Blog di news militari:Afghanistan, Libia, Iraq, caso marò.
Di Alessandra C.
Luglio è un mese molto caldo per i militari del contingente italiano, e non solo dal punto di vista metereologico con un caldo torrido che qui raggiunge i 50 gradi. E' un mese caldo anche per via del processo di transizione che prevede il passaggio di consegne alla polizia e all'esercito afgano. La data precisa è impossibile conoscerla, c'è la massima risevatezza, si temono infatti attentati degli"insurgents"proprio in questo momento così delicato. Sono giornate di massimo impegno per i militari schierati a Herat. In queste ore è in corso un'operazione dei parà della Folgore guidati dal Generale Masiello. Operazione contro i talebani che è stata pianificata nei minimi dettagli dal Generale fino alle 2 e mezza di notte. Lo stato di allerta è al massimo, soprattutto dopo che si sono sentiti sparare dei colpi di mortaio, e tutti hanno indossato il giubbetto antiproiettile."L'operazione è in corso:caccia ai capi Taleban.Non si può dire niente fino a quando non sarà finita. E' imponente". Sono centinaia(gli "insurgents")è difficile avere un quadro preciso. Si muovono velocemente per non essere individuati" afferma il Generale Masiello. Il processo di transizione terminerà definitivamente nel 2014 quando ci sarà il ritiro definitivo delle truppe ISAF. La sicurezza del paese verrà affidata totalmente alle forze di sicurezza e all'esercito afgano."La polizia si sta rendendo sempre autonoma. Comducono da soli operazioni anche di notevole spessore. Tra addestramento e mentoring sono cresciuti, anche se nella logistica sono un pò carenti. Ma hanno le capacità di base. Durante le operazioni ci chiedono quello che ancora non hanno:l'evacuazione medica, il supporto aereo, l'intervento sugli ordigni"dice il Generale. Anche nella base di Herat il ricordo della morte del Caporal maggiore Capo Gaetano Tuccillo ucciso sabato scorso in un attentato una settimana fa è ancora vivo, ma il Generale racconta che:" Un militare viene qui perchè è mandato. La maggioranza degli italiani ci sostiene. Il Comandante di Compagnia che ha accompagnato la salma di Gaetano, che tra l'altro è l'unica donna di tutta la Brigata Paracadutisti, doveva tornare a Baqwa, una zona dura, le ho detto di prendersi un paio di giorni, mi ha risposto:" Non ci penso proprio, devo tornare, perchè è lì che sono i mei uomini." Ogni giorno mi confronto con i soldati e hanno una serenità e una tranquillità incredibile. Perchè è importante restare? Perchè ci sono 39 morti a cui rispondere, per loro bisogna portare a termine questa missione, lo dobbiamo a loro".Parole, queste del Generale che fanno riflettere.
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