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Blog di news militari:Afghanistan, Libia, Iraq, caso marò.

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Libia:militari della Marina Italiana in missione per 3 euro l'ora

Succede anche in questo in un conflitto che ormai pare senza via d'uscita.nave-militare--particolare-copia-2.jpg Una storia incredibile, quella di oltre 100 militari della Marina Militare Italiana in missione nella guerra libica, in mare da ormai più di tre mesi continuativi. Svolgono le loro attività operative sotto il Comando di Onu e NATO, senza potere rimettere piede a terra e vengono pagati 3. Tra di loro ci sono anche oltre 1000 marinai di Taranto. Una situazione difficile, insostenibile anche per il fatto che fino ad ora non è stato emanato nessun decreto legge per il finanziamento della Missione Internazionale in Libia. Per tre mesi di navigazione senza interruzione verrano pagati 3 euro l'ora, per le ore di servizio in più svolte. Di certo è che la vita di  un militare della Marina Militare a bordo è molto dura e se la prospettiva è quella di essere pagati 3 euro l'ora lo diventa ancora di più. A bordo in pratica non esiste riposo:si dorme per 4 o 5 ore al giorno, le difficoltà aumentano inoltre quando il mare è forza otto o quando sono previste le esercitazioni. Antonio Ciavarelli, delegato del CO.CE.R, afferma che:"Le indennità a chi opera nei teatri operativi, sono dei riconoscimenti per le spese che la famiglia sostiene nel privarsi di un membro della famiglia per mesi, ma sono anche il riconoscere simbolicamente  una condizione di particolare rischio e le conseguenze di questa. Le Forze Armate fanno il bene della nazione e della comunità anche all'estero, ma ciò che le contraddistingue è quello di essere e di rimanere una Forza che serve ad opporsi alla violenza e ciò comporta seri rischi e sacrifici al limite". Il COCER Marina  ha affermato di"fare quadrato con il suo Capo di Stato Maggiore, che senza dubbio sta spendendo le sue energie per i giusti riconoscimenti rispetto ai sacrifici dei suoi equipaggi". Ciavarelli afferma che:"Non si tratta di rivendicare un trattamento economico che pare distinguere i militari dagli altri cittadini. Viceversa si chiede con forza il riconoscimento per la situazione professionale limite, in cui si trovano i nostri marinai ed i sacrifici anche economici che sono a carico delle famiglie. Se non, fosse per la ferma convinzione da parte degli equipaggi di svolgere un servizio alla Nazione e alla Pace tra i popoli, sarebbe quasi impossibile ottenere grandi risultati, che in una situazione così difficile, silenziosamente si stanno conseguendo". La risposta del Capo di Stato Maggiore della Marina al CO.CE.R,non si è fatta attendere e ha affermato che:"Ha avviato presso le autorità competenti le oppotune azioni affinchè per l'Operazione Unified Protector", possa essere riconosciuto il medesimo trattamento economico previsto per le missioni internazionali". Il caso è approdato anche in Parlamento, con un'interrogazione che ha reso nota la situazione, però nessun parlamentare si è interessato al caso. Insomma il personale della Marina Militare Italiana sta svolgendo un servizio alla Nazione e alla pace tra i popoli, un lavoro di cui possono andare fieri e orgogliosi. Ma il governo a quanto pare è indifferente a tutto questo, dato che non risolve il problema. A furia di tagliare a destra e a manca, di questi tempi, come tante altre categorie lavorative, i militari della Marina presto saranno costretti a provvedere di tasca propria alla loro esigenze, forse dovranno pagarsi pure la branda e i pasti. E di certo la loro non è una vacanza in crociera.

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