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26 ottobre 2011 3 26 /10 /ottobre /2011 18:07

la-lettera-del-governo-italiano.jpgDella serie:meglio ridere che piangere. Ecco il testo della lettera richiesta da Bruxelles al governo italiano. Poche parole che senza dubbio tranquillizzano l'Unione Europea e tutti gli italiani. La lettera  è tratta dalla pagina Facebook"I segreti della casta di montecitorio". In attesa naturalmente di quella vera. Sarà davvero interessante leggere quali saranno i provvedimenti adottati dal governo e con tanto di date per la loro realizzazione, per cercare di tirare fuori L'Italia dalla crisi economica. Nel frattempo non resta che farsi quattro risate con questa lettera!

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26 ottobre 2011 3 26 /10 /ottobre /2011 14:39

Il Generale Tricarico ha restituito aL Presidente francese Sarkozy la prestigiosa onorificenza della Legion d'Onore assegnatagli nel 2oo1 per il suo operato durante la guerra in Kossovo nel 1999. L'ha restituita accludendovi una lettera:"Le restituisco pertanto in nome dello spirito di amicizia del 1999 e per il giuramento di fedeltà all'Italia che mi impegna da oltre mezzo secolo, l'onorificenza della Legion d'Onore allegata a questa lettera. A oltre 1o anni da allora debbo confessare che si dalle prime battute della più recenteroma-il-gen.Tricarico-e-l-orgoglio-di-essere-itali-copia-1.jpg controversia armata con la Libia di Gheddafi ,ho provato un certo disagio nel continuare a fregiarmi della Legion d'Onore. I comportamenti dell'attuale Presidente francese-comportamenti che tra l'altro hanno inferto un duro colpo alle speranze di un'identità europea di difesa-hanno infatti completamente stravolto le motivazioni che a suo tempo avevano determinato la concessione dell'onorificenza alla mia persona. Sei mesi fa riusciii a metabolizzare l'atteggiamento scomposto del Presidente francese, attribuendolo ad una circostanza specifica in materie a lui forse non familiari. In questo momento non riesco però a trovare alcuna giustificazione per l'irrisione, l'ammiccamento irriguardoso e la gestualità ridicolizzante usati a Bruxelles l'altro ieri nei confronti del Presidente del Consiglio italiano, e quindi degli italiani tutti, ma soprattutto nei confronti di un alleato in difficoltà per motivi di politica interna. Motivi mi sia cosentito sottolineare, certo meno cinici e biechi di quelli che hanno determinato la posizione francese nelle operazioni in Libia. E proprio per questo motivo che ho fatto tramutare il mio personale disagio nell'impossibilità a continuare a considerare alla stregua di onorificenza, l'attestato a suo tempo attribuitomi  dal suo Paese, sempre che l'attuale Presidente interpreti correttamente i sentimenti dei suoi cittadini. Il 25 novembre 1916 il nostro leggendario aviatore, il Capitano Francesco Baracca, abbattè il ricognitore austroungarico del Tenente aKalman Sarkozy, che fu preso prigioniero. Pur essendo incerto il legame di parentela di quell'aviatore ungherese con l'attuale Presidente, l'episodio indica che gli Italiani-affrancati dalla peculiarità di un sistema che tarpa loro le ali-sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy".Un gesto quello del Generale Tricarico ed una lettera che rivendicano l'orgoglio di essere italiani.  Un gesto e una lettera sui quali il Presidente Sarkozy  dovrà fare una riflessione e magari presentare una lettera di scuse. Quell'ammiccamento e quella risata nei confronti dell'Italia  sono stati davvero fuori luogo e privi di rispetto per un'intera nazione che versa in gravi difficoltà.                              

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16 ottobre 2011 7 16 /10 /ottobre /2011 12:22

ll groma-la-guerriglia-urbana-annunciata-e-i-suoi-tant-copia-3.jpgiorno dopo ci sono ancora le carcasse delle macchine incendiate dai"Black Bloc".Ieri,un tranquillo pomeriggio di sole e una manifestazione inizialmente pacifica. Una manifestazione annunciata più volte anche tramite il web,"il 15 ottobre tutti a Roma"si poteva leggere in molti siti. E si leggevano anche i dibattiti  su Facebook e sul web: come mai gli italiani non si ribellano ancora a questa situazione: alla crisi eonomica ormai insostenibile, ai politici attaccati alla loro poltrona con i loro privilegi, al degrado morale,alla totale assenza di futuro lavorativo per i giovani? E molti li a digitare dalla tastiera di un pc che è giunto il momento di ribellarsi di scendere in piazza. Non pochi gli utenti che affermavano che con le manifestazioni pacifiche tutte sorrisi la situazione non si cambia. Molti gli utenti che inneggiavano a una vera e propria rivoluzione per cambiare le cose. Ieri a Roma si è vista una prova tecnica di rivoluzione. C'è stato L'assalto e la distruzione delle vetrine delle banche, a distributori di benzina,  ai bancomat, ma anche agli alimentari con i"Black Bloc"che trafugavano salmone e altri generi alimentari. Scene di devastazione che ricordano quanto avvenuto a Londra mesi fa:ragazzi all'assalto di negozi che rubano quelle cose che loro non potranno comprarsi mai perchè sono disoccupati o precari senza un futuro. La violenza è sempre da condannare, ma c'è una domanda da farsi:qual'è la molla che ha fatto scattare la violenza,e perchè poi i cosidetti "Black Bloc" non sono stati subito isolati dalle forze dell'ordine? La violenza è scattata perchè forse siamo arrivati ad un punto di non ritorno, ed è alimentata dalla rabbia per la crisi economica, dall'assenza di prospettive. Ci sono  poi  anche tanti misteri:perchè alle forze dell'ordine è stato dato l'ordine di ripiegare, di non reagire. E allora ecco una delle sequenze più drammatiche di ieri: i  2 Carabinieri che  riescono a fuggire e a mettersi in salvo prima che il loro blindato venga incendiato. Perchè se si era a conoscenza di una manifestazione annunciata da mesi e con una partecipazione massiccia di persone, dove c'era il rischio che si potesse scatenare una guerriglia urbana, non si è provveduto a fare dei controlli e a identificare le persone? Perchè in una foto un uomo assiste immobile alla devastazione di una banca da parte di 2 ragazzi con il casco in testa?( foto che si può vedere sulla pagina Facebook "Indignados Italia"). Alcuni siti web ipotizzano che ci fossero addirittura uomini delle forze dell'ordine infiltrati tra i"Black Bloc". Nei prossimi giorni si assisterà alla solita politicizazione del dibattito sulla guerriglia urbana di Roma:la destra a dire che è colpa degli estremisti di sinistra, e la sinistra a dire che la colpa è dei fascisti. Ma perchè non dire che in Italia ormai la situazione di disagio e l'esasperazione della gente è arrivata al punto limite, la rabbia per le ingiustizie serpeggia in tutte le classi sociali ,e come ha detto qualcuno ci può anche scappare il morto?.Perchè non dire che gli italiani sono incazzati neri e non ne possono più?

 

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11 ottobre 2011 2 11 /10 /ottobre /2011 18:39

somalia-con-un-blitz-militare-coordinato-da-italiani-libera.jpgMissione Compiuta. E' stata liberata con un blitz militare la nave "Montecristo" sequestrata ieri dai pirati somali,salvi tutti i 23 membri dell'equipaggio. Il blitz è stato portato a termine  da 2 unità della Marina Militare USA e del Regno Unito coordinate dall'Ammiraglio Gualtiero Maltesi, in qualità di Comandante della Task Force dell'Operazione NATO " Ocean Shield"(che ha il compito di combattere la pirateria nel bacino somalo).Il blitz è stato deciso dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa dopo una consultazione con il Ministro della Difesa britannico Liam Fox."E' dunque libero e salvo l'equipaggio rifugiatosi ieri nella zona blindata della motonave.E' comunque riuscito nonostante le drammatiche circostanze, a dirigere la nave nei pressi dell'International Traffic Recognized Corridor. La Farnesina ha espresso il suo forte apprezzamento per l'efficace collaborazione tra tutti gli attori istituzionali che ha consentito lo svolgimento della brillante operazione odierna."Sulla nave erano presenti anche 4 consulenti di sicurezza:Pietro Marras di Nuoro ma residente a Pisa, Massimiliano Sassi di Parma, Carlo di Falco di Roma, e Alessio Mascherano di Prato. Sembra che i 4 avessero il compito di insegnare all'equipaggio le procedure di difesa passiva. Italiano anche il Comandante della nave, Diego Scussat di Venezia.

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6 settembre 2011 2 06 /09 /settembre /2011 17:21

C'è chi sobbalza per lo scoppio di un petardo, c'è chi la notte non dorme, c'è chi ingrassa, c'è chi non riesce più a mettere piede in caserma perchè le uniformi gli ricordano il giorno dell'attentatogli-eroi-dimenticati-e-la-loro-dura-battaglia-contro-il-pts.jpg. La loro vita è divorata dall'ansia e dai terribili ricordi dell'attentato di Nassirya del 2003. Di questi eroi se ne parla poco, o non se ne parla niente. Come se lo Stato li avesse dimenticati. Non solo i Carabinieri sopravvissuti all'attentato, ma anche molti militari di ritorno da missioni in teatro operativo all'estero.  I sintomi descritti sopra sono solo alcuni dei sintomi del "Ptsd"(Post traumatic stress desorder). Un disturbo che fa molte vittime tra i militari dei contingenti stranieri. Secondo alcune fonti il tasso di militari affetti da da Ptsd è del 4/5% nei militari dei contingenti stranieri, con punte del 20,30% nei militari USA. Per ciò che riguarda l'italia invece, le statistiche sono rassicuranti solo in apparenza. Il Ptsd non esiste, anche se alcune testimonianze raccolte dal quotidiano "La Repubblica"affermano l'esatto contrario. Sono le testimonianze dei reduci di Nassirya. E' la storia di Piero Follesa che un giorno a casa sua ha aggredito il figlio perchè pensava fosse un nemico in teatro operativo. Oppure la storia di Pietro Sini, anche lui era presente quel giorno di novembre del 2003, è riuscito  a portare in salvo 5 dei suoi colleghi. Una volta rientrato a casa dopo l'attentato, non riusciva più a dormire ed era sempre nervoso. La psicologa Sabrina Bonino assieme allo pschiatra Daniele Moretti hanno curato dal 2004 fino ad oggi 5 reduci di Nassirya. Uomini che hanno vissuto un'esperienza devastante, hanno visto i corpi dei loro commilitoni dilaniati o carbonizzati, scene raccappriccianti impresse per sempre nella loro memoria."Giravamo per la base, dove vedevamo cani e mosche lì sapevamo che c'erano i resti dei nostri  compagni, li raccoglievamo a mani nude e buttavamo tutto in sacchi della mondezza, senza sapere se erano i resti di un Carabiniere o du un soldato" afferma uno dei sopravvissuti.  Ma perchè le statistiche sui dati dei militari italiani affetti da"Ptsd"sono sfalsati? L'ipotesi è che ammatterne l'esistenza sarebbe affermare che l'Italia all'estero non è impegnata in missione di pace, ma di guerra. Questo il pensiero di Sergio Dini Procuratore di Padova, che per molto tempo è stato anche Procuratore militare. Secondo l'Esercito, il Pstd non esiste o ci sono pochissimi casi. Le  parole del Generale Michele Gigantino, psicologo clinico e per 10 anni Capo Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche del Policlinico Militare il Celio, sono rassicuranti:"Il valore aggiunto del nostro esercito risiede in un aprofonda cultura psicologica della selezione che è a maglie molto strette:scegliamo i più adatti e lavoriamo affinchè le persone che non sono pronte per la missione non partano:se hanno un problema è un loro dovere dirlo al medico.E' importante il ruolo dei Comandanti:sono loro ad avere il polso della situazione e anche ad intercettare chi sminuisce un problema è più complicato che non il contrario, va detto che il personale di oggi è un'altra cosa:sono uomini davvero preparati." Già uomini e non macchine. 

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5 settembre 2011 1 05 /09 /settembre /2011 15:52

"Vi daremo tutte le informazioni durante le evoluzioni dei velivoli ,in modo che possiate apprezzare al meglio l'esibizione della PAN"dice lo speaker dello stabilimento balneare dell'Aeronautica Militare di Cagliari."Ma non c'è bisogno di informazioni basta stare con il naso all'insù e guardare il cielo"dice sorridendo una signora.cagliari-le-frecce-tricolori-incantano-il-poetto.jpg E così ieri pomeriggio, domenica 4 settembre 2011, tutta la folla è  con il naso  all'insù a seguire le acrobazie delle Frecce Tricolori sul lungomare del Poetto. Le note dell'Inno di Mameli risuonano ancora nell'aria. E' il segnale. Alle 17.30 il rombo assordante, ed ecco  le Frecce. Fanno la loro apparizione in un cielo grigio. Ha piovuto tutta la mattina e fino all'ultimo erano in molti a chiedersi se l'esibizione ci sarebbe stata o meno. Alcuni muniti di ombrello e ombrellone erano già in spiaggia fin dalla mattina, gli altri sono arrivati tutti dopo nel primo pomeriggio, quando per fortuna ha smesso anche di piovere. Punto principale di incontro lo stabilimento balneare dell'Aeronautica Militare, (nei pressi del quale è stato allestito un piccolo stand dove alcuni militari hanno distribuito vari poster delle Frecce, abbonamenti alla rivista "Aeronautica", dvd, e il capellino con il simbolo della PAN che sono letteralmente andati a ruba). Tutti con il fiato sospeso a seguire le evoluzioni dei 10 Aermacchi Mb-339. Molti gli applausi e le bandierine tricolori agitate dalla folla quando la pattuglia ha eseguito le sue figure più celebri come il cardioide,i tonneaux ,i loopings e le mirabolanti eacrobazie del solista:il volo pazzo e la scampanata, sullo sfondo suggestivo del mare e della Sella del Diavolo. Prima dell'esibizione delle Frecce, davvero attesa, dato che l'ultima era stata nel 2005, ci sono state delle simulazioni di operazioni di salvataggio con l'equipaggio di un elicottero S.A.R. dell'Aeronautica Militare(a destra nella foto) e l'esibizione di alcuni velivoli civili con dei voli radenti in prossimità della spiaggia del Poetto. Alla fine della manifestazione la folla dei centomila  porterà sempre con sè come ricordo il momento più emozionante di tutta l'esibizione:la scia tricolore lasciata dalla PAN sulle note"Di Nessun Dorma"della Turandot di Puccini. Uno dei momenti davvero più emozionanti, assieme alla parte iniziale dell'esibizione, in cui tutti si siamo sentiti per un momento orgogliosi di essere italiani. Il che di questi tempi così difficili non è da cosa da poco. salvataggio-S.A.R.-dell-A.M.-le-frecce-tricolori-incantano-.jpg

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29 agosto 2011 1 29 /08 /agosto /2011 15:10

A fianco dei  militari che combattono in Afghanistan e in altre nazioni ,ci sono altri  militari,  e poi magari anche gli stessi  partiti in missione, che poi al rientro devono combattere un'altra guerra. Una  guerra contro un nemico che si chiama uranio impoverito. Oppure ci sono militari che si ammalano mentre prestano servizio  in Italia "Salve, mi trovavocagliari-lettera-di-soldatessa-malata-di-cancro-da-copia-1.jpg per caso in questo sito(www.vittimeuranio.com)  dopo una serie di ricerche sulla mia malattia. Mi chiamo...., sono Caporal maggiore dell'Esercito Italiano. Ho 28 anni e da qualche mese ho scoperto di avere un linfoma di Hodgkin. Sono in cura presso l'Ospedale Oncologico di Cagliari. Per circa 2 aNni e mezzo ho prestato servizio al Poligono Interforze di Perdasdefogu(Quirra), e non nego che tutti i medici, alla scoperta della mia malattia, mi hanno chiesto se fossi stata in quella zona. Ho sparato anche io i "famosi"missili che non ho ancora capito se sono tossici o no. Ebbene sì sono statA anche a Teulada per delle esercitazioni visto il mio incarico di missilista controcarro. Alla luce di tutto questo ora vorrei delle risposte. Vorrei sapere se la mia malattia dipende dal lavoro che faccio e che ho fatto, lotto con tutte le mie forze per combattere questa malattia. Ma voglio la risposta. Mi sto curando di cancro a 28 anni . Adesso voglio la verità sul Poligono del Salto di Quirra e sulla mia malattia."  Questa la lettere di una soldatessa sarda ammalatasi di Linfoma di Hodgkin, la stessa malattia del Caporal maggiore Valery Melis scoperta al rientro dalle sue missioni dai Balcani. Alcune settimane fa i suoi familiari hanno vinto la causa contro il Ministero della Difesa ritenuto responsabile di non aver avvertito i militari di utilizzare le adeguate protezioni nel maneggiare le armi all'uranio impoverito. La soldatessa  sarda ora chiede la verità sul Poligono di Quirra. Le indagini  sul Poligono iniziate mesi fa, sono ancora in corso, e dopo la scoperta che la zona è contaminata, i pastori e il bestiame che un tempo avevavo libero accesso alla zona, sono stati fatti sgomberare non senza polemiche.  E'stato accertato, anche grazie alle testimonianze degli abitanti del posto, che sia personale militare che civile che ha prestato servizio in quel Poligono si è ammalato,e  alcuni sono morti.  Per svolgere ulteriori accertamenti sono state fatte riesumare le salme di persone decedute tempo fa. Tutte persone che in un modo o nell'altro, avevavo avuto a che fare con il Poligono di Quirra e che si erano ammalate.  Le cifre sono davvero impressionanti: i militari italiani che si sono ammalati a causa dell'utilizzo di armi di armi all'uranio impoverito sono 3 mila. Un anno fa il Ministro della Difesa La Russa rispondendo ad un'interrogazione, aveva parlato di 2.727 militari ammalitisi di cancro al 31 dicemmbre 2009. La domanda è: perchè nelle missioni all'estero e nei Poligoni si continuano ad utilizzare armamenti contenenti uranio impoverito? La soldatessa sarda vuole la verità. Come tutti gli italiani del resto. 

 

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23 agosto 2011 2 23 /08 /agosto /2011 14:42

 I presidio a oltranza piazza montecitorio 2giorni trascorsi in presidio permanente davanti a Piazza Montecitorio a fare lo sciopero della fame contro la Casta sono 81. Giorni che stanno lasciando i segni della sofferenza sul volto di Gaetano Ferrieri. Ma Gaetano e i suoi seguaci non intendono mollare. Niente li fermerà:nè il caldo torrido insopportabile, nè il silenzio davvero assordante dei media italiani forse ancora in vacanza. Di Gaetano e della sua protesta pacifica in Piazza Montecitorio se n'è occupata persino la Cina, in America la Cnn ha dedicato un servizio a Gaetano e alla  grave crisi istituzionale ed economica italiana. I media italiani tacciono e ignorano la battaglia di Gaetano. Se non fosse per le tv  locali  sparse qua e là per l'Italia o per "Radio 105" che con il programma "Lo Zoo di 105", ogni giorno dedica uno spazio a quello che sta succedendo in Piazza Montecitorio, nessun italiano ne sarebbe a conoscenza. E molti italiani sono ancora all'oscuro di tutto. Ancora una volta il tam-tam su internet e Facebook contribuiscono a diffondere le notizie. La notizia è che da 81 giorni Gaetano Ferrieri e altre persone si trovano in presidio permanente in Piazza Montecitorio, per protestare contro i privilegi della Casta. Chiedono(come tutti gli italiani) la riduzione dello stipendio ai parlamentari, delle auto blu, del vitalizio da 3000 euro."I sovrani siamo NOI!!!I parlamentari sono nostri dipendenti e devono fare quello che diciamo NOI!!!Resisteremo ad oltranza con scioperi della fame, niente bandiere, niente colori.Semplicemente uniti". Queste le parole che si possono leggere sulla pagina Facebook del gruppo di Gaetano "Presidio ad oltranza davanti a Palazzo Montecitorio", e sul sito web: http://www.presidiomontecitorio.it/ A dire il vero una bandiera si è vista. E' il tricolore, che sventola orgoglioso sul presidio, anzi è un tripudio di tricolori. A ricordare l'orgoglio di essere italiani  nella protesta portata avanti da Gaetano e i suoi."Grazie.""Come posso aiutarvi"?,"Siete l'orgoglio dell'Italia.Grazie". Queste sono solo alcune delle attestazioni di stima nei confronti di Gaetano e del suo gruppo, attraverso i post sulla sua pagina Facebook. Molti gli italiani che vanno in Piazza a trovarlo. Ma quanti saranno gli italiani che davvero stufi della situazione che stanno vivendo, scenderanno in Piazza Montecitorio a settembre e seguiranno Gaetano  manifestando pacificamente il loro disagio? Ma soprattutto: quando finirà il silenzio assordante dei media italiani su questa vicenda? 

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15 agosto 2011 1 15 /08 /agosto /2011 14:40

"Mi hanno iniziato all'eroina alcuni militari della Missione Isaf di ritorno dall'Afghanistan. E' successo nel 2007 ed eravamo nella caserma della Folgore a Livorno.Ritengo che quello stupefacente, molto probabilmente venisse portato direttamente dall'Asia.aperta-inchiesta-su-droga-tra-militari-in-afghanistan.jpg".Queste le parole dell'ex caporalmaggiore della Folgore, Alessandra Gabrieli in un'intervista. Una tra le prime donne ad essere entrata nei parà. Era il 2002 ed Alessandra aveva 19 anni, suo padre un ufficiale dell'esercito, durante la sua carriera Alessandra partecipa anche ad alcune missioni all'estero. Adesso ha 28 anni e  giovedì scorso è stata arrestata per spaccio di droga  dalla squadra del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Sampierdarena, al comando del Tenente Simone Carlini e coordinata dal Pubblico Ministero Giovanni Arena. L'indagine che ha portato all' arresto di Alessandra Gabrieli si occupava di un traffico di droga tra Genova e Milano. Il Ministro della Difesa La Russa interrogato su quanto accaduto ha affermato:"Preferisco non rilasciare commenti in attesa di dello sviluppo delle indagini". Adesso alla luce della dichiarazioni della ex parà la Procura Militare di Roma ha aperto un'inchiesta, che servirà ad accertare l'eventuale consumo di stupefacenti tra i miltari in Afghanistan ed un 'eventuale traffico di eroina a livello internazionale. Non bisogna dimenticare che l'Afghanistan è il primo produttore mondiale di oppio. Prima della confessione della ex parà, erano successi altri fatti sempre legati a sostanze stupefacenti. Forse l'inchiesta riuscirà a fare luce su questi  fatti. Nell'aprile scorso nelle canne di alcuni fucili rientrati dopo essere stati utilizzati in Afghanistan, era stato ritrovato dell'hashish. il Procuratore di Tolmezzo non aveva nè confermato nè smentito la notizia affermando che c'era un'indagine in corso. Il ritrovamento della droga era stato del tutto casuale:360 grammi di di sostanza stupefacente nascosti nelle canne di alcuni fucili da destinare all'armeria. Nessuno poi si era presentato all'armeria per prendere in consegna quei fucili. Probabilmente agli stupefacenti potrebbe essere collegato anche l'omicidio di Melania Rea. Forse la ragazza tramite il marito sarebbe venuta a conoscenza di informazioni relative ad un traffico internazionale di eroina dall'Afghanistan. Quella siringa conficcata sul suo corpo potrebbe essere un chiaro avvertimento in stile mafioso, a chiunque sia a conoscenza di particolari di questo traffico internazionale di eroina.  L'inchiesta potrebbe chiarire il giallo sulla morte del Colonnello dei Carabinieri Cristano Congiu ucciso in Afghanistan. Lavorava proprio nel nucleo antidroga. Forse aveva scoperto qualcosa?Il suo messaggio postato su Facebook pochi giorni prima di trovare la morte in un agguato ancora tutto da charire lo farebbe pensare:"Qualcuno mi vuol far tacere". Forse troverebbe una spiegazione anche il suicidio misterioso del Capitano dell'Esercito Marco Callegaro "sucidatosi" a Kabul nel luglio 2010. Lavorava presso il Comando del'Italfor a Kabul, nella gestione finanziaria. Aveva scoperto che i fondi per le gestione della  mensa in Afghanistan non venivano gestiti in modo corretto e aveva denunciato il fatto in una petizione, dove si lamentava anche la cattiva qualità del cibo. Opinione condivisa anche dai suoi colleghi stranieri. Nella petizione il Capitano Callegari  parlava anche dello strano caso dei fondi per la blindatura dei "Lince" che a quanto pare non sono serviti o non stati utilizzati dato che i militari hanno continuato a morire sui Lince che saltavano in aria. Perchè non è stata mai efettuata l'autopsia sul corpo? Perchè la sua petizione come aveva richiesto il padre, non venne mai inoltrata alla Magistratura Militare? Che fine hanno i fondi della gestione della mensa e per la blindatura dei "Lince"? Il traffico di droga riguarderebbe anche i militari degli altri contingenti. In passato alcune fonti hanno rivelato che la droga proveniente dall'Afghanistan veniva nascosta nelle bare al posto dei cadaveri dei militari. Si era parlato anche di eroina afgana al rientro dal fronte su voli militari britannici. Tempo fa era stato scoperto un traffico di droga nelle basi NATO nel sud dell'Afghanistan(Helmand e Kandhar)ma la faccenda era stata subito liquidata e non si era indagato a fondo. Che alcuni militari utilizzino sostanze stupefacenti non è una novità. Nel 2002 un quotidiano americano aveva scoperto che i Top Gun Usa erano costretti dai loro superiori ad utilizare dexedrina, una sostanza eccitante. Chi si rifiutava di assumere la sostanza avrebbe visto la sua carriera compromessa per sempre. Al rientro dalle missioni invece prendevano tranquillanti o sedativi  in gergo ("no-go-pills")per neutralizzare gli effetti delle dexedrina("go-pills). L'uso di droghe consentiva loro di migliorare la loro capacità di resistenza e di concemtrazione , ma allo stesso tempo aveva effetti collaterali devastanti come attacchi paranoici e di rabbia. Effetti devastanti anche sulla salute. Si potrebbero infatti spiegare i morti tra i civili "confusi"dai piloti  sotto l'effetto di queste sostanze stupefacenti per nemici sui quale fare fuoco. In passato prima di uscire dalla trincea ai militari veniva fatto bere cognac a litri, la Bayer nel 1800 aveva creato l'eroina chiamata così perchè accentuava lo sprezzo del pericolo. A dimostrazione che i  militari  sono degli esseri umani  che devono convivere con la paura. Ma ciò non giustifica assolutamente l'utilizzo della droga nè tanto meno la sua commercializzazione illecita.  

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13 agosto 2011 6 13 /08 /agosto /2011 15:35

soldato-valery-melis.jpgIl soldato Valery Melis era partito in missione in Albania nel 1997 e in Kosovo nel 1999. Aveva il grado di caporolmaggiore. Al rientro dalle missioni si ammalò di Linfoma di Hodgkin. Da bravo soldato combattè con tutte le sue forze la battaglia contro questo male. Morì a 27 anni nel 2004, dopo una lunga e terribile agonia.  La battaglia contro chi ha mandato a morire Valery in missione, non avvertendolo dei pericoli da contaminazione da uranio impoverito è stata vinta invece dall'avvocato dei genitori del militare. E' la prima sentenza di questo tipo:"Valery Melis è morto per colpa dello Stato. "Deve ritenersi che il Linfoma di Hodgkin sia stato contratto dal giovane Valery Melis proprio a causa dell'esposizione ad agenti chimici e potenzialmente nocivi durante il servizio militare nei Balcani, atteso che proprio i detriti reperiti nel suo organismo hanno più ben attendibilmente causato alterazioni gravi delle cellule del sistema immunitario come rilevato con frequenza di gran lunga superiore alla media per i militari rientrati dai Balcani-nonostante fosse stato preavvertito da altro comando alleato, l'esercito da un lato non aveva fornito alcuna informazione del pericolo e dall'altro, non aveva adottato nessuna misura protettiva per la salute, esponendo così Valery Melis alla contaminazione" Si legge nella sentenza dell'Avvocato Vincenzo Amato, emessa dal Tribunale di Cagliari. I vertici dell'esercito italiano erano a conoscenza del fatto che nei Balcani nell'aria erano dissolte minuscole polveri potenzialmente nocive per la salute, determinate dall'utilizzo di bombe e proiettili all'uranio impoverito. Eppure i vertici dell'esercito italiano erano stati avvertiti dagli Alleati del pericolo da contaminazione da uranio impoverito.A quanto pare gli unici militari che maneggiavano bombe o altro materiale e lo facevano senza l'utilizzi di alcuna protezione erano gli italiani, al contrario dei militari USA che indossavano un adeguato equpaggiamento di protezione. Adesso lo Stato dovrà risarcire 233.776 euro ad ognuno dei genitori di Valery e 58.444 euro ai suoi fratelli. Quella emessa dal Tribunale di Cagliari "E' una sentenza storica, è la prima volta che un Tribunale sardo riconosce il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri provocate dai proiettili all'uranio impoverito e l'insorgere di malattie tumorali. Lo dovevamo a Valery e ai suoi familiari"così ha affermato l'Avvocato della famiglia Melis Ariuccio Carta. Una sentenza storica che forse finalmente renderà giustizia anche a tutti gli altri familiari dei militari rientrati da una missione ammalatisi di tumore e poi morti. Morti per colpa dello Stato. 

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