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2 giugno 2014 1 02 /06 /giugno /2014 16:12

 


Alla fine anche i militari si incazzano davanti all'ingiustizia. L'ingiustizia di essere ancora trattenuti in India per un omicidio che non hanno commesso.La pazienza ha un limite.E' successo oggi nel collegamento via web (dall'Ambasciata di New Delhi con le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato) dei due fucilieri del S.Marco, Massimiliatore Latorre e Salvatore Girone.Pacate le parole di Massimiliano Latorre "Soffriamo con dignità, gli italiani hanno un grande cuore e affetto che stiamo ricevendo è una prova diretta.Noi quel possiamo fare è comportarci da militari, da italiani e soffrire con dignità nell'attesa che questa storia possa avere finalmente un termine".Poi la parola passa a Salvatore Girone e le sue parole sono urlate,parole scaturite da una rabbia trattenuta per più di due anni.Una rabbia alla quale non si può restare indifferenti."Abbiamo obbedito agli ordini e oggi siamo ancora qui.Abbiamo mantenuto la parola che ci era stata chiesta di mantenere e ancora oggi con grande dignità e onore per il popolo italiano e tutti i militari del mondo la manteniamo.(...)Per noi è un grande onore sentire il passo marciante dei nostri militari e non è bello non essere lì.Sono passati più di due anni e anche questa volta siamo costretti a essere lontani da tutti voi e ad essere presenti solo via webcam.Noi vorremmo che venga riconosciuta la nostra innocenza e che i nostri paesi dialogassero per la pace e non per la rottura, il muro contro muro porta solo alla distruzione".Su Twitter Massimiliano Latorre:"Buona Festa della Repubblica a tutti, in Italia e all'estero.Tutti insieme nessuno indietro.W l'Italia". Già"Tutti insieme e nessuno indietro"ma in Italia qualcuno si è dimenticato di questi due militari e li sta lasciando indietro. Nessuno ha ancora fatto un'azione davvero concreta per riportarli in Italia.Chi non ha abbandonato i militari sono gli italiani che ogni giorno organizzano manifestazioni a favore dei due fucilieri del S.Marco,(vedi articoli su questo stesso blog alla sezione"Attualità") non ultima quella che ci sarà a Roma il 14 giugno, una grande mobilitazione dell'Italia intera per non abbandonare questi due soldati.
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29 maggio 2014 4 29 /05 /maggio /2014 17:22

elicottero.jpgOgni giorno per lavoro hanno a che fare con gli elicotteri:c'è chi li pilota e poi c'è che chi deve eseguire controlli e riparazioni tecniche sui loro componenti.Ma quegli elicotteri non sono elicotteri "normali"sono elicotteri i cui componenti contengono amianto.L'amianto, una sostanza mortale quasi invisibile le cui particelle sottoforma di polvere sottilissima, inalata, causa la morte anche a distanza di tanti anni.Grazie alle inchieste dell'"Huffington Post" che si è occupato della vicenda e grazie alle segnalazioni dei militari (al Cocer dell'Aronautica Militare) ora il Ministero dell'Interno ha deciso di affrontare il problema. Ha convocato, dopo la diffusione di una circolare della Direzione Centrale del Dipartimento Sanità di Pubblica Sicurezza sul rischio contaminazione amianto sugli elicotteri in dotazione alla Polizia di Stato, 500 poliziotti dei quali 146 piloti degli 11 Reparti Volo, 295 Specialisti degli 11 Reparti Volo, 37 unità del Dipartimento Settore Aereo.Come riportato sull'"Huffington Post" il Ministero dell'Interno ammette di non avere informato in tempo questi militari circa i rischi della contaminazione da amianto."Non può escludersi, almeno per il passato, che taluni operatori della Polizia di Stato dei Reparti Volo, non a conoscenza del rischio, possano essere stati esposti a livelli superiori di fibre di amianto rispetto ai limiti sopraindicati".Le visite mediche potranno riguardare sia gli equipaggi di oggi e di ieri. Grosseto, Decimomannu, Pratica di Mare, Vicenza:alcune delle basi dove ci sarebbero in dotazione elicotteri all'amianto, basi dove il personale cambiava i pezzi di ricambio a mani nude, senza mascherine che li proteggesse dalle particelle mortali dell'amianto che si disperdono nell'aria.Queste segnalazioni sono giunte ad Alfio Messina, delegato Cocer dell'Aeronautica Militare, Messina parla di questi suoi colleghi che"hanno saputo dell'esistenza di questo problema da notizie di cronaca, e ora quelli che hanno lavorato e continuano a lavorare su velivoli che contengono componenti o parti tecniche in amianto, hanno realizzato fino ad oggi che non sono stati debitamente informati sui rischi per la propria salute". Militari che sono preoccupati anche perchè gli organi preposti non gli hanno informarti sui pericoli che si corrono a maneggiare componenti in amianto senza protezione."La mancanza di informazione è stata assoluta(...)a quanto mi risulta parlando con i colleghi degli equipaggi, niente è stato fatto in passato, e molto poco ancora adesso.Ad alcuni ad esempio hanno semplicemente detto che i freni delle ruote e del rotore andavano sostituiti perchè contenevano amianto e loro l'hanno fatto.A mani nude, con dei semplici guanti di lattice"continua Messina.Secondo il Ministero della Difesa i velivoli all'amianto prodotti dalla Agusta Westland sono AB 206,AB 205, AB 212,AB 412, ShH-3D, HH-3F, Ch-47, A129, A 109,AB 204, SH-3DTS,HH500.Velivoli tutti costruiti prima del 1992 anno di entrata in vigore dellle normative anti-amianto. Ora questi 500 poliziotti verranno sottoposti a visita medica e forse potranno salvarsi, ma che dire di tutti quei militari che negli anni passati hanno volato su questi velivoli o ne hanno maneggiato i componenti prima del 1992?Come ha sostenuto un militare in un'intervista all'Huffington Post"La sorveglianza sanitaria per chi è stato esposto durante l'attività operativa non esiste. Costerbbe parecchio.Possono anche venirmi a dire che le fibre autosospese sono entro i limiti di legge, ma quando cambio una guarnizione si sprigiona fibra eppure per un istante e l'ho respirata.Ma questo, a chi come me lavora sugli elicotteri, finora non è mai stato riconosciuto.Ufficialmente io non sono mai stato esposto".Delle parole queste, alle quali non c'è davvero altro da aggiungere.

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26 maggio 2014 1 26 /05 /maggio /2014 16:53

Quotidiano_Nazionale_07-02-2005.jpgC'è in Italia una categoria che non pare proprio interessare i media.A volte solo qualche titolo in cronaca nera( vedi foto tratta dal sito:G.fis.Rassegna Stampa Nazionale) quando ormai è troppo tardi e non è stato fatto niente per cercare di dare un aiuto concreto.E' la categoria dei padri separati, che dopo un matrimonio finito perdono ogni diritto.Troppo spesso finiscono a dormire in macchina e per mangiare qualcosa anche se hanno ancora un lavoro, sono costretti ad andare alla mensa della Caritas. Questo perchè separarsi e divorziare costa, e in questi tempi di crisi i padri separati a causa delle leggi che non li tutelano, spesso perdono la casa oppure viene loro impedito di vedere i figli.Padri separati che sono prima di tutto italiani:dovrebbero essere tutelati da uno Stato che invece preferisce aiutare i migranti che ogni giorno si riversano sempre più numerosi sulle nostre coste.Ricevo da Marianna Del Rio del Club degli Incazzati, una lettera che posto volentieri.Con la speranza che questa lettera, venga condivisa da più persone possibile, in modo da poter sensibilizzare l'opinione pubblica su questa drammatica situazione dei padri separati.Ecco la lettera di Marianna:


"Mi è stato chiesto di scrivere una lettera a favore della causa: PADRI SEPARATI.

Era già nelle nostre intenzioni farlo(mie e del Club degli incazzati), tra qualche mese, ma considerato il poco interesse su questo argomento, da parte di chi dovrebbe monitorare la vicenda, abbiamo anticipato i tempi!

Prendo in prestito un noto titolo di Pirandello "uno, nessuno, centomila".

Uno nel senso che, raccontiamo la storia di un padre separato;

Nessuno sono quelli che si interessano alla questione;

Centomila gli uomini rovinati da donne miserabili!

Da donna combatto per questa escalation di violenza assurda verso tutte le donne.

Da donna mi chiedo, perché questa violenza perpretata sui padri separati non suscita altrettando sdegno?

Uomini privati dei propri figli, della propria dignità, ridotti alla rovina, sfrattati, affamati, umiliati, costretti a dormire in macchina, a saltare un pasto, a non curare la propria salute!

Cittadini di serie B, secondi a tutti, ma proprio a tutti!

I migranti, nel nostro grande Paese trovano accoglienza, casa e cure mediche senza problemi.

I nostri padri, fratelli, figli o amici, solo porte chiuse in faccia!

Non siamo razzisti, ma siamo convinti che, un paese che vuole definirsi civile, prima di accogliere e tutelare ogni persona bisognosa di aiuto proveniente da altre realtà, dovrebbe in primo luogo garantire un'esistenza decorosa e dignitosa ai propri connazionali.

Solo dopo questo presupposto si può pensare di aiutare i migranti in difficoltà.

Non è ammissibile accogliere chiunque e voltarsi dall'altra parte, quando a chiedere aiuto sono degli Italiani disperati!

Questa è una richiesta di aiuto, chi la condividerà? Temo in pochi, troppo pochi!"

 

Marianna (@maryvairus)

Club degli incazzati (@cdincazzati)

Gli Italiani che non mollano i padri separati


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22 maggio 2014 4 22 /05 /maggio /2014 16:49

roma-la-lettera-di-una-ragazza-per-liberare-i-2-maro-invia.jpgDa alcuni giorni circola sul web e sta venendo condivisa da migliaia di italiani:è una lettera scritta da Marianna del Rio,portavoce del "Club degli Incazzati". Una lettera che è parte integrante delle  tante inziaztive di italiani comuni che cercano di fare qualcosa di concreto per arrivare alla liberazione dei due fucilieri del S.Marco.Una lettera che mi è stata inviata personalmente da Marianna e che posto volentieri sul mio blog.

 

 

 


Marianna Del Rio

portavoce del "Club degli incazzati"

                                                          

Illustrissimi:

Presidente della Repubblica Italiana

Ministro degli Affari Esteri

Ministri del Governo Renzi

Organi di Stampa e Tv

 

Nova Milanese, 25 marzo 2014

 

Chi Vi scrive, è un gruppo di Italiani, sconosciuti tra loro e sconosciuti ai Vostri occhi.

A dal loro voce, la scrivente Marianna Delrio membro del Club degli incazzati - su twitter.

Siamo quegli stessi Italiani, a cui fate promesse che spesso non riuscite a mantenere.

Professionisti, operai, studenti, casalinghe e disoccupati… insomma, gente comune.

A nome di queste persone sono a chiederVi un incontro (improbabile), un dialogo (possibile), una risposta (doverosa).

La domanda, o meglio, la richiesta è quella di porre fine alla prigionia del nostri due Marò: Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

C’è chi li ritiene colpevoli, noi crediamo nella loro innocenza, ma è giusto - se un dubbio esiste – che vengano processati in modo equo e dignitoso, cosa che non potrà di certo avvenire in India, un paese che sta sfruttando questa intera vicenda , in previsione delle loro imminenti elezioni.

Ogni soldato deve essere processato nel proprio paese, oppure se il caso lo richiede, da un tribunale internazionale… perché i nostri fucilieri devono essere processati in India? Perché sottostiamo ai loro giochetti ricattatori e restiamo in balia di una giustizia che non fa altro che rimandare di udienza in udienza.

Vogliano sottolineare che l’India adotta due pesi e due misure?

Raccontiamo a chi non ne è a conoscenza che decine di soldati indiani(Caschi Blu), hanno stuprato in Congo, e non solo, donne e bambini/e?

E che l’India ha preteso fossero processati nel proprio paese? Con un esito esiguo di 3 o 4 condanne e dei semplicissimi richiami disciplinari!!! Quelli si che furono dei veri e propri atti criminale, di violenza volontaria, premeditata e senza alcuna giustificazione.

ORA BASTA!!!! Troppo parole sono state dette, troppe promesse non mantenute, troppe foto scattate con strette di mano e sorrisi. Ma a conti fatti?

Oggi siamo a 766 giorni in India per Salvatore e Massimiliano. Aspettiamo il prossimo rinvio???

Siamo amareggiati, perché sembra che la dignità dei nostri soldati e del nostro stesso Paese, valgano meno di tutto il resto del mondo.

Abbiamo intenzione di diffondere questa lettera con ogni mezzo a nostra disposizione e condividerla con chi la pensa come noi, speriamo vogliate accogliere questo appello sincero e sentito, non dateci ancora una volta l’impressione che nonostante ogni sforzo, nulla possa cambiare nella nostra Italia, e che una soluzione immediata non possa esistere.

Io amo il mio Paese, e credo in chi, senza gloria ed in modo anonimo, lo difende giorno dopo giorno, a costo della propria vita. Ora tocca a noi difendere i nostri Eroi e non lasciarli soli.

Con umiltà e senza alcuna pretesa, attendiamo una risposta concreta a questo appello, non per me, che no sono nessuno, ma per Salvatore, Massimiliano e le loro famiglie!!! Loro si che hanno il diritto ad un’azione risolutiva e decisiva.

Vi ringrazio per la vostra attenzione, mi scuso per eventuali errori… non sono certo una scrittrice, e porgo distinti saluti.

 

Marianna Delrio

Club degli incazzati

Gli Italiani che non  mollano i Marò  

 

Una lettera che non ha bisogno di commenti e che ha come obiettivo quello di non far calare il silenzio su una vicenda che per molti aspetti presenta dei misteri, come ha affermato la stessa Marianna in un'intervista sul caso dei due Fucilieri del S.Marco,rilasciata alla radio"Susaondaradio"e a"webradio63".Marianna nell'intervista, parla tra l'altro della vicenda dei due fucileri del S.Marco "di una vicenda che è passata sottotono,infatti i giornali e la stampa parlano solo dei rinvii e non di quello che è successo.Quello che si sa l'abbiamo saputo solo grazie al web(...)C'è una sorta di mistero intorno a questa vicenda".E speriamo davvero che questo mistero venga risolto una volta per tutte.

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20 maggio 2014 2 20 /05 /maggio /2014 18:14

maro-copia-3.jpgTra le tante iniziative di solidarietà a favore dei due fucilieri del S.Marco trattenuti ingiustamente in India dal 2012, c'è anche quella organizzata dalla pagina Facebook"Sosteniamo i nostri Marò e i soldati italiani".Un'iniziativa che in pochi giorni, sta facendo il giro del web.Gli amministratori della pagina invitano tutti gli italiani a farsi un selfie, ovvero una loro foto in primo piano, tenendo bene in vista un cartello o anche un semplice foglio di carta con su scritto un messaggio di solidarietà per i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.L'appello a tutti gli italiani è stato postato sul blog"La vera Italia",dove si sottolinea il carattere del tutto apolitico e apartitico di quest'iniziativa alla quale sono invitati a partecipare tutti. Un piccolo gesto, quello di scattarsi un selfie e di mostrare un messaggio a favore dei due fucilieri di S.Marco, che servirà a non fare spegnere i riflettori su questa ennesima triste e vergognosa vicenda italiana.

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15 maggio 2014 4 15 /05 /maggio /2014 16:45

maro-l--italia-chiede-aiuto-agli-usa.jpgI due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono ancora in India dal lontano 2012 con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani. Le prove(vedi articoli relativi alla vicenda su questo stesso blog)dimostrano la loro innocenza, eppure i due militari si trovano sempre trattenuti in India.Mentre gli italiani non li hanno dimenticati(alle ore 18.00 a Roma è previsto il flash mob"Riportiamo a casa i nostri Marò") organizzato da Fratelli d'Italia e da Alleanza Nazionale, presso il monumento ai Caduti di Nassirya in Piazza D'Armi),ormai quasi ogni settimana ci sono manifestazioni per non fare spegnere i riflettori su questa triste vicenda. Il 14 giugno è prevista sempre a Roma, un'altra importante manifestazione alla quale parteciperanno anche militari europei del Coordinamento Sottufficiali Internazionali della Riserva(CISOR)di Francia,Germania, Danimarca, Slovenia, Austria e Svizzera.E' invece di ieri la notizia che l'Italia chiederà aiuto agli USA per cercare di risolvere la situazione, già perchè il governo italiano da solo,in questi anni non è riuscito a modificare la situazione di un millimetro e a riportare a casa i due fucilieri del S.Marco, o meglio, erano stati fatti rientrare in Italia ma poi:contrordine:sono dovuti ritornare in India.Così adesso l'Italia chiederà l'intervento l'intervento degli americani"Sarà un tema che solleverò per valutare insieme gli scenari che le le elezioni indiane aprono e anche per aggiornare Kerry con cui avevamo parlato della vicenda dei marò durante la visita del Presidente Obama a Roma"ha detto a Washington dove è in visita ufficiale, durante una conferenza stampa, il Ministro degli Esteri, Federica Mogherini.La prossima mossa dell'Italia infatti sarà il tentativo di aprire un arbitrato internazionale sul caso dei due fucilieri del S.Marco, in modo da evitare il processo in India.Il verbo usato dal Ministro degli Esteri al futuro fa ben sperare, chissà che non sia questa la volta buona che si riesca a riportare a casa i due militari italiani.Anche se c'è da dire che fino ad ora di parole, di verbi al futuro se ne stati utilizzati tanti, troppi.Di azioni concrete non se ne sono viste.Di azioni davvero concrete ci sono quelle dei tanti italiani che da mesi chiedono a gran voce di riportare in Italia  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e si danno da fare a organizzare manifestazioni e flash mob nel silenzio dei media italiani.Perchè quello che interessa adesso, sono i soliti teatrini e le liti dei politici per accappararsi una poltrona in Europa.E pazienza se in India ci sono due militari italiani che aspettano di essere liberati con un fatto concreto e non con  tante belle, ma inutili parole.

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22 aprile 2014 2 22 /04 /aprile /2014 17:23

foto-maro-x-link-fb.jpg"Se non li liberano andremo a riprenderli.Tutti insieme,parlamentari in prima fila.Senza governo perchè se ne frega"ha twittato l'utente Marco Sala,"usiamo l'esercito per riportare a casa i nostri marò, non per accogliere i clandestini"è il tweet di periucs,Marco Rota invece digita che"E' una vergogna durata fin troppo tempo!""Boicottate l'India.Non andateci in vacanza,non comprate i loro prodotti,non mangiate nei loro ristoranti"twitta invece Ema,"Ci sono 2 ragazzi innocenti prigionieri in India.Due ragazzi che vogliamo vedere tornare a casa ora"è il pensiero di Tatiana,"Nel giorno in cui nacque Roma si leva un grido:nessuno resta indietro!"twitta Hartmann. Questi sono solo alcuni dei tweet di milioni di italiani, che a partire dalle 21.00 di ieri hanno letteralmente fatto tremare il web con un'ondata di tweet per sollecitare la liberazione dei due fucilieri del S.Marco, Massimiliano LaTorre e Salvatore Girone ormai da tre anni prigionieri in India con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani.Tra continui rinvii il tempo è passato e continua a passare:la Corte indiana tra un pò si prende le vacanze e il processo slitterà a fine giugno.E le prove dell'innocenza dei due militari ci sono, alcune, (come ad esempio dei tracciati radar, vedi articolo su questo stesso blog)chissà perchè restano chiuse nel cassetto. L'iniziativa di Michele Lecchini ha contribuito a riaccendere i riflettori sulla drammatica vicenda dei due militari italiani bloccati in India ormai da 3 anni. Intervistato in esclusiva per il blog Lasottilelinearossa Michele ha affermato che questo tweet storm è nato perchè"ogni tweet storm eccita la coscienza,vi partecipa gente di ogni estrazione politica e i giornali scrivono, le agenzie lanciano la notizia e se ne parla.Credo che ogni volta che si parla dei ragazzi sia fondamentale per tenere alta la tensione se su di loro dovesse cadere l'oblio sarebbe finita".Non sono mancati i colpi di scena, quando per alcune ore, misteriosamente, l'account Twiitter di Michele Lecchini è stato bloccato temporaneamente per poi ricomparire.Il tweet storm da lui organizzato ha avuto un grande successo, che ha richiamato come previsto, l'attenzione della stampa italiana. Ma soprattutto ha fatto sentire la vicinanza  e l'affetto degli italiani ai due fucilieri del S.Marco."Vorrei ringraziarVi uno ad uno per i vostri tweet di solidarietà.Grazie davvero"ha twittato Massimiliano LaTorre.Tweet storm poratato a termine con successo si può dire.Ora si tratta di vedere se chi di competenza deciderà di passare ai fatti concreti:liberare i due fucilieri del S.Marco e farli tornare in Italia, magari anche a costo di far intervenire le Forze Speciali per un blitz.Perchè il tempo delle chiacchere e la pazienza si sono esauriti da un pezzo.E sarebbe bello allora in quel caso poter dire"missione compiuta,Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono stati liberati".

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16 aprile 2014 3 16 /04 /aprile /2014 16:07

    foto-libano2.jpgRicevo e pubblico volentieri un articolo con relative foto di Alessio Tricani, relative alla missione UNIFIL del contingente italiano in Libano.

Libano: la guerra del centimetro, determinata la posa in un altro pilastro blu 

Distiamo 200 metri dalla technical fence israeliana, la pattuglia dell’Israel Defence Force (IDF) assiste attraverso la rete metallica  i lavori preparatori per la posa del blue pillar. Siamo sopra la Blue Line a cavallo fra Libano e Israele, superare il filo spinato che delimita il corridoio, vuol dire entrare in uno dei rispettivi paesi e forse causare una segnalazione per il prossimo tripartito che stabilirà il punto su cui saranno costruiti gli altri marcatori chiamati, blue pillars.

I militari del Plotone Minex e del Plotone Supporto allo Schieramento della Compagnia Genio su base del 6° Reggimento Pionieri di Roma comandata dal Cap.no V. Tornatore preparano la base su cui sarà posato il blue pillar. È la prima volta che l'Italia è chiamata a svolgere questi lavori.

 

 Mentre gli operatori appianano il cemento dei pioli di acciaio opportunamente verniciati e misurati con dei GPS centesimali, figurano le ore di fatica a trovare accordi in sede tripartitica «in questo caso» spiega il Ten. Luigi Pizzi vice comandante della compagnia genio ENG COY «il picchetto di colore blu rappresenta la misurazione ONU, il giallo IDF, rosso invece le LAF (Lebanese Armed Force), la loro disposizione forma i vertici di un triangolo e sul baricentro si costruisce il blue pillar» conclude il Ten. L. Pizzi

 

Sarebbero serviti 50 centimetri di scostamento per mandare a monte ore di dispute ma in questa circostanza  il punto misurato da ONU e IDF coincideva mentre quello delle LAF era scostato di qualche centimetro e il blue pillar sarà posto al centro tra il picchetto giallo-blu e quello rosso.

 

Una guerra che si combatte dunque centimetro dopo centimetro, con lo scopo di raggiungere costantemente il dominio psicologico sull’altro. Libano e Israele, infatti, al contrario dalle opinioni comuni, sono formalmente ancora in guerra e la linea blue delimita il confine armistiziale da non superare.

 

Libano- Alessio Tricani

 

 

 

 

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6 marzo 2014 4 06 /03 /marzo /2014 17:19

india-foto-e-video-sparatoria-latorre-e-girone-e-pescherecc.jpgDei cellulari e una macchina fotografica avrebbero e ripreso e documentato lo scontro avvenuto due anni fa tra i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e il peschereccio indiano.E' quanto afferma il giornalista Toni Capuozzo in un'intervista rilasciata al"Secolo d'Italia".Foto e video che sarebbero poi stati inviati tramite internet al Centro Operativo Interforze nonchè ad altre navi militari che incrociavano nella zona quella sera.Foto e video importanti al fine di accertare la verità e di provare l'innocenza dei due militari italiani, ormai da due anni in India in attesa di essere giudicati dal tribunale indiano. Foto e video che però sarebbero chiusi in un cassetto assieme ai tracciati radar(vedi articolo su questo stesso blog).Ma perchè documenti così preziosi per la difesa davanti ai giudici indiani non vengono tirati fuori?Il giornalista Toni Capuozzo prospetta 3 ipotesi. La prima è che queste immagini non conterrebbero elementi interessanti ai fini delle indagini sulla vicenda, la seconda è che questi documenti peggiorerebbero la situazione nella quale si trovano i due fucilieri del S.Marco.Ma è anche vero che se fosse davvero così, gli indiani non avrebbero di certo perso tempo ad utilizzare queste prove.La terza ipotesi è che le immagini proverebbero l'innocenza dei due militari, ma che non vengano tirate fuori perchè mostrerebbero le responsabilità  dei team dei Nuclei Militari Protezione Pirateria che avrebbero inviato sulla "Lexie"del personale senza equipaggiamento al completo.Le immagini e i video che documenterebbero l'attacco dei pirati alla"Lexie"con i colpi sparati in mare, le segnalazioni luminose e  quello che avvenne quella sera di febbraio di due anni fa, restano chiuse in un cassetto assieme ai tracciati radar.Intanto il tempo passa assieme alla possibilità di dimostrare l'innocenza dei due fucilieri del S.Marco. 

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6 febbraio 2014 4 06 /02 /febbraio /2014 17:34

india-siamo-innocenti-parlano-i-2-maro.jpgSi trovano in India da ormai due anni con l'accusa di avere ucciso due pescatorin indiani, in attesa che il tribunale indiano tra continui estenuanti rinvii, decida della loro sorte.Oggi i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, hanno detto la loro  durante un incontro con la stampa a New Delhi."L'accusa di terrorismo ci fa molto male,non solo come militari, ma anche come genitori e uomini."Queste le parole di Massimiliano Latorre ai giornalisti, su una domanda relativa alla possibilità di poter applicare una legge antiterrorismo al loro caso."Come militare professionista italiano che combatte la pirateria questo mi rammarica molto.Ci dispiace per la perdita di due vite umane, ma non ci riteniamo assolutamente responsabili"ha affermato invece Salvatore Girone."E' un dispiacere umano, ma siamo innocenti".Siamo cresciuti in due città di mare e noi stessi siamo anche pescatori". Anche se la situazione nella quale si trovano i due fucilieri del S.Marco è davvero anche psicologicamente dura da sopportare, i due militari sanno di poter contare sul sostegno di tantissimi italiani"Il sostegno degli italiani c'è stato fin dall'inizio, ma ora è incontenibile"ha affermato Massimiliano Latorre, "Quando vogliamo sappiamo essere uniti"e ci sono state anche parole di ringraziamenti e apprezzamento per il Presidente Napolitano"E' una grande gioia avere il suo pensiero quotidiano e come militari ne siamo riconoscenti"Latorre ha voluto esprimere il suo ringraziamento anche al Ministro della Difesa Mauro"per il fatto che sottolinea costantemente la nostra innocenza".Queste le parole da militari, ma chissà se avessero potuto parlare liberamente da civili cosa avrebbero detto davvero Massimiliano e Salvatore, forse messa per un attimo da parte l'uniforme avrebbero condannato il comportamento del governo italiano che in questi due anni continua il tira e molla con gli indiani senza passare all'azione.Perchè al di là delle belle parole dei ministri e dei tanti pensieri, quello che  mancato fino ad ora è un'azione concreta, un piano per riportare i due fucilieri del S.Marco a casa. Pare che gli indiani abbiano definitivamente archiviato la possibilità di applicare la pena di morte nei confronti dei due fucilieri del S.Marco e ora la prossima decisione del tribunale indiano è attesa per lunedi prossimo.

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