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Blog di news militari:Afghanistan, Libia, Iraq, caso marò.

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Libia:infuria la battaglia a Misurata e Ras Lanuf

Ormairaid-elicotteri-ras-lanuf-libia.jpg è già il secondo giorno consecutivo che le truppe di Gheddafi con raid aerei e carri armati stanno bombardando le città di Misurata, Ras Lanuf. I media fedeli al regime danno notizia di vittorie dei governativi anche a Al Zawiya e Tobruk. Tuttava gli insorti stanno resistendo, e dopo una giornata di battaglie durissime, dicono di tenere sotto controllo Misurata e Ras Lanuf. Durante la notte a Tripoli, c'è stata un'intensa battaglia con colpi di armi automatiche e con l'utilizzo di artiglieria pesante. La mattina migliaia di persone sono scese in piazza per festeggiare la battaglia contro i "terroristi", cantando slogan pro Ghedafi, sventolando bandiere verdi e sparando in aria con i fucili. Le auto hanno intasato le strade e a suon di clackson sono giunte davanti alla caserma di Bab AL Azizia, il bunker di Gheddafi, per tutta la giornata ci sono state manifestazioni a favore del regime. Particolarmente grave la situazione a Misurata, qui infatti i carri armati di Gheddafi hanno fuoco, 18 i morti, inoltre sono stati compiuti anche dei raid aerei su Ras Lanuf, importante centro petrolchimico. Alcuni testimoni riferiscono di aver udito una fortissima esplosione ed il fuoco delle contraeree. Vere e proprie battaglie infuriano in molte altre città della Libia e con il solito balletto degli annunci di vittorie da parte dei governativi e le smentite dei ribelli. La tv di stato infatti, informa che le truppe di Gheddafi stanno conquistando città dopo città la Libia orientale, ma i ribelli smentiscono affermando che Misurata e Tobruk sono in mano loro. E' a Ras Lanuf che riuniscono i gruppi di ribelli in attesa delle jeep che li porteranno direttamente in prima linea dove infuria la battaglia più sanguinosa:a Ben Jawad. Inquietanti le parole del secondogenito di Gheddafi, Saif al Islam:  infatti ha affermato che l'Italia deve sostenere "la lotta contro il terrorismo  se non vuole rtrovarsi in un paese come l'Afghanistan a mezz'ora dalle proprie coste"ed inoltre ha aggiunto che"Se i ribelli vincessero in Libia non ci sarà posto nè per l'ENI nè per la democrazia". Parole che suonano piuttosto minacciose nei confronti dell'Italia.

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