Blog di news militari:Afghanistan, Libia, Iraq, caso marò.
"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori". Queste le parole pronunciate ieri dal Premier Berlusconi durante il suo intervento a Roma al Congresso dei Cristiano Riformatori. Parole dure, un vero e proprio atto di accusa nei confronti della scuola pubblica e soprattutto di un'intera categoria lavorativa:i professori. Ci pare di vederli questi insegnanti delle scuole statali ,così tanto disprezzati dal premier. Ci pare di verderli alzarsi ogni mattina presto per andare ad insegnare, nonostante tutto. Già nonostante tutto. Perchè in questa Italia del Bunga Bunga diventata lo zimbello di tutti e derisa all'estero,il lavoro dell'insegnante diventa sempre più difficile. Ardua diventa l'impresa di spiegare ai ragazzi che devono studiare, perchè lo studio, la cultura sono importantssimi nella vita, ed è con la cultura e l'istruzione che si va avanti nella vita. Gli studenti seguono con difficoltà questo discorso: i giornali, la tv, il web, propongono a ripetizione le immagini dello Scandalo Ruby. Ragazze bellissime griffate dalla testa ai piedi retribuite fino a 40 mila euro per una notte di sesso, e dove 800 euro sono davvero troppo pochi per un incontro hot(come riportato nei verbali delle intercettazioni). Ragazze che fanno carriera in politica solo per la loro bellezza, non certo per la loro cultura o per la loro preparazione. Il Premier attacca la scuola e la cultura che sono, anzi per l'Italia dovrebbero essere il pilastro della Nazione. Ci pare di vederli questi insegnanti così disprezzati e malpagati, andare ogni mattina ad insegnare magari nelle scuole di periferia. Edifici fatiscenti, spesso manca il gesso per scrivere, o le lavagne cadono a pezzi, le finestre hanno i vetri bucati e d'inverno le aule sono ghiacciate. Certo il Ministro Gelmini ha detto che presto arriveranno le lavagne elettroniche a risolvere come per incanto tutti i problemi di degrado in cui versa la scuola pubblica. Ammesso che ce ne siano di problemi per il Ministro! Spesso sono gli stessi professori che provvedono di tasca propria alle fotocopie, a volte devono anche essere psicologi per aiutare ragazzi con storie difficili alle spalle, spesso devono fare lezione in aule con 30 alunni. Ci pare di vederli gli insegnanti che una cattedra invece non ce l'hanno più, eppure hanno tanti di servizio alle spalle e tanta dedizione alla scuola, ma una certa Riforma, dall'oggi al domani, ha deciso che non c'era più spazio per loro.
Anche domani mattina tanti insegnanti si sveglieranno presto per andare ad insegnare in una scuola pubblica, di un a grande città o di una periferia, prenderanno posto dietro la loro cattedra, e nonostante la rabbia e l'amarezza per le parole del Premier, faranno lezione. Faranno lezione con impegno e con passione ai loro studenti nonostante le mille difficoltà della loro professione disprezzata e malpagata. Gli insegnanti dietro le loro cattedre,ogni giorno come in trincea: sono loro gli eroi di questa Italia alla deriva.
(Foto:Alessandra C. copyright riservato)