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30 giugno 2011 4 30 /06 /giugno /2011 16:49

Ieri i militari italiani  del PRT(Provincial Reconstruction Team)hanno dstribuito 200 tonnellate di aiuti umanitari e alimentari alle famiglie più povere del distretto di Guzarahsoldato-cn-bambino-copia-2.jpg, ad una decina di chilometri da Herat. Gli aiuti sono stati disribuiti dopo la partecipazione dei militari ad una"shura":una riunione degli anziani dei villaggi di Guzarah, nel villaggio di Shiavashan. I militari hanno anche ascoltato le diverse richieste di aiuto e le esigenze della popolazione dei villaggi. Durante la "shura", infatti, sono molti i cittadini che hanno fatto richieste per un intervento sullo sviluppo di questa zone, in diversi setori:dall'agricoltura alla scuola, alla realizzazione di nuove infrastrutture, alla realizzazione di una nuova zona industriale. Dal Comando Regionale Ovest della Missione Isaf affermano che questo tipo di intervento:"Si inserisce nel processo di ricostruzione e sviluppo nel quale sono impegnati i militari del contingente che continuano a lavorare per supportare le autorità locali. Ciò che con più forza emerge dalla"shura" è la volontà del popolo afgano di guidare il processo di ricostruzione dell'area sostenendo e supportando i propri rappresentanti locali e le proprie forze di sicurezza nella convinzione che non ci sarà  prosperità senza pace."

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29 giugno 2011 3 29 /06 /giugno /2011 17:21

pattugliamento afghanistan-copia-2Nel distretto di Bakwa, regione che si trova nell' Ovest dell'Afghanistan, nel corso di un'importante operazione congiunta, i parà della Folgore assieme alle forze di sicurezza afgane  hanno rinvenuto in un edificio abbandonato nel villaggio di Chicha, 550 kg di nitrato di ammonio. Questa sostanza di solito viene utilizzata come fertilizzante in agricoltura, ma viene anche usata dagli"insurgents"per la fabbricazione di ordigni esplosivi. Per questo motivo infatti, è stata dichiarata sostanza illegale con un decreto del Presidente della repubblica islamica dell'Afghanistan del 12 febbraio 2010. Secondo quanto affermato dal portavoce del contingente italiano, il Maggiore Amoriello, della Folgore, nel corso dell'operazione sono stati arrestati 2 uomini che sarebbero responsabili dell'occultamento del materiale esplosivo destinato sicuramente a qualche attentato contro le truppe dell'ISAF."Questo rinvenimento, insieme a quelli degli scorsi giorni nella stessa area geografica, è il segnale dell'efficacia del lavoro svolto quotidianamente dalle forze di sicurezza afgane nello svolgimento delle operazioni  per il controllo del territorio" afferma l'ISAF, Regional Command West. I militari italiani operano nella regione Ovest, a loro è affidata la responsabilità di quest'area e il comando è detenuto dalla Folgore. Di certo  è una buona notizia, dato che in questi ultimi giorni di giugno e proprio in vista del processo di transizione, si sono moltiplicati gli attacchi degli "insurgents",  sono disposti a tutto pur di avere il controllo del territorio. L'altro giorno si sono serviti di una bambina come kamikaze, e ieri notte c'è stato un vero e proprio assalto all'Hotel Continental di Kabul, da sempre ritenuto un luogo sicuro, assalto che è terminato solo poche ore fa.

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24 giugno 2011 5 24 /06 /giugno /2011 18:26

E' successo a Bakwa un paio di giorni fa.para-folgore-in-azione-con-fucile-copia-3.jpg I paracadutisti del 186°Reggimento della Folgore durante un'operazione congiunta(avvenuta durante la notte) con le forze di sicurezza afgane, hanno sequestrato un ingente quantitativo di droga(oltre 200 kg di oppio grezzo per un valore di mezzo milione di dollari).La droga è stata rinvenuta in un 'abitazione del villaggio di Pasau, nascosta dietro delle finte pareti:un sistema questo che viene utilizzato spesso dagli"insurgents" per occultare schede, documenti importanti, armi e cellulari. E' davvero un grande risultato quello ottenuto al termine di questa operazione, in quanto è la dimostrazione che ormai le forze di sicurezza afgane come anche l'esercito, sono in grado di agire autonomamente,in vista della transizione che avverrà a luglio. Ogni giorno il 186°Reggimento della Folgore è impegnato nella sua opera di supporto alle forze afgane,in una delle zone più a rischio dell'Afghanistan, il Gulistan. L'instabilità  in questa zona infatti è determinata principalmentedagli"insurgents"che fuggono verso l'Helmand,e dal traffico di armi e di oppio. Tutti fattori questi, che mettono a rischio la vita sia della popolazione che dei parà. Il 186°Reggimento Folgore è guidato dal Colonnello D'Addario, è schierato anche in diverse FOB. L'attività dei parà consiste soprattutto  in uscite diurne e notturne in appoggio all'esercito ed alla polizia afgana, in modo che qesti ultimi riescano a presidiare il territorio e mantentenersi in contatto con la popolazione, per indviduare quali siano le sue necessità. Vengono svolti dei pattugliamnenti frequenti anche con delle ambulanze e del personale medico, in modo da fornire assistenza sanitaria alla popolazione dei villaggi più sperduti. Infatti non bisogna dimenticare, che anche una piccola infezione potrebbe trasformarsi in qualcosa di più grave a causa delle scarse condizioni igieniche, e potrebbe diventare un pericolo per la salute di bambini ed anziani. "La popolazione più matura appare sempre dignitosa a volte, potrebbe sembrare distante, ma non è così:è nel loro modo di fare. Quella più giovane si avvicina con più facilità ai nostri ragazzi, stabilendo rapporti anche di simpatia"così afferma un maresciallo che parte da Herat per fare rientro alla Base Ice. Un'arma strategica importante per allearsi con la popolazione è quella di partecipare alle"shure"(riunioni, assemblee)degli"elders"(anziani)dei villaggi.  In ogni villaggio vengono presi dei contatti con il consiglio degli"elders", si ascoltano le loro esigenze, e il loro racconto della situazione in quella zona, e poi si decide come intervenire. E' questo tipo di approccio molto amichevole, tipicamente italiano, che ha permesso ai militari del contingente italiano di abbattere quel muro di diffidenza e di sospetto e fare in modo che la popolazione collabori e si apra al dialogo, fornendo informazioni  importanti ai militari nella lotta contro gli"insurgents". Una capacità questa, tutta italiana di approcciare la popolazione, che viene apprezzata ed ammirata anche dai militari di tutti altri contingenti.

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22 giugno 2011 3 22 /06 /giugno /2011 17:52

Sembra strano che tra le montagne dell'Afghanistan sia schierata anche la Marina Militare Italiana, eppure è proprio così.EH-101-marina-militare-in-afghanistan.jpg Il Comandante del contingente della Marina Militare, che supporta la Missione ISAF schierata a Herat ,è il Capitano di Fregata Paolo Bindi. In tutto i militari della Marina sono 67, la maggior parte dei quali appartiene al 1°Gruppo di elicotteri di Luni, e comprende:piloti, operatori di volo, addetti allamanuntezione, staff di supporto operativo logistico ed amministrativo, più 8 fucilieri del Reggimento S. Marco. Il gruppo di volo della Marina Militare, è il Task Group Shark, ed è inquadrato nella Task Force che è formata da Aeronautica e Marina, ovvero la Joint Air Task Force. I mezzi in dotazione: 3 elicotteri EH-101. L' EH-101 è uno degli elicotteri più moderni nella categoria mediopesante della Marina, con diversi compiti operativi tra i quali anche l'eliassalto. Naturalmente gli EH-101 sono stati opportunamente modificati in modo da adeguarli al particolare contesto operativo afgano. E' stata infatti potenziata la corazzatura in modo da garantire la sicurezza degli equipaggi, è stata aggiunta inoltre una mitragliatrice ed è stato migliorato il sistema automantico di autoprotezione. Gli elicotteri sono stati trasportati  con i C-17 dell'US Air Force. Ma quali sono i compiti della Marina in Afghanistan? Principalmente l'effettuazione di missioni di sorveglianza con gli EH- 101, il trasporto di personale e di materiale. Inoltre questi elicotteri possono essere configurati per il MEDEVAC, l'Aeromedical  Evacauation, con la possibilità di imbarcare 8 barelle e controllare costantemente i feriti mentre vengono trasportati alla base. L'EH-101 ha la caratteristica di passare velocemente da una configurazione all'altra, elemento questo tipico della Marina che durante il volo sul mare deve essere sempre pronta ad adattarsi velocemente alle varie esigenze. In genere per modificare la sua configurazione basta mezz'ora. E' un mezzo moderno dotato anche di NGV(Night Vision Goggles). I piloti di questi elicotteri sono già addestrati al volo sia a bassa che ad alta quota. L'addestramento è stato effettuato in Toscana e in Sardegna, delle regioni che hanno una confuìigurazione del terreno molto simile  a quello dell'Afghanistan. L'anno scorso i piloti hanno partecipato alla AZOR 2010, un'esercitazione nella quale sono state riprodotte esattamente le condizioni di volo dell'Afghanistan. Ma c'è concorrenza tra Aeronautica e Militare? A quanto pare no. Infatti come afferma il Capitano di Fregata Paolo Bindi:"Più che di una sana competizione parlerei di sana collaborazione, si fa tesoro delle esperienze di ognuno, e si condivide tutto".

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20 giugno 2011 1 20 /06 /giugno /2011 19:09

L'Afghanistan è un paese molto povero, ci sono zone desertichemilitari-italiani-e-afgani.jpg, villaggi isolati , nelle zone più remote manca anche l'elettricità. L'unico mezzo per entrare in conatto con il mondo è rappresentato dalla radio. Per questo i militari del contingente italiano ISAF assieme alla Cooperazione Italiana, hanno distribuito migliaia di radioline che si possono ricaricare a manovella, nei vari villaggi. Sono molte le radio che trasmettono sul territorio afgano. A Herat, a Camp Arena, Base del cotingente italiano si trova la sede dela radio più importante del paese:radio"Bayan"(parlare in lingua dari)West". Questa è la sede regionale dell'emittente della Missione Isaf che ha il suo quartiere generale a Kabul. La radio trasmette in due lingue, dari e pashtu, ed è affidata a 3 giornalisti afgani, mentre la gestione è affidata al 28°Reggimento di Pavia."Diamo notizie locali, ma anche nazionali ed estere, abbiamo diverse rubriche dedicate alle donne e agli adolescenti vhe qui spesso sono sposati. Cerchiamo di dare spazio alle good news su scuole, agricoltura,salute.La radio in Afghanistan è in molti casi l'unico modo per informarsi su ciò che avviene nel paese, e in questo senso fa da collante per la popolazione"afferma il Tenente Fenesia Calluso, giornalista, riservista dell'esercito e responsabile editoriale dell'emittente, che continua:"E'come se(gli afgani) fossero in bilico tra 2 epoche e 2 visioni del mondo, hanno visto i talebani, guardano al futuro, il passato però li tiene imbrigliati. (...)Sono su Facebook tramite internet conoscono il mondo occidentale, ma non dicono ad un altro uomo il nome della proprra moglie e non la fanno andare al mercato da sola. Riconoscono comunquel il ruolo della radio nel progresso del loro paese e ci lavorano con entusiasmo". Nonostante i progressi nella lotta contro gli"insurgents" che hanno distrutto molte scuole poi ricostruite dai militari italiani, l'Afghanistan rimane un paese culturalmente arretrato. Pochissimi bambini sanno leggere e scrivere, per le bambine e le ragazze studiare resta molto spesso un sogno. Le migliaia di radioline a manovella distribuite dai militari italiani e dlla Cooperazione italiana, rappresentano un modo efficace di diffusione della cultura e la speranza per questo popolo in un futuro migliore.

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18 giugno 2011 6 18 /06 /giugno /2011 21:42

Un basco rosso amaranto simbolo della Brigata Folgore:questo l'omaggio del Colonello Marco Tuzzolino, Comandante della Task Force Nordfolgore1 jpg al Presidente del Senato Renato Schifani. Oggi, per la prima volta  in assoluto, una delle più alte cariche istituzionali dello stato ha fatto visita al contingente militare italiano a Herat e Bala Murghab, trovandosi così in prima linea con gli stessi militari. Ad Herat c'era ad accoglierlo il Generale Carmine Masiello, responsabile del"Regional Command West". A questo Comando NATO che attualmente è guidato dalla Folgore, fa capo l'intera regione occidentale dell'Afghanistan,nella quale in  tutto sono schierati 8.000 militari, di 10 nazioni, tra cui 4.200 sono italiani. Il Presidente del Senato Schifani ha prima visitato Camp Arena, sede del Comando della regione sotto responsabilità italiana. Qui ha assistito all'alzabandiera, e  in un breve discorso davanti ai militari dei reparti interforze, ha  ricordato loro che"l'Italia vede in voi la manifestazione della coesione nazionale attorno al valore dell'unità della patria, che tante vite è costata". Dopo Camp Arena, Schifani si è spostato in elicottero nell'avamposto di Bala Murghab, a nord di Herat. Qui ha incontrato i militari del del 183°Reggimento Nembo della Folgore, e accompagnato dal Colonello Marco Tuzzolino, ha visitato l'avamposto. Un fortino che si trova in una zona desertica e isolata, tra le montagne. Questo di Bala Murghab è l'avamposto più importante nella guerra contro gli "insurgents". Qui il Presidente del Senato dopo avere ricevuto gli onori militari, ha tenuto un discorso davanti ai militari schierati all'interno del fortino, discorso nel quale ha affermato che:"L'Italia è fiera e orgogliosa della vostra lotta per la democrazia e la sicurezza in Afghanistan";i soldati italiani rappresentano un esempio di professionalità e di serenità a cui si dovrebbe ispirare anche la politica italiana."Ha inoltre ricordato ai militari:"Il paese è qui con voi". Schifani ha poi parlato con i militari, si è intrattenuto con loro per informarsi della loro situazione sul campo, e sull' andamento della missione. Ha poi indossato un basco rosso amaranto dei parà e ha srotolato uno striscione assieme ad alcuni militari tifosi del Palermo. Durante la visita si è fermato anche alla mensa, e poi ha proseguito nella visita dell'avamposto, mentre il Colonnello Tuzzolini gli illustrava le caratteristiche del campo. Al termine della visita, dopo avere ricevuto dal Colonello, il basco rosso amaranto della Folgore, il Presidente del Senato si è recato a rendere omaggio al cippo che ricorda il Caporalmaggiore Luca Sanna, ucciso dai talebani proprio in questo avamposto.

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16 giugno 2011 4 16 /06 /giugno /2011 18:04

militari-italiani-afghanistan-copia-1.jpgIl Gulistan è la zona più a rischio di attacchi da parte degli"insurgents".Non ci sono comunicazioni telefoniche, e c'è la minaccia continua delle imboscate dei talebani. In questa zona gli"insurgents"mantengono ancora il controllo di molti villaggi. I "fortini"italiani si trovano sulla strada 552, che definire strada è troppo:completamente sterrata, sito prediletto degli"insurgents"per piazzare i loro micidiali "IED". Zona talmente rischiosa che per rifornire le varie FOB si utilizzano gli aviolanci, e gli elicotteri per lo spostamento delle truppe. E' in questa zona che sono schierati i parà italiani del 186°Reggimento Folgore di Siena, al comando del Ten.Col. Sergio Cardea. Nella loro attività di presidio di questa zona, sono affiancati anche da poliziotti e militari dell'esercito adfgano. Il loro compito è quello di controllare una zona che si estende per 15 km. L'avamposto italiano è la FOB "ICE",una specie di fortino che ha come protezione l'hesco-bastion:la difesa contro eventuali autobombe e attacchi dei talebani. Un altro avamposto è la Fob"Snow",nella zona di Buji un avamposto tristemente noto: è qui che ha trovato la morte il Caporalmaggiore Matteo Miotto e altri sei militari italiani. In questa zona  i parà appartenenti alla 15a Compagnia  sabato notte scorso, si sono trovati impegnati in un duro combattimento. Non ci sono stati feriti, nè caduti per fortuna. Cinquanta militari italiani su dieci blindati"Lince" stavano andando a contattare un capo villaggio, quando sono stati attaccati da un gruppo di 30 "insurgents",appostatisi dietro le case e che utilizzavano degli scudi umani in modo da impedire ai militari italiani l'uso di mortai e l'intervento dei jet degli alleati. Un maresciallo afferma:"Eravamo in stazionamento notturno con i veicoli in cerchio in attesa dell'alba, quando dal punto di osservazione, su una collina circostante, ci hanno segnalato il movimento di una trentina di uomini mentre nel villaggio tutte le luci venivano spente. Abbiamo inviato i Raven pe tenerli d'occhio e intorno alle 24.00 sono iniziati i primi colpi di armi automatiche ai quali abbiamo risposto con le mitragliatrici dei blindati Lince prima di sganciarci verso Nord." Gli"insurgents"hanno attaccato con RPG e mortai leggeri". Un caporalmaggiore afferma che:"Fortunatamente molti razzi non sono esplosi ma noi conoscevamo bene la loro posizione e la reazione è stata precisa". Con questi attacchi gli"insurgents"cercano di impedire l'estensione dell'area di sicurezza realizzata dal contingente militare italiano. Nonostante questa brutta notizia, ci sono anche le buone notizie per fortuna. Come ad esempio l'apertura di una scuola femminile. Come afferma il Colonello Cardea:"A gennaio nessuna bambina frequentava la scuola femminile di Kala-I-Kuna, un villaggio nei pressi della base italiana, dove oggi studiano 200 studentesse e per migliorare la sicurezza sono in arrivo anche altri militari afgani ed è in progetto l'arruolamento di 300 agenti della local Police." 

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15 giugno 2011 3 15 /06 /giugno /2011 19:00

Tra due settimane esatte in Afghanistan inizierà il processo di transizione, sette le zone che passeranno sotto il comando dell'esercito afgano. Un processo questo, che riguarda anche Herat sede della base del PRT(militare italiano afghanistan3-copia-1Provincial Reconstruction Team). Il PRT  il 30 maggio è stato oggetto di un attacco devastante da parte degli"insurgents":un attacco che avrebbe potuto avere delle conseguenze peggiori. Ma  grazie anche al tempestivo intervento delle forze della polizia locale afgana e grazie alla loro operatività si è riusciti ad evitare il peggio. In pochi giorni infatti, la polizia afgana ha arrestato 12 sospettati dell'attentato e due capi degli "insurgents". Le capacità operative della polizia afgana sono notevolmente migliorate  e questo grazie ai Carabinieri italiani. Gli uomini delle forze d'èlite della Seconda Brigata Mobile dell'Arma, comandati dal Maggiore Antonio Bruno, schierati anche nella provincia di Farah dove si trova il comando della polizia locale afgana, hanno provveduto all'addestramento della polizia afgana, mediante il Police Mentoring Liaison Team. Come afferma il Generale Carmine Masiello al Comando della Brigata Praracadutisti della Folgore nonchè di 8.000 militari alleati che si trovano schierati nella zona ovest dell'Afghanistan:"L'attentato(contro il PRT di Herat) è stato un'azione rivolta contro la città simbolo della transizione nella regione Ovet,un attacco simile a quelli che hanno già toccato altre città dell'Afghanistan, Kandahar, la regione nord." Allo stesso tempo Il Generale Masiello, sottolinea gli importanti progressi che sono stati compiuti nella regione  per ciò che riguarda la sicurezza."Due anni fa quando si entrava in determinate aree si combatteva, mentre oggi gli insorti si limitano per lo più a seminare sulla strada ordigni improvvisati senza dimostrare una grande capacità offensiva. Gli attentati sono sempre possibili, ma il distretto di Herat è pronto per la transizione che più tardi riguarderà l'intera provincia. Stiamo già lavorando concentrando le operazioni di sicurezza e di ricostruzione a favore dei civili nei distretti più periferici con l'obiettivo di sottrarre le popolazioni all'influenza degli insorti come prevede la strategia population centric". Certo resta ancora molto da fare, e anche se tra due settimane inizia il processo di transizione, è anche vero che i militari italiani non andranno via subito da Herat,  ma verrà ridotta l'attività e l'impegno militare. Ad "entrare in azione"questa volta saranno gli istruttori e i consiglieri con il compito di supportare costantemente le forze di polizia afgane.

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14 giugno 2011 2 14 /06 /giugno /2011 18:35

bandiera-italiana-sventolante-e-mezzi-militari-si--copia-1.jpgAlla Base "El Alamein"di Farah sono schierati i parà del 187°Reggimento Folgore, i Bersaglieri della Compagnia Nassirya,e i Carabinieri paracadutisti del Tuscania. I nemici da combattere non sono solo gli"insugents" e il caldo di 45° all'ombra, ma anche la lontananza da casa. A volte infatti si dimentica che dentro le uniformi  non ci sono solo militari delle ma uomini e donne che se anche addestrati a combattere e ad adattarsi a tutte le situazioni, a volte avvertono la lontananza da casa. In questo caso un ottimo alleato per combatterla è la cucina. Il "comando"della mensa è affidato al Caporal Maggiore Domenico Casale:a lui il compito di occuparsi della mensa che ogni giorno deve preparare 1000 coperti. E' lui che si occupa della gestione della colazione,  del pranzo e della cena dei militari italiani. All'alba si trova già in cucina ad organizzare la preparazione dei pasti e del pane fresco che avviene ogni giorno. E non solo per gli italiani a quanto pare. Perchè in fila alla mensa si vedono anche i militari americani della base vicina, evidentemente attirati dalla buona cucina italiana. Il cibo ha proprio l'importante funzione, almeno durante il momento dei pasti di allontanare il sentimento della nostalgia di casa, di annullare almeno per poco la distanza tra 2 paesi come l'Italia e l'Afghanistan. Un' altra fugura importante all'interno della base è quella del Cappellano, Don Antonio Cassano, alla sua prima missione in Afghanistan, con il quale i militari si confidano, e parlano. Parlare aiuta a sentirsi meno soli, ad allentare la continua tensione alla quale sono sottoposti i militari durante una missione.

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13 giugno 2011 1 13 /06 /giugno /2011 17:38

Stamattina a Herat c'è stata l'inaugurazione  di  2nuovi progetti realizzati dal PRT italiano:un centro di medicina forense e un poliambulatorio a Herat, costruito nel distretto di Injiil a 30 km dalla città.soldatessa isaf afghanistan L'inaugurazione è avvenuta alla presenza del vice ministro della salute pubblica, del governatore della provincia di Herat ,dei rappresentanti del popolo e di molti cittadini. Durante la cerimonia sono stati consegnati anche 45 diplomi in ostetricia a 45 studentesse. Le autorità hanno dimostrato grande soddisfazione per i grandi progressi compiuti in campo sanitario in questa regione dell'Afghanistan ed hanno ringraziato i militari italiani ed il governo italiano per il loro operato. Basta pensare al fatto  che nel 2001 solo il 9% della popolazione aveva accesso alla sanità pubblica, la mortalità infantile sotto i 5 anni di età era intorno al 25%, e c'erano molte malattie come malaria e tubercolosi che infestavano questa regione. Oggi nella provincia di Herat la malaria è stata debellata quasi completamente, la mortalità infantile è notevolmente diminiuita e circa 35 villaggi possono usufruire delle strutture sanitarie. Il PRT italiano di Herat è un esempio di sviluppo per tutto il paese. Il PRT inoltre,  ha avuto anche un ruolo di primo piano nella formazione del personale infermieristico del personale sanitario, domostrando così  come sia già in grado  di gestire in completa autonomia la propria attività, in vista del passaggio di consegne che avverà  a luglio tra coalizione dell'ISAF e il governo afgano. Una buona notizia tra le tante altre notizie che parlano di numerosi morti e feriti sia tra civili, bambini, e anche militari delle forze ISAF, in combattimenti che ormai avvengono ogni giorno.Gli "insurgents" infatti cercano di riprendere il controllo delle diverse regioni. Combattimenti destinati purtroppo ad inasprirsi sempre di più fino a luglio in vista del processo di transizione.

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