Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
14 ottobre 2013 1 14 /10 /ottobre /2013 15:50

Nella vita non bisogna mollare mai, nemmeno quando tutto sembra remarci contro e sembra non ci sia nessuna via d'uscita.C'è sempre una speranza.Non molla e non si abbatte il marò Salvatore Girone da più di 600 giorni trattenuto in India assieme al suo commilitone Massimiliano Latorre, con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani.Salvatore non ha smesso di studiare per poter sostenere gli esami di accesso al quinto anno per conseguire la maturità. Domani sempre che sia possibile, e che non ci siano difficoltà nella connessione internet, a causa di un'alluvione che si è abbattuta sull'India,  Salvatore Girone avrà la possibilità di connettersi via Skype con l'Istituto tecnico industriale Marconi di Bari, per sostenere la prova scritta e in seguito le altre prove che gli consentiranno l'accesso al quinto anno. Salvatore infatti si era iscritto al corso serale per poter studiare e sostenere l'esame di accesso alla maturità. Il collegamento via Skype è previsto per domani mattina salvo imprevisti, quando l'Ambasciata di New Delhi si collegherà all'Istituto Marconi di Bari e il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone potrà sostenere la prova scritta, due giorni dopo, dovrà sostenere l'esame orale. E' la dimostrazione che anche tra mille difficoltà se si vuole raggiungere un obiettivo non bisogna arrendersi mai.india-il-maro-salvatore-girone-sostiene-esami-maturita-vi.jpg

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
12 ottobre 2013 6 12 /10 /ottobre /2013 18:56

foto corso criminiRicevo e pubblico questo interessante articolo di Monica Palermo:

 

Roma 12 ottobre,2013

Presso la sala conferenze della Questura di Roma di Via Statilia è stato presentato Il “Corso Analisi Crimini Violenti”, organizzato dall’AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia), osservatorio nazionale di stalking e dal COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia. Più di un centinaio di persone hanno assistito alla presentazione del corso, giunto alla diciasettesima edizione.

“… 1 vittima su 4 è recidiva almeno due volte … spesso sono donne che hanno 2, 3, 4, 5, esperienze di violenza o più, o dalla stessa persona o da persona differente.” (coazione a ripetere ndr), con queste parole lo psicologo Massimo Lattanzi, ha introdotto le attività dell’associazione, rivolte sia uomini che donne che sono “vittime” di violenza e le finalità del corso, che si terrà  a Roma da ottobre 2013 a giugno 2014, ha poi aggiunto che il centro si occuperà “di dare un apporto con delle forme di prevenzione che ad oggi non sono mai state applicate”. 

“Il lavoro del poliziotto è sempre piu difficile. I nostri ragazzi in divisa vengono spesso scambiati per la casta.” Con questa affermazione il Questore di Roma Fulvio della Rocca ha invece spiegato il duro compito dei poliziotti in continuo contatto con crimini violenti e ha ricordato come spesso il rancore verso i politici si traduce in violenza verso chi indossa una divisa, riferendosi all’episodio di Palazzo Chigi, quando “il pazzo di turno” non potendosi sfogare sulla forza politica si è sfogato contro il brigadiere dei carabinieri Giuseppe Giangrande.

La presentazione del corso, rivolto a studenti, operatori del settore, psicologi, è poi continuata con gli interventi dei docenti presenti in sala.

La Dott.ssa Tiziana Calzone, ha illustrato l’analogia tra la vittima e il presunto autore “la vittima ha delle caratteristiche simili a quelle del presunto autore … questa connessione porta a una collusione tra questi due personaggi”. Questo uno degli aspetti che verrà approfondito durante la sua lezione di victim profiling, dove illustrerà inoltre la lettura del protocollo preventivo riparativo, orientato a comprendere questo conflitto.

Ha preso poi la parola la Dott.ssa Elia Cursaro, che durante la sua lezione analizzerà il DL 93/2013 che “è oggetto in questi giorni al Senato e dovrebbe essere convertito in legge entro lunedi 15 ottobre…che riguarda la violenza domestica, i reati sessuali, i maltrattamenti, che riguardano tutti, sia uomini che donne, tutti “devono sentirsi ugualmente tutelati”. Verrà poi analizzata la convenzione di Instanbul e la normativa sullo stalking.

Infine è intervenuta la Prof.ssa Paola Volpini, che nella sua lezione affrontera il ruolo dei criminologi e dei media. Non esiste un albo dei criminologi ma professionsti con background diversi: sociologi, psichiatri forensi, medici legali, etc.  Ha poi parlato dell’importanza del ruolo dei media e in cosa consiste l’aspetto comunicazionale di un’azione violenta: “La violenza ha sempre una matrice comunicativa … ha dei significati che vengono attribuiti dall’autore nei confronti della vittima che possono essere anche significati simbolici.”

Il Prof. Lattanzi ha poi continuato ad illustrare chi saranno gli altri docenti del corso. In ultimo è stato dato spazio alla platea per porre domande.

Il corpo docente, formato da professionisti di comprovata esperienza e competenza come il già Generale Luciano Garofano, Prof. Alessandro Meluzzi, Prof. Accursio Gennaro, Prof. Marco Cannavicci, Prof Arturo Bevilacqua e tanti altri, sarà di 100 ore e durerà da ottobre 2013 a giugno 2014, si occuperà di didattica frontale, analisi di casi, ci saranno seminari di approfondimento e infine la preparazione alla verifica finale. Il corso si svolgerà a Roma, a giovedi alterni, nel pomeriggio, nella sala conferenze della Questura di Via Statilia, 30.

Il corpo docente fornirà le conoscenze specifiche della criminologia, del diritto, della psicologia, del criminal profiling, della medicina legale, delle neuroscienze, delle scienze forensi e della grafologia.

A coloro che non supereranno il 20% di assenze e parteciperanno alla verifica finale, verrà rilasciato l’attestato di competenza in Analisi Crimini Violenti.

Icosti del corso saranno differenziati a secondo della categoria di appartenenza: studenti universitari, operatori del settore, iscritti al COISP. Per ulteriori informazioni e richiedere il modulo per la domanda di iscrizione al corso, inviare una mail all’associazione: aipc@email.it

Monica Palermo

 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
10 ottobre 2013 4 10 /10 /ottobre /2013 16:00

india-quelle-prove-che-dimostrano-l-innocenza-dei-2-maro-e.jpgI due fucilieri del S.Marco Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono innocenti:la loro innocenza sarebbe dimostrata dalle prove esistenti e da alcuni errori commessi dal Tribunale del Kerala. La prima prova a favore dell'innocenza dei 2 marò è la perizia balistica effettuata dal Tribunale di Kollam il 29 febbraio del 2012, perizia alla quale non furono ammessi due esperti nominati dalla difesa:questo stesso fatto, secondo quanto riportato dal blog:"Opinione Italia"potrebbe invalidare la perizia in un qualsiasi tribunale di uno stato di diritto. Quindi la perizia non sarebbe valida e dovrebbe essere rifatta. C'è poi la brutta storia delle prove sparite:il Tribunale di Kollam ha fatto riconsegnare ai familiari le salme dei due pescatori indiani uccisi come del resto il peschereccio St. Anthony,  che è stato riconsegnato al suo proprietario. I corpi dei due pescatori e il peschereccio sono due reperti giudiziari fondamentali, eppure il Tribunale di Kollam ha deciso di non fare eseguire una nuova autopsia su quelle salme nè tantomeno consente l'analisi del peschereccio da parte degli esperti della difesa. Ma veniamo all'autopsia effettuata sui corpi dei pescatori indiani:il proiettile rinvenuto ha delle misure incompatibili con quelle in dotazione ai due marò. Il calibro è 7.62 mm, mentre il calibro dei proiettili in dotazione ai marò è  di 5.56 mm. Poi ci sono i numeri di matricola dei fucili  che hanno sparato contro i due pescatori e che sono stati sequestrati dalle aiutorità indiane:non si tratta di fucili in dotazione ai marò che si trovavano sulla Lexie.  Adesso gli indiani vorrebbero interrogare altri quattro marò che si trovavano a bordo della Lexie e per fare questo pensano di inviare al più presto in Italia alcuni funzionari della NIA, la polizia investigativa indiana.Perchè vogliono interrogarli? A quanto pare per dimostrare la tesi indiana, e  cioè che il team di militari a bordo della Lexie si scambiava i fucili. Ci sono le prove che testimoniano l'innocenza dei due fucilieri del S.Marco e i tanti errori commessi dal tribunale indiano, ma è anche vero che forse i tanti intoppi e ritardi per liberarli sarebbero determinati da grossi interessi economic. Interessi economici come la fornitura dei 12 elicotteri Augusta, fornitura attualmente ancora bloccata dopo lo scoppio dello scandalo Finmeccanica in Italia. E intanto il tempo passa, dopo più di un anno i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si trovano ancora in India, con una diplomazia italiana che non sta facendo  tutto il possibile per riportare i due militari in patria. Chi non li dimentica sono i tanti italiani che su Facebook hanno creato tante pagine in loro sostegno, il 13 ottobre è stata indetta "La giornata del digiuno nazionale pro Marò". Tante iniziative e tanta solidarietà da parte della gente comune per due militari servitori dello Stato, abbandonati proprio dallo stesso Stato al quale hanno giurato fedeltà.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
3 ottobre 2013 4 03 /10 /ottobre /2013 17:57

maròSituazione sempre più a rischio e complicata per i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, da più di un anno in India con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani. Si trovano in India in attesa di un processo più volte rinviato, e nonostante alcune prove dimostrino la loro innocenza(vedi articoli su questo stesso blog alla sezione attualità:India,sulla vicenda). Secondo la rcostruzione effettuata dal giornalista Tony Capuozzo i colpi d'arma da fuoco che hanno ucciso i pescatori indiani sarebbero stati sparati da una nave greca e non dai due fucileri del S.Marco, c'è poi anche una perizia balistica a sostegno della loro innocenza. Ma gli indiani sembrano non tenerne conto e vorrebbero sentire anche gli altri  quattro marò che si trovavano a bordo della nave quel 15 febbraio del 2012. La vicenda dei due marò è approdata anche sulla pagina Facebook del Ministro degli Esteri Emma Bonino, molti i commenti degli italiani su questa intricata vicenda, commenti forse scomodi, dato che più di 50 sono stati cancellati dalla pagina(poi ripostati sul sito"altrainformazione")tra i tanti, quello di Giorgio Caruso:"Ministro perchè non avete essendo il caso marò la priorità di questo governo, come da voi sostenuto, messo nella vostra agenda il suddetto caso durante i lavoro dell'Assemblea Generale dell'ONU a New York? Avete perso una grossa occasione preferendo ostinarvi in incontri bilaterali che in quasi 600 giorni prodotto nulla".Perchè il Ministro ha fatto cancellare commenti come questo?  Una cosa è certa, i due fuclieri del S.Marco possono contare sulla solidarietà dei tanti italiani che hanno dedicato a loro pagine Facebook, e che continuano ad organizzare manifestazioni di solidarietà in loro favore. Chi sembra davvero averli dimenticati e non sostenerli è il governo:"Non è accertata la colpevolezza e non è accertata l'innocenza.I processi servono a questo"così parlò il Ministro Bonino. riguardo alle sorti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. "Le nubi che si addensano sono fosche se persino il Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana  che dovrebbe difenderne l'innocenza si esprime su Facebook dicendo che esiste l'ipotesi che siano colpevoli, e che non è affatto accertata l'innocenza contraddicendo il principio dell'innocenza fino a prova contraria che pare non valere per i nostri soldati. L'arrendevolezza italiana è totale, in spregio a tutti i trattati internazionali sembra quasi che si sia già deciso anche a Roma per un semaforo verde alla condanna, c'è acquiescenza assoluta e questo è a mio personale avviso totalmente inaccettabile  per qualunque membro delle forze armate impegnato all'estero". Così la pensa invece il Generale dell'Esercito Fernando Termentini in un'intervista rilasciata a "Affari Italiani"riguardo alla vicenda.La domanda che tutti gli italiani si fanno invece è:quando Massimiliano Latorre e Salvatore Girone potranno rientrare in Italia? 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
29 settembre 2013 7 29 /09 /settembre /2013 15:05

foto-addestramento1.jpeg 

Ricevo e pubblico l’interessante articolo di Monica Palermo relativo alle esercitazioni dei militari italiani in partenza per il Libano.

 

 

 L’esercito organizza un “Media Day” prima di partire per il Libano 

 

Monte Romano (VT), qui si esercitano gli uomini del contingente italiano della JTFL (Joint Task Force Lebanon) comandati dal Generale Maurizio Riccò, della Brigata “Granatieri di Sardegna”, che partiranno per il Libano e dovranno essere altamente istruiti e preparati per fronteggiare un teatro, dove, sotto l’insegna delle Nazioni Unite si troveranno a operare in sinergia con le Forze Armate di altre 8 nazioni: Finlandia, Brunei, Slovenia, Malaysia, Irlanda, Ghana, Corea del Sud, Tanzania.

Circa 1.000 soldati tra uomini e donne, più di 400 tende montate, 31 reparti in addestramento:  numeri da brivido, per un’esercitazione molto complessa!

“Il binomio tecnologia ed essere umano soldato sono in realtà estremamente connessi. L’aumento della tecnologia comporta un aumento delle capacità tecniche e addestrative dell’uomo.” Con queste parole il Generale Maurizio Riccò illustra alla stampa come le capacità tecniche e addestrative siano di primaria importanza per essere all’altezza di fronteggiare una sempre più alta tecnologia.

A tal proposito il Generale ha organizzato un “Media Day”, per dar modo alla stampa di osservare da vicino vari momenti delle esercitazioni,degli addestramenti,nei quali è di primaria importanza la preparazione del soldato professionista affiancato da una tecnologia sempre più raffinata.

Il Maggiore Fabiano Feliciani, con la sua pazienza e preparazione, ha fatto da Cicerone e da tramite tra noi “addetti ai lavori” e le varie isole addestrative, dove i reparti svolgono le loro esercitazioni in previsione di una loro attiva partecipazione nel teatro Libanese. Il nostro “tour” è stato a bordo del mezzo ruotato leggero, un VM90. Lo scenario che abbiamo visto era esattamente come sarà quello dove i nostri soldati opereranno in Libano, esercitazioni programmate ed esercitazioni estemporanee per mantenere sempre uno stato di allerta e per far fronte e dominare l’adrenalina che li accompagnerà nelle loro missioni, il tutto senza un limite d’orario, tutto può accadere nell’arco delle 24 ore.

Monica Palermo

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
22 settembre 2013 7 22 /09 /settembre /2013 18:44

roma-manifestazione-poliziotti-a-roma-25-settembre.jpg Per la prima volta scenderanno in piazza il 25 settembre a Roma assieme ai cittadini:i poliziotti si ribellano e dicono no ai tagli del governo. Il Movimento dei poliziotti ha organizzato una manifestazione dal titolo eloquente."Operatori delle Forze dell'Ordine in mutande chi partecipa con noi?"si legge sulla pagina Facebook del "Movimento dei Poliziotti". Al momento sono tantissime le adesioni della gente comune che ha deciso di unirsi ai poliziotti nella loro protesta e continuano ad aderire numerosi in queste ore.  La manifestazione avrà luogo il 25 settembre 2013 partirà da Piazza della Repubblica per poi spostarsi alle 10.45 in Piazza Viminale. In esclusiva al blog "la sottilelinearossa"  la lettera di Roberto Maccione, Segretario provinciale di Genova per l'A.D.P.(Autonomi di Polizia)per il Movimento Poliziotti, descrive la situazione critica e di di ordinario disagio nella quale versano le forze dell'ordine. 

La verità delle divise:

 "Al giorno d'oggi le divise stanno vivendo una situazione di estremo disagio.Girando per le caserme si possono vedere gli effetti dei pesanti tagli che governi di ogni tipo e colore politico hanno portato avanti in maniera chirurgica. Ci sono caserme in cui sotto gli occhi di cittdini italiani e stranieri a causa di pulizie ridotte al minimo si possono "ammirare" bagni aperti al pubblico in condizioni igieniche da quinto mondo, oppure muri destinati a non vedere un goccio di vernice per decenni. Per non dire poi di chi lavora in quegli uffici, Poliziotti con divise rattoppate e consumate, operatori con età media di cinquant'anni, totalmente sfiduciati e disillusi di poter vedere migliorare la situazione. In questi uffici bisogna inventarsi come riciclare ed economizzare su tutto, in pimis la carta. Con computer ministeriali che nessuno si oserebbe comprare da privato. Poi basta scendere nei garage per vedere un altro problema grave, veicoli parcheggiati in attesa di riparazioni, in attesa di autorizzazioni superiori per poter spendere i soldi. A volte può anche capitare che, finiti i soldi a bilancio per le riparazioni e le spese di gestione dei veicoli, ci siano macchine che rimangono ferme settimane per due lampadine bruciate. Per non parlare di quelle macchine che, bontà loro, nonostante la loro vetusta età si ostinano a funzionare, tipo vecchie "Punto" scalcagnate con le quali si spera sempre di non dover inseguire nulla piu che un motorino di cilindrata 50. Volanti guidate da cinquantenni non incentivati in nulla. Dopo trent'anni di turni, festivi e notturni compresi, senza speranza di essere avvicendati da uno di quei sparuti giovani che vengono assunti al giorno d'oggi. Che poi anche loro tanto giovani non lo sono mica tanto. Una volta si entrava in polizia appena terminata la scuola, oggi bisogna passare da anni di militare e passaggi burocratici che fanno si che un agente prende servizio intorno ai trent'anni. Magari dopo aver fatto missioni di peacekeeping, che di certo li possono formare a varie forme di attitudini ma nessuna delle quali applicabili in polizia nel servizio sul territorio nazionale. In altre caserme, quelle dei reparti mobili (Polizia di Stato) e dei battaglioni (CC e GDF) gli eredi dei cosiddetti celerini,troviamo il personale deputato alla difesa dell'ordine pubblico e alla difesa del sacrosanto diritto di manifestare senza turbative. Persone abituate ad essere considerate niente piu che picchiatori ignoranti, la cui professionalità invece è aumentata tantissimo negli ultimi anni. Personale che a dispetto delle famiglie può essere impiegato a volte senza preavviso per ogni tipo di emergenza e calamità. Personale impiegato in strutture come C.I.E C.A.R.A. e via dicendo, dove ogni giorno si vivono situazioni difficili. Personale che ogni mese aumentata il proprio "credito" con lo stato. Infatti ogni mese, si accumulano ore di straordinario che lo stato non vuole pagare. Questo succede anche per chi fa attività di indagine contro le criminalità organizzate. Oppure per quelle questure e commissariati che in sicilia vivono quotidianamente l'emergenza sbarchi. Per non parlare del particolare caso dell'indennità autostradale per i colleghi che lavorano nella specialità della Polstrada. Specialità che rappresenta il 14% del personale totale della Polizia ma che ha avuto il 40% dei caduti in servizio negli ultimi anni. Cifre impressionanti. Specialità alla quale spetta una speciale indennità per il personale impiegato in ambito autostradale. Tale indennità viene versata dalle società che gestiscono i tratti autostradali (autostrade per l'italia ecc) al ministero in tempi abbastanza brevi. però poi il pagamento ai colleghi di quanto dovuto si perde, per finanziare l'indennità del 2011 (si di due anni fa) il governo ha dovuto inserirlo in un decreto apposito. Ma quanto versato dalle società autostradali dove finisce? Perché viene corrisposto con fatica e in grave ritardo? Purtroppo sono tante le problematiche che ogni giorno devono affrontare le divise italiane, quelle qui elencate sono solo una piccola parte". Questa descritta nella lettera è la verità di una divisa che ogni giorno deve combattere la sua guerra per difendere i cittadini  tra mille difficoltà e  tanti tagli del governo. Il 25 settembre per la prima volta le divise e i cittadini si ritroveranno dalla stessa parte  della barricata per esprimere la loro ribellione e per cercare di cambiare le cose.

    
   
     
 
 
 
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
21 luglio 2013 7 21 /07 /luglio /2013 18:36

foto anziana al superLa storia di Angela,76 anni denunciata per avere rubato delle mentine in un supermercato non avrà mai gli onori delle prime pagine dei giornali. Eppure la sua storia è simile a quella di tanti italiani che ogni giorno in Italia combattono una guerra:quella contro la disperazione, contro la povertà causata dalla crisi economica. E la classe politica di un paese allo sfascio resta alla finestra a guardare. Perchè di certo ai signori della classe politica mai capiterà di ritovarsi con una pensione da fame a dovere scegliere il prodotto più economico tra gli scaffali di un supermercato.  Angela una donna di 76 anni come tutte le mattine si reca al supermercato “Pam di via Archimede Milano”; tira fuori gli occhiali per controllare i prezzi con cura meticolosa; scarta il prosciutto crudo e il cotto, scarta i salumi, scarta la mozzarella, tutto costa troppo, deve fare una scelta… Sceglie quella con il costo più basso, la infila nel carrello dove ci sono già una scatoletta di tonno e del pan carré.La Signora Angela, si reca verso la corsia dei formaggi, con le dita sfiora il parmigiano, fruga tra i pacchetti alla ricerca di quello meno voluminoso, legge accuratamente ogni prezzo, e poi lo ripone come se avesse un ripensamento sulla scelta.

In verità la Signor Angela non ha abbastanza soldi per comprare il formaggio, decide di andare via, ma é un attimo, vede una scatoletta di Tic Tac alla menta abbandonata vicino al banco frigo, la mano scivola verso la casacca e sospinge la piccola scatolina di Tic Tac nella sua borsa.

Lei non lo sa, ma la scena viene vista dal direttore del supermercato: «Signora, Signora mi scusi può mostrarmi la sua borsa?» Pochi euro, appena tre prodotti. «Un controllo di rito, dice con un sorriso la guardia, mi segua di là»…

Il locale dove si confessano queste minuscole vergogne è un ufficio: lei da una parte, l’anziana dall’altra. «Forse ha dimenticato qualcosa – dice il direttore – sa, a volte capita…» Lei abbassa gli occhi, è rossa in volto, si vergogna, trema…La signora Angela: “É la prima volta, mi creda non sono una ladra; ho lavorato una vita facendo sacrifici per far crescere i miei figli, ed oggi mi trovo qui a rubare una scatoletta di Tic Tac, mi vergogno molto”.

La scatoletta di Tic Tac alla menta finisce sulla scrivania: il prezzo é € 0.75 centesimi.

Nonostante questo, il direttore di nome Valerio non voluto sentire ragioni, ed ha seguito rigidamente il protocollo chiamando la Polizia per denunciare la donna.

 

Arriva la Polizia, dalla macchina scendono 2 agenti di nome Arturo Scongiu e Francesco Console.

Racconta Arturo Scongiu uno dei due agenti:

«quella vecchina indifesa che si scusava e diceva piangendo di non avere i soldi per pagare le mentine tremava come una foglia, ho capito subito che si trattava di una persona che fa fatica ad arrivare alla fine della prima settimana del mese. Le ho chiesto quanto pigliasse di pensione; lei, nascondendosi dietro il mio collega, mi ha risposto 320 euro. Mi ha fatto pena, ho immaginato mia nonna che non ho più, ho aperto il portafoglio e pagato le mentine al direttore».

E il direttore del Pam?
«L’ho chiamato in disparte, c’era tanta gente attorno. Gli ho detto due paroline. A questo punto (eravamo tornati davanti al supermercato) dalle persone che si erano raccolte attorno a noi si è levato un applauso spontaneo, pensa che un signore mi è venuto vicino e mi ha chiesto di poter pagare lui la spesa che la signora Angela aveva fatto: una scatoletta di tonno e del pan carrè».

Il gesto di questa donna di Milano è solo il simbolo di una parte dell’Italia che è ridotta veramente in situazioni economiche drammatiche, in totale dissonanza con il denaro pubblico sprecato e male usato, denaro pubblico che potrebbe essere messo a disposizione di quelle povere persone che non hanno cosa mangiare all’ora dei pasti.

 

FONTI NOTIZIA:Blog di Antonello Zappadu, Corriere della Sera, Tgcom24 e molti altri.

Una riflessione:

I  nostri rispettosissimi governanti, riescono a vedere l’enorme disparità di trattamento, e l’enorme ingiustizia di tutto questo?
Qualcuno guadagna € 90.000 al mese, altri € 300.
Qualcuno ruba Milioni e non succede nulla, Nonna Angela 0,76 centesimi !!!!

MESSAGGIO x LA SIGNORA ANGELA:
Cara nonna Angela, non vergognarti per la tua azione, è la condizione economica che ti hanno riservato che non rispetta la dignità degli anziani. A noi fa più arrabbiare il gesto del Direttore…. non il tuo !
UN GRANDE ABBRACCIO

 

Siamo per la dignità.
FACCIAMO GIRARE QUESTA INGIUSTIZIA. CONDIVIDI.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
15 luglio 2013 1 15 /07 /luglio /2013 17:38
cagliari salvate il soldato marco diana vittima dell'uranioIl Maresciallo Marco Diana ammalatosi di cancro a causa dell'uranio impoverito contratto nelle missioni all'estero, è rimasto solo a combattere la sua battaglia contro una burocrazia e contro lo Stato che gli negano quei farmaci dei quali necessita per curarsi.          
A novembre o dicembre sarò morto le scorte mi bastano solo per pochi mesi e io non ho neppure i soldi e il tempo per fare causa ai responsabili di questa lenta condanna a morte.La colletta degli amici non è sufficiente. E c'è persino chi mi attacca con delle falsità senza verificare gli atti"ha affermato Marco in un'intervista al quotidiano on line"SaNatzione". E' stato costretto a vendere la casa per continuare a pagare di tasca propria le cure contro il cancro.
Il sindaco di Villamassargia(Ca)ha lanciato un appello all'assessore regionale della sanità per intervenire tempestivamente presso la Asl 7,  per cercare di eliminare gli ostacoli burocratici in modo da garantire al Maresciallo Marco Diana le cure.  Cure che non gli vengono pagate "nonostante tutte le sentenze certfichino questa necessità". Dalla sua bacheca di Facebook, Marco lancia un appello disperato ai tanti italiani che al contrario delle istituzioni, non lo hanno abbandonato e posta un video dal titolo "Marco uno di noi"visibile anche su youtube link  http://youtu.be/iR6gGTE_gdg nel quale i suoi genitori raccontano il dramma di un soldato abbandonato dallo stato.     
"Un qualcosa che non avrei mai voluto farVi vedere , non nascondo la mia vergogna e la mia emozione nel mostrarVi questo servizio ma mi trovo costretto , in alternativa muoio nel buio, il buio di un paese che non protegge i propri servitori ...    
in divisa : SOLDATI usa getta ammalati e morti per aver adempiuto al meglio delle nostre possibilita' e con dignita' al nostro credo verso il POPOLO ITALIANO, la la nostra famiglia e il TRICOLORE . Lo stato e' il grande elemosiniere , una entita' che non ha rispettato gli accordi morali, civili e assistenziali , che ha fortificato il mio CREDO , usandolo , prendendo la mia vita e buttandola come un fazzolettino di carta sporco . Mi domando se i rappresentanti delle istituzioni credono nei valori dello Stato cioe' NOI ? Nonostante tutto...... V I V A L' I T A L I A e il P O P O L O per il quale abbiamo dato la vita e non c'e' ne pentiamo".
Il Vs M.llo Marco Diana
 
 
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
8 luglio 2013 1 08 /07 /luglio /2013 17:40
india i 2 marò devono essere liberati,l'inchiesta di TonyI due fucilieri del S.Marco Salvatore Girone e Massimiliano Latorre detenuti in India ormai da più di un anno, con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani, sono innocenti. Lo dimostra un'inchiesta con un'accurata riscostruzione dei fatti effettuata dal giornalista Tony Capuozzo. Una ricostruzione della quale dovrebbero tenere conto i vertici militari, gli avvocati e lo Stato che nonostante le tante rassicurazioni sulla sorte dei due marò sembrano averli dimenticati in India. I due marò si trovano a combattere contro i continui rinvii di un processo che forse si farà ad ottobre o novembre o forse chissà quando. Nella ricostruzione di Capuozzo, che si è avvalso anche della collaborazione dell'ingegnere Luigi di Stefano, già parte civile nel processo di Ustica, lo scenario ipotizzato è il seguente: è il 15 febbraio del 2012, tra le 16.00 e le 16.30 ora indiana, la nave Enrica Lexie viene avvicinata da un'imbarcazione sospetta. A bordo il team di fucilieri della Marina dato che non ha ricevuto nessuna risposta alle segnalazioni luminose ed acustiche, spara alcuni colpi di avvertimento in acqua. L'imbarcazione sospetta si allontana. Dalla Lexie, il comandante Vitelli lancia l'allarme SSAS, avvisando anche la Guardia Costiera Indiana. Alle 23.30 il peschereccio S.Anthony rientra in porto  con a bordo i corpi dei due pescatori indiani. Risultano uccisi da colpi d'arma da fuoco. Il comandante Bosco(del peschereccio St.Anthony) afferma che l'incidente è avvenuto alle 21.30 e allerta la Guardia Costiera Indiana. Sono le 21.36 quando la Guardia Costiera indiana ordina alla Lexie di fare rientro al porto di Kochi, e i due fucileri del S.Marco vengono arrestati. All'improvviso spunta una nave greca:è la Olympic Flair che comunica all'IMO(Organizzazione Marittima Internazionale) di essere stata attaccata da due imbarcazioni pirata, di non avere subito danni e si allontana. Quindi secondo la ricostruzione alle 21.30, nell'oscurità più completa, la nave greca viene attaccata da una nave pirata. Lì vicino c'è anche il peschereccio St. Anthony che viene scambiato dalla nave greca  proprio per un'imbarcazione pirata. In pratica il peschereccio viene a trovarsi tra le due navi e viene colpito secondo la ricostruzione, da colpi sparati dalla nave greca. La dimostrazione di questo, sono i colpi che sono andati a conficcarsi sulle fiancate del peschereccio:la loro traiettoria non è inclinata ma quasi orizzontale:proprio come succede quando si spara dall'alto di una nave più alta verso un'imbarcazione più bassa. Chi è stato a sparare dalla mave greca? Secondo fonti greche a bordo della Olympic Flair, c'era un team di contractors ma erano disarmati. Se  fossero stati armati, avrebbero avuto in dotazione armi con il calibro della NATO. La ricostruzione dimostra come si sarebbero realmente svolti i fatti. Perchè nessuno la tiene in considerazione come ulteriore prova per la dimostrazione dell'innocenza dei due marò? Perchè si sta lasciando passare il tempo senza fare nulla di realmente concreto per la loro liberazione? Ancora una volta per i due marò la parola d'ordine sembra essere:aspettare.
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
18 giugno 2013 2 18 /06 /giugno /2013 18:56

gradi esercito3Di certo non si può fare di tutta l'erba un fascio, come dice il proverbio. In ogni categoria lavorativa ci sono le mele marce e questo a quanto pare vale anche per gli ambienti miltari. Molti alti ufficiali sarebbero riusciti a scalare le gerarchie facendo carriera grazie alla loro attività di"promotori" all'estero dei prodotti della grande azienda italiana produttrice di armi, la Finmeccanica. La rivelazione arriva dal Generale Fabio Mini, ex Comandante delle missioni militari in Kosovo  in un'intervista a Enrico Pavesana, sul "Fatto Quotidiano"di oggi. Il Generale fa le sue rivelazioni in vista della possibile approvazione prevista per domani, al Consiglio dei Ministri, di un provvedimento del pacchetto di norme per la semplificazione. Se il provvedimento passerà, verrà apportata una modifica al codice dell'Ordinamento Militare, e "La Difesa potrà svolgere per conto di stati esteri attività di supporto tecnico-amministrativo ovvero contrattuale per l'acquisizione di materiali d'armarmento prodotti dall'industria nazionale". Ma come dice il Generale Mini nell'intervista:"L'approvazione di questa norma ufficializzerebbe una prassi consolidata, ma sottaciuta, che ha sempre visto i nostri Generali, in missioni all'estero, come rappresentanti militari o comandanti di operazioni, attivamente impegnati in attività di promozione". Il Generale parla anche della sua esperienza personale raccontando come in qualità di rappresentante militare italiano a Pechino, gli fosse stato chiesto di  fare attività di promozione della tecnologia militare al governo cinese, ma forse  non aveva buone doti di promotore, dato che l'esperienza non andò a buon fine. Racconta però dei suoi colleghi che grazie a questa attività sono riusciti ad ottenere risultati davvero eccellenti:"Non conosco colleghi che non l'abbiano fatto, e molti, quelli che io chiamo"piazzisti"hanno costruito così le loro carriere e le loro ricchezze. Ovviamente quest'attività di promozione viene premiata da Finmeccanica. Questi servigi vengono ricompensati con importanti avanzamenti di carriera oppure con un pagamento sottoforma di importanti incarichi aziendali e ricchi contratti di consulenza una volta in pensione". Ma c'è di più"Tutti i Capi di Stato Maggiore sono"nominati"da Finmeccanica, e a volte persino i Ministri della Difesa, come dimostra il caso di Di Paola. Ma penso anche al suo amico Venturoni ex Capo di Stato Maggiore ai vertici di Finmeccanica, per aggirare il divieto di consulenza durante i cinque anni di servizio ausiliario molti ex Capi di Stao Maggiore diventano improvvisamente inabili, passando subito alla riserva che non prevede divieti di sorta". Insomma il classico sistema all'italiana del "tu fai un favore a me, e poi io faccio un favore a te. 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento