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21 marzo 2011 1 21 /03 /marzo /2011 23:08

Mentre la Libiaeurofighter si trova sotto le bombe della coalizione, in Italia ne è scoppiata un'altra di bomba: l'Italia è in guerra ma non sa chi ha il comando delle operazioni. L'interrogativo scottante e clamoroso al tempo stesso, è emerso in tutta la sua drammaticità nella giornata di oggi , ed è già un caso. La Norvegia data la poca chiarezza della situazione si è ritirata dalla coalizione, i francesi affermano che:"seguiamo il dettato ONU". Il Ministro degli Esteri Frattini afferma in poche parole che:"o comando NATO o gestiamo noi le basi", ed ha inoltre sottolineato come"l'Italia sta lavorando perchè fra domani e dopodomani la NATO assuma la guida delle operazioni. Se no faremo valere il principio secondo cui le responsabilità di tutti ricadono su di tutti". Sempre Frattini, ha affermato che certo in una prima fase delle operazioni si può accettare di prendere parte alla coalizione che sta operando attraverso 3 comandi:quello USA con base operativa a Napoli Capodichino, quello britannico e quello francese. Però dopo la prima fase, il comando delle operazioni deve passare alla NATO. Su questo fatto concordano anche Londra e Washington. Dal canto suo Obama, ha cercato di rassicurare gli alleati affermando che:"Gli USA passeranno il comando delle operazioni alla NATO e agli alleati tra qualche giorno, quando sarà completata la prima fase con la distruzione delle difese antiaeree libiche". Agli alleati quindi spetterà il compito, una volta conclusa la prima fase, di far rispettare la no-fly zone e di occuparsi dell'assistenza umanitaria.  Quindi non resta che aspettare.

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20 marzo 2011 7 20 /03 /marzo /2011 23:43

Intorno alle 23.00 è arrivata la  conferma caccia italiani 1da parte dello Stato Maggiore della Difesa che i caccia italiani hanno portato a termine la missione di neutralizzazionde degli obiettivi nemici e hanno fatto rientro alla base. Nel comunicato si legge che:"I caccia hanno portato a termine la missione di soppressione delle difese aeree che viene condotta mediante l'impiego di missili aria- superficie. La missione italiana è compiuta. Confermata la prima azione di attacco italiana in Libia. I 6 caccia e Tornado dell'Aeronautica Militare decollati dall'aeroporto militare di  Trapani Birgi questa sera per condurre operazioni nel territorio libico, sono rientrati nella base siciliana. La missione si è svolta con l'impiego di 4 Tornado ECR(ELECTRONIC COMBAT RECONNAISSANCE) supportati da 2 Tornado Tanker con funzione di AAR(AIR-TO-AIR-REFUELLING)cioè rifornimento in volo. I caccia ECR hanno portato a termine la missione di soppressione delle difese aree presenti sul territorio libico(in gergo tecnico SEAD:SUPPRESION OF ENEMY AIR DEFENCE,che viene condotta mediante l'impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM(HIGH SPEED ANTI RADIATION MISSILE). L'operazione è iniziata alle 20.00 con il decollo del primo caccia ed è terminata alle 23.20 con l'atterraggio dell'ultimo velivolo dela formazione. I 2 Tornado Tanker del 6° Stormo di Ghedi(Brescia)sono stati i primi a fare rientro alla base dopo aver rifornito gli altri velivoli. I Tornado ECR invece provengono da 50° Stormo di Piacenza e fanno parte dei velivoli schierati presso la Base di Trapani Birgi sede del 37° Stormo". Il Tornado è un velivolo da combattimento bireattore, biposto, il cui equipaggio è composto da un pilota e da un navigatore. E' stato acquisito dall'Aeronautica Militare dal 1982. 

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20 marzo 2011 7 20 /03 /marzo /2011 23:11

 Questa sera 6 Tornado in serata sono decollati2-aerei-militari-in-volo-6.jpg dalla Base militare di Trapani Birgi, destinazione: la Libia. I Tornado sono partiti quasi tutti contemporaneamente e stanno raggiungendo sicuramente i velivoli che erano già decollati precedentemente e che formano lo stormo destinato alle operazioni militari in Libia. 3 degli aerei erano già decollati stamattina da Ghedi: F-16 che sono poi atterrati presso la Base di Trapani Birgi, sede del 37/° Stormo dell' Aeronautica Militare. Il Ministro della Difesa La Russa ieri, 19 marzo, ha affermato che:"L'Italia ha ricevuto richiesta formale di mezzi da parte di altri Paesi e dalle 23.59 abbiamo dato la disponibilità di 8 aerei:4 caccia e 4 Tornado in grado di neutralizzare i radar". Nel frattempo le truppe militari libiche hanno deciso un cessate il fuoco per le 21.00(ora locale):lo ha annunciato il portavoce dell'esercito libico.

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20 marzo 2011 7 20 /03 /marzo /2011 16:47

caccia-italiani-1.jpgOggi il Ministro della Difesa La Russa ha annunciato che 8 velivoli italiani( 4 caccia e 4 Tornado) sono pronti ad entrare in azione nell' operazione militare in Libia. La conferma arriva dall'Enac che ha annunciato la chiusura dell'aeroporto di Trapani al traffico civile in modo da consentire lo svolgimento delle operazioni militariAll'aeroporto militare di Trapani Birgi inatanto sono atterrati 3 Tornado del 6/° Stormo Ghedi. Questo pomeriggio sono decollati dalla Base Militare di Sigonella sede del 41/° Stormo dell'Aeronautica Militare, 6 caccia F-16 della flotta aeronautica danese, giunti ieri nello scalo siciliano, ci sarebbero inoltre anche dei velivoli inglesi. Il cielo libico viene tenuto costantemente sotto controllo dagli AWACS statunitensi, i 2 AWACS sono aerei radar con un' autonomia di 7 ore ai quali sono affidati compiti di controllo, uno decolla dalla Base di Sigonella e l'altro dalla Base di Trapani Birgi, alternandosi a vicenda.  Si dice che l'operazione militare in Libia iniziata ieri con i bombardamenti degli aerei francesi, non anticipi un attacco delle truppe di terra che sarebbe molto violento. Ma alcune fonti sostengono il contrario, come ad esempio il quotidiano inglese "Daily Mirror" secondo il quale in Libia, nella zona est si starebbero preparando dei commandos inglesi, formati da alcune centinaia di uomini delle Forze Speciali Britaniche SAS. Le SAS tra l'altro, starebbero già prestando aiuto ai ribelli da circa 3 settimane. Due unità delle Forze Speciali"Smash" avrebbero dato la caccia ai sistemi di lancio di missili terra aria del dittatore libico Gheddafi(per l'esatezza i Sam 5 di fabbricazione russa) in grado di colpire bersagli nel Mediterraneo dato che hanno una gittata di 400 km. Intanto alcuni sceinziati italiani lanciano l'allarme uranio impoverito che sarebbe contenuto nei missili Tomhawk che ieri sono stati lanciati in Libia, secondo questi scienziati i misili conterrebbero elevate quantità di uranio di impoverito che causerebbero tumori nella popolazione e contaminerebbero il territorio. Anche se il condizionale resta d'obbligo. Intanto una nave con a bordo con 4 siciliani è stata sequestrata in acque libiche.

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19 marzo 2011 6 19 /03 /marzo /2011 22:23

caccia decollo su portaereiAlle 17.45 ora italiana, ha preso l'avvio l' "Operazione Odissey Dawn": così è stata chiamata l 'operazione militare in Libia. Secondo quanto riferito dalla tv di stato libica, un aereo francese è stato abattuto, mentre le forze della coalizione avrebbero abbattuto obiettivi civili nella capitale, ma anche a Misurata e Bengasi. Gli USA hanno iniziato ad attaccare mezzi e postazioni, sono in corso anche raids dell'aviazione francese su obiettivi militari appartenenti alle truppe di Gheddafi, secondo quanto riferito dall' emittente Al-arabiya. 4 carri armati appartenenti all'esercito di Gheddafi sono stati distrutti, oltre a numerosi tanks nella zona a sud-ovest di Bengasi. In serata, con altri raids aerei sono stati bombardati anche dei depositi di riserve di carburante dell'esercito di Gheddafi. Sempre in queste ore, 2 fregate francesi di difesa aerea incrociano al largo della Libia:la Jean Bart e la Forbin. La marina USA dispiegata nel Mediterraneo ha lanciato missili cruise contro alcuni obiettivi libici, è stata colpita la contraerea che si trova intorno alla zona  di Tripoli. Sono stati lanciati in tutto 110 missili Tomhawk. La marina statunitense dispiegata nel Mediterraneo, ha schierato anche 3 sottomarini, ai quali sono stati affiancati 2 unità della marina. Anche i sottomarini sono equipaggiati con missili Tomhawk.

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19 marzo 2011 6 19 /03 /marzo /2011 19:55

Alle 17.45caccia in volo 1 c'è stato l'attacco ad un veicolo in Libia da parte di un velivolo francese, dopo l'ok dato all'intervento militare contro Gheddafi dal Vertice di Parigi. Intanto una fregata britannica è partita dal porto di Cagliari questo pomeriggio. E' la fregata britannica HMS Cumberland(F 85), appartenente alla Classe Tipo 22, arrivata ieri in porto, di ritorno in patria da una missione nel Mar Arabico e Golfo Persico e dopo essere stata in Libia per consentire l'evacuazione di alcuni connazionali. Avrebbe dovuto sostare nel porto cagliaritano 2 giorni per far riposare gli equipaggi, ma è ripartita subito dopo aver effettuato rifornimento di carburante acqua e viveri. Sicuramente la fregata britannica fa parte della Forza Navale NATO che in questi giorni sarà impegnata nelle operazioni militari in Libia. Intanto grande movimento di velivoli nella Base del 37/o Stormo dell'Aeronautica Militare di Trapani Birgi, sono arrivati 2 velivoli canadesi, mentre è rientrato un AWACS

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19 marzo 2011 6 19 /03 /marzo /2011 18:24

caccia-in-volo-1.jpgSecondo fonti militari francesi, in queste ore velivoli francesi stanno sorvolando Bengasi e il territorio libico in missione di ricognizione. I "Rafale" francesi hanno il compito di impedire attacchi aerei delle truppe di Gheddafi sulla città di Bengasi, dalla quale in queste ore la popolazione sta fuggendo in massa. Bengasi da stamattina infatti, è sotto l'attacco del leader libico, i morti dìsarebbero 25, anche se gli insorti affermano di essere riusciti a contrastare l'attacco di Gheddafi. I "Rafale"francesi sono decollati dalla Base di Saint Dizier poco dopo mezzogiorno, oltre alla ricognizione hanno compiti di bombardamento e di difesa aerea, fin ad ora nella loro missione di ricognizione i velivoli non hanno subito nessun attacco o ad azione ostile. Intanto c'è grande movimento anche sul fronte italiano dei preparativi per l'attacco contro la LibiaIl cacciatorpediniere della Marina Militare Andrea Doria incrocia in queste ore nel Canale di Sicilia con compiti di difesa aerea da attacchi missilistici. Deve difendere infatti le altre unità che sarano impegnate a contrastare il dittatore libico, e anche il territorio italiano. Per questo la Marina Militare Italiana schiera anche la portaerei Garibaldi che in queste ore si trova nei pressi di Augusta, imbarca 6 caccia AV-8, e 5 elicotteri, oltre alla nave rifornitrice Etna, al pattugliatore Libra, che si trova attualmente al largo delle coste della Cirenaica, con un carico di aiuti umanitari, la Fregata Euro a protezione del pattugliatore. La Fregata Euro ed il Pattugliatore Etna fanno parte della flotta NATO Snmg1. Pronti anche i Tornado italiani, rischierati a Trapani. Si tratta dei Tornado ECR di Piacenza, che sono specializzati nella distruzione delle difese missilistiche e dei radar, e i Tornado di Ghedi(Brescia)con capacità di attacco. Nella Base di Trapani sono già schierati anche i Caccia F-16, e aerei radar AWACS della NATO, nonche aerei per il rifornimento in volo. Nel Mediterraneo in queste ore si stanno schierando anche le unità navali americane che saranno impegnate a bombardare la contraerea e le piste di atterraggio degli aeroporti e delle basi libiche. L'impiego delle unità navali americane rientra all'interno del'operazione volta alla creazione della no fly zone  sui cieli libici. I raids verranno effettuati anche dai velivoli di altri paesi europei come la Francia, la Gran Bretagna, la Danimarca, e gli Emirati Arabi Uniti. Velivoli di queste nazioni infatti in queste ore stanno convergendo verso le basi militari italiane e intorno all'Italia. Si prepara all'attacco anche una base militare francese dislocata in Corsica nella quale in queste ore, si stanno radunando velivoli provenienti da Francia, Gran Bretagna e Emirati Arabi Uniti.  Il comando e il controllo dell'intera operazione militare sarà affidato agli Usa che hanno la loro base operativa a Napoli. Al termine del Vertice sulla Libia a Parigi ha affermato che:"Gheddafi è ancora in tempo per evitare il peggio conformandosi senza ritardi a tutte le richieste della comunità internazionale". Ma il leader libico dal canto suo fa sapere che"I libici sono pronti a morire per me. Voi non avete il diritto di intervenire nei nostri affari interni".

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18 marzo 2011 5 18 /03 /marzo /2011 22:49

Oggieurofighter.jpg al termine del CDM straordinario convocato per la crisi libica, è stato deciso che l'Italia parteciperà attivamente all'attuazione della risoluzione ONU.  l'ONU ha infatti dato l'ok per attuare tutte le misure necessarie in modo da garantire la protezione ai civili vittime della guerra civile in Libia. L' Italia, secondo quanto affermato dal Ministro della Difesa La Russa interverrà mettendo a disposizione le sue basi, i mezzi e le forze militari a sua disposizione, fatta esclusione per le truppe di terra. Le forze militari italiane si trovano così in prima linea, anche se per dare il via alle operazioni bisogna aspettare il via della NATO. I primi raids contro Gheddafi potrebbero già essere effettuati nelle prossime ore. Già allertate 7 basi militari italiane senza le quali la NATO non potrebbe intervenire:Amendola e Gioia del Colle in Puglia, Sigonella, Trapani, e Pantelleria in Sicilia, Aviano in Friuli Venezia Giulia, Decimomannu in Sardegna. L'Italia quindi darà le basi, contribuirà ad attaccare le installazioni a terra delle comunicazioni e dei radar. E' la cosidetta "SEA" un acronimo che indica"Soppressione di Difese Aeree Nemiche". Il Ministro della Difesa La Russa ha poi affermato che "l'Italia ha la capacità di neutralizzare i radar libici e che la nostra Aeronautica è a disposizione se serve intervenire a salvaguardia della popolazione civile in Libia...per evitare che la popolazione civile subicsa bombardamenti". La Marina Militare, mette invece a disposizione le sue navi d'asssalto anfibio, ma anche altre unità. Per ciò che riguarda la difesa e l'atacco aereo sono già pronti i Tornado per la neutralizzazione degli obiettivi a terra, ma anche gli F-16, gli Eurofighter, e gli AV-8 imbarcati sulla portaerei "Cavour". A Napoli verrebbe affidato il ruolo di centro di coordinamento di tutte le operazioni.  Intanto questo pomeriggio, da Taranto è salpata la portaerei della Marina Militare"Garibaldi" che arriverà a Bengasi, la roccaforte dei ribelli domani mattina, con il suo carico di aiuti umanitari per la popolazione. Anche la "Garibaldi" potrebbe diventare operativa, in questo caso verrebbe dislocata presso la Base di Augusta a Siracusa con aerei a decollo corto, appontaggio verticale, Stovl. Insomma pare definitivamente cancellato il Trattato di Alleanza dell'Italia con la Libia, alleanza che ra rafforzata dalla firma avvenuta nel 2009, di un trattato di amicizia. Per l'italia il rischio maggiore è quello di un attacco libico che potrebbe riguardare le zone più a sud del teritorio italiano, anche se lo stesso Ministro della Difesa La Russa ha affermato che"Esiste il controllo degli spazi aerei che da tempo è nella fase di massima allerta, esiste tutto un sistema navale di protezione, esiste un sistema di difesa che mette il territorio italiano al riparo da ogni ritorsione". La situazione in queste ore per l'Italia è di massima allerta, il dittatore libico Gheddafi sfida l'italia con la sue minaccie:"Per chi ci attacca sarà l'inferno". Parole che non promettono niente di buono. Venti di guerra spirano sul Mediterraneo

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8 marzo 2011 2 08 /03 /marzo /2011 19:59

Ormairaid-elicotteri-ras-lanuf-libia.jpg è già il secondo giorno consecutivo che le truppe di Gheddafi con raid aerei e carri armati stanno bombardando le città di Misurata, Ras Lanuf. I media fedeli al regime danno notizia di vittorie dei governativi anche a Al Zawiya e Tobruk. Tuttava gli insorti stanno resistendo, e dopo una giornata di battaglie durissime, dicono di tenere sotto controllo Misurata e Ras Lanuf. Durante la notte a Tripoli, c'è stata un'intensa battaglia con colpi di armi automatiche e con l'utilizzo di artiglieria pesante. La mattina migliaia di persone sono scese in piazza per festeggiare la battaglia contro i "terroristi", cantando slogan pro Ghedafi, sventolando bandiere verdi e sparando in aria con i fucili. Le auto hanno intasato le strade e a suon di clackson sono giunte davanti alla caserma di Bab AL Azizia, il bunker di Gheddafi, per tutta la giornata ci sono state manifestazioni a favore del regime. Particolarmente grave la situazione a Misurata, qui infatti i carri armati di Gheddafi hanno fuoco, 18 i morti, inoltre sono stati compiuti anche dei raid aerei su Ras Lanuf, importante centro petrolchimico. Alcuni testimoni riferiscono di aver udito una fortissima esplosione ed il fuoco delle contraeree. Vere e proprie battaglie infuriano in molte altre città della Libia e con il solito balletto degli annunci di vittorie da parte dei governativi e le smentite dei ribelli. La tv di stato infatti, informa che le truppe di Gheddafi stanno conquistando città dopo città la Libia orientale, ma i ribelli smentiscono affermando che Misurata e Tobruk sono in mano loro. E' a Ras Lanuf che riuniscono i gruppi di ribelli in attesa delle jeep che li porteranno direttamente in prima linea dove infuria la battaglia più sanguinosa:a Ben Jawad. Inquietanti le parole del secondogenito di Gheddafi, Saif al Islam:  infatti ha affermato che l'Italia deve sostenere "la lotta contro il terrorismo  se non vuole rtrovarsi in un paese come l'Afghanistan a mezz'ora dalle proprie coste"ed inoltre ha aggiunto che"Se i ribelli vincessero in Libia non ci sarà posto nè per l'ENI nè per la democrazia". Parole che suonano piuttosto minacciose nei confronti dell'Italia.

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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 20:22

Glicaccia-decollo-su-portaerei.jpg USA sono pronti ad intervenire militarmente per fermare la guerra civile in Libia. La decisione di Obama riguardo all'intervento bellico USA è sempre più imminente. Il Presidente Obama avverte Gheddafi che la Nato sta studiando la possibilità di un intervento. Infatti se gli attacchi contro i civili proseguiranno, gli USA non potranno restare restare con le mani in mano davanti a questo massacro. Questo in sintesi ciò che ha affermato Rasmussen, Segretario Generale della Nato. Contemporaneamente l'Onu sta mettendo a punto tutte le misure da adottare per dare assistenza ai 200 mila profughi che potrebbero fuggire in massa dalla Libia, sommandosi così agli altri che hanno già abbondonato il Paese. La conferma che Obama starebbe studiando nei dettagli un intervento militare degli USA, viene confermato direttamente dalle parole con le quali ha lanciato un avvertimento alle truppe e ai collaboratori rimasti fedeli a Gheddafi:"Voglio inviare un messaggio chiaro ai collaboratori del collonello Gheddafi:dovranno rispondere delle loro azioni, saranno ritenuti responsabili delle violenze che sono inaccettabili". Il Segretario della Difesa USA, Robert Gates, durante una conferenza stampa a Kabul, ha affermato però, che in ogni caso l'opzione dell'intervento militare dovrà essere sottoposta all'approvazione delle altre nazioni. Intanto le truppe rimaste fedeli a Gheddafi, sono avanzate ad Est di Ben Jawad, dirigendosi verso il porto petrolifero di Ras Lanuf. Un autista ha riferito che"Sono andato a Ben Jawad e circa 20 km prima ho visto un grande camion, veicoli militari ed un caccia avanzare lentamente in questa direzione." La portaerei americana che incrocia al largo della Libia conferma quanto detto da Obama. I venti di guerra spirano su queste acque.

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