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12 aprile 2011 2 12 /04 /aprile /2011 16:00

Si stanno preparando gli ultimi dettaglipara-primpopiano.jpg per la nuova offensiva pianificata dal governo italiano, e che da maggio vedrà entrare in azione la Folgore assieme ai migliori reparti  italiani. Si può affermare senza ombra di dubbio, che la missione italiana non è cambiata, ma semmai è stata potenziata. Ci sono meno soldati nelle basi e più reparti mandati a riconquistare il territorio. Si era parlato di una riduzione del contingente, con il ritiro di 500 uomini, ritiro poi compensato poi dall'invio di nuovi rinforzi. L'Italia attualmente schiera 3900 militari con molti più uomini e mezzi da battaglia impegnati attualmente in azioni di Combat. Ci sono ben 4 Battle Groups con i cingolati Dardo, 9 Mangusta, le cosidette cannoniere volanti. Questo perchè, si devono affrontare combattimenti soprattutto al confine con le regioni meridionali, dove la resistenza da parte degli "insurgents"è ancora molto forte. Si prevede un inasprimento dei combattimenti a partire dal mese di maggio. La primavera infatti, è un momento davvero delicato per l'Afghanistan, in quanto il paese si avvia verso la transizione, e verrà il momento in cui le strutture locali, l'esercito e la polizia afgana, saranno chiamati a riprendere il controllo del paese. Questa fase di transizione è stata resa possibile dal'ottimo lavoro svolto dai militari italiani , che sono riusciti ad instaurare con le popolazioni locali e soprattutto con i capi dei villaggi degli ottimi rapporti. Negli ultimi anni infatti, si è assistito ad un 'integrazione sempre maggiore tra gli italiani e le popolazioni locali , è proprio grazie anche all'instaurazione di questo tipo di rapporto, che si spera di affrontare al meglio l'offensiva del mese di maggio. Infatti proprio a maggio assisteremo ad "Afghanistan Atto Terzo" con la Folgore già schierata sul terreno(i parà hanno stanno assumendo il controllo della zona di Herat e delle altre città ome Farah e Shindand e Bala Baluk). La missione è difficile e pericolosa, perchè i militari italiani, dovranno riuscire ad avere il controllo delle zone a sud, proprio vero quelle aree dove da tempo americani e inglesi tengono sotto pressione gli"insurgents". Gli "insurgnts": un miscuglio molto pericoloso di integralisti islamici vicini ad Al-Quaeda, talebani e banditi di strada le cui armi più pericolose ed insiodiose sono gli"IED"(ordigni esplosivi improvvisati). La primavera e soprattutto il mese di maggio saranno il momento in cui la tensione sarà altissima, come già avvenuto per le elezioni del 2009, e sarà proprio la Folgore a dover gestire l'inizio del passaggio alla piena autorità del governo afgano. Come afferma il Generale Carmine Masiello che guida i parà in missione"Li stiamo studiando già da tempo("gli insurgents")in base alle informazioni che arrivano dall'intelligence, perchè sarà compito nostro mettere in sicurezza la strada liberandola dagli insorti e supportare l'esercito e la polizia afgana e aiutare la popolazione". Nei piani della NATO, infatti sarà proprio il settore ad ovest, quello cioè affidato agli italiani a passare per primo sotto il controllo afgano. La costruzione di ottimi e solidi rapporti con le popolazioni locali, soprattutto con gli elder (gli anziani capi dei villaggi),sono un ulteriore strategia con la quale i militari italiani si preparano ad affrontare il momento più difficile della missione: il momento molto delicato in cui il governo afgano riprenderà il controllo del paese. Evento questo, che è un vero e proprio affronto nei confronti degli"insurgents"  da sempre in azione per cercare di impedire questa operazione, con attacchi anche mortali nei confronti del contingente italiano.

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11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 15:50

afghanistan-1.jpg

In questi giorni i militari italiani sono in allarme più che mai. Devono infatti proteggere gli spostamenti blindati della delegazione italiana guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani nel loro "tour"tra Herat e Kabul. Un tour di 3 giorni, per far partire la MSE, ovvero la Missione per lo Sviluppo in Afghanistan.  Durante la sua visita di tre giorni, iniziata l'altro giorno, il Ministro è accomapgnato da una foltissima delegazione di rappresentanti di Confindustria e di circa 30 aziende italiane, tra le quali Eni, Enel, Enea, e varie aziende che si occupano di infrastrutture, logistica, settore minerario e commerciale. Il Ministro Romani, visiterà anche il contingente militare italiano di stanza A Camp Arena, ad Herat. E' previsto un incontro anche con il Ministro Nazif Shathami che si occupa delle risorse  minerarie afgane, con il Presidente Karzai, e con il governatore di Herat, Daub Saba. Sono previsti incontri e tavole rotonde  su infrastrutture, energia, commercio internazioinale per gli imprenditori. Il Ministro Romani visiterà anche la sede Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, e ci sarà incontro con i rappresentanti delle ONG che operano in territorio afgano. La missione si concluderà il 12 aprile con la firma di  un importante accordo alla presenza del Ministro Karzai. Accordo che avvierà la collaborazione industriale e commerciale tra Italia e Afghanistan. Il Ministro Romani ha affermato che: "Facciamo la nostra parte per garantire la sciurezza dei più deboli e per creare le condizioni  di una nuova crescita.  Ringrazio davvero il Presidente Karzai e il su esecutivo, i nostri  Ministeri della Difesa, e degli Esteri, i soldati italiani che continuano a svolgere un ruolo fondamentale, e gli imprenditori che mi auguro possano occupare un ruolo centrale per costruire un nuovo Afghanistan". Dietro tanti bei discorsi, forse si nasconde il grande interesse che l'Italia ha per le immense ricchezze naturali di questo paese. Secondo alcuni geologi ed esperti americani infatti, l'Afghanistan è un paese ricco di risorse, di oro, litio, ferro, rame. Gli americani avrebbero affermato di aver trovato "l'Arabia Saudita dei minerali". L'anno scorso un articolo apparso sul New York Times del 14 giugno, citando fonti militari, stimava il valore dei giacimenti intorno al trilione di dollari. Siti di terre rare e niobio del valore di 90 miliardi di dollari e litio e rame del valore di 60 miliardi di dollari si trovano proprio nella zona di Herat, Ghaz, e Farah. Già molte le nazioni che hanno messo gli occhi sulle ricchezze del sottosuolo afgano:India, Turchia, Canada, Australia, e la Cina. Le zone da sfruttare si trovano in aree pericolose sotto l'attacco degli insurgents. Nonostante questo, i cinesi ad esempio, non hanno certo perso tempo iniziando a scavare il sottosuolo alla ricerca di minerali preziosi. Gli scavi però si sono dovuti fermare, davanti al rtrovamento di un'antica statua del Buddha e di un monastero risalente a 2.6000 anni fa. Viene da chiedersi come sia possibile pensare di avviare degli accordi economici con un paese nel quale la stabilità e la sicurezza non siano state ancora del tutto raggiunte, dove c'è il costante rischio di attacchi da parte dei talebani, dove il contingente italiano a partire dal mese di maggio, sarà impegnato a contrastare l'intensificarsi degli attacchi degli"insurgents", dove un popolo aspetta la pace e che la sua terra gli venga restituita. Ma gli interessi economici  si sa, riescono a guardare anche oltre queste problematiche. 

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4 aprile 2011 1 04 /04 /aprile /2011 17:36

L'inconfondibile grido"Folgore"è risuonato stamattina a Herat,durante la cerimonia del passaggio di consegne fra gli Alpini della Julia e la Brigata della Folgore. "Mille graziefolgore-e-aereo-2.jpg per l'ottimo lavoro svolto" ha detto nel suo perfetto italiano il Generale David Petraeus, Comandante Generale della Missione ISAF della  NATO in Afghanistan. Ha avuto parole di stima e di elogio per l'operato svolto fino ad oggi dai militari del contingente italiano. Da adesso in poi toccherà ai parà della Folgore garantire la sicurezza nella zona Ovest del paese. Una missione lunga 6 mesi che come ha detto Petraeus"Non sarà per niente facile. Non nascondiamo i rischi. Ci saranno ancora difficoltà nel futuro, i talebani non sono sconfitti, ma le truppe ISAF sapranno fare fronte a questi rischi e a queste difficoltà". Il Generale, ha poi elogiato il lavoro svolto dalla Brigata Julia"La Brigata uscente, ha fatto un ottimo lavoro e voglio riconoscere l'eccezionale leadership del suo Comandante il Generale Marcello Bellacicco. Sono orgoglioso di poterlo decorare con 2 medaglie:una americana e una della NATO. Due decorazioni che riconoscono non solo il lavoro del Generale Bellacicco ma anche e soprattutto l'operato di questo contingente ISAF che negli ultimi mesi ha svolto davvero un ottimo lavoro nel settore di competenza. E uno dei risultati di questo grande sforzo profuso nell'ovest dell'Afghanistan è l'inclusione di Herat tra le sette municipalità che dal mese di luglio verranno formalmente consegnate alle autorità afgane. Mille grazie al popolo italiano, alle famiglie dei soldati che li hanno supportati, ma soprattutto ai militari impegnati sul campo che hanno svolto serenamente un grandissimo lavoro". Alla cerimonia era presente anche il Ministro della Difesa La Russa, il quale ha parlato di  un possibile ritiro del contingente italiano a partire dal 2014:"E' realistico ipotizzare il ritiro delle nostre truppe dall'Afghanistan nel 2014. C'è ancora molto da fare, ma fin ad ora il lavoro è stato ben fatto, e si avvicina il momento in cui potremo consegnare l'intero Afghanistan alle autorità locali. Il contingente internazionale dovrà mantenere la capacità di addestramento delle forze armate e della polizia afgana. Se si continua con i successi finora conseguiti il 2014 è realistico". Il Ministro della Difesa ha poi affermato che anche dopo tale data però, la presenza di militari italiani in Afghanstan sarà sempre necessaria, anche se con compiti differenti rispetto a quelli attuali. Dovranno continuare ad occuparsi dell'addestramento della polizia afgana e dell'esercito afgano, anche se "Non saranno più impegnati nel territorio fuori dai luoghi di addestramento". Ha avuto poi parole di elogio per l'opera svolta dagli Alpini. Grazie a loro le scuole ad Herat hanno potuto riaprire, e  molte scuole ne sono state edificate anche nei villaggi più sperduti, scuole che magari erano state distrutte dai talebani, gli Alpini hanno costruito pozzi, fornito assistenza sanitaria e permesso alle popolazioni di poter ritornare alla vita normale senza più il terrore degli attacchi da parte degli"insurgents". Ma non bisogna dimenticare che nonostante tutto questo, gli "insugents"stanno fomentando un clima di odio e di violenza soprattutto nella zona a sud dell'Afghanistan. E forse la pace in questo paese potrà davvero regnare quando finalmente questa terra sarà restituita al suo popolo. 

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2 aprile 2011 6 02 /04 /aprile /2011 19:28

In Afghanistan dilaga la violenza,talebano-in-afghanistan-1.jpg come testimoniato dalla strage avvenuta a Kandhar costata la vita a 81 persone, e si contano 32 feriti. Putroppo il bilancio forse non è ancora definitivo. Una strage organizzata dai talebani il cui scopo è quello di fare regnare l'instabilità in questo paese. Si può dire che la causa della strage è stata la protesta per il rogo del Corano ad opera di un di un pastore americano, che non curante delle conseguenze nefaste del suo gesto, e anche della sicurezza delle forze ISAF impegnate in Afghanistan, ha pensato bene, il 21 marzo,  di bruciare una copia del Corano. E' cosi  la folla è scesa in piazza a manifestare contro questo fatto gravissimo per la religione islamica. Le proteste da Kandhar si sono poi spostate verso altri quartieri di questa città che si trova a Sud dell'Afghanistan, al grido di"Morte all'America", "Morte a Karzai".Macchine e pneumatici sono stati dati alle fiamme. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, la polizia ha anche sparato sulla folla. In questa situazione ad altissima tensione, c'è stato l'assalto alla sede dell 'ONU  nella città settentrionale di Mazar-i-Sharif: l'unica cittadina italiana presente nelle sede dell'ONU è rimasta illesa, mentre il bilancio è di 12 morti, alcuni dei quali sono stai decapitatiL'attacco è avvenuto venerdì al termine della giornata di preghiera, i dimostranti sono usciti dalla Moschea Blu, poi c'è stato l'assalto guidato dagli"insurgents" preceduto da una sparatoria e da un incendio. Questo attacco è davvero preoccupante, secondo quanto affermato dalle autorità afgane, perchè 10 giorni fa il Presidente Karzai aveva definito Mazar-i-Sharif tra le sette zone più sicure del paese. Non meno grave il fatto avvenuto oggi, a Kabul, quando altri "insurgents"che indossavano dei burka,con dei fucili  d'assalto e dei lanciagranate, hanno attaccato la base NATO, Camp Phoenix. A quanto pare gli aggressori erano dei kamikaze imbottiti d'esplosivo pronti a farsi saltare all'interno della base. Le forze della NATO hanno risposto al fuoco uccidendo gli aggressori. 3 i militari rimasti feriti durante l'attacco. Nonostante nei giorni scorsi fossero state riaperte le scuole ad Herat, è evidente che dopo questi fatti sanguinosi, la tensione resta comunque altissima. Gli"insurgents"sono davvero decisi a creare un clima sempre più violento, nonostante abbiano pochi mezzi a disposizione.E' bastato il rogo del Corano del 21 marzo in America, a causare una strage e a seminare nuovamente il germe del terrore tra popolazione.   

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30 marzo 2011 3 30 /03 /marzo /2011 20:02

soldato-cn-bambino.jpgOggi per l'Afghanistan e soprattutto per Herat è una giornata molto importante: riaprono le scuole. La riapertura delle scuole in un paese davastato dalla guerra e sotto la costante minaccia dei talebani è il primo passo verso la riconquista della pace e della stabilità. Oltre i bambini delle scuole elementari, tornano sui banchi anche gli studenti universitari, che in tutto l'afghanistan sono circa 70 mila. Chi torna in aula, può davvero ritenersi fortunato come afferma una studentessa universitaria, intervistata da skytg24:"La mia famiglia non mi ostacola negli studi, mentre in alcuni casi altre famiglie non rispettano la volontà di studiare delle figlie". Faisal, invece afferma che: "il governo afgano non chiede soldi per studiare, e il diritto allo studio è previsto dalla Costituzione". In aula si sta rigidamente separati: maschi da una parte e femmine dall'altra. E c'è ancora da superare  la barriera di una mentalità all'antica: certe famiglie che  mandano le proprie figlie a scuola se l'insegnante è un uomo. Le scuole in Afghanistan si dividono in scuole statali che il Governo ha deciso di aprire per offrire un'alternativa alle scuole coraniche, il cui percorso formativo si basa essenzialmente sull'apprendimento dei fondamenti del'Islam. Queste scuole, in alcuni casi vengono finanziate dai paesi come l'Arabia Saudita e sono state utilizzate dai talebani per diffondere odio e violenza nei confronti degli"infedeli" tra i giovani. In questo modo hanno alimentato un clima che sicuramente incrementa il terrorismo. Il progetto di costruzione di scuole statali è stato avviato nel 2007, e prevede una scuola governativa in ognuna delle 34 province dell'Afghanistan. In queste scuole si insegnano le lingue straniere, l'informatica, cultura generale oltre naturalmente le materie religiose. Questo è molto importante, perchè da la possibilità ai giovani di trovare un impiego differente rispetto alle"madrasse"tradizionali, dove l'unico sbocco al termine degli studi è l'insegnamento della religione(mullah)  opure essere arruolati tra le fila dei talebani. I talebani hanno da sempre ostacolato la diffusione di queste scuole, che insegnano qualcosa di diverso dal fondamentalismo islamico: sono stati uccisi 230 operatori del settore educativo, professori e studenti sono stati feriti e sono state distrutte 98 scuole. Scuole che si trovavano magari in piccoli villaggi, distrutte dagli "insurgents" . Recentemente grazie alla Missione Isaf, del contigente militare italiano presente in Afghanistan, sono state riaperte, e nuovi edifici  scolastici sono stati costruiti. Gli Alpini del 7°Reggimento hanno provveduto a fornire oltre ad aiuti umanitari anche kit scolastici, per favorire il ritorno a scuola dei bambini. La loro opera verrà portata avanti dai paracadutisti del 186° Reggimento della Folgore a loro  subentrati .  Vedere questi bambini sorridenti andare verso la scuola, fa sperare in un futuro di pace, soprattutto nei piccoli villaggi dove le lezioni spesso si svolgono all'aperto sotto gli alberi. Certo resta ancora molto da fare, ma lo sguardo sorridente dei bambini è la dimostrazione che questo paese può sognare un futuro migliore. (Foto:esercito italiano)  

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29 marzo 2011 2 29 /03 /marzo /2011 18:53

Anche i militari italiani di stanza ad Herat a Camp Arena e presso la base di Shindand hanno festeggiato l'88°Anniversario dell'Aeronautica Militare Italiana.militari-italiani-scendono-da-chinook-copia-1.jpg L'Aeronautica Militare opera in Afghanistan con la Missione ISAF a Kabul, Regional Command West e presso il Centro Amministrativo di Intendenza Interforze ad Herat. Ad Herat, l'Aeronautica Militare, nella base logistica avanzata, ha il compito di assicurare il supporto operativo alle operazioni aeree nella zona Ovest dell'Afghanistan. La Joint Air Task Force è la componente aerea nazionale schierata in Afghanistan, ed ha in dotazione molti velivoli, alcuni dei quali Unmanned, ognuno dei quali ha dei compiti precisi. Ma quali sono i mezzi dell'Aeronautica Militare schierati in Afghanistan? I C-130, utilizzati soprattutto per gli aviolanci, servono a paracadutare il materiale che serve per le missioni, come è avvenuto ultimamente con la Folgore che proprio con i C-130 ha paracadutato il materiale che serviva agli Alpini che si trovavano presso Bala Murghab. L'aviolancio:un'operazione molto complessa, dato che il C-130 si trova ad operare tra le montagne afgane, tra vallate e spazi molti ristretti. Gli AMX, il gruppo dei Black Cats, importanti perchè hanno portato a termine molte missioni operative, sia di ricognizione che si supporto alle truppe. Gli AMX, svolgno attività di ricognizione che è essenziale nel teatro di guerra afgano, perchè può operare su grandi distanze, ed in missioni sia diurne che notturne. Ci sono poi i Chinook ovvero i CH-47, sono in dotazione al'aviazione del'esercito da una trentina d'anni, ma sono essenziali in missione, sono utlizzati soprattutto per il trasporto delle truppe, di solito si muovono in coppia, hanno 2 rotori e nei cieli dell'Afghanistan, danno il loro sostegno ad ogni operazione contro contro gli"insurgents". Poi ci sono i Mangusta, utilizzati in missione di scorta alle truppe di terra, hanno anche compiti di ricognizione dalla Valle del Murghab a Bala Baluk, da Farah al Gulistan, forniscono inoltre il loro supporto di fuoco quando le unità di terra si trovano sotto il fuoco nemico. Infine ci sono gli elicotteri d'assalto A129, utilizzati in Afghanistan dal 2007. L'A129, è molto versatile, facilmente manovrabile,ha una velocità massima di 159 nodi, ed ha apparati di visione standard e ad infrarosso. E' armato con un cannone da 20 mm a 3 canne rotanti manovrabile dal casco del pilota, di missili filoguidati aria-terra Tow e di razzi da 70 e 81 mm. Un nemico infido dal quale tutti questi mezzi devono difendersi è la sabbia, che in Afghanistan è sottilissima e si insinua dappertutto  e potrebbe quindi danneggiare i componenti di questi velivoli. Per questo la manutenzione dei mezzi è molto importante, perchè un mezzo reso inefficiente dalla sabbia può rendere ancora più pericolosa una missione. La manutezione di questi mezzi è affidata a del personale specializzato, tra questi c'è anche una donna: il Sergente Paola Nardon, appartenente al 5° Reggimento Rigel di Casarsa, in provincia di Pordenone, 31 anni alla sua quarta missione in Afghanistan,è tecnico meccanico di aeromobili specializzato in Mangusta. Ogni giorno, è lei che si occupa della riparazione dei guasti dei Mangusta, presso l'hangar dell'Aviation Battalion della Task Force Fenice di Herat, che raggruppa l'aviazione dell'esercito attualmente impegnata in Afghanistan. Il fatto che sia donna e che svolga un lavoro tipicamente maschile contrariaramente a quanto si pensa, non la rende soggetta a critiche: tutto il contingente italiano si trova d'accordo nell'affermare che "Lei è una dei migliori tecnici meccanici del contingente italiano".  (Foto:Esercito Italiano)

 

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28 marzo 2011 1 28 /03 /marzo /2011 16:17

L'attentato kamikaze è avvenuto stamattina in Afghanistanelicotteri-USA.jpg ed è stato rivendicato dai talebani. Tre kamikaze hanno attaccato una ditta di costruzioni che si trova nella provincia di Paktika, confinante con il Pakistan. 20 morti e 50 i feriti il bilancio dell'attentato. Secondo fonti del ministero dell'interno, gli attentatori(3) sono riusciti ad entrare all'interno dell'edificio con un camion imbottito di esplosivo e successivamente si sono fatti saltare. Con questo attentato gli "insurgents"proseguono la loro offensiva contro il governo di Kabul e le forze dell'ISAF. L'attentato è stato rivendicato da Zabihullah Mujad, portavoce ufficialedei talebani:diversa la sua versione dei fatti. Secondo le sue  affermazioni l'attacco sarebbe avvenuto all'interno di una base militare provocando la morte di 49 militari dell' esercito nazionale e di quello straniero.Ma questo è un fatto del tutto normale, i talebani infatti sono soliti aumentare le cifre di morti e di feriti in attentati. Gli attacchi contro il governo di Kabul si sono intensificati a partire dall'anno scorso e questo perchè il governo di Kabul assumerà il controllo della sicurezza nazionale a partire al 2014. Senza dubbio è stato nel 2010 che siè registrato il maggiore numero di morti tra i civili: propriol'altro giorno  alcuni civili hanno trovato   la morte a causa di un errore,durante   unraid da parte delle forze Nato,nella zona di Hellmand.

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27 marzo 2011 7 27 /03 /marzo /2011 18:22

Il fattraid-nato-afghanistan.jpgo é accaduto venerdì scorso,nella provincia meridionale di Hellmand, una delle zone più a rischio dell'Afghanistan. urante un raid aereo della NATO contro i talebani, sono morti 7 civili, 3 dei quali erano dei bambini. I piloti del'International Security Assistance Force(ISAF)avevano ricevuto l'ordine di colpire 2 mezzi sui quali si pensava viaggiassero un comandante talebano edi i suoi uomini. Invece ad essere colpito è stato il secondo mezzo sul quale si trovava una famiglia di civili, mentre i talebani si trovavano sul primo mezzo. Non si riusciti a scoprire se poi i talebani siano stati colpiti o meno. Ma come  può essere accaduto errore del genere? L'incidente è accaduto perchè le autorità locali non sapevano dell'attacco che ci sarebbe stato da parte della NATO, in quanto i talebani i giorni precedenti avevano provveduto a  neutralizzare le comunicazioni di telefonia mobile. L'intera zona così si è trovata nella  confusione più totale dovuta  anche dalla carenza di linee fisse. Si riaccendono così le polemiche sulle morti dei civili in Afghanistan a causa di errori. Questo    fatto sembra accrescere la tensione tra le forze internazionali ed il Presidente Hamid Karzai. Lo stesso Karzai,ha infatti  affermato  che questo  problema deve essere  risolto al più presto prima dell'estate. Infatti sarà proprio d'estate,che le forze afgane riprenderanno il controllo su alcune zone che le forze ISAF hanno sottratto al controllo degli "insurgents", e la sicurezza dei civili deve essere assolutamente garantita.

 

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23 marzo 2011 3 23 /03 /marzo /2011 18:23

VM90_bis_thumb.jpgAlcuni giorni fa (il 16 marzo), i militari italiani hanno portato a termine con successo nella zona Nord-est di Bala-Buluk a 100 km circa dal capoluogo Farah in Afghanistan, l'operazione "Thorsdagr". L'operazione "Thorsdagr" ha consentito per la prima volta alle forze ISAF che si sono avvalse della collaborazione delle forze di sicurezza afgane, di raggiungere la zona a Nord che si trova tra le montagne e di riuscire a contrastare gli "insurgents", riportando così alcuni di questi territori, sotto il controllo del governo afgano. Secondo quanto riportato dalle fonti dell'Esercito, l'operazione è stata portata a termine incondizioni metereologiche difficili. Infatti a causa delle forti piogge, c'è stato un ingrossamento dei corsi d'acqua, il che ha reso molto difficile il dispiegamento delle forze nelle vicinanze del villaggio di "Gomsang"situato tra il fiume "Farah Rud" ed il fiume "Zar Mardan Rud". I Lagunari tuttavia, sono riusciti a guadare il fiume in 2 ore, nonostante tutto. La componente del Genio ha dato il suo contributo per consentire agli oltre 200 militari  di poter operare in tutta sicurezza in un territorio ad altissima concentrazione di IED(ordigni esplosivi improvvisati) , dopo aver accuratamente ispezionato i punti a rischio del terreno. L'operazione è stata supportata inoltre da assetti RISTA(Reconnaissance,Intelligence,Surveillance, Target Acquisition) che grazie all'utilizzo di velivoli senza pilota (UAV), hanno fornito durante tutta la durata dell'operazione tutti i movimenti in tempo reale delle truppe a terra.  Intanto oggi il Ministro della Difesa La Russa in una breve comunicazione a Palazzo Chigi, ha riferito che:"Tra le prime aree che passeranno al governo afgano c'è Herat, la zona dove si sono concentrati gli sforzi del contingente italiano e questo è per noi motivo di grande soddisfazione".

 

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15 marzo 2011 2 15 /03 /marzo /2011 18:53

amx-aeronautica-militare.jpgL'altro giorno in Afghanistan 2 cacciambombardieri italiani del Task Group Black Cats sono decollati dalla Base di Herat ed hanno svolto una missione di sorveglianza armata, di ricognizione aerea e di supporto alle truppe di terra appartenenti alla coalizione operanti nel distretto di Moqur. Data la presenza di un gruppo di "insurgents" nella zona è stato richiesto anche l'intervento di 2 AMX, a circa 60 km a Nord di Herat La sorveglianza armata è stata effettuata utilizzando il sistema di condivisione di immagini riprese nell'aerea da parte dei velivoli. Con questo sistema si è riusciti ad assicurare il supporto alle forze dispiegate a terra. La missione è durata 5 ore, durante le quali i velivoli hanno dovuto effettuare anche 2 rifornimenti in volo. Gli AMX italiani  dell' Aeronautica Militare hanno un ruolo molto importante nell'ambito della missione ISAF in Afghanistan. Sono inquadrati nella Joint Air Task Force(JAFT) ed il loro compito è quello di effettuare delle ricognizioni aeree in modo da fornire informazioni dettagliate su una certa zona all' intelligence, e di effettuare sorveglianza armata. Il loro contributo è molto prezioso per le truppe dispiegate a terra, in quanto possono facilmente individuare eventuali gruppi di "insurgents" che sopratutto in primavera intensificano i loro attacchi contro il contigente ISAF. Gli AMX supportano le esigenze del Regional Command West, il Comando Regionale sotto la guida del contingente italiano, il cui coordinamento è affidato alla Brigata Alpina Julia, che si occupa di gestire le operazioni ISAF nella zona occidentale dell'Afghanistan.

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