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29 novembre 2011 2 29 /11 /novembre /2011 16:05

afghanistan-ferito-n-militare-dell-reggimento-s.marco6.jpgContingente italiano nuovamente sotto il tiro degli"insurgents". Stamattina durante un'attività di pattugliamnento nella zona a 6 km a nord est dalla FOB"Ice", nella valle del Gulistan, uno IED è esploso al passaggio di un convoglio del Reggimento S.Marco alle ore 8.3 locali(le 5.oo in Italia). Un militare è rimasto ferito.Non è in gravi condizioni, nè in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti subito i soccorsi, e con un elicottero il ferito è stato subito trasportato all'ospedale da campo di Farah. Non ha mai perso conoscenza ed ha potuto chiamare i suoi familiari in Italia per rassicurarli.

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28 novembre 2011 1 28 /11 /novembre /2011 18:28

Ieri il Capo di Stato Maggiore del'Esercito, Generale Giuseppe Valotto, ha fatto visita al contigente italiano schierato ad Herat. Ad acoglierlo presso la base di "Camp Arena"afghanistan-il-generale-valotto--visita-il-contingente-ital.jpgc'era il Generale di Brigata Luciano Portolano, Comandante del Rc-West. Il Generale Valotto ha avuto anche un incontro con lo staff del Comando Multinazionale e durante un collegamento in video conferenza con tutti i comandanti delle Task Forces , è stato aggiornato sulle operazioni in corso e su quelle che dovranno essere portate a termine in futuro dai militari del contingente facente parte del RC-West. Il Generale si è poi fermato a parlare con il personale che non era il servizio:per loro ci sono state  parole di elogio ed un ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto fino ad oggi.

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26 novembre 2011 6 26 /11 /novembre /2011 18:36

afghanistan-la-vita-in-missione-di-2-leoni-del-reggimento-s.jpgCom'è la vita in missione degli uomini del Reggimento S.Marco? Non troppo facile:vivere in una FOB  non è una cosa per tutti.  Questi uomini hanno scelto le stellette per passione e sono stati addestrati per affrontare  ogni tipo di situazione, eppure  la nostalgia di casa è sempre in agguato nel deserto e tra le montagne. Parola di Nicola e Arcangelo del Reggimento S.Marco. Nicola Loconsole di Bari, ha 29 anni, è sottocapo di seconda classe, fuciliere di Marina:"Sono un marò del plotone mortai impegnato in Afghanistan   con la Task Force South East. Il mio plotone si trova nella Forward Operational Base(FOB)"Lavaredo"neldistretto di Bakwa, nel settore  sud-orientale dell'area sotto la rersponsabilità italiana. Sono in Afghanistan dalla seconda metà di agosto. Sembrerà starno vedere operare noi del S.Marco nel deserto, in mezzo alle montagne, cosi lontani dal nostro amato mare. Ma l'addestramento e la preparazione ricevuti ci consentono di ridurre al minimo gli imprevisti e le difficoltà. Durante questi mesi,trascorsi lontano di casa, l'affetto  dei familiari ed il loro sostegno sono stati di fondamentale importanza per la mia serenità. Colgo l'occasione per salutarli. In modo particolare saluto Ilenia, la mia fidanzata. Nonostante la distanza che ci separa, è come se fosse qui ogni giorno. Grazie ad internet riusciamo a sentirci ogni sera e posso assicurare che dopo una giornata di lavoro ascoltarla è un'iniezione di buon umore che mi fa affrontare la missione con una forza da leone. La distanza da casa non fa altro che  evidenziare il legame con la mia terra, le mie origini, e la mia città;Bari è la città che dovunque io vada porto sempre nel cuore. E'inutile nascondere, qui mancano gli amici, la domenica allo stadio, le passeggiate sul lungomare, i piatti di mamma, i frutti di mare e la birra Peroni, Bari il mio grande amore."  Arcangelo Enrico  è sotto capo di 3a classe del Reggimento S.Marco, anche lui fucilere:"Sono nato a Mesagne, 27 anni fa e vivo a Brindisi. Nel 2oo4 ho deciso di arruolarmi in Marina  entarndo a far parte del S.Marco, con la speranza che questo passo potesse essere quello giusto per tutta la vita. Sapevo che scegliendo la dura vita del fuciliere di Marina, i sacrifici sarebbero stati molti, ma ero anche consapevole che avrei fatto tantissime esperienze rofessionale e di vita. Oggi a 8 anni dal mio ingresso nel Reggimento, posso dire che i sacrifici sostenuti sono stati ampiamente ripagati da soddisfazioni e gratificazioni".Alle sua spalle  ha diverse missioni in Iraq, Libano, Kossovo, Albania. Mancava solo l'Aghanistan. Spiega quali sono i suoi compiti:"Chi appartiene a questo reparto deve essere pronto in pochissimo tempo a raggiungere quelle zone del mondo  dove gli interessi della nostra nazione vengono difesi. Sono arrivato in Afghanistan ad agosto  con il mio reparto nella provincia di Farah,precisamente nella valle del Gulistan, nella FOB "Ice".I l mio compito è quello di "uomo di collegamento"di assicurare i contatti radio tra la mia unità schuerata sul terreno e la sala operativa in base. In generale la vita  in una FOB  non è quella di un albergo di lusso. Eppure, anche nel disagio, ci sono aspetti positivi. Siamo una famiglia unita ed affiatata. Insieme condividiamo i rischi, i pericoli  e le soddisfazioni del nostro lavoro. Le partite della domenica, rappresentano un'occasione  ritrovarci tuti asieme e per ridere, scherzare, riappropriarci di un pizzico di "vita normale"anche amigliaia di km da casa. Ovviamente la famiglia e gli affetti più cari, quelli che ho lasciato, mi mancano tantissimo. Ma grazie a internet riesco a sentirli un pò più vicini.(...)"Certo anche Arcangelo sente la nostalgia di casa e della sua terra, la Puglia e soprattutto gli affetti:"Colgo l'occasione  per mandare un abbraccio alla mia famiglia e alla mia ragazza Stefania, rassicurandoli e rinfgraziandoli, soprattutto per il sostegno morale ed il supporto  che mi danno. So che per loro non è semplice vivere questa situazione". E' dura la vita del fuciliere di Marina in missione, addestrato a fronteggiare tanti pericoli, si trova a combattere contro un  nemico ancora più insidioso:la nostalgia di casa. 

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24 novembre 2011 4 24 /11 /novembre /2011 16:22

In Afghanistan i militari italiani oltre alle operazioni giornaliere di pattugliamento per la  ricerca e la cattura degli"insurgents"sono attivamente impegnati anche nelle operazioni umanitarie a favore della popolazione afgana e soprattutto dei bambini. Perchè la pace si costruisce anche con libri penne e quaderni.afghanistan-militari-italiani-diatribuiscono-kit-s-copia-1.jpg Alcuni giorni, fa i militari italiani della Task Force South, su base Brigata Sassari(la quale ha la responsabiltà della zona di Farah),hanno distribuito dei kit scolastici ai bambini dell'orfanotrofio di Farah. Il materiale scolastico distribuito è stato raccolto grazie all'aiuto dell'Istituto"Jacopo Nizzola"del comune di Trezzo sull'Adda(Milano). Questo Istituto ha un forte legame con il 152°Reggimento della Brigata Sassari e anche in futuro darà la sua collaborazione per la realizzazione di altri progetti. L'operazione di distribuzione dei kit scolastici è avvenuta alla presenza delle autorità locali e del Capo Dipartimento provinciale per le Politiche Giovanil.,Elah Noozai. Quest'attività fa parte delle attività umanitarie disposte dal Comando RC-West su Base Brigata Sassari per aiutare la popolazione afgana. Molti sono i progetti che vengono realizzati dalle Task Forces e dai 4 PRT, uno dei quali si trova sotto la resposabilità del 3°Reggimento Bersaglieri e ha il controllo della città di Herat e di tutta la provincia. Questa operazione umanitaria dei militari italiani a Farah, serve a consolidare la presenza del contigente italiano sul territorio afgano e anticipa le altre future attività umanitarie che si svolgeranno durante tutto il rigido inverno afgano:il lavoro dei militari italiani per dare a questo popolo  un futuro di pace e di libertà non conosce soste. 

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23 novembre 2011 3 23 /11 /novembre /2011 18:31

Un importante leader talebano è stato arrestato dai militari  ISAF e dalle truppe afgane durante un'operazione congiunta e altri"insurgents"sono stati arrestati. E' stato sequestrato anche del materiale sensibile per la fabbricazione di bombe. Il leader talebano arrestato, era evaso dal carcere di Kandahar nel 2oo8, durante un raid di "insurgents"e per molto tempo si era nascosto in Pakistan. Wali Moahmed   e' stato catturato nel distretto di Nahar e Saraj nella provincia dell'Helmand afghanistan-militari-isaf-catturano-leader-talebano-e-arres.jpg assieme ad altri 4 suoi seguaci. Il leader talebano è stato responsabile di diversi attacchi kamikaze contro la popolazione nell'Afghanistan meridionale. Nella zona a sud invece, una pattuglia combinata guidata da alcuni afgani ha scoperto un deposito di droga nell'Helmand. Sono stati sequestrati e dsitrutti  8 kg di nitrato d'ammonio che viene utilizzato per la fabbricazione di IED, 4 contenitori con 181 kg di semi di papaveri. Nella zona ovest, nel distretto di Shindand, in provincia di Herat, sono state sequestrate armi, munzioni e mortai, catturati 2 insurgents ed un capo talebano, ritenuto responsabile di attacchi contro le truppe afgane. In provincia di Paktika è stato arrestato un capo talebano della rete di Haqqani che ha realizzato numerosi attacchi con IED. Nella provincia di Khost sono stati arrestati numerosi"insurgents"durante la ricerca di un capo della rete di Haqqani. Il ricercato ha disseminato di IED il distretto.Sono state sequestrate inoltre armi e delle granate. 

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21 novembre 2011 1 21 /11 /novembre /2011 17:55

Stamattina il Comandante della squadra navale, Ammiraglio di squadra, Luigi Binelli ha fatto visita al Reggimento S.Marco. La visita dell'Ammiraglio è iniziata presso la base di Camp Arena dove ha incontrato il Generale di Brigata Luciano Portolano Comandante del RC-West e i suoi uomini, e dove gli sono state illustrate le attività operative giornaliere e quelle future. Durante la sua visitaafghanistan-il-regimento-s.marco-ha-ricevuto-la-vi-copia-4.jpg, l'Ammiraglio è stato accompagnato dal Comandante della Forza da Sbarco della Marina Militare, Contrammiraglio Edoardo Serra, nella la zona sud-est( sotto il comando italiano)  presso la FOB"Lavaredo" a Bakwa e presso la COP "Ice"nel Gulistan dove è schierato il Reggimento S.Marco. Qui all'Ammiraglio Binelli è stata illustata l'attività e i risultati conseguiti dai fucilieri del Reggimento S.Marco. Successivamente l'Ammiraglio ha avuto un incontro con gli uomini degli equipaggi dei 3 elicotteri EH 1o1 della Marina Militare che costituiscono la Task Group"Shark" e anche con il personale della Marina Militare in servizio presso il Regional Command West.

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20 novembre 2011 7 20 /11 /novembre /2011 19:10

afghanistan-contingente-isaf-uccide-insurgent-in-scontro-a-.jpgGiornate di operazioni davvero intense per il contigente ISAF. Ieri durante un'operazione congiunta con le forze afgane nel distretto di Sayyidebad, nella provincia di Wardak, c'è stato uno scontro a fuoco durante il quale i militari hanno ucciso un"insurgent". Durante l'operazione congiunta che prevedeva la ricerca di un "facilitatore"talebano della rete di Al-Quaeda, alcuni "insurgents"appostatisi in un edificio hanno fatto fuoco contro i militari con armi leggere, al quale i militari hanno risposto. Un "insurgent"è stato ucciso. I militari hanno inoltre arrestato 2 "insurgents", distrutto armi, fucili, munizioni, granate e materiale per la fabbricazione di IED. Nella zona a sud, invece sempre durante un'operazione combinata, i militari hanno scoperto un depositodi armi:RPG, 5 granate, e una miccia di dieci metri. Il materiale è stato sequestrato e distrutto. Nella provincia di Kandahar è stato catturato un "insurgent"responsabile di numerosi attentati nella provincia. Nella zona est il contigente ISAF e le truppe afgane sono state attaccate ad un check-point dell'ANSF(Afghan National Security Force) nel distretto di Ghazni. Dal check-point sono partiti alcuni colpi di arma da fuoco, di mortai e sono state lanciate delle granate contro i militari che hanno risposto al fuoco e ucciso 2 insurgents.C'è stato anche l'ntervento del supporto aereo. E'stata aperta un'inchiesta per ricostruire esattamente la dinamica dell'accaduto. Nella provincia dell'Hellmand invece, è stato scoperto un deposito di armi, un mortaio da 82 mm,RPG, e 17 granate. Le armi sono state sequestrate e distrutte. Nella provincia di Khost il contingente ISAF ha catturato un capo della rete di Haqqani responsabile di numerosi attacchi suicidi e sono stati arrestati 2 sospetti. Nel distretto di Terayaani il contingente ISAF ha arrestato alcuni"insurgents" e sequestrato armi. Arrestati molti"insurgents"anche nel distretto di Sperah, in provincia di Khost  mentre i militari erano alla ricerca di  un capo talebano della rete di Haqqani che fornisce agli"insurgents"munzioni, mezzi di trasporto e armi.

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19 novembre 2011 6 19 /11 /novembre /2011 22:40

afghanistan-militari-italiani-ospitano-bambini-afgani-a-cam.jpgI bambini afgani ricorderanno a lungo la giornata di ieri. Per alcune ore infatti i bambini, dai 3 ai 12 anni, figli dei lavoratori preso la base italiana sono statii ospiti presso Camp Arena, sede del Rc-West su base Brigata Sassari. I militari del contingente italiano(appartenenti a tutte le forze armate)hanno accompagnato i piccoli ospiti durante la loro vista alla base  e li hanno intrattenuti con giochi e tanto divertimento. I bambini hanno  avuto cosi la possibilità di vedere il luogo dove lavorano i loro genitori e anche di  assaggiare la cucina italiana. Al termine della visita ai bambini sono stati distribuiti dei giocattoli , raccolti dagli stessi militari durante la messa domenicale.  Per i militari italiani la giornata è stata utile per poter fornire anche assistenza sanitaria ai bambini. Assistenza medica che viene prestata agli abitanti di tutti i villaggi dal contingente italiano  impegnato tutti i giorni a distribuire anche mediciali nelle zone sotto il comando italiano. 

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19 novembre 2011 6 19 /11 /novembre /2011 18:08

Un video su youtube mostra un campo per l' addestramento dei talebani. (Basta digitare:Excerpts from manba al-jihad video of haqqani-ne by siteintelgroup).Si trova al confine tra l'Afghanistan ed il Pakistan il campo doveafghanistan-talebani-in-addestramento-contro-ISAF1-copia-1.jpg i talebani della rete di Haqqani si addestrano per colpire il contingente ISAF. L'esistenza di questo campo di addestramento è la prova evidente  che anche i recenti attentati ai danni del contingente italiano e afgano sono stati pianificati ed organizzati con cura. I talebani non dispongono di armi e di un equipaggiamento sofisticato, indossano un semplice elmetto e la mimetica.  Eppure nonostante questo fatto i loro attacchi al contingente ISAF si sono rivelati molto pericolosi. I talebani si esercitano a superare ostacoli, a mimetizzarsi tra i campi ,ad arrampicarsi e a sparare raffiche di AK-47 da una moto in corsa. All'addestramento sul campo fa seguito il ripasso con l'utilizzo di una lavagna e di schemi. Ma c'è qualcosa che non torna:il campo di addestramento dei talebani non è in una locaità nascosta, è facilmente individuabile.Come mai i talebani possono continuare ad addestrarsi indisturbati  senza che il contingente ISAF faccia qualcosa?

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16 novembre 2011 3 16 /11 /novembre /2011 18:51

I militari americani in missione in Afghanistan usano l'I-phone e non solo per le chiamate a casa.afghanistan-l-i-phone-rivoluziona-la-guerra2-copia-1.jpg C'è infatti un progetto pilota voluto dall'esercito statunitense che mette nelle mani dei soldati gli samrtphones. L'I-phone che diventa cosi a tutti gli effetti un vero e proprio mezzo di combattimento. Il progetto è iniziato quando McCarthy, Direttore delle Operazioni per la Modernizzazione delle Brigate dell'Esercito USA, ha iniziato a consegnare degli smartphones ai militari che si addestravano nel deserto del Texas prima di partire per l'Afghanistan. Molti hanno pensato ad una trovata pubblicitaria, mentre Mc Carthy pensava al modo in cui l'esercito si relaziona con le nuove tecnologie. La sua idea era quella di consentire ai militari in missione, l'utilizzo degli smartphones in modo da essere connessi anche sul campo di battaglia, avere cosi la possibilità di controllare mappe o di trasmettere informazioni e di valutare i vari dati. La sua unità ha subito iniziato a testare l'utilizzo degli smartphones sul campo di battaglia. Il soldato Nicholas Johnson ha iniziato a progettare nuove applicazioni per i suoi commilitoni. La progettazione di queste applicazioni è molto importante, come ha detto Johnson a un quotidiano americano" :Infatti è possibile inviare dei video dai droni Predator ai soldati che possono cosi  utilizzare e assimilare quelle informazioni".Certo la strada per favorire la diffusione di queste applicazioni è tutta in salita perchè gli ufficiali sentono in qualche modo venire meno la loro autorità. Una mentalità un pò dura da sconfiggere. "C'è  tutta una scuola di pensiero sul fatto che l'informazione è potere. Se io ho una data informazione e tu non ce l'hai, io ho il potere" afferma Mc Carthy. Ma a quanto pare la mentalità tra gli ufficiali e il Pentagono sta cambiando, infatti il Comandante della squadra di Johnson, Il capitano Scott Dewitt, ha dato l'incarico a Johnson di progettare altre applicazioni che si spera saranno in grado di aiutare le truppe schierate in Afghanistan. Il primo incarico di Johnson è stato quello di prendere dei dati locali raccolti dagli ufficiali dell'intelligence militare USA e di renderli subito disponibili per i soldati quando questi dovevano recarsi nei villaggi afgani. Infatti quando i soldati vanno nei villaggi come possono sapere che quella è relamente la casa dove devono entrare e quella è la persona giusta da incontrare? L'applicazione  include le foto degli abitanti dei villaggi, ma anche altre preziose informazioni, come i nomi, nomi dei figli, delle tribù e delle famiglie. Dewitt ha immaginato di essere in grado di inviare ad un capo squadra che si trova in un villaggio le foto, "il capo squadra può cosi andare avanti anche se io non sono con lui, potrò guardarlo su una mappa e guardare anche le informzioni che stanno arrivando"afferma Dewitt. E tutto questo grazie ad un semplice I-phone. Si prevede la progettazione di altre applicazioni che saranno in grado anche di ordinare un'evacauazione medica, oppure di ordinare il fuoco di artiglieria. Certo gli smatphones hanno lo svantaggio di essere piuttosto fragili e di rompersi facilmente, specie su un campo di battaglia, non sembrano proprio essere adatti al combattimento e alla sabbia dell'Afghanistan, ma è anche vero che se i soldati ne riconoscono l'utilità ed il loro valore, ne avranno cura come della loro arma e del loro equipaggiamento. Anche se gli smartphones non sono poi cosi resistenti, basta sostuirli e questo non è non è un problema: non avendo un costo elevato permette di risparmiare sui costi delle spese militari in tempi di crisi. Il che non è davvero poco di questi tempi.

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