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30 ottobre 2013 3 30 /10 /ottobre /2013 18:50

afghanistan in operazioni congiunte uccisi 14 talebani sequAnche se è ufficialmente iniziato il ritiro del contingente, continuano le operazioni congiunte del contingente ISAF e dell'esercito afgano. Nelle ultime 24 ore, la polizia afgana ha condotto diverse operazioni di"clearance"del territorio con la collaborazione dell'esercito afgano e dei militari della coalizione internazionale. L'obiettivo era quello di liberare il territorio dalla presenza dei terroristi talebani. Le operazioni sono state condotte nelle province dell'Helmand, Ghor, Farah, Khost, Ghazni, Logar, Uruzgan, Kandahar, Jawzjan, Laghaman, Nooristan, e Kunar. In queste operazioni sono stati uccisi 12 talebani armati e arrestati altri 18, inoltre sono state scoperte e sequestrate munizioni pesanti e leggere e degli IED. La polizia nazionale afgana ha inoltre scoperto dodici differenti tipi di mine,erano state piazzate dai talebani lungo le strade nelle province di Baghlan, Laghman, Faryab e Helmand:pronte ad esplodere.

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28 ottobre 2013 1 28 /10 /ottobre /2013 17:01

fob dimonios farahAlla fine a restare su in cima al pennone è la bandiera afgana, ammainato il tricolore invece. E' il segnale della chiusura ufficiale della base Farah,la Fob"Dimonios", che ieri con una breve cerimonia, è stata consegnata dai militari italiani a quelli afgani. C'è stato anche un breve discorso del Gen.Michele Pellegrino, Comandante del Rc-West, che ha sottolineato l'importanza di questo evento. Gli 800 militari italiani tra Bersaglieri del 6°Reggimento,il Reggimento Trasmissioni,il Genio e i militari della Task Force 45 tornano a casa. Prima verranno trsferiti a Herat per poi fare ritorno in Italia nelle prossime settimane. Il controllo e la sicurezza della zona passa ai militari afgani. Tra qualche mese chiuderanno anche le basi di Bala Balouk e all'inzio dell'anno prossimo anche la Fob di Shindand. I militari verranno trasferiti nella base di Herat, il contingente militare italiano subirà una notevole riduzione, e cambieranno anche il nome e  gli obiettivi della missione ISAF:"Resolute Support". I militari che saranno schierati in Afghanistan avranno il compito di addestrare, supportare,e riscostruire un paese devastato dalla guerra. Tra qualche mese i nomi di luoghi come Farah, Bala Balouk, Shindand passeranno alla storia per essere stati teatri di tanti combattimenti tra militari italiani e talebani.  Luoghi legati al sacrifcio dei tanti caduti italiani che hanno pagato con il sacrificio della loro vita il prezzo più caro di questa missione afgana.

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26 ottobre 2013 6 26 /10 /ottobre /2013 20:07

afghanistan militari italiani sotto attacco alla fob la marMilitari italiani di nuovo sotto il tiro dei talebani.Obiettivo la Fob"La Marmora"di Shindand, base avanzata dove è operativa la Tsu-C, l'unità di manovra su base 183°Reggimento di paracadutisti"Nembo"di Pistoia, sotto la cui responsabilità si trova il settore centrale del RC-West, attaualmente sotto il comando della Brigata Aosta. Erano le ore 13 locali(le 10.30 in Italia) quando 3 razzi sono stati lanciati contro la Fob"La Marmora". Due dei razzi sono esplosi all'interno della Fob, mentre il terzo ha impattato al di fuori del perimetro della base. Subito è entrato in azione un plotone della Quick Reaction Force allo scopo di individuare il punto dal quale è avvenuto il lancio dei razzi. Non sono stati registrati danni alla struttura Fob e nessun militare è rimasto ferito.

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22 ottobre 2013 2 22 /10 /ottobre /2013 16:55

resolute support afghanistan"Resolute Support":sarà questo il nuovo nome della missione in Afghanistan, non sarà una missione di guerra, in quanto il suo obiettivo sarà quello di addestrare e consigliare le forze di sicurezza afgane e di rafforzare le istituzioni."Non sarà un'altra missione ISAF con un nome diverso, ma una missione differente e significativamente più piccola in termini di uomini impegnati sul terreno"così ha detto il Segretario Generale della NATO, Ander Fogh Rasmussen ieri a Bruxelles. Per ciò che riguarda le diverse aree di responsabilità non ci saranno cambiamenti:all'Italia spetterà sempre la responsabilità della parte occidentale, alla Germania l'area settentrionale e agli USA la zona meridionale. Ma quanti saranno i militari che dovranno restare in Afghanistan?Al momento non è dato sapere, la decisione infatti spetta agli esperti militari e avverrà nei prossimi mesi.

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20 ottobre 2013 7 20 /10 /ottobre /2013 15:52

afghanistan-attacco-ai-militari--in-combattimento-per-30-mi.jpgE' successo di nuovo. Dopo i razzi lanciati contro la base italiana l'altro giorno, questa volta a trovarsi nel mirino dei talebani è stata una pattuglia di militari italiani. Erano le ore 15.00 locali(le 13 italiane) a 5 km dalla base di Shindand, quando una pattuglia di paracadutisti del 183°Reggimento "Nembo" di Pistoia, di Bersaglieri del del 7°Reggimento di Altamura(Bari) e di Genieri del 4° Reggimento Guastatori di Palermo, impegnati in un'operazione di controllo e di bonfica del territorio, sono stati attaccati. Un attacco in piena regola, con lancio di razzi Rpg, armi leggere, mortai. Un vero e proprio combattimento che ha visto i militari italiani impegnati per circa 30 minuti e durante il quale è intervenuto anche il supporto aereo dell'ISAF con 2 velivoli e con gli elicotteri da attacco italiani Mangusta A-129 della Task Force "Fenice". Dopo il combattimento i militari italiani hanno fatto rientro alla base di Shindand. Non c'è stato nessun ferito nello scontro a fuoco.

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20 ottobre 2013 7 20 /10 /ottobre /2013 15:35

foto granatieri di sardegnaRicevo e pubblico un interessante articolo di Monica Palermo relativo alla partenza della Brigata"Granatieri di Sardegna" per il Libano.

 La Brigata “Granatieri di Sardegna” parte per il Libano dopo oltre quattro anni dall’ultimo impiego in missioni all’estero e dopo un anno di intense attività addestrative, che hanno raggiunto il culmine nelle esercitazioni: “Quick Impact” (a Monteromano –VT, nel mese di giugno), “Pegaso 2013 – 4” (a Bracciano a luglio) e “Dark Shadow” (Monteromano, a settembre). Una cerimonia molto sentita, che ha visto radunate Autorità militari, civili e religiose, si è svolta presso la Caserma "Gandin" di Roma, sede del Comando Brigata “Granatieri di Sardegna” e del 1°Reggimento, per salutare questo nuovo impegno della Brigata. È entrata in campo la Banda, comandata dal Luogotenente Domenico Morlungo. A seguire, sotto il comando del Colonnello Claudio Caruso, si sono posizionati i reparti dei Granatieri: una compagnia del Comando Brigata, 2 compagnie del 1° Reggimento, uno squadrone dei Lancieri di Montebello, una compagnia mista formata dal Reparto Comando Granatieri e da un gruppo di formazione di altri reparti in concorso che andranno in missione nel teatro libanese, riconoscibili dal consueto basco azzurro, tipico delle missioni ONU. I medaglieri dell'Associazione Nazionale "Granatieri di Sardegna", dell'Associazione Nazionale Arma di Cavalleria e quello dell'Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori e il Gonfalone di Roma Capitale decorato di Medaglia d'Oro al Valor Miliare hanno poi preso posto a fianco del palco delle Autorità. Il Generale Maurizio Riccò, Comandante della Brigata Granatieri di Sardegna e il Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Lops, Comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa, si sono avvicendati in un discorso rivolto al pubblico presente, spiegando come dopo l’intenso ciclo di esercitazioni la Brigata “Granatieri di Sardegna” sia pronta ad assumere il comando del Settore Ovest (SW) della missione ONU-UNIFIL, nell’ambito dell’Operazione “LEONTE XV” in Libano. E infatti, la Grande Unità elementare, rinforzata da altre unità provenienti da tutta Italia, una volta giunta in territorio libanese assumerà la denominazione JTF-L (Joint Task Force – Lebanon) e opererà, “insieme” alle Forze Armate di altre nazioni nel pieno rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. UNIFIL agisce in un contesto molto delicato che, dal 1978 ad oggi, è in continuo mutamento. Gli obiettivi della missione seguono tre linee direttrici: monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, supporto alle Forze Armate libanesi dispiegate nel Libano del sud, per favorire il graduale miglioramento delle loro capacità di controllo della medesima area e, infine, assistenza alla popolazione civile attraverso la realizzazione di progetti CIMIC e Quick Impact Project per una crescita sostenibile della popolazione libanese. La JTF-L contribuirà con imparzialità e trasparenza, qualità tipiche del "peacekeeper", a restituire stabilità e sicurezza alla martoriata terra libanese. In seguito Padre Pierluca Bancale ha poi benedetto il contingente prossimo alla partenza e i reparti hanno cantato l’Inno d'Italia.

Monica Palermo   

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18 ottobre 2013 5 18 /10 /ottobre /2013 17:09

Militari italiani di nuovo sotto il tiro dei talebani.Alcuni razzi sono stati sparati contro la Fob"La Marmora", a Shindand, dove opera la TSU-C(Transition Support Unit Centre)l'unità di manovra su base 183°Reggimento Paracadutisti "Nembo" di Pistoia. L'attentato è  successo giovedi sera verso le 22, quando un razzo sparato contro l'avamposto italiano è esploso all'interno della base provocando lievi danni ai vetri blindati di una delle torrette della Fob.Il secondo razzo invece è esploso al di fuori del perimetro della base. Non ci sono stati feriti tra i militari italiani.afghanistan-razzi-contro-fob-lamarmora-a-shindand.jpg

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17 ottobre 2013 4 17 /10 /ottobre /2013 17:21

Il 25 settembre a Roma si è svolta la manifestazione della polizia contro i tagli del governo. Una manifestazione organizzata dal "Movimento Poliziotti"e dai sindacati A.D.P. e CONSAP, e alla quale erano stati invitati a partecipare i cittadini italiani. Per la prima volta si sarebbero trovati dalla stessa parte parte della barricata poliziotti e popolo italiano. Più di 8.000 le persone che hanno letto e condiviso l'articolo relativo alla manifestazione(vedi l'articolo su questo stesso blog alla sezione"attualità"Roma:poliziotti si ribellano ai tagli del governo: in piazza il 25 assieme ai cittadini per la prima volta). Tanti i commenti favorevoli e le opinioni della gente comune sulla manifestazione. Commenti, opinioni, espressi dagli italiani comodamente da casa su un divano con Pc e Facebook a portata di cliccata. Sì gli italiani tutti li a cliccare furiosamente "mi piace"(o "likare"come) su Facebook, a mostrare solidarietà ai poliziotti, a parlare di rivoluzione necessaria per cambiare le cose, o per lo meno per cercare di cambiarla  la grave situazione che sta vivendo il nostro paese. Quella del 25 settembre invece è stata una grande occasione mancata per il popolo italiano. Infatti al lato pratico degli 8.000 che hanno letto e condiviso l'articolo e altri link o articoli relativi alla manifestazione, in piazza poi ne sono scesi 200 o poco più. I poliziotti sono stati lasciati soli dal popolo,  inoltre come se non bastasse, la manifestazione che era rilevante, non è certo finita sulle prime pagine dei giornali italiani chissà per quale motivo poi,mentre i media inglesi almeno le hanno dato il risalto che meritava.  Tra le fila delle divise , tra i tanti,oltre a Roberto Maccione, Segretario Provinciale di Genova per l'A.D.P.(Autonomi di Polizia), c'era Maurizio Cudicio, fondatore del "Movimento Nazionale dei Poliziotti", con  un megafono in mano sotto ad una finestra del Viminale, ha cercato di instaurare un impossibile dialogo con il Ministro Alfano, che però non era presente. Ma chissà se poi al signor Ministro sarebbe interessato davvero sapere i problemi di una divisa:volanti vecchie con troppi km, unformi antiquate solo per citarne alcuni. Ma la domanda è:il popolo italiano dove stava e perchè ha lasciato soli i poliziottimanifestazione polizia2? Sicuramente stava su Facebook non c'è ombra di dubbio. Perchè gli italiani la rivoluzione la vogliono fare sì, ma comodamente dal divano e su Facebook. "Armiamoci e partite", si partite voi però, gli altri, a farla la rivoluzione, a manifestare in piazza contro tutto quello che non va. Perchè noi italiani in piazza ci scendiamo solo quando l'Italia vince i campionati del mondo. Per cambiare le cose c'è sempre tempo e poi ci sarà sempre qualcuno che le  cambierà al nostro posto.

    
   
     
 
 
 
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17 ottobre 2013 4 17 /10 /ottobre /2013 15:34

Sono stati raccolti in alcune scuole della provincia di Modena dall'Associazione onlus"Regina Elena" poi i giocattoli raccolti, sono stati donati  dai Carabinieri del Rc-west  di Herat,(il Comando multinazionale a guida italiana su base Brigata Meccanizzata"Aosta")alle bambine dell'orfanotrofio femminile di Herat.  Per loro resterà davvero una giornata indimenticabile. L'orfanotrofio è stato costruito dieci anni fa, ed ospita 110 bambine tra i 4 e i 17 anni ed è stato realizzato dal PRT italiano, mentre con i fondi messi a disposizione dal Ministero della Difesa si è proceduto alla ristrutturazione e all'accoglienza di bambini provenienti da famiglie disagiate. E' davvero un bel rapporto di amicizia quello che si è creato tra le bambine dell'orfanotrofio di Herat e i Carabinieri al comando del Capitano Roberto Petraglia del 13°Reggimento Carabinieri"Friuli Venezia Giulia". I Carabinieri svolgono compiti di polizia militare ed inoltre sono impegnati anche in consulenze per il Comandante del Rc-west in ambito di polizia giudiziaria e di reati militari. I Carabinieri del 13°Reggimento "Friuli Venezia Giulia"sono inquadrati nella seconda Brigata Mobile Carabinieri , il personale è carabinieri-donano-giocattoli-orfanotrofio-herat.jpgcomposto da sottufficiali della componente territoriale e dai reparti dei Carabinieri dell'Aeronautica.

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14 ottobre 2013 1 14 /10 /ottobre /2013 15:50

Nella vita non bisogna mollare mai, nemmeno quando tutto sembra remarci contro e sembra non ci sia nessuna via d'uscita.C'è sempre una speranza.Non molla e non si abbatte il marò Salvatore Girone da più di 600 giorni trattenuto in India assieme al suo commilitone Massimiliano Latorre, con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani.Salvatore non ha smesso di studiare per poter sostenere gli esami di accesso al quinto anno per conseguire la maturità. Domani sempre che sia possibile, e che non ci siano difficoltà nella connessione internet, a causa di un'alluvione che si è abbattuta sull'India,  Salvatore Girone avrà la possibilità di connettersi via Skype con l'Istituto tecnico industriale Marconi di Bari, per sostenere la prova scritta e in seguito le altre prove che gli consentiranno l'accesso al quinto anno. Salvatore infatti si era iscritto al corso serale per poter studiare e sostenere l'esame di accesso alla maturità. Il collegamento via Skype è previsto per domani mattina salvo imprevisti, quando l'Ambasciata di New Delhi si collegherà all'Istituto Marconi di Bari e il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone potrà sostenere la prova scritta, due giorni dopo, dovrà sostenere l'esame orale. E' la dimostrazione che anche tra mille difficoltà se si vuole raggiungere un obiettivo non bisogna arrendersi mai.india-il-maro-salvatore-girone-sostiene-esami-maturita-vi.jpg

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