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13 ottobre 2011 4 13 /10 /ottobre /2011 12:20

I visi dei bambini si illuminano alla vista dei giocattoli e si accendono di sorrisi. Questa afghanistan-militari-italiani-dela-grifo-portano-giocattoli.jpgmattina i militari della Task Force "Grifo" della Guardia di Finanza, preposti all'addestramento della polizia afgana di frontiera, hanno consegnato dei giocattoli e del vestiario ai piccoli pazienti dell'ospedale di Herat. La consegna del materiale è stata resa possibile grazie alla collaborazione del contingente della Guardia di Finanza schierata a Herat e del Dr. Marle-Josuè Brunel, Afghan Desk Officer della ONG francese"Humani Terra". Una ONG questa, che si occupa si fornire un aiuto nei paesi in difficoltà e del terzo mondo. Al momento della consegna erano presenti anche  il Dott.Banar e il Dott.Rasouli, responsabili del Centro Ustionati dell'ospedale di Herat,e il Capo della Centrale Operativa del Comando Generale della Guradia di Finanza, che proprio in questi giorni si trova in visita ai militari della Gdf in missione in Afghanistan. L'ospedale di Herat è l'unico ospedale di tutto il paese con un Centro Gravi Ustionati in grado di offrire assistenza ai pazienti in gravissime condizioni. Oggi per i piccoli pazienti  ai quali sono stati consegnati i giocattoli, è stata una giornata davvero importante:per un attimo si sono quasi dimenticati di essere in un ospedale. La speranza per un Afghanistan di pace si alimenta anche di piccole ma grandi azioni come questa.

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10 ottobre 2011 1 10 /10 /ottobre /2011 19:02

"Un giorno stavamo sorvolando Kandahar e un convoglio misto di italiani e americani che si spostava da Delaram a Farah è stato investito dall'esplosione di uno IED. Ricordo ancora il rumore degli spari a terra la colonna di fumoafghanistan-vita-di-un-pilota-in-missione3.jpg che si lazava da terra. Fortunatamente gli"insurgents" che avevano attaccato il convoglio si sono dileguati quando hano avvertito il passaggio dei nostri 2 Amx e le truppe sono rientrate alla base sane e salve.".La vita di un pilota in missione in Afghanistan è fatta anche di racconti come questo. E'fatta  di tante ore di volo, soprattutto notturno. Quello del pilota è un lavoro duro e faticoso. Una vita con tanti episodi avventurosi da raccontare. Come la vita del Capitano Marco Gismondi,35 anni,originario di Anagni,pilota e istruttore di Amx, specializzato anche nella guida dei velivoli a controllo remoto:i Predator.E' alla sua quarta missione in Afghanistan.Tanti gli episodi anche drammatici da raccontare. Un anno fa si trovava nel Gulistan quando 4 militari italiani furono uccisi i un attentato a causa dell'esplosione di uno IED che fece saltare in aria il Lince sul quale viaggiavano.Sul suo AMx ha sorvolato la zona dell'attentato per 6 ore in modo da poter dare copertura ad un'unità giunta sul terreno per proteggere il veicolo che era stato colpito. Ma qual'è il compito di pilota in missione in Afghanistan?"Il nostro compito è quello di studiare il terreno con le telecamere a infrarossi e analizzare le differenze sul territorio a distanza di un determinato lasso di tempo. E'auspicabile effettuare 2 passaggi sullo stesso punto con il Predator con un gap di 24 ore. Ovviamente in caso di emergenza siamo pronti ad intervenire in un paio d'ore."Il Predator in Afghanistan è utilissimo per individuare i nascondigli degli"insurgents"."Mi è successo un paio di volte di individuare grazie al Predator,personaggi che scavavano lungo le strade per piazzare IED. E' accaduto anche di andare a supporto delle truppe terrestri sotto attacco degli"insurgents".In quel caso trasmettiamo dall'alto ai colleghi a terra le immagini che riprendiamo grazie al drone e siamo in comunicazione con loro per informarli di quello che vediamo. Una volta sono riuscito a sventare un attentato bloccando un convoglio di militari italiani dopo avere notato, grazie alla telecamera del Predator, che pochi metri più avanti gli"insurgents"avevano teso un imboscata". Racconti drammatici e avventurosi ma per fortuna non mancano anche ricordi piacevoli:"Una volta mentre ero in volo sull'Amx sono entrato in comunicazione con le truppe di terra e dalla voce ho riconosciuto un'amico della Folgore che non vedevo dal 2oo8.L'ho chiamato con il suo nome in codice, ed è stato bellissimo scoprire che era davvero lui". 

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10 ottobre 2011 1 10 /10 /ottobre /2011 14:33

AFGHANISTAN-PASSAGGIO-DI-CONSEGNE-ALL-ITALFOR-NSE-A-HERAT2.jpgSi è svolta presso la Base di Camp Arena a Herat la cerimonia del passaggio di consegne per l'incarico all'ITALFOR-NSE(Nattional Support Element).Il Colonnello Stelvio Bartarelli nel suo breve discorso, ha voluto ringraziare tutto il personale per il lavoro svolto e salutare il Colonnello Antonio Vecchioni che gli è subentrato nel'incarico al vertice dell'ITALFOR-NSE. L'ITALFOR-NSE è la struttura e la colonna portante della Base di Camp Arena. Sotto la sua responsabilità ricade tutta la complessa organizzazione della Base italiana,dall' organizzazione ed efficenza di tutto il sistema logistico nazionale, agli equpagiamenti, alle mense, fino alle officine meccaniche che si occupano della preziosa e indispensabile manutenzione dei mezzi. Il suo ruolo è fondamentale nello svolgimento della missione del contingente italiano in Afghanistan. Il Colonnello Bartarelli ha ricevuto avuto parole di elogio per l'ottimo lavoro svolto e per la sua profesionalità, è riuscito infatti ad infondere nel personale un grande affiatamento ed entusiasmo nel lavoro da svolgere. Alla cerimonia erano presenti il Generale di Brigata Luciano Portolano, Comandante del Regional Command West, che ha ringraziato il Comandante uscente anche a nome del Generale Carmine Masiello, per l'assistenza fornita al contingente e per avere diretto in maniera ineccepibile tutti gli assetti logistici sotto la sua competenza. Il Colonnello Bartarelli ha tenuto a sottolineare l'impegno,l'efficenza e la preparazione di tutto il personale al suo comando. Dal canto suo Il Colonnello Vecchioni durante il suo breve di discorso, ha promesso di continuare il lavoro iniziato dal suo predecessore con altrettanto impegno e professionalità.

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8 ottobre 2011 6 08 /10 /ottobre /2011 18:28

"Continuiamo a toglierlo,e ritorna continuamente, pensiamo che non sia maligno, ma in realtà non ne sappiamo abbastanza."afghanistan-scoperto-virus-nei-droni-USA-copia-8.jpg Queste le parole dei tecnici specializzati alle prese con un virus che ha infettato il sistema di controllo dei droni "Predator" e "Reaper"utilizzati nelle missioni in Afghanistan. La scoperta del virus risale a 2 settimane fa, il virus entra in azione ogni volta che i piloti premono i tasti nella loro cabina di controllo della Base di Creeck in Nevada. Le missioni nonostante il virus, non sono state sospese poichè pare che il virus non sia poi cosi pericoloso. Intanto però ha infettato anche dei pc con dati sensibili della Base di Creeck, e non è remota la possibilità che dei dati militari sensibili siano stati "rubati"tramite internet. Dall'Air Force fanno sapere che"In generale non discutiamo di vulnerabilità specifiche o di minacce informatiche, perchè potremmo dare informazioni utili a chi vuole attaccare i nostri sistemi"ha affermato Tadd Shaltis portavoce dell'Air Command Control, il che equivale ad un "no comment".Per risolvere il problema i tecnici dovranno cancellare e  poi ricostruire tutte le memorie di server e stazioni di controllo della Base di Creeck e vedere se in questo modo riusciranno a debellare il virus dai droni."L'attenzione è molto alta, ma non siamo al panico, non ancora", hanno affermato i tecnici. In realtà non sono ancora riusciti a scoprire se il virus è stato introdotto volontariamente,come e soprattutto quanto sia dannoso e diffuso nei droni, che nel frattempo continuano ad effettuare le loro missioni.

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8 ottobre 2011 6 08 /10 /ottobre /2011 17:50

Quello di stamattina è stato il più grosso attacco organizzato dai talebani contro le truppe ISAF dal 2oo9.afghanistan-contingente-ISAF-respinge-attacco-dei-talebani.jpg E' avvenuto all'alba nella provincia di Paktika, al confine con il Pakistan. Il bilancio è di 3o morti tra i talebani nelle province di Sarobi, Barmal e Gormal, dove sono stati sventati diversi attacchi dei talebani contro delle postazioni di controllo della NATO. Un attacco quello di oggi, avvenuto nel decimo anniversario dell'inizio della guerra in Afghanistan. L'attacco è stato neutralizzato dal contingente ISAF che si è avvalso anche dell'utilizzo di velivoli armati con bombe di precisione.

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6 ottobre 2011 4 06 /10 /ottobre /2011 18:45

Da oggi il 152° Reggimento della Brigata Sassari è al comando della Task Force South.afghanistan-da-oggi-brigata-sassari-al-comando-task-force-s.jpg Ha la responsabilità delle più importanti vie di comunicazione di tutta l'area che si trova sotto la responsabilità del contingente italiano.La cerimonia  che si è svolta stamattina,  ha sancito il definitivo passaggio di consegne tra il 187°Reggimento Paracadutisti della Brigata Folgore al comando del Colonello Gianmarco Badialetti, e il 152° Reggimento della Brigata Sassari  al Comando del Colonello Gianluca Carai. Ogni unità opertaiva in Afghanistan ha la sua zona di competenza e la sua bandiera di guerra al seguito. Il 3°Reggimento Bersaglieri vanta la bandiera di guerra più decorata  e alla sua responsabilità sarà assegnato il PRT di Herat, iil Reggimento S.Marco della Marina Militare, che per la prima volta si trova schierato come reggimento di fanteria, sarà responsabile del settore   sud-est. Ci sono poi le unità del 5°Reggimento Guastatori responsabile della Task Force Genio, il 5°Reggimento Rigel Unità dell'Aviazione dell'Esercito responasible dell'Aviation Batalion,e il 66°Reggimento Aeromobile Trieste.Tutti operativi per quella che si presenta come una delle missioni più delicate e rischiose per il contingente italiano.

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5 ottobre 2011 3 05 /10 /ottobre /2011 18:30

In Afghanistan la guerra non si combatte solo con le armi. Gli"insurgents"disseminano il terreno di IED e pianificano attacchi contro le truppe della coalizione, ma combattono anche un'altra guerra:contro le compagnie telefoniche afgane.afghanistan-talebani-combattono-la-guerra-anche-contro-comp.jpg Può sembrare strano, in un paese cosi arretrato,ma la maggior parte della popolazione per comunicare usa il telefono cellulare. Sulle montagne si possono vedere i ripetitori che permettono le comunicazioni tramite la telefonia mobile. Antenne e ripetitori che sono sotto il tiro degli"insurgents": con cariche esplosive li fanno saltare oppure minacciano i dipendenti delle compagnie telefoniche che devono fare sparire il segnale.E' cosi' ogni giorno, nella maggior parte delle province afgane il segnale di copertura sparisce alle 2o.oo per ore, e in alcune province  resta assente anche per 2o ore al giorno. Ma perchè? I talebani agendo in questo modo pensano di ostacolare la pianificazione delle operazioni delle truppe del'ISAF che secondo loro, avverrebbe essenzialmente tramite i cellulari. In realtà le truppe USA sono in grado di localizzare i cellulari anche senza fare ricorso alle 4 compagnie telefoniche afgane, mediante dei segnali emessi  anche se non si fanno delle chiamate.Il Pentagono alcuni mesi fa ha stanziato un finanziamento di 5o mila dollari per la creazione di reti mobili invisibili e quindi non attaccabili da parte dei talebani. Il progetto si basa su una tecnologia reticolare per fare in modo che le comunicazioni possano avvenire sempre in rete, ma oltrepassando internet. Un modo di comunicare  che si basa anche sull'utilizzo di ripetitori militari. Inoltre il Pentagono sta provvedendo anche alla realizzazione di una specie di"kit on line"una specie di internet in valigetta, che consentirebbe il miglioramento delle comunicazioni wireless da internet. Con questo sistema qualunque tipo di file viaggia da un dispostivo all'altro senza che ci sia bisogno di utilizzare la rete ufficiale. Attraverso il miglioramento delle comunicazioni si può dare spazio alle voci  dei dissidenti e ostili al regime talebano, e sperare che anche in Afghanistan forisca una"primavera araba".Forse è un sogno difficile da realizzare, ma di certo la possibilità per gli afgani di poter usufruire liberamente del sistema delle telecomunicazioni, rappresenta un primo importante passo verso la democrazia e la libertà. La pace e la democrazia passano anche attraverso un semplice telefono cellulare o l'utilizzo di internet.

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4 ottobre 2011 2 04 /10 /ottobre /2011 18:54

"Durante la sua missione a Feyzabad/Afghanistan Lei ha notato la mancanza di un guanto da combattimento. Una ricerca fra i suoi colleghi non ha dato esito. Per il suo comportamento deve allo Stato un risarcimento diafghanistan-militare-tedesco-perde-guanto-in-missi-copia-2.jpg 7,17 euro. Se entro i termini stabiliti non arrivassero nè un suo nuovo rapporto a riguardo, nè una ricevuta del pagamento, sarà ammonito".Questo il testo della lettera che un militare tedesco(il cui nome non è stato reso noto), in servizio in Afghanistan si è visto recapitare. La vicenda riportata dal settimanale"Bild"è davvero incredibile. Il militare durante una missionein Afghanistan perde un guanto da combattimento che non viene rtrovato e lo Stato gli chiede un risarcimento.Alla fine però la burocrazia militare tedesca cambia rotta, forse per la paura del ridicolo:il militare tedesco non dovrà più pagare il risarcimento di 7,17 euro perchè"il guanto è stato perduto durante una missione pericolosa al di fuori del campo e cercarlo sarebbe stato troppo pericoloso."E cosi un guanto da combattimento resta disperso tra le montagne afgane, ma almeno il militare non sarà ammonito e non dovrà pagare nessun risarcimento.

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4 ottobre 2011 2 04 /10 /ottobre /2011 18:17

Si è svolto oggi a Herat, presso il PRT, il TOE(Transfert of Authority)tra il 132°Reggimento Artglieria "Ariete"al comandio del Colonnello Paolo Pomella e il 3°Reggimento Bersaglieri, al comando del Colonnello Gacinto Parrotta.afghanistan Alla cerimonia erano presenti il Comandante del Regional Command West(RC-W),il Generale Luciano Portolano, il Governatore della Provincia di Herat, alcune autorità militari e  civili afgane. Il PRT(Provincial Reconstruction Team)di Herat svolge un ruolo molto importante per lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione afgana. In questi ultimi 6 mesi ha realizzato più di 5o progetti,tra i quali la costruzione di 16 scuole e la ristrutturazione di numerosi edifici scolastici distrutti dai talebani, una scuola per lo studio della medicina legale,due posti di polizia,ospedali e pronto soccorsi, ha reso possibile inoltre la fornitura idrica e realizzato la rete fognaria. Tutti questi progetti hanno l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita non solo a Herat, ma in tutti i vari distretti, e consentire alla popolazione afgana di avere accesso a strutture e servizi indispensabili per il normale svolgimento delle attività quotidiane. Un passo in avanti  molto importante per la costruzione della pace.

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3 ottobre 2011 1 03 /10 /ottobre /2011 17:04

Blindati del tipo "Snatch Land Rover" sprannominati dai militari"bare mobili,radio che non funzionano:quafghanistan-a-rischio-la-sicurezza-delle-truppe-in-copia-2.jpgesti solo alcuni degli elementi che mettono a rischio la sicurezza del contigente inglese dislocato in Afghanistan. Il rapporto di una commissione militare con il verbale della riunione di 16 Comandanti della "Air Assault Brigade" doveva restare segreto, invece lo si può leggere sui principali settimanali inglesi e su un articolo del "Daily Mirror". In tempi di crisi economica anche il Ministero della Difesa britannico ha dovuto fare dei tagli, anche se poi ci ha tenuto a dare delle rassicurazioni:" Nell'ultimo anno oltre 3oo milioni di sterline sono stati impegnati per acquistare nuovi veicoli blindati. E non ci sono carenze di uomini in prima linea." Intanto nella realtà, i finanziamenti sono scarsi. Sempre secondo il giornale inglese, infatti c'è da segnalare anche la carenza di team di squadre di medici in prima linea, le radio in dotazione alle truppe sono soggette a guasti con conseguenze facilmente immaginabili, e sono pochi i tecnici che dovrebbero provvedere alla loro riparazione, introvabili sono anche i kit di riparazione. Per non parlare dei veicoli blindati:inadatti al teatro operativo afgano, funzionano male, per la loro riparazione ci sono delle rigide e complicate procedure da rispettare. E' previsto infatti l'utilizzo di apparecchiature elettroniche che non possono essere reperite facilmente. Nonostante le rassicurazioni del Ministero della Difesa britannico, la sicurezza delle truppe inglesi dislocate in Afghanistan è davvero a rischio.

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