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29 agosto 2011 1 29 /08 /agosto /2011 15:10

A fianco dei  militari che combattono in Afghanistan e in altre nazioni ,ci sono altri  militari,  e poi magari anche gli stessi  partiti in missione, che poi al rientro devono combattere un'altra guerra. Una  guerra contro un nemico che si chiama uranio impoverito. Oppure ci sono militari che si ammalano mentre prestano servizio  in Italia "Salve, mi trovavocagliari-lettera-di-soldatessa-malata-di-cancro-da-copia-1.jpg per caso in questo sito(www.vittimeuranio.com)  dopo una serie di ricerche sulla mia malattia. Mi chiamo...., sono Caporal maggiore dell'Esercito Italiano. Ho 28 anni e da qualche mese ho scoperto di avere un linfoma di Hodgkin. Sono in cura presso l'Ospedale Oncologico di Cagliari. Per circa 2 aNni e mezzo ho prestato servizio al Poligono Interforze di Perdasdefogu(Quirra), e non nego che tutti i medici, alla scoperta della mia malattia, mi hanno chiesto se fossi stata in quella zona. Ho sparato anche io i "famosi"missili che non ho ancora capito se sono tossici o no. Ebbene sì sono statA anche a Teulada per delle esercitazioni visto il mio incarico di missilista controcarro. Alla luce di tutto questo ora vorrei delle risposte. Vorrei sapere se la mia malattia dipende dal lavoro che faccio e che ho fatto, lotto con tutte le mie forze per combattere questa malattia. Ma voglio la risposta. Mi sto curando di cancro a 28 anni . Adesso voglio la verità sul Poligono del Salto di Quirra e sulla mia malattia."  Questa la lettere di una soldatessa sarda ammalatasi di Linfoma di Hodgkin, la stessa malattia del Caporal maggiore Valery Melis scoperta al rientro dalle sue missioni dai Balcani. Alcune settimane fa i suoi familiari hanno vinto la causa contro il Ministero della Difesa ritenuto responsabile di non aver avvertito i militari di utilizzare le adeguate protezioni nel maneggiare le armi all'uranio impoverito. La soldatessa  sarda ora chiede la verità sul Poligono di Quirra. Le indagini  sul Poligono iniziate mesi fa, sono ancora in corso, e dopo la scoperta che la zona è contaminata, i pastori e il bestiame che un tempo avevavo libero accesso alla zona, sono stati fatti sgomberare non senza polemiche.  E'stato accertato, anche grazie alle testimonianze degli abitanti del posto, che sia personale militare che civile che ha prestato servizio in quel Poligono si è ammalato,e  alcuni sono morti.  Per svolgere ulteriori accertamenti sono state fatte riesumare le salme di persone decedute tempo fa. Tutte persone che in un modo o nell'altro, avevavo avuto a che fare con il Poligono di Quirra e che si erano ammalate.  Le cifre sono davvero impressionanti: i militari italiani che si sono ammalati a causa dell'utilizzo di armi di armi all'uranio impoverito sono 3 mila. Un anno fa il Ministro della Difesa La Russa rispondendo ad un'interrogazione, aveva parlato di 2.727 militari ammalitisi di cancro al 31 dicemmbre 2009. La domanda è: perchè nelle missioni all'estero e nei Poligoni si continuano ad utilizzare armamenti contenenti uranio impoverito? La soldatessa sarda vuole la verità. Come tutti gli italiani del resto. 

 

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23 agosto 2011 2 23 /08 /agosto /2011 14:42

 I presidio a oltranza piazza montecitorio 2giorni trascorsi in presidio permanente davanti a Piazza Montecitorio a fare lo sciopero della fame contro la Casta sono 81. Giorni che stanno lasciando i segni della sofferenza sul volto di Gaetano Ferrieri. Ma Gaetano e i suoi seguaci non intendono mollare. Niente li fermerà:nè il caldo torrido insopportabile, nè il silenzio davvero assordante dei media italiani forse ancora in vacanza. Di Gaetano e della sua protesta pacifica in Piazza Montecitorio se n'è occupata persino la Cina, in America la Cnn ha dedicato un servizio a Gaetano e alla  grave crisi istituzionale ed economica italiana. I media italiani tacciono e ignorano la battaglia di Gaetano. Se non fosse per le tv  locali  sparse qua e là per l'Italia o per "Radio 105" che con il programma "Lo Zoo di 105", ogni giorno dedica uno spazio a quello che sta succedendo in Piazza Montecitorio, nessun italiano ne sarebbe a conoscenza. E molti italiani sono ancora all'oscuro di tutto. Ancora una volta il tam-tam su internet e Facebook contribuiscono a diffondere le notizie. La notizia è che da 81 giorni Gaetano Ferrieri e altre persone si trovano in presidio permanente in Piazza Montecitorio, per protestare contro i privilegi della Casta. Chiedono(come tutti gli italiani) la riduzione dello stipendio ai parlamentari, delle auto blu, del vitalizio da 3000 euro."I sovrani siamo NOI!!!I parlamentari sono nostri dipendenti e devono fare quello che diciamo NOI!!!Resisteremo ad oltranza con scioperi della fame, niente bandiere, niente colori.Semplicemente uniti". Queste le parole che si possono leggere sulla pagina Facebook del gruppo di Gaetano "Presidio ad oltranza davanti a Palazzo Montecitorio", e sul sito web: http://www.presidiomontecitorio.it/ A dire il vero una bandiera si è vista. E' il tricolore, che sventola orgoglioso sul presidio, anzi è un tripudio di tricolori. A ricordare l'orgoglio di essere italiani  nella protesta portata avanti da Gaetano e i suoi."Grazie.""Come posso aiutarvi"?,"Siete l'orgoglio dell'Italia.Grazie". Queste sono solo alcune delle attestazioni di stima nei confronti di Gaetano e del suo gruppo, attraverso i post sulla sua pagina Facebook. Molti gli italiani che vanno in Piazza a trovarlo. Ma quanti saranno gli italiani che davvero stufi della situazione che stanno vivendo, scenderanno in Piazza Montecitorio a settembre e seguiranno Gaetano  manifestando pacificamente il loro disagio? Ma soprattutto: quando finirà il silenzio assordante dei media italiani su questa vicenda? 

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15 agosto 2011 1 15 /08 /agosto /2011 14:40

"Mi hanno iniziato all'eroina alcuni militari della Missione Isaf di ritorno dall'Afghanistan. E' successo nel 2007 ed eravamo nella caserma della Folgore a Livorno.Ritengo che quello stupefacente, molto probabilmente venisse portato direttamente dall'Asia.aperta-inchiesta-su-droga-tra-militari-in-afghanistan.jpg".Queste le parole dell'ex caporalmaggiore della Folgore, Alessandra Gabrieli in un'intervista. Una tra le prime donne ad essere entrata nei parà. Era il 2002 ed Alessandra aveva 19 anni, suo padre un ufficiale dell'esercito, durante la sua carriera Alessandra partecipa anche ad alcune missioni all'estero. Adesso ha 28 anni e  giovedì scorso è stata arrestata per spaccio di droga  dalla squadra del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Sampierdarena, al comando del Tenente Simone Carlini e coordinata dal Pubblico Ministero Giovanni Arena. L'indagine che ha portato all' arresto di Alessandra Gabrieli si occupava di un traffico di droga tra Genova e Milano. Il Ministro della Difesa La Russa interrogato su quanto accaduto ha affermato:"Preferisco non rilasciare commenti in attesa di dello sviluppo delle indagini". Adesso alla luce della dichiarazioni della ex parà la Procura Militare di Roma ha aperto un'inchiesta, che servirà ad accertare l'eventuale consumo di stupefacenti tra i miltari in Afghanistan ed un 'eventuale traffico di eroina a livello internazionale. Non bisogna dimenticare che l'Afghanistan è il primo produttore mondiale di oppio. Prima della confessione della ex parà, erano successi altri fatti sempre legati a sostanze stupefacenti. Forse l'inchiesta riuscirà a fare luce su questi  fatti. Nell'aprile scorso nelle canne di alcuni fucili rientrati dopo essere stati utilizzati in Afghanistan, era stato ritrovato dell'hashish. il Procuratore di Tolmezzo non aveva nè confermato nè smentito la notizia affermando che c'era un'indagine in corso. Il ritrovamento della droga era stato del tutto casuale:360 grammi di di sostanza stupefacente nascosti nelle canne di alcuni fucili da destinare all'armeria. Nessuno poi si era presentato all'armeria per prendere in consegna quei fucili. Probabilmente agli stupefacenti potrebbe essere collegato anche l'omicidio di Melania Rea. Forse la ragazza tramite il marito sarebbe venuta a conoscenza di informazioni relative ad un traffico internazionale di eroina dall'Afghanistan. Quella siringa conficcata sul suo corpo potrebbe essere un chiaro avvertimento in stile mafioso, a chiunque sia a conoscenza di particolari di questo traffico internazionale di eroina.  L'inchiesta potrebbe chiarire il giallo sulla morte del Colonnello dei Carabinieri Cristano Congiu ucciso in Afghanistan. Lavorava proprio nel nucleo antidroga. Forse aveva scoperto qualcosa?Il suo messaggio postato su Facebook pochi giorni prima di trovare la morte in un agguato ancora tutto da charire lo farebbe pensare:"Qualcuno mi vuol far tacere". Forse troverebbe una spiegazione anche il suicidio misterioso del Capitano dell'Esercito Marco Callegaro "sucidatosi" a Kabul nel luglio 2010. Lavorava presso il Comando del'Italfor a Kabul, nella gestione finanziaria. Aveva scoperto che i fondi per le gestione della  mensa in Afghanistan non venivano gestiti in modo corretto e aveva denunciato il fatto in una petizione, dove si lamentava anche la cattiva qualità del cibo. Opinione condivisa anche dai suoi colleghi stranieri. Nella petizione il Capitano Callegari  parlava anche dello strano caso dei fondi per la blindatura dei "Lince" che a quanto pare non sono serviti o non stati utilizzati dato che i militari hanno continuato a morire sui Lince che saltavano in aria. Perchè non è stata mai efettuata l'autopsia sul corpo? Perchè la sua petizione come aveva richiesto il padre, non venne mai inoltrata alla Magistratura Militare? Che fine hanno i fondi della gestione della mensa e per la blindatura dei "Lince"? Il traffico di droga riguarderebbe anche i militari degli altri contingenti. In passato alcune fonti hanno rivelato che la droga proveniente dall'Afghanistan veniva nascosta nelle bare al posto dei cadaveri dei militari. Si era parlato anche di eroina afgana al rientro dal fronte su voli militari britannici. Tempo fa era stato scoperto un traffico di droga nelle basi NATO nel sud dell'Afghanistan(Helmand e Kandhar)ma la faccenda era stata subito liquidata e non si era indagato a fondo. Che alcuni militari utilizzino sostanze stupefacenti non è una novità. Nel 2002 un quotidiano americano aveva scoperto che i Top Gun Usa erano costretti dai loro superiori ad utilizare dexedrina, una sostanza eccitante. Chi si rifiutava di assumere la sostanza avrebbe visto la sua carriera compromessa per sempre. Al rientro dalle missioni invece prendevano tranquillanti o sedativi  in gergo ("no-go-pills")per neutralizzare gli effetti delle dexedrina("go-pills). L'uso di droghe consentiva loro di migliorare la loro capacità di resistenza e di concemtrazione , ma allo stesso tempo aveva effetti collaterali devastanti come attacchi paranoici e di rabbia. Effetti devastanti anche sulla salute. Si potrebbero infatti spiegare i morti tra i civili "confusi"dai piloti  sotto l'effetto di queste sostanze stupefacenti per nemici sui quale fare fuoco. In passato prima di uscire dalla trincea ai militari veniva fatto bere cognac a litri, la Bayer nel 1800 aveva creato l'eroina chiamata così perchè accentuava lo sprezzo del pericolo. A dimostrazione che i  militari  sono degli esseri umani  che devono convivere con la paura. Ma ciò non giustifica assolutamente l'utilizzo della droga nè tanto meno la sua commercializzazione illecita.  

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13 agosto 2011 6 13 /08 /agosto /2011 15:35

soldato-valery-melis.jpgIl soldato Valery Melis era partito in missione in Albania nel 1997 e in Kosovo nel 1999. Aveva il grado di caporolmaggiore. Al rientro dalle missioni si ammalò di Linfoma di Hodgkin. Da bravo soldato combattè con tutte le sue forze la battaglia contro questo male. Morì a 27 anni nel 2004, dopo una lunga e terribile agonia.  La battaglia contro chi ha mandato a morire Valery in missione, non avvertendolo dei pericoli da contaminazione da uranio impoverito è stata vinta invece dall'avvocato dei genitori del militare. E' la prima sentenza di questo tipo:"Valery Melis è morto per colpa dello Stato. "Deve ritenersi che il Linfoma di Hodgkin sia stato contratto dal giovane Valery Melis proprio a causa dell'esposizione ad agenti chimici e potenzialmente nocivi durante il servizio militare nei Balcani, atteso che proprio i detriti reperiti nel suo organismo hanno più ben attendibilmente causato alterazioni gravi delle cellule del sistema immunitario come rilevato con frequenza di gran lunga superiore alla media per i militari rientrati dai Balcani-nonostante fosse stato preavvertito da altro comando alleato, l'esercito da un lato non aveva fornito alcuna informazione del pericolo e dall'altro, non aveva adottato nessuna misura protettiva per la salute, esponendo così Valery Melis alla contaminazione" Si legge nella sentenza dell'Avvocato Vincenzo Amato, emessa dal Tribunale di Cagliari. I vertici dell'esercito italiano erano a conoscenza del fatto che nei Balcani nell'aria erano dissolte minuscole polveri potenzialmente nocive per la salute, determinate dall'utilizzo di bombe e proiettili all'uranio impoverito. Eppure i vertici dell'esercito italiano erano stati avvertiti dagli Alleati del pericolo da contaminazione da uranio impoverito.A quanto pare gli unici militari che maneggiavano bombe o altro materiale e lo facevano senza l'utilizzi di alcuna protezione erano gli italiani, al contrario dei militari USA che indossavano un adeguato equpaggiamento di protezione. Adesso lo Stato dovrà risarcire 233.776 euro ad ognuno dei genitori di Valery e 58.444 euro ai suoi fratelli. Quella emessa dal Tribunale di Cagliari "E' una sentenza storica, è la prima volta che un Tribunale sardo riconosce il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri provocate dai proiettili all'uranio impoverito e l'insorgere di malattie tumorali. Lo dovevamo a Valery e ai suoi familiari"così ha affermato l'Avvocato della famiglia Melis Ariuccio Carta. Una sentenza storica che forse finalmente renderà giustizia anche a tutti gli altri familiari dei militari rientrati da una missione ammalatisi di tumore e poi morti. Morti per colpa dello Stato. 

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11 agosto 2011 4 11 /08 /agosto /2011 21:44

il-menu-dei-senatori.jpgIn Italia c'è la crisi economica ma qualcuno non se n'è accorto. Non i tg che  informano dei soliti battibecchi tra politici, della crisi che pare solo riguardare le borse, delle partenze degli italiani per Ferragosto e delle temute giornate da bollino nero durante le quali è meglio non mettersi in viaggio:troppo il traffico.Memorabile il collegamento di una giornalista dall'aeroporto di Fiumicino che conferma con il sorriso sulle labbra che tanti sono gli italiani che stanno partendo per le vacanze. Ma forse loro non se ne sono accorti. La realtà è diversa:non sono molte le città deserte, l'italiano medio alle prese con la crisi economica non parte per le vacanze perchè i soldi sono finiti. L'italiano medio, ovvero anche il precario, il disoccupato, il cassintegrato, il pensionato, deve risparmiare anche sul cibo. Deve tirare la cinghia. Ma c'è una categoria, che la cinghia non la deve tirare, semmai la cinta dei pantaloni la deve allargare, perchè al"Ristorante dei Senatori"si mangia davvero bene, e si spende solo 10 euro. La categoria è quella dei parlamentari. Le pietanze sono tra le più raffinate. Il Menu(originale) del "Ristorante dei Senatori"trafugato da una mano ignota, è finito sul web suscitando un vespaio di polemiche. Sì perchè mentre l'italiano medio il ristorante ormai se lo sogna, i parlamentari mangiano bene e spendono pochissimo. Non viene nemmeno applicata l'Iva, perchè non è previsto dalla legge! Il servizio viene gestito da una ditta privata e costa 1.200.000 euro all'anno.Da poco il Presidente del Senato ha fatto sapere che i prezzi del menù saranno modificati in seguito alle proteste di migliaia di cittadini sul web. Qualcuno ha anche creato un evento su Facebook, e i parlamentari potrebbero ritrovarsi da un momento all'altro, una folla di italiani inferociti  con tanto di tovagliolo coltello e forchetta davanti al"Ristorante dei Senatori". Tutti pronti per assaggiare il raffinato menù da 10 euro. 

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30 luglio 2011 6 30 /07 /luglio /2011 16:18

Ancora scontri con le forze dell'ordine durante la marcia di protesta dei No-Tav organizzata per oggi. Le forze dell'ordine hanno risposto utilizzando lacrimogeni e idranti. Nel corteo di protesta si sono infiltrate circa 300 persone incappucciate che hanno iniziato a lanciare bulloni e bombe carta contro le forze dell'ordine a presidio del cantiere. Dopo questa menifestazione di protesta per tutto il mese di agosto ci sarà un presidio permanente dei No-Tav a Chiaromonte e a La Baita della Maddalena.manifestazione-no-tav-30-luglio-2011.jpg Intanto nei giorni scorsi sono stati incendiati alcuni mezzi della "Italcoge", una delle aziende che lavorano alla costruzione della Tav. In tutto sono stati bruciati ben 5 mezzi. Ma non è stata opera dei No-Tav come hanno loro stesso smentito"Questo va nel senso contrario alle inizitive della No-Tav, che fanno della partecipazione e della resistenza di massa il nodo centrale di una battaglia che non fa sconti a nessuno, però forma alcune prerogative che non sono rappresentate da gesti simili". Il governo insiste sulla sua linea:la Tav è un'opera che deve essere assolutamente portata a termine in quanto avrà indiscutibili vantaggi anhe per la popolazione del luogo.Quali siano questi vantaggi è ancora tutto da capire, dato che saranno scavate delle enormi gallerie a suon di dinamite e la natura di questa valle verrà completamente devastata o quasi in nome dell'alta velocità e dei soldi. Già perchè  per la costruzione di quest'opera colossale verranno investiti parecchi soldi, ci saranno gandi affari per tutti i i politici. E su qualche quotidiano(come "Torino Oggi)"si parla di presunte infiltrazioni mafiose:"questi lavori di costruzione della Tav fanno gola alle cosche." Ma la costruzione della Tav nella Val di Susa che qualcuno scherzosamente ha ribattezzato "Val di Susitan"s'ha da fare. Giorni fa è stata portata anche a termine la militarizzazione del cantiere:150 Alpini della Taurinense di ritorno da Kabul sono stati schierati a presidio del cantiere. Molti gli ex alpini che hanno dimostrato la loro disapprovazione per questo fatto:"Credo che mettere gli alpini a controllare il cantiere in una Valle come la nostra sia uno sfregio nei confronti di noi valligiani alpini."Afferma uno di loro, come del resto un ufficiale in congedo:"Sono sconvolto non avrei mai pensato che gli Alpini potessero venire a presidiare un non-presidio della Mafia, perchè le ditte che hanno il presidio in mano sono mafiose". Un altro ex alpino afferma che:"Noi alpini siamo per proteggere l'italia, non i ladri. Non posso approvare una cosa del genere, io sono contro quegli Alpini, perchè non sno veri Alpini, servono solo a proteggere i nostri caporioni, quelli che comandano l'Italia, che comandano i soldi. Andrò davanti a loro per far vedere  che il nostro cappello aveva un valore, il loro no:serve solo a proteggere i ladri e basta." In una lettera pubblicata su Facebook, si possono leggere i motivi della protesta contro la No-Tav:"  

In Val di Susa è guerra!

 

"Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l'associazione Materya, e il suo impegno per l'ambiente. In Val di Susa c'è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un'opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di Messina.TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.Non mi dilungo sull'impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall'Enel perché ricca di Uranio, ma vi informo di questo: I soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2% ma la fidejussione garanzia del prestito sapete chi l'ha messa? Voi! O se preferite lo Stato italiano! Entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l'opera. 45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l'estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli. Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l'acqua minerale di Lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato? A proposito…non passeranno dalla Val di Susa le merci…Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto. Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno.. Grazie del vostro tempo.. e chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro divulghi questa mail. Claudio Guerra "

 Oltre a questo, c'è da segnalare il fatto che la pagina su Facebook dei No-Tav è stata inspiegabilmente chiusa. La guerra in Val di Susa continua, una guerra contro un'opera che farà finire tanti soldi nelle solite tasche.

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27 luglio 2011 3 27 /07 /luglio /2011 20:28

Le mani della madre del Caporal maggiore David Tobini appoggiate sulla bara per l'ultimo saluto: è l'immagine che resterà impressa per sempre di questi ennesimi funerali di stato per un militare morto in missione in Afghanistan.funerali parà caporal maggiore david tobiniHa smesso di piovere, il cielo è grigio quando il feretro avvlto nel tricolore arriva nella Basilica di S. Maria degli Angeli. Durante tutta la cerimonia la madre terrà stretto sul cuore il ritratto del figlio, impietrita dal dolore e consolata dal fratello minore di David. Nella basilica presenti le maggiori autorità politiche, e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E poi i commilitoni di David:quanti visi tesi, occhi lucidi ma nessuna lacrima perchè i militari non piangono mai. E la madre di David pare anche lei un militare tanta è la compostezza del suo dolore.  Ha voluto esserci ad ogni costo, nonostante fosse ferito, anche il Caporal maggiore Francesco Arena, che lunedì era con David quando sono finiti sotto il fuoco degli "insurgents". Non ha potuto essere presente invece il Caporale maggiore scelto Simone d'Orazio ricoverato in Germania all'ospedale di Ramstein. "Caro David a nome della nostra Patria noi ti diciamo grazie per avere reso tutti più capaci di sperare e collaborare alla realizzazione di una sola famiglia comune. I nostri soldati-custodi della vita-presenti nei teatri operativi con serietà, e determinazione non sono aiutati nè dalle nostre sensibilità altenanti, nè da interessi di parte, nè da comportamenti intenti solo a mercanteggiare. David è vittima della violenza e del terrore, caduto per portare la pace".  Con queste parole l'ordinario militare Monsignor Vincenzo Pelvi ha voluto ricordare David Tobini. Poi  la bara portata a spalla dai commilitoni del Caporal maggiore, è stata  portata fuori dalla chiesa,fuori ad accoglierla un lungo applauso di tanta gente comune venuta a dare l'ultimo saluto. Le note del silenzio hanno risuonato a lungo, la commozione è stata grande. E poi le mani della madre, appoggiate su quella bara avvolta nel tricolore. E nessuna lacrima. Perchè i militari non piangono mai.  

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26 luglio 2011 2 26 /07 /luglio /2011 18:18

 La rivoluzione per cambiare le cose a mandare a casa i politici della Casta è già in atto ma in pochi se ne sono accorti.presidio-a-montecitorio-scioero-della-fame2--25-luglio-2011.jpg Nessun tg ne hai mai parlato, se non qualche radio che ha dato la notizia. Loro sono un gruppo di cittadini italiani di ogni estrazione sociale, che si identificano esclusivamente nel tricolore italiano e nei valori da esso rappresentati. Il loro leader è Gaetano. Dal 4 giugno 2011 sono in presidio permanente in Piazza Montecitorio, in sciopero della fame. I loro nomi:Gaetano Ferrari di Venezia, Raffaele de Luca, Bevere Monza, Giuseppe Picone di Trapani. Alle persone che incuriosite si avvicinano alla loro postazione, spiagano i motivi della loro protesta.Una protesta fondata sull'Articolo 50 della Costituzione Italiana:"Tutti i cittadini italiani possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità". Le petizioni del gruppo dei ribelli in presidio permanente a Piazza Montecitorio sono 4:riduzione dei costi della politica, ovvero  riduzione degli stipendi dei parlamentari, riduzione del numero di parlamentari ed amministratori pubblici del 50%, eliminazione di alcuni privilegi:come le auto blu, pensioni cumulative, eliminazione del vitalizio, delle pensioni d'oro ad ex parlamentari ed ex amministratori pubblici, dimissioni delle Camere, nuove  elezioni e via dicendo. Il luogo scelto per la loro protesta sottoforma di sciopero della fame, è il luogo simbolo per eccellenza della politica, Piazza Montecitorio:"Perchè è qui che ogni giorno i parlamentari legiferano per il nostro futuro decidono quante e quali tasse dobbiamo pagare, dei nostri sogni e della nostra qualità di vita. A tutto questo ora dobbiamo dire basta!" Così si legge sulla loro pagina Facebook"Presidio ad oltranza in Piazza Montecitorio".Una pagina che in pochi giorni ha raggiunto 7.600 fans che li seguono nella loro protesta. Una protesta nata sul popolare social network e ora scesa nella piazza reale. Molte le attestazioni di stima e di affetto degli italiani che li incoraggiano a non mollare:"Grandissimi non mollate mai!"oppure" Grazie per quello che state facendo" si legge su Facebook. Mentre a Piazza Montecitorio sono in molti ad avvicinarsi a Gaetano e al gruppo di ribelli, anche per portare succhi di frutta o acqua. Dopo 54 giorni di presidio permanente e sciopero della fame la fatica e il malessere iniziano a farsi a sentire.  Ma loro non mollano. Sono gli eroi di questa Italia che ha deciso di dire basta. Non sono soli. Idealmente accanto loro ci sono  il precario Leonida Maria Tucci licenziato e rovinato dalla Casta e la moglie, il Maresciallo dell'A.M. che ha scritto la lettera di protesta in cui si dimette da Italiano e da soldato, i militari ribelli dell'Operazione Strade Sicure a Milano, i pastori sardi che oggi a Cagliari hanno dato battaglia per rivendicare i loro diritti, i tanti italiani esaperati da questa situazione. Dall'altra parte invece c'è il preoccupante silenzio assordante dei media. 

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24 luglio 2011 7 24 /07 /luglio /2011 21:43

La Brigata Sassaribrigata-sassari-in-partenza-per-l-Afghanistan.jpg si prepara a partire in Afghanistan. Fra poche settimane infatti partirà in missione con il compito di assumere il Comando della Missione ISAF a Herat. Alcuni giorni fa i militari della Brigata di stanza a Sassari(Comando Regione Brigata e 152°Reggimento Fanteria)e a Macomer(5/°Reggimento Genio Guastatori) hanno ricevuto la visita di una delegazione di parlamentari del Partito Democratico, composta dal Senatore Mauro del Vecchio e dalla Deputata Amalia Schirru. Domani la delegazione farà visita ai reparti della Brigata che hanno sede a Cagliari(151° Reggimento Fanteria) e a Teulada(3°/ Reggimento Bersaglieri). La Brigata Sassari torna in Afghanistan dove era già stata impegnata tempo fa, e per 6 mesi avrà la responsabilità della della Regione Ovest con Comando a Herat. "I soldati della Sassari hanno già dimostrato tutta la loro professionalità e la loro tenacia quando snono stati impiegati nella complessa missione di quel paese. Sono certo che anche in questa circostanza l'impiego dei militari sarà pienamente apprezzato dalla comunità internazionale e dalla popolazione afgana che li vedrà di nuovo operare con spirito di solidarietà e grande equilibrio". Ha affermato il Senatore Del Vecchio, che è stato Comandante dell'operazione internazionale in Afghanistan. La deputata Schirru ha invece affermato che:"Tutta la gente sarda e la compagine militare nazionale, siano orgogliosi di essere rappresentati in quel difficile teatro operativo da soldati di grande capacità come sono quelli della Sassari". I parlamentari del Pd hanno espresso il loro più profondo apprezzamento per le capacità e lo spirito di appartenenza sempre evidenziati dai militari della Sardegna, e un ringraziamento per l'impegnativa missione che tra un paio di settimane  vedrà impegnata la Brigata Sassari. 

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24 luglio 2011 7 24 /07 /luglio /2011 15:54

La lettera anonima, postata su un blog, è quella di un Maresciallo dell'Aeronautica Militare che dopo tanti anni di servizio ha deciso di dare le sue dimissioni da italiano e da soldato. Il perchè viene spiegato dallo stesso Maresciallo, in una lettera nella quale esprime tutta la sua amarezza e la sua delusione. Una lettera questa, che forse esprime un malcontento serpeggiante anche tra le forze armate. Un malcontento per la situazione nella quale si trova l'Italia che dopo i civili e le loro manifestazioni e proteste contro la Casta, ora  tocca da vicino anche i militari. Dopo il caso dei "militari ribelli"dell'Operazione Strade Sicure a Milano, ora questa lettera che non mancherà di suscitare polemiche e discussioni.lettera-di-un-maresciallo-del-A.M-che-si-dimette-copia-1.jpg  

"Ebbene si cari colleghi. Ho deciso di fuggire. Fuggire per salvarmi… fuggire per continuare a vivere. Ho servito il mio Stato per 28 anni in maniera decorosa. Ho servito il mio Stato in Bosnia, in Kosovo, in Albania e ovunque mi chiedevano di andare. Ho addestrato i più giovani, cercando di insegnare il rispetto delle regole, l’onore, lo spirito di corpo e l’amore per quei tre colori che ogni giorno all’alzabandiera mi regalano un brivido. Ma oggi quel brivido l’ho sentito solo io. Ed è un brivido di disgusto, di delusione.Alcuni miei colleghi per servire lo Stato hanno lasciato la famiglia e sono tornati a casa in una cassa di legno, eseguendo ordini di gente che guadagna in un mese quello che noi militari guadagniamo in un anno. E per tutta risposta, neanche la soddisfazione della promozione di un grado.Non sono mai stato punito. Non ho mai rifiutato un ordine. Ma combattere in teatro operativo è facile… lì sai chi è il nemico…. ma combattere anche tutti i giorni a casa, dove il nemico sembra essere il tuo ministro, è troppo.Dopo tanti anni, questa uniforme mi pesa. Troppe mattine inizio il lavoro chiedendomi “perchè?” Ho subito in silenzio 4 trasferimenti d’autorità, ho subito in silenzio una promozione mai arrivata, ho detto sempre “signorsì comandi”, come mi è stato insegnato e sempre in silenzio ho sempre accettato di essere comandato da gente talvolta incapace proiettata solo alla sua carriera. Ho fatto la guardia all’immondizia di Napoli, ho fatto la guardia a poveri disperati dei centri di accoglienza. Sono stato in missione dormendo nelle bettole per fare risparmiare l’amministrazione. Ho addirittura pagato il carburante del mezzo militare per rientrare al reparto da una missione. Ed ora, alla soglia dei miei 46 anni di età e 28 anni di servizio, per ringraziarmi, mi bloccano lo stipendio per anni ancora, mi prendono per il culo con una F.E.S.I. ridicola, mi dicono che devo fare straordinari ma i soldi non ci sono, mi dicono che se mi ammalo non mi pagano, e tutto per fare ancora sacrifici per il mio paese. Non voglio vomitare insulti sulla classe politica perchè sarebbe come sparare sulla Croce Rossa ma posso dire basta. Non vale più la pena servire questo Stato. Mi dimetto. Mi dimetto da Italiano, da soldato, e vi saluto".  

 

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