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11 gennaio 2017 3 11 /01 /gennaio /2017 15:45
Afghanistan:i Bersaglieri di nuovo schierati a Farah

I Bersaglieri ritornano a Farah. Nel 2012 c'era stato il ritiro ufficiale dei contingenti della missione ISAF, anche se nella realtà militari italiani e americani sono rimasti al fianco delle forze di sicurezza afghane e della polizia per fornire loro supporto e addestramento anche dopo il ritiro.

E' di ieri la notizia di 3 attentati da parte degli insorti talebani a Lashkargah, nell'Helmand, a Kabul e Kandahar con un bilancio di almeno 30 morti e 70 feriti. Negli ultimi mesi pare che gli"insurgents"abbiano ripreso proprio il controllo di quelle province che fino al 2012 erano sotto il controllo dei militari USA e italiani. Ora militari USA e italiani(Bersaglieri di un'unità meccanizzata di Fanteria)vengono schierati di nuovo in due delle province più rischiose dell'Afghanistan:Helmand e Farah. La decisione è stata presa dal Generale USA John Nicholson, al comando della missione NATO"Resolute Support", su richiesta del Governatore della Provincia di Farah,"a causa della crescente insicurezza provocata dagli attacchi degli insurgents"i militari resteranno schierati in quelle province"fino a quando l'attività degli insurgents continueranno".

Negli ultimi due giorni secondo quanto riferito dal portavoce del Governatore di Farah, Mohammed Naser Meri, "circa 200 uomini della coalizione ,perlopiù italiani e americani, sono arrivati negli ultimi due giorni a Farah per rafforzare le forze afgane impegnate contro i talebani che di recente hanno preso il controllo dei due distretti." La missione di questi militari dunque, sarà quella di addestrare e  supportare l'esercito afgano e la polizia afgana. Ma se per caso gli"insurgents"facessero fuoco contro i militari italiani? Di sicuro non resteranno fermi a guardare.

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4 gennaio 2017 3 04 /01 /gennaio /2017 18:54
Cagliari:altri sbarchi di algerini,il SAP:"Nessuno interviene, sicurezza a rischio"

Città sempre più blindate e militarizzate, allerta terrorismo elevato e continui sbarchi di algerini  soprattutto a Cagliari. Come piu' volte segnalato anche dalle pagine di questo blog, la situazione diventa sempre più insostenibile eppure chi di competenza non agisce per modificare la situazione bloccando queste ondate continui di sbarchi. Le forze dell'ordine sono ormai allo stremo nel dover fronteggiare una situazione con gravi carenze di organico.

 A Cagliari sono sbarcati altri 46 algerini, e altri continueranno a sbarcare. Alcuni di quelli che vengono dirottati nei vari centri di accoglienza poi riescono anche a  fuggire indisturbati diventando fantasmi senza documenti e poi magari compiendo reati. Non tutti certo sono individui pericolosi, ma basta pensare a quello che è successo a Berlino, alla strage dei mercatini di natale, e al terrorista bloccato e ucciso dalle forze dell'ordine a Milano. Anis Amri tunisino, anche lui era sbarcato tra i profughi a Lampedusa, qualche anno fa, nel 2011 dichiarando di essere un minore non accompagnato.  Era stato condannato per avere creato disordini nel centro di accoglienza. Poi di lui si erano perse le tracce. Si può solo rabbrividire al pensiero che tra questi algerini possa nascondersi un altro Amri, killer dell'ISIS.

La drammatica situazione degli sbarchi di algerini a Cagliari non cambia nemmeno con l'inizio dell'anno nuovo, afferma Luca Agati della Segreteria del SAP di Cagliari:" Anno nuovo storia vecchia. La Sardegna continua ad essere meta di sbarchi di aitanti giovani algerini che nulla hanno a che vedere con le dinamiche della guerra. Nessuno interviene per bloccare questo flusso, nonostante gli allarmi terroristici sempre più accesi. Che serve proteggere le piazze con piloni di cemento e riempire le strade di militari se poi tolleriamo un flusso di persone che entrano con la massima facilità nel nostro paese? Dopo i fatti di Milano non si può sopportare in silenzio una situazione del genere frutto di una mala gestione delle politiche legate all'immigrazione che si trascina ormai da anni. Servono manovre urgenti per distruggere un ponte diretto che rischia di riempire la Sardegna ed il resto dell'Italia di persone che una volta ottenuto il foglio di espulsione,saranno pronte a delinquere creando concreti e preoccupanti problemi di sicurezza." E c'è da augurarsi davvero che questa ennesima segnalazione non cada nel vuoto e che chi di competenza faccia qualcosa per fermare questi sbarchi incontrollati. 

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2 gennaio 2017 1 02 /01 /gennaio /2017 18:38
Cagliari:quando il Capodanno è troppo low cost

Narra la leggenda che tantissimi anni fa agli inizi del 2000 a Cagliari non si badava a spese e il Capodanno si organizzava in grande. Chi era presente all'epoca racconta con nostalgia del concerto di Max Pezzali aveva riempito la piazza con una folla oceanica. Ma erano altri tempi, con la crisi ha preso l'avvento la moda del "Capodanno low cost". Per chi  il 31 dicembre  dopo il cenone ha deciso di avventurarsi in piazza a Cagliari per festeggiare l'ultimo dell'anno, limitando la zona del divertimento al Largo Carlo Felice, Piazza Yenne e Piazzetta Savoia, la delusione è stata cocente. Alle ore 23 circa sul palco principale il concerto del mitico Madh era evidentemente già finito... e veniva da chiedersi a che ora avesse iniziato la performance e quante canzoni avesse cantato dato che alle 23 quello che si poteva sentire era un repertorio musicale da sagra di paese con musiche da circo. L'aria da sagra paesana(con tutto il rispetto per le sagre paesane che sono senza dubbio organizzate molto meglio)si poteva respirare davvero a pieni polmoni lungo tutto il Largo Carlo Felice con i   famosi "cadozzoni"e il loro  inconfondibile aroma di  panini alla salsiccia e cipolla.

Benvenuti alla sagra della salsiccia ma non chiamatelo Capodanno per carità. Gente molta, affari d'oro per cinesi improvvisatisi venditori di petardi, bengalesi che vendevano cerchietti luminosi da mettere in testa e cappelli sbriluccicanti,tanti banchetti con birre e spumanti di tutti i tipi di formati. Verso la mezzanotte la musica da circo si interrompeva lasciando spazio ad un veloce, distratto quanto poco coinvolgente conto alla rovescia al quale seguiva il brindisi della gente. Brevi fuochi d'artificio inaspettati illuminavano il Castello. Ad un certo punto troppa gente e troppi spintoni in cima al largo, meglio spostarsi dalle parti di Piazzetta di Savoia. Nelle stradina laterale la"festa"veniva funestata dal lancio a sorpresa di petardi contro i passanti, lancio che  continuava e  dappertutto ovviamente provocando un po' di panico e cosa più grave il ferimento al viso di un ragazzo.

Forze dell'ordine in giro davano un senso di sicurezza ma non troppa a dire il vero, dato che il lancio dei petardi sui passanti avrebbe potuto avere conseguenze peggiori, ma nessuna ordinanza li aveva vietati del resto.

Ed ecco l'animazione low cost in Piazzetta Savoia:era previsto un dj set, e chi sperava in un'animazione da discoteca restava presto deluso, forse giusto un pò di latino americano che si poteva ballare e fare i mitici trenini di Capodanno ma il repertorio musicale lasciava a desiderare per chi aveva voglia di scatenarsi davvero. Alle 2 superfluo dire che il"divertimento"finiva con la musica e la piazzetta si svuotava. Della serie:Capodanno low cost. Le vere feste di Capodanno erano già iniziate nelle varie discoteche e nei pub sparsi in città.

Narra la leggenda che tantissimi anni fa nel 2000 il concerto di Capodanno aveva riempito tutta la piazza con una folla oceanica. Ma erano altri tempi:si è vero c'è la crisi, eppure non sarebbe stato male con il budget a disposizione organizzare meglio l'animazione con un pò più di entusiasmo e brio rispetto a quello che si è visto  in Piazzetta Savoia! Viene da chiedersi chissà per quanti anni ancora  chi vuole andare in piazza a Cagliari a festeggiare l'ultimo dell'anno dovrà tenersi questo Capodanno low cost stile sagra della salsiccia. Forse se lo  chiedevano  anche i tanti turisti che ad un certo punto vagavano spaesati per le vie del centro semi-deserte dopo le 2 di notte. Buon 2017 a tutti nonostante il Capodanno troppo low cost!

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1 gennaio 2017 7 01 /01 /gennaio /2017 23:24

Uomini e donne dell'Esercito in servizio impegnati a garantire la sicurezza dei cittadini soprattutto  in questo periodo festivo, fanno gli auguri agli italiani in un video postato su Twitter, che sta facendo il giro del web. 

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28 dicembre 2016 3 28 /12 /dicembre /2016 18:26
Libia:Il Gen.Graziano ai militari italiani:"l'Italia è orgogliosa dell'"Operazione Ippocrate"
Libia:Il Gen.Graziano ai militari italiani:"l'Italia è orgogliosa dell'"Operazione Ippocrate"

"E' grande l'orgoglio che sento nei vostri confronti per l'impegno, le capacità e la professionalità dimostrati e di cui ho avuto attestazioni di sincera gratitudine da parte delle autorità libiche"queste le parole del discorso tenuto dal Capo di Stato di Maggiore della Difesa, il Generale Claudio Graziano, ai militari italiani del contingente impegnati nell'"Operazione Ippocrate". "L'Italia è orgogliosa dell' "Operazione Ippocrate", un'azione umanitaria richiesta dal governo libico per curare i combattenti impegnati a liberare la Libia dal terrorismo, -ha proseguito poi il Generale Graziano, in visita per la prima volta ai militari italiani impegnati a Misurata. "Le Forze Armate continueranno ad assicurare la missione fino a quando sarà ritenuto necessario dalle autorità libiche. Nell'ambito dell'impegno nazionale per assicurare per assicurare la pace e la difesa degli interessi nazionali, la stabilità della Libia rappresenta una priorità strategica".

Il Generale Graziano ha poi incontrato le autorità civili e militari locali all'interno dell'aeroporto militare. Fino ad oggi sono 3.000 le prestazioni mediche effettuate tra interventi chirurgici,, visite e consulenze. L'ospedale militare è pienamente operativo dal 19 ottobre 2016, con 50 posti letto  e capacità di neurochirurgia e chirurgia maxillo-facciale, della mano e vascolare. Il personale medico italiano è operativo non solo nella struttura militare ma assiste anche il personale medico libico presso l'ospedale civile di Misurata, ed è inoltre in grado di fornire addestramento ed assistenza ai team medici locali, per accrescerne le capacità.Questi uomini e queste donne rappresentano davvero il nostro orgoglio italiano all'estero.

Libia:Il Gen.Graziano ai militari italiani:"l'Italia è orgogliosa dell'"Operazione Ippocrate"
Libia:Il Gen.Graziano ai militari italiani:"l'Italia è orgogliosa dell'"Operazione Ippocrate"
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23 dicembre 2016 5 23 /12 /dicembre /2016 20:15
Milano:killer di Berlino e identità dei poliziotti rivelata:infuriano le polemiche

Il killer di Berlino, Anis Amri è stato ucciso a Sesto S.Giovanni, durante un conflitto a fuoco con due agenti della Polizia di Stato. La news si è diffusa velocemente e tutti gli italiani e anche i tedeschi stanno a complimentarsi con l'operato dei due poliziotti che sono riusciti a neutralizzare il pericoloso terrorista, pronto a colpire di nuovo. Fin qui tutto bene, ma quello che è successo dopo è stata davvero una leggerezza madornale, imperdonabile:rivelare i nomi dei due agenti  coinvolti nella sparatoria che  hanno ucciso il criminale. I loro nomi sono stati fatti durante la conferenza stampa dal Ministero dell'InternoMinniti nonchè dal premier Gentiloni. Mentre il questore di Milano, come riportato da diverse fonti ha giustamente preferito non farli i nomi, non rivelare l'identità dei due poliziotti per ovvie ragioni di sicurezza. Ma poco importa, Troppo tardi. Le foto dei due agenti con i loro nomi e cognomi campeggiavano da tutte le testate on-line.

La news era ormai di pubblico dominio e tutti i principali media nazionali si sono buttati alla ricerca dello scoop:è stata diffusa persino l'immagine dell'agente ferito alla spalla nel suo letto d'ospedale. I loro visi sono diventati improvvisamente familiari in tutto il mondo. Nessuno si è reso conto che operando in questo modo si metteva in serio pericolo i due agenti e le loro famiglia, li si esponeva a pericolose vendette da parte di terroristi che ormai sono a casa nostra. Il Questore di Milano, Antonio de Jesu, in un'intervista si è rivolto anche ai due poliziotti consigliando loro di non postare selfie sui social network. Ma ormai il danno è stato fatto. Era davvero necessario dare in pasto ai media l'identità dei due coraggiosi agenti senza pensare in alcun modo alle possibili nefaste conseguenze?

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18 dicembre 2016 7 18 /12 /dicembre /2016 18:54
Afghanistan:Capo di Stato Maggiore della Difesa Graziano in visita a contingente italiano a Herat
Afghanistan:Capo di Stato Maggiore della Difesa Graziano in visita a contingente italiano a Herat

Oggi il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Claudio Graziano, ha effettuato una visita ufficiale al contingente italiano operativo in Afghanistan nell'ambito della missione NATO"Resolute Support"su base Brigata "Garibaldi". Durante la sua visita, il Generale ha avuto modo di assistere all'attività di addestramento  condotta dal 4°Reggimento Alpini Paracadutisti(Ranger) a favore delle Unità Speciali appartenenti al National Defence Security e alla Polizia e ha sottolineato come"L'addestramento alle forze locali sia l'unica strada per assicurare al paese un futuro di stabilità".

Il Generale ha poi assistito al lancio dello"Shadow 200"il Tactical Unmanned Aerial System. un velivolo di ridotte dimensioni, senza pilota, acquistato recentemente dall'Esercito Italiano per la videosorveglianza e per acquisizione di informazioni. Ha poi proseguito la sua visita a Kabul, dove ha incontrato il Vice Comandante dell'Operazione "Resolute Support" , il Generale Rosario Castellano, e l'Ambasciatore italiano a Kabul, Roberto Cantone, con i quali ha fatto il punto della situazione sulle attuali condizioni del Paese, e soprattutto sullo sviluppo delle attività per favorire la maggiore integrazione delle donne e dei bambini nella società afgana.

Domani il Generale proseguirà la sua visita incontrando i rappresenttanti delle istituzioni locali ed incontrerà il Presidente della Repubblica Islamica dell'Afghanistan, Ashraf Ghani.

"E' stato fatto molto, ma molto c'è ancora da fare in Afghanistan, e c'è ancora bisogno del nostro supporto per lo sviluppo di un Paese che ha sofferto e che sta ancora soffrendo a causa di tanti anni di terrorismo"-ha affermato il Generale nel suo discorso ai militari delle Forze Armate e dell'Arma dei Carabinieri presenti in Afghanistan. "L'Italia, -ha poi concluso-è il secondo contingente per numero presente in Afghanistan, e continua a riscuotere unanime riconoscimento internazionale per la capacità, la professionalità e l'importanza dell'operato delle sue Forze Armate, l'Italia ha bisogno di voi".

Afghanistan:Capo di Stato Maggiore della Difesa Graziano in visita a contingente italiano a Herat
Afghanistan:Capo di Stato Maggiore della Difesa Graziano in visita a contingente italiano a Herat
Afghanistan:Capo di Stato Maggiore della Difesa Graziano in visita a contingente italiano a Herat
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12 dicembre 2016 1 12 /12 /dicembre /2016 19:15
 Il passaggio delle consegne

Il passaggio delle consegne

Inni nazionali

Inni nazionali

Dopo 7 mesi di missione i militari della Brigata "Pinerolo"tornano a casa. La cerimonia di avvicendamento alla guida del Train Advise Assist Command West(TAAC-W), il Comando NATO multinazionale e ineterforze a guida italiana operativo nella regione Ovest dell'Afghanistan nell'ambito della missione"Resolute Support", si è svolta avant'ieri presso l'aeroporto di Herat.

Alla cerimonia erano presenti erano presenti l'Ambasciatore dell'Italia a Kabul, Roberto Cantone, il Generale di Divisione Rosario Castellano Vice Comandante delle forze NATO in Afghanistan, il Governatore della provincia di Herat, Mr. Asif Rahimi, e le massime autorità civili e militari afgane della provncia. Il Generale Catellano nel suo discorso ha ringraziato il Comandante cedente il Generale GianPaolo Mirra, e i militari schierati, evidenziando gli eccellenti risultati conseguiti ed ha voluto porgere i suoi auguri ai militari della"Garibaldi":li attende infatti un lavoro delicato e difficile da portare avanti nei prossimi mesi della loro missione.

Le attività di addestramento(Train)di consulenza(Advise e Assist)sono svolte in questo momento dagli advisors del TACC-W con un doppio obiettivo:rendere le forze di sicurezza locali autonome nella gestione dello sviluppo del proprio personale, e formazione di nuovi istruttori(Train the Trainers"nonchè formare e addestrare specialisti nel campo dell'intelligence,di contrasto agli IED(ordigni improvvisati),di utilizzo  di mortai e artiglieria, di controllo dello spazio aereo e tante altre cose ancora , corsi mirati,seminari e simposi.

Tutti gli sforzi sono mirati allo sviluppo organizzativo e della funzionalità delle forze  di sicurezza afgane, allo scopo di raggiungere un adeguato livello di sostenibiltà. I sette mesi della  missione per i militari della"Pinerolo" sono stati davvero difficili e delicati, in questi mesi hanno addestrato, fornito assistenza e consulenza ai vertici operativi delle Afghan National Defence and Security Forces(ANDSF). Adesso ad entrare in azione sarà un comando"composite"su base Brigata Bersaglieri"Garibaldi":a loro il compito di portare a termine il lavoro dei militari della"Pinerolo". Per la "Pinerolo"invece :missione compiuta. Si torna a casa.

Rassegna delle bandiere nazionali

Rassegna delle bandiere nazionali

Il passaggio della bandiera NATO

Il passaggio della bandiera NATO

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9 dicembre 2016 5 09 /12 /dicembre /2016 19:09
Il Gen.Mirra e il figlio del Gen.Ghori

Il Gen.Mirra e il figlio del Gen.Ghori

Il figlio del Generale Ghori ringrazia il Col.Russo Senior MAT

Il figlio del Generale Ghori ringrazia il Col.Russo Senior MAT

"L'intitolazione di quest'aula travalica il semplice gesto dovuto. Noi oggi ricordiamo un ufficiale, un Comandante, un uomo che amava il suo paese al punto di accettare di donare la sua vita per la libertà dell'Afghanistan. Il Generale Ghori per me, non è stato solo il Comandante del 207°Corpo d'Armata, ma anche un amico leale, al figlio lascio il ricordo delle nostre chiaccherate quando lui mi raccontava il rammarico per il tempo sottratto alla famiglia. Ma il Generale Ghori aveva una famiglia più grande ed era tutto il popolo afgano" :con queste parole il Generale di Brigata Gianpaolo Mirra, Comandante del TAAC-W, ha voluto ricordare il Generale Muhiddin Ghori, capo del 207° Corpo d'Armata, morto lo scorso 29 novembre in un incidente aereo durante un volo.

A lui i militari del contingente italiano dispiegato a Herat, hanno voluto intitolare un'aula multimediale della base militare. Alla cerimonia erano presenti le più alte cariche civili, militari e religiose di Herat, ed il figlio del Gen.Ghori, che ha scoperto la targa commemorativa posta all'ingresso dell'aula. Quest'aula polifunzionale che da oggi porta il nome del Gen. Ghori, è davvero un notevole supporto didattico per lo svolgimento delle attività dei Military Advisors Team(MAT). E'infatti dotata di computer e ausili visivi.

E' in quest'aula che nei mesi scorsi sono state pianificate e condotte importanti operazioni di assistenza  alle forze di difesa afgane come l'operazione"Salma Dam"(vedi articolo su questo stesso blog nella sezione"Afghanistan"), e le operazioni che hanno consentito di respingere gli insorti nell'area di Farah. Da oggi la targa al suo ingresso ricorderà per sempre il Gen. Ghori e suo il sogno: quello di sconfiggere gli"insurgents"e rendere l'Afghanistan un paese libero.

Il  figlio del Gen. Ghori vicino alla targa commemorativa

Il figlio del Gen. Ghori vicino alla targa commemorativa

Foto ricordo del Gen.Ghori nell'aula

Foto ricordo del Gen.Ghori nell'aula

Discorsi degli intervenuti

Discorsi degli intervenuti

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7 dicembre 2016 3 07 /12 /dicembre /2016 15:12
Afghanistan:I Carabinieri  addestrano i poliziotti afgani
Afghanistan:I Carabinieri  addestrano i poliziotti afgani

Il 5°Corso "Crime Scene Investigation"(CSI)è stato portato a termine ieri dai Carabinieri del Police Advisor Team(PAT) impegnati nel Train Advise Assist Command West(TAAC-W)a guida Brigata"Pinerolo". I Carabinieri del PAT provengono dal 1°Reggimento "Tuscania", dal 7°Trentino Alto Adige, e dal 13°Friuli Venezia Giulia. Il Comandante del TAAC-W, il Generale di Brigata Gianpaolo Mirra, ha espresso al Te.Col. Antonio Bruno, Comandante del PAT, grande soddisfazione per l'eccezionale lavoro svolto dai Carabinieri , che con la loro professionalità hanno conquistato la stima degli afgani.  

Sono in tutto 300, (tra i quali anche un'aliquota di donne) i poliziotti dell'Afghan Border Police che hanno conseguito la qualifica di insegnanti. Di questi, 170 sono stati qualificati nell'ultimo trimestre, a testimonianza dello sforzo  e dell'attività di addestramento via via crescente, da parte dei militari italiani.

"Train-to-train"questa la denominazione delle attività addestrative  con le quali si abilitano i poliziotti già istruttori alla mansione di insegnanti. Obiettivo:fare in modo che la polizia afgana possa formare e certificare in piena autonomia, nuovi istruttori  presso gli istituti di formazione locali. Durante questi mesi, le attività di Train Advise and Assist si sono incentrate sull'assistenza alla polizia locale nella pianificazione delle loro operazioni, nelle attività di raccolta di informazioni ai fini investigativi , nella standardizzazione delle procedure in operazioni congiunte, e anche nell'assistenza degli organi di staff nella pianificazione e risoluzione di problemi legati alla logistica.

Afghanistan:I Carabinieri  addestrano i poliziotti afgani
Afghanistan:I Carabinieri  addestrano i poliziotti afgani
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