche 48 kg di oppio e un arsenale di armi e munizioni che sono state distrutte sul posto. Nei giorni scorsi è stata portata a termine da parte delle forze di sicurezza afgane, l'operazione"Kardak 4"nel distretto di Bala Balouk. L'operazione è durata 48 ore, ha visto anche entrare in azione un plotone della 9a Compagnia Bersaglieri sui blindati"Dardo" e un plotone della 108esima Compagnia di Alpini di stanza a Bala Balouk, con assetti speciali del Genio inquadrati nella Task Force South su base 9° Alpini, al comando del Colonnello Riccardo Cristoni. Durante l'operazione sono state arrestati 4 uomini sospettati di aver condotto attacchi contro le forze locali e il contingente ISAF. Sono stati sequestrati inoltre armi, munizioni, e oppio.

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15 novembre 2012 4 15 /11 /novembre /2012 16:27

afghanistan-donne-afgane-leggono-e-scrivono-grazie-a-cellul.png I cellulari  vengono utilizzati dai talebani per fare esplodere i micidiali IED, ma da un pò di tempo a questa parte vengono utilizzati anche  per sviluppare ulteriormente il processo di alfabetizzazione in Afghanistan. Si chiama infatti"Ustad Mobile"(Ustad vuol dire insegnante in arabo) ed è un software progettato apposta per i cellulari. Consente l' accesso a corsi di lingua Dari e Pashto alle donne afgane. L'obiettivo è quello di accrescere l'alfabetizzazione nei paesi più culturalmente arretrati e nel caso specifico dell'Afghanistan, rendere accessibile la cultura alle donne. Il progetto è stato realizzato da una compagnia afgana che opera nel campo delle telecomunicazioni, la "Paiwastwn", secondo quanto riportato da"Pakistan News Service", e nasce dalla collaborazione tra il provider e il ministro dell'educazione, il tutto grazie anche al sostegno finanziario delgi USA. Con "Ustad Mobile"le studentesse hanno accesso libero e gratuito a lezioni di scrittura e pronuncia di Dari Pashto e  anche di matematica.Ogni lezione è audio-video e permette l'apprendimento in un modo del tutto innovativo sfruttando l'utilizzo del cellulare. "Non potevo andare a scuola perchè i talebani avevano preso il controllo della città di Kabul"dice Muzghan Nazari, 18 anni in una scuola di Kabul, cellulare alla mano per imparare a leggere e scrivere,"e anche mio padre si opponeva al fatto che le sue figlie andassero a scuola". I talebani erano al potere quando questa ragazza iniziava il suo processo di alfabetizzazione e impedivano alle ragazze di andare a scuola. Nazari è entusiasta di poter imparare a leggere e scrivere grazie a questo software. Come lei lo saranno le tante ragazze e donne sparse in tutti i villaggi. Per molto tempo hanno solo potuto sognare di andare a scuola  e di acculturarsi. Ora tutto questo è possibile grazie a un semplice cellulare. Quel sogno per loro è diventato realtà.

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13 novembre 2012 2 13 /11 /novembre /2012 16:37

militari-italiani-inaugurano-scuola-afghanistan.pngPotrà accogliere 800 studenti e studentesse, ci sono le lavagne, i banchi e dodici aule che consentiranno lo svolgimento regolare delle lezioni. La scuola del villaggio di Kalat e Kalil è stata costruita dal PRT(Cimic Detachement dell'Esercito Italiano) in  cinque mesi. Il Cimic Detachment è quell'unità del contingente italiano guidata dal Colonnello Aldo Costigliolo ed è  costituita da elementi del 1°Rgt Artiglieria da montagna di Fossano e dal Multinational Cimic Group, un reparto multinazionale specializzato nella cooperazione civile e militare con sede a Motta di Livenza.  Il Cimic Detachment, si occupa della gestione di progetti a favore della popolazione afgana. La scuola è stata inaugurata nei giorni scorsi alla presenza del governatore di Herat Daud Shah Saba, delle principali autorità della provincia e del Colonnello Aldo Costigliolo. Erano presenti moltissimi ragazzi e ragazze con le loro famiglie. Un giorno davvero importante, soprattutto per le ragazze, in un paese dove la cultura è vietata alle donne. A Herat grazie all'opera del PRT sono molti gli edifici scolastici costruiti o ricostruiti in seguito alle devastazioni messe in atto dai talebani. Alla fine di quest'anno le scuole costruite saranno ben 81, a a Herat le iscrizioni nelle scuole e nelle università sono notevolmente incrementate e aiscriversi sono soprattutto le ragazze. La guerra oltre che con le armi si combatte anche costruendo scuole. Un nuovo edificio scolastico è un altro passo verso la cotruzione di un futuro migliore e di una speranza per questo popolo.

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