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27 gennaio 2014 1 27 /01 /gennaio /2014 18:40

marò-copia-2In India ormai dal lontano 2012, i due fucilieri del S.marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone attendono di sapere quale sarà la loro sorte. Ma come trascorrono le loro giornate?"Al mattino si lavora, poi sentiamo le nostre famiglie.Nel tardo pomeriggio facciamo ginnastica è importante per il fisico e lo spirito.Vogliamo tornare al nostro reparto e fare il nostro lavoro".Stamattina c'è stato l'incontro tra i 2 fucilieri del S.Marco e una delegazione di parlamentari italiani in visita nell'ambasciata italiana a Nuova Delhi.Sicuramente questa visita li ha fatti sentire meno soli e non abbandonati dall'Italia."Ci aspettavamo da tanto tempo la vostra iniizativa unitaria, non immaginate quanto sia importante per noi, questa missione, proprio per il carattere unitario e perchè ci fa sentire la voce dell'Italia". Certo la situazione nella quale si trovano i due militari italiani in India non è tra le migliori:costretti a vivere in una logorante attesa circa la loro sorte:potranno rientrare presto in Italia?La loro è una vera e propria e sofferenza, anche se come tutti i militari non sono abituati a mostrare le loro emozioni, hanno affermato che:"Siamo soldati, soldati italiani e dobbiamo soffrire con dignità. Ci auguriamo di tornare con onore". Chissà quanto tempo dovranno aspettare ancora, mentre continua il solito scaricabarile di responsabilità tra i politici che l'onore forse non sanno nemmeno cosa sia.Il ministro Bonino rinfaccia all' allora ministro della Difesa La Russa, il decreto sulle missioni "che stabiliva la presenza di militari su navi civili senza stabilire la linea di comando". E mentre i politici si perdono nelle solite chiacchere senza agire concretamente con i fatti, per riportare a casa i due fucilieri del S.Marco, il tempo passa. Ci si chiede quale sarà la prossima mossa degli indiani dato che in quanto a politica estera, quella italiana lascia a molto a desiderare: in mano a uomini e donne incapaci di prendere una decisione definitiva per il bene di  due militari italiani  che fino a prova contraria sono innocenti. 

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14 gennaio 2014 2 14 /01 /gennaio /2014 19:33

roma-mi-vergogno-di-essere-un-militare-4-copia-2.jpgUn ex militare, Alessandro Sampino, esprime il suo parere sul caso dei 2 fucilieri del S.Marco e Salvatore Girone detenuti in India, in una lettera al quotidiano"La Repubblica":"Sono un ex militare, ho prestato servizio dal 98 al '09 ben undici anni tra tanti imbarchi ho frequentato il corso incursori, uno dei corpi più conosciuti e invidiati al mondo, oggi mi vergogno di essere stato un militare.L'Italia partecipa alle operazioni di pace, spende soldi per preparare in maniera impeccabile i reparti speciali, per poi lasciarli nelle mani di chi, come l'India, che da tempo trattiene i nostri soldati, i miei ex colleghi illegalmente. E il Capo di Stato Maggiore che fa?Invece di organizzare un recupero con tutte le potenzialità che ha, sta ancora lì a discutere con i politici che non sanno cosa vuol dire "Patria e Onore".L'Italia si faccia sentire, faccia vedere al mondo che è uno Stato unito, che le nostre forze armate sanno fare sul serio, anche senza l'aiuto di altri Stati. Faccia vedere agli italiani come sa proteggere e tutelare i nostri soldati."

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8 gennaio 2014 3 08 /01 /gennaio /2014 18:15

maro-india-dati-radar.jpgCi sono dei dati radar con la registrazione esatta delle posizioni,velocità e rotte delle imbarcazioni di quella sera del febbraio del 2012.Grazie a questi dati radar si potrebbe arrivare ad una ricostruzione dettagliata precisa e anche visiva di quanto accaduto,non più basandosi sulle testimonianze di alcuni pescatori che hanno cambiato le loro versioni per ben quattro volte, e sarebbero inconcludenti perchè nettamente in contrasto con la reale posizione della Enrica Lexie quella sera. Magari grazie a questi stessi dati radar si potrebbe scoprire come i colpi d'arma da fuoco che hanno ucciso i due pescatori indiani siano in realtà partiti da una nave greca, che poi si sarebbe allontanata velocemente.(Vedi articolo su questo stesso blog:India:i due marò sono innocenti, colpi sparati da una nave greca? alla sezione:attualità).A chiedere queste registrazioni radar è il perito Luigi Di Stefano, che in una lettera al direttore del giornale"L'Opinione"sostiene che le registrazioni sono in possesso sia della Procura civile che di quella militare che ha il computer di bordo della Lexie, e anche degli inquirenti indiani. Questi dati radar sono una prova importantissima, proverebbero definitivamente l'innocenza dei due fucilieri del S.Marco, detenuti ormai da 2 anni in India con l'accusa fino ad ora infondata, di avere ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. Fino ad ora gli inquirenti indiani non hanno fornito nessuna prova reale della colpevolezza dei due marò italiani e hanno adottato la strategia del rinvio all'infinito. E' di poche ore fa infatti, la notizia che i giudici della Corte Speciale che devono giudicare i due militari italiani, hanno rinviato un'altra volta, il nuovo dibattimento per consentire alla Difesa la contestazione della richiesta di carcerazione della polizia criminale dalla quale sono accusati di omicidio. I due marò sono stati convocati da un giudice speciale indiano che proprio oggi ascolterà una richiesta della NIA(National Investigation Agency la polizia investigativa indiana), alla Corte per prendere provvedimenti circa la loro custodia. In poche parole la Corte potrebbe decidere di accogliere la richiesta e arrestare e imprigionare di nuovo i due marò del S.Marco mentre questi si trovano in udienza. Intanto ci si chiede che fine hanno fatto quei dati radar, indispensabile prova che dimostra l'innocenza dei due militari italiani?Chiusi chissà in quale cassetto che aspetta solo di essere aperto per poter scrivere la parola fine a questa vergognosa vicenda.

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24 dicembre 2013 2 24 /12 /dicembre /2013 12:46

foto-lettera-max-latorre1.png I due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone trascorreranno il Natale in India.Dopo più di un anno si trovano ancora là perchè a niente sono servite le tante chiacchere della diplomazia italiana.Massimiliano Latorre, ha scritto una lettera indirizzata a tutti gli italiani, nella quale con poche e semplici parole esprime in parte la sua amarezza per la prolungata lontananza dalla sua Patria e ringrazia gli italiani. Non c'è rabbia nelle sue parole, perchè come ogni buon soldato sa che deve rispettare gli ordini e adattarsi alla situazione. Ma tutta l'Italia si chiede:è giusto che lo stato italiano al quale i due Marò hanno giurato fedeltà riservi loro questo trattamento, è giusto che dopo più di un anno la diplomazia italiana sembra avere piegato la testa ed essersi asservita totalmente agli indiani forse per interessi economici?A differenza dello stato, gli italiani non hanno abbandonato i due marò e continuano a dedicare loro tante iniziative e pensieri dalle varie pagine Facebook a loro dedicate, come la pagina"Ridateci i nostri leoni nella quale è stata postata la lettera". Ecco la lettera di Massimiliano LaTorre

"Oggi e' la vigilia del Santo Natale, per noi italiani e cattolici è la festa più importante dell'anno, sinonimo di fede, famiglia, unione,calore.
 Purtoppo quest'anno non potro' essere nella mia amata patria per respirare il
profumo che solo da noi si respira in questi giorni. Fortunatamente parte dei
miei affetti piu' cari mi ha raggiunto portando una ventata di gioia,
ma sempre con il cuore rivolto agli altri carissimi affetti che
sfortunatamente non hanno potuto raggiungermi . Volevo augurare a Voi tanta
serenita' , sentimento che ho imparato essere il piu' importante nella vita di
una famiglia, e ringraziarVi per quanto cuore, affetto e passione ponete ogni
giorno nell'essere vicino a me ed ai miei cari , questo per me e' il regalo
piu' grande che potessi sognare di ricevere. Auguri soprattutto ai Vostri
bambini che sono l'anima di questa festa con i loro volti sorridenti e gioiosi
illuminati da alberi e presepi, sempre presenti nelle nostre case rendono la
vita degna di essere vissuta. Vi abbraccio idealmente e con questo abbraccio Vi
trasmetto tutta la mia immensa riconoscenza. Massimiliano Latorre
"

Viene da pensare che l'unica soluzione per riportare  casa i due Marò sia quello di effettuare un blitz ad opera delle Forze Speciali:non è forse giunta l'ora di smetterla con le tante parole al vento della diplomazia italiana e di passare ai fatti?Intanto i due fucilieri del S.Marco sono in India e aspettano nel silenzio dei media.

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22 dicembre 2013 7 22 /12 /dicembre /2013 17:20

foto-libano.jpg Ricevo e pubblico questo articolo di Monica Palermo relativo alla missione di pace UNIFIL dei militari italiani in Libano.

Libano, 18 dicembre 2013 – Si avvicinano le festività natalizie anche per gli uomini impegnati nella missione di pace Unifil e per la popolazione libanese. Un clima di pace e armonia che i nostri uomini hanno voluto condividere distribuendo doni natalizi, col contributo del Civil Affairs Office del Comando UNIFIL e della cellula CIMIC del Settore Ovest, ai ragazzi della scuola pubblica di Al Naqora, che comprende classi materne, elementari e medie. Proprio sull’investimento nella formazione culturale delle nuove generazioni è andato l’interesse del Generale di Brigata Maurizio Riccò, Comandante del Settore Ovest, a guida della Brigata Granatieri di Sardegna, che, alla presenza del Sindaco di Al Naqoura, Mahmoud Ali Mahdi, ha ricordato che è grazie a quest’investimento che si potranno raggiungere gli obiettivi di pace, di stabilità e convivenza. Al termine della visita il contingente Italiano è stato ringraziato dalle Autorità presenti per il fondamentale e prezioso impegno prodigato nella realizzazione dei numerosi progetti per le popolazioni del Sud del Libano.  Foto: Ministero della Difesa (per gentile concessione)

Monica Palermo

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19 dicembre 2013 4 19 /12 /dicembre /2013 19:53

cagliari-brigata-sassari-conclude-addestramento-prima-parte.jpgUno scenario di guerra afgano è stato ricosruito presso il Poligono di Capo Teulada non lontano da Cagliari:è qui che mercoledì, i militari della Brigata Sassari hanno portato a termine il loro addestramento prima della loro in partenza in missione a febbraio. E' stata un'esercitazione( il cui nome era "Impaire"cioè Assieme!) a fuoco ed è stata anche la prima di questo tipo per ciò che riguarda l'Esercito.Ad entrare in azione sul terreno oltre a 150 militari del 152°Reggimento Fanteria della Brigata Sassari, del 3°Reggimento Bersaglieri, del 9°Reggimento Fanteria Bari, e anche nuclei specialistici conposti dai Genieri addestrati per individuare e bonificare il terreno dai micidiali IED,nonchè personale specializzato nell'interagire con aerei in missione di supporto tattico alle forze operative sul terreno.L'esercitazione è stata condotta da un complesso minore rinforzato da assetti del Genio, del 5°Reggimento Guastatori che hanno svolto un'attività di CARCO(Combined Arms Route Clearance Operations). Questa attività di addestramento è specifica per la preparazione alle insidie del terreno afgano disseminato di IED:infatti con questa attività si individuano e disattivano gli IED in modo da garantire la libertà di movimento lungo gli itinerari stradali.L'esercitazione ha visto anche l'impiego  di molti sistemi d'arma di ultimissima generazione ed inoltre circa 30 mezzi di vario tipo tra i quali il nuovo blindato digitalizzato"Freccia".Ad entrare in azione anche i militari del 41°Reggimento Cordenons, con i velivoli a pilotaggio remoto"Raven" e dell'aviazione dell'Esercito con gli elicotteri Ab 205, del 21°Gruppo Squadroni"Orsa Maggiore". Presenti all'esercitazione il Comandante del 2°Comando delle Forze di Difesa,il Generale di Corpo d'Armata Vincenzo Lops e il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci.

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18 dicembre 2013 3 18 /12 /dicembre /2013 13:29

torino-lettera-bufala-del-poliziotto-sanzionato-per-avere-t.jpgGira da un paio di giorni sul web, la lettera di un presunto poliziotto che afferma di essere stato sanzionato dal punto di vista disciplinare per essersi levato il casco durante le manifestazioni del 9 dicembre. La lettera è in realtà una bufala, un falso clamoroso. A fare la scoperta è stato Roberto Maccione, segretario provinciale ADP(Autonomi di polizia)di Genova, dopo alcune indagini, e  mi ha inviato questo questo breve comunicato."Nei giorni scorsi alcuni disinformatori hanno fatto girare su internet una lettera in cui, il presunto autore, racconta di essere uno dei poliziotti che a Torino si sono tolti il casco il 9 dicembre, durante la manifestazioni dei cosiddetti forconi. In questa lettera veniva riportato che la questura del capoluogo piemontese stava studiando come punire i poliziotti autori di questo gesto che , come già ampiamente spiegato da noi , in realtà non è che una normali prassi operativa.Per scoprire la verità ho preso contatti con colleghi che lavorano insieme a quelli in servizio quel giorno.Ho scoperto che ovviamente nessun procedimento disciplinare è previsto o ipotizzato nei loro confronti. Inoltre chi ha ideato quella falsa lettera non conosce il regolamento della Polizia di Stato, infatti. Lo speciale sistema sanzionatorio, previsto dall’art. 12 del D.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737 per gli appartenenti alla Polizia di Stato, sebbene non preveda che la contestazione disciplinare all’operatore di polizia debba avvenire in un termine perentorio (T.A.R. Piemonte, sez I, 27 maggio 2005, n. 564), nondimeno, per espresso rinvio normativo, trova applicazione, in tali evenienze, l’art. 103 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, in forza del quale la contestazione degli addebiti deve avvenire “subito”. Ci auguriamo quindi di non doverci più imbattere in informazioni false, diffuse al sol scopo di screditare una delle più importanti amministrazioni dello stato.".

Ecco quindi come stanno realmente le cose. Davvero un grazie di cuore a Roberto Maccione segretario provinciale ADP di Genova, per  avere scoperto la verità e averne messo al corrente gli italiani.

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13 dicembre 2013 5 13 /12 /dicembre /2013 15:27
foto-rivoluzione-roma-celerini.JPG 

Ricevo e pubblico un interessante articolo di Monica Palermo:

11-12-13, Piazza Montecitorio, si attende il voto di fiducia del Parlamento. Doveva essere il giorno della grande rivoluzione, quella che avrebbe cambiato l’Italia. Forse è solo l’inizio. A manifestare erano presenti alcune centinaia di persone. Le piazze intorno alla Camera e al Senato erano blindate. Ogni tanto qualche rappresentante del M5S si affacciava tra i manifestanti per aggiornarli di ciò che stava accadendo all’interno della Camera. Ogni tanto qualche manifestante, in modo assolutamente pacifico, esprimeva la sua opinione. La maggior parte, come da consiglio che girava in questi giorni sui social network, era seduta per terra per non dar adito a nulla che potesse essere malinterpretato. A separare i manifestanti dalla piazza un cordone di Celerini, gli uomini dei Reparti Mobili della Polizia di Stato, che come da prassi erano rigorosamente senza caschi, non ce ne stava il motivo. Ho assistito alla manifestazione per parecchie ore e la mia attenzione è andata proprio agli uomini in blu, oggetto di più controversie nei giorni passati. Ho avuto modo di osservare il loro lavoro, la loro professionalità, il loro modo di porsi, come trattavano con le persone, il loro modo di essere super partes, sia che erano politici a parlare che manifestanti, e così è giusto che sia. Sono uomini, esseri umani, hanno idee e ideali anche loro, malcontenti o meno, ma ciò non intacca il rispetto per la divisa che indossano. Spesse volte gli si manca di rispetto anche semplicemente nel chiedere un’informazione, senza far precedere la richiesta da un buongiorno, buonasera, allo stesso modo di chi entra in un bar esordendo con “un caffe” senza un saluto e un perfavore. I Celerini tutelano l’ordine pubblico, tutelano la nostra incolumità, ma non si fermano li, vanno oltre. Sanno ascoltare con comprensione chi si avvicina a loro espondendo un problema, sono attenti osservatori, stanno a riposo senza abbassare mai la guardia, sono bravi psicologi, e tutto cio senza farsi coinvolgere e sempre con un alto livello di attenzione. Devono essere pronti a tutto, fa parte del loro lavoro.

di Monica Palermo

 
 
 
           
                 
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10 dicembre 2013 2 10 /12 /dicembre /2013 17:28

foto poliziotti-copia-1 Ieri alle manifestazioni della Rivoluzione del 9 dicembre in varie città italiane, e soprattutto a Torino, molti poliziotti si sono il levati il casco tra gli applausi della gente. Quel gesto in molti lo hanno interpretato come il fatto che i poliziotti stavano passando dalla parte dei manifestanti e che erano solidali al popolo. Ma subito sono arrivate le smentite dai vari sindacati di Polizia. Intervistato in esclusiva per il blog lasottilelinearossa,Roberto Maccione, Segretario Provinciale ADP(Autonomi di Polizia di Genova) ha spiegato il significato di quel gesto:" Il gesto del togliere il casco è una prassi delle manifestazioni tranquille.Non so chi e perchè abbia interesse a strumentalizzare certe cose, spero sia fatto in buona fede e non ci siano dietro altre tematiche politiche o simili .Ovviamente al giorno d'oggi anche chi indossa una divisa ha le sue difficoltà, non viviamo fuori dalla realtà. Io so di essere fortunato ad avere un lavoro, che amo e svolgo sempre con dedizione. Però ad esempio vedo le problematiche delle persone comuni, mia moglie e mia sorella sono disoccupate. I miei genitori vivono con una pensione tutt'altro che d'oro.Non siamo fuori dalla realtà. Ovviamente non vediamo nulla di male quando i nostri vertici affermano che il gesto di togliersi il casco è una prassi, perché come detto prima lo è veramente.Se qualcuno ci vede altro forse non sa di cosa sta parlando.Non si può strumentalizzare a convenienza. Neanche se sei sindacalista". E di strumentalizzazione forse si può davvero parlare a proposito di una foto(poi postata sulla pagina Fb"Movimento poliziotti") che gira sul web, dove si vedono un gruppo di poliziotti e uno di loro sembra reggere il cartello con la scritta:"Il magna magna è finito"vicino ai poliziotti ci sono dei manifestanti. Ad un'analisi più attenta della foto si vede chiaramente come quel cartello sia stato piazzato lì davanti da uno dei manifestanti, dato che il poliziotto ha la mano sul fianco e non è lui a reggerlo. Chi e perchè ha avuto interesse a diffondere questa foto che la gente poi finisce per interpretare in un modo errato?Forse si scoprirà nei prossimi giorni.Per il momento possiamo dire davvero che "niente è come sembra". 

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9 dicembre 2013 1 09 /12 /dicembre /2013 17:49

 


  Dopo tanti proclami e annunci sul web , oggi 9 dicembre è iniziata la rivoluzione in Italiana. La ribellione del popolo italiano contro la situazione di crisi che sta vivendo il paese, contro i politici corrotti, contro la disoccupazione dilagante, contro le tasse. Il "9 dicembre l'Italia si ferma" si può leggere nei vari volantini delle pagine Facebook del movimento dei Forconi e su quella della Rivoluzione del 9 dicembre. E pare che stavolta gli italiani facciano sul serio, perchè a parte la Sardegna, l'Italia è bloccata fino alla Sicilia, ma è soprattutto Torino il cuore di questa rivoluzione italiana. E' a Torino infatti che gli ambulanti hanno bloccato i binari della stazione e la stazione ferroviaria è occupata, la Campania è bloccata lo stesso. Molti autotrasportatori hanno messo di traverso i Tir e camion e bloccato la circolazione. Lo stessa cosa sta accadendo un pò in tutte le città italiane. Una rivoluzione che vuole essere pacifica, anche se a Torino ci sono stati tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine. Una rivoluzione per cambiare l'Italia e allontanare i politici corrotti, ma si temono le pericolose infiltrazioni delle forze di estrema destra cosa che potrebbe fare degenarare la situazione. Quello che non dicono i tg è che a Torino i poliziotti ad un certo punto si sono tolti i caschi tra gli applausi della gente e i"bravi, bravi ragazzi siete come noi, siete la nostra forza"oppure"viva i poliziotti", la stessa cosa è successa a Rho(come si può vedere nel video di legnanonews postato su youtube), dove uno dopo l'altro i poliziotti si sono tolti i caschi e si sono uniti ai manifestanti che urlavano"Dai ragazzi forza, via sti caschi" e poi"Italia, Italia," In una foto che gira in queste ore sul web, un manifestante abbraccia un poliziotto. Non era mai successo prima.Non si sa a quanto possa servire una rivoluzione come questa, che bloccando l'Italia causerà non pochi disagi a cittadini e lavoratori. L'unica cosa certa è che gli italiani non sopportano più la situazione di disagio in cui si trovano, e che questa volta forse la loro ribellione porterà a qualcosa di costruttivo, si spera. I poliziotti sembrano essere passati dalla parte dei manifestanti. 'E questo è il gesto  rivoluzionario che fa riflettere.
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