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6 settembre 2015 7 06 /09 /settembre /2015 16:16
Roma:il marò Girone:"sono ancora malato avrei bisogno di essere curato in Italia"

Qualche giorno fa i principali quotidiani e media nazionali sostenevano che il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone, si fosse completamente rimesso dalla febbre dengue. Ma oggi da una sua dichiarazione all'agenzia"Ansa"scopriamo che non è assolutamente così, mentre i due medici militari inviati dal Ministero della Difesa per curarlo, hanno già lasciato New Delhi. "Ad oggi sono ancora ammalato. I valori del mio sangue non sono ancora perfetti come lo erano prima di contrarre la dengue. Avrei bisogno di cure e di convalescenza e di riposo psicologico nella mia casa natale, così come spetterebbe ad ogni dipendente statale militare. Ma io non posso visto il mio stato detentivo illegale". Queste le parole del militare italiano, parole che fanno davvero riflettere sulla sua situazione di grande disagio fisico e psicologico, di militare innocente in attesa di un processo, una situazione invariata dopo tre anni e mezzo. Anche dopo la decisione del Tribunale di Amburgo si è assistito all'ennesimo rinvio. Le parole di Salvatore Girone sono quasi un appello al governo italiano affinché faccia qualcosa di concreto e finalmente agisca per riportarlo in Italia, una volta per tutte. Ma il nostro governo continua con la sua linea del silenzio o delle belle e vuote parole di circostanza mentre molti italiani si chiedono:perchè?

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Published by Alessandra C. - in Marò
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commenti

Max 09/09/2015 19:38

Persino Grandi dopo l'approvazione della sua mozione al GCF il 25 luglio 1943, la conseguente caduta di Mussolini e la nomina del maresciallo Badoglio a capo del governo, quindi in un momento non certo tranquillo ma di assoluta tragicità per il Paese, riuscì a trovare riparo prima in Spagna e poi in Portogallo, con la complicità dei servizi segreti. Ma ai tempi d'oggi prevalgono su tutto gli interessi economici e per questo i vari governi italiani non hanno mai ordinato e mai lo faranno, l'unica cosa che andava fatta, un blitz per riportare in patria i nostri fucilieri.