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3 marzo 2016 4 03 /03 /marzo /2016 19:14
Libia:incursori del Comsubin pronti ad entrare in azione

Aspettano solo l'ok del Parlamento ma intanto sono già partiti. Si trovano a bordo della nave della Marina Militare S.Giusto. Destinazione:Libia. Sono gli incursori del Comsubin,  i militari del Reggimento S.Marco, i Fanti della Marina. Secondo alcune indiscrezioni, la S.Giusto ha caricato militari, mezzi e rifornimenti vari stanotte e all'alba a La Spezia, e la partenza è avvenuta verso mezzogiorno. La loro destinazione sarebbe ben precisa:Mellitah. Qui infatti si trova un importante stabilimento petrolifero dell'ENI in pericolo a causa dell'avanzata dell'ISIS. E' probabile che i militari si preparino ad entrare in azione qualora la situazione diventi ancora più pericolosa e instabile a anche dopo l'uccisione dei due tecnici italiani avvenuta oggi. Intanto altri 3.000 militari italiani si preparano ad entrare in azione, mentre il governo afferma che per intervenire bisogna aspettare che si insedi un governo libico stabile che richiederà poi l'intervento della comunità internazionale.  I militari italiani che sbarcheranno in Libia prenderanno contatti con l'intelligence che è già operativa, come anche i militari del contingente internazionale come francesi e inglesi. Sarà l'Italia ad avere il comando della missione in Libia in accordo con gli altri alleati. Serve solo l'ok.

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9 febbraio 2016 2 09 /02 /febbraio /2016 19:27

L'Italia si prepara alla guerra in Libia anche se non ci sono ancora date precise. Sarà un intervento militare mirato a proteggere non solo gli interessi economici ma un paese dalla destabilizzazione politica e dal caos che ne potrebbe derivare. L'intervento militare prevederà una prima fase di bombardamenti e raid con l'obiettivo di distruggere le installazioni militari dell'ISIS. Poi ci sarà la seconda fase dell'intervento militare con gli uomini che si troveranno in azione sul terreno.  Ma quali  condizioni si troveranno a dover affrontare i militari?

La domanda non è per niente inutile, dato che nel 2011 ai tempi della guerra contro il regime di Gheddafi, sono state utilizzate armi all'uranio impoverito, basti pensare che venivano sparati 100 missili Tomhawk al giorno, come viene anche riportato dal quotidiano online "L'Indro" che cita uno studio del Professore ordinario Massimo Zucchetti, del Politecnico di Torino che ha pubblicato degli studi proprio su questo. "Sono armi che contengono quantità varaiabili da 30 a 400 kg di uranio impoverito(Depleted Uranium:DU)un componente estremamente efficace che garantisce un alto potere di penetrazione, ma dagli effetti devastanti sulla salute dell'uomo." Infatti dopo l'esplosione degli ordigni si sprigionano delle polveri che inalate causano tumori e linfomi, come il linfoma di Hodgkin:malattie e tumori mortali che hanno causato e che continuano a mietere vittime tra militari e civili che ad esempio si trovavano in Bosnia ai tempi della guerra.

Nel caso di guerra in Libia. il rischio uranio impoverito per militari e civili non è assolutamente da escludere, dato che i raid si concentrebbero soprattutto a Tripoli e dintorni e dato che la Libia è un paese ventoso, le particelle radioattive verrebbero sospinte anche in territori più lontani. I militari saranno stati avvertiti del pericolo uranio impoverito e utilizzeranno adeguate protezioni? Domande che per il momento restano senza risposta, mentre inesorabile, l'intervento militare si avvicina.

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5 gennaio 2016 2 05 /01 /gennaio /2016 20:51
Libia:militari italiani al comando delle forze speciali

Il contingente formato da militari inglesi, francesi e americani che si prepara a fare la guerra contro l'ISIS , sarà sotto il comando degli italiani. I militari italiani avranno il compito di coordinare le truppe che opereranno sul campo. La notizia diffusa dal quotidiano britannico"Mirror"e poi ripresa dal"Giornale" parla di 6.000 militari che tra breve sbarcheranno in Libia. "Saranno truppe combattenti al fianco delle milizie lealiste, non svolgeranno compiti Rdi ricognizione(quel ruolo è già stato affidato allo Special econnaissance Regiment)" ha affermato Franco Iacch a"Difesaonline".

Il contingente comandato dagli italiani, sarà operativo sul terreno, tra di loro ci saranno anche gli uomini deli Navy Seals americani che avranno compiti di ricognizione, e delle SAS inglesi. Anche la Francia è pronta ad intervenire garantendo il suo appoggio con le tante basi sparse sul territorio africano e con le sue truppe militari addestrate a combattere la guerriglia. Anche tra i militari francesi ci saranno uomini delle Forze Speciali e due Compagnie della Legione Straniera. In tutto 7.000 militari. Un cacciatorpediniere della Royal Navy sta già per raggiungere le coste africane, mentre la RAF ha già programmato dei raid contro obiettivi dell'ISIS. Un contingente militare di prim'ordine comandato dai militari italiani (che non saranno dunque in prima linea),e che avrà come obiettivo principale quello di combattere le milizie dell'ISIS. L'Isis infatti dopo la Siria e L'Iraq sta dando filo da torcere anche in Libia: le milizie vogliono impossessarsi dei pozzi di Marsa Al Brega, il più grande giacimento petrolifero del Nord Africa. 5.000 miliziani pronti a tutto.

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29 novembre 2015 7 29 /11 /novembre /2015 19:04
Libia:Folgore pronta ad entrare in azione

Il Ministro degli Esteri Gentiloni ha affermato che"L'Italia come in Iraq, come in Afghanistan, ma anche in Libia, si assumerà la sua responsabilità. Serve un accordo tra le parti libiche e un via libera delle Nazioni Unite. Nelle prossime settimane certamente l'Italia avrà un ruolo molto importante di coordinamento in Libia". Sono dunque pronti a partire per la Libia i parà della Folgore e gli incursori del COMFOSE,obiettivo: contrastare l'ISIS. Pronti a partire anche per garantire "le cornici di sicurezza che saranno necessarie al contingente logistico". La rivelazione arriva dal quotidiano on line"CongedatiFolgore". Questione di settimane, e la Folgore sarà pronta a dare il suo contributo per contrastare l'ISIS." Non è un segreto che da diversi mesi è in corso una pianificazione di un eventuale insediamento all'aeroporto di Tripoli o nella zona portuale. Per la sua natura interforze, sarà il COI a gestire il dispiegamento e il mantenimento. Diversi incontri operativi sono stati tenuti alla presenza del Ministro della Difesa,. Già dall'estate scorsa quando non era infrequente vedere cartelline con il titolo"LIBIA" sotto il braccio degli ufficiali convocati. Si tratterebbe di un ulterioredelicato incarico di coordinamento per gli uomini del Generale di Corpo d'Armata Marco Bertolini , Comandante del COI." In Libia la situazione resta molto insidiosa con le milizie che hanno campo libero e devono essere contrastate sul terreno. Mentre la Folgore aspetta l'ok per entrare in azione, c'è da risolvere il problema delle regole d'ingaggio definite come"inadeguate ai combattimenti "attivi" che sarebbero richiesti in Libia."

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15 giugno 2015 1 15 /06 /giugno /2015 16:55
Libia:ucciso in raid USA l' "Imprendibile" leader di Al Quaeda

Il raid dell'aviazione USA pianificato dal Pentagono non gli ha lasciato scampo ed è rimasto ucciso.  I caccia americani hanno effettuato il raid in una zona vicina alla città di Ajdabya in Libia. Si chiamava Mokhtar Belkmokhtar il più importante tra i leaders di Al-Quaeda,  ed era soprannominato l' "Impredibile". Era  stato tra l'altro, il responsabile del sequestro di 800 stranieri e l'uccisione di 38 di essi, presso l'impianto di gas algerino a In Amenas nel 2013.Era uno dei principali leaders terroristi. Era un veterano della guerra in Afghanistan, aveva lasciato l'Algeria per unirsi alla jihad dei talebani, poi era tornato in Nord Africa e dopo la caduta di Gheddafi, era diventato uno dei trafficanti e dei terroristi più importanti dell'intera regione.

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19 aprile 2015 7 19 /04 /aprile /2015 18:48
Libia: chiudere frontiere italiane dopo morte 700 migranti?

Pensavano di trovare la salvezza in Italia e invece il loro barcone stracarico si è rovesciato.Il bilancio è di più di settecento morti.La strage di migranti più tragica del dopoguerra. Davanti alla morte di oltre settecento migranti al largo della Libia urge un decisivo cambiamento di rotta italiano nell'affrontare questa gravissima emergenza.Non si può continuare a far sbarcare in Italia questi barconi carichi di disperazione, ma non perché non li si voglia aiutare o per razzismo, ma per il semplice fatto che iniziano ad essere davvero troppi.Vengono salvati dagli uomini della Guardia Costiera Costiera e della Marina Militare, poi una volta a terra gli vengono dati acqua e cibo, alcuni vengono identificati e mandati nei CIE,(i Centri di Identificazione ed Espulsione).Ma sono molti quelli che sfuggono ai controlli, senza contare il fatto che cammuffati tra di loro potrebbero esserci dei militanti dell'ISIS pronti a colpire obiettivi italiani.Chiudere le frontiere italiane, evitando che questi barconi della disperazione approdino sulle coste italiane sarebbe una soluzione come pure quella di fargli puntare la prua, dirottandoli verso altre nazioni.Da nessuna parte sta scritto che queste migliaia di persone disperate in fuga dalla Libia debbano necessariamente e per forza approdare sulle coste italiane.Solo con la chiusura delle frontiere italiane forse si potrebbe risolvere questa gravissima emergenza.Si deve assolutamente cambiare politica nella gestione dell'emergenza profughi. Non si può più assistere ad immani tragedie come quella avvenuta stanotte al largo della Libia.

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28 febbraio 2015 6 28 /02 /febbraio /2015 20:48

Sono partiti giovedi notte dalla Spezia e da Taranto:destinazione:Libia.Loro sono gli incursori del COMSUBIN, corpo d'elite della Marina Militare Italiana.Le operazioni di carico di militari, lance, motoscafi, mezzi di rifornimento a bordo della S.Giorgio, sono proseguite fino alla mattina successiva. Poi la S.Giorgio è partita per le coste libiche.Ufficialmente si è parlato di un'operazione di addestramento, in realtà gli incursori(come confermato dalla"Stampa e altre fonti), si tengono pronti in caso la situazione possa degenerare.Il livello di tensione infatti è altissimo:nei dintorni di Tripoli regna il caos, si teme che gli jihadisti possano impossessarsi del gasdotto dell'ENI, lungo 250 km, che attraversa la costa libica e arriva fino a Gela in Sicilia.Al momento si trova sotto la protezione di circa 20 mila uomini del governo di Tobruk.Si teme che l'ISIS possa attaccare punti strategici italiani in Libia.Così è scattato l'allarme rosso.E' arrivato il momento:l'Italia non può più permettersi di restare ferma a guardare alla finestra senza intervenire.

Libia:incursori del COMSUBIN pronti ad entrare in azione
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17 febbraio 2015 2 17 /02 /febbraio /2015 19:37

libia-brigata-sassari-pronta-a-partire.jpgI militari della Brigata Sassari sono pronti a partire in missione in Libia.Se fosse richiesto un intervento militare-ipotesi non del tutto eslcusa-anche se il governo italiano sembra più propenso a risolvere la situazione con la diplomazia.Ma il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è stato chiaro:"L'Italia è pronta a combattere,naturalmente nel quadro della legalità internazionale.Non possiamo accettare che a poche ore di navigazione dall'Italia ci sia una minaccia terroristica attiva."Ieri c'è stato l'ennesimo espisodio di violenza che ha visto delle motovedette italiane accorse a recuperare dei profughi al largo delle coste libiche e si è ritrovata sotto la minaccia delle armi di alcuni terroristi. L'ISIS minaccia di invadere l'Italia con 200 mila profughi, di trovarsi a sud di Roma, e di sparare un missile Scud contro Lampedusa. Non si può più a restare a guardare alla finestra.Sono già 4.800 i militari italiani che andranno a presidiare obiettivi sensibili, cosi ha deciso il Comitato Nazionale per  l'Ordine e la Sicurezza.Stato di pre-allerta per i militari della Brigata Sassari, dato che in caso di intervento militare le prime a partire sono sempre le forze dell'elite dell'esercito, e la gloriosa Brigata ne fa parte.Secondo quanto riportato da Luigi Piredda nell'articolo sulla "Nuova Sardegna", il comando della missione verrebbe affidato al Generale di divisione Luciano Portolano, ora al comando della missione UNIFIL in Libano.Un generale che passerà alla storia, dato che su suggerimento del  Generale Allen, Comandante di tutte le forze militari USA, era stato insignito della più alta onorificenza della NATO.La Brigata Sassari in caso di guerra contro la Libia, saprà in ogni caso farsi valere, come ampiamente dimostrato anche nel corso della sua ultima missione in Afghanistan.Qui la sua elevatissima professionalità è stata ammirata e riconosciuta anche dagli altri contingenti internazionali.I diavoli rossi non sono secondi a nessuno quando si tratta di entrare in azione.

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20 ottobre 2011 4 20 /10 /ottobre /2011 14:46

"Ho visto con i mei occhi il cadavere di Gheddafi,vicino Sirte, ha combattuto fino alla fine". Queste le parole di un giornalista libico, Mahmoud Al-Farjani durante un collegamento telefonico con l'emittente araba Al-Arabya. Il dittatore libico è morto. E' stata diffusa anche sul web la prima foto del cadavere di Gheddafi.libia-gheddafi-e-morto-copia-1.jpg La notizia della morte del dittatore libico è stata confermata ufficialmente dal CNT,il consiglio di transizione libico. Gheddafi sarebbe deceduto nella battaglia di Sirte, sua città natale a causa delle ferite riportate. Sarebbe morto sull'ambulanza che lo portava all'ospedale. La Libia festeggia la fine della guerra con raffiche di fucile sparate per aria. Ma come è morto il dittatore libico? Secondo una prima ricostruzione, Gheddafi all'alba stava cercando di fuggire da Sirte su un convoglio che sarebbe stato attaccato dai velivoli della NATO. Secondo un'altra versione dei fatti invece, sarebbe stato catturato tra Sirte e Misurata"Era nacosto in una casa di casa di Sirte ed ha combattuto sino alla fine. dC'erano segni di spari sulle gambe e sul busto"cosi ha affermato il giornalista libico che ha visto il cadavere del dittatore libico. O forse Gheddafi potrebbe essere stato catturato vivo, nascosto da qualche  parte per poi essere ucciso dalle truppe militari del CNT. Ci sarebbe anche un video della cattura di Gheddafi, girato con il cellulare da uno dei combattenti che ha partecipato all'attacco contro il dittatore. Al di là delle tante versioni sulle circostanze nelle quali è morto Ghedafi, il fatto più importante è che la guerra in Libia finisce oggi. E questo vale anche per l'Italia."Con la caduta di Sirte anche la nostra missione è terminata"ha affermato il Ministro della Difesa La Russa. La guerra è dunque finita. Inizia la transizione verso un governo democratico. La fase più difficile da affrontare per tutto il paese.  

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27 agosto 2011 6 27 /08 /agosto /2011 15:03

il-mistero-dei-3-ex-para-italiani-rapiti-in-Libia.jpgImprigionati nelle carceri di Abu Salim a Tripoli in celle strettissime e sottoposti a violenze, per poi essere liberati dai ribelli  assieme a tutti gli altri prigionieri durante la loro avanzata verso la città. E' quanto emerge dal racconto dei 3 italiani ex parà (secondo il quotidiano www.ligurianotizie.it  Antonio Cataldi di 27 anni di Chiusano di S.Domenico(Avellino),Luca Boero, 42 anni di di Genova, e Vittorio Carella di Peschiera Borromeo(Milano)che ora si trovano all'Hotel Corintya in attesa di imbarcarsi per l'Italia). I 3 hanno raccontato di essere partiti per la Libia passando per la Tunisia, ma durante il viaggio sono stati fermati ad un checkpoint controllato dall'esercito di Gheddafi, sono stati catturati e quindi imprigionati. Tuttavia nel loro racconto troppo cose non quadrano:hanno affermato di trovarsi in Libia per fare da scorta ad autorità libiche che andavano in Tunisia. Si suppone che si trovassero in Libia per svolgere il loro lavoro di "Contractors". Ma se lavoravano per un'agenzia di"Contractors" come mai  nessuna agenzia di "Contractors"li conosce?Come mai i 3 sono spariti nel nulla senza che neppure i loro familiari avessero avvertito della loro scomparsa? Se erano appena stati liberari dal carcere, perchè nell'albergo dove si trovano  avevano con sè degli zaini militari? Intanto il Ministero degli Esteri ha smentito che i 3 siano agenti di sicurezza. Secondo quanto riportato dal quotidiano www.ligurianotizie.it)it  :"In Italia fonti autorevoli dei media nazionali ora parlano di veri e propri agenti militari dei servizi del Ministero della Difesa".  Ma intanto  restano tanti dubbi  e un alone di mistero sull'intera vicenda. Solo quando i 3 rientreranno in Italia forse la verità verrà a galla. 

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