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14 giugno 2011 2 14 /06 /giugno /2011 18:35

bandiera-italiana-sventolante-e-mezzi-militari-si--copia-1.jpgAlla Base "El Alamein"di Farah sono schierati i parà del 187°Reggimento Folgore, i Bersaglieri della Compagnia Nassirya,e i Carabinieri paracadutisti del Tuscania. I nemici da combattere non sono solo gli"insugents" e il caldo di 45° all'ombra, ma anche la lontananza da casa. A volte infatti si dimentica che dentro le uniformi  non ci sono solo militari delle ma uomini e donne che se anche addestrati a combattere e ad adattarsi a tutte le situazioni, a volte avvertono la lontananza da casa. In questo caso un ottimo alleato per combatterla è la cucina. Il "comando"della mensa è affidato al Caporal Maggiore Domenico Casale:a lui il compito di occuparsi della mensa che ogni giorno deve preparare 1000 coperti. E' lui che si occupa della gestione della colazione,  del pranzo e della cena dei militari italiani. All'alba si trova già in cucina ad organizzare la preparazione dei pasti e del pane fresco che avviene ogni giorno. E non solo per gli italiani a quanto pare. Perchè in fila alla mensa si vedono anche i militari americani della base vicina, evidentemente attirati dalla buona cucina italiana. Il cibo ha proprio l'importante funzione, almeno durante il momento dei pasti di allontanare il sentimento della nostalgia di casa, di annullare almeno per poco la distanza tra 2 paesi come l'Italia e l'Afghanistan. Un' altra fugura importante all'interno della base è quella del Cappellano, Don Antonio Cassano, alla sua prima missione in Afghanistan, con il quale i militari si confidano, e parlano. Parlare aiuta a sentirsi meno soli, ad allentare la continua tensione alla quale sono sottoposti i militari durante una missione.

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13 giugno 2011 1 13 /06 /giugno /2011 17:38

Stamattina a Herat c'è stata l'inaugurazione  di  2nuovi progetti realizzati dal PRT italiano:un centro di medicina forense e un poliambulatorio a Herat, costruito nel distretto di Injiil a 30 km dalla città.soldatessa isaf afghanistan L'inaugurazione è avvenuta alla presenza del vice ministro della salute pubblica, del governatore della provincia di Herat ,dei rappresentanti del popolo e di molti cittadini. Durante la cerimonia sono stati consegnati anche 45 diplomi in ostetricia a 45 studentesse. Le autorità hanno dimostrato grande soddisfazione per i grandi progressi compiuti in campo sanitario in questa regione dell'Afghanistan ed hanno ringraziato i militari italiani ed il governo italiano per il loro operato. Basta pensare al fatto  che nel 2001 solo il 9% della popolazione aveva accesso alla sanità pubblica, la mortalità infantile sotto i 5 anni di età era intorno al 25%, e c'erano molte malattie come malaria e tubercolosi che infestavano questa regione. Oggi nella provincia di Herat la malaria è stata debellata quasi completamente, la mortalità infantile è notevolmente diminiuita e circa 35 villaggi possono usufruire delle strutture sanitarie. Il PRT italiano di Herat è un esempio di sviluppo per tutto il paese. Il PRT inoltre,  ha avuto anche un ruolo di primo piano nella formazione del personale infermieristico del personale sanitario, domostrando così  come sia già in grado  di gestire in completa autonomia la propria attività, in vista del passaggio di consegne che avverà  a luglio tra coalizione dell'ISAF e il governo afgano. Una buona notizia tra le tante altre notizie che parlano di numerosi morti e feriti sia tra civili, bambini, e anche militari delle forze ISAF, in combattimenti che ormai avvengono ogni giorno.Gli "insurgents" infatti cercano di riprendere il controllo delle diverse regioni. Combattimenti destinati purtroppo ad inasprirsi sempre di più fino a luglio in vista del processo di transizione.

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11 giugno 2011 6 11 /06 /giugno /2011 21:58

E' risaputo che i militari non possono esprimere le proprie opinioni personali soprattutto se queste riguardano un conflitto in corso. Non la pensa così un alto ufficiale dell'esercito USA di stanza in Afghanistan, che sul blog del "Time" nella parte dedicata al conflitto in Afghanistan ha espresso le sue idee sul conflitto in corso, definendo la guerra in Afghanistan"pura follia". Il Colonello americano di cui non si conosce l'identità, ha attaccato vari utenti di orientamento repubblicano che che la pensavano in modo diverso dal suo, affermando "Vogliono più coinvolgimento americano in Afghanistan invece del ritiro delle truppe" e i media colpevoli di mentire spudoratamente difendendo l'intervento USA in Afghanistan. Ormai mancano poche settimane all'inizio del ritiro delle truppe USA dall'Afghanistan, ritiro che dovrebbe essere completato nel 2014. Le affermazioni dell'ufficiale americano hanno destato scandalo, anche perchè ha affermato :"Quello che i media definiscono"progresso significativo"è invece qualche sporadico avanzamento pagato con il sangue di centinaia di soldati americani ogni mese". Mai prima d'ora un militare aveva espresso un parere così"controcorrente"riguardo allo scottante argomento Guerra in Afghanistan. Parole, le sue che fanno davverosbarco truppe-copia-1 riflettere.

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9 giugno 2011 4 09 /06 /giugno /2011 16:54

militare-italiano-afghanistan3-copia-1.jpgI militari italiani in Afghanistan dovranno stringere i denti fino al 2014. Questo quanto affermato dal Ministro della Difesa La Russa, oggi durante un incontro con i giornalisti  a Bruxelles, al termine del Vertice NATO con i vari Ministri della Difesa dell'Alleanza. Era presente anche il Generale David Petraeus, Comandante del contingente ISAF. "In Afghanistan stringeremo i denti per arrivare entro la fine del 2014 a riconsegnare la sicurezza del paese agli afgani. Cambierà il nostro modo di essere presenti in quel paese, ma certo rimarremo lì in forma diversa, con una partnership nel campo della sicurezza e dell'addestramento. L'Italia ha la presenza massima di 4.200 uomini che entro l'anno cominceranno a diminuire."Il Ministro La Russa, ha poi continuato il suo intervento tracciando un quadro della situazione in Afghanistan:" I successi ottenuti in Afghanistan hanno messo in ginocchio gli insorti e Al-Quaeda(... ) bisogna ancora intensificare la presenza degli addestratori". La Russa ha inoltre affermato che:"Al momento sono 297 mila le forze di sicurezza afgane e che si tratta del 95% dell'obiettivo fissato dal Presidente Karzai. L'Italia dopo il 2014 avrà un ruolo in Afghanistan, certamente non con i numeri attuali che sono  di 4.200 soldati , ma in partnership con il governo afgano per la sicurezza."Infine La Russa ha confermato che "Herat è pronta per essere riconsegnata alle forze di sicurezza afgane, cosa che avverrà nelle prossime settimane". Un quadro della situazione in Afghanistan molto ottimistico quello tracciato dal Ministro della Difesa La Russa, se si pensa all'attentato del 30 maggio al PRT di Herat ai danni degli italiani sorgono tanti dubbi e tante domande. Inanzitutto: come stanno i feriti nell'attentato? Da giorni non si hanno più loro notizie.Ma davvero la città di Herat è pronta per essere riconsegnata agli afgani? Gli "insurgents"proprio con l'attentato di alcuni giorni fa hanno dimostrato il contrario:le loro sacche di resistenza non sono presenti solo nei luoghi desolati nei pressi dei villaggi sperduti, anzi ora gli "insurgents"hanno alzato il tiro colpendo una città abbastanza tranquilla come Herat. Inoltre è proprio di ieri la notizia del ritrovamento di armi ed esplosivi  degli "insurgents" in un nascondiglio nel corso dell'operazione "The lair of the wolf" condotta dai parà italiani con le forze di sicurezza dell'esercito afgano. Si può definire sicuro il territorio nel quale opera il contingente militare italiano? Si combatte una guerra quotidiana contro gli"IED" e contro gli"insurgents". I militari italiani saranno dotati di un equipaggiamento "migliore"e di ulteriori blindati in vista del loro impegno fino al 2014? Forse molte domande resteranno senza risposta. Putroppo l'unica certezza è quella che la guerra in Afghanistan sembra ormai essere entrata in una fase di stallo. Quanti morti civili e quante bare avvolte dal tricolore dovremo ancora vedere prima del 2014?   

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8 giugno 2011 3 08 /06 /giugno /2011 17:34

Il nemico più insidioso che i militari italiani in missione in Afghanistan si trovano ad affrontare ogni giorni sono gli"IED"(Improvised explosive devices)ovvero ordigni artigianali improvvisati che vengono nascosti lungo le strade dagli"insurgents".foto militari italiani cn mezzo militare foto x blog afghan Il pericolo di imbattersi negli"IED" diventa maggiore soprattutto quando i militari devono spostarsi da una base all'altra per missioni di scorta a camion civili che devono portare rifornimenti alle basi italiane più avanzate. Molto spesso la colonna dei mezzi militari blndati "Lince" viene preceduta da un "Bufalo"uno strumento meccanico dotato di un braccio semovente che entra in azione ogni qualvolta i militari del Genio individuano uno "IED". Certo le uscite in missione sono guidate dai"warnings", gli avvertimenti di eventuali minacce lungo il tragitto da percorrerere, che in tal caso li costringe a modificare il percorso, ma il pericolo potrebbe essere nascosto sotto ad ogni pietra di queste strade polverose e accidentate. Dopo l'attentato al PRT di Herat del 30 maggio scorso, il livello di allerta è ulteriormente incrementato, e la "Route 515" che un tempo era ritenuta una tra le più sicure, adesso non lo è più perchè presa di mira dagli "insurgents"che potrebbero utilizzarla per piazzare i loro micidiali"IED". Forse il luogo più sicuro sono le basi, come la base di Farah, dove sono di stanza 500 militari italiani e americani. La vita non è per niente facile:la sabbia è una presenza quotidiana, un nemico in più perchè puoò penetrare nelle delicate componenti dei mezzi daneggiandoli: per questo devono essere sempre sottoposti ad un' accurata e minuziosa manutenzone. I militari dormono nelle tende, la temperatura in questi giorni sfiora i 45° gradi, ma le basi sono protette dal cemento armato in vista di possibili attacchi da parte degli"insurgents". Fino ad ora nessuno ha trovato il sistema per neutralizzare la minaccia degli "IED"e così i militari convivono ogni giorno con la paura che,come aveva scritto in una lettera  l'Alpino Matteo Miotto ucciso in Afghanistan qualche mese fa, "ogni metro di strada potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi".

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8 giugno 2011 3 08 /06 /giugno /2011 17:00

"Lair of the Wolf" (Tana del Lupo)è il nome in codice dell'operazione congiunta portata a termine dai parà del 187°Reggimento della Folgore di Livorno con l'esercito afgano a Bala Balouk, provincia di Farah. L'operazione è stata  sviluppata a 50 km a nord dalla base avanzata  del contingente militare italiano guidato dal Generale di Brigata Carmine Masiello. I parà della Folgore e i militari dell'esercito afgano hanno scovato una vera e propria "tana del lupo"ovvero un nascondiglio dove gli"insurgents"hanno nascosto armi di ogni tipo:munizioni, bombe da mortaio, armi portatili, mine, razzi, detonatori, fusti con del liquido esplosivo, materiale elettrico. L'operazione è stata resa possibile anche grazie all'auto delle popolazione locale che ha fornito ai parà italiani delle indicazioni utili, e alle informazioni in possesso degli stessi militari. Sono intervenuti i tecnici del Genio che in un primo momento hanno catalogato le armi rinvenute che poi sono state distrutte. Le armi ed il materiale rinvenuto e poi distrutto rappresentavano una minaccia per la sicurezza non solo dei civili ma anche degli stessi militari italiani, soprattutto da quando il livello di allerta è stato innalzato dopo l'attentato del 30 maggio al PRT di Herat da parte degli"insurgents".parà folgore in azione con fucile

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6 giugno 2011 1 06 /06 /giugno /2011 16:40

E' giallo sulla morte del Ten. Col. Cristiano Congiu, ucciso in Afghanistan sabato scorso.cristiano congiu ucciso in afghanistan La versione ufficiale infatti dice che il militare sarebbe stato ucciso per aver difeso una donna americana che era stata aggredita da un gruppo di ragazzi afgani. La stampa afgana racconta una versione completamente diversa. Versione raccontata dal Mohtaudin,il ragazzo afgano di 24 anni ferito da un colpo di pistola dall'ufficiale dei Carabinieri. Il ragazzo è stato curato presso l'ospedale di Emergency nel Panshir ed è fuori pericolo. Questa la sua versione, riportata anche da tutti i media afgani:"Io ed un mio amico stavamo salendo dal bazar alla montagna con un asino carico di cibo. Il sentiero era stretto e dalla montagna al bazar stavano scendendo il carabiniere e una donna. Quando ci siamo incrociati ho urtato la donna. Ho tentato di spostare l'asino. Immediatamente l'italiano ha tirato fuori la pistola. Quando ho visto l'arma pensavo stesse scherzando....Invece mi ha sparato. Il mio compagno è scappato ed è andato al bazar ad avvisare gli abitanti dell'accaduto. Dopo un pò di tempo sono tornate altre persone che prima hanno picchiato con bastoni e pietre l'italiano,poi gli hanno sparato e se ne sono andati". Questa è la versione raccontata da tutta la stampa afgana. Intanto il ragazzo afgano che prima era piantonato all'ospedale, adesso è stato lasciato da solo perchè la polizia afgana ha ricostruito l'accaduto, e nei suoi confronti non è stata formulata nessuna accusa. Molti altri testimoni hanno raccontato che l'ufficiale dei carabinieri e la donna americana erano andati a visitare le miniere di smeraldi della zona di Khinch, nel Panshir. La miniera si trova a 5 ore da Kabul. Ma come sono andate realmente le cose sabato mattina in Afghanistan? Quale delle 2 versioni racconta la verità?

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5 giugno 2011 7 05 /06 /giugno /2011 17:49

Ucciso per avere difeso una donna americana aggredita da un gruppo di afgani. E' morto così il Ten. Col. dei Carabinieri Cristiano Congiu, di origini sarde. Il fatto è accaduto ieri in una località della valle del Panjshir, dove l'ufficiale si trovava in compgnia di un amico afgano e di una donna americana.cristiano congiu ucciso in afghanistan I tre hanno trovato sulla loro strada un gruppo di ragazzi afgani, che secondo una prima ricostruzione avrebbero aggredito per motivi imprecisati la donna, sbattendola violentemente contro un muro. L'ufficiale ha sparato ferendo di striscio uno degli aggressori. Gli altri afgani nel frattempo sono scappati. Mentre l'ufficiale stava prestando le prime cure al ferito e lo stava caricando su un auto per trasportarlo all'ospedale, i ragazzi afgani sono ritornati sul posto in compagnia di alcuni uomini armati ,che hanno sparato 2 colpi di kalashnikov, uno dei quali è stato fatale per il militare. Colpito alla testa è morto sul colpo. Nel frattempo la donna americana con l'afgano si sono diretti verso il primo posto di polizia locale, dove hanno denunciato l'accaduto. In seguito le forze di sicurezza locali si sono recate sul posto e hanno recuperato il corpo dell'ufficiale. Il ragazzo afgano ferito, è stato arrestato, e con lui altri 5 afgani, tutti ritenuti colpevoli dell'assassinio.La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta su quanto accaduto. Alcuni Carabinieri dei ROS sono partiti per l'Afghanistan per effettuare degli accertamenti. L'ufficiale lavorava come consulente antidroga presso l'Ambasciata di Kabul dal 2007. Lascia la moglie e una figlia di 5 anni, che vivono a Pontecorvo in provincia di Frosinone.

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3 giugno 2011 5 03 /06 /giugno /2011 18:59

Durante la mattinata di oggifolgore-24-jpg.jpg nel corso di un'operazione congiunta con le forze di sicurezza afgane, i parà della Folgore della Task Force South East, hanno catturato sette "insurgents". Gli "insurgents"erano in possesso di armi ed attrezzature che vengono utilizzate per la preparazione degli IED(ordigni esplosivi improvvisati), nella zona di Bakwa. L'operazione ha visto entrare in azione una decina di uomini delle forze di sicurezza afgane che sono state affiancate dai parà della Folgore.L'obiettivo era quello di bloccare i movimenti degli"insurgents"in questa zona,  impedire la preparazione di nuovi attacchi contro le truppe dell'ISAF, e soprattutto assicurare la libertà di movimento lungo la strada 515 che mette in collegamento la città di Farah con Delaram. Nel corso della manovra, si è rivelato fondamentale  l'intervento dei nuclei di artificieri dell'8° Reggimento di Legnago per il rinvenimento e anche la rimozione di uno IED, che era stato posizionato lungo la strada. L'operazione congiunta di stamattina rappresenta un importante passo avanti  in una zona da sempre caratterizata dalla massiccia presenza di "insurgents" che proprio in questi giorni stanno facendo numerose vittime sia tra civili e che militari piazzando gli IED lungo le strade.  

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31 maggio 2011 2 31 /05 /maggio /2011 18:34

L'attentato avvenuto ieri al PRT di Herat avrebbe potuto essere una strage. Una strage che è stata evitata grazie alle misure di sicurezza.attentato-base-herat.jpg Nel corso di un'informativa alla Camera, il Ministro della Difesa la Russa ha raccontato nei dettagli la dinamica esatta dell'attacco degli"insugents". Le forze di sicurezza afgane sono state "distratte" prima dall'esplosione di una motobomba ad un km di distanza, e poi da altre quattro esplosioni in luoghi vicino alla Base. L'attacco è avvenuto in un secondo momento quando"un piccolo autocarro carico di cemento si è presentato all'accesso principale al Campo Vianini, sede del PRT, nella città di Herat, per essere controllato da parte del personale di sicurezZa afgano addetto alla vigilanza esterna dell'area ed al controllo delle vie di accesso alla Base. In questa fase è avvenuta un'altra azione diversiva condotta da due motociclisti che hanno distratto il personale di vigilanza afgano, consentendo all'automezzo di riprendere il movimento lungo la serpentina d'ingresso per tentare di sfondare il portone principale del  Compound. Il camioncino è andato a sbattere esplodendo contro il muro esterno della Base". I militari italiani, sempre secodo quanto riferito dal Ministro La Russa, sono stati feriti a causa del crollo di parti dell'edificio. Il Capitano Gennaro Masino, 30 anni, appartenente al 132° Reggimento Ariete di Maniaco(Friuli)è stato ferito gravemente all'addome e putroppo le sue condizioni durante la notte, sono peggiorate. Stabili invece gli altri quattro feriti. Dopo l'esplosione, alcuni terroristi sono scesi da un SUV che si trovava dietro il camion e avevano come obiettivo quello di entrare nel Compound. Il loro piano è fallito. Sono entrati  allora in una palazzina che si trova difronte alla Base e da lì hanno aperto il fuoco. E'iniziato così un vero e proprio attacco degli"insurgents" che hanno fatto fuoco con armi portatili, razzi RPG, e bombe a mano. Durante l'attacco che è stata una vera e propria battaglia, durata aalcune ore, il Comando del Regional Command West, ha ordinato l'intervento degli elicotteri  A129 Mangusta per il supporto di fuoco, dei velivoli AMX per la ricognizione, di uomini di rinforzo su veicoli"Lince" nonchè di elicotteri multiruolo per l'evacuazione dei feriti. Sono state anche allertate le forze di sicurezza afgane che ingaggiato le sorgenti di fuoco avversario. 

 

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