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22 febbraio 2012 3 22 /02 /febbraio /2012 17:18

salme-militari-morti-ahjanistan-copia-1.jpgSono rientrate stamattina in Italia su un C13o le salme dei 3 militari italiani morti l'altro giorno  in un incidente in Afghanistan(il caporal maggiore capo scelto Francesco Currò,il caporal scelto Luca Valente e il caporal maggiore scelto Francesco Paolo Messineo). Ad accogliere i feretri all'aeroporto militare di Ciampino c'erano i familiari, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Abate, il Capo di Stato Maggiore del'Esercito, l'Ordinario militare Monsignor Vincenzo Pelvi e il Generale Claudio Graziano, il quale ha voluto esprimere la sua"affettuosa vicinanza e sincera  partecipazione al dolore dei familiari dei caduti". I feretri a bordo di un C-13o e di un C-27 sono poi stati trasportati nelle regioni di origine dei 3 militari:Sicilia e Puglia dove saranno celebrati i funerali solenni.

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21 febbraio 2012 2 21 /02 /febbraio /2012 16:49

afghanistan-oggi-il-rientro-in-italia-salme-milita-copia-2.jpgE' previsto per oggi il rientro in Italia delle salme dei 3 militari italiani morti ieri nel ribaltamento di un Lince mentre erano impegnati nelle operazioni di recupero di un altro mezzo, a sud ovest di Shindand. Il Caporal maggiore capo Francesco Currò di 33 anni di Messina,il Primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo 29 anni, di Termini Imerese e il Primo caporal maggiore Luca Valente di 29 anni di Miggiano(Lecce), erano in forza al 66°Reggimento Fanteria "Trieste"di stanza a Forli. Il Lince sul quale si trovavano si è ribaltato mentre attraversavano un corso d'acqua causandone la morte per annegamento. Un altro militare è rimasto ferito, è stato ricoverato per ipotermia all'ospedale di Shidand, le sue condizioni non sono gravi e ha potuto chiamare personalmente i suoi familiari. Intanto la Magistratura aprirà un'inchiesta per chiarire le dinamiche esatte dell'incidente, mentre tutt'ora sono in corso degli accertamenti. Non è la prima volta che la morte di alcuni militari italiani in missione in Afghanistan viene causata dal ribaltamento del Lince, che para abbia il difetto di ribaltarsi facilmente. C'è anche da dire inoltre che i 3 militari operavano in condizioni meteo particolarmente avverse e il fiume che stavano attraversando si era particolarmente ingrossato a causa del maltempo. I 3 militari erano in missione in Afghanistan dal mese di settembre e sarebbero rientrati in Italia alla fine di marzo. Nessuno avrebbe potuto immaginare per loro un rientro in patria più tragico e straziante di questo. 

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20 febbraio 2012 1 20 /02 /febbraio /2012 14:33

Erano in forza al 66°Reggimento Fanteria"Trieste"di stanza a Forli, i 3 militari italiani morti stamattina nel ribaltamento di un Lince  a venti chilometri da Shindand. Il caporal maggiore capo Francesco Currò,33 anni di di Messina, il primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo di 29 anni, di Termini Imerese e il primo caporal maggiore Luca Valente, 29 anni di Miggiano(Lecce)erano impegnati in un' operazione di recupero di un altro mezzo in condizioni meteo particolarmente avverse.afghanistan-morti-3-militari-italiani-nel-ribalta--copia-1.jpg A bordo del Lince stavamo attraversando un corso d'acqua, quando all'improvviso il blindato si è ribaltato ed è stato invaso dall'acqua non lasciando scampo ai 3 militari. Sono rimasti intrappolati nel mezzo, mentre un altro militare ferito è stato ricoverato all'ospedale in ipotermia. Le sue condizioni non sono gravi.

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19 febbraio 2012 7 19 /02 /febbraio /2012 16:52

C'è che dice no" cantava Vasco in una canzone di tanti anni fa. C'è chi dice no e si ribella allo sfruttamento dei contratti co.co.pro in nome della propria dignità:come questa ragazza sarda, Valeria Gentile, dal curriculum di tutto rispetto. Meglio esseri liberi, senza un soldo in tasca o con la pagnotta a fine mese ma sfruttati? Una storia che fa riflettere in questi tempi  di contratti "usa e getta".

"Non sono coraggiosa, sono sarda e dico no a questi signori tristi"

valeriagentile.png Valeria Gentile - valeriagentile.com

@valigiablu - riproduzione consigliata

Sono andata via di casa a diciannove anni, dopo il diploma linguistico e qualche dramma familiare in valigia. Ho vissuto a Firenze per laurearmi in Media e Giornalismo, ho vissuto due anni a Roma collaborando con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici. Ho viaggiato come reporter in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal, mi sono lavata nei bagni delle palestre abruzzesi con le donne terremotate delle tendopoli. Ho girato da sola nell'infinita metropolitana di Tokyo, ho passato i checkpoint israeliani a Ramallah, ho scalato col vento gelido di gennaio la Grande Muraglia Cinese. Sono salita su mulini olandesi e torri taiwanesi, sono entrata nella pancia dell'enorme Buddha di bronzo sulla costa giapponese, ho assistito ai lanci dai tetti di soldati mangiatori di serpenti in Libano, ho guidato una zattera di bambù sul fiume Li. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. Ogni giorno della vita è una lotta in cui le mie radici sono alleati e nemici, armi e talloni d'achille. Sono tornata per scelta a vivere nella mia isola perché tutto il mondo non basta a contenere l'amore e la gratitudine che provo verso questa terra. Credo nella vita e nel mio futuroperché la Sardegna mi insegna ogni giorno i suoi miracoli senza vergognarsi di essere onnipotente.  Passo il primo colloquio telefonico, la Media Relations & Events Manager mi adora e “caldeggia la mia candidatura”. Passo anche il secondo colloquio in carne ed ossa, quello con il Sales & Marketing Executive Manager. Mi dice che ho un curriculum anomalo, che “mi sono fatta il mazzo” e mi porta a farmi conoscere al General Director che è anche socio, ai piani alti insomma, dove si parla a voce bassa e si tiene anche la testa, bassa. Primo e secondo colloquio, poi test individuale per il percorso di selezione, ma i manager ormai mi presentano dicendo “lei è, si occuperà di”. Ma non si accorgono che loro non hanno passato il mio, di colloquio. Il luxury resort numero uno mi contatta via Linkedin, mi offre un lavoro, mi scomoda, mi prepara a lasciare tutto quello che ho per trasferirmi a vivere dentro il resort, a non avere mai un giorno o un'ora libera, per fare la comunicatrice tuttofare, in un'industria dello svago di lusso che è una gabbia d'oro finto, in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese.  E allora ripenso alle nuove tendenze del futuro che vogliamo, il futuro sostenibile di cui tanto ci riempiamo la bocca. Ripenso alla manifestazione della Consulta dei Movimenti di stamattina a Nuoro dove Gavino Sale ha detto una cosa semplice e vera: noi sardi siamo poveri perché regaliamo le nostre ricchezze. Ripenso alle mie amiche laureate che lavano scale per cinquanta euro alla settimana, alle sette donne che hanno fatto lo sciopero della fame, ai padri che non sanno come dare da mangiare ai figli per colpa delle trame marce di questo sistema mortificante. In loro onore e in loro nome, in nome della loro dignità, io rifiuto l'offerta e vado avanti, a testa alta. Rifiuto, declino, non accetto, respingo, boccio, dico di no, a questi signori tristi che hanno perso completamente ogni contatto con la realtà. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. 

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19 febbraio 2012 7 19 /02 /febbraio /2012 15:36

I 2 militari del Battaglione S.Marco dopo esser stati sottoposti ad un interrogatorio, sono stati consegnati alla polizia indiana.india-i-2-militari-del-s.marco-consegnati-a-polizi-copia-2.jpg "Al momento si trovano in un procdimento che potrebbe portare al loro arresto". Questa la dichiarazione davvero poco rassicurante, rilasciata all'ANSA dal Console italiano a Mumbai Giampaolo Cutillo. Massimiliano Latorre e  Salvatore Girone, questi i nomi dei 2 militari ritenuti colpevoli di avere ucciso 2 pescatori indiani al largo della costa di Korala in acque internazionali. Il 15 febbraio dalla petroliera italiana"Enrica Lexie"sulla quale sono imbarcati i 2 militari, vengono esplosi dei colpi di arma da fuoco contro un'imbracazione di pescatori,  i 2 pescatori restano uccisi. L'uccisione è dovuta ad un tragico equivoco, in quanto le acque dell'Oceano Indiano sono costantemente minacciate dalle incursioni dei pirati. Dopo l'interrogatorio, i 2 militari sono stati consegnati alla  polizia indiana  che ha aperto un'indagine per omicidio. Per risolvere la situazione nel migliore dei modi e al più presto, dall'Italia è partita una delegazione di rappresentanti dei Ministeri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia. Dato che il fatto è avvenuto in acque internazionali, ma su una nave di nazionalità italiana il caso dovrebbe essere di competenza della giurisdizione italiana. Le prossime ore saranno dunque  davvero decisive per la positiva risoluzione del caso e per la liberazione dei 2 militari italiani.

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18 febbraio 2012 6 18 /02 /febbraio /2012 20:09

Un elicottero delle forze NATO è precipitato oggi nella provincia di Laghman, secondo quanto affermato da Abdul Rahman Sarijang, capo della polizia di Laghaman. Al momento non si ha notizia di eventuali vittime.afghanistan precipita elicotetro usa L'ISAF sta conducendo delle indagini per verificare quanto accaduto.

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15 febbraio 2012 3 15 /02 /febbraio /2012 16:02

L'acqua inizia a sgorgare dalla pompa del pozzo, un militare la lascia scorrere e poi ne   prende un pò tra le mani davanti allo sguardo stupito di un bambino. Lo sguardo stupito di chi sta assistendo ad una piccola magia:vedere l'acqua sgorgare all'improvviso nel deserto.afghanistan-reggimento-s.marco-inaugura-pozzi-d-ac-copia-1.jpg Ieri i militari del Reggimento S.Marco hanno realizzato una"magia"con l'inaugurazione di due nuovi pozzi per l'acqua potabile, sono riusciti a portare l'acqua nelle zone remote di questi piccoli villaggi  di Delalack e Shoraica nel distretto di Bakwa. La zona è quella di competenza della Task Force South sotto il comando del Reggimento S.Marco. All'inaugurazione erano presenti il Comandante, Capitano di Vascello Giuseppe Panebianco, il sub-governatore Ismael Khan ed alcuni rappresentanti delle forze di sicurezza afgane. Questi 2 pozzi  fanno parte del progetto realizzato dal Rc-West con i fondi per la Cooperazione Civile e Militare(Cimic)nel distretto di Bakwa. Un progetto importante che consente un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione afgana e al tempo stesso evidenzia la presenza delle istituzioni afgane, in una zona da sempre a rischio perchè sotto il tiro degli"insurgents". La Task Force South ha già realizzato 26 progetti nell'ambito del Cimic e ne sono in corso di realizzazone altri 5. I  militari del Reggimento S.Marco inoltre hanno provveduto anche a distribuire generi di prima necessità,circa 4ooo chili di generi alimentari, 5oo litri di olio di semi, 34o kit per la coltivazione dei campi e 84o kit scolastici. Kit scolastici che consentiranno ai bambini di frequentare le scuole e checontnueranno a strappare sorrisi e sguardi meravigliati a bambini abituati vivere con nulla.

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14 febbraio 2012 2 14 /02 /febbraio /2012 16:01

Aveva 37 anni il Capitano Massimo Ranzani ed era in forza al 5°Reggimento Alpini di Vipiteno. Il 28 febbraio di un anno fa ha perso la vita in un attentato durante una missione umanitaria, a Shindad. La sua morte  non è stata dimenticata. Ieri gli è stato intitolato il nuovo aeroporto di Herat:testimonianza del grande contributo e impegno degli italiani nel processo di ricostruzione del paese. Alla breve cerimonia di inaugurazione tenuta dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Generale Claudio Graziano in visita al contingente italiano, erano presenti anche i genitori del Capitano. La costruzione del nuovo aeroporto di Herat è stata resa possibile grazie all'opera del PRT  su base 3°Reggimento Bersaglieri della Brigata Sassari. Un'inaugurazione davvero importante e piena di speranza: il nuovo aeroporto di Herat vuole essere il simbolo di un paese pronto a spiccare il volo verso un futuro migliore, nonostante le tante difficoltà.Afghanistan aeroporto di herat intitolato all'alpino massim

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13 febbraio 2012 1 13 /02 /febbraio /2012 18:25

afghanistan-militari-italiani-distribuiscono-aiuti-umanitar.jpgOltre ad essere impegnati nelle operazioni congiunte, durante una delle quali hanno rinvenuto un arsenale dei talebani e sventato un attacco, il contingente italiano è sempre impegnato anche nelle operazioni umanitarie a favore della popolazione afgana. Nei gorni scorsi infatti, nella zona a sud di Farah i militari italiani hanno distribuito aiuti umanitari agli abitanti dei villaggi.Tra gli aiuti umanitari anche ben 9 mila chili di derrate alimentari, il cui trasporto è stato effettuato per mezzo dei Ch-47 con la scorta degli A-129 Mangusta della TF "Fenice"(su base 5°Reggimento Rigel),dai Carabinieri del Police Operational Mentor Liaison Team(POMLT) e dal Reggimento S.Marco della Task Force South East. Degli aiuti umanitari davvero preziosi  e indispensabili per queste popolazioni che si trovano a dover affrontare un inverno molto rigido 

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12 febbraio 2012 7 12 /02 /febbraio /2012 00:34

Bombe da mortaio, proiettili di vario calibro,razzi per lanciatori Rpgafghanistan militari italiani sventano attacco imminente,granate, e materiale esplosivo sono stati rinvenuti ieri nella zona meridionale, dai militari  italiani delle Task Forces del Rc-West a guida Brigata Sassari, nel corso di un'operazione.La scoperta di questo arsenale è avvenuta nella zona nella quale ormai da giorni il contingente italiano si trova a fronteggiare gruppi armati di"insurgents"che vogliono controllare le principali vie di comunicazione. Il materiale ritrovato è in ottimo stato il che fa presupporre che"Fosse in corso la preparazione di un imminente attacco contro mezzi e uomini  delle forze di sicurezza  o di ISAF con IED"è quanto affermano fonti del contigente italiano. Grazie al ritrovamento dell'arsenale l'attacco è stato sventato.

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