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16 novembre 2011 3 16 /11 /novembre /2011 18:51

I militari americani in missione in Afghanistan usano l'I-phone e non solo per le chiamate a casa.afghanistan-l-i-phone-rivoluziona-la-guerra2-copia-1.jpg C'è infatti un progetto pilota voluto dall'esercito statunitense che mette nelle mani dei soldati gli samrtphones. L'I-phone che diventa cosi a tutti gli effetti un vero e proprio mezzo di combattimento. Il progetto è iniziato quando McCarthy, Direttore delle Operazioni per la Modernizzazione delle Brigate dell'Esercito USA, ha iniziato a consegnare degli smartphones ai militari che si addestravano nel deserto del Texas prima di partire per l'Afghanistan. Molti hanno pensato ad una trovata pubblicitaria, mentre Mc Carthy pensava al modo in cui l'esercito si relaziona con le nuove tecnologie. La sua idea era quella di consentire ai militari in missione, l'utilizzo degli smartphones in modo da essere connessi anche sul campo di battaglia, avere cosi la possibilità di controllare mappe o di trasmettere informazioni e di valutare i vari dati. La sua unità ha subito iniziato a testare l'utilizzo degli smartphones sul campo di battaglia. Il soldato Nicholas Johnson ha iniziato a progettare nuove applicazioni per i suoi commilitoni. La progettazione di queste applicazioni è molto importante, come ha detto Johnson a un quotidiano americano" :Infatti è possibile inviare dei video dai droni Predator ai soldati che possono cosi  utilizzare e assimilare quelle informazioni".Certo la strada per favorire la diffusione di queste applicazioni è tutta in salita perchè gli ufficiali sentono in qualche modo venire meno la loro autorità. Una mentalità un pò dura da sconfiggere. "C'è  tutta una scuola di pensiero sul fatto che l'informazione è potere. Se io ho una data informazione e tu non ce l'hai, io ho il potere" afferma Mc Carthy. Ma a quanto pare la mentalità tra gli ufficiali e il Pentagono sta cambiando, infatti il Comandante della squadra di Johnson, Il capitano Scott Dewitt, ha dato l'incarico a Johnson di progettare altre applicazioni che si spera saranno in grado di aiutare le truppe schierate in Afghanistan. Il primo incarico di Johnson è stato quello di prendere dei dati locali raccolti dagli ufficiali dell'intelligence militare USA e di renderli subito disponibili per i soldati quando questi dovevano recarsi nei villaggi afgani. Infatti quando i soldati vanno nei villaggi come possono sapere che quella è relamente la casa dove devono entrare e quella è la persona giusta da incontrare? L'applicazione  include le foto degli abitanti dei villaggi, ma anche altre preziose informazioni, come i nomi, nomi dei figli, delle tribù e delle famiglie. Dewitt ha immaginato di essere in grado di inviare ad un capo squadra che si trova in un villaggio le foto, "il capo squadra può cosi andare avanti anche se io non sono con lui, potrò guardarlo su una mappa e guardare anche le informzioni che stanno arrivando"afferma Dewitt. E tutto questo grazie ad un semplice I-phone. Si prevede la progettazione di altre applicazioni che saranno in grado anche di ordinare un'evacauazione medica, oppure di ordinare il fuoco di artiglieria. Certo gli smatphones hanno lo svantaggio di essere piuttosto fragili e di rompersi facilmente, specie su un campo di battaglia, non sembrano proprio essere adatti al combattimento e alla sabbia dell'Afghanistan, ma è anche vero che se i soldati ne riconoscono l'utilità ed il loro valore, ne avranno cura come della loro arma e del loro equipaggiamento. Anche se gli smartphones non sono poi cosi resistenti, basta sostuirli e questo non è non è un problema: non avendo un costo elevato permette di risparmiare sui costi delle spese militari in tempi di crisi. Il che non è davvero poco di questi tempi.

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15 novembre 2011 2 15 /11 /novembre /2011 16:22

Militari italiani che partono in missione e che spesso devono provvedere di tasca loro all'acquisto delle uniformi o di altri generi di prima necessità e in missione poi devono combattere anche contro i costi troppo elevati della connessione adsl, Carabinieri e forze dell'ordine che restano senza benzina per le auto di servizio o hanno in dotazione veicoli obsoleti. il Ministero della Difesa intanto  provvederoma tra maserati e voli di stato troppi sprechi nelle spes all'acquisto di 19 Maserati blindate da 1oo mila euro l'una."Le Maserati acquistate sono italiane e costano meno"ha affermato qualche giorno fa il Ministro della Difesa La Russa. Sarà, ma intanto  nella crisi che attanaglia l'Italia, l'unico settore che non conosce crisi è il settore della Difesa e delle spese militari. Come evidenziato anche da un'inchiesta del quotidiano "La Repubblica.it",anche in questo settore ci sono stati dei tagli, ma di certo non hanno contribuito a diminuire gli sprechi, anzi hanno inciso sui finanziamenti molto importanti per l'addestramento, le infrastrutture e la manutenzione dei mezzi. Per fare un esempio ci sono 18o blindati "Lince"chiusi nelle officine anche se poi ci sono degli ordinativi per 1.15o mezzi. Intanto i "Lince"restano li e non si hanno notizie dell'arrivo in teatro operativo dei"Freccia"che dovrebbero sostituire i "Lince". Le Forze Armate devono provvedere anche a garantire determinati servizi per i politici. Ecco allora ben 25o milioni di euro da utilizzare per i famosi voli di stato.  Inutile dire che ci sarebbe un notevole risparmio se i politici rinunciassero a questo privilegio. Invece ecco trenta velivoli che devono sempre essere a disposizione di ministri vari e sottosegretari. C'è poi il capitolo relativo all'acquisto di elicotteri prodotti dall'Augusta(società facente parte di Finmeccanica):i famosi AV 139 da 498 milioni di euro che ha bordo hanno ogni tipo di comfort. il Ministero della Difesa inoltre, non poteva certo dire di no al mega progetto in collaborazione con gli USA ,relativo al F35 il Joint Strike Fighter. Un progetto voluto dal Pentagono iniziato nel lontano 2oo1. Sono passati dieci anni e intanto per la sua realizzazione si sono raggiunte cifre da capogiro. La Finmeccanica è uno dei parter del progetto e forse arriverà a spendere 15 miliardi per avere 131 caccia. Lo stato italiano spende 5o mila euro al minuto in spese militari e questo nonostante la crisi. Nel 2o1o sono stati spesi ben 27 miliardi di euro. Come vengono investiti tutti questi soldi? Principalmente per il mantenimento dell'Esercito. Un esercito dove il numero degli ufficiali è superiore di molto alla "truppa". Generali e ammiragli per i quali sono previsti 3 milioni di euro e mezzo all'anno. Perchè cosi tanti soldi? Ma è semplice:sono destinati alle loro colf  che lucidano l'argenteria e battono i tappeti delle loro abitazioni. Generali e ufficiali che poi, restano saldamente ai posti di comando anche al termine della loro carriera. Per quasi tutti questi ufficiali in congedo infatti è previsto un posto in Finmeccanica, Otomelara, e via dicendo. E' inoltre prevista anche un'indennità speciale di 4o9 mila euro dopo il pensionamento. Questi solo alcuni degli sprechi. Oltre algli sprechi ci sarebbero tanti problemi da risolvere. Quello del precariato che riguarda anche le Forze Armate. In un esercito formato da professionisti dopo essersi arruolati ed essere restati in servizio anche per 4 anni, sono molti i militari che dovrebbero vedersi garantito il posto nell'Esercito o avere la possibilità di transitare in un altro corpo. Non sempre le cose vanno cosi e sono tanti quelli che restano fuori. Tutte queste risorse finanziarie dovrebbero essere spese prima di tutto per garantire la sicurezza del personale militare impegnato in missione all'estero, dotando gli uomini di equipaggiamenti e mezzi adatti e per cercare di risolvere problemi come quello dell'elevato costo dell'adsl in  missione. Ma forse per il Ministero è più importante che nell'abitazione del generale o dell'ammiraglio l'argenteria sia sempre tirata a lucido dalle colf.

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13 novembre 2011 7 13 /11 /novembre /2011 16:42

Durante un'operazione congiunta con le forze di sicurezza afgane, il contingente ISAF ha ucciso un talebanoafghanistan contingente isaf uccide talebano in op-copia-2 e arrestato numerosi "insurgents". Nel corso dell'operazione i militari hanno notato un"insurgent"armato di Ak-47 che si stava appostando per fare fuoco, valutata la minaccia e accertatisi che non ci fossero civili nell'area, i militari lo hanno ingaggiato e ucciso. Successivamente hanno provveduto a sequestare il suo fucile d'assalto. L'operazione aveva come obiettivo la ricerca di un capo talebano legato alla rete del terrorista talebano Haqqani, operante nella provincia di Khost. Il talebano in questione è a capo dell'organizzazione e del cordinamento degli attacchi contro le truppe del contingente ISAF e dell'esercito afgano. Nella zona a sud invece nella provincia di Zabul, i militari dell'ISAF durante un pattugliamento, hanno scoperto un deposito di armi:un razzo da 1o7 mm, RPG,  e materiale esplosivo destinato alla fabbricazione di IED, hanno sequestrato e distrutto dei dispositivi di comunicazione e delle radio. Nella provincia di Kandahar è stato arrestato un"facilitatore"talebano e altri"insurgents". Il talebano in questione, è responsabile del sequestro di numerosi soldati afgani nonchè di finanziamenti, armi e attrezzature varie agli"insurgents". Nella provincia di Paktika sono stati arrestati numerosi"insurgents" durante un'operazione di ricerca di un capo talebano appartenente alla rete di Haqqani. Questo capo talebano è ritenuto responsabile del coordinamento e di numerosi attacchi contro le truppe dell'ISAF e dell'esercito afgano per mezzo di IED. Sempre ieri, durante un'operazione nel distretto di Baraki Barak, nella provincia di Logar, è stato arrestato un capo della rete di Haqqani:il talebano aveva piazzato numerosi ordigni nella provincia di Logar. 

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10 novembre 2011 4 10 /11 /novembre /2011 18:41

Si è svolta a Camp Arena la cerimonia del passaggio di consegne al vertice della Joint Air Task Force(JATF). La JATF è l'assetto interno del Regional Command West su base in prevalenza Aeronautica Militare e gestisce i velivoli ad ala fissa, gli assetti ad ala rotante e anche una componente di terra:gli aviorifornitori dell'E.I.. La componente di terra ha una funzione davvero importante: quella di aviolanciare i "bundles" e permettere cosi alle basi più lontane di ricevere i rifornimenti. I caccia Amx(Task Group Black Cats) con 39oo ore di volo e gli UAV Predator(Task Group Astore) con 7.4oo ore di volo  hanno compiti di sorveglianza e di ricognizione del territorio e di supporto alle truppe a terra, i C-13o e i C-37J(Task Group Albatros)con 5.3oo ore di volo garantiscono invece il trasporto degli uomini nel teatro operativo e tramite gli aviolanci riforniscono le FOB di materiali(mediante il sistema CS) in modo da assicurarne l'operatività ma anche la sopravvivenza a livello logistico. I velivoli ad ala rotante come gli elicotteri EH-1o1 della Marina Militare(Task Group Shark)con all'attivo 8oo ore di volo, hanno invece il compito di garantire le attività di sgombero sanitario e del trasporto di rifornimenti e del personale. Al Colonnello Pilota Gianluca Ercolani suafghanistan-passaggio-di-consegne-alla-joint-air-task-force.jpgbentra il Colonnello Pilota Alessandro de Lorenzo. Durante il  suo breve discorso di saluto il Colonnello Ercolani ha ricordato i caduti durante la missione in Afghanistan, tra i quali anche il militare spagnolo Joaquin Moja Espejo morto nel settore nord della ragione ovest sotto il comando del contingente italiano. Ha inoltre espresso parole di grande apprezzamento per i notevoli risultati conseguiti dagli uomini che hanno svolto le operazioni sotto il suo comando.

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9 novembre 2011 3 09 /11 /novembre /2011 15:38

Sessanta talebani hanno attaccato una base americana ISAF a Paktika, al confine con il Pakistanafghanistan-contingente-isaf-uccide-6o-talebani-ch-copia-1.jpg.I terroristi hanno attaccato la base con armi leggere e granate, c'è sttao uno scontro a fuoco, al quale i militari del contingente ISAF e le truppe dell'esercito afgano hanno risposto uccidendo i talebani. Durante l'attacco degli"insurgents" sono intervenuti in supporto del contingente ISAF e delle truppe afgane, anche elicotteri della NATO che hanno bombardato gli"insurgents". "I cadaveri delle vittime sono ancora sul campo di battaglia ed è in corso un'inchiesta sul numero esatto delle vittime e sulla loro nazionalità"queste le parole del portavoce della provincia sud orientale di Paktika, Makhlis Afghan. Per il momento l'attacco alla base ISAF non è  stato rivendicato dagli"insurgents". 

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7 novembre 2011 1 07 /11 /novembre /2011 17:06

E' gia tempo di bilanci per il contingente militare italiano schierato in Afghanistan, sotto il comando della Brigata Sassari. Il bilancio del primo mese di missione è più che positivo. I militari italiani infatti, in questo primo mese hanno effettuato diverse operazioni di controllo del territorio durante le quali hanno sequestrato: 1oo kg di esplosivo, 4 razzi, un mortaio, una mitragliatrice, Dashka calibro 147,un fucile d'assalto Ak-47,un cannone calibro 1o6,munizioni, granate di artglieria, e 5 IED.afghanistan-contingente-italiano-distribuisce-medi-copia-4.jpg Molti i progetti che sono già stati realizzati e altri che verranno portati a termine molto presto. I progetti conclusi sono 65 e riguardano diversi ambiti:ben 1o progetti hanno portato alla costruzione di ambulatori per fornire assistenza medica alla popolazione, i  militari hanno inoltre distribuito medicinali alla popolazione. Altri progetti prevedono la realizzazione di pozzi, pompe idriche e la costruzione di canali di irrigazione. Sono già stati avviati anche 18 progetti per la costruzione di edifici scolastici, sono già stati realizzati edifici dove hanno sede uffici della pubblica amministrazione, le fognature e il terminal dell'aeroporto di Herat. Senza dubbio un bilancio pi che positivo come affermato anche dal Generale Luciano Portolano, Comandante della Brigata Sassari e del RC-West da un mese,:"A poco più di un mese dall'assunzione, da parte della Brigata Sassari della responsabilità della Regione Ovest del dispositivo NATO in Aghanistan, il bilancio delle attività svolte è ad oggi positivo, grazie ad uno stretto clima di cooperazione e unitarietà di interessi che pervade i vari attori sul campo e sia le istituzioni centrali, locali, civili e militari afgane nonchè i partners multinazionali della missione ISAF.Dal punto di vista della condotta operativa, il nostro quotidiano agire è stato scandito dalla necessità di dover continuare a garantire alle popolazioni locali, la più ampia libertà di movimento dei beni e delle risorse economiche, lo sviluppo dei servizi di base, con particolare riguardo a quelli afferenti ai settori scolastico e sanitario, ma soprattutto supportare le autorità locali nel complesso e lungo processo di transizione verso l'assunzione piena delle responsabilità politiche nei confronti del popolo afgano. Ciò è stato possibile attraverso la condotta di attività caratterizzate dall'impiego coordinato e sincronizzato di tutte le forze a spiccata attività manovriera messa in campo dalla Combined Team West, ossia dalle forze di ISAF e delle Unità di Sicurezza Afgane, quali l'Afghan National Army,l'Afghan National Police, l'Aghan Border Police per citarne alcune. Il processo di transizione è ormai avviato." Certo la minaccia di attacchi da parte degli"insurgents"rimane sempre molto alta:"Le zone più sensibili del RC-West rimangono quella settentrionale e quella meridionale. Si tratta delle zone piùs oggette a possibili atti ostili nei confronti delle forze alleate ISAF, della popolazione locale, e delle Forze di Sicurezza afgane che vi operano, ma non escludiamo azioni ostili anche nelle altre zone del settore di nostra competenza. Ne consegue che tutte le attività sono pianificate nei minimi dettagli seguendo e applicando tutte le necessarie misure per far fronte alle possibili minacce e quindi, condotte in un'adeguata cornice di sicurezza."Il livello di allerta resta alto. 

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5 novembre 2011 6 05 /11 /novembre /2011 22:52

Oggi durante un'operazione congiunta del contingente ISAF e delle forze di sicurezza afgane,nella provincia di Paktiya, nel distretto di Sayyd Karam, è stato arrestato un terrorista talebano seguace del capo talebano Haqqani.afghanistan-in-operazione-congiunta-isaf-arrestatp-copia-1.jpg Il terrorista talebano, è stato responsabile di numerosi attacchi con IED ai danni del contingente ISAF e dell'esercito afgano. I militari hanno arrestato anche un altro "insurgent":un"facilitatore"talebano e molti altri "insurgents" sono stati arrestati  invece nel distretto di Dand, nella provincia di Kandahar. Il"facilitatore"talebano provvedeva a rifornire di armi e munizioni tutto il distretto di Dand ed era stato inoltre responsabile di alcuni attentati con IED contro le truppe della coalizione  edi alcuni scontri a fuoco sempre contro le truppe della coalizione e afgane. Nella zona est invece, i militari hanno catturato 2 sospetti"insurgents" mentre erano alla ricerca di un"facilitatore" di Haqqani nel distretto di Khost. Il "facilitatore" ricercato, oltre ad avere organizzato attacchi contro le forze afgane e della coalizione, organizza anche sequestri di persone nel distretto. Durante l'operazione congiunta i militari hanno anche sequestrato un Ak-47, un fucile d'assalto. Nella provincia di Logar, sono stati arrestati altri"insurgents". 

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3 novembre 2011 4 03 /11 /novembre /2011 15:21

Attacco kamikaze nei pressi di Herat stamattina. A trovarsi sotto tiro questa volta una società di telecomunicazioni che fornisce i suoi servizi alla NATO, la"Esko Iternational".afghanistan un militare italiano ferito in attentato kamika Cè stato un blitz delle forze militari italiane italiane, per liberare i 31 civili (italiani e stranieri)dipendenti della società in ostaggio dei terroristi. Il bilancio è di un ferito tra i militari italiani(i suoi famigliari sono stati avvertiti, sembrerebbe confermato che il militare non sia in forze alla Brigata Sassari). Il militare ha riportato ferite lievi ad un polpaccio causate dall'esplosione di un ordigno, è in buone condizioni e ora si trova presso la Base di Herat. 2 guardie afgane sono state uccise, mentre non si registra nessun ferito tra i civili. Secondo quanto riferito anche dal Ministro La Russa, che si è collegato in viedoconferenza con il Comandante del contingente italiano, il Generale Luciano Portolano, l'attacco è avvenuto intorno alle 9.35, a circa 1 km ad est da "Camp Arena"  base del contingente italiano, un attacco complesso, con la partecipazione di molti"insurgents"dotati di armi di diverso tipo e di materiale esplosivo. Secondo una dinamica ormai tristemente consueta, due kamikaze si sono fatti esplodere davanti all'ingresso della sede della società della"Esko International",mentre altri 3"insurgents"armati, si sono introdotti nell'edificio sparando all'impazzata e tenendo in ostaggio 31 civili, dipendenti della società."Alle 9.45"riferisce il Generale Portolano, "eravamo pronti ad intervenire per contrastare la minaccia"sottolineando come il contingente italiano abbia immediatamente disposto l'intervento di elicotteri da attacco e da trasporto, dei tiratori scelti,  di una forza di reazione rapida e di elementi della "Task Force 45":le forze speciali italiane schierate in Afghanistan. C'è stato un vero e proprio blitz dei militari del contingente italiano che ha consentito l'evacuazione dei 31 civili, tra i quali 6 italiani,  alle 1o.4o, e la conclusione del blitz con l'uccisione deo terroristi alle ore 13.oo. Subito dopo il blitz delle forze italiane, la zona è stata sottoposta ad un rastrellamento anche per quantificare le perdite tra gli"insurgents"responsabili dell'attentato. Inatanto sempre stamattina,il Generale Luciano Portolano ha riferito che sempre nel settore occidentale, nella zona più a sud, il contingente italiano ha scoperto un arsenale con armi di vario tipo, e materiale esplosivo.

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2 novembre 2011 3 02 /11 /novembre /2011 19:08

Ad accoglierlo presso la base di "Camp Arena", sede del contingente della Brigata Sassari, è stato il Generale Luciano Portolano, Comandante del RC-West. Il Generale John Allenafghanistan il gen. john allen visita il contingente italia, Comandante della missione ISAF in Afghanistan, infatti, ha fatto visita al contingente militare italiano presso la base di Herat. Una visita durante la quale è stato aggiornato sulle operazioni svolte e su quelle che devono ancora essere portate a termine, nella zona che si trova sotto la responsabilità della Brigata Sassari. C'è stato anche il tempo per un incontro con il  governatore di Herat, Daoud Shan Saba, poi i 2 generali hanno fatto tappa a Salma Dam, dove il Genrale Allen ha potuto verificare lo stato di avanzamento dei lavori di costruzione della diga. Un'opera questa, la cui realizzazione consentirà un ulteriore miglioramento delle condizioni di vita del popolo afgano. La diga infatti, come evidenziato anche dal Comando del cotingente italiano, è un'opera molto importante:"Questo progetto-volto in particolare alla realizzazione della centrale elettrica fondamentale per lo sviluppo del sistema energetico nella regione Ovest dell'Afghanistan, consentirà alla popolazione locale di beneficiare, con la diga, di nuove colture irrigate, migliorando in modo significativo le attuali condizioni di vita". 

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1 novembre 2011 2 01 /11 /novembre /2011 18:23

afghanistan-troppo-cara-l-adsl-per-i-militari--italiani-in-.jpgTrovarsi in missione in Afghanistan e dover combattere contro i costi troppo elevati della connessione adsl. E' ciò che succede ai militari italiani che pagano 7o/13o euro al mese per un'ora di connessione al giorno. Postazioni internet che non sempre sono disponibili perchè sono occupate dai militari albanesi che invece per l'adsl non pagano niente. Le tariffe pagate dai militari italiani sono invece supermaggiorate rispetto a quelle del servizio nazionale afgano. Tutto ciò sembrerebbe accadere per il fatto che (come affermato dal sito http://www.osservatorio-sicilia.it/info) il servizio di connessione a internet è stato affidato alle società  "Ciano" di Livorno e alla "Iclos". In pratica per poter utilizzare internet i militari devono stipulare un contratto privato con la società"Ciano"e quindi pagare 7o/13o euro al mese per un'ora di connessione. La società "Iclos" in una precisazione inviata ad un altro sito web che si è occupato della questione, ha tenuto a precisare che:"Il servizio è erogato esclusivamente da "Iclos.s.r.l."la società "Ciano" non si occupa di questa tipologia di servizi e la"Iclos"non è in alcun modo fornitore esclusivo dei servizi di comunicazione all'interno delle numerose basi e distaccamenti italiani in Afghanistan e Libano, ne sono prova i numerosi provider afgani,pakistani, cinesi, libanesi che a più riprese e senza offrire nessuna garanzia di sicurezza e di servizio, si sono e si stanno alternando per cercare di fornire il servizio ai nostri militari." Riguardo al problema dei costi troppo elevati della connessione,la "Iclos" sostiene che:" La banda satellitare per raggiungere certe location prive di qualsiasi infrastruttura di terra ha costi di 2 ordini di grandezza(circa 1o8 volte)superiori alla normale connettività su fibra che si trova in Italia e nel resto del mondo, per cui è inevitabile che il costo sia superiore alle analoghe offerte su territorio italiano. Inoltre i militari albanesi si pagano il servizio personalmente, come gli altri militari ISAF distaccati nella base e Comando Italiano di Herat. La società "Ciano "non fornisce servizi adsl ai militari". Intanto però già da alcuni mesi la questione dell'adsl troppo cara per i militari italiani in missione in Afghanistan, è approdata anche in Parlamento. Alcuni deputati hanno inoltrato al Ministro della Difesa un'interrogazione a risposta scritta, allo scopo di verificare se qesto fatto sia vero o meno, e se sia stata bandita una regolare gara d'appalto per l'assegnazione del servizio. L'interrogazione porta la data del 18 luglio 2o11. Il Ministero della Difesa ad oggi non ha ancora dato una risposta. Intanto per i militari italiani che vogliono risparmiare sull'adsl non resta che fare affidamento su Skype  sperando che la connessione regga a seconda della zona nella quale ci si trova, oppure ricorrere all'applicazione "Viber"che consente di effettuare chiamate gratuitamente (tra utenti dotati di I-Phone). Ma se non c'è campo e l'I-Phone non prende, allora non c'è niente da fare.

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