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6 agosto 2011 6 06 /08 /agosto /2011 16:20

Una postazione di missili sulla terraferma  nei pressi di Zliten, ad est di Tripoli ha lanciato 20 missili  contro il cacciatorpediniere britannico "Liverpool"gheddafi-lancia-20-missili-contro-nave-inglese-2.jpg che incrociava al largo della Libia. Non ci sono stati danni alla nave e all'equipaggio. Il radar della"Liverpool" ha segnalato l'arrivo dei missili, i marinai hanno subito dato l'allarme ed il Comandante Colin Williams, ha cambiato immediatamente rotta, facendo mancare il bersglio ai missili. Anche se in un primo momento il Comandante era pronto a rispondere al fuoco per leggittima difesa. I missili sono finiti tuti in mare."L'artiglieria che ci ha sparato contro ora non c'è più. Qundi abbiamo raggiunto il nostro obiettivo." Il Comandante ha avuto poi parole di elogio per il suo equipaggio:"La squadra è rimasta calma e professionale, sono orgoglioso di loro"ha affermato. La base dell'artiglieria da dove è partito l'attacco è stata poi distrutta da un bombardamento di Apache. In seguito la"Liverpool" si è portata di nuovo nelle vicinanze delle coste libiche per dare manforte all'esercito dei ribelli che stava subendo un attacco di terra, lanciando dei razzi illuminanti. Non è la prima volta che la "Liverpool"viene attaccata dai libici:si è trovata sotto il tiro dei missili libici già 6 volte. Il fatto, poi confermato dal Ministero della Difesa britannico è avvenuto lo stesso giorno nel quale un missile è stato lanciato contro la nave italiana"Bersagliere.  

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3 agosto 2011 3 03 /08 /agosto /2011 13:59

L'obiettivo del missile libico lanciato stamattina alle ore 10.40 ora italiana, era la fregata della Marina Militare Italiana"Bersagliere"che incrocia a 13-15 miglia al largo della costa libica. Il missile è caduto in mare  a 2 km dalla poppa della fregata. Nessuna conseguenza per l'equipaggio, per precauzione la nave  stata fatta allontanare. Il fatto è stato confermato dal Ministro della Difesa La Russalibia-gheddafi-lancia-missile-contro-fregata-italiana.jpg :"A 2 km dalla fregata"Bersagliere", al largo delle coste libiche è stata segnalata dai radar la traccia di un missile caduto in mare. Potrebbe essere un missile libico o anche un missile antiaereo caduto poi in mare. In ogni caso la nave prudentemente si è portata al largo". Il missile sarebbe stato lanciato dalla zona di Zlitan, antistante all'area dove incrociava la nave italiana. La fregata "Bersagliere"era salpata dalla Spezia il 28 luglio al comando del Capitano di Fregata Germano Falcone,con a bordo 200 uomini e dal 30 luglio è operativa nell'ambito dell'operazione NATO"Unified Protector". Oltre alla "Bersagliere" la Marina Militare contribuisce all'operazione NATO anche con la nave anfibia"San Giusto". 

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22 luglio 2011 5 22 /07 /luglio /2011 17:36

Questa storia inizia con un misterioso arsenale di armi tra i quali razzi katiuscia, kalashnikov, munzioni e 400 missile custodito nei sotterranei dell'ex base NATO di La maddalena in Sardegna.ribelli libici2 Le armi erano destinate alla guerra di Balcani nel 1994. La nave sulla quale si trovavano le armi viene fermata nel canale di Otranto, le armi che avrebbero dovuto essere distrutte vengono sequestrate. Due mesi le armi che erano nascoste in un bunker della base della Maddalena vengono consegnate dalla Marina Militare all'Esercito. Vengono imbarcate su traghetti utilizzati per il trasporto di civili per poi sbarcare a Civitavecchia e sparire nel nulla. La magistratuta di Tempio vuole vederci chiaro e apre un'indagine ma non può fare nulla contro il segreto di Stato. E' grazie allo scoop di "The Globalist" che si scopre che le armi(come si sospettava) sono finite in mano ai ribelli libici. Ma perchè?A fine febbraio la posizionde del governo Berlusconi di continuare il suo appoggio a Gheddafi diventa sempre più insostenibile.Il Ministro Frattini ed il Sotosegretario Gianni Letta organizzano un'operazione congiunta con l'Ambasciatore libico a Roma, Abdulhafed Gaddur, che nel frattempo aveva affermato di avere abbandonato il dittatore libico per schierarsi con gli i ribelli. Gaddur si è fatto garante di un accordo con Mustafa Abdel Jalil, ex Ministro della Giustizia di Ghedafi, diventato poi presidente del Consiglio di transizione libico. Per Berlusconi il prezzo da pagare per dimostare di avere campo sarà il dover fornire aiuti agli insorti, e tra gli aiuti ci sono anche le armi. Grazie allo scoop di "The Gobalist"viene svelato il giallo della sparizione delle armi, sul quale era calato il Segreto di Stato. Di questa storia, l'aspetto più inquietante è senza dubbio l'utilizzo di traghetti adibiti al trasporto di civili per spostare il carico di armi all'insaputa degli ignari passeggeri.

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19 giugno 2011 7 19 /06 /giugno /2011 19:10

Suribelli-libici2.jpgccede a Misurata. Decine di volontari in questi giorni stanno mettendo su un vero e proprio arsenale per i ribelli che stanno combattendo contro il dittatore libico. Le armi vengono costruite in un laboratorio di una città della Libia che è in mano ai ribelli. Qui vengono rimessi in sesto gli armamenti che un tempo erano di Gheddafi e al tempo stesso, si costruiscono mortai e razzi. Ma chi sono i volontari che costruiscono le armi da destinare ai ribelli? Appartengono alle categorie sociali più diverse, il direttore del laboratorio, è l'unico esperto, in quanto è un ingegnere e ha lavorato presso un'acciaieria a Misurata. Nel team di volontari ci sono anche un camionista, una donna che ha un negozio di abbigliamento. Gente comune che non ha esperienza in campo militare, ma che nonostante tutte le difficoltà, danno come possono una mano d'aiuto ai ribelli, arrivando a costruire anche 100 razzi al giorno. Intanto continuano i bombardamenti dei velivoli della NATO su Tripoli. I bombardamenti si sono ulteriormente intensificati. Ieri Tripoli è stata bombardata in pieno giorno,in questo modo la NATO incrementa la pressione sulla resistenza del regime di Gheddafi che pare non volere arrendersi. Quella che doveva essere una "guerra lampo"si è trasformata giorno dopo giorno in una guerra a tempo intederminato o forse è entrata semplicemente in fase di stallo.

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18 maggio 2011 3 18 /05 /maggio /2011 18:36

Ormai dai due mesi la Libia è sottoposta ai raid aerei della NATO, che però non sono riusciti ad annientare del tutto i deboli sistemi di difesa del dittatore libico. Secondo quanto riferito da fonti militari farncesi, le difese aree libiche sarebbe state distrutte all'80%. Ma la NATO non è riuscita nell'intento di spingere gli insorti verso Tripoli, nè tantomeno ad uccidere il dittatore libico.eurofighter La guerra pare essere entrata irrimediabilmente in fase di stallo, così la NATO oltre ai raid aerei si serve delle guerra psicologica.  Ma cos'è la guerra psicologica? L'opera di propaganda e di disiformazione, in modo da influenzare l'opinione pubblica libica   per eliminare ogni forma di consenso verso il regime. L'arma principale della guerra psicologica è rappresentata dai volantini. Volantini che vengono lanciati con l'obiettivo di far allontanare i civili e l'esercito di Gheddafi dai centri di comando.  Lunedì, durante una conferenza stampa presso la Base di Bagnoli, il portavoce militare per l'operazione NATO, il Tenente Colonnello Mike Bracken, ha affermato che:" Abbiamo già lanciato 140 mila volantini ed utilizzato sistemi radio aerotrasportati per avvertire i civili di allontanarsi dai centri di comando e controllo e dai mezzi militari di Gheddafi. Si tratta di convincere le forze pro-Gheddafi ad abbandonare qualunque attrezzatura militare, inclusi i velivoli, le imbarcazioni, i veicoli e le installazioni e di tornarsene a casa". Dal canto suo, la portavoce dela NATO Oana Lungucescu, ha affermato che"le informazioni in nostro possesso ci confermano che ci sono defezioni tra le truppe di Gheddafi, anche se non abbiamo un riscontro diretto". La NATO trasmette anche dei messaggi sulle frequenze della radio dell'esercito libico, utilizzando anche degli speciali velivoli come l' EC 130 Commando Solo, una versione del cargo Hercules, che è una stazione radio televisiva volante nel vero senso della parola. Durante il volo riesce ad inserirsi con le sue trasmissioni sui canali che vengono usati dal paese nemico. In queste trasmissioni la NATO chiede alle truppe fedeli a Gheddafi di arrendersi e afferma che mercenari stranieri violentano le donne libiche. Alcuni di questi messaggi affermano che:"Nessuno ha il diritto di rendere la vita del suo stesso popolo un inferno in terra". Questo messaggio è stato trasmesso su una radio militare del regime passata in mano agli insorti. Oppure altri messaggi affermano che:"Smettetela di combattere contro la vostra gente". I messaggi vengono trasmessi sia in inglese che in arabo. Anche l'Italia partecipa alle operazioni di volantinaggio: su Tripoli sono stati lanciati 400 mila volantini da un C-130J in volo a 7 mila metri di quota. Tutta l'attività è pianificata dal Comando Operativo Interforze della Difesa, e viene poi svolta dagli specialisti delle Psyc-Ops, dell'Esercito, dal 28° Reggimento Pavia di Pesaro schierato anche in Afghanistan, dell'Aeronautica e dall' intelligence. Prima di effettuare l'aviolancio dei volantini, vengono effettuati dei calcoli precisi in modo da essere sicuri che i volantini cadranno in un punto preciso. I volantini sono stati lanciati su Tripoli e dintorni. Ecco il testo:"La Libia è una, la sua capitale è Tripoli. Oggi vi chiediamo di unirvi tutti e di prendere la decisione giusta e saggia. Unitevi alla nostra rivoluzione. Costruiamo la Libia lontano da Gheddafi. Una Libia unificata, libera e democratica." C'è da sperare che la guerra psicologica porti finalmente ad un risultato più concreto: la fine di una guerra "lampo" che ormai dura da troppo tempo. 

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8 maggio 2011 7 08 /05 /maggio /2011 16:07

Chi l'avrebbe mai immaginato che Facebook e Twitter i due più importanti social netwiork del pianeta avrebbero avuto un ruolo da protagonistitwitter-guerra-libia-1.jpg nella guerra in Libia? Potrebbe sembrare strano invece è proprio così. La NATO utilizza Facebook e Twitter per controllare il territorio libico che è molto vasto. Lo ha spiegato nei dettagli un alto ufficiale della NATO in un'intervista rilasciata ad un quotidiano:"Un territorio operativo come quello libico deve essere tenuto sotto controllo in ogni modo. Per fare ciò alcuni dei nostri uomini più preparati hanno il compito di  monitorare costantemente i messaggi inviati sui social network come Facebook e Twitter. Per noi sarebbe impossibile sapere in ogni momento cosa succede, dove e perchè. Analizzando invece la massa di informazioni pubblicate sui social network, in particolar modo Twitter, possiamo avere un'idea molto più precisa di cosa accade e dove, ma altrettanto ovviamente non possiamo essere presenti ovunque. L'alto ufficiale infatti afferma che:"Per questo motivo alcuni dei nostri militari che parlano arabo sono incaricati  anche di tenere costantemente d'occhio ciò che si dice sul web. Faccio un esempio:nel momento in cui parliamo, sia Bengasi che Ajdabia sono relativamente tranquille  e questo lo possiamo sapere soprattutto grazie a questi social network che ci forniscono costantemente la radiografia della situazione. Ogni informazione relativa sia al teatro operativo che alla sicurezza dei singoli stati aderenti alla coalizione militare operativa in Libia, viene raccolta e condivisa  con le agenzie di intelligence dei singoli stati". In questo periodo, per ciò che riguarda la Libia, la quantità di informazioni è notevole, e l'ufficiale afferma:" Senza dubbio il lavoro più complicato e delicato da portare avanti è quello di discernere quali siano le informazioni veramente significative da quelle meno importanti. Un lavoro questo di grande responsabilità, svolto nell'ombra dal personale della NATO e dall'intelligence di ogni paese." Il lavoro viene diviso in 2 fasi, infatti continua l'ufficiale:" In un primo momento si procede a raccogliere le notizie, che vengono selezionate accuratamente e poi si procede alla verifica delle informazioni che possono sembrare più utili. Questo significa che anche le agenzie dei singoli paesi condividono con i nostri comandi le notizie in loro possesso e che possono essere ritenute interessanti anche dalla nostra prospettiva." Insomma una vera e propria funzione di intelligence svolta dai due famosi social network Facebook e Twitter. Già qualche mese fa , d'altronde un radioamatore olandese aveva intercettato le conversazioni dei piloti NATO durante le loro missioni in Libia e aveva pensato bene di renderle pubbliche "twittandole" su Twitter in modo che tutto il mondo sapesse. A dimostrazione di come a volte le "twittate"  e gli aggiornamenti di stato su Facebook, nel caso della guerra in Libia, non siano poi  così banali come sembrano.

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30 aprile 2011 6 30 /04 /aprile /2011 19:20

Ieri altri 2 Tornado e 2 caccia F-16 sono decollati dalla Base di Trapni Birgi verso la Libia per portare a termine altre missioni, missioni che come affermato dalla NATO:"Sono andate a buon fine".Ma quali sono stati gli obiettivi colpiti da Tornado e caccia italiani? Al Comando dell'"Operazione Unified Protector" a Bagnolitornado-1.jpg, le bocche sono rigorosamente cucite e non trapelano indiscrezioni. Ma secondo alcune fonti, i Tornado IDS italiani sono decollati dalla Base di Trapani Birgi alle 10.30,,ed hanno bombardato obiettivi strategici nei pressi di Tripoli: un centro comando e di controllo, 7 depositi di munizioni, 5 veicoli da combattimento, 1 posto di manutenzione per gli elicotteri, sulla città di Zenten un deposito di munizioni, e su Brega un centro di comando. I Tornado hanno in dotazione un armamento di precisione con Missili Storm Shadow, bombe GBU-32jdam a guida Gps e le Gbu-16 Paveway a guida laser. I Tornado ieri hanno anche bombardato le postazioni militari dell'esercito di Gheddafi. I velivoli sono poi rientrati alla base a metà giornata. In un'intervista rilasciata ad un quotidiano, un Colonello dell'Aeronautica Militare ha affermato che:"Noi eravamo pronti da tempo:oggi abbiamo fatto per la prima volta quello che il governo ci ha autorizzato a fare da qualche ora: proteggere i civili libici massacrati da giorni e giorni dall'esercito di Gheddafi". I piloti dei 2 Tornado, in un'intervista rilasciata hannno detto di non aver avuto necessità di nessun tipo di addattamento alla missione affidatagli:" Avevano volato nello modo, sulle stesse rotte, verso gli stessi obiettivi che sino a ieri venivano soltanto sorvolati senza colpire." I velivoli utilizzati sono i Tornado IDS(Interdiction and Strike),ovvero la versione multiruolo del 50° Stormo della Base di Ghedi, questi velivoli sono usati per il bombardamento e per la "Recco": la ricognizione supersonica. Secondo una fonte militare, i Tornado avrebbero sganciato bombe e non missili per il semplice motivo che sul suolo libico non ci sono più target per i missili, che hanno inoltre hanno la caratteristica di essere molto costosi. Le bombe GBU-32 Jdam(Joint Direct Attack Munition) invece essendo aguida Gps ,hanno la capacità di colpire più obiettivi che si trovano anche a 10 km di distanza dalla verticale di lancio. Per la prossima settimana è previsto l'avvio della fase più aggressiva della missione: a trovarsi sotto i bombardamenti saranno i tanks di Gheddafi nelle strade di Misurata e Zenten. A quel punto entreranno in azione gli Harrier II che sono attualmente imbarcati sulla "Garibaldi" e le bombe GBU-16 Paveway a guida laser che sono agganciate ai piloni dei Tornado.

Intanto i ribelli sembrano essere soddisfatti del risultato dei bombardamenti NATO.  Il Generale Abdel Fatah Younis Ministro dell'Interno di Gheddafi ,ora passato dalla parte dei ribelli, ha chiesto all'Alleanza l'invio di armi:"Non parlo di armi leggere, ma di elicotteri Apache, missili anticarro e navi equipaggiate con siluri. Il Colonello(Gheddafi) adesso è disperato e potrebbe utilizzare le armi chimiche di cui ancora dispone". Un cittadino libico intervistato da un quotidiano ha affermato:"Che siano aerei italiani francesi o inglesi per me fa lo stesso:l'importante è che le loro bombe ci aiutino a liberarci dal tiranno". Nel frattempo sono giunti a Bengasi i 10 istruttori militari italiani che avranno il compito di addestrare l'esercito dei ribelli. Secondo quanto affermato dal Ministero della Difesa:"Lavoreranno a sostegno del personale libico del costituendo comando operativo CNT, saranno inseriti nella struttura militare di comando del consiglio e agiranno tra loro, con il compito di assistere gli ufficiali del CNT". 

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28 aprile 2011 4 28 /04 /aprile /2011 18:24

E' ufficiale:i Tornado italiani oggi hanno portato a termine la loro prima missione, bombardando obiettivi scelti nei pressi di Misurata. Sono decollati dalla Base di Trapani Birgicaccia italiani 1, unendosi alla missione internazionale nell'ambito della NATO. I Tornado italiani entrati in azione, avevano in dotazione un armamento costituito da missili di precisione nonchè da strumentazione di precisione, per colpire degli obiettivi selezionati. I missili sono stati sganciati su obiettivi scelti nei pressi della città di Misurata. Intanto il Ministro della Difesa La Russa, durante un suo intervento in Parlamento, ha affermato che :"Il governo italiano ha messo a disposizione 12 caccia che partiranno tutti dalla Base di Trapani Birgi." Continuano gli scontri a Misurata:nel pomeriggio ci sono state violente esplosioni nella capitale, dopo che la città era stata sorvolata da velivoli della NATO. In altre zone della Libia, continuano i combattimenti tra le truppe di Gheddafi e i ribelli. Il Ministro degli Esteri Frattini, ha sottolineato che:" L'obiettivo non è di stanare Gheddafi, ma di proteggere le vite di migliaia di civli innocenti.Abbiamo visto a Misurata, una città martire. a Zindan, ospedali pediatrici bombardati, decine di migliaia di feriti, non possiamo voltare la testa". Ma è anche vero che la decisione di bombardare la Libia è stata presa dal Premier senza che questo si consultasse con qualcuno, e crescono il dissenso e i dubbi sulla necessità e la decisione affrettata di bombardare la Libia. Fino a poche settimane fa, anche lo stesso Ministro della Difesa La Russa era contrario a  bombardare. I dubbi  aumentano ogni giorno sempre di più, non solo tra i politici ma anche tra l'opinione pubblica, la gente comune si chiede: davvero era necessario entrare in azione con i Tornado armati di bombe? Si poteva evitare questa decisione improvvisa? Evidentemente nessuno dei politici ha pensato alle conseguenze dell'intervento armato italiano in Libia: la prima delle quali sarà sicuramente un'altra invasione di profughi e sfollati verso l'italia, un maggiore rischio di attentati  nei confronti del nostro paese, e in Libia forse un incremento di morti proprio tra i civili. L'unica cosa che resta da fare è sperare che le bombe dei Tornado siano davvero"intelligenti" e colpiscano solo gli obiettivi selezionati. 

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26 aprile 2011 2 26 /04 /aprile /2011 18:18

Anche l'Italia si prepara a bombardare la Libia. La decisione è stata presa dal Premier Silvio Berlusconi, che l'ha confermata al Presidente degli U.S.A. Barack Obama. E' ufficiale: i velivoli italiani bombarderanno la Libia. L'Italia entra così' ufficialmente in guerra.caccia italiani 1 In una intervista a"Repubblica"il Ministro della Difesa La Russa ha tenuto a sottolineare che:"Finora anche i nostri aerei hanno partecipato alle missioni di attacco(...), solo che prima scortavano e proteggevano gli equipaggi alleati che andavano a colpire i nemici, facendo saltare i sistemi radar libici. Adesso colpiremo anche noi. Non Parteciperemo ad azioni contro bersagli situati all'interno di zone abitate. Non ci saranno missili italiani sulle città, ma solo su precisi ed individuati obiettivi militari, per evitare il rischio di colpire civili per sbaglio. Saranno missili con "seleceted target". Le missioni sono decise dalla NATO ma siamo noi a tenere il dito sul grilletto". I velivoli potrebbero essere già operativi 72 ore dopo la decisione di bombardare. In allerta le varie basi militari italiane, tra le quali anche la Base di Decimomannu, in prima linea. Qui le operazioni dei velivoli non si sono fermate nemmeno il giorno diPasqua. La situazione nella base potrebbe cambiare nelle prossime ore, se verranno rischierati velivoli dell'Aeronautica Militare per azioni con armamenti, ovvero razzi, missili e bombe. Fino ad ora i velivoli  stranieri della base facenti parte della Missione NATO"Unified Protector" avevano come obiettivo quello di controllare lo spazio aereo, ma non erano impegnati in operazioni contro obiettivi a terra. Pronti anche presso la Base di Foggia  gli AMX e i Predator telecomandati del 32° Stormo. Sono 3 le possibili tipologie di velivoli che l'Italia utilizzerà per i bombardamenti: il Tornado IDS, un velivolo da combattimento, bireattore, in dotazione al 6° Stormo di Ghedi. Ha un armamento di 2 cannoni cal 27 mm, fino a 9000 kg di carichi esterni(serbatoi ausiliari,POD da ricognizione e designazione bersagli,) missili aria-aria AIM-9L Sidewinder; l'AMX, noto anche come Ghibli, monoreattore sviluppato come cacciabombardiere e ricognitore monoposto e biposto, in dotazione al 32° Stormo di Amendola e al 51° Stormo di Istrana. Ha una velocità max di 940 km/h(0,86 Mach), con un armamento di 1 cannone cal 20 mm, fino a 3800 kg di carichi esterni(serbatoi esterni, POD da ricognizione), missili aria-aria AIM-9L Sidewinder. Infine l'AV-8B Plus, noto anche come Harrier II. Si tratta di un caccia monoposto subsonico a decollo verticale in uso alla Marina Militare usato come intercettore per la difesa aerea della flotta, con un ruolo secondario di attacco. E' imbarcato sulla Portaerei Garibaldi, una delle navi schierate per gli interventi in Libia. Ha un armamento di 1 cannone da 35 mm, a 5 canne rotanti, 9 punti di attacco subalari per 5000 kg di carico bellico, con 16 bombe Mk.82 o 12 bombe Mk.20, missili Maverick, Sidewinder, e Amraam, contenitori per i razzi da 70 mm, a guida laser. Intanto dalla città di Misurata ormai sotto bombardamento da mesi,  Emergency ha dovuto dare l'ordine evacuare i 7 membri del suo Team, perchè anche l'ospedale è sotto  bombardamento, il team  ora è in viaggio verso Malta in attesa di poter riprendere il suo  intervento di aiuto umanitario in Libia. La situazione pare essere senza controllo:civili e personale umanitario non hanno nessun tipo di protezione.

 

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23 aprile 2011 6 23 /04 /aprile /2011 17:54

E' previsto per mercoledì l'arrivo a Bengasi di un gruppo di istruttori militari italiani con l'obiettivo di addestrare l'esercito dei ribelli che sta combattendo contro il dittatore libico.gruppo-militari.jpg L'annuncio è stato fatto dal Ministro della Difesa La Russa. Gli istruttori militari italiani come quelli inglesi e francesi, avranno il compito di addestrare l'esercito piutosto mal organizzato dei ribelli, "Non saranno Carabinieri, ma semplici istruttori militari cioè persone che danno nozioni su come un soldato deve muoversi e deve usare gli strumenti che sono a sua disposizione"ha affermato La Russa. Avranno anche come obiettivo quello di riuscire a migliorare il coordinamento con le missioni svolte dai caccia della NATO, in modo da colpire più efficacemente il nemico. Gheddafi ha minacciato l'Italia per l'invio di militari sul suolo libico affernando che"le potenze neo-crociate come l'Italia, la Gran Bretagna, e la Francia, devono stare attente alle conseguenze di una simile decisione.Se la NATO arriva a Misurata o in qualunque altra città libica, scateneremo l'inferno. Le truppe alleate si troveranno di fronte ad una palla di fuoco e la situazione sarà 10 volte peggio che in Iraq." Intanto si fanno sempre più insistenti le voci della preparazione di un attacco di terra. E' infatti di oggi la notizia di un possibile utilizzo di circa 600 marines inglesi che nei prossimi giorni saranno dispiegati a Cipro. Inoltre sarà anche dispiegata una flottiglia della Marina Militare Britannica sempre a Cipro. Il loro imminente arrivo sull'isola non fa altro che incrementare le voci della preparazione di un attacco di terra in Libia, secondo quanto riferito proprio da fonti cipriote. Ma un portavoce del Ministro della Difesa Britannico, ha smentito immediatamente quest'eventualità. Infatti secondo quanto riferisce la Cyprus News Agency"Non c'è alcun intenzione di utilizzare questo contingente di uomini in Libia, cio è contrario alla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Rientra nell'ambito della capacità di questa unità il suo utilizzo in operazioni umanitarie e di evacuazioni di civili, così come è già stata utilizzata in passato in situazioni analoghe." Altre fonti, riferiscono che quindi il dispegamento di queste truppe di terra servirebbe ad evacuare più rapidamente cittadini britannici da paesi a rischio di stabilità, come ad esempio lo Yemen. E'importante ricordare che Cipro è pur sempre un 'importante punto strategico per la Gran Bretagna che sull'isola(alla quale concesse l'indipendenza nel 1960),dispone ancora di 5 basi militari nelle quali ci sono circa 4.500 soldati. Dispone inoltre di 2 centri di ascolto radar per il monitoraggio delle comunicazioni di tutto il Medio Oriente. Il dittatore libico Gheddafi, proprio nell'imminenza di un attacco di terra sta armando la popolazione civile con armi di ogni tipo, in modo da contrastare un eventuale attacco della NATO. Secondo quanto riferisce il portavoce ufficiale del Governo, Mussa Ibrahim"Molte città si sono organizzate con squadroni per combattere un 'eventuale invasione della NATO, l'intera popolazione ha fucili e armi leggere. Se la NATO arriva a Misurata o in qualunque altra città libica scateneremo l'inferno". Sempre drammatiche le notizie che arrivano dal fronte. I ribelli avrebero preso il controllo di uno dei principali valichi di frontiera tra Libia e Tunisia, il check point vicino a Wazzan e si parla anche di molti disertori tra le fila delle truppe di Gheddafi, dopo aspri combattimenti. Il controllo di questo check point da parte dei ribelli è molto importante perchè gli consetirebbe di approvigionare le forze anti- Gheddafi, e i ribelli avrebbero un punto di appoggio nella  Libia occidentale. Notizie drammatiche anche da  Misurata dove i bambini vengono colpiti alla testa dai cecchini, e si trovano sotto attacco anche gli ospedali.Chi può fugge, lo Ionian Spirit, mercoledì era riuscito a consegnare cibo e medicinali alla popolazione, la nave è poi ripartita alla volta di Bengasi con a bordo 100 sfollati e le salme di Tim Hetherington e Chris Hondros, i 2 fotoreporters freelance occidentali uccisi durante l'assedio della città. 

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