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29 novembre 2015 7 29 /11 /novembre /2015 19:04
Libia:Folgore pronta ad entrare in azione

Il Ministro degli Esteri Gentiloni ha affermato che"L'Italia come in Iraq, come in Afghanistan, ma anche in Libia, si assumerà la sua responsabilità. Serve un accordo tra le parti libiche e un via libera delle Nazioni Unite. Nelle prossime settimane certamente l'Italia avrà un ruolo molto importante di coordinamento in Libia". Sono dunque pronti a partire per la Libia i parà della Folgore e gli incursori del COMFOSE,obiettivo: contrastare l'ISIS. Pronti a partire anche per garantire "le cornici di sicurezza che saranno necessarie al contingente logistico". La rivelazione arriva dal quotidiano on line"CongedatiFolgore". Questione di settimane, e la Folgore sarà pronta a dare il suo contributo per contrastare l'ISIS." Non è un segreto che da diversi mesi è in corso una pianificazione di un eventuale insediamento all'aeroporto di Tripoli o nella zona portuale. Per la sua natura interforze, sarà il COI a gestire il dispiegamento e il mantenimento. Diversi incontri operativi sono stati tenuti alla presenza del Ministro della Difesa,. Già dall'estate scorsa quando non era infrequente vedere cartelline con il titolo"LIBIA" sotto il braccio degli ufficiali convocati. Si tratterebbe di un ulterioredelicato incarico di coordinamento per gli uomini del Generale di Corpo d'Armata Marco Bertolini , Comandante del COI." In Libia la situazione resta molto insidiosa con le milizie che hanno campo libero e devono essere contrastate sul terreno. Mentre la Folgore aspetta l'ok per entrare in azione, c'è da risolvere il problema delle regole d'ingaggio definite come"inadeguate ai combattimenti "attivi" che sarebbero richiesti in Libia."

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15 giugno 2015 1 15 /06 /giugno /2015 16:55
Libia:ucciso in raid USA l' "Imprendibile" leader di Al Quaeda

Il raid dell'aviazione USA pianificato dal Pentagono non gli ha lasciato scampo ed è rimasto ucciso.  I caccia americani hanno effettuato il raid in una zona vicina alla città di Ajdabya in Libia. Si chiamava Mokhtar Belkmokhtar il più importante tra i leaders di Al-Quaeda,  ed era soprannominato l' "Impredibile". Era  stato tra l'altro, il responsabile del sequestro di 800 stranieri e l'uccisione di 38 di essi, presso l'impianto di gas algerino a In Amenas nel 2013.Era uno dei principali leaders terroristi. Era un veterano della guerra in Afghanistan, aveva lasciato l'Algeria per unirsi alla jihad dei talebani, poi era tornato in Nord Africa e dopo la caduta di Gheddafi, era diventato uno dei trafficanti e dei terroristi più importanti dell'intera regione.

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19 aprile 2015 7 19 /04 /aprile /2015 18:48
Libia: chiudere frontiere italiane dopo morte 700 migranti?

Pensavano di trovare la salvezza in Italia e invece il loro barcone stracarico si è rovesciato.Il bilancio è di più di settecento morti.La strage di migranti più tragica del dopoguerra. Davanti alla morte di oltre settecento migranti al largo della Libia urge un decisivo cambiamento di rotta italiano nell'affrontare questa gravissima emergenza.Non si può continuare a far sbarcare in Italia questi barconi carichi di disperazione, ma non perché non li si voglia aiutare o per razzismo, ma per il semplice fatto che iniziano ad essere davvero troppi.Vengono salvati dagli uomini della Guardia Costiera Costiera e della Marina Militare, poi una volta a terra gli vengono dati acqua e cibo, alcuni vengono identificati e mandati nei CIE,(i Centri di Identificazione ed Espulsione).Ma sono molti quelli che sfuggono ai controlli, senza contare il fatto che cammuffati tra di loro potrebbero esserci dei militanti dell'ISIS pronti a colpire obiettivi italiani.Chiudere le frontiere italiane, evitando che questi barconi della disperazione approdino sulle coste italiane sarebbe una soluzione come pure quella di fargli puntare la prua, dirottandoli verso altre nazioni.Da nessuna parte sta scritto che queste migliaia di persone disperate in fuga dalla Libia debbano necessariamente e per forza approdare sulle coste italiane.Solo con la chiusura delle frontiere italiane forse si potrebbe risolvere questa gravissima emergenza.Si deve assolutamente cambiare politica nella gestione dell'emergenza profughi. Non si può più assistere ad immani tragedie come quella avvenuta stanotte al largo della Libia.

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28 febbraio 2015 6 28 /02 /febbraio /2015 20:48

Sono partiti giovedi notte dalla Spezia e da Taranto:destinazione:Libia.Loro sono gli incursori del COMSUBIN, corpo d'elite della Marina Militare Italiana.Le operazioni di carico di militari, lance, motoscafi, mezzi di rifornimento a bordo della S.Giorgio, sono proseguite fino alla mattina successiva. Poi la S.Giorgio è partita per le coste libiche.Ufficialmente si è parlato di un'operazione di addestramento, in realtà gli incursori(come confermato dalla"Stampa e altre fonti), si tengono pronti in caso la situazione possa degenerare.Il livello di tensione infatti è altissimo:nei dintorni di Tripoli regna il caos, si teme che gli jihadisti possano impossessarsi del gasdotto dell'ENI, lungo 250 km, che attraversa la costa libica e arriva fino a Gela in Sicilia.Al momento si trova sotto la protezione di circa 20 mila uomini del governo di Tobruk.Si teme che l'ISIS possa attaccare punti strategici italiani in Libia.Così è scattato l'allarme rosso.E' arrivato il momento:l'Italia non può più permettersi di restare ferma a guardare alla finestra senza intervenire.

Libia:incursori del COMSUBIN pronti ad entrare in azione
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17 febbraio 2015 2 17 /02 /febbraio /2015 19:37

libia-brigata-sassari-pronta-a-partire.jpgI militari della Brigata Sassari sono pronti a partire in missione in Libia.Se fosse richiesto un intervento militare-ipotesi non del tutto eslcusa-anche se il governo italiano sembra più propenso a risolvere la situazione con la diplomazia.Ma il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è stato chiaro:"L'Italia è pronta a combattere,naturalmente nel quadro della legalità internazionale.Non possiamo accettare che a poche ore di navigazione dall'Italia ci sia una minaccia terroristica attiva."Ieri c'è stato l'ennesimo espisodio di violenza che ha visto delle motovedette italiane accorse a recuperare dei profughi al largo delle coste libiche e si è ritrovata sotto la minaccia delle armi di alcuni terroristi. L'ISIS minaccia di invadere l'Italia con 200 mila profughi, di trovarsi a sud di Roma, e di sparare un missile Scud contro Lampedusa. Non si può più a restare a guardare alla finestra.Sono già 4.800 i militari italiani che andranno a presidiare obiettivi sensibili, cosi ha deciso il Comitato Nazionale per  l'Ordine e la Sicurezza.Stato di pre-allerta per i militari della Brigata Sassari, dato che in caso di intervento militare le prime a partire sono sempre le forze dell'elite dell'esercito, e la gloriosa Brigata ne fa parte.Secondo quanto riportato da Luigi Piredda nell'articolo sulla "Nuova Sardegna", il comando della missione verrebbe affidato al Generale di divisione Luciano Portolano, ora al comando della missione UNIFIL in Libano.Un generale che passerà alla storia, dato che su suggerimento del  Generale Allen, Comandante di tutte le forze militari USA, era stato insignito della più alta onorificenza della NATO.La Brigata Sassari in caso di guerra contro la Libia, saprà in ogni caso farsi valere, come ampiamente dimostrato anche nel corso della sua ultima missione in Afghanistan.Qui la sua elevatissima professionalità è stata ammirata e riconosciuta anche dagli altri contingenti internazionali.I diavoli rossi non sono secondi a nessuno quando si tratta di entrare in azione.

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20 ottobre 2011 4 20 /10 /ottobre /2011 14:46

"Ho visto con i mei occhi il cadavere di Gheddafi,vicino Sirte, ha combattuto fino alla fine". Queste le parole di un giornalista libico, Mahmoud Al-Farjani durante un collegamento telefonico con l'emittente araba Al-Arabya. Il dittatore libico è morto. E' stata diffusa anche sul web la prima foto del cadavere di Gheddafi.libia-gheddafi-e-morto-copia-1.jpg La notizia della morte del dittatore libico è stata confermata ufficialmente dal CNT,il consiglio di transizione libico. Gheddafi sarebbe deceduto nella battaglia di Sirte, sua città natale a causa delle ferite riportate. Sarebbe morto sull'ambulanza che lo portava all'ospedale. La Libia festeggia la fine della guerra con raffiche di fucile sparate per aria. Ma come è morto il dittatore libico? Secondo una prima ricostruzione, Gheddafi all'alba stava cercando di fuggire da Sirte su un convoglio che sarebbe stato attaccato dai velivoli della NATO. Secondo un'altra versione dei fatti invece, sarebbe stato catturato tra Sirte e Misurata"Era nacosto in una casa di casa di Sirte ed ha combattuto sino alla fine. dC'erano segni di spari sulle gambe e sul busto"cosi ha affermato il giornalista libico che ha visto il cadavere del dittatore libico. O forse Gheddafi potrebbe essere stato catturato vivo, nascosto da qualche  parte per poi essere ucciso dalle truppe militari del CNT. Ci sarebbe anche un video della cattura di Gheddafi, girato con il cellulare da uno dei combattenti che ha partecipato all'attacco contro il dittatore. Al di là delle tante versioni sulle circostanze nelle quali è morto Ghedafi, il fatto più importante è che la guerra in Libia finisce oggi. E questo vale anche per l'Italia."Con la caduta di Sirte anche la nostra missione è terminata"ha affermato il Ministro della Difesa La Russa. La guerra è dunque finita. Inizia la transizione verso un governo democratico. La fase più difficile da affrontare per tutto il paese.  

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27 agosto 2011 6 27 /08 /agosto /2011 15:03

il-mistero-dei-3-ex-para-italiani-rapiti-in-Libia.jpgImprigionati nelle carceri di Abu Salim a Tripoli in celle strettissime e sottoposti a violenze, per poi essere liberati dai ribelli  assieme a tutti gli altri prigionieri durante la loro avanzata verso la città. E' quanto emerge dal racconto dei 3 italiani ex parà (secondo il quotidiano www.ligurianotizie.it  Antonio Cataldi di 27 anni di Chiusano di S.Domenico(Avellino),Luca Boero, 42 anni di di Genova, e Vittorio Carella di Peschiera Borromeo(Milano)che ora si trovano all'Hotel Corintya in attesa di imbarcarsi per l'Italia). I 3 hanno raccontato di essere partiti per la Libia passando per la Tunisia, ma durante il viaggio sono stati fermati ad un checkpoint controllato dall'esercito di Gheddafi, sono stati catturati e quindi imprigionati. Tuttavia nel loro racconto troppo cose non quadrano:hanno affermato di trovarsi in Libia per fare da scorta ad autorità libiche che andavano in Tunisia. Si suppone che si trovassero in Libia per svolgere il loro lavoro di "Contractors". Ma se lavoravano per un'agenzia di"Contractors" come mai  nessuna agenzia di "Contractors"li conosce?Come mai i 3 sono spariti nel nulla senza che neppure i loro familiari avessero avvertito della loro scomparsa? Se erano appena stati liberari dal carcere, perchè nell'albergo dove si trovano  avevano con sè degli zaini militari? Intanto il Ministero degli Esteri ha smentito che i 3 siano agenti di sicurezza. Secondo quanto riportato dal quotidiano www.ligurianotizie.it)it  :"In Italia fonti autorevoli dei media nazionali ora parlano di veri e propri agenti militari dei servizi del Ministero della Difesa".  Ma intanto  restano tanti dubbi  e un alone di mistero sull'intera vicenda. Solo quando i 3 rientreranno in Italia forse la verità verrà a galla. 

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25 agosto 2011 4 25 /08 /agosto /2011 14:49

"Alcune nazioni partner(dell'Alleanza Atlantica)sono presenti sul terreno"queste le parole del portavoce dell'Operazione"Unified Protector"della NATO, il Colonnello  canadese Roland Lavoie. E' la conferma ufficiale dopo tante smentite, che le forze speciali britanniche, francesi e del Qatar sono entrate in azione sul suolo libico. Anche le Forze Speciali Italiane? Ad aprile erano stati inviati 10 istruttori militari con il compito di addestrare l'esercito dei ribelli. Non se ne hanno più notizie. Che fine hanno fatto? E' probabile che forse anche forze speciali italiane stiano operando sul terreno libico ma che la loro operazione sia tenuta segreta per evitare possibili ritorsioni da parte delle truppe fedeli a Gheddafi.forze-speciali-in-azione-in-libia2.jpg Le Forze Speciali britanniche della SAS, francesi e del Qatar sono entrate in azione sabato notte. L'azione(coordinata dal Pentagono) è iniziata quando alcuni Tornado GR4 della RAF decollati da una base italiana, hanno iniziato a bombardare con bombe di precisione Paveway1  un centro di telecomunicazioni e altri obiettivi principali nella città di Tripoli. Secondo quanto affermato da un sottuficiale della NATO, i Commandos stanno combattendo con i ribelli a Tripoli, e sarebbero entrati per primi nel bunker di Gheddafi per portare via computer e documenti con informazioni su Gheddafi. I Commandos della SAS hanno avuto un ruolo fondamentale nella battaglia a Tripoli. L'attacco è stato preparato nei minimi dettagli a Bengasi dall'M6(il Servizio Segreto Britannico)con i suoi agenti infiltrati  a Tripoli in modo da coordinare i raid aerei. Ha fornito armi ai ribelli, e ha organizzato una serie di apparecchiature di telecomunicazione attorno alla città. Secondo alcune fonti gli uomini dei Commandos britannici sarebbero 500, mentre i francesi un centinaio. Le forze speciali francesi sbarcano in Libia dagli elicotteri che sono imbarcati sulla "Tonnerre"nave d'assalto anfibia. Infiltrati tra i libici anche i Commandos del Qatar, molto facilitati in questo grazie alla conoscenza della lingua ed al loro aspetto fiisico, si mimetizzano facilmente tra i ribelli. Il Qatar ha anche il compito di fornire armi ai ribelli:un aereo che trasportava un grosso carico di armi è stato visto a Misurata. Intanto proseguono i raid aerei della NATO con il compito di agevolare l'avanzata dei ribelli. E ci sono buone notizie:sono stati liberati i giornalisti stranieri prigionieri da giorni nell'Hotel Rixos controllato dall'esercito di Gheddafi, e liberi sono anche i 4 giornalisti italiani che erano stati rapiti ieri. 

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24 agosto 2011 3 24 /08 /agosto /2011 14:34

Dov'è Gheddafi? E' la domanda che in molti si stanno facendo in queste ore. Il suo bunker di Bab-Al-Azizya è stato espugnato, le immagini della testa della statua del dittatore presa a calci dai ribelli stanno facendo il giro del mondo. Sono entrati all'interno del bunker, molti cadaveri, ma di Gheddafi nessuna traccia.  Secondo alcune fonti, sarebbe già fuggito forse in Sudafrica, oppure potrebbe non avere mai lasciato Tripoli, come affermato da lui stesso in un messaggio alla tv siriana:"gheddafi-nascosto-sotto-fiume-artficiale-deserto-libico.jpgHo fatto una passeggiata in incognito senza che la gente mi vedesse, e ho visto dei giovani pronti a difendere la loro città. Non ho sentito che Tripoli fosse in pericolo". Quindi verosimili l'ipotesi secondo la quale Gheddafi si troverebbe nascosto al sicuro, in un tunnel a prova di bomba. Uno dei tanti tunnel che avrebbero una collegamento anche con l'Hotel Rixos di Tripoli, controllato dall'esercito del dittatore, nel quale si trovano prigionieri 35 giornalisti stranieri."Siamo disperati"ha scritto su Twitter uno di loro, mentre sempre su Twitter si può leggere la cronaca di quanto sta accadendo in queste ore nell'hotel dove i militari pattugliano la hall:"Siamo chiusi dentro con i cecchini sui tetti". Oppure, altra ipotesi, Gheddafi si nasconderebbe in un tunnel che si trova sotto il corso di un grande fiume artificiale da lui fatto costruire nel 1984, sotto il deserto libico. Dove sarebbero nascoste anche delle armi, tra le quali razzi e carri armati. D'altronde lo stesso Gheddafi ha affermato di non volersi arrendere. Di certo c'è che Gheddafi dispone di ancora di più di 10 tonnellate di iprite, un gas letale, nonostante nel 2004 avesse aderito al protocollo per la messa al bando delle armi chimiche. Ieri il Pentagono ha assicurato di avere monitorato i depositi di Rabta a circa 100 km a sud di Tripoli e a Al-Jufra a sud di Sirte, e ha affermato che gli aerei che con razzi e bombe avrebbero potuto lanciare il gas sulla città sono stati distrutti. L'ammininistrazioone USA afferma che la situazione è ancora in evoluzione, i ribelli controllano la gran parte del paese, ma a Tripoli si combatte ancora, ci sono scontri tra le truppe fedeli a Gheddafi e i ribelli. E verso Sirte starebbero convergendo le ultime forze rimaste fedeli al regime per trasformare Sirte nella loro roccaforte. Intanto è già emergenza umanitaria:gli ospedali si stanno riempiendo di feriti, e presto le scorte finiranno. Quella che doveva essere una guerra lampo dura da 6 mesi e non se ne intravede la fine. Forse Gheddafi potrebbe  riservare ancora qualche sorpresa mentre in Libia paradossalmente si festeggia la caduta del regime e si combatte. 

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22 agosto 2011 1 22 /08 /agosto /2011 21:39

E' giallo sulla sorte di Gheddafi. Da alcune ore impazza sul web la foto del dittatore libico morto.gheddafi morto Foto che poi si è rivelata un falso clamoroso. Si tratta infatti di un maldestro fotomontaggio. L'autore del fake si è tradito lasciando ben visbile sulla foto una macchia verde all'altezza della spalla del leader libico:macchia verde che si è rivelata essere una pistola ad acqua. Il fotomontaggio è visibile sul sito Pundit Press. Secondo il Pentagono Gheddafi si troverebbe ancora ancora in Libia e per questo la NATO  sta bombardando la zona nella quale si trova il bunker del dittatore ( Bab  Aziziya) secondo altre fonti, come il "Times", il dittatore libico starebbe negoziando un accordo con il Sudafrica per fuggire in Venezuela. Intanto la guerra continua, i ribelli hanno occupato la Piazza Verde simbolo del regime, ma del dittatore libico sembra essersi persa ogni traccia. Due dei suoi figli sono stati arrestati. Le truppe del regime continuano a dare battaglia agli insorti, molti quartieri di Tripoli non sono stati ancora liberati. Alle urla di gioia della popolazione si contrappongono le raffiche di mitra degli insorti che continuano la loro lotta. La domanda che tutti si fanno è:che fine ha fatto Gheddafi? Forse bisognerà aspettare un altro paio di ore prima di saperlo.

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