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10 dicembre 2013 2 10 /12 /dicembre /2013 17:28

foto poliziotti-copia-1 Ieri alle manifestazioni della Rivoluzione del 9 dicembre in varie città italiane, e soprattutto a Torino, molti poliziotti si sono il levati il casco tra gli applausi della gente. Quel gesto in molti lo hanno interpretato come il fatto che i poliziotti stavano passando dalla parte dei manifestanti e che erano solidali al popolo. Ma subito sono arrivate le smentite dai vari sindacati di Polizia. Intervistato in esclusiva per il blog lasottilelinearossa,Roberto Maccione, Segretario Provinciale ADP(Autonomi di Polizia di Genova) ha spiegato il significato di quel gesto:" Il gesto del togliere il casco è una prassi delle manifestazioni tranquille.Non so chi e perchè abbia interesse a strumentalizzare certe cose, spero sia fatto in buona fede e non ci siano dietro altre tematiche politiche o simili .Ovviamente al giorno d'oggi anche chi indossa una divisa ha le sue difficoltà, non viviamo fuori dalla realtà. Io so di essere fortunato ad avere un lavoro, che amo e svolgo sempre con dedizione. Però ad esempio vedo le problematiche delle persone comuni, mia moglie e mia sorella sono disoccupate. I miei genitori vivono con una pensione tutt'altro che d'oro.Non siamo fuori dalla realtà. Ovviamente non vediamo nulla di male quando i nostri vertici affermano che il gesto di togliersi il casco è una prassi, perché come detto prima lo è veramente.Se qualcuno ci vede altro forse non sa di cosa sta parlando.Non si può strumentalizzare a convenienza. Neanche se sei sindacalista". E di strumentalizzazione forse si può davvero parlare a proposito di una foto(poi postata sulla pagina Fb"Movimento poliziotti") che gira sul web, dove si vedono un gruppo di poliziotti e uno di loro sembra reggere il cartello con la scritta:"Il magna magna è finito"vicino ai poliziotti ci sono dei manifestanti. Ad un'analisi più attenta della foto si vede chiaramente come quel cartello sia stato piazzato lì davanti da uno dei manifestanti, dato che il poliziotto ha la mano sul fianco e non è lui a reggerlo. Chi e perchè ha avuto interesse a diffondere questa foto che la gente poi finisce per interpretare in un modo errato?Forse si scoprirà nei prossimi giorni.Per il momento possiamo dire davvero che "niente è come sembra". 

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9 dicembre 2013 1 09 /12 /dicembre /2013 17:49

 


  Dopo tanti proclami e annunci sul web , oggi 9 dicembre è iniziata la rivoluzione in Italiana. La ribellione del popolo italiano contro la situazione di crisi che sta vivendo il paese, contro i politici corrotti, contro la disoccupazione dilagante, contro le tasse. Il "9 dicembre l'Italia si ferma" si può leggere nei vari volantini delle pagine Facebook del movimento dei Forconi e su quella della Rivoluzione del 9 dicembre. E pare che stavolta gli italiani facciano sul serio, perchè a parte la Sardegna, l'Italia è bloccata fino alla Sicilia, ma è soprattutto Torino il cuore di questa rivoluzione italiana. E' a Torino infatti che gli ambulanti hanno bloccato i binari della stazione e la stazione ferroviaria è occupata, la Campania è bloccata lo stesso. Molti autotrasportatori hanno messo di traverso i Tir e camion e bloccato la circolazione. Lo stessa cosa sta accadendo un pò in tutte le città italiane. Una rivoluzione che vuole essere pacifica, anche se a Torino ci sono stati tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine. Una rivoluzione per cambiare l'Italia e allontanare i politici corrotti, ma si temono le pericolose infiltrazioni delle forze di estrema destra cosa che potrebbe fare degenarare la situazione. Quello che non dicono i tg è che a Torino i poliziotti ad un certo punto si sono tolti i caschi tra gli applausi della gente e i"bravi, bravi ragazzi siete come noi, siete la nostra forza"oppure"viva i poliziotti", la stessa cosa è successa a Rho(come si può vedere nel video di legnanonews postato su youtube), dove uno dopo l'altro i poliziotti si sono tolti i caschi e si sono uniti ai manifestanti che urlavano"Dai ragazzi forza, via sti caschi" e poi"Italia, Italia," In una foto che gira in queste ore sul web, un manifestante abbraccia un poliziotto. Non era mai successo prima.Non si sa a quanto possa servire una rivoluzione come questa, che bloccando l'Italia causerà non pochi disagi a cittadini e lavoratori. L'unica cosa certa è che gli italiani non sopportano più la situazione di disagio in cui si trovano, e che questa volta forse la loro ribellione porterà a qualcosa di costruttivo, si spera. I poliziotti sembrano essere passati dalla parte dei manifestanti. 'E questo è il gesto  rivoluzionario che fa riflettere.
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6 dicembre 2013 5 06 /12 /dicembre /2013 18:49

roma-militari-prtesta-del-caffe.jpgSerpeggia il malcontento anche tra le Forze Armate a causa della crisi economica e dei tagli.Da un paio di giorni(come riportato dal sito sostenitori.info) venti militari in rappresentanza dei Sergenti e Brigadieri delle Forze Armate, hanno organizzato una originale e singolare forma di protesta contro il blocco stipendi.La loro è una forma di protesta pacifica: è la protesta del "Presidio del Caffè."Davanti al noto bar romano nei pressi della Camera, aspettano di veder passare qualche parlamentare della Commissione Difesa per offrirgli un caffè ed esporre così i problemi della categoria. Perchè davanti a un caffè si può parlare ed esporre meglio i propri problemi: "Abbiamo parlato con tutte le forze politiche e continueremo ad oltranza in questa protesta pacifica," ha affermato il Delegato del Cocer Interforze, AntonSergio Belfiori, uno degli ideatori della protesta."Offriremo ancora altri caffè ai politici, nel tentativo di sensibilizzare sulla necessità di risolvere i problemi del comparto Difesa.Siamo lavoratori, vogliamo solo che vengano garantiti i nostri diritti."Il Generale Paolo Gerometta, Presidente del Cocer Esercito ha affermato che:"E' un modo per rappresentare i problemi del comparto ai politici.Il blocco stipendiale sta colpendo duramente il settore, con un caffè si parla meglio". E chissà che qualche parlamentare prima o poi oltre che gradire il caffè offertogli  dai militari, ascolti davvero i  loro problemi,  e si dia anche da fare per risolverli. Perchè di questi tempi  di chiacchere se ne sono sentite già troppe e di fatti non se ne vedono.

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27 novembre 2013 3 27 /11 /novembre /2013 19:29

genova poliziotti scipoero trasportiCerte buone news passano inosservate o non vengono diffuse, chissà poi per quale motivo. La gente ha il diritto di sapere. Di sapere che in Italia ci sono cose che funzionano. Nei giorni scorsi, Genova si è rtrovata paralizzata dallo sciopero e dalla manifestazione dei lavoratori dei trasporti AMT. Nonostante il tono della protesta dura e decisa messa in atto dai dipendenti dell’azienda pubblica di trasporti, non si sono tuttavia verificate tensioni o scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, come ha affermato in un comunicato Robero Maccione, Segretario Provinciale ADP per Genova:

"Questo anche grazie sicuramente alla gestione intelligente dell’evento portata avanti dalla Questura e al personale che nonostante il vasto impiego e le numerose ore di servizio in condizioni non sempre agevoli ha saputo ancora una volta adempiere alla buona riuscita dell’ordine pubblico. Va però giustamente sottolineata e lodata la generale correttezza di comportamento degli scioperanti i quali hanno sempre rispettato il personale impiegato dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri, nonostante la comprensibile tensione del non facile momento lavorativo. Come sigla sindacale attiva nella società civile auspichiamo che questo rispetto tra le parti possa sempre essere presente, anche al cospetto di manifestazioni e scioperi di uguale portata messi in atto con la stessa caparbietà che ha contraddistinto la difesa del lavoro e dei diritti dei dipendenti AMT." Perchè alle volte le cose in Italia funzionano.

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23 novembre 2013 6 23 /11 /novembre /2013 22:11

roma marcia marò 23 novembre2Hanno sfidato il freddo e la pioggia con i loro tricolori, tricolori anche listati a lutto (per ricordare le vittime dell'alluvione in Sardegna) e gli striscioni"Liberi subito".Erano migliaia le persone che oggi hanno partecipato alla marcia di solidarietà "Tutti insieme per i Marò"a sostegno dei due fucilieri del S.Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da più di un anno in India con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani, nonostante ci siano le prove della loro innocenza(Vedi altri articoli sul caso dei marò, alla sezione:attualità sempre su questo stesso blog e anche su http://inostrileoni.altervista.org/blog).  Hanno sfidato soprattutto il silenzio davvero assordante dei media italiani, che chissà per quale motivo hanno deciso di far calare il silenzio su questa drammatica vicenda. Molte le persone che non sapevano niente della marcia se non fosse stato per i post e il comunicato stampa relativo all'evento, orgnizzato dai familiari dei due militari, post che giravano sul web in questi giorni. Dai Tg e dai giornali un silenzio assordante e incomprensibile. Alla marcia partita da Piazza Bocca della Verità erano presenti anche i famigliari dei due fucilieri"Se non tornano a Natale li andiamo a riprendere noi"parola di Vania la moglie di Salvatore Girone. "Salvo è sereno e forte, siamo pronti a supportare e a trasmettergli forza"ha affermato sempre Vania."E' bellissimo vedere quanta gente gremisce questa piazza, abbiamo impiegato tanta energia giorni e notti e insonni davanti al pc o a fogli bianchi per organizzarla(la marcia).Non possiamo dimenticare Massimiliano e Salvatore" ha detto invece la fidanzata di Massimiliano Latorre, Paola. I due fucilieri del S.Marco hanno potuto seguire la marcia in collegamento assieme all'inviato del governo italiano Staffan de Mistura, Salvatore Girone ha fatto pervenire un messaggio tramite la moglie:"Ogni giorno che passa sento sempre più il dovere di mantenere alto l'onore di un soldato italiano e della nazione. Nella nostra situazione qualunque soldato e qualsiasi paese lotterebbe per far sì che vengano riconosciuti i diritti propri e internazionali e nel nostro caso anche la propria innocenza". Parole misurate, composte come si addicono ai soldati, soldati che devono obbedire agli ordini, che non possono protestare. Soldati traditi da un governo che poco sta facendo per arrivare ad una rapida risoluzione del caso. Soldati abbandonati nel silenzio dei media, ma stretti dal  caloroso abbraccio e sostenuti dalle migliaia di italiani presenti oggi  in piazza.

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21 novembre 2013 4 21 /11 /novembre /2013 17:47

La soluzione della vicenda dei due fucilieri del S.Marco detenuti in India, con l'accusa dell'uccisione di due pescatori indiani, appare sempre più lontana.Ma sono sempre tante le iniziative dei tanti gruppi Facebook che li sostengono e dei loro familiari.Proprio i familiari dei due marò hanno organizzato per sabato 23 novembre a Roma, una marcia pacifica a sostegno dei due militari detenuti in India. "Tutti insieme ai Marò"così è stata intitolata questa iniziativa per non far calare il silenzio su questa drammatica vicenda."Una marcia di solidarietà per richiamare e mantenere sempre alta l'attenzione sulla vicenda dei 2 marò-i fucilieri della Brigata Marina S.Marco della Marina Militare Capo 1a classe Latorre Massimiliano e 2°Capo Girone Salvatore di fatto trattenuti in India da ormai 22 mesi in virtù della nota vicenda per cui sarebbe loro attribuita la responsabilità di un incidente avvenuto il 15 febbraio 2012 al largo della costa indiana.Non è chiaramente una marcia su Roma, è semplicemente una marcia per le vie di Roma-marcia ribadisco di solidarietà, quindi assolutamente pacifica e ci tengo a sottolineare a-politica e a-partitica. Non a caso le Famiglie hanno deciso di intitolare la marcia"Tutti insieme per i marò" e non a caso si è scelta come location Roma. Non ci interessano bandiere-ad eccezione chiaramente del tricolore- stemmi di qualsivoglia connotazione/orientamento politico. Il tema è troppo delicato perchè si possa lasciare spazio ad eventuali speculazioni di sorta. Questa è la marcia per i marò. Quindi l'obiettivo della marcia che è solo una delle iniziative in cantiere ad opera dei familiari dei due marò è esclusivamente di richiamare l'attenzione e di sensibilizzare i cittadini affinchè si faccia chiarezza sugli sviluppi della vicenda, consentendo realmente un definitivo rientro in patria dei nostri marò. La marcia ha anche lo scopo di fare sentire ai fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone la vicinanza di tutti gli italiani in quello che è probabilmente uno dei momenti più difficili della  loro vita, del resto i due marò si sono trovati coinvolti in una drammatica vicenda proprio nel momento in cui stavano svolgendo un regolare servizio in quanto militari italiani impegnati a garantire l'incolumità di una  nave  italiana(la petroliera Enrica Lexie) che navigava in acque internazionali in una delle zone  definite ad alto rischio di pirateria. Forse inutile  sottolineare  come il sopraggiungere delle festività natalizie sia per le famiglia Latorre e Girone motivo ulteriore di mestizia sapendo di non poterlo trascorrere in ambito domestico, nella propria città e sopratutto con il solito clima festoso serenamente con i propri cari."Si legge nel Comunicato Stampa relativo alla marcia. Una marcia alla quale parteciperanno anche varie associazioni e clubs non solo militari, ci sarà l'Associazione Nazionale Bersaglieri, l'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, l'Associazione Nazionale dei Paracdutisti, il GRuppo nazionale dei Leoni del S.Marco. Partiranno da tutte le città d'Italia tanti pullman in modo da assicurare la partecipazione del maggiore numero di persone.L'appuntamento è per sabato 23 novembre a Roma alle ore 15.00. Lroma-il-23-marcia-su-roma-per-i-2-maro.pnga marcia partirà da Piazza Bocca della Verità, poi il corteo si snoderà per Via Ptroselli, Via Teatro Marcello, Piazza Aracoeli, Piazza Venezia, Via Cesare Battisti per giungere alle ore 17.00 circa in Piazza Santi Apostoli. Quindi sabato 23 novembre tutti in marcia per dimostrare ai 2 marò che il popolo italiano non li ha dimenticati.

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19 novembre 2013 2 19 /11 /novembre /2013 18:14
 Il ciclone "Cleopatra"ha devastato la Sardegna:il bilancio è di 16 morti tra i quali 4 bambini e 1 disperso, evacuate più di duemila persone.Ponti distrutti, strade e campi allagati,collegamenti telefonici e internet interrotti o a singhiozzo. Il nubifragio non ha fatto solo danni nel nord della Sardegna ma anche nella zona a sud(come si può vedere anche nel video di Repubblica Tv):a Cagliari la spiaggia del Poetto è scomparsa sott'acqua, molte le vie allagate.Una tragedia annunciata dalle previsioni meteo dei giorni scorsi e forse sottovalutata:forse quei 18 morti si sarebbero potuti salvare e forse si sarebbero potuti evitare anche i dispersi. Fino a ieri sera sul tardi nessun Tg parlava o mostrava immagini di quello che stava succedendo nell'isola,isola della quale ci si ricorda solo quando c'è da parlare di vacanze e di Costa Smeralda che altrimenti non fa notizia. Sul web le news si rincorrevano parlavano di  pioggia incessante che continuava a cadere, di raffiche di vento fortissime, di persone aggrappate agli alberi in cerca di scampo, di black out improvvisi che rendevano i cellulari inutilizzabili e di conseguenza molte zone restavano isolate.I Tg nazionali hanno preferito aprire con le news riguardanti il caso"Cancellieri"e le solite beghe politiche, mentre in Sardegna si moriva nel fango e nell'acqua. Solo a tarda notte il Tg di rai 3 parlava della tragedia avvenuta dell'isola e mostrava le prime immagini. Ci sono voluti 18 morti perchè si parlasse dei danni del nubifragio che ha messo un'isola in ginocchio. Dei morti che forse avrebbero potuto essere salvati, se solo i soccorsi fossero intervenuti tempestivamente.Si ha come l'impressione che come al solito la Sardegna sia stata abbandonata a sè stessa, a Uras gli abitanti si sono dovuti rimboccare le maniche e mettersi a spalare da soli il fango, solo per fare un esempio.Intanto sul web si possono trovare tutte le informazioni utili:sulle loro pagine Facebook molti utenti hanno messo annunci  gli sfollati per ospitare nelle proprie case, negli alberghi e nei bed&breakfast, molti danno consigli utili su come aprire le reti wi-fi per agevolare le comunicazioni che restano difficoltose, anche se per farlo è consigliabile affidarsi ad egli esperti.Adesso per giorni in Tv si assisterà alla solita passerella di poilitici e si dovranno sentire le solite parole di circostanza.La tragedia si sarebbe potuta evitare non cementificando intere zone o coprendo l'alveo dei fiumi e dei corsi d'acqua, perchè la natura prima o poi si ribella e si riprende il territorio.Ancora una volta i sardi dovranno contare sulle proprie forze per rialzarsi da questa tragedia,ma ormai ci sono abituati.
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13 novembre 2013 3 13 /11 /novembre /2013 16:24

marò-copia-1Si è concluso l'altro giorno l'interrogatorio in video conferenza ai 4 fucilieri del S.Marco che si trovavano a bordo della Lexie con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, la sera dell'uccisione dei due pescatori indiani."Ci abbiamo messo dei mesi per arrivare a questa audizione a distanza.Adesso il processo dovrebbe passare alla Corte Speciale,pensiamo di chiudere presto l'incidente e di rilanciare i nostri rapporti commerciali con l'India, un paese che non possiamo perdere"con queste parole il Ministro degli Esteri Emma Bonino ha commentato in un forum con dei giornalisti del Corriere della Sera, l'interrogatorio in videoconferenza da parte della Nia, l'agenzia investigativa indiana ai 4 militari italiani.Intanto durante l'audizione al Senato, l'inviato del governo italiano Staffan de Mistura, ha affermato che bisogna chiarire il fatto della diversità dei proiettili:infatti la perizia balistica degli indiani nonchè l'autopsia effettuata sui corpi dei pescatori dagli indiani, dimostra che il calibro dei proiettili non coincide con quello dei proiettili sparati dai due marò, ma coincidrebbe con i fucili in dotazione ad altri due membri del team a bordo della Lexie quella sera.Inoltre de mistura ha sottolineato la nebulosità delle indagini indiane e che proprio questo fatto "servirà nel processo".  

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11 novembre 2013 1 11 /11 /novembre /2013 15:51

maro-copia-1.jpgSi sta svolgendo in queste ore a Roma, presso l'Ambasciata indiana l'interrogatorio in videoconferenza ai quattro fucilieri del S.Marco che erano a bordo della Lexie assieme a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. I quattro fucilieri sono accompagnati dall'inviato del governo italiano Staffan de Mistura. I militari vengono sono sotto interrogatorio sempre nell'ambito delle indagini sul caso dei marò, accusati dell'uccisione di due pescatori indiani e detenuti in India per questo motivo da più di un anno.

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5 novembre 2013 2 05 /11 /novembre /2013 18:30

Nonostante le tante belle parole dei ministri italiani e del Presidente Napolitano"L'Italia opera tenacemente per riportare a casa i 2 fucilieri detenuti in India"durante il suo intervento al Quirinale in occasione del 4 novembre, festa delle forze armate, i due fucileri del S.Marco si trovano sempre e ancora in India da ormai più di un anno. Molti italiani vorrebbero davvero sapere più dettagli di questo operato tenace(?) per riportarli a casa. Sembra infatti che in questo anno e passa la diplomazia italiana sia stata tutta chiacchere e ben poche azioni concrete per liberare i due marò. Le cose si stanno complicando ulteriormente, infatti Massimiliano Latorre ha una grave infezione intestinale, che ha contratto sicuramente durante il periodo di detenzione nel carcere di Kochi nel Kerala. E' molto dimagrito in questi mesi proprio a causa dell'india-il-maro-massimiliano-latorre-affetto-da-grave-infezi.jpg infezione, e per questo è stato sottoposto ad accertamenti clinici in una clinica privata di New Delhi. Questi parassiti intestinali che sono stati riscontrati dai medici sono molto pericolosi e vengono trasmessi all'uomo quando si è costretti a vivere in ambienti dalle condizioni igienico-sanitarie precarie come quelle di un carcere.Attualmente il fuciliere del S.Marco è sotto trattamento faramacologico, ma nel caso in cui l'infezione persistesse, sarebbe necessario un intervento chirurgico e in questo caso dovrebbe essere trasferito in Italia.In un collegamento in video conferenza dall'India con il Ministro della Difesa Mauro, il fuciliere del S.marco, Salvatore Girone ha affermato:"Sappiamo quanta strada il Governo deve fare per raggiungere il traguardo, un traguardo che non abbiamo dimenticato e che è quello di tornare a casa. E sappiamo anche quanti passi, quante difficoltà e quanti periodi duri dovremo ancora affrontare, con dignità però come militari ci auspichiamo di giungere presto a questo traguardo per poter dire ai nostri figli:papà sta tornando a casa." Perchè i 2 fucilieri del S.Marco prima di essere dei militari sono degli uomini, dei padri di famiglia detenuti in India lontano dalle loro famiglie e con tante prove a favore della loro innocenza. Gli italiani non li abbandonano e dopo il "Tweet storm"di ieri sera, per il 23 novembre a Roma è  stata indetta dai familiari di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, una"marcia della solidarietà"per la loro liberazione. Perchè ci vogliono fatti concreti, il tempo delle belle e inutili parole dovrebbe essere già finito da un pezzo.

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