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14 dicembre 2013 6 14 /12 /dicembre /2013 18:55

brigata_sassari__1-copia-1.jpg  E' ufficiale:la Brigata Sassari partirà a febbraio per l'Afghanistan e sarà la sua ultima misione in terra afgana. Lo ha annunciato il Comandante Generale Manlio Scopigno stamattina, durante la conferenza stampa alla presentazione del libro che racconta le altre missioni afgane"Sotto il cielo di Herat"di Luigi Piredda ed Elisabetta Loi.Sarà senza dubbio una missione delicata e importante perchè coincide con la fase del ripeigamento.Una missione che per ciò che riguarda l'aspetto logistico è la più imponente dai tempi della seconda guerra mondiale.Il ripigamento, ovvero il ritiro delle truppe dall'Afghanistan, sarà un'operazione complessa:ci sono infatti 1100 metri lineari di materiali da mettere a posto e da portare via, il tutto prima del 31 dicembre 2014:data della fine della missione ISAF. Ma senza dubbio anche questa volta i sassarini riuscirano a portare a termine brillantemente la loro missione.

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12 dicembre 2013 4 12 /12 /dicembre /2013 18:28

afghanistan-ilaria-grosso-maggiore-bala-balouk.pngHa alle spalle 4 missioni all'estero due in Libano e due in AfghanistanLei è Ilaria Grosso di Genova,ufficiale medico riservista(con il grado di Maggiore) dell'Esercito Italiano,  che quando non parte in missione è chirurgo all'Istituto Tumori di Milano. Durante la sua ultima missione,  ha curato i militari feriti sia quelli italiani che afgani  e i civili. Militari e civili feriti a causa delle esplosioni di ordigni oppure dai colpi di arma da fuoco. E li ha dovuti curare in condizioni difficili, con i pochi mezzi a disposizione che di certo non solo quelli di un grande ospedale  di Milano. Molti feriti  li ha curati nel pronto soccorso allestito pressola Fob"Tobruk",avamposto sperduto nel deserto afgano di Bala Balouk, avamposto che di volta in volta ha ospitato centinaia di militari. Un avamposto che molto spesso si è trovato sotto il fuoco nemico dei talebani e dove ha trovato la morte il sergente Michele Silvestri e dove altri cinque militari italiani erano rimasti feriti in un attacco nel 2012. Lei la dottoressa con le stellette, era presente, e in un'intervista rilasciata tempo fa in tv ha affermato che di certo è stata un'esperienza terribile,  c'è stata paura, un'esperienza che ti lascia un segno, ma che ti sprona anche a combattere per ottenere un futuro migliore per questo popolo e per far si che la guerra finisca. Il fatto di operare quotidianamente a stretto contatto con i militari l'ha fatta sentire parte di una squadra, e di questa esperienza afgana ricoderà per sempre il senso di unione e di fratellanza che si viene a creare durante una missione"Noi siamo quelli di Bala Balouk, Bala Balouk ci ha lasciato un'unione particolare." ha detto in un'altra intervista rilasciata al Tg di Rai 2. "Sono orgogliosa di avere partecipato alla vita di questo pezzetto d'Italia che è stato trasferito qui, e che sicuramente è un'Italia che mi appassione".Parola di  medico con le stellette che è stato in missione in uno dei posti più rischiosi del mondo. 

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4 dicembre 2013 3 04 /12 /dicembre /2013 17:54

afghanistan-passaggio-di-consegne-alla-italian-air-advisory.jpg"In Shindand, uomini e donne di diverse nazionalità, cultura e formazione lavorano insieme per un obiettivo chiaro e condiviso:costruire le basi di un futuro migliore e sicuro per l'Afghanistan"con queste parole il Colonnello pilota, Luca Vitali Comandante dell'Italian Advisor Team, dopo 7 mesi ha ceduto il comando al Colonnello Ivan Mignagna. Nel suo discorso il Colonnello Vitali, ha inoltre voluto sottolineare la collaborazione tra americani e ungheresi allo scopo di costruire un'aeronautica militare afgana indipendente e pienamente operativa  e che proprio questo "è stato il vero valore aggiunto della missione".  Al Comandante subentrante è stato anche consegnato lo stendardo. Alla cerimonia era presente il Colonnello Franco Merlino, Comandante della Transition Support Unit-Center di Shindand, che rappresentava il Generale Michele Pellegrino, Comandante delRc-West, il comando multinazionale su base Brigata Meccanizzata "Aosta"operante nell'area occidentale dell'Afghanistan. La missione del team di Advisors italiani continua. Il team è composto da 35 tra ufficiali e sottufficiali che provengono da diversi reparti dell'Aeronautica Militare Italiana e si occupano dello sviluppo  delle abilità tecniche e professionali  e delle capacità gestionali  di uno stormo di volo, dell'attività addestrativa ovvero di operazioni aeree, fire fighting,  ma anche  di gestione amministrativa e finanziaria , di  gestione delle infrastrutture maintenance, food service, previsioni metereologiche, force protection, billeting, e medical clinic. 

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2 dicembre 2013 1 02 /12 /dicembre /2013 19:23

afghanistan parà del nembo distribuiscono aiuti a bambini400 zainetti, 18 lavagne, kit scolastici, 100 banchi da 3 posti, 200 kit igienico sanitari tutti acquistati con i fondi del Ministero della Difesa italiano:li hanno consegnati i parà del 183°Reggimento"Nembo"agli alunni dei villaggi di Quanati e Mogholan-e-Khone e della scuola di Farqa Bistoyak. La consegna è avvenuta nei giorni scorsi nel distretto di Shindand dove i militari del contingente italiani della TSU-C, l'unità di manovra su base 183°Reggimento"Nembo"di Pistoia e i militari dell'esercito afgano hanno portato a termine i progetti "Sicurezza nelle scuole"e"Alunno Felice"in occasione della Giornata Mondiale dell'Infanzia. Con questi progetti i militari del contingente italiano, hanno condotto una campagna di informazione sui pericoli presentati dagli ordigni e dalle mine inesplose nelle quali i bambini si possono imbattere anche  mentre giocano.  Questi progetti sono stati voluti dal Dipartimento dell'Educazione di Shindand, allo scopo di proteggere i bambini dai rischi rappresentati dai rischi degli ordigni inesplosi. E' stato lo stesso Comandante del 183°Reggimento Paracadutisti "Nembo",al termine di una lezione a sottolineare come:"la testimonianza di quanti militari  del contingente multinazionale su base Brigata Meccanizata "Aosta"siano vicini alle necessità della popolazione locale". Sempre i militari italiani nei giorni scorsi, hanno portato a termine la costruzione di un pozzo d'acqua nel villaggio di Mogholan-e-Khon:ora anche le donne potranno andare al pozzo a prendere l'acqua mentre prima c'era un solo  pozzo e fuori dal villaggio e vi avevano accesso solo i bambini e gli uomini. Nel villaggio di Mogholan-e-now invece i militari italiani hanno invece ristrutturato un capannone pericolante dove viene allevato il bestiame, una delle principali fonti di sostentamento di questi popolo. Perchè la guerra contro i talebani e per un futuro migliore per questo paese si vince soprattutto così.

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1 dicembre 2013 7 01 /12 /dicembre /2013 19:10
Le basi di Farah e di Bala Balouk hanno chiuso e sono state consegnate agli afgani. Nella base ci sono 2.800 militari italiani e 2.000 tra americani e spagnoli. Presto chiuderà anche la base di Shindand, ma per il momento a presidiare questa parte di territorio afgano,  e ad esercitarsi presso il poligono, restano i Bersaglieri del 7°Reggimento di Altamura. Nel video tratto dal sito dell'Esercito, i Bersaglieri utilizzano i nuovi blindati "Freccia", per loro c'è stato un duro addestramento prima di sapere utilizzare alla perfezione questo blindato sul difficile terreno afgano. Tra i tanti Bersaglieri del 7°, quasi tutti pugliesi, c'è anche il Caporal maggiore Mirko Anaclerio, che si preocupa per i suoi genitori che lo aspettano a casa e parla del lavoro in missione. La missione in Afghanistan non è certo facile, ma come afferma:"Ci tocca, dobbiamo uscire, dare una mano a questa popolazione per risollevarsi un pò".
 
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28 novembre 2013 4 28 /11 /novembre /2013 00:34

Il convoglio logistico di mezzi di rifornimento dell'esercito afgano  stava passando per la Valle del Murghab quando all'improvviso si è ritrovato sotto il tiro dei talebani. I militari afgani attaccati da più parti hanno richiesto il supporto aereo dei militari italiani. Era il pomeriggio di ieri, quando immediamente dalla base di Herat si sono alzati in volo gli Amx italiani dirigendosi verso la Valle del Murghab. Sono entrati immediatamente in azione,afghanistan-amx-italiani-entrano-in-azione-mettendo-in-fuga.png sparando dei colpi di avvertimento e mettendo in fuga il gruppo di sedici"insurgents" che erano a bordo di dieci moto. La zona è stata così liberata dalla presenza degli elementi ostili. La zona di Bala Murghab dal settembre 2012 si trova sotto il controllo delle forze di sicurezza afgane,ed è situata nella zona nord occidentale del Rc-West, il Comando multinazionale a guida italiana, attualmente su base Brigata Meccanizzata "Aosta".

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27 novembre 2013 3 27 /11 /novembre /2013 18:59
Si chiama Pina Barbati, ha 29 anni, è di Rutigliano(Bari), è 1°Caporal maggiore dei Bersaglieri, ed è  anche la prima donna alla guida del blindato "Freccia"sul terreno afgano. Grinta da vendere, piglio deciso, non ha nessun problema a farsi rispettare dagli uomini, come dice lei stessa nell'intervista nel video del sito"Esercito Tv". Rimarrà in missione in Afghanistan fino a marzo. Al rientro, spera di realizzare il suo sogno quello di mettere su famiglia,  perchè prima ancora di essere un soldato è una donna con il suo desiderio di maternità.
 
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26 novembre 2013 2 26 /11 /novembre /2013 17:47

afghanistan la missione del cap. Flaviano MaggioniE' stato in missione in Afghanistan per 3 volte tra il 2008 ed il 2013,il Capitano del Battaglione Julia, Falvaino Maggioni. Il suo compito era quello di addestrare le forze locali e di difendere la popolazione afgana dagli attacchi dei talebani. Vita dura quella che fanno i  soldati italiani in missione, specie quelli dislocati negli avamposti, dei fortini sperduti in mezzo al nulla del deserto afgano, dove certo il cibo per i militari arriva, ma a causa dei trasporti difficili non sempre  si tratta di cibo fresco.Per questo motivo non sono pochi i soldati in missione che dimagriscono e a ciò si aggiunge lo stress, uno stress al quale si è addestrati ma che tuttavia è sempre presente"Era necessaria la difesa costante nei nostri confini dagli attacchi, - afferma il Capitano Maggioni, in un'intervista al quotidiano on line "merateonlinefacevamo i turni e chi era stato in combattimento era sottoposto ad un forte stress.In quei momenti non ci pensi, ma appena ti rendi conto di quello che hai rischiato accusi i sintomi  come tremori, diventi silenzioso, poi tutto passa." Giornate di pattugliamenti e di visite ai villaggi più sperduti per portare aiuti:"Abbiamo visitato 120 villaggi, la nostra missione  è quella di servire il paese e siamo andati laggiù per una missione di pace, ma questo non andava bene ad altri che ci hanno fatto la guerra." Una missione svolta su un territorio difficile e pericoloso come quello afgano, con combattenti all'ordine del giorno , per portare aiuti ad una popolazione dove"il 40% dei bambini non arriva all'età adulta a causa della malnutrizione, le malattie, le condizioni in cui vivono"un popolo molto povero come ha raccontato il Capitano:"Le case sono di fango e paglia o tende in feltro trasportabili, la popolazione alleva pecore e montoni e da lì giunge la maggior parte del loro sostentamento". Una popolazione divisa in etnie contrapposte tra di loro, e dove la donna è considerata come se fosse un animale:"A nord c'è più cultura e l'Islam non è vissuto in modo ossessivo come al sud, dove la donna è considerata al pari di un bovino, un animale da riproduzione che non ha diritto alle cure mediche se non in pericolo di vita durante il parto".La missione dei militari italiani è quella di aiutare questo popolo anche se"possiamo solo reagire se qualcuno in armi attacca ilgoverno afgano, ho assistito a diversi attacchi a mezzi militari, un fenomeno che ora con il rirtiro delle truppe occidentali è peggiorato molto(...)attualmente c'è ancora molta instabilità."Ora che le Fob di Farah e di Bala Balouk sono state consegnate agli afgani e i militari italiani hanno iniziato il ritiro, c'è da chiedersi: che cosa succederà? Cosa succederà quando alla fine del 2014 la missione ISAF sarà conclusa, ci sarà davvero un futuro di pace e di stabilità per questo paese? Intanto, i soldati italiani proseguono il loro lavoro.

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24 novembre 2013 7 24 /11 /novembre /2013 17:00

Per loro si può davvero dire "missione compiuta"nel vero senso della parola:sono infatti rientrati  in Italia stamattina, più 400 militari italiani.  Sono i militari del 6°Reggimento Bersaglieri di Trapani guidati dal Colonnello Mauro Sindoni. Con loro in Italia è rientrata anche la bandiera di guerra. I militari italiani hanno lasciato le Fob di Bala Balouk e di Farah alla 2a Brigata  del 207°Corpo d'Armata Afgano dell'esercito afgano, che ora ha la responsabilità di questa zona. La fase di ripiegamennto(retrograde) che è molto delicata, è stata pianificata mei minimi dettagli dal Rc-West su base Brigata Meccanizzata "Aosta" con il ritiro da Farah e da bala Balouk anche di mezzi e convogli. Un'operazione davvero complessa. A rientrare in Italia non solo i militari ma anche  2.2445 tonnellate di materiali divisi su 23 convogli per un totale di quasi 2.000 metri lineari di carico, con 131 mezzi mobili  e 109 veicoli tattici. Il lavoro svolto dalla TSU-S dal mese di agosto in queste zone, è stato davvero notevole con 187 pattuglie di sicurezza e di ricognizione della zona di responsabilità, nonchè numerose esercitazioni mediche con l'utilizzo di  elicotteri italiani e USA  allo scopo di addestrare al soccorso e alle evacuazioni mediche i militari dell'esercito afgano. Parole di elogio sono state espresse dal Generale Michele Pellegrino, Comandante del Rc-West al Comandante della TSU-S, il Colonnello Mauro Sindoni per l'ottimo lavoro svolto e per"lo straordinario sforzo sostenuto nella conduzione di un'articolata e vasta attività  a favore della popolazione afgana, svolta sul fronte della sicurezza e della ricostruzione che è stata sinceramente riconoscente per quanto fatto a suo favore dalla TSU-S". La fase di ripiegamento del contingente italiano continuerà sino alla fine del 2014, data nella quale si concluderà la missione ISAF.afghanistan-missione-compiuta-altri-400-militari-rientrano-.jpg

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18 novembre 2013 1 18 /11 /novembre /2013 18:20

 I afghanistan militari italiani realizzano progetti a Shindanmilitari italiani continuano il loro lavoro  a favore della popolazione e dello sviluppo dell'Afghanistan. L'ultimo di questi progetti a favore della popolazione degli abitanti del villaggio di Mogholan-e-now, nella zona di Shindand è stato realizzato grazie al Prt italiano di Herat. E' stato infatti inaugurato un allevamento di polli nel distretto di Shindand, un evento importante questo, perchè garantirà il lavoro a 30 delle 300 famiglie di questo villaggio sperduto. Il termine dei lavori della struttura è stato seguito dal Capitano Turolla del 183°Reggimento Paracdutisti"Nembo". Fino ad oggi sono notevoli i progressi del popolo afgano verso il raggiungimento dello sviluppo economico nelle aree dove ha operato e sta operando il contingente dei militari italiani. Un esempio è dato da quello delle scuole:oggi sono migliaia i bambini e le bambine che possono andare a scuola, le scuole sono 14 mila, mentre nel 2001 erano solo meno di 100 e per le bambine e le ragazze sedere tra i banchi era un sogno irrealizzabile a causa del regime dei talebani.A Kabul ci sono anche delle classi miste, cosa davvero impensanbile fino a poco tempo fa. Oggi le donne a Kabul possono camminare per strada coperte dal velo e il velo lascia scoperto il viso e anche parte dei capelli, inoltre il 28% di loro siede nei seggi in Parlamento. Sempre grazie all'operato del contingente ISAF e quindi dei militari italiani, sono state costruite strade per 22 km e ferrovie per 75 km, ferrovie che durante il regime dei talebani erano proibite.Oggi la popolazione può usufruire dell'energia elettrica anche 24 ore di seguito  come nella zona di Kabul.Inoltre continua l'addestramento dell'esercito afgano che terminerà nel 2014 con la fine della missione ISAF. Tutti i progetti realizzati a favore della popolazione afgana vogliono dimostrare a questo popolo che viene protetto e difeso dai militari italiani come ha detto il  Generale Battisti, Capo di Stato Maggiore della Missione ISAF:"Un passo obbligato, per una missione che dall'inizio godeva solo della leggittimità internazionale, ovvero del mandato ONU. Era necessario invece che la società riconoscesse la bontà della nostra presenza attiva, non solo a combattere i talebani, ma anche a proteggere gli afgani". E pare proprio che questo obiettivo sia stato raggiunto, anche se resta ancora da fare. 

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