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4 novembre 2016 5 04 /11 /novembre /2016 16:04

Messaggio del Ministro della Difesa,

Sen. Roberta Pinotti,

in occasione del 4 novembre 2016, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Roma, 4 novembre 2016

Uomini e donne della Difesa,

oggi, 4 novembre, celebriamo il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate.

È questo un connubio non casuale, perché in quello che fu uno dei momenti più difficili della nostra storia, in cui la stessa integrità nazionale fu messa seriamente in discussione, furono le Forze Armate a guidare il popolo italiano in quello sforzo corale, epico e condiviso che portò al vittorioso epilogo di Vittorio Veneto.

In questa giornata rievochiamo quella lunga stagione di eroismo che rese possibile portare a compimento i grandi ideali del Risorgimento, non solo con la conquista delle frontiere naturali e il ricongiungimento della popolazione italiana alla Patria comune, ma anche con il raggiungimento di una coesione che diede all’identità italiana la forza del plebiscito dal quale non si può più tornare indietro.

Oggi meditiamo sul significato profondo di quei valori che animarono il comportamento di coraggio e di dignità di tante migliaia di giovani di tutta l’Italia; quelli che versarono il proprio sangue sulle pietraie del Carso, sull’Isonzo, sul Monte Grappa, sul Piave e su tanti altri fronti e che in, gran parte, non ebbero neanche il conforto della sepoltura.

Sono gli stessi valori che oggi animano il vostro operare quotidiano, per il bene del Paese e della collettività internazionale, in Italia e all'estero, perché se sono mutati i contesti operativi, le minacce da affrontare, le emergenze da fronteggiare, nulla è cambiato nel modo di agire di chi indossa le stellette, che resta legato allo stesso, irrevocabile giuramento di Fedeltà alla Patria e alle Istituzioni Repubblicane.

In questa giornata, il nostro più grande e deferente omaggio va innanzitutto a coloro che, per restare fedeli a quel giuramento, non hanno esitato a sacrificare la propria vita.

A tutti Voi, che in questo momento siete impegnati, dentro e fuori i confini nazionali, va invece la mia più profonda gratitudine, per la dedizione, la maturità professionale e il senso della solidarietà che ispirano il vostro operare quotidiano.

Se mettiamo insieme le cose fatte dalle Forze Armate in questi ultimi decenni, emerge un affresco straordinario di impegno, di capacità e di umanità che segna in modo determinante la storia attuale dell’Italia e che ha contribuito a radicare nei cittadini una profonda stima e consenso nei confronti del vostro operato.

Sono queste le qualità che vi hanno fatto guadagnare stima e ammirazione, in tutti gli ambiti, perché vi hanno consentito di tradurre in fatti e in azioni concrete quell’aspirazione alla pace e al rispetto della dignità umana che è patrimonio condiviso di tutto il nostro popolo.

Dai traguardi faticosamente raggiunti non si torna indietro, ma si guarda al futuro con fiducia e determinazione, sono tante le sfide da affrontare prima fra tutte quella della trasformazione delle nostre Forze Armate delineata chiaramente dal Libro Bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa.

Roma:Festa Forze Armate,Pinotti:"il nostro omaggio a chi ha sacrificato la vita"
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27 ottobre 2016 4 27 /10 /ottobre /2016 18:14
Cagliari:poliziotti incazzati scendono in piazza per protestare

La scorsa notte a Cagliari, nella centralissima Piazza del Carmine:una rissa tra sardi e migranti che poteva finire anche peggio. Anche in questo caso è intervenuta la polizia, ma il personale non ce la più a fare fronte a quella che ormai è una situazione che sta diventando sempre più pericolosa per la sicurezza dei cittadini. "Gli episodi di microminalità stanno aumentando , l'intervento dei colleghi ha evitato conseguenze nonostante gli agenti siano sempre di meno e i servizi sempre di più"ha affermato Luca Agati segretario de SAP di Cagliari, in un'intervista su un quotidiano. E dello stesso parere è Salvatore Deidda del SIULP:"La politica dell'accoglienza senza organizzazione sta creando non pochi problemi, ci stupisce che chi gestisce l'immigrazione non si sia accorto delle gravi situazioni che si stanno creando".

Cosi "Domani Sap e Coisp scendono in piazza per manifestare il disagio legato alla debilitazione dell'apparato della sicurezza alla luce degli ultimi fatti di cronaca. Verrà effettuato, dalle ore 11.30 alle ore 13.00 un sit-in all'ingresso della Questura, occasione durante la quale verrà distribuito un documento a cittadini e colleghi con le ragioni della protesta"si legge sulla pagina Pagina Facebook del SAP. E lo slogan della protesta è davvero incisivo:"Adesso Basta!". Speriamo davvero che questa protesta dia la sveglia una volta per tutte alle autorità competenti in modo da  porre rimedio a una situazione che sta sfuggendo di mano.

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19 ottobre 2016 3 19 /10 /ottobre /2016 18:47

Missione compiuta per la Brigata Sassari. Ieri i "Dimonios"sono atterrati all'aeroporto di Alghero e hanno potuto riabbracciare i loro famigliari dopo sei mesi di missione in Libano. Una missione che è stata portata a termine brillantemente.

Durante la loro missione i militari della gloriosa Brigata hanno stabilito un dialogo con le autorità civili e religiose locali, e hanno inoltre dato il loro supporto alla popolazione realizzando tanti progetti di cooperazione civile e militare neell'ambito dell'istruzione, della sanità e dei lavori pubblici. I "Dimonios"sono stati inoltre impegnati a mantenere la stabilità dell'area e hanno incrementato le attività operative e addestrative in cooperazione con le forze armate libanesi, in modo da garantire una sempre maggiore autonomia e capacità d'intervento in tutta l'area posta sotto la loro responsabilità, in particolar modo lungo la "Blue Line"la linea di confine tra Libano e Israele.

"Il successo della missione è stato determinato dalla professionalità e dall'approccio di ogni singolo peacekeeper, improntato al rispetto e sostenuto da passiobne, dedizione e spirito di servizio", così il Generale Nitti ha voluto elogiare l'operato dei militari della Brigata Sassari. A continuare il lavoro svolto dai "Dimonios"sarà la Brigata di Cavalleria"Pozzuolo Friuli"che è subentrata alla Sassari al comando dell'operazione"Leonte"nell'ambito della missione UNIFIL. Il passaggio di consegne tra il cedente Generale Arturo Nitti e il subentrante Generale Ugo Cillo si è svolto lunedi presso la base di Shama, tra i presenti anche il Generale Michael Beary, Capo Missione e Comandante delle forze ONU nel Libano meridionale, che ha voluto elogiare il lavoro svolto dai"Dimonios":"Durante questi sei mesi gli uomini e le donne della Brigata Sassari si sono distinti nel condurre una serie di attività operrative che sono la ragione di vita dei caschi blu di UNIFIL. Siate fieri del legame che avete instaurato con la popolazione locale, testimoniato dalle autorità ibanesi qui presenti oggi, segno dell'affetto e del rispetto della popolazione libanese".

E adesso per la Brigata Sassari si può davvero dire:missione compiuta.

Alghero:Brigata Sassari rientra dal Libano:missione compiuta
Alghero:Brigata Sassari rientra dal Libano:missione compiuta
Alghero:Brigata Sassari rientra dal Libano:missione compiuta
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18 ottobre 2016 2 18 /10 /ottobre /2016 14:36
Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"
Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"
Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"

Continuano gli sbarchi dei profughi e la situazione nelle quale si trovano a dover lavorare i poliziotti dell'ufficio immigrazione in Via Venturi, diventano sempre più drammatiche, come anche segnalato da Luca Agati del SAP di Cagliari e documentato dalle foto:

"Ci si riempie molto la bocca con l'accoglienza dei migranti, poi queste sono le reali condizioni in cui sono costretti i poliziotti cagliaritani dell'ufficio immigrazione. Fascicoli accumulati in terra per mancanza di spazio, una sala d'attesa gremita all'inverosimile con soli tre sportelli operativi tra sedie rotte e Fili elettrici volanti, ambienti fatiscenti con la muffa sui muri, ed un grave problema di sicurezza con centinaia di stranieri che ogni giorno passeggiano nella caserma che ospita tra gli altri, gli uffici delle Volanti, dei tiratori scelti e degli artificieri. Non si può tollerare una situazione del genere, segnalata puntualmente ogni anno anno durante le visite previste per la salubrità degli ambienti di lavoro. Uno sbarco non si risolve nel solo giorno di arrivo, si articola per mesi e non è più tollerabile una situazione come questa".

Una situazione non più tollerabile, ma che comunque si continua a tollerare dato che nessuno ferma gli sbarchi. Sbarchi che continuano tutti i giorni e in Sardegna si stanno ormai esaurendo i posti disponibili nelle varie strutture per accogliere i migranti. Fino a quando si dovrà tollerare questa situazione?

 

 

Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"
Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"
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16 ottobre 2016 7 16 /10 /ottobre /2016 17:57

MINISTERO DELLA DIFESA

STATO MAGGIORE DELLA DIFESA

UFFICIO GENERALE DEL CAPO DI STATO MAGGIORE

Ufficio Pubblica Informazione

 

Roma, 12 ottobre 2016

TRASMISSIONE “LE IENE”

 

In merito al servizio “Droga e militari italiani in Afghanistan”, andato in onda nella puntata dell'11 ottobre delle “Iene”, lo Stato Maggiore della Difesa smentisce categoricamente quanto riportato, poiché frutto di illazioni e notizie false che gettano discredito sulle Forze Armate.

In particolare, quanto dichiarato dal presunto militare è smentito dal fatto che tutto il personale militare, di ogni categoria e grado, in missione e in Patria, viene obbligatoriamente sottoposto a controlli periodici volti ad individuare l'eventuale uso, anche occasionale, di sostanze stupefacenti. Laddove vi siano stati riscontri positivi, le Forze Armate, ribadendo la propria politica di “tolleranza zero”, hanno perseguito i singoli, avviando con immediatezza tutte le previste procedure giudiziarie, disciplinari e sanitarie. L’affermazione di supposte connivenze tra commilitoni e comandanti, inoltre, è totalmente infondata: in operazioni ad alto rischio, la sicurezza e l’incolumità di ciascun militare, infatti, dipendono dalla lucidità e dalla pronta reattività di ogni collega e, quindi, nessuno tollererebbe la vicinanza di chi abbia capacità psicofisiche alterate dall’uso di sostanze stupefacenti.

Le affermazioni del sedicente Ufficiale dell’Aeronautica, invece, sono sconfessate dai controlli obbligatori presso gli aeroporti di partenza e di arrivo, effettuati dall’Arma dei Carabinieri. Tali controlli sono finalizzati a verificare l’osservanza dei vincoli di sicurezza imposti dall'autorità internazionale per il trasporto aereo e il rispetto delle norme doganali. La validità di tale sistema è dimostrata anche dal rinvenimento di modesti quantitativi di marijuana nelle canne di una decina di fucili. Il fatto è stato scoperto grazie a questi controlli e denunciato proprio dalle autorità militari, ma l’autore del servizio, nel riferire l’evento, ha strumentalmente omesso questa informazione.

Per quanto riguarda il personale civile che lavora all'interno delle basi nazionali all'estero, anch’esso viene quotidianamente sottoposto a stringenti controlli di sicurezza, tanto all’ingresso quanto all’uscita, da parte del personale militare di vigilanza e dei Carabinieri, nonché monitorato da un punto di vista sanitario: è pertanto fortemente improbabile che sostanze stupefacenti possano essere introdotte con facilità - come invece si afferma nel servizio - all'interno delle nostre basi.

Lo Stato Maggiore della Difesa si riserva pertanto di adire le vie legali nei confronti dell’autore del servizio, al fine di salvaguardare il buon nome e l’immagine di tutti quei militari che, pur tra innumerevoli difficoltà e sacrifici personali, adempiono quotidianamente il loro dovere con onore e disciplina, lontano dalle luci della ribalta.

 

 

 

 

 

 

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7 ottobre 2016 5 07 /10 /ottobre /2016 18:26
Cagliari:polizia senza personale deve assistere 1260 profughi

Situazione sempre piu'al limite a Cagliari per cio'che riguarda gli sbarchi dei profughi.Ieri una nave spagnola con a bordo 1260 profughi e'stata dirottata sul porto di Cagliari.Manca il personale di polizia che si deve occupare di sbarchi che avvengono ormsi ogni giorno. E il personale manca a causa dei tagli, oppure al personale addestrato nella gestione degli sbarchi vengono assegnati altri incarichi. Una situazione scandalosa quella denunciata da Luca Agati del Sap d Cagliari:"L'ufficio immigrazione ha un arretrato di lavoro impressionante,sono ancora migliaia le pratiche da gestire relative agli sbarchi precedenti tra inserimenti in banca dati e notifiche ai richiedenti asilo.La struttura e'al collasso funzionale, nonostante questo nei giorni scorsi altro personale addestrato e'stato inspiegabilmente destinato ad alyri incarichi.Non so come faremo a lavorare su altre 1260 persone l'arrivo piu'imponente a Cagliari da sempre.Anche oggi uffici interi impegnati a gestire lo sbarco,speriamo non accada nulla,avremmo serie difficolta'ad intervenire.Non sara'piacevole rispondere al cittadino in difficolta':"Ci dispiace ma siamo chiusi per sbarco" .Questa e'la dura realta'ed e'giusto che si sappia.Abbiamo bisogno di poliziotti. E'cosi difficile capirlo?". A quanto pare si,dato che nessuna delle autorita'competenti sta muovendo un dito per porre fine a qursta situazione scandalosa. 

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25 settembre 2016 7 25 /09 /settembre /2016 17:45
Cagliari:allarme sbarchi di algerini e Piazza Matteotti senza più vigilanza

Situazione sempre più allarmante a Cagliari, soprattutto nella zona del porto e di Piazza Matteotti che dopo lo sgombero dei profughi è rimasta senza vigilanza. I profughi dopo lo sgombero, si sono trasferiti in Piazza Amendola. Piazza Matteotti senza il presidio fisso delle forze dell'ordine, è diventata una zona a rischio della città, soprattutto di notte.

E' dell'altro giorno la notizia dello stupro di una ragazza di 23 anni. Stuprata da un italiano e da uno straniero. La ragazza ha avuto l'unica colpa di trovarsi ad attraversare Piazza Matteotti. Una piazza, che di notte diventa meta di balordi e criminali. Servirebbe un presidio fisso delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza dei cittadini, proprio come quello che c'era dopo lo sgombero dei profughi che avevano trasformato quella piazza nel loro dormitorio non avendo altro alloggio.

 Purtroppo con i tagli del personale alle forze dell'ordine, la situazione è diventata davvero pericolosa,anche in vista di nuovi sbarchi di algerini che stanno già avvenendo sulle coste del Sulcis, come denuncia Luca Agati del SAP di Cagliari:" Avevamo detto chiaramente che la vigilanza fissa in Piazza Matteotti non sarebbe rimasta a lungo, le carenze di uomini che denunciamo da anni sono alla base dei problemi. Negli ultimi cinque anni sono 130 i poliziotti in meno in provincia, numero destinato a salire per via di numerosi pensionamenti, almeno 350 tra tutte le forze dell'ordine e all'epoca non esistevano problemi legati all'immigrazione. Oggi si registrano nuovi sbarchi di Algerini sulle coste del Sulcis (più di 650 dall'inizio dell'anno) e come nei giorni scorsi garantiremo loro accoglienza ed il tacito permesso a delinquere. Quanto andrà avanti questa farsa?" C'è da sperare che la farsa finisca al più presto e si ponga rimedio a questa drammatica e allarmante situazione.

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11 settembre 2016 7 11 /09 /settembre /2016 19:40
Cagliari:lettera di un poliziotto in prima linea negli sbarchi profughi

"Ieri sono andato a letto presto, oggi è previsto uno sbarco e solo il giorno prima ho lavorato dalle 6 della mattina alle 4 di notte, ininterrottamente, senza cambio. Anche oggi sono le 6 e sono già in ufficio.

Lavoro in un settore molto delicato, un ufficio che ha molto a che fare con l'immigrazione, con gli sbarchi, con tutto ciò si riferisce all'accoglienza. Sono un poliziotto, ho 20 anni di servizio e da qualche anno mi occupo di queste nuove realtà. Dopo un'ora siamo al porto. Fa già caldo nonostante un vento fresco mi accarezzi la pelle. Le tende della Protezione civile sono ancora montate da ieri, ormai quel luogo mi sembra famigliare, succursale del mio ufficio della Questura.

La nave arriva e i primi migranti iniziano a scendere. Anticipano donne e bambini. Per chi, come me è padre, vedere piccole creature già colpite dalla sofferenza, mi scioglie il cuore. Il loro sguardo innocente, i loro sorrisi sinceri, il loro non conoscere neppure cosa siano un paio di scarpe. Le pratiche di accoglienza sono lunghe e lente, anche se la "macchina" funziona bene. Comincia a fare caldo davvero, sotto le tende blu sono funzionanti due ventilatori, ma muovono aria calda ed indossando la mascherina, spesso diventa impossibile respirare. L'acqua ce la fornisce la protezione civile, così come il caffè. Il caldo non aiuta e si comincia a sudare.

Individuiamo, in base alle dichiarazioni dei migranti, ben 13 presunti scafisti. È difficile trovare la chiave per entrare in contatto con loro, trovare il modo di colloquiare con queste povere persone, spesso debilitate e spaventate, soprattutto restie a collaborare. Individuare chi sono gli scafisti è sempre molto difficile ma quasi sempre siamo riusciti nel nostro intento.

Sono già le 15, il caldo si è fatto insopportabile. Mangio un panino mentre continuo a lavorare. Non è il caso di fermarsi, siamo in pochi e prima si finisce è meglio è. Siamo tutti reduci dallo sbarco di due giorni fa ed anche allora il caldo era assurdo. Quando le temperature sono alte, le forze piano piano ti abbandonano e ti accompagna un senso di spossatezza difficilmente raccontabile. I presunti scafisti sono stati individuati ed abbiamo raccolto abbastanza elementi per arrestarli. La tensione si alza, la stanchezza comincia a farsi sentire, sia dalla nostra che dalla loro. Gli equilibri sono spesso labili, basta poco per creare disordini e non è il caso.

Uno sbarco è duro anche a livello psicologico. Queste povere persone ti raccontano, tramite i mediatori e interpreti, di soprusi, violenze, minacce. Molti di loro sono minorenni, ragazzi che nel nostro paese difficilmente alla loro stessa età conoscono, com'è giusto che sia, il concetto di cattiveria dell'uomo. Per loro è diverso. Ascolti le loro parole poi ti giri e vedi i bambini giocare sorridenti e capisci, anche con orgoglio e felicità, che viene regalata loro una nuova possibilità di vita. È sera e ci spostiamo in Questura per redigere gli atti relativi agli arresti. 13 arrestati sono tanti e le carte da scrivere sono molte.

A cena mangiamo una pizza sulla scrivania, perdere altro tempo per andare in mensa sarebbe assurdo. Anche i ragazzi arrestati l'assaggiano, sicuramente per la prima volta nella loro vita. Alcuni degli arrestati sono minorenni e vanno quindi trattati in maniera differente. Anche in altri sbarchi è successo. Forse sono le organizzazioni criminali stesse che prediligono i minori per il compimento del reato. Non riusciamo in così poco tempo ad approfondire così tanto.

È notte fonda. Alcuni colleghi accompagnano i maggiorenni al carcere di UTA, gli altri i minorenni a Quartucciu. Torno a casa esausto alle 4.15, sono distrutto e ad essere sincero in condizioni impresentabili. Faccio una lunga doccia e vado finalmente a dormire. Anche oggi è andata, fino al prossimo sbarco".

Non sappiamo il suo nome, ma il poliziotto che ha inviato questa lettera alla"sottilelinearossa"è solo uno dei tanti poliziotti italiani che ogni giorno sono impegnati ad assistere i profughi nei loro continui sbarchi, anche in Sardegna. Una dura giornata di lavoro con turni di 18 ore  e passa a causa dei pesanti tagli all'organico e tra mille altre difficoltà. Una dura giornata giornata di lavoro senza sosta che continua per ogni sbarco. E ormai gli sbarchi sono quotidiani, fuori controllo. Quando si deciderà di porre rimedio ad una situazione che ha ormai raggiunto il limite?

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5 settembre 2016 1 05 /09 /settembre /2016 13:00
Cagliari:migranti:"il pericolo è dietro l'angolo"la denuncia di Luca Agati del SAP

Dopo lo sbarco di altri 941 migranti a Cagliari la situazione nella quale sono costrette a lavorare le forze dell'ordine diventa sempre più drammatica. E ancora più drammatico e scandaloso è il fatto che questa situazione non sembri interessare per niente le autorità preposte alla gestione degli sbarchi. Sbarchi che continuano nonostante tutto.

In un'intervista esclusiva alla "lasottilelinearossa", il Dott. Luca Agati, Segretario del SAP di Cagliari racconta quello che sta succedendo.

Domanda:"La situazione dei turni di 18 ore dopo l'ultimo sbarco è migliorata o peggiorata?

"Per lo sbarco dei 941 di ieri si è riproposta la problematica.Tanti colleghi hanno smontato alle 3 di notte. Ci sono uffici particolari come la Squadra Mobile e l'Ufficio Immigrazione, che non hanno abbastanza personale da garantire cambi sul posto, quindi chi inizia lavora fino alla fine. La cosa spiacevole è che molti di loro se non tutti, erano gli stessi impegnati nello sbarco precedente avvenuto neanche 48 ore prima. Gli organici sono solo che calati negli ultimi anni. 5 anni fa solo a Cagliari c'erano 120 uomini in più e non esisteva il problema sbarchi".

Domanda:"Per quanto tempo prevede potete resistere ancora con questi turni?"

"Gli arrivi continueranno per tutto il periodo estivo, quindi non ci saranno grandi cambiamenti. La speranza è che non ci siano sbarchi molto ravvicinati. Le attività successive sono tante soprattutto per le pratiche legate all'immigrazione.Non è solo il giorno dello sbarco che impegna le forze. In più ci sono gli arrivi degli algerini(ormai arrivati a quota 600 da inizio anno)con cadenza pressoché quotidiana.Anche loro sono da gestire e intasano ancor di più il sistema, creando anche molti altri problemi anche di sicurezza e di ordine pubblico".

"Domanda:"Prevede di organizzare manifestazioni di protesta come faranno i colleghi del SIULP durante i prossimi sbarchi?"

"Non escludo forme di protesta anche eclatanti perché non è fattibile che a pagare per errori di valutazione politica siano i poliziotti. Questa è una problematica enorme che lascia emergere quelli che sono stati anni di tagli. L'apparato della sicurezza è debilitato e questo è un dato di fatto. Abbiamo già sollecitato un intervento della segreteria generale .Il segretario Gianni Tonelli ha scritto una lettera al Ministro Alfano circa le problematiche già espresse. Uscire dai confini regionali è importante per denuciare ciò che accade qui in provincia, una zona lontana che spesso per questa sua caratteristica diventa parzialemente "dimenticata".Un dettaglio inquietante è che a Vibo Valentia il SAP denuncia le stesse carenze, segnale di un malessere diffuso che si concretizza in diverse realtà. Il problema è nazionale."

Domanda:"Il pericolo di infiltrazioni criminali tra i migranti è elevato o si può mantenere ancora sotto controllo nelle condizioni attuali?

"Il livello di allarme è sempre alto ma molte disfunzioni ci fanno preoccupare non poco. Basti pensare che nel charter giunto da Ventimiglia con a bordo 40 stranieri c'erano ben 6 "fantasmi", persone mai segnalate in Italia, stranieri dei quali non si sapeva assolutamente nulla. La storia degli ultimi mesi ci insegna che il pericolo è dietro l'angolo e questa confusione generale non aiuta a monitorare con la dovuta attenzione gli stranieri che entrano nel nostro paese."

Così se da un lato  ogni giorno, uomini e donne della Polizia nonostante tutto, continuano il loro lavoro di assistenza ai migranti che sbarcano in massa, dall'altro c'è chi continua ad arrichirsi con il business dei profughi intascando i famosi 35 euro al giorno.

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3 settembre 2016 6 03 /09 /settembre /2016 15:26
Amatrice:militari esercito hanno ricostruito"Ponte della Rinascita"

"Ponte della Rinascita":questo il nome del ponte inaugurato oggi ad Amatrice durante una breve cerimonia. Un ponte per rinascere dalla tragedia del terremoto, un ponte che adesso renderà di nuovo possibili i collegamenti principali alla città di Amatrice. Su questo ponte potranno transitare i mezzi pesanti che portano via le macerie e in questo modo si potrà iniziare la ricostruzione. "Grazie, grazie di cuore al grande Esercito Italiano, conserverò questa bandiera simbolo della rinascita di Amatrice":così il sindaco di Amatrice ha voluto ringraziare uomini e donne di Esercito, Aeronautica Militare, Marina, Carabinieri per avere realizzato questo ponte in pochissimo tempo:10 giorni. 

I militari del Genio hanno rafforzato l'alveo del fiume, hanno poi effettuato delle opere necessarie per sistemare il piano di accesso al ponte e di raccordo del bypass. Il bypass al ponte "Tre occhi"ha visto impegnate non solo le Forze Armate ma anche Protezione Civile, Vigili del fuoco, Azienda Strade Lazio(Astral). Circa 1.000 i militari al lavoro  24 ore su 24 per costruire il ponte, e al momento sono in tutto operativi circa 1.358 impegnati sul territorio al servizio della gente. Uomini e donne che con il loro impegno ridanno la speranza ai cittadini di Amatrice. Perché la speranza e la forza di non mollare quando tutto crolla si tiene viva anche con la costruzione di un ponte. Un ponte in fondo al quale stamattina sventolava un tricolore.

Amatrice:militari esercito hanno ricostruito"Ponte della Rinascita"
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