Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
21 luglio 2013 7 21 /07 /luglio /2013 18:36

foto anziana al superLa storia di Angela,76 anni denunciata per avere rubato delle mentine in un supermercato non avrà mai gli onori delle prime pagine dei giornali. Eppure la sua storia è simile a quella di tanti italiani che ogni giorno in Italia combattono una guerra:quella contro la disperazione, contro la povertà causata dalla crisi economica. E la classe politica di un paese allo sfascio resta alla finestra a guardare. Perchè di certo ai signori della classe politica mai capiterà di ritovarsi con una pensione da fame a dovere scegliere il prodotto più economico tra gli scaffali di un supermercato.  Angela una donna di 76 anni come tutte le mattine si reca al supermercato “Pam di via Archimede Milano”; tira fuori gli occhiali per controllare i prezzi con cura meticolosa; scarta il prosciutto crudo e il cotto, scarta i salumi, scarta la mozzarella, tutto costa troppo, deve fare una scelta… Sceglie quella con il costo più basso, la infila nel carrello dove ci sono già una scatoletta di tonno e del pan carré.La Signora Angela, si reca verso la corsia dei formaggi, con le dita sfiora il parmigiano, fruga tra i pacchetti alla ricerca di quello meno voluminoso, legge accuratamente ogni prezzo, e poi lo ripone come se avesse un ripensamento sulla scelta.

In verità la Signor Angela non ha abbastanza soldi per comprare il formaggio, decide di andare via, ma é un attimo, vede una scatoletta di Tic Tac alla menta abbandonata vicino al banco frigo, la mano scivola verso la casacca e sospinge la piccola scatolina di Tic Tac nella sua borsa.

Lei non lo sa, ma la scena viene vista dal direttore del supermercato: «Signora, Signora mi scusi può mostrarmi la sua borsa?» Pochi euro, appena tre prodotti. «Un controllo di rito, dice con un sorriso la guardia, mi segua di là»…

Il locale dove si confessano queste minuscole vergogne è un ufficio: lei da una parte, l’anziana dall’altra. «Forse ha dimenticato qualcosa – dice il direttore – sa, a volte capita…» Lei abbassa gli occhi, è rossa in volto, si vergogna, trema…La signora Angela: “É la prima volta, mi creda non sono una ladra; ho lavorato una vita facendo sacrifici per far crescere i miei figli, ed oggi mi trovo qui a rubare una scatoletta di Tic Tac, mi vergogno molto”.

La scatoletta di Tic Tac alla menta finisce sulla scrivania: il prezzo é € 0.75 centesimi.

Nonostante questo, il direttore di nome Valerio non voluto sentire ragioni, ed ha seguito rigidamente il protocollo chiamando la Polizia per denunciare la donna.

 

Arriva la Polizia, dalla macchina scendono 2 agenti di nome Arturo Scongiu e Francesco Console.

Racconta Arturo Scongiu uno dei due agenti:

«quella vecchina indifesa che si scusava e diceva piangendo di non avere i soldi per pagare le mentine tremava come una foglia, ho capito subito che si trattava di una persona che fa fatica ad arrivare alla fine della prima settimana del mese. Le ho chiesto quanto pigliasse di pensione; lei, nascondendosi dietro il mio collega, mi ha risposto 320 euro. Mi ha fatto pena, ho immaginato mia nonna che non ho più, ho aperto il portafoglio e pagato le mentine al direttore».

E il direttore del Pam?
«L’ho chiamato in disparte, c’era tanta gente attorno. Gli ho detto due paroline. A questo punto (eravamo tornati davanti al supermercato) dalle persone che si erano raccolte attorno a noi si è levato un applauso spontaneo, pensa che un signore mi è venuto vicino e mi ha chiesto di poter pagare lui la spesa che la signora Angela aveva fatto: una scatoletta di tonno e del pan carrè».

Il gesto di questa donna di Milano è solo il simbolo di una parte dell’Italia che è ridotta veramente in situazioni economiche drammatiche, in totale dissonanza con il denaro pubblico sprecato e male usato, denaro pubblico che potrebbe essere messo a disposizione di quelle povere persone che non hanno cosa mangiare all’ora dei pasti.

 

FONTI NOTIZIA:Blog di Antonello Zappadu, Corriere della Sera, Tgcom24 e molti altri.

Una riflessione:

I  nostri rispettosissimi governanti, riescono a vedere l’enorme disparità di trattamento, e l’enorme ingiustizia di tutto questo?
Qualcuno guadagna € 90.000 al mese, altri € 300.
Qualcuno ruba Milioni e non succede nulla, Nonna Angela 0,76 centesimi !!!!

MESSAGGIO x LA SIGNORA ANGELA:
Cara nonna Angela, non vergognarti per la tua azione, è la condizione economica che ti hanno riservato che non rispetta la dignità degli anziani. A noi fa più arrabbiare il gesto del Direttore…. non il tuo !
UN GRANDE ABBRACCIO

 

Siamo per la dignità.
FACCIAMO GIRARE QUESTA INGIUSTIZIA. CONDIVIDI.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
15 luglio 2013 1 15 /07 /luglio /2013 17:38
cagliari salvate il soldato marco diana vittima dell'uranioIl Maresciallo Marco Diana ammalatosi di cancro a causa dell'uranio impoverito contratto nelle missioni all'estero, è rimasto solo a combattere la sua battaglia contro una burocrazia e contro lo Stato che gli negano quei farmaci dei quali necessita per curarsi.          
A novembre o dicembre sarò morto le scorte mi bastano solo per pochi mesi e io non ho neppure i soldi e il tempo per fare causa ai responsabili di questa lenta condanna a morte.La colletta degli amici non è sufficiente. E c'è persino chi mi attacca con delle falsità senza verificare gli atti"ha affermato Marco in un'intervista al quotidiano on line"SaNatzione". E' stato costretto a vendere la casa per continuare a pagare di tasca propria le cure contro il cancro.
Il sindaco di Villamassargia(Ca)ha lanciato un appello all'assessore regionale della sanità per intervenire tempestivamente presso la Asl 7,  per cercare di eliminare gli ostacoli burocratici in modo da garantire al Maresciallo Marco Diana le cure.  Cure che non gli vengono pagate "nonostante tutte le sentenze certfichino questa necessità". Dalla sua bacheca di Facebook, Marco lancia un appello disperato ai tanti italiani che al contrario delle istituzioni, non lo hanno abbandonato e posta un video dal titolo "Marco uno di noi"visibile anche su youtube link  http://youtu.be/iR6gGTE_gdg nel quale i suoi genitori raccontano il dramma di un soldato abbandonato dallo stato.     
"Un qualcosa che non avrei mai voluto farVi vedere , non nascondo la mia vergogna e la mia emozione nel mostrarVi questo servizio ma mi trovo costretto , in alternativa muoio nel buio, il buio di un paese che non protegge i propri servitori ...    
in divisa : SOLDATI usa getta ammalati e morti per aver adempiuto al meglio delle nostre possibilita' e con dignita' al nostro credo verso il POPOLO ITALIANO, la la nostra famiglia e il TRICOLORE . Lo stato e' il grande elemosiniere , una entita' che non ha rispettato gli accordi morali, civili e assistenziali , che ha fortificato il mio CREDO , usandolo , prendendo la mia vita e buttandola come un fazzolettino di carta sporco . Mi domando se i rappresentanti delle istituzioni credono nei valori dello Stato cioe' NOI ? Nonostante tutto...... V I V A L' I T A L I A e il P O P O L O per il quale abbiamo dato la vita e non c'e' ne pentiamo".
Il Vs M.llo Marco Diana
 
 
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
8 luglio 2013 1 08 /07 /luglio /2013 17:40
india i 2 marò devono essere liberati,l'inchiesta di TonyI due fucilieri del S.Marco Salvatore Girone e Massimiliano Latorre detenuti in India ormai da più di un anno, con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani, sono innocenti. Lo dimostra un'inchiesta con un'accurata riscostruzione dei fatti effettuata dal giornalista Tony Capuozzo. Una ricostruzione della quale dovrebbero tenere conto i vertici militari, gli avvocati e lo Stato che nonostante le tante rassicurazioni sulla sorte dei due marò sembrano averli dimenticati in India. I due marò si trovano a combattere contro i continui rinvii di un processo che forse si farà ad ottobre o novembre o forse chissà quando. Nella ricostruzione di Capuozzo, che si è avvalso anche della collaborazione dell'ingegnere Luigi di Stefano, già parte civile nel processo di Ustica, lo scenario ipotizzato è il seguente: è il 15 febbraio del 2012, tra le 16.00 e le 16.30 ora indiana, la nave Enrica Lexie viene avvicinata da un'imbarcazione sospetta. A bordo il team di fucilieri della Marina dato che non ha ricevuto nessuna risposta alle segnalazioni luminose ed acustiche, spara alcuni colpi di avvertimento in acqua. L'imbarcazione sospetta si allontana. Dalla Lexie, il comandante Vitelli lancia l'allarme SSAS, avvisando anche la Guardia Costiera Indiana. Alle 23.30 il peschereccio S.Anthony rientra in porto  con a bordo i corpi dei due pescatori indiani. Risultano uccisi da colpi d'arma da fuoco. Il comandante Bosco(del peschereccio St.Anthony) afferma che l'incidente è avvenuto alle 21.30 e allerta la Guardia Costiera Indiana. Sono le 21.36 quando la Guardia Costiera indiana ordina alla Lexie di fare rientro al porto di Kochi, e i due fucileri del S.Marco vengono arrestati. All'improvviso spunta una nave greca:è la Olympic Flair che comunica all'IMO(Organizzazione Marittima Internazionale) di essere stata attaccata da due imbarcazioni pirata, di non avere subito danni e si allontana. Quindi secondo la ricostruzione alle 21.30, nell'oscurità più completa, la nave greca viene attaccata da una nave pirata. Lì vicino c'è anche il peschereccio St. Anthony che viene scambiato dalla nave greca  proprio per un'imbarcazione pirata. In pratica il peschereccio viene a trovarsi tra le due navi e viene colpito secondo la ricostruzione, da colpi sparati dalla nave greca. La dimostrazione di questo, sono i colpi che sono andati a conficcarsi sulle fiancate del peschereccio:la loro traiettoria non è inclinata ma quasi orizzontale:proprio come succede quando si spara dall'alto di una nave più alta verso un'imbarcazione più bassa. Chi è stato a sparare dalla mave greca? Secondo fonti greche a bordo della Olympic Flair, c'era un team di contractors ma erano disarmati. Se  fossero stati armati, avrebbero avuto in dotazione armi con il calibro della NATO. La ricostruzione dimostra come si sarebbero realmente svolti i fatti. Perchè nessuno la tiene in considerazione come ulteriore prova per la dimostrazione dell'innocenza dei due marò? Perchè si sta lasciando passare il tempo senza fare nulla di realmente concreto per la loro liberazione? Ancora una volta per i due marò la parola d'ordine sembra essere:aspettare.
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
18 giugno 2013 2 18 /06 /giugno /2013 18:56

gradi esercito3Di certo non si può fare di tutta l'erba un fascio, come dice il proverbio. In ogni categoria lavorativa ci sono le mele marce e questo a quanto pare vale anche per gli ambienti miltari. Molti alti ufficiali sarebbero riusciti a scalare le gerarchie facendo carriera grazie alla loro attività di"promotori" all'estero dei prodotti della grande azienda italiana produttrice di armi, la Finmeccanica. La rivelazione arriva dal Generale Fabio Mini, ex Comandante delle missioni militari in Kosovo  in un'intervista a Enrico Pavesana, sul "Fatto Quotidiano"di oggi. Il Generale fa le sue rivelazioni in vista della possibile approvazione prevista per domani, al Consiglio dei Ministri, di un provvedimento del pacchetto di norme per la semplificazione. Se il provvedimento passerà, verrà apportata una modifica al codice dell'Ordinamento Militare, e "La Difesa potrà svolgere per conto di stati esteri attività di supporto tecnico-amministrativo ovvero contrattuale per l'acquisizione di materiali d'armarmento prodotti dall'industria nazionale". Ma come dice il Generale Mini nell'intervista:"L'approvazione di questa norma ufficializzerebbe una prassi consolidata, ma sottaciuta, che ha sempre visto i nostri Generali, in missioni all'estero, come rappresentanti militari o comandanti di operazioni, attivamente impegnati in attività di promozione". Il Generale parla anche della sua esperienza personale raccontando come in qualità di rappresentante militare italiano a Pechino, gli fosse stato chiesto di  fare attività di promozione della tecnologia militare al governo cinese, ma forse  non aveva buone doti di promotore, dato che l'esperienza non andò a buon fine. Racconta però dei suoi colleghi che grazie a questa attività sono riusciti ad ottenere risultati davvero eccellenti:"Non conosco colleghi che non l'abbiano fatto, e molti, quelli che io chiamo"piazzisti"hanno costruito così le loro carriere e le loro ricchezze. Ovviamente quest'attività di promozione viene premiata da Finmeccanica. Questi servigi vengono ricompensati con importanti avanzamenti di carriera oppure con un pagamento sottoforma di importanti incarichi aziendali e ricchi contratti di consulenza una volta in pensione". Ma c'è di più"Tutti i Capi di Stato Maggiore sono"nominati"da Finmeccanica, e a volte persino i Ministri della Difesa, come dimostra il caso di Di Paola. Ma penso anche al suo amico Venturoni ex Capo di Stato Maggiore ai vertici di Finmeccanica, per aggirare il divieto di consulenza durante i cinque anni di servizio ausiliario molti ex Capi di Stao Maggiore diventano improvvisamente inabili, passando subito alla riserva che non prevede divieti di sorta". Insomma il classico sistema all'italiana del "tu fai un favore a me, e poi io faccio un favore a te. 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
10 giugno 2013 1 10 /06 /giugno /2013 18:52

Roma celebarti i funerali del maggiore La Rosa"Sapeva bene che amare può portare a morire per l'altro. Era un ragazzo determinato, generoso e sensibile attento ai più deboli e bisognosi, fiero e d orgoglioso della sua professione". Con queste parole, Monignor Pelvi ha voluto ricordare il Maggiore dei Bersaglieri Giuseppe La Rosa, rimasto ucciso nell'attacco dei talebani sabato scorso a Farah. Giuseppe, come ogni militare sapeva che poteva andare incontro alla morte ma era contento di svolgere il suo lavoro con passione per aiutare gli altri in un teatro difficile come quello afgano. I funerali sono stati celebrati alle 18.00 a Roma presso la Basilica di S.Maria degli Angeli, erano presenti il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. il Presidente della Camera Boldrini, il Ministro della Difesa Mauro e il Ministro degli Interni Alfano. "Caro Giuseppe, l'Italia tutta,particolarmente chi ti ha voluto bene e che tu hai tanto amato, coloro che ti sono stati vicini e continuano il tuo impegno umanitario ti dicono grazie per avere reso noi più capaci di sperare nell'unità della famiglia umana", ha proseguito il Monsignor Pelvi durante la sua omelia, ricordando anche il lavoro dei militari impegnati nelle tante missioni all'estero.  Ha avuto parole di esortazione a non mollare, nonostante le tante difficoltà:"Non possiamo tirarci indietro, proprio nella situazioni di maggiore dolore. Sosteniamo invece, ogni tentativo che può condurre alla sicurezza e alla pace dei popoli bisognosi di cooperazione e di solidarietà". Fuori dalla basilica tante le persone comuni che hanno voluto tributare l'ultimo saluto al Maggiore La Rosa morto  in un attentato mentre svolgeva il suo lavoro, come i tanti soldati italiani caduti in questa missione. Sarebbe dovuto rientrare in Italia a settembre.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
3 giugno 2013 1 03 /06 /giugno /2013 17:52
cagliari salvate il soldato diana vittima dell 'uranio impoLa sua è una storia di quelle che non si vorrebbero mai raccontare. E'la storia di un Maresciallo dei Granatieri di Sardegna, Marco Diana, di Villamassargia(Ca)ammalatosi di cancro a causa dell'uranio impoverito dopo avere partecipato a varie missioni all'estero. Nonostante varie commissioni mediche gli abbiano riconosciuto l'invalidità per causa di servizio, Marco è costretto a sopravvivere con una pensione di invalidità minima, con la quale si deve pagare le costose cure e gli spostamenti fuori dalla Sardegna nei vari ospedali. Oltre il danno inoltre la beffa: perchè si sente tradito e abbandonato dallo Stato, ma anche dal Ministero della Difesa. Abbandonato è il termine esatto, perchè Marco adesso si vede costretto a vendere la propria casa per potersi pagare le cure. Nessun giornale parla della sua drammatica vicenda. E'un appello disperato, affidato al buon cuore degli italiani quello che si può leggere sulla bacheca di Facebook: "Amici miei a causa del'inadempienza del ministero della difesa e dei vari comandi militari competenti nel territorio e dei loro comandanti, se voglio continuare a restare vivo e curarmi, sono costretto a mettere in vendita tutto cio che possiedo, la mia casa interamente arredata e la vigna e qualche terreno, vi chiedo la cortesia di diffondere questo annuncio in modo che se ci fosse ovunque qualcuno interessato mi puo contattare qui in privato grazie .
vi ringrazio di cuore per tutto cio che potete fare nel diffondere questo mio appello disperato . vi ringrazio con amore vostro maresciallo marco diana". E in queste ore sono molti gli italiani che scrivono messaggi e incitano  Marco  a continuare a combattere  la sua battaglia e a vincerla.
 
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
21 maggio 2013 2 21 /05 /maggio /2013 17:15

roma lettera dei carabinieri che si ribellano ai t-copia-1 La lettera qui riportata forse non mancherà di suscitare le solite polemiche all'italiana. E' la lettera(sul sito:pianetacobar.eur) scritta dall'Appuntato Scelto dei Carabinieri Vincenzo Romeo, Rappresentante nazionale dell'Arma dei Carabinieri, nella quale rivolgendosi ai Ministri della Difesa e degli Interni del nuovo governo, descrive la drammatica situazione di incertezza(comune a tanti italiani in questo periodo),protestando contro i tagli effettuati sulla sicurezza e sul personale dell'Arma.I tagli andrebbero fatti senza dubbio su ben altri stipendi e privilegi. 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

AL MINISTRO DELLA DIFESA

AL MINISTRO DEGLI INTERNI                    

 Enrico, Angelino, Mario, cittadini italiani, uomini di Stato, uomini di Governo. Presidente del Consiglio, Ministro degli Interni, Ministro della Difesa di questo Governo della speranza, per tutti i cittadini italiani, per tutti noi, Carabinieri. 

In questa settimana, come tante, passa avanti agli occhi dei Carabinieri d’Italia tutto quello che è la nostra vita, il nostro ruolo in questa società, il nostro sacrificio per questo paese, per il nostro paese.  Mercoledi a Torino alla scuola allievi carabinieri hanno giurato 75 carabinieri , dei 240 che costituiscono l’arruolamento, il turn over del 2012 a fronte di  oltre 2000 unità che sono andate in pensione, scelta di Governo con la spending review.  Sabato il sacrificio di Tiziano della Ratta, Appuntato dei Carabinieri, che per l’ordine e la sicurezza pubblica di questo Stato è stato chiamato ad intervenire in una rapina. Un conflitto a fuoco lo ha condannato a lasciare moglie e un figlio che ad un solo anno di età deve rinunciare al padre, eroe, che ha dato la vita per lo Stato Italiano.  Il Maresciallo capo Domenico Trombetta, che era con lui, convivrà con 5 cicatrici da colpi d’arma da fuoco sulla pelle.  Domenica mattina, avanti a palazzo chigi, il Brigadiere Giuseppe Giangrande  e il  Carabiniere Scelto Francesco Negri hanno dovuto fare da bersaglio in un attentato mirato ad un uomo di Governo.  Francesco, ferito, ha subito un intervento chirurgico. Giuseppe, colpito al collo, dopo una delicata operazione, dovrà superare la prognosi riservata per una lesione interna. 

Non è la prima volta che un carabiniere sacrifica la propria vita, non è la prima volta che un carabiniere rimane ferito, non è la prima volta che la vita di un carabiniere è in gioco.  Ma è la prima volta che un Carabiniere è stanco di dover combattere per difendere la propria dignità di uomo in divisa al servizio dello Stato.

E’ la prima volta che un carabiniere si trova difronte ad uno stipendio non corrisposto per cio’ che gli compete. Il blocco del tetto salariale del 2010 è stato “sanato”, per la nostra specificità, con uno stanziamento “una tantum” che non è coperto e che non ha corrisposto il 50% delle spettanze di avanzamenti, scatti di grado, indennità di anzianità ai Carabinieri di ogni ordine e grado che per il triennio 2011-2013 aveva maturato cio’ che gli spettava dopo anni di lavoro in questa istituzione al servizio dello Stato.  Nel 2013 sarà corrisposto solo il 13%, cioe’ nulla.  Il blocco contrattuale, fermo al 2006, si protrarrà sino al 2014.  La pensione del collega che ci ha lasciato è di 900 euro mensili. Non solo la sua, ma di decine di migliaia di Carabinieri che ad oggi, sanno che fra 25 anni e piu’ questa sarà la tanto maturata pensione.  La ragioneria dello Stato ha fatto uno studio per recuperare somme necessarie per l’economia del paese, prevede il taglio del 10% della parte previdenziale dello stipendio del carabiniere. 

Cari Enrico, Angelino e Mario, i carabinieri sono davvero stanchi di assistere a questa violazione della propria dignità. Carabiniere è a difesa della dignità dello Stato, della propria dignità di uomo dello Stato e di cittadino italiano.  Non possiamo andare avanti cosi’.  Non si puo’ morire per il paese e il paese ci riserva questo trattamento. Non è accettabile da chi è tutti i giorni, con la propria vita, al servizio del paese, della sicurezza e dell’ordine pubblico di una comunità che vede crescere giorno dopo giorno criminalità e delinquenza.  In queste ore i colleghi stanno esprimendo sconcerto, delusione, malcontento. I colleghi ci chiedono di reagire nel far sentire la voce dei carabinieri per la nostra dignità di uomini in divisa con una propria specificità, calpestata dalle scelte di Governo. 

L’economia del paese non puo’ passare per tagli alla sicurezza, agli uomini del comparto.  I tagli stanno facendo implodere le singole amministrazioni che con le scelte di recupero economico vanno sempre ad incidere sul personale.   Non è accettabile che a fronte di tutto quello che abbiamo visto e gli scandali dell’economia nazionale e politica vanno a pagare gli uomini in divisa al servizio del paese.  I nostri stipendi esigui che non ripagano certo il rischio della propria vita non possono essere la salvezza dell’economia del paese.  I tagli vadano fatti nelle dinamiche economiche nelle spese di Governo per affitti e costi di gestione di strutture pubbliche e intrecci politici. Abbiate il coraggio delle scelte, abbiate il coraggio di recuperare dove lo spreco è noto a chi governa e non dalle tasche delle famiglie degli uomini al servizio dello Stato.  Salvare banche, sottacere gli scandali economici che hanno assorbito miliardi di euro di soldi pubblici con i quali avremmo salvato il paese da una crisi provocata da governo e politica, e non certo da chi ha servito e serve questo paese con dignità e senso del dovere. 

 Siate responsabili, sentite il peso delle scelte, sappiate avere il coraggio di fare le scelte, quelle vere, quelle per la gente di questo paese. Sappiate dare dignità a chi rappresenta questo paese, a chi viene preso a bersaglio per colpire lo Stato, la politica, il Governo. 

 Noi, carabinieri, siamo stanchi. Noi cittadini di questo paese siamo stanchi. La nostra dignità la difenderemo senza alcun compromesso, per noi, per le nostre famiglie, per i nostri figli. 

Che il vostro sia un incarico di Governo che dia risposte a questo paese, ai cittadini di questo paese, che ridia dignità agli uomini in divisa al servizio di questo paese.

 

Vincenzo Romeo,

Appuntato Scelto nei Carabinieri, Appuntato per le scelte di Governo,

Rappresentante nazionale dell’Arma dei Carabinieri

900 euro di pensione garantita fra 25 anni

200 euro in meno al mese per il blocco del tetto salariale

Dignità che sarà difesa come uomo e come cittadino di questo paese.

 

 

 

 

 
 
 
 
                      
   
                              
   
          
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
6 maggio 2013 1 06 /05 /maggio /2013 15:08

foto-generale-brigata-sassari-manca.jpgNon ha certo peli sulla lingua il Generale Nicolò Manca, primo Comandante sardo della Brigata Sassari, quando si rivolge ai politici italiani in un'intervista riportata oggi sul quotidiano"La Nuova Sardegna", di certo"li metterebbe tutti in fila, testa alta,petto in fuori e march!al lavoro, a risolvere i nodi che soffocano l'Italia". Le sue parole esprimono quello che pensano molti italiani. Il Generale Nicolò interviene sulla vicenda dei due Marò detenuti in India con un gesto eclatante:restituisce allo Stato le sue medaglie come gesto di protesta.  Non ha mai potuto essere testimone davanti alle ingiustizie ma è sempre dovuto intervenire:"(...)""Io devo essere partecipe, se vedo un bullo, uno che per strada provoca, è prepotente,lo raggiungo per fargli capire che sta sbagliando, lo so nemmeno a 70 anni, quel pizzico di balentia che mi porto dentro e che ho ereditato con il dna nascendo a Ortueri, va a riposare, le ingiustizie proprio non le sopporto ridateci i marò". Sul caso dei due Marò, il Generale Manca non ha dubbi, è criticverso la classe politica:"Non hanno coraggio nè orgoglio, ma guardate il Presidente del Consiglio Letta, ha appena scelto i ministri e che fa?Va a nominare l'Ambasciatore Staffan de Mistura suo inviato speciale presso il governo indiano. E il Ministro della Difesa che ha fatto?La prima scampagnata in Afghanistan anzichè andare in India dove sono agli arresti i suoi soldati. E cosa dire  della magistratura indiana che limita i movimenti del nostro Ambasciatore a New Delhi in violazione della Convenzione di Ginevra?"Siamo il quarto paese al mondo per spese e impegno militare nelle missioni di pace, abbiamo una credibilità elevatissima, come possiamo rinunciare a farci valere in una situazione come questa?La verità è che i nostri politici sono impegnati in altro". E il coraggio non gli è certo mancato, nemmeno in passato quando il Ministro Previti avrebbe voluto sciogliere la Brigata Sassari e lui disse:"Dovreste mandare a casa questo governo dove più della metà dei rappresentanti è inquisito". Bertinotti, l'allora Presidente della Camera si infuriò:"Un Generale che parla così deve essere prima di tutto messo in galera". Il suo pensiero va anche al dramma che stanno vivendo le famigile dei due fucilieri del S.Marco."Di chiaro c'è un solo elemento, ogni giorno che passa accorciamo la vita ai due Marò e ai loro familiari"(...) ci vuole una ferma presa di posizione da parte del Presidente dela Repubblica che solleciti la volontà politica e la determinazione che andava dimostrata fin dallinizio di non cedere ai ricatti degli indiani e ricordando a New Delhi che potremmo irrigidirci sul fronte della tolleranza elargita a quanti di loro vivono e fanno affari in Italia".  Cita inoltre gli esempi di americani e israeliani che senza pensarci su, sarebbero disposti ad andare a riprendersi i loro uomini. Di certo se potesse il Generale Manca andrebbe lui stesso di persona a riprendere i Marò, d'altronde lui che è stato al comando della gloriosa Brigata Sassari, non ha mai abbandonato i suoi soldati. Il suo gesto di restituire le medaglie vale di più di mille parole. Nessuno deve essere lasciato indietro.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
30 marzo 2013 6 30 /03 /marzo /2013 19:27

    maro-10-copia-1.jpg"La morte dei pescatori indiani è un'invenzione"a dirlo è il Comandante in seconda della Enrica Lexie, la nave a bordo della quale prestavano servizio i 2 fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo afferma in un'intervista a Radio Capital, aggiungendo così un altro importante tassello per arrivare alla verità su questa intricata vicenda. Sempre nell'intervista, il Comandante Noviello afferma che non sono stati i 2  fucilieri del S.Marco a colpire i 2 pescatori indiani. I 2 marò infatti hanno sparato sì, ma colpi di avvertimento in acqua come prevede la procedura in questi casi. In questo caso un'imbarcazione sospetta si stava avvicinando alla Lexie. Lo scontro a fuoco c'è stato sì, ma all'interno del porto con la guardia costiera locale di Kochi, e si suppone che le 2 morti siano avvenute in quello scontro a fuoco"E per coprire questo errore ci siamo capitati noi di mezzo, anche perchè la Coast Guard di Bombey quando ci ha telefonato ci ha detto esplicitamente di entrare a Kochi che loro avevano catturato 2 barchette sospette pirate e volevano l'eventuale riconoscimento da parte nostra."  Il Comandante della Lexie  ha assistito a tutta la scena:la piccola imbarcazione che si avvicina, Latorre che ha segnalazioni ottiche, ma nonostante tutto quelli delle barchette hanno continuato ad avvicnarsi. In pratica i 2 marò hanno sparato in acqua dei colpi di avvertimento agli uomini che sull'imbarcazione che si stavano avvicinando troppo alla Enrica Lexie. Il Comandante è sicuro:"Non ho visto morti, la morte dei pescatori è un'invezione". Una testimonianza davvero importante questa. Il video integrale dell'intervista si può vedere su Youtube:"Marò:non sono stati i marò a colpire i pescatori". E se non sono stati i marò, sarebbe ora di scoprire chi sono i veri colpevoli e processarli.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
22 marzo 2013 5 22 /03 /marzo /2013 18:58

I due fucilieri del S.Marco sono partiti ieri sera da Brindisi su velivolo militare.Destinazione New Delhi, dove sono giunti oggi scortati dal Sottosegretario agli Esteri Staffan Mistura alle ore 18.00 ora locale(le 13.00 in Italia). "Siamo militari e andiamo avanti"hanno detto Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sul volo che li riportava in India, dove saranno sottoposti al processo una volta che sarà insediato il tribunale che li dovrà giudicare. Grande soddisfazione è stata espressa dal premier indiano"E' stata salvaguardata l'integrità e la dignità dell'ordinamento giudiziario indiano". L'Italia invece non ha salvaguardato la faccia. Una decisione, quella di riconsegnare i 2 Fucileri del S.Marco agli indiani, che è giunta a sorpresa. Era l'11 marzo infatti, quando il Ministro degli Esteri italiano Terzi annunciava che i 2 militari sarebbero rimasti in Italia. Sembrava che la vicenda si fosse risolta positivamente. I 2 marò sarebbero stati giudicati da un tribunale italiano per l'accusa dell'uccisione di due pescatori indiani Non ci sono le prove che i 2 militari siano responsabili del reato a loro ascritto in quanto c'è la prova che non hanno sparato(vedi articolo"i 2 marò non hanno sparato"india.maro-riconsegnati-agli-indiani-infuriano-le-copia-1.jpg su questo blog nella sezione:attualità). Intanto in Italia e sul web infuriano le polemiche per questo inatteso quanto improvviso dietro-front del Ministro degli Esteri. Sale l'indignazione come si può leggere nei vari commenti su Facebook:"Ormai abbiamo perso tutto, con questo anche la faccia","Italiani veri boicottiamo gli acquisti di prodotti indiani!Fuori le palle!Nessuno indietro mai, subito a casa!" c'è anche qualche voce fuori dal coro:"Vi auguro tutta la compassione del mondo, tutte le attenuanti possibili, ma per me non siete assolutamente eroi. Ci Manca solo che vi diano la medaglia!"Italia senza coraggio:ci sequestrano l'ambasciatore e gli rimandiamo i marò.L'Europa unita per i fatti suoi, la NATO che si dimenticata dell'art.5 e non ci tutela, ma stiamo più inguaiati dell'India dove non siate tanto sicuri che la condanna a morte è scongiurata". Infatti c'è da dire che i 2 marò sono stati riconsegnati agli indiani dietro la promessa che non verranno condannati a morte. Tra gli altri commenti si legge anche:"Che Dio vi protegga, perchè a parte noi(che purtroppo nulla possiamo)non hanno più nessuno su cui contare. Grazie politicanti di merda." "Vergogna" "Mi vergogno di essere italiano","Che figura di merda","Una vergogna insostenibile","Questo è il paese dove l'onore non esiste più come valore, grazie a tutti i vertici e ai loro lacchè superstipendiati","Non c'è più rispetto per la nostra bandiera colpa di alcuni politici, l'onore è un valore come il nostro tricolore,questi marò non sono 2 burattini, io manderei il figlio di Monti in India", "Premesso che non dò per scontato che siano innocenti, è stato un errore annunciare che non sarebbero rientrati, se non erano sicuri di poterlo fare, per le famiglie e per gli italiani. Questa politica inetta non sa proteggere i propri cittadini, il Ministro deve rispondere". E il Ministro risponderà, darà le sue spiegazioni su questo clamoroso dietro-front, lo farà martedì quando assieme al Ministro degli Esteri Giulio Terzi riferirà in Parlamento. Nel frattempo in Italia infuriano le polemiche e i dibattiti su quanto accaduto. Forse questa volta l'Italia ci ha davvero perso la faccia.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento