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27 febbraio 2012 1 27 /02 /febbraio /2012 17:02

Perchè il governo e la diplomazia italiana ci stanno mettendo cosi tanto tempo per liberare i 2 marò del Reggimento S.Marco sequestrati in India perchè sospettati di avere ucciso dei pescatori indiani?INDIA-quegli-elicotteri-di-finmeccanica-venduti-agli-indian.jpg E' la domanda che in questi giorni si fanno tanti italiani. Forse una spiegazione c'è. Secondo quanto riporta oggi il"Messaggero"il Ministero della Difesa indiano sarebbe alquanto preoccupato per le indagini effettuate dalla Procura di Napoli dai PM Pscitelli e Woodcock sulle attività delle aziende di Finmeccanica e sui sospetti di corruzione. Sempre secondo quanto riportato dal"Messaggero"poco più di un mese fa, la Selex Sistemi Integrati ha chiuso un redditizio appalto a Kochi in India. La magistratura indiana starebbe indagando sul caso di presunta corruzione nella vendita di 12 elicotteri AGUSTA Westland 1o1, modello VIP, adibiti al trasporto di importanti membri del governo indiano. C'è poi un contratto da 1 miliardo di euro che è stato firmato nel 2o1o da Agusta a capo della quale c'era Orsi  che oggi è Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica. In pratica gli indiani vorrebbero vederci chiaro e verificare che non ci siano irregolarità e corruzione nel contratto firmato tra Agusta e Indian Force nel 2o1o eliminando la concorrenza americana che partecipava a quell'appalto. L'ex direttore generale delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni è stato interrogato a novembre dalla magistratura napoletana. Dai suoi interrogatori emergerebbe che gli appalti come le nomine nelle aziende dipendenti da Finmecanica sarebbero stati pilotati, arrivando a far lievitare il valore stesso degli appalti, pare inoltre che ci fosse anche un fondo creato ad hoc per pagare i politici dei vari paesi. Il legame tra la Finmecanica e gli indiani è molto stretto, infatti oltre agli elicotteri, la Selex (che dipende da Finmeccanica)ha provveduto alla fornitura di radar navali per le portaerei della Marina Indiana di Kochi, inoltre la Finmeccanica ha fornito sistemi di comando e di controllo per le fregate, i sistemi di controllo per vari aeroporti indiani  e i radar. Gli indiani vogliono vederci chiaro in questa storia di appalti e presunta corruzione e la conseguenza  è che  intanto i marò restano in India. Su Facebook  intanto continua la mobilitazione della gente per riportare a casa i due militari con la creazione di tanti gruppi a loro dedicati. "Liberateli subito"è il grido di protesta di tanti italiani.

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26 febbraio 2012 7 26 /02 /febbraio /2012 16:30

afghanistan-7-feriti-in-lanci-di-granate-contro-base-usa4.jpgSituazione sempre più fuori controllo in Afghanistan dopo il rogo delle copie del Corano. A nulla sono serviti gli appelli alla calma del presidente Karzai, e le scuse di Obama e del Ministero del Difesa. Poche ore fa 7 militari american sono rimasti feriti a causa di lanci di granate contro la base NATO di Imam Sahib, nella provincia di Kunduz. Alcune fonti parlano  anche di un militare americano morto ma non c'è la conferma. L'attacco contro la base NATO è avvenuto durante le manifestazioni di protesta in seguito al rogo di alcune copie del Corano rinvenute tra i rifiuti all'esterno dellla base USA di Bagram."I manifestanti hanno lanciato una granata che ha ferito 7 soldati delle forze speciali" queste le parole del portavoce della polizia di Kunduz, Sayed Sarwar Hussaini. La violenza ormai dilaga in quasi tutte le province dove si è scatenata una vera e propria caccia allo straniero, la popolazione afgana è fomentata dai mullah e ieri 2 consiglieri militari USA sono stati uccisi in un attentato rivendicato dai talebani. Salgono a 29 i morti nelle proteste e ci si chiede come e se davvero si possa porre fine a questa situazione e a questa violenza ormai fuori controllo. Ci si chiede se davvero gli americani abbiano potuto bruciare delle copie  del Corano e si aspettano i risultati dell'inchiesta che dovrà fare luce sull'accaduto. 

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24 febbraio 2012 5 24 /02 /febbraio /2012 18:45

Ieri con un'operazione molto complessa, i militari italiani del RC-West su base Brigata Sassari, hanno portato in salvo 14 poliziotti afgani dell'Afghan National Police, che da giorni erano rimasti bloccati a causa del maltempo nella provincia di Ghor.afghanistan-militari-italiani-salvano-poliziotti-afani-dal-.jpg La zona di Ghor che è una delle zone più remote del paese, si trova sotto la responsabilità del contingente italiano, ed è molto difficile da raggiungere. I poliziotti erano isolati là da 4 gorni senza più viveri e nemmeno un riparo, dopo essersi messi in contatto con l'ISAF per richiedere aiuto sono stati tempestivamente soccorsi dai militari italiani, anche se putroppo uno dei poliziotti era già deceduto. I militari hanno provveduto inoltre a distribuire viveri e generi di prima necessità alla popolazione stremata dal maltempo di quello che resta uno degli inverni più rigidi in assoluto per Questo paese."Soffriamo per la perdita di uno dei nostri fratelli afgani,ma al contempo siamo grati per aver avuto l'opportunità di assistere gli altri 13 intrappolati in una situazione critica" queste le parole del Generale John R.Allen, Comandante dell'ISAF su quanto accaduto.

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23 febbraio 2012 4 23 /02 /febbraio /2012 20:03

Continuano le proteste in Afghanistan dopo il rinvenimento di alcune copie del Corano bruciate tra i rifiuti all'esterno della base americana di Bagramafghanistan-uccisi-2-militari-usa-nella-rivolto-co-copia-1.jpg. ll  bilancio è di 21 feriti e 5 afgani morti ai quali si aggiungono i 2 militari USA uccisi oggi. I due militari sono stati uccisi da forze di sicurezza afgane durante un incidente avvenuto nel corso delle rivolte che sono in corso in molte zone del paese. I due militari sono stati uccisi nel distretto di Khygani nella provincia di Nangahar."Era in corso una protesta davanti ad una base militare ed un agente della polizia afgana ha sparato contro le truppe straniere, ucidendo due soldati" ha affermato un ufficiale della sicurezza"sembra che li abbia uccisi per vendetta dopo la vicenda delle copie del Corano bruciate". La notizia dell'uccisione dei 2 militari americani è stata confermata anche dall'ISAF tramite il Capitano Justin Brockhoff che affermato che"un individuo con indosso un uniforme dell'esercito afgano ha aperto il fuoco contro soldati di ISAF nell'Afghanistan occidentale uccidendone due". Intanto oggi è il terzo giorno di proteste e i talebani tramite un comunicato hanno esortato gli afgani a colpire le basi militari e i convogli delle forze di invasione. 

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22 febbraio 2012 3 22 /02 /febbraio /2012 18:43

Situazione ad alta tensione in Afghanistan. L'ambasciata USA a Kabul è  stata chiusa,i funzionari rimasti bloccati al suo interno tramite Twitter hanno inviato messaggi agli altri funzionri rimasti all'esterno dell'edificio in modo da mettersi in salvo, mentre migliaia di persone sono scese nelle strade al grido di"Morte all'America,morte a Karzai" a manifestare la loro rabbia contro le le forze della coalizione internazionale.  Tre i morti acertati e almeno 21 le persone ferite. La rivolta che si sta estendendo anche ad altre zone come Shinwar, Jalalabad ed Herat, è stata causata dal ritrovamento tra i rifiuti all'esterno della base aerea di Bagram,  di alcune copie del Corano bruciate da alcuni militari americani.afghaistan-popolazioe-in-rivolta-per-copie-corano-bruciate2.jpg Ieri migliaia di afgani inferociti muniti di fionde e bombe molotov hanno manifestato davanti ai cancelli della base di Bagram, inoltre  èstato appicato un incendio ad un compound sede di lavoro di contractors stranieri che è andato quasi completamente distrutto. Intanto gli USA corrono ai ripari: il Capo dell'ISAF John Allen  ieri ha chiesto scusa agli afgani"Sentite scuse al nobile popolo afgano"è stato il suo messaggio, che evidentemente non è riuscito a placare gli animi. E' sceso in campo anche il Ministro della Difesa USA,Panetta,  annunciando che verrà aperta un'inchiesta su quanto accadutoMa cosa è veramente accaduto? Ci si chiede come sia stato possibile che dei militari americani abbiano bruciato delle copie del Corano, il testo sacro dei musulmani non pensando alle conseguenze del loro gesto. L'inchiesta dovrà chiarirlo davvero al più presto.

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22 febbraio 2012 3 22 /02 /febbraio /2012 17:18

salme-militari-morti-ahjanistan-copia-1.jpgSono rientrate stamattina in Italia su un C13o le salme dei 3 militari italiani morti l'altro giorno  in un incidente in Afghanistan(il caporal maggiore capo scelto Francesco Currò,il caporal scelto Luca Valente e il caporal maggiore scelto Francesco Paolo Messineo). Ad accogliere i feretri all'aeroporto militare di Ciampino c'erano i familiari, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Abate, il Capo di Stato Maggiore del'Esercito, l'Ordinario militare Monsignor Vincenzo Pelvi e il Generale Claudio Graziano, il quale ha voluto esprimere la sua"affettuosa vicinanza e sincera  partecipazione al dolore dei familiari dei caduti". I feretri a bordo di un C-13o e di un C-27 sono poi stati trasportati nelle regioni di origine dei 3 militari:Sicilia e Puglia dove saranno celebrati i funerali solenni.

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21 febbraio 2012 2 21 /02 /febbraio /2012 16:49

afghanistan-oggi-il-rientro-in-italia-salme-milita-copia-2.jpgE' previsto per oggi il rientro in Italia delle salme dei 3 militari italiani morti ieri nel ribaltamento di un Lince mentre erano impegnati nelle operazioni di recupero di un altro mezzo, a sud ovest di Shindand. Il Caporal maggiore capo Francesco Currò di 33 anni di Messina,il Primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo 29 anni, di Termini Imerese e il Primo caporal maggiore Luca Valente di 29 anni di Miggiano(Lecce), erano in forza al 66°Reggimento Fanteria "Trieste"di stanza a Forli. Il Lince sul quale si trovavano si è ribaltato mentre attraversavano un corso d'acqua causandone la morte per annegamento. Un altro militare è rimasto ferito, è stato ricoverato per ipotermia all'ospedale di Shidand, le sue condizioni non sono gravi e ha potuto chiamare personalmente i suoi familiari. Intanto la Magistratura aprirà un'inchiesta per chiarire le dinamiche esatte dell'incidente, mentre tutt'ora sono in corso degli accertamenti. Non è la prima volta che la morte di alcuni militari italiani in missione in Afghanistan viene causata dal ribaltamento del Lince, che para abbia il difetto di ribaltarsi facilmente. C'è anche da dire inoltre che i 3 militari operavano in condizioni meteo particolarmente avverse e il fiume che stavano attraversando si era particolarmente ingrossato a causa del maltempo. I 3 militari erano in missione in Afghanistan dal mese di settembre e sarebbero rientrati in Italia alla fine di marzo. Nessuno avrebbe potuto immaginare per loro un rientro in patria più tragico e straziante di questo. 

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20 febbraio 2012 1 20 /02 /febbraio /2012 14:33

Erano in forza al 66°Reggimento Fanteria"Trieste"di stanza a Forli, i 3 militari italiani morti stamattina nel ribaltamento di un Lince  a venti chilometri da Shindand. Il caporal maggiore capo Francesco Currò,33 anni di di Messina, il primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo di 29 anni, di Termini Imerese e il primo caporal maggiore Luca Valente, 29 anni di Miggiano(Lecce)erano impegnati in un' operazione di recupero di un altro mezzo in condizioni meteo particolarmente avverse.afghanistan-morti-3-militari-italiani-nel-ribalta--copia-1.jpg A bordo del Lince stavamo attraversando un corso d'acqua, quando all'improvviso il blindato si è ribaltato ed è stato invaso dall'acqua non lasciando scampo ai 3 militari. Sono rimasti intrappolati nel mezzo, mentre un altro militare ferito è stato ricoverato all'ospedale in ipotermia. Le sue condizioni non sono gravi.

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19 febbraio 2012 7 19 /02 /febbraio /2012 16:52

C'è che dice no" cantava Vasco in una canzone di tanti anni fa. C'è chi dice no e si ribella allo sfruttamento dei contratti co.co.pro in nome della propria dignità:come questa ragazza sarda, Valeria Gentile, dal curriculum di tutto rispetto. Meglio esseri liberi, senza un soldo in tasca o con la pagnotta a fine mese ma sfruttati? Una storia che fa riflettere in questi tempi  di contratti "usa e getta".

"Non sono coraggiosa, sono sarda e dico no a questi signori tristi"

valeriagentile.png Valeria Gentile - valeriagentile.com

@valigiablu - riproduzione consigliata

Sono andata via di casa a diciannove anni, dopo il diploma linguistico e qualche dramma familiare in valigia. Ho vissuto a Firenze per laurearmi in Media e Giornalismo, ho vissuto due anni a Roma collaborando con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici. Ho viaggiato come reporter in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal, mi sono lavata nei bagni delle palestre abruzzesi con le donne terremotate delle tendopoli. Ho girato da sola nell'infinita metropolitana di Tokyo, ho passato i checkpoint israeliani a Ramallah, ho scalato col vento gelido di gennaio la Grande Muraglia Cinese. Sono salita su mulini olandesi e torri taiwanesi, sono entrata nella pancia dell'enorme Buddha di bronzo sulla costa giapponese, ho assistito ai lanci dai tetti di soldati mangiatori di serpenti in Libano, ho guidato una zattera di bambù sul fiume Li. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. Ogni giorno della vita è una lotta in cui le mie radici sono alleati e nemici, armi e talloni d'achille. Sono tornata per scelta a vivere nella mia isola perché tutto il mondo non basta a contenere l'amore e la gratitudine che provo verso questa terra. Credo nella vita e nel mio futuroperché la Sardegna mi insegna ogni giorno i suoi miracoli senza vergognarsi di essere onnipotente.  Passo il primo colloquio telefonico, la Media Relations & Events Manager mi adora e “caldeggia la mia candidatura”. Passo anche il secondo colloquio in carne ed ossa, quello con il Sales & Marketing Executive Manager. Mi dice che ho un curriculum anomalo, che “mi sono fatta il mazzo” e mi porta a farmi conoscere al General Director che è anche socio, ai piani alti insomma, dove si parla a voce bassa e si tiene anche la testa, bassa. Primo e secondo colloquio, poi test individuale per il percorso di selezione, ma i manager ormai mi presentano dicendo “lei è, si occuperà di”. Ma non si accorgono che loro non hanno passato il mio, di colloquio. Il luxury resort numero uno mi contatta via Linkedin, mi offre un lavoro, mi scomoda, mi prepara a lasciare tutto quello che ho per trasferirmi a vivere dentro il resort, a non avere mai un giorno o un'ora libera, per fare la comunicatrice tuttofare, in un'industria dello svago di lusso che è una gabbia d'oro finto, in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese.  E allora ripenso alle nuove tendenze del futuro che vogliamo, il futuro sostenibile di cui tanto ci riempiamo la bocca. Ripenso alla manifestazione della Consulta dei Movimenti di stamattina a Nuoro dove Gavino Sale ha detto una cosa semplice e vera: noi sardi siamo poveri perché regaliamo le nostre ricchezze. Ripenso alle mie amiche laureate che lavano scale per cinquanta euro alla settimana, alle sette donne che hanno fatto lo sciopero della fame, ai padri che non sanno come dare da mangiare ai figli per colpa delle trame marce di questo sistema mortificante. In loro onore e in loro nome, in nome della loro dignità, io rifiuto l'offerta e vado avanti, a testa alta. Rifiuto, declino, non accetto, respingo, boccio, dico di no, a questi signori tristi che hanno perso completamente ogni contatto con la realtà. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. 

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19 febbraio 2012 7 19 /02 /febbraio /2012 15:36

I 2 militari del Battaglione S.Marco dopo esser stati sottoposti ad un interrogatorio, sono stati consegnati alla polizia indiana.india-i-2-militari-del-s.marco-consegnati-a-polizi-copia-2.jpg "Al momento si trovano in un procdimento che potrebbe portare al loro arresto". Questa la dichiarazione davvero poco rassicurante, rilasciata all'ANSA dal Console italiano a Mumbai Giampaolo Cutillo. Massimiliano Latorre e  Salvatore Girone, questi i nomi dei 2 militari ritenuti colpevoli di avere ucciso 2 pescatori indiani al largo della costa di Korala in acque internazionali. Il 15 febbraio dalla petroliera italiana"Enrica Lexie"sulla quale sono imbarcati i 2 militari, vengono esplosi dei colpi di arma da fuoco contro un'imbracazione di pescatori,  i 2 pescatori restano uccisi. L'uccisione è dovuta ad un tragico equivoco, in quanto le acque dell'Oceano Indiano sono costantemente minacciate dalle incursioni dei pirati. Dopo l'interrogatorio, i 2 militari sono stati consegnati alla  polizia indiana  che ha aperto un'indagine per omicidio. Per risolvere la situazione nel migliore dei modi e al più presto, dall'Italia è partita una delegazione di rappresentanti dei Ministeri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia. Dato che il fatto è avvenuto in acque internazionali, ma su una nave di nazionalità italiana il caso dovrebbe essere di competenza della giurisdizione italiana. Le prossime ore saranno dunque  davvero decisive per la positiva risoluzione del caso e per la liberazione dei 2 militari italiani.

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