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25 agosto 2011 4 25 /08 /agosto /2011 14:49

"Alcune nazioni partner(dell'Alleanza Atlantica)sono presenti sul terreno"queste le parole del portavoce dell'Operazione"Unified Protector"della NATO, il Colonnello  canadese Roland Lavoie. E' la conferma ufficiale dopo tante smentite, che le forze speciali britanniche, francesi e del Qatar sono entrate in azione sul suolo libico. Anche le Forze Speciali Italiane? Ad aprile erano stati inviati 10 istruttori militari con il compito di addestrare l'esercito dei ribelli. Non se ne hanno più notizie. Che fine hanno fatto? E' probabile che forse anche forze speciali italiane stiano operando sul terreno libico ma che la loro operazione sia tenuta segreta per evitare possibili ritorsioni da parte delle truppe fedeli a Gheddafi.forze-speciali-in-azione-in-libia2.jpg Le Forze Speciali britanniche della SAS, francesi e del Qatar sono entrate in azione sabato notte. L'azione(coordinata dal Pentagono) è iniziata quando alcuni Tornado GR4 della RAF decollati da una base italiana, hanno iniziato a bombardare con bombe di precisione Paveway1  un centro di telecomunicazioni e altri obiettivi principali nella città di Tripoli. Secondo quanto affermato da un sottuficiale della NATO, i Commandos stanno combattendo con i ribelli a Tripoli, e sarebbero entrati per primi nel bunker di Gheddafi per portare via computer e documenti con informazioni su Gheddafi. I Commandos della SAS hanno avuto un ruolo fondamentale nella battaglia a Tripoli. L'attacco è stato preparato nei minimi dettagli a Bengasi dall'M6(il Servizio Segreto Britannico)con i suoi agenti infiltrati  a Tripoli in modo da coordinare i raid aerei. Ha fornito armi ai ribelli, e ha organizzato una serie di apparecchiature di telecomunicazione attorno alla città. Secondo alcune fonti gli uomini dei Commandos britannici sarebbero 500, mentre i francesi un centinaio. Le forze speciali francesi sbarcano in Libia dagli elicotteri che sono imbarcati sulla "Tonnerre"nave d'assalto anfibia. Infiltrati tra i libici anche i Commandos del Qatar, molto facilitati in questo grazie alla conoscenza della lingua ed al loro aspetto fiisico, si mimetizzano facilmente tra i ribelli. Il Qatar ha anche il compito di fornire armi ai ribelli:un aereo che trasportava un grosso carico di armi è stato visto a Misurata. Intanto proseguono i raid aerei della NATO con il compito di agevolare l'avanzata dei ribelli. E ci sono buone notizie:sono stati liberati i giornalisti stranieri prigionieri da giorni nell'Hotel Rixos controllato dall'esercito di Gheddafi, e liberi sono anche i 4 giornalisti italiani che erano stati rapiti ieri. 

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24 agosto 2011 3 24 /08 /agosto /2011 14:34

Dov'è Gheddafi? E' la domanda che in molti si stanno facendo in queste ore. Il suo bunker di Bab-Al-Azizya è stato espugnato, le immagini della testa della statua del dittatore presa a calci dai ribelli stanno facendo il giro del mondo. Sono entrati all'interno del bunker, molti cadaveri, ma di Gheddafi nessuna traccia.  Secondo alcune fonti, sarebbe già fuggito forse in Sudafrica, oppure potrebbe non avere mai lasciato Tripoli, come affermato da lui stesso in un messaggio alla tv siriana:"gheddafi-nascosto-sotto-fiume-artficiale-deserto-libico.jpgHo fatto una passeggiata in incognito senza che la gente mi vedesse, e ho visto dei giovani pronti a difendere la loro città. Non ho sentito che Tripoli fosse in pericolo". Quindi verosimili l'ipotesi secondo la quale Gheddafi si troverebbe nascosto al sicuro, in un tunnel a prova di bomba. Uno dei tanti tunnel che avrebbero una collegamento anche con l'Hotel Rixos di Tripoli, controllato dall'esercito del dittatore, nel quale si trovano prigionieri 35 giornalisti stranieri."Siamo disperati"ha scritto su Twitter uno di loro, mentre sempre su Twitter si può leggere la cronaca di quanto sta accadendo in queste ore nell'hotel dove i militari pattugliano la hall:"Siamo chiusi dentro con i cecchini sui tetti". Oppure, altra ipotesi, Gheddafi si nasconderebbe in un tunnel che si trova sotto il corso di un grande fiume artificiale da lui fatto costruire nel 1984, sotto il deserto libico. Dove sarebbero nascoste anche delle armi, tra le quali razzi e carri armati. D'altronde lo stesso Gheddafi ha affermato di non volersi arrendere. Di certo c'è che Gheddafi dispone di ancora di più di 10 tonnellate di iprite, un gas letale, nonostante nel 2004 avesse aderito al protocollo per la messa al bando delle armi chimiche. Ieri il Pentagono ha assicurato di avere monitorato i depositi di Rabta a circa 100 km a sud di Tripoli e a Al-Jufra a sud di Sirte, e ha affermato che gli aerei che con razzi e bombe avrebbero potuto lanciare il gas sulla città sono stati distrutti. L'ammininistrazioone USA afferma che la situazione è ancora in evoluzione, i ribelli controllano la gran parte del paese, ma a Tripoli si combatte ancora, ci sono scontri tra le truppe fedeli a Gheddafi e i ribelli. E verso Sirte starebbero convergendo le ultime forze rimaste fedeli al regime per trasformare Sirte nella loro roccaforte. Intanto è già emergenza umanitaria:gli ospedali si stanno riempiendo di feriti, e presto le scorte finiranno. Quella che doveva essere una guerra lampo dura da 6 mesi e non se ne intravede la fine. Forse Gheddafi potrebbe  riservare ancora qualche sorpresa mentre in Libia paradossalmente si festeggia la caduta del regime e si combatte. 

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22 agosto 2011 1 22 /08 /agosto /2011 21:39

E' giallo sulla sorte di Gheddafi. Da alcune ore impazza sul web la foto del dittatore libico morto.gheddafi morto Foto che poi si è rivelata un falso clamoroso. Si tratta infatti di un maldestro fotomontaggio. L'autore del fake si è tradito lasciando ben visbile sulla foto una macchia verde all'altezza della spalla del leader libico:macchia verde che si è rivelata essere una pistola ad acqua. Il fotomontaggio è visibile sul sito Pundit Press. Secondo il Pentagono Gheddafi si troverebbe ancora ancora in Libia e per questo la NATO  sta bombardando la zona nella quale si trova il bunker del dittatore ( Bab  Aziziya) secondo altre fonti, come il "Times", il dittatore libico starebbe negoziando un accordo con il Sudafrica per fuggire in Venezuela. Intanto la guerra continua, i ribelli hanno occupato la Piazza Verde simbolo del regime, ma del dittatore libico sembra essersi persa ogni traccia. Due dei suoi figli sono stati arrestati. Le truppe del regime continuano a dare battaglia agli insorti, molti quartieri di Tripoli non sono stati ancora liberati. Alle urla di gioia della popolazione si contrappongono le raffiche di mitra degli insorti che continuano la loro lotta. La domanda che tutti si fanno è:che fine ha fatto Gheddafi? Forse bisognerà aspettare un altro paio di ore prima di saperlo.

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6 agosto 2011 6 06 /08 /agosto /2011 16:20

Una postazione di missili sulla terraferma  nei pressi di Zliten, ad est di Tripoli ha lanciato 20 missili  contro il cacciatorpediniere britannico "Liverpool"gheddafi-lancia-20-missili-contro-nave-inglese-2.jpg che incrociava al largo della Libia. Non ci sono stati danni alla nave e all'equipaggio. Il radar della"Liverpool" ha segnalato l'arrivo dei missili, i marinai hanno subito dato l'allarme ed il Comandante Colin Williams, ha cambiato immediatamente rotta, facendo mancare il bersglio ai missili. Anche se in un primo momento il Comandante era pronto a rispondere al fuoco per leggittima difesa. I missili sono finiti tuti in mare."L'artiglieria che ci ha sparato contro ora non c'è più. Qundi abbiamo raggiunto il nostro obiettivo." Il Comandante ha avuto poi parole di elogio per il suo equipaggio:"La squadra è rimasta calma e professionale, sono orgoglioso di loro"ha affermato. La base dell'artiglieria da dove è partito l'attacco è stata poi distrutta da un bombardamento di Apache. In seguito la"Liverpool" si è portata di nuovo nelle vicinanze delle coste libiche per dare manforte all'esercito dei ribelli che stava subendo un attacco di terra, lanciando dei razzi illuminanti. Non è la prima volta che la "Liverpool"viene attaccata dai libici:si è trovata sotto il tiro dei missili libici già 6 volte. Il fatto, poi confermato dal Ministero della Difesa britannico è avvenuto lo stesso giorno nel quale un missile è stato lanciato contro la nave italiana"Bersagliere.  

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3 agosto 2011 3 03 /08 /agosto /2011 13:59

L'obiettivo del missile libico lanciato stamattina alle ore 10.40 ora italiana, era la fregata della Marina Militare Italiana"Bersagliere"che incrocia a 13-15 miglia al largo della costa libica. Il missile è caduto in mare  a 2 km dalla poppa della fregata. Nessuna conseguenza per l'equipaggio, per precauzione la nave  stata fatta allontanare. Il fatto è stato confermato dal Ministro della Difesa La Russalibia-gheddafi-lancia-missile-contro-fregata-italiana.jpg :"A 2 km dalla fregata"Bersagliere", al largo delle coste libiche è stata segnalata dai radar la traccia di un missile caduto in mare. Potrebbe essere un missile libico o anche un missile antiaereo caduto poi in mare. In ogni caso la nave prudentemente si è portata al largo". Il missile sarebbe stato lanciato dalla zona di Zlitan, antistante all'area dove incrociava la nave italiana. La fregata "Bersagliere"era salpata dalla Spezia il 28 luglio al comando del Capitano di Fregata Germano Falcone,con a bordo 200 uomini e dal 30 luglio è operativa nell'ambito dell'operazione NATO"Unified Protector". Oltre alla "Bersagliere" la Marina Militare contribuisce all'operazione NATO anche con la nave anfibia"San Giusto". 

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22 luglio 2011 5 22 /07 /luglio /2011 17:36

Questa storia inizia con un misterioso arsenale di armi tra i quali razzi katiuscia, kalashnikov, munzioni e 400 missile custodito nei sotterranei dell'ex base NATO di La maddalena in Sardegna.ribelli libici2 Le armi erano destinate alla guerra di Balcani nel 1994. La nave sulla quale si trovavano le armi viene fermata nel canale di Otranto, le armi che avrebbero dovuto essere distrutte vengono sequestrate. Due mesi le armi che erano nascoste in un bunker della base della Maddalena vengono consegnate dalla Marina Militare all'Esercito. Vengono imbarcate su traghetti utilizzati per il trasporto di civili per poi sbarcare a Civitavecchia e sparire nel nulla. La magistratuta di Tempio vuole vederci chiaro e apre un'indagine ma non può fare nulla contro il segreto di Stato. E' grazie allo scoop di "The Globalist" che si scopre che le armi(come si sospettava) sono finite in mano ai ribelli libici. Ma perchè?A fine febbraio la posizionde del governo Berlusconi di continuare il suo appoggio a Gheddafi diventa sempre più insostenibile.Il Ministro Frattini ed il Sotosegretario Gianni Letta organizzano un'operazione congiunta con l'Ambasciatore libico a Roma, Abdulhafed Gaddur, che nel frattempo aveva affermato di avere abbandonato il dittatore libico per schierarsi con gli i ribelli. Gaddur si è fatto garante di un accordo con Mustafa Abdel Jalil, ex Ministro della Giustizia di Ghedafi, diventato poi presidente del Consiglio di transizione libico. Per Berlusconi il prezzo da pagare per dimostare di avere campo sarà il dover fornire aiuti agli insorti, e tra gli aiuti ci sono anche le armi. Grazie allo scoop di "The Gobalist"viene svelato il giallo della sparizione delle armi, sul quale era calato il Segreto di Stato. Di questa storia, l'aspetto più inquietante è senza dubbio l'utilizzo di traghetti adibiti al trasporto di civili per spostare il carico di armi all'insaputa degli ignari passeggeri.

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19 giugno 2011 7 19 /06 /giugno /2011 19:10

Suribelli-libici2.jpgccede a Misurata. Decine di volontari in questi giorni stanno mettendo su un vero e proprio arsenale per i ribelli che stanno combattendo contro il dittatore libico. Le armi vengono costruite in un laboratorio di una città della Libia che è in mano ai ribelli. Qui vengono rimessi in sesto gli armamenti che un tempo erano di Gheddafi e al tempo stesso, si costruiscono mortai e razzi. Ma chi sono i volontari che costruiscono le armi da destinare ai ribelli? Appartengono alle categorie sociali più diverse, il direttore del laboratorio, è l'unico esperto, in quanto è un ingegnere e ha lavorato presso un'acciaieria a Misurata. Nel team di volontari ci sono anche un camionista, una donna che ha un negozio di abbigliamento. Gente comune che non ha esperienza in campo militare, ma che nonostante tutte le difficoltà, danno come possono una mano d'aiuto ai ribelli, arrivando a costruire anche 100 razzi al giorno. Intanto continuano i bombardamenti dei velivoli della NATO su Tripoli. I bombardamenti si sono ulteriormente intensificati. Ieri Tripoli è stata bombardata in pieno giorno,in questo modo la NATO incrementa la pressione sulla resistenza del regime di Gheddafi che pare non volere arrendersi. Quella che doveva essere una "guerra lampo"si è trasformata giorno dopo giorno in una guerra a tempo intederminato o forse è entrata semplicemente in fase di stallo.

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18 maggio 2011 3 18 /05 /maggio /2011 18:36

Ormai dai due mesi la Libia è sottoposta ai raid aerei della NATO, che però non sono riusciti ad annientare del tutto i deboli sistemi di difesa del dittatore libico. Secondo quanto riferito da fonti militari farncesi, le difese aree libiche sarebbe state distrutte all'80%. Ma la NATO non è riuscita nell'intento di spingere gli insorti verso Tripoli, nè tantomeno ad uccidere il dittatore libico.eurofighter La guerra pare essere entrata irrimediabilmente in fase di stallo, così la NATO oltre ai raid aerei si serve delle guerra psicologica.  Ma cos'è la guerra psicologica? L'opera di propaganda e di disiformazione, in modo da influenzare l'opinione pubblica libica   per eliminare ogni forma di consenso verso il regime. L'arma principale della guerra psicologica è rappresentata dai volantini. Volantini che vengono lanciati con l'obiettivo di far allontanare i civili e l'esercito di Gheddafi dai centri di comando.  Lunedì, durante una conferenza stampa presso la Base di Bagnoli, il portavoce militare per l'operazione NATO, il Tenente Colonnello Mike Bracken, ha affermato che:" Abbiamo già lanciato 140 mila volantini ed utilizzato sistemi radio aerotrasportati per avvertire i civili di allontanarsi dai centri di comando e controllo e dai mezzi militari di Gheddafi. Si tratta di convincere le forze pro-Gheddafi ad abbandonare qualunque attrezzatura militare, inclusi i velivoli, le imbarcazioni, i veicoli e le installazioni e di tornarsene a casa". Dal canto suo, la portavoce dela NATO Oana Lungucescu, ha affermato che"le informazioni in nostro possesso ci confermano che ci sono defezioni tra le truppe di Gheddafi, anche se non abbiamo un riscontro diretto". La NATO trasmette anche dei messaggi sulle frequenze della radio dell'esercito libico, utilizzando anche degli speciali velivoli come l' EC 130 Commando Solo, una versione del cargo Hercules, che è una stazione radio televisiva volante nel vero senso della parola. Durante il volo riesce ad inserirsi con le sue trasmissioni sui canali che vengono usati dal paese nemico. In queste trasmissioni la NATO chiede alle truppe fedeli a Gheddafi di arrendersi e afferma che mercenari stranieri violentano le donne libiche. Alcuni di questi messaggi affermano che:"Nessuno ha il diritto di rendere la vita del suo stesso popolo un inferno in terra". Questo messaggio è stato trasmesso su una radio militare del regime passata in mano agli insorti. Oppure altri messaggi affermano che:"Smettetela di combattere contro la vostra gente". I messaggi vengono trasmessi sia in inglese che in arabo. Anche l'Italia partecipa alle operazioni di volantinaggio: su Tripoli sono stati lanciati 400 mila volantini da un C-130J in volo a 7 mila metri di quota. Tutta l'attività è pianificata dal Comando Operativo Interforze della Difesa, e viene poi svolta dagli specialisti delle Psyc-Ops, dell'Esercito, dal 28° Reggimento Pavia di Pesaro schierato anche in Afghanistan, dell'Aeronautica e dall' intelligence. Prima di effettuare l'aviolancio dei volantini, vengono effettuati dei calcoli precisi in modo da essere sicuri che i volantini cadranno in un punto preciso. I volantini sono stati lanciati su Tripoli e dintorni. Ecco il testo:"La Libia è una, la sua capitale è Tripoli. Oggi vi chiediamo di unirvi tutti e di prendere la decisione giusta e saggia. Unitevi alla nostra rivoluzione. Costruiamo la Libia lontano da Gheddafi. Una Libia unificata, libera e democratica." C'è da sperare che la guerra psicologica porti finalmente ad un risultato più concreto: la fine di una guerra "lampo" che ormai dura da troppo tempo. 

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8 maggio 2011 7 08 /05 /maggio /2011 16:07

Chi l'avrebbe mai immaginato che Facebook e Twitter i due più importanti social netwiork del pianeta avrebbero avuto un ruolo da protagonistitwitter-guerra-libia-1.jpg nella guerra in Libia? Potrebbe sembrare strano invece è proprio così. La NATO utilizza Facebook e Twitter per controllare il territorio libico che è molto vasto. Lo ha spiegato nei dettagli un alto ufficiale della NATO in un'intervista rilasciata ad un quotidiano:"Un territorio operativo come quello libico deve essere tenuto sotto controllo in ogni modo. Per fare ciò alcuni dei nostri uomini più preparati hanno il compito di  monitorare costantemente i messaggi inviati sui social network come Facebook e Twitter. Per noi sarebbe impossibile sapere in ogni momento cosa succede, dove e perchè. Analizzando invece la massa di informazioni pubblicate sui social network, in particolar modo Twitter, possiamo avere un'idea molto più precisa di cosa accade e dove, ma altrettanto ovviamente non possiamo essere presenti ovunque. L'alto ufficiale infatti afferma che:"Per questo motivo alcuni dei nostri militari che parlano arabo sono incaricati  anche di tenere costantemente d'occhio ciò che si dice sul web. Faccio un esempio:nel momento in cui parliamo, sia Bengasi che Ajdabia sono relativamente tranquille  e questo lo possiamo sapere soprattutto grazie a questi social network che ci forniscono costantemente la radiografia della situazione. Ogni informazione relativa sia al teatro operativo che alla sicurezza dei singoli stati aderenti alla coalizione militare operativa in Libia, viene raccolta e condivisa  con le agenzie di intelligence dei singoli stati". In questo periodo, per ciò che riguarda la Libia, la quantità di informazioni è notevole, e l'ufficiale afferma:" Senza dubbio il lavoro più complicato e delicato da portare avanti è quello di discernere quali siano le informazioni veramente significative da quelle meno importanti. Un lavoro questo di grande responsabilità, svolto nell'ombra dal personale della NATO e dall'intelligence di ogni paese." Il lavoro viene diviso in 2 fasi, infatti continua l'ufficiale:" In un primo momento si procede a raccogliere le notizie, che vengono selezionate accuratamente e poi si procede alla verifica delle informazioni che possono sembrare più utili. Questo significa che anche le agenzie dei singoli paesi condividono con i nostri comandi le notizie in loro possesso e che possono essere ritenute interessanti anche dalla nostra prospettiva." Insomma una vera e propria funzione di intelligence svolta dai due famosi social network Facebook e Twitter. Già qualche mese fa , d'altronde un radioamatore olandese aveva intercettato le conversazioni dei piloti NATO durante le loro missioni in Libia e aveva pensato bene di renderle pubbliche "twittandole" su Twitter in modo che tutto il mondo sapesse. A dimostrazione di come a volte le "twittate"  e gli aggiornamenti di stato su Facebook, nel caso della guerra in Libia, non siano poi  così banali come sembrano.

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30 aprile 2011 6 30 /04 /aprile /2011 19:20

Ieri altri 2 Tornado e 2 caccia F-16 sono decollati dalla Base di Trapni Birgi verso la Libia per portare a termine altre missioni, missioni che come affermato dalla NATO:"Sono andate a buon fine".Ma quali sono stati gli obiettivi colpiti da Tornado e caccia italiani? Al Comando dell'"Operazione Unified Protector" a Bagnolitornado-1.jpg, le bocche sono rigorosamente cucite e non trapelano indiscrezioni. Ma secondo alcune fonti, i Tornado IDS italiani sono decollati dalla Base di Trapani Birgi alle 10.30,,ed hanno bombardato obiettivi strategici nei pressi di Tripoli: un centro comando e di controllo, 7 depositi di munizioni, 5 veicoli da combattimento, 1 posto di manutenzione per gli elicotteri, sulla città di Zenten un deposito di munizioni, e su Brega un centro di comando. I Tornado hanno in dotazione un armamento di precisione con Missili Storm Shadow, bombe GBU-32jdam a guida Gps e le Gbu-16 Paveway a guida laser. I Tornado ieri hanno anche bombardato le postazioni militari dell'esercito di Gheddafi. I velivoli sono poi rientrati alla base a metà giornata. In un'intervista rilasciata ad un quotidiano, un Colonello dell'Aeronautica Militare ha affermato che:"Noi eravamo pronti da tempo:oggi abbiamo fatto per la prima volta quello che il governo ci ha autorizzato a fare da qualche ora: proteggere i civili libici massacrati da giorni e giorni dall'esercito di Gheddafi". I piloti dei 2 Tornado, in un'intervista rilasciata hannno detto di non aver avuto necessità di nessun tipo di addattamento alla missione affidatagli:" Avevano volato nello modo, sulle stesse rotte, verso gli stessi obiettivi che sino a ieri venivano soltanto sorvolati senza colpire." I velivoli utilizzati sono i Tornado IDS(Interdiction and Strike),ovvero la versione multiruolo del 50° Stormo della Base di Ghedi, questi velivoli sono usati per il bombardamento e per la "Recco": la ricognizione supersonica. Secondo una fonte militare, i Tornado avrebbero sganciato bombe e non missili per il semplice motivo che sul suolo libico non ci sono più target per i missili, che hanno inoltre hanno la caratteristica di essere molto costosi. Le bombe GBU-32 Jdam(Joint Direct Attack Munition) invece essendo aguida Gps ,hanno la capacità di colpire più obiettivi che si trovano anche a 10 km di distanza dalla verticale di lancio. Per la prossima settimana è previsto l'avvio della fase più aggressiva della missione: a trovarsi sotto i bombardamenti saranno i tanks di Gheddafi nelle strade di Misurata e Zenten. A quel punto entreranno in azione gli Harrier II che sono attualmente imbarcati sulla "Garibaldi" e le bombe GBU-16 Paveway a guida laser che sono agganciate ai piloni dei Tornado.

Intanto i ribelli sembrano essere soddisfatti del risultato dei bombardamenti NATO.  Il Generale Abdel Fatah Younis Ministro dell'Interno di Gheddafi ,ora passato dalla parte dei ribelli, ha chiesto all'Alleanza l'invio di armi:"Non parlo di armi leggere, ma di elicotteri Apache, missili anticarro e navi equipaggiate con siluri. Il Colonello(Gheddafi) adesso è disperato e potrebbe utilizzare le armi chimiche di cui ancora dispone". Un cittadino libico intervistato da un quotidiano ha affermato:"Che siano aerei italiani francesi o inglesi per me fa lo stesso:l'importante è che le loro bombe ci aiutino a liberarci dal tiranno". Nel frattempo sono giunti a Bengasi i 10 istruttori militari italiani che avranno il compito di addestrare l'esercito dei ribelli. Secondo quanto affermato dal Ministero della Difesa:"Lavoreranno a sostegno del personale libico del costituendo comando operativo CNT, saranno inseriti nella struttura militare di comando del consiglio e agiranno tra loro, con il compito di assistere gli ufficiali del CNT". 

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