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10 giugno 2013 1 10 /06 /giugno /2013 18:52

Roma celebarti i funerali del maggiore La Rosa"Sapeva bene che amare può portare a morire per l'altro. Era un ragazzo determinato, generoso e sensibile attento ai più deboli e bisognosi, fiero e d orgoglioso della sua professione". Con queste parole, Monignor Pelvi ha voluto ricordare il Maggiore dei Bersaglieri Giuseppe La Rosa, rimasto ucciso nell'attacco dei talebani sabato scorso a Farah. Giuseppe, come ogni militare sapeva che poteva andare incontro alla morte ma era contento di svolgere il suo lavoro con passione per aiutare gli altri in un teatro difficile come quello afgano. I funerali sono stati celebrati alle 18.00 a Roma presso la Basilica di S.Maria degli Angeli, erano presenti il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. il Presidente della Camera Boldrini, il Ministro della Difesa Mauro e il Ministro degli Interni Alfano. "Caro Giuseppe, l'Italia tutta,particolarmente chi ti ha voluto bene e che tu hai tanto amato, coloro che ti sono stati vicini e continuano il tuo impegno umanitario ti dicono grazie per avere reso noi più capaci di sperare nell'unità della famiglia umana", ha proseguito il Monsignor Pelvi durante la sua omelia, ricordando anche il lavoro dei militari impegnati nelle tante missioni all'estero.  Ha avuto parole di esortazione a non mollare, nonostante le tante difficoltà:"Non possiamo tirarci indietro, proprio nella situazioni di maggiore dolore. Sosteniamo invece, ogni tentativo che può condurre alla sicurezza e alla pace dei popoli bisognosi di cooperazione e di solidarietà". Fuori dalla basilica tante le persone comuni che hanno voluto tributare l'ultimo saluto al Maggiore La Rosa morto  in un attentato mentre svolgeva il suo lavoro, come i tanti soldati italiani caduti in questa missione. Sarebbe dovuto rientrare in Italia a settembre.

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3 giugno 2013 1 03 /06 /giugno /2013 17:52
cagliari salvate il soldato diana vittima dell 'uranio impoLa sua è una storia di quelle che non si vorrebbero mai raccontare. E'la storia di un Maresciallo dei Granatieri di Sardegna, Marco Diana, di Villamassargia(Ca)ammalatosi di cancro a causa dell'uranio impoverito dopo avere partecipato a varie missioni all'estero. Nonostante varie commissioni mediche gli abbiano riconosciuto l'invalidità per causa di servizio, Marco è costretto a sopravvivere con una pensione di invalidità minima, con la quale si deve pagare le costose cure e gli spostamenti fuori dalla Sardegna nei vari ospedali. Oltre il danno inoltre la beffa: perchè si sente tradito e abbandonato dallo Stato, ma anche dal Ministero della Difesa. Abbandonato è il termine esatto, perchè Marco adesso si vede costretto a vendere la propria casa per potersi pagare le cure. Nessun giornale parla della sua drammatica vicenda. E'un appello disperato, affidato al buon cuore degli italiani quello che si può leggere sulla bacheca di Facebook: "Amici miei a causa del'inadempienza del ministero della difesa e dei vari comandi militari competenti nel territorio e dei loro comandanti, se voglio continuare a restare vivo e curarmi, sono costretto a mettere in vendita tutto cio che possiedo, la mia casa interamente arredata e la vigna e qualche terreno, vi chiedo la cortesia di diffondere questo annuncio in modo che se ci fosse ovunque qualcuno interessato mi puo contattare qui in privato grazie .
vi ringrazio di cuore per tutto cio che potete fare nel diffondere questo mio appello disperato . vi ringrazio con amore vostro maresciallo marco diana". E in queste ore sono molti gli italiani che scrivono messaggi e incitano  Marco  a continuare a combattere  la sua battaglia e a vincerla.
 
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21 maggio 2013 2 21 /05 /maggio /2013 17:15

roma lettera dei carabinieri che si ribellano ai t-copia-1 La lettera qui riportata forse non mancherà di suscitare le solite polemiche all'italiana. E' la lettera(sul sito:pianetacobar.eur) scritta dall'Appuntato Scelto dei Carabinieri Vincenzo Romeo, Rappresentante nazionale dell'Arma dei Carabinieri, nella quale rivolgendosi ai Ministri della Difesa e degli Interni del nuovo governo, descrive la drammatica situazione di incertezza(comune a tanti italiani in questo periodo),protestando contro i tagli effettuati sulla sicurezza e sul personale dell'Arma.I tagli andrebbero fatti senza dubbio su ben altri stipendi e privilegi. 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

AL MINISTRO DELLA DIFESA

AL MINISTRO DEGLI INTERNI                    

 Enrico, Angelino, Mario, cittadini italiani, uomini di Stato, uomini di Governo. Presidente del Consiglio, Ministro degli Interni, Ministro della Difesa di questo Governo della speranza, per tutti i cittadini italiani, per tutti noi, Carabinieri. 

In questa settimana, come tante, passa avanti agli occhi dei Carabinieri d’Italia tutto quello che è la nostra vita, il nostro ruolo in questa società, il nostro sacrificio per questo paese, per il nostro paese.  Mercoledi a Torino alla scuola allievi carabinieri hanno giurato 75 carabinieri , dei 240 che costituiscono l’arruolamento, il turn over del 2012 a fronte di  oltre 2000 unità che sono andate in pensione, scelta di Governo con la spending review.  Sabato il sacrificio di Tiziano della Ratta, Appuntato dei Carabinieri, che per l’ordine e la sicurezza pubblica di questo Stato è stato chiamato ad intervenire in una rapina. Un conflitto a fuoco lo ha condannato a lasciare moglie e un figlio che ad un solo anno di età deve rinunciare al padre, eroe, che ha dato la vita per lo Stato Italiano.  Il Maresciallo capo Domenico Trombetta, che era con lui, convivrà con 5 cicatrici da colpi d’arma da fuoco sulla pelle.  Domenica mattina, avanti a palazzo chigi, il Brigadiere Giuseppe Giangrande  e il  Carabiniere Scelto Francesco Negri hanno dovuto fare da bersaglio in un attentato mirato ad un uomo di Governo.  Francesco, ferito, ha subito un intervento chirurgico. Giuseppe, colpito al collo, dopo una delicata operazione, dovrà superare la prognosi riservata per una lesione interna. 

Non è la prima volta che un carabiniere sacrifica la propria vita, non è la prima volta che un carabiniere rimane ferito, non è la prima volta che la vita di un carabiniere è in gioco.  Ma è la prima volta che un Carabiniere è stanco di dover combattere per difendere la propria dignità di uomo in divisa al servizio dello Stato.

E’ la prima volta che un carabiniere si trova difronte ad uno stipendio non corrisposto per cio’ che gli compete. Il blocco del tetto salariale del 2010 è stato “sanato”, per la nostra specificità, con uno stanziamento “una tantum” che non è coperto e che non ha corrisposto il 50% delle spettanze di avanzamenti, scatti di grado, indennità di anzianità ai Carabinieri di ogni ordine e grado che per il triennio 2011-2013 aveva maturato cio’ che gli spettava dopo anni di lavoro in questa istituzione al servizio dello Stato.  Nel 2013 sarà corrisposto solo il 13%, cioe’ nulla.  Il blocco contrattuale, fermo al 2006, si protrarrà sino al 2014.  La pensione del collega che ci ha lasciato è di 900 euro mensili. Non solo la sua, ma di decine di migliaia di Carabinieri che ad oggi, sanno che fra 25 anni e piu’ questa sarà la tanto maturata pensione.  La ragioneria dello Stato ha fatto uno studio per recuperare somme necessarie per l’economia del paese, prevede il taglio del 10% della parte previdenziale dello stipendio del carabiniere. 

Cari Enrico, Angelino e Mario, i carabinieri sono davvero stanchi di assistere a questa violazione della propria dignità. Carabiniere è a difesa della dignità dello Stato, della propria dignità di uomo dello Stato e di cittadino italiano.  Non possiamo andare avanti cosi’.  Non si puo’ morire per il paese e il paese ci riserva questo trattamento. Non è accettabile da chi è tutti i giorni, con la propria vita, al servizio del paese, della sicurezza e dell’ordine pubblico di una comunità che vede crescere giorno dopo giorno criminalità e delinquenza.  In queste ore i colleghi stanno esprimendo sconcerto, delusione, malcontento. I colleghi ci chiedono di reagire nel far sentire la voce dei carabinieri per la nostra dignità di uomini in divisa con una propria specificità, calpestata dalle scelte di Governo. 

L’economia del paese non puo’ passare per tagli alla sicurezza, agli uomini del comparto.  I tagli stanno facendo implodere le singole amministrazioni che con le scelte di recupero economico vanno sempre ad incidere sul personale.   Non è accettabile che a fronte di tutto quello che abbiamo visto e gli scandali dell’economia nazionale e politica vanno a pagare gli uomini in divisa al servizio del paese.  I nostri stipendi esigui che non ripagano certo il rischio della propria vita non possono essere la salvezza dell’economia del paese.  I tagli vadano fatti nelle dinamiche economiche nelle spese di Governo per affitti e costi di gestione di strutture pubbliche e intrecci politici. Abbiate il coraggio delle scelte, abbiate il coraggio di recuperare dove lo spreco è noto a chi governa e non dalle tasche delle famiglie degli uomini al servizio dello Stato.  Salvare banche, sottacere gli scandali economici che hanno assorbito miliardi di euro di soldi pubblici con i quali avremmo salvato il paese da una crisi provocata da governo e politica, e non certo da chi ha servito e serve questo paese con dignità e senso del dovere. 

 Siate responsabili, sentite il peso delle scelte, sappiate avere il coraggio di fare le scelte, quelle vere, quelle per la gente di questo paese. Sappiate dare dignità a chi rappresenta questo paese, a chi viene preso a bersaglio per colpire lo Stato, la politica, il Governo. 

 Noi, carabinieri, siamo stanchi. Noi cittadini di questo paese siamo stanchi. La nostra dignità la difenderemo senza alcun compromesso, per noi, per le nostre famiglie, per i nostri figli. 

Che il vostro sia un incarico di Governo che dia risposte a questo paese, ai cittadini di questo paese, che ridia dignità agli uomini in divisa al servizio di questo paese.

 

Vincenzo Romeo,

Appuntato Scelto nei Carabinieri, Appuntato per le scelte di Governo,

Rappresentante nazionale dell’Arma dei Carabinieri

900 euro di pensione garantita fra 25 anni

200 euro in meno al mese per il blocco del tetto salariale

Dignità che sarà difesa come uomo e come cittadino di questo paese.

 

 

 

 

 
 
 
 
                      
   
                              
   
          
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6 maggio 2013 1 06 /05 /maggio /2013 15:08

foto-generale-brigata-sassari-manca.jpgNon ha certo peli sulla lingua il Generale Nicolò Manca, primo Comandante sardo della Brigata Sassari, quando si rivolge ai politici italiani in un'intervista riportata oggi sul quotidiano"La Nuova Sardegna", di certo"li metterebbe tutti in fila, testa alta,petto in fuori e march!al lavoro, a risolvere i nodi che soffocano l'Italia". Le sue parole esprimono quello che pensano molti italiani. Il Generale Nicolò interviene sulla vicenda dei due Marò detenuti in India con un gesto eclatante:restituisce allo Stato le sue medaglie come gesto di protesta.  Non ha mai potuto essere testimone davanti alle ingiustizie ma è sempre dovuto intervenire:"(...)""Io devo essere partecipe, se vedo un bullo, uno che per strada provoca, è prepotente,lo raggiungo per fargli capire che sta sbagliando, lo so nemmeno a 70 anni, quel pizzico di balentia che mi porto dentro e che ho ereditato con il dna nascendo a Ortueri, va a riposare, le ingiustizie proprio non le sopporto ridateci i marò". Sul caso dei due Marò, il Generale Manca non ha dubbi, è criticverso la classe politica:"Non hanno coraggio nè orgoglio, ma guardate il Presidente del Consiglio Letta, ha appena scelto i ministri e che fa?Va a nominare l'Ambasciatore Staffan de Mistura suo inviato speciale presso il governo indiano. E il Ministro della Difesa che ha fatto?La prima scampagnata in Afghanistan anzichè andare in India dove sono agli arresti i suoi soldati. E cosa dire  della magistratura indiana che limita i movimenti del nostro Ambasciatore a New Delhi in violazione della Convenzione di Ginevra?"Siamo il quarto paese al mondo per spese e impegno militare nelle missioni di pace, abbiamo una credibilità elevatissima, come possiamo rinunciare a farci valere in una situazione come questa?La verità è che i nostri politici sono impegnati in altro". E il coraggio non gli è certo mancato, nemmeno in passato quando il Ministro Previti avrebbe voluto sciogliere la Brigata Sassari e lui disse:"Dovreste mandare a casa questo governo dove più della metà dei rappresentanti è inquisito". Bertinotti, l'allora Presidente della Camera si infuriò:"Un Generale che parla così deve essere prima di tutto messo in galera". Il suo pensiero va anche al dramma che stanno vivendo le famigile dei due fucilieri del S.Marco."Di chiaro c'è un solo elemento, ogni giorno che passa accorciamo la vita ai due Marò e ai loro familiari"(...) ci vuole una ferma presa di posizione da parte del Presidente dela Repubblica che solleciti la volontà politica e la determinazione che andava dimostrata fin dallinizio di non cedere ai ricatti degli indiani e ricordando a New Delhi che potremmo irrigidirci sul fronte della tolleranza elargita a quanti di loro vivono e fanno affari in Italia".  Cita inoltre gli esempi di americani e israeliani che senza pensarci su, sarebbero disposti ad andare a riprendersi i loro uomini. Di certo se potesse il Generale Manca andrebbe lui stesso di persona a riprendere i Marò, d'altronde lui che è stato al comando della gloriosa Brigata Sassari, non ha mai abbandonato i suoi soldati. Il suo gesto di restituire le medaglie vale di più di mille parole. Nessuno deve essere lasciato indietro.

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30 marzo 2013 6 30 /03 /marzo /2013 19:27

    maro-10-copia-1.jpg"La morte dei pescatori indiani è un'invenzione"a dirlo è il Comandante in seconda della Enrica Lexie, la nave a bordo della quale prestavano servizio i 2 fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo afferma in un'intervista a Radio Capital, aggiungendo così un altro importante tassello per arrivare alla verità su questa intricata vicenda. Sempre nell'intervista, il Comandante Noviello afferma che non sono stati i 2  fucilieri del S.Marco a colpire i 2 pescatori indiani. I 2 marò infatti hanno sparato sì, ma colpi di avvertimento in acqua come prevede la procedura in questi casi. In questo caso un'imbarcazione sospetta si stava avvicinando alla Lexie. Lo scontro a fuoco c'è stato sì, ma all'interno del porto con la guardia costiera locale di Kochi, e si suppone che le 2 morti siano avvenute in quello scontro a fuoco"E per coprire questo errore ci siamo capitati noi di mezzo, anche perchè la Coast Guard di Bombey quando ci ha telefonato ci ha detto esplicitamente di entrare a Kochi che loro avevano catturato 2 barchette sospette pirate e volevano l'eventuale riconoscimento da parte nostra."  Il Comandante della Lexie  ha assistito a tutta la scena:la piccola imbarcazione che si avvicina, Latorre che ha segnalazioni ottiche, ma nonostante tutto quelli delle barchette hanno continuato ad avvicnarsi. In pratica i 2 marò hanno sparato in acqua dei colpi di avvertimento agli uomini che sull'imbarcazione che si stavano avvicinando troppo alla Enrica Lexie. Il Comandante è sicuro:"Non ho visto morti, la morte dei pescatori è un'invezione". Una testimonianza davvero importante questa. Il video integrale dell'intervista si può vedere su Youtube:"Marò:non sono stati i marò a colpire i pescatori". E se non sono stati i marò, sarebbe ora di scoprire chi sono i veri colpevoli e processarli.

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22 marzo 2013 5 22 /03 /marzo /2013 18:58

I due fucilieri del S.Marco sono partiti ieri sera da Brindisi su velivolo militare.Destinazione New Delhi, dove sono giunti oggi scortati dal Sottosegretario agli Esteri Staffan Mistura alle ore 18.00 ora locale(le 13.00 in Italia). "Siamo militari e andiamo avanti"hanno detto Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sul volo che li riportava in India, dove saranno sottoposti al processo una volta che sarà insediato il tribunale che li dovrà giudicare. Grande soddisfazione è stata espressa dal premier indiano"E' stata salvaguardata l'integrità e la dignità dell'ordinamento giudiziario indiano". L'Italia invece non ha salvaguardato la faccia. Una decisione, quella di riconsegnare i 2 Fucileri del S.Marco agli indiani, che è giunta a sorpresa. Era l'11 marzo infatti, quando il Ministro degli Esteri italiano Terzi annunciava che i 2 militari sarebbero rimasti in Italia. Sembrava che la vicenda si fosse risolta positivamente. I 2 marò sarebbero stati giudicati da un tribunale italiano per l'accusa dell'uccisione di due pescatori indiani Non ci sono le prove che i 2 militari siano responsabili del reato a loro ascritto in quanto c'è la prova che non hanno sparato(vedi articolo"i 2 marò non hanno sparato"india.maro-riconsegnati-agli-indiani-infuriano-le-copia-1.jpg su questo blog nella sezione:attualità). Intanto in Italia e sul web infuriano le polemiche per questo inatteso quanto improvviso dietro-front del Ministro degli Esteri. Sale l'indignazione come si può leggere nei vari commenti su Facebook:"Ormai abbiamo perso tutto, con questo anche la faccia","Italiani veri boicottiamo gli acquisti di prodotti indiani!Fuori le palle!Nessuno indietro mai, subito a casa!" c'è anche qualche voce fuori dal coro:"Vi auguro tutta la compassione del mondo, tutte le attenuanti possibili, ma per me non siete assolutamente eroi. Ci Manca solo che vi diano la medaglia!"Italia senza coraggio:ci sequestrano l'ambasciatore e gli rimandiamo i marò.L'Europa unita per i fatti suoi, la NATO che si dimenticata dell'art.5 e non ci tutela, ma stiamo più inguaiati dell'India dove non siate tanto sicuri che la condanna a morte è scongiurata". Infatti c'è da dire che i 2 marò sono stati riconsegnati agli indiani dietro la promessa che non verranno condannati a morte. Tra gli altri commenti si legge anche:"Che Dio vi protegga, perchè a parte noi(che purtroppo nulla possiamo)non hanno più nessuno su cui contare. Grazie politicanti di merda." "Vergogna" "Mi vergogno di essere italiano","Che figura di merda","Una vergogna insostenibile","Questo è il paese dove l'onore non esiste più come valore, grazie a tutti i vertici e ai loro lacchè superstipendiati","Non c'è più rispetto per la nostra bandiera colpa di alcuni politici, l'onore è un valore come il nostro tricolore,questi marò non sono 2 burattini, io manderei il figlio di Monti in India", "Premesso che non dò per scontato che siano innocenti, è stato un errore annunciare che non sarebbero rientrati, se non erano sicuri di poterlo fare, per le famiglie e per gli italiani. Questa politica inetta non sa proteggere i propri cittadini, il Ministro deve rispondere". E il Ministro risponderà, darà le sue spiegazioni su questo clamoroso dietro-front, lo farà martedì quando assieme al Ministro degli Esteri Giulio Terzi riferirà in Parlamento. Nel frattempo in Italia infuriano le polemiche e i dibattiti su quanto accaduto. Forse questa volta l'Italia ci ha davvero perso la faccia.

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20 marzo 2013 3 20 /03 /marzo /2013 17:20

foto-alpino-virgilio-copia-1.jpgL'Alpino Virgilio sorride fiero nella sua divisa, accanto alla ragazza che ha appena sposato nella foto inviata a questo blog. Virgilio adesso non ha più motivo di sorridere:un'ingiustizia gli ha portato via quella divisa. Essere un Alpino era sempre stato il suo sogno, adesso è un sogno spezzato. La sua lettera racconta la storia di un'ingiustizia.

Avoscan di San Tomaso, 20  Marzo  2013

 Oggetto:Gravi Problemi familiari da Alpino VFP4

Chi vi scrive è un ragazzo bellunese di 28 anni o meglio un Alpino delle Dolomiti nel cuore e nell'anima!

Provengo da una famiglia veramente povera di umili origini, situazione che mi ha portato a dover rinunciare agli studi e ad accontentarmi della licenza media. Chiuso questo capitolo, mi sono battuto per un posto da volontario professionista, il mio sogno di una vita.

Dopo numerosi tentativi, finalmente nel 2009 sono diventato VFP4 (dichiarato idoneo al servizio permanente) presso il prestigioso Corpo degli Alpini; ero riuscito nel mio intento, nel mio obiettivo cioè quello di indossare la divisa così da sentirsi fieri e orgogliosi di appartenere alle Truppe Alpine con la sua storia, i suoi valori, i suoi sacrifici, le sue glorie, le sue tradizioni... motivo di felicità non solo per me ma anche per la mia famiglia. Ho sempre creduto in tutto quello che ho fatto portando avanti con devozione i miei valori, gli ideali alpini, l'amore per il servizio... Poi circa un anno e mezzo fa le mie speranze, i miei sogni, si sono infranti, sgretolati e tutte le mie certezze sono venute meno. Tale circostanza si è creata dopo la mia personale richiesta esposta  più  volte di trasferimento presso un piccolo distaccamento di alta montagna “Arabba – Marmolada”  (anche per essere più vicino ai miei genitori entrambi invalidi civili al 67% mamma e 100% papà, potendo così  essere indispensabile nei momenti di pernotto e licenza di fine settimana PFS) e non concessomi senza un motivo preciso anzi mandato all’Ospedale Militare di Padova e congedato con una”a detta loro”(futura possibilità di reintegro.)

In questi mesi, non ho più avuto la possibilità finanziaria di far fronte alle spese di ricorso; così è sfumato il sogno di una vita da alpino e mi ritrovo a casa con un unico pensiero: quello di poter tornare a vestire di verde, non solo nell'animo ma anche nella vita quotidiana e di continuare umilmente a prestare servizio alla Nazione.

Penso di aver sempre dato il meglio di me, di non aver mai creato problemi a nessuno, prodigandomi a costruirmi un futuro sicuramente migliore della mia infanzia.

Non avrei mai voluto giungere a questo punto, a scrivere questa sorta di lettera ma desiderando solo che qualcuno prendesse in considerazione la mia situazione.

Termino questa lettera col dire che ringrazio della cortese attenzione prestatami e scusandomi per il disturbo arrecato.

                                                              Distinti Saluti

                                                        Alpino Faè Virgilio

Via Avoscan, 7

32020 San Tomaso Agordino (BL)

                                                                                              Avoscan di San Tomaso Agordino,20  Marzo 2013 Innanzitutto desidero ringraziarVi veramente tanto tanto di cuore per la cortese risposta alla mia mail, ultimamente per me le cose non vanno tanto bene, mi sento triste, demoralizzato al solo pensiero di non poter più vestire una divisa da Alpino, e perché? Per un proscioglimento a parer mio ingiusto, visto che non chiedevo altro ma solo di essere trasferito in un distaccamento di Alta Montagna (Arabba – Marmolada), per poter essere più vicino a mia moglie ma soprattutto ai miei genitori entrambi invalidi civili ed io che sono figlio unico mi sento in dovere, e non solo, di provvedere a loro per quanto concerne i lavori manuali (taglio legna, falcio erba, spalare neve …) attività alle quali avrei provveduto e provvederei durante le licenze, i fine settimana, i permessi di libera uscita … dalla caserma. Ecco … mio papà e mia mamma … loro che quando mi hanno visto diventare Alpino VFP4 e sapere che ero idoneo al Servizio Permanente si sono commossi e inorgogliti poiché vedevano in me, il loro figlio, colui che era uscito da quella situazione economica disagiata, dopo tutto quello che avevano passato. Invece è andato tutto diversamente, la mia richiesta non è stata accolta e come si dice oltre al danno anche la beffa, non mi hanno ascoltato, hanno fatto scarica barile, mandato all’Ospedale Militare di Padova e giudicato depresso (assurdo!); con questo verdetto sono stato prosciolto e mandato a casa senza tanti complimenti. Vivo a San Tomaso Agordino, paesino di Alta Montagna circondato dalle più belle cime del Mondo (Dolomiti) e anche se potrà sembrare banale o infantile, le mie radici, il mio cuore sono qui; l’amore per i miei monti, le mie vette, per questi luoghi stupendi, per la storia delle Truppe Alpine mi hanno spinto a diventare Alpino! L’importante, per un reintegro in tempi brevi è di riuscire a presentarmi davanti ad una Commissione Medica Militare che possa ridarmi l’idoneità al Servizio, dato che non sono stato riformato ma prosciolto (a Foligno nel 2008 mi avevano fatto idoneo non solo per i 4 anni ma come già ribadito anche per il Servizio Permanente) e purtroppo sono quasi trascorsi 2 anni dal proscioglimento e il tempo passa …

Credetemi, amo tanto la Montagna, gli Alpini e non chiedo altro!

Per me è già tantissimo aver ricevuto una Sua mail (cosa assolutamente inaspettata), e non voglio disturbarla oltre.

Non so ancora come ringraziarVi adeguatamente, per me è un sogno e vorrei tanto che si avverasse. GRAZIE MILLE!

Distinti saluti.

Alpino Faè Virgilio

Che dire? C'è solo da sperare che la lettera dell'Alpino Virgilio Faè giunga a chi di competenza o a qualcuno che possa fare qualcosa per restituire il suo sogno spezzato da un'ingiustizia.  

                                                                                          

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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11 marzo 2013 1 11 /03 /marzo /2013 18:04

maro-10.jpgEra la notizia che tutta l' Italia aspettava:dopo oltre un anno Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i 2 fucilieri del S.Marco detenuti in India e attualmente in licenza per votare alle elezioni politiche, non dovranno rientrare in India al termine della licenza. L'annuncio è stato fatto dal Ministro degli Esteri Giulio Terzi:"Restano in Italia, l'India viola il diritto internazionale." I due marò del S.Marco avrebbero dovuto fare rientro in India, come era già successo a Natale al termine della loro licenza, per essere giudicati da un Tribunale indiano circa l'accusa nei loro confronti di avere ucciso 2 pescatori indiani. "Lo apprendo adesso, devo fare le mie verifiche"queste le parole della moglie di Salvatore Girone all'ANSA, nell'apprendere la notizia. Dal canto suo, il Ministro degli Esteri ha affermato che:"L'Italia ha sempre ritenuto che la condotta delle autorità indiane violasse gli obblighi del diritto internazionale(...)". In una nota dell'ambasciatore italiano a New Delhi, Daniele Mancini, si afferma che:"L'Italia ha ribadito la propria disponibilità di giungere ad un accordo per una risoluzione delle controversie, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giuridica." Ma il fatto più importante è che i 2 fucilieri resteranno in Italia: dopo oltre una anno di tira e molla con il governo indiano, di continui rinvii dell'Alta Corte indiana del processo a carico dei due militari, dopo  i tanti misteri e i punti pochi chiari della perizia indiana e di alcune prove sparite. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non dovranno tornare in India. Ma c'era davvero bisogno di far passare più di un anno per arrivare a questa decisione?

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21 febbraio 2013 4 21 /02 /febbraio /2013 17:11

Roma_I-lince-usati-in-afghanistan-sono-insicuri.png Lo aveva affermato circa un anno fa un carrista, (che aveva voluto restare anonimo) al"Fatto Quotidiano",lo aveva confermato un Maresciallo in un'intervista in esclusiva a questo blog(vedi l'articolo:il Lince è pericolossissimo,le rivelazioni di un Maresciallo dell'Esercito),ora arriva la conferma dalla Procura di Civitavecchia. Il Lince non è un blindato affidabile. Ha grossi problemi di stabilità ed è meglio che non superi la velocità di 65 km/h ,dato che i problemi di tenuta di strada e di stabilità, a questa velocità aumentano.  Due anni fa, alcuni militari si trovavano a bordo di un Lince sull'Aurelia, di ritorno da un'esercitazione a Grosseto, in vista della loro partenza per l'Afghanistan. Il blindato si era ribaltato. Il parà della Folgore, Nicola Casà era morto in quell'incidente, gli altri suoi colleghi erano rimasti feriti. Per questo incidente probabilmente sette militari finiranno sotto processo. Tra di loro Aldo Miscioscia, Direttore del centro polifunzionale del comando logistico dell'Esercito che doveva occuparsi di verificare la stabilità del Lince, e Antonio Guicciardino, Direttore Generale della Direzione Armamenti Terrestri della Difesa, che aveva rilasciato il certificato di omologazione del Lince che poi si è ribaltato. Non è la prima volta che un militare ha trovato la morte sul Lince:un anno fa in Afghanistan dei militari erano morti proprio a causa del ribaltamento del loro Lince in un corso d'acqua, e altri incidenti sono accaduti in Italia in fase di addestramento. Il Lince non è affidabile eppure continua ad essere utilizzato lo stesso.

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10 febbraio 2013 7 10 /02 /febbraio /2013 16:35

sassari-lo-scandalo-dei-mezzi-militari-per-la-missione-in-a.jpgMezzi militari che venivano utilizzati anche in missione in Afghanistan, venivano rimessi a nuovo con pezzi di ricambio già usati o riverniciati per farli sembrare nuovi. Mezzi militari che poi venivano utilizzati dai militari in missione con seri pericoli per la loro incolumità. Una vera e propria truffa ai danni dello Stato da 100 mila euro, ma soprattutto una truffa ai militari che  inconsapevoli del tutto, su quei mezzi ci dovevano salire per svolgere il loro lavoro. Una truffa che è stata scoperta dopo lunghe indagini dalla Guardia di Finanza di Sassari.  Un'indagine che riguarda tutta Italia e che fin'ora ha portato al sequestro di 26 mezzi mezzi militari del tipo Iveco VM90(fuoristrada per pattugliamenti) e ACM 90(camion usati per trasportare i materiali), di 105mila euro, sette computer, sei hard-disk e altro materiale, sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Sassari. Cinque persone sono indagate:il titolare dell'officina di Castel Sardo in provincia di Sassari e i suoi tre familiari,  ed un ufficiale sono stati denunciati alla Guardia di Finanza. Si è scoperto un vero e proprio giro di riparazioni inesistenti su dei veicoli che sono poi stati usati anche nelle missioni in Afghanistan.L'officina aveva ottenuto l'appalto per la manutenzione dei veicoli di pattugliamento e per il trasporto dei materiali dell'Esercito.Invece di provvedere alla reale riparazione dei mezzi, utilizzava pezzi di ricambio usati oppure li riverniciava per farli sembrare nuovi di zecca e li fatturava come nuovi.Si attendono nuovi sviluppi dall'esame del materiale sequestrato.

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