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26 aprile 2019 5 26 /04 /aprile /2019 17:37
Libia:militari italiani forniscono supporto alla popolazione libica e non sono coinvolti in scontri in atto

I militari italiani continuano a fornire supporto alla popolazione libica e non é coinvolto negli scontri in atto in Libia: presso il Field Hospital di Misurata il contingente italiano continua la sua attività di assistenza sanitaria e umanitaria ai libici, fino ad oggi sono stati effettuate oltre 17600 visite specialistiche, 1800 medicazioni chirurgiche  e oltre 900 interventi chirurgici a favore dei civili. I militari italiani sono inoltre impegnati anche nelle attività di supporto manutentivo ai mezzi libici impegnati in attività di Search and Rescue (SAR) e anche di contrasto dei flussi migratori illegali all'interno delle acque di propria giurisdizione. Sono 17 le unità attualmente disponibili, 13 sono state rese perfettamente efficienti, con un significativo  incremento delle capacità di intervento degli assetti libici nella condotta e nel coordinamento in mare.

In un comunicato stampa diffuso ieri, lo Stato Maggiore della Difesa, smentisce quindi le voci circolanti sul web da parte di alcuni social media, secondo i quali le Forze Armate Italiane svolgerebbero compiti di protezione di infrastrutture  militari libiche o di supporto logistico a bande e milizie  che combattono dall'una o dall'altra parte. Lo Stato Maggiore della Difesa precisa quindi che il personale delle Forze Armate Italiane impiegato nella Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia (MIASIT) e sulla nave di supporto logistico presente a Tripoli inquadrata nell'operazione Mare Sicuro, non è assolutamente coinvolto negli scontri attualmente in atto nel Paese nordafricano. Il contingente opera per latro in armonia con le linee di intervento decise dalle Nazioni Unite con compiti chiare di carattere prettamente umanitario e di supporto tecnico manutentivo.

Libia:militari italiani forniscono supporto alla popolazione libica e non sono coinvolti in scontri in atto

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14 aprile 2019 7 14 /04 /aprile /2019 15:56
Libia:militari italiani continuano la loro missione, gli USA ritirano un contingente

La situazione in Libia diventa sempre più esplosiva e gli USA, come riportato dal sito di "euronews"qualche giorno fa, hanno ritirato un loro contingente che era in supporto alle forze locali nella lotta contro l'ISIS. Il ritiro sembrerebbe dovuto alle "condizioni di grave insicurezza che ormai persistono".   Nessun ritiro invece é previsto per i militari italiani che continuano ad operare nell'ambito della missione bilaterale "MIASIT", iniziata nel gennaio del 2018, obiettivo principale: assistere e di supportare sostenendo le autorità libiche nell'azione di pacificazione e stabilizzazione del Paese e anche di rafforzare le attività di controllo e contrasto dell'immigrazione illegale, dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, secondo quanto anche quanto stabilito dalle linee di intervento delle Nazioni Unite.

Il contingente italiano é dislocato a Tripoli dove si trova si trova il Comando della missione ed un Mobile Training Team per la formazione, l'addestramento, e l'assistenza tecnico-infrastrutturale a favore delle Forze di Sicurezza Libiche. A Misurata invece è schierata la Task Force Ippocrate con una struttura  ospedaliera( Role 2) che si occupa di fornire assistenza sanitaria. Nell'ambito invece dell'Operazione "Mare Sicuro" la Nave Capri fornisce attività di supporto e di sostegno alla Guardia Costiera ed alla Marina Militare libiche fornendo protezione e svolgendo  attività per ripristinare l'efficienza degli assetti e relative infrastrutture funzionali al controllo ed al contrasto dell'immigrazione illegale e conduce attività di ricerca e soccorso in mare (SAR). I militari italiani sono circa 400 con 130 mezzi terrestri e mezzi navali ed aerei.

Per il momento non è previsto l'invio di nuovi reparti in Libia come ha affermato il Ministro della Difesa Trenta in un'intervista al"Corriere della Sera": "Per il momento no. E se qualcuno pensa ad un intervento militare in Libia, posso già dire che non esiste. Non saranno ripetuti gli errori del passato. E non sosterremo alcun ipotetico impegno di altri  Paesi. Questo deve essere chiaro. Siamo vigili nel monitorare la sicurezza delle nostre aziende, vigili nel coordinare i nostri uomini a Misurata che con l'ospedale da campo offrono sostegno importante ala popolazione, ma una Libia bis non esiste"ha concluso il Ministro. Né si parla di un ritiro del contingente italiano che è stato smentito qualche giorno fa da un comunicato stampa della Difesa. Gli unici ad aver ritirato un contingente sono gli USA. Per i militari italiani la missione continua.

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31 ottobre 2018 3 31 /10 /ottobre /2018 18:20
Libia:militari italiani donano apparecchiature sanitarie a ospedale Tripoli

Apparecchiature sanitarie che permetteranno la realizzazione di un centro trasfusionale all'interno del Dipartimento Ematologico e di alcune postazioni per il monitoraggio e la diagnosi dei pazienti presso il Pronto Soccorso:sono state donate dai militari italiani in missione in Libia all'ospedale di Mitiga in Libia.

La donazione è stata resa possibile grazie ad un progetto finanziato dalla Cooperazione Civile e Militare CIMIC della Difesa italiana, progetto avviato a seguito di un'attività di mentoring condotta da Ufficiali medici militari dell'Ospedale da Campo della Task Force Ippocrate di Misurata. Questo progetto ha lo scopo di elevare le potenzialità diagnostiche e di rendere più efficaci le prestazioni sanitarie offerte dal Pronto Soccorso nei confronti della popolazione civile.

I medici italiani forniscono supporto alla popolazione  civile di Tripoli presso l'ospedale di Mitiga, tenendo conto delle esigenze e delle reali necessità prospettate dai colleghi libici, in modo da essere sempre più vicini al popolo libico.

La Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia fornisce supporto alle forze di sicurezza e alle istituzioni governative libiche in modo da incrementare le loro capacità di stabilizzazione del Paese. I militari italiani inoltre, forniscono supporto sanitario  alla popolazione civile e supporto tecnico e di mentoring agli ospedali libici.

Sono quasi 17.000 fino ad ora, le prestazioni sanitarie erogate:la dimostrazione pratica di un lavoro svolto con passione, impegno, continuità ed efficacia. Un lavoro quotidiano che viene elogiato ed apprezzato non solo dalla popolazione ma anche dalle autorità.  

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31 marzo 2017 5 31 /03 /marzo /2017 18:08
Libia:militari italiani curano e assistono feriti e mutilati libici
Libia:militari italiani curano e assistono feriti e mutilati libici

Schegge di proiettile quando non colpiscono a morte feriscono:i medici militari italiani operativi nell'ospedale da campo di Misurata le rimuovono come anche i corpi estranei e impiantano ausili ortopedici. Assistono e curano i feriti libici e quelli rimasti mutilati nella rivoluzione del 2011. L'ospedale da campo dà supporto sanitario alla popolazione grazie ai suoi 50 posti letto e alle capacità di chirurgia plastica, maxillo-facciale ed ortopedica nonchè alle consulenze che vengono effettuate in ambulatorio.

Ma il lavoro dei militari italiani non si ferma qui perchè i medici e gli infermieri militari sono operativi anche presso l'ospedale civile di Misurata, dove addestrano e assistono i medici libici in modo da incrementare le loro abilità chirurgiche e cliniche. Ieri il Comandante della Task Force "Ippocrate", il Generale di Brigata Fabio Polli, ha incontrato  i mutilati rimasti feriti nel 2011.

Inoltre una delegazione dell'Associazione Eroi Libici Mutilati ha visitato l'Ospedale da campo di Misurata.Quest'associazione ha l'obiettivo di assistere i feriti affetti da disabilità permanenti nella rivoluzione del 2011. L'organizzazione tutela inoltre i diritti di questi disabili e ha come scopo quello di creare un centro terapeutico di riabilitazione con apparecchiature moderne in modo da migliorare le condizioni di vita dei mutilati.

I 12 membri della delegazione hanno avuto parole di elogio nei confronti dei militari italiani operativi presso l'ospedale da campo di Misurata e per il Comandante della Task Force"Ippocrate"il Generale di Brigata Fabio Polli, al quale hanno voluto consegnare un quadro come ringraziamento per l'assistenza e per  le preziose cure fornite alla popolazione libica.

Presso l'Ospedale militare italiano, il Direttore, il Colonnello medico Maurizio Elisio, ha mostrato brevemente le attività di cura e di medicazione delle ferite di guerra. E' grazie alle cure e all'assistenza e soprattutto all'umanità dei medici militari italiani se questi feriti vedono alleviate le loro terribili sofferenze ed è sempre grazie all' operato di questi uomini e donne che si è stabilito un legame ancora più forte con la popolazione locale  che sarà loro sempre riconoscente.

 

Libia:militari italiani curano e assistono feriti e mutilati libici

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28 dicembre 2016 3 28 /12 /dicembre /2016 18:26
Libia:Il Gen.Graziano ai militari italiani:"l'Italia è orgogliosa dell'"Operazione Ippocrate"
Libia:Il Gen.Graziano ai militari italiani:"l'Italia è orgogliosa dell'"Operazione Ippocrate"

"E' grande l'orgoglio che sento nei vostri confronti per l'impegno, le capacità e la professionalità dimostrati e di cui ho avuto attestazioni di sincera gratitudine da parte delle autorità libiche"queste le parole del discorso tenuto dal Capo di Stato di Maggiore della Difesa, il Generale Claudio Graziano, ai militari italiani del contingente impegnati nell'"Operazione Ippocrate". "L'Italia è orgogliosa dell' "Operazione Ippocrate", un'azione umanitaria richiesta dal governo libico per curare i combattenti impegnati a liberare la Libia dal terrorismo, -ha proseguito poi il Generale Graziano, in visita per la prima volta ai militari italiani impegnati a Misurata. "Le Forze Armate continueranno ad assicurare la missione fino a quando sarà ritenuto necessario dalle autorità libiche. Nell'ambito dell'impegno nazionale per assicurare per assicurare la pace e la difesa degli interessi nazionali, la stabilità della Libia rappresenta una priorità strategica".

Il Generale Graziano ha poi incontrato le autorità civili e militari locali all'interno dell'aeroporto militare. Fino ad oggi sono 3.000 le prestazioni mediche effettuate tra interventi chirurgici,, visite e consulenze. L'ospedale militare è pienamente operativo dal 19 ottobre 2016, con 50 posti letto  e capacità di neurochirurgia e chirurgia maxillo-facciale, della mano e vascolare. Il personale medico italiano è operativo non solo nella struttura militare ma assiste anche il personale medico libico presso l'ospedale civile di Misurata, ed è inoltre in grado di fornire addestramento ed assistenza ai team medici locali, per accrescerne le capacità.Questi uomini e queste donne rappresentano davvero il nostro orgoglio italiano all'estero.

Libia:Il Gen.Graziano ai militari italiani:"l'Italia è orgogliosa dell'"Operazione Ippocrate"
Libia:Il Gen.Graziano ai militari italiani:"l'Italia è orgogliosa dell'"Operazione Ippocrate"

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25 settembre 2016 7 25 /09 /settembre /2016 19:12
Libia:militari italiani in missione"Ippocrate"già operativi

Sono sbarcati a Misurata dalla nave anfibia S.Marco mercoledì i militari italiani e i mezzi impegnati nella missione"Ippocrate". La S.Marco è già ripartita dalla Libia verso Salerno:è infatti in quel porto che vengono imbarcati gli altri materiali che servono per la missione libica. Sei medici e uomini di un nucleo della sicurezza erano già arrivati in Libia nei giorni scorsi con velivoli militari per rendere operativo l'ospedale da campo"Role1",con 12 posti letto e il pronto soccorso.

In questi giorni presso l'aeroporto di Misurata i militari italiani stanno provvedendo alla costruzione del "Role2"un ospedale che avrà 50 posti letto e sarà inoltre dotato di sale operatorie e di rianimazione. In realtà i militari italiani in Libia sono già operativi da tempo, non è più un mistero che alcuni di loro, come riportato da più fonti, siano al comando degli 007 e operino come agenti segreti già da mesi.

Oltre all'intelligence c'è la presenza delle Forze Speciali come il 9°Reggimento Col Moschin, gli incursori del Comsubin, e dell'Aeronautica Militare nonché i GIS dei Carabinieri. Il compito delle Forze Speciali è quello di formare e di addestrare allo sminamento le truppe libiche che combattono contro l'ISIS. Oltre alle Forze Speciali, sono operativi i paracadutisti della Folgore, il cui compito sarà quello di assicurare un'adeguata cornice di sicurezza ai medici e ai sanitari impegnati a prestare assistenza e cure ai militari libici feriti in combattimento.

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15 settembre 2016 4 15 /09 /settembre /2016 17:38
Libia:parà della Folgore partiti in missione"Ippocrate"

E'salpata l'altro ieri dal porto di La Spezia la nave anfibia S.Marco della Marina Militare:destinazione: Misurata, Libia. E' iniziata così la missione  "umanitaria" italiana "Ippocrate". Sulla S.Marco 300 militari e mezzi del 186°Reggimento della Folgore. Il loro compito come quello degli altri militari italiani, sarà quello di fornire protezione ai medici e infermieri dell'ospedale militare da campo con 50 posti letto, che verrà allestito a Misurata e dove verranno curati i militari libici che combattono contro l'ISIS.

I 300 tra medici e infermieri e 135 unità di supporto logistico, potranno contare  anche sulla protezione dalla Portaerei "Garibaldi" che fornirà la copertura aerea nonchè dei caccia dell'Aeronautica Militare, schierati presso le basi di Sigonella, Gioia del Colle,e Trapani e dei droni. L'ospedale militare di Misurata sarà come il "Role2"in Iraq e in Afghanistan, con un'elevata specializzazione per gli  interventi chirurgici per le ferite di guerra. Un C27J ovvero un aereo tattico presso l'aeroporto di Misurata, verrà utilizzato in caso fosse necessario trasportare i feriti.

I militari italiani partiti in missione l'altro giorno, si uniranno alle forze speciali che già da un paio di mesi sono operative sul terreno. Nella fase due della missione è previsto l'invio di altri militari, saranno gli addestratori(forse Carabinieri) e anche componenti di logistica e di sicurezza, successivamente entreranno in azione le truppe da combattimento. Nel frattempo i parà della Folgore saranno operativi dopo tre settimane dal loro arrivo in Libia. Una missione  quella di "Ippocrate"  senza dubbio molto delicata e rischiosa. Una missione la cui definizione sarà sempre"umanitaria"anche quando si inzierà a sparare? Di certo i miliziani dell'ISIS non resteranno a guardare.

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10 agosto 2016 3 10 /08 /agosto /2016 20:49
Libia:Forze Speciali Italiane in azione a Misurata

Operazione"Banyoun Al Marsoos"(Struttura Solida)questo il nome dell'operazione in Libia alle quali stanno partecipando anche le Forze Speciali Italiane oltre a quelle britanniche, USA e francesi.Un'operazione iniziata a maggio da parte delle brigate di Misurata e dalle guardie petrolifere di Ibrahim Jadhran:obiettivo:riconquistare la roccaforte ISIS di Sirte.

A confermare la notizia è "Ilfattoquotidiano"che mesi fa aveva anticipato già lo scoop . La notizia riportata anche da questo blog, vedi articoli alla sezione"Libia"è quindi confermata ufficialmente dopo le tante smentite. Le Forze Speciali Italiane combattono al fianco delle milizie  fedeli al governo Al Sarraj, il tutto viene confermato da un documento del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali trasmesso al COPASIR. L'operazione italiana in Libia era stata autorizzata il 10 febbraio dal premier Renzi con un decreto che è stato subito secretato. Dal documento si scopre che le Forze Speciali Italiane sono un piccolo distaccamento che ha come base l'aeroporto militare di Misurata.

Nel documento del Comando Interforze e come anhce riporato dall'"Huffingtonpost" si legge che"si tratta di operazioni effettuate in applicazione della normativa approvata lo scorso novembre dal Parlamento, che consente al Presidente del Consiglio di autorizzare missioni all'estero di militari dei nostri corpi d'elite ponendoli sotto la catena di comando dei servizi segreti con tutte le garanzie connesse, immunità compresa". E'la conferma che i Libia la guerra era già iniziata nel mistero più totale: truppe da combattimento sono operative a Sirte e nella provincia di Al Abar. Ora quel il mistero è stato definitivamente svelato.

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20 luglio 2016 3 20 /07 /luglio /2016 19:23
Libia:militari francesi in missione segreta uccisi da miliziani ISIS

Il loro elicottero un M-17 è stato abbattuto dalle milizie dell'ISIS a 65 km da Benghasi. Raffiche di un missile terra-aria e raffiche di armi pesanti lo hanno centrato in pieno. Sono morti cosi' tre sottufficiali delle Forze Speciali Francesi in Libia. La notizia è trapelata solo oggi ammantata da un alone di mistero, anche perché il Presidente Hollande ha parlato di" incidente all'elicottero dei militari francesi". Ma perché si è saputo solo oggi? Sicuramente perché i tre militari delle Forze Speciali Francesi erano agenti segreti e stavano portando a termine una missione, cosi viene infatti riferito da fonti libiche.

I militari francesi facevano parte della DGSE(Direction Génèrale du Service Extérieur) e del suo Service Action incaricato di svolgere missioni segrete, ha affermato a "France24"Wasim Nasr, specialista in movimenti jiadisti. E' risaputo che le Forze Speciali Francesi si trovano a Bengasi per aiutare combattere gli jiadisti mentre gli inglesi sono dispiegati a Misurata. Per la prima volta la Francia è stata costretta ad amettere la presenza delle Forze Speciali in azione in terra libica, infatti fino ad ora aveva solo parlato di velivoli francesi in Libia allo scopo di raccogliere informazioni.

Il Ministro della Difesa francese Jean Yves Le Drian a "France24" ha espresso le sue condoglianze ai familiari dei tre caduti e  ha voluto "rendere onore al coraggio e alla dedizione di questi militari impegnati al servizio della Francia che ogni giorno portano a termine missioni pericolose contro il terrorismo." La guerra in Libia è iniziata ma forse doveva restare un segreto .

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30 aprile 2016 6 30 /04 /aprile /2016 18:11
Libia:forze speciali italiane sotto attacco ISIS:è giallo

Il 27 aprile, un convoglio di militari delle forze speciali italiane , britanniche e libiche che dalla città di Misurata si stava dirigendo verso la roccaforte dell'ISIS, Sirte, sarebbe stato attaccato dai miliziani dell'ISIS. Un autobomba sarebbe stata fatta esplodere al passaggio del convoglio poi le milizie sul terreno avrebbero attaccato i militari dell'autocolonna.

Durante il combattimento i militari avrebbero resistito e risposto al fuoco nemico essendo supportati anche da velivoli ed elicotteri d'attacco francesi e italiani. Ma ci  state lo stesso vittime e feriti tra i militari italiani. Alcuni militari che non sono stati identificati inoltre, sarebbero stati fatti prigionieri dai miliziani dell'ISIS. Il condizionale è d'obbligo.

La notizia dell'imboscata infatti, è stata riportata dal sito dell'intelligence israeliana"Debka", ed è apparsa anche su alcuni siti di informazione straniera. Ma è stata smentita dal Ministero della Difesa italiano al quotidiano on line "Askanews"come"una notizia priva di fondamento". Ed è subito giallo. Sempre sul sito "Debka" viene spiegato che funzionari del Ministero della Difesa Italiana e britannico avrebbero imposto il silenzio ai media. Perché allora la notizia con la descrizione esatta della dinamica dell'accaduto sarebbe comparsa lo stesso sul sito dell'intelligenca israeliano nonchè anche su altri siti di informazione straniera? Perchè non si doveva sapere niente? Forse perché era un'operazione che doveva restare segreta?

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