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Blog di news militari:Afghanistan, Libia, Iraq, caso marò.

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Afghanistan:la vita in missione di 4 Alpini a Bakwa

afghanistan-la-vita-in-missione-di-4-alpini-alla-fob-lavare.jpgFrancesco, Erman, Antonio e Massimiliano sono quattro Alpini che si trovano in missione a Bakwa, presso la Fob"Lavaredo". Bakwa, un posto dimenticato da  Dio tra villaggi e montagne, dove l'insidia e i pericoli sono all'ordine del giorno tra gli IED e le imboscate degli"insurgents". E' a Bakwa che ha trovato la morte il Caporal maggiore Tiziano Chierotti. Al quotidiano "La Stampa"hanno raccontato l'esperienza che stanno vivendo. "La base di Bakwa è uno dei posti più isolati che esistano. Lo Abbiamo collegato con il Comando di Herat e con l'Italia mettendo in campo antenne satellitari,telefoni, computer e pure una rete Wifi. Tutti ci siamo avvicinati così a casa. Sono uscito in pattuglia tutte le volte che ho potuto per testare i sistemi di comando e controllo della Task Force, ma anche per vedere l'Afghanistan estremo, quello che non ti immagini."A raccontare è il Capitano Erman Panarese, di Benevento, classe 1981, Comandante della Compagnia Trasmissioni della Task Force South East.  Racconta una missione di rischi e pericoli  il Capitano Francesco Lamura, di Taranto, Comandante della 23a Compagnia"La Gravida"del 2°Reggimento Alpini:"La missione a Bakwa è stata intensa fin dal primo giorno di pattuglia insieme agli afgani durante giorni, per garantire la sicurezza degli assi di comunicazione, pernottando-si fa per dire-nel deserto. Mi ero preparato a rischi e pericoli prima di partire, e ho visto cadere un mio Alpino a pochi metri da me, tragicamente. Per farci forza abbiamo fatto squadra nella base e penso che la squadra stia giocando proprio bene.Torneremo cresciuti." Il Capitano Antonio Leotta di Giarre in provincia di Catania, classe 1982, invece, è il Comandante della 9a Compagnia"Valanga" del 32Reggimento Genio Guastatori Alpini, racconta dei pericoli maggiori rappresentati dagli IED:"Bakwa l'hanno definita l'università degli ordigni esplosivi improvvisati.E' vero:erano tutti insidiosissimi perchè congegnati in modo sempre diverso. C'è una creatività letale, da queste parti.Ma ne abbiamo comunque scovati e neutralizzati a decine, con il giusto mix di tecnica ed esperienza, e pure un pò di fortuna e con quel quid di alta tensione emotiva che a tu per tu con l'ordigno si traforma in concentrazione."Per uno di loro, il Capitano Massimiliano Lasi, anche lui classe 1982, di Castelbolognese in provincia di Ravenna, Comandante della 106a Compagnia Mortai "Tempesta", Bakwa è la sua prima missione:"Bakwa significa per me la prima missione.Paesaggi nuovi, stupefacenti. La gente dei villaggi che affronta mille avversità, e noi siamo pieni di voglia di fare. Senza fermarci mai, abbiamo assistito le forze di sicurezza afgane e la popolazione del posto. E'stata dura, con il pericolo sempre nell'aria. Prima di uscire per una delle ultime pattuglie, i mei Alpini mi hanno stupito. Concentrati, tosti, sorridenti, con la carica del primo giorno."  Domani è un altro giorno e per Francesco, Erman, Antonio e Massimiliano si ricomincia, tra pericoli e insidie. La vita in missione continua. 

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