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16 settembre 2013 1 16 /09 /settembre /2013 18:43

Il "Lince" o "S.Lince", come lo chiamano i militari italiani,nonostante abbia salvato anche molte vite in missione, non sarebbe un blindato poi così affidabile. Alcuni militari sono morti anche durante esercitazioni a causa del suo ribaltamento. Il Maggiore La Rosa durante la sua missione in Afghanistan ha trovato la morte, ma forse si sarebbe potuto salvare se la botola aperta attraverso la quale è stato lanciato l'ordigno nel Lince, fosse stata chiusa. Dopo le rivelazioini di un Maresciallo dell'Esercito(vedi articolo su questo stesso blog, alla sezione attualità:"Roma:il lince è pericolosissimo, le rivelazioni di un maresciallo dell'Esercito)è la volta del Caporal maggiore scelto dell'Esercito, Stefano,(nome di fantasia) addetto ai Trasporti e istruttore di "Lince", che in esclusiva per il blog"lasottilelinearossa"rivela quali sarebbero i punti deboli di questo blindato. Una testimonianza la sua, che non mancherà di riaprire il dibattito:il "Lince" è davvero un blindato così affidabile soprattutto in terra afgana?Ecco la testimoninaza del caporal maggiore Stefano.COLONNA IN USCITA 1

"Mi chiamo Stefano,sono un caporal maggiore scelto dell'Esercito, istruttore del mezzo tattico VTLM Lince, ho partecipato a corsi ed aggiornamenti anche recentemente, quindi sicuramente in grado di dare un parere obiettivo sul mezzo, quindi senza entrare specificatamente nel merito, dico le mie osservazioni:

-mezzo a mio parere con diverse problematiche, prima fra tutte la massa, nel senso del volume, raggiunge un peso di 7 tonnellate circa è portato a raggiungere alte velocità il conduttore se deve evitare un pericolo impreciso sulla strada, deve stare attento a non ribaltarsi per le massime oscillazioni, l'impressione avuta è quella di una barca su mare forza 9... non so se mi spiego!!!

-altro problema:il cofano non blindato quindi anche un semplice"colpo" a fuoco che va a finire nel vano motore è cagionevole al mezzo che si ferma.

-i 3 radiatori sono posizionati dietro al brush bumper e non hanno protezione.

-ulteriore problema sono le cuffie dei braccetti che si rompono frequentemente perciò il conduttore prima di mettersi in movimento dovrebbe fare un bel controllo al mezzo per sicurezza.

-un pre-filtro gasolio è posizionato sopra la ruota posteriore sinistra la quale in caso di foratura può colpire il pre-filtro e danneggiarlo, altro tempo perso in movimento perchè tocca fermarsi e aspettare la squadra recuperi.

-le cerniere di alcuni portelli sono state rinforzate perchè all'inizio si correva il rischio che all'apertura potevamo cedere.

-l'ultima modifica apportata è stata il montaggio della ralla motorizzata, quindi l'eliminazione del verricello a causa del superamento peso il mezzo non poteva trasportare più di 5 persone ma solo 4. Il verricello era elemento essenziale del mezzo in caso questo rimaneva bloccato, il verricello era un aiuto ideale per sopperire al danno.

-altra pecca la targa montata anteriormente perchè troppo vicina alla ruota anteriore sinistra, ciò comporta che durante un'esercitazione fuoristrada la targa si può perdere, come anche le pedane che consentono ai passeggeri di salire sul mezzo, spesso durante la guida fuoristrada toccano il terreno e si piegano. Ma secondo un mio punto di vista l'errore maggiore è stato quello di montare una barra tra i sedili anteriori e quelli posteriori. Se il mezzo si ribalta solo il personale che occupa i sedili posteriori potrebbe uscire dalla botola posizionata sul tetto del veicolo.

Queste le mei impressioni...Confermate anche da altri miei colleghi."

Una testimonianza davvero interessante quella del Caporal maggiore scelto Stefano, istruttore di Lince, che fa riflettere ancora una volta sull'affidabilità di questo blindato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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23 maggio 2011 1 23 /05 /maggio /2011 19:05

foto-alpino-roberto-garro-morte-misteriosa-2.jpgQuesta è la storia di 2 genitori Angelo ed Anna Garro, che nel 1998 hanno perso loro figlio. La storia di due genitori che non si arrendono e vogliono sapere la verità sulla morte di loro figlio. Si chiamava Roberto ed aveva 19 anni,un ragazzo pieno di entusiasmo, campione regionale lombardo di pugilato, prestava servizio di leva obbligatoria nel Reggimento degli Alpini, presso la Caserma "Manlio Ferruglio" a Venzone in Friuli . Come riportato nel loro sito www.alpinorobertogarro.it, questa brutta storia inizia con una telefonata, il 9 giugno 1998 nel cuore della notte:"E' successa una disgrazia. Vostro figlio è morto ieri sera in caserma, insieme ad altri tre commilitoni. Vi aspettiamo in caserma per il riconoscimento". Riconoscimento che però viene impedito. Una morte quella dell'Alpino Roberto Garro, avvenuta in circostanze misteriose. Ma veniamo ai fatti. La notte del 9 giugno 1998, l'Alpino Roberto Garro, poco prima di morire in quello che secondo la versione ufficiale è un incidente stradale, parla al cellulare con i genitori. Sono le 22.30 circa. Quella sera Roberto, con altri suoi commilitoni possono rientrare in caserma alle 00.30 in tutta tranquillità. Invece stanno rientrando prima dell'orario previsto. La madre gli chiede il perchè di quel rientro in caserma così anticipato e Roberto le dice:"Dopo ti spiego". Ma Roberto quella spiegazione non la potrà dare mai. Lui e i suoi commilitoni muoiono su un auto che esplode letteralmente in mille pezzi e non resta quasi nulla se non quallche rottame, come si può vedere anche nellle foto pubblicate sul sito sopracitato. La versione ufficiale è quella dell'incidente stradale. Uno scontro frontale dovuto allo sbandamento dell'auto contro un autoarticolato austriaco, guidato da un giovane bosniaco di 24 anni, Mirsad Cekic. L'incidente avviene  sulla S.S 13 Pontebbana. Siamo nel periodo della guerra dei Balcani. La caserma dove presta servizio Roberto Garro si trova in una zona isolata, con strade insicure e molto trafficate da camion che vanno e vengono dal valico di confine di Tarvisio, dall'Austria, i Balcani, ed il medioriente. Secondo quanto riportato dall'Associated Press in quel periodo"La polizia internazionale  indaga su un presunto traffico internazionale di esseri umani, droga e armi". La caserma "Manlio Ferruglio" dove presta servizio l'Alpino Roberto Garro, si trova sulla statale Pontebbana a 36 km da Venzone, vicino ad Udine, dove nel 1999 fu scoperta una centrale di traffico di organi umani. Tanti sono i fatti strani avvenuti subito dopo il supposto "incidente stradale". Tutti i frammenti dell'auto sparsi sul terreno vengono fatti sparire, scompaiono nel nulla tutti i testimoni dell'incidente dalla truppa  fino alle cariche più alte chiedono il congedo, il trasferimento, il pensionamento anticipato. Perchè? L'autista bosniaco testimone chiave della vicenda, sparisce pure lui nel nulla senza essere nemmeno sottoposto al test alcolemico per verificare se fosse in stato di ebbrezza o meno. Perchè? L'autoarticolato viene dissequestrato dopo soli nove giorni, rispedito in Austria senza essere sottoposto ad alcuna perizia. Perchè? Sempre secondo quanto riportato nel loro sito, i genitori dell'Alpino Roberto Garro affermano che c'è molta fretta di chiudere le salme degli Alpini deceduti nelle bare. Perchè tutta questa fretta? Ai genitori inoltre viene impedito il riconoscimento della salma del figlio. I funerali avvengono nella massima segretezza in caserma, non tutti i familiari delle vittime possono prendervi parte, perchè non vengono avvertiti. Un video girato durante il funerale, documenta le parole pronunciate durante il rito religioso:un invito "dimenticare la morte di quattro giovani sfortunati". Perchè bisogna dimenticare? L'impresa funebre alla quale viene affidato il trasporto delle salme, sempre secondo quando riferito dal sito www.alpinorobertogarro.it ,è l'"Amadeus", gestita da una banda di rumeni ed albanesi, il cui titolare Giuseppe Calabrese viene arrestato il 9 giugno 2010. Perchè? Solo dopo 3 anni di proteste, manifestazioni a Milano, denunce alla Magistratura, e al Capo dello Stato, una raccolta di 17 mila firme e via dicendo, i genitori di Roberto ottengono la riesumazione della salma del figlio per poter effettuare il riconoscimento. Il corpo del figlio è integro, è stato chiuso nella bara senza essere ricomposto,è senza vestiti, sporco, con l'uniforme appoggiata sul petto. Perchè? C'è anche la relazione del medico dell'Istituto di Medicina Legale di Milano e della Magistratura milanese e delle foto. Ma la relazione sparisce nel nulla. Perchè?  Una delle tante ipotesi sulla morte dell'Alpino Roberto Garro è quello dell'esplosione dell'auto  sulla quale viaggiava, a causa di un ordigno esplosivo. Forse, secondo i genitori di Roberto, il figlio e i suoi commilitoni"stavano eseguendo uno di quei favori-ordini fuori ordinanza ai quali non ci si può sottrarre, e stavano trasportando per conto di qualcuno, un pacco, una borsa, o un involucro contenente del materiale esplosivo". Forse i 4 militari non erano nemmeno a conoscenza di quello che stavano trasportando. L'ipotesi dell'esplosivo spiegherebbe anche la totale disntegrazione dell'auto, come si può vedere nelle foto sul sito. Tredici anni sono passati dalla morte dell'Alpino Roberto Garro e dei suo commilitoni. Tredici anni di misteri e di tanti perchè. Perchè e come è morto l'Alpino Roberto Garro? I genitori non si arrendono, hanno fondato un Comitato il CO.GE.MIL(Comitato dei Genitori di Militari Caduti in Tempo di Pace), e continuano a combattere la loro battaglia per la ricerca della verità. I tanti perchè di questa terribile storia devono avere una risposta. Se ancora esiste una giustizia in questo paese chiamato Italia. 

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13 maggio 2011 5 13 /05 /maggio /2011 16:33

cartello radiazioniE' la prima volta che accade in Italia:un poligono militare viene posto sotto sequestro. Il poligono in questione è quello di Quirra, e la decisione è stata presa dal Procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi. C'è stata una svolta nell'inchiesta: l'uranio impoverito è stato utilizzato nel poligono e ha contaminato anche tutta la zona circostante. E' arrivato così anche l'ordine di sgombero per tutti i pastori e le persone che si dedicano alla pastorizia e all'agricoltura all'interno del poligono. Certo un duro colpo per tutte quelle famiglie che vivevano di queste attività. Il decreto preventivo firmato dal GIP parla chiaro:avventurarsi a cercare asparagi o funghi, o portare al pascolo gli animali in quelle zone , è pericoloso per la salute ed è vietato:"Si tratta di attività pericolose attualmente per la salute umana ed animale, se svolte nei terreni del poligono".  Prove scientifiche dimostrano che sono state utilizzate armi al'uranio impoverito. E' la conferma di quanto sostenuto da un ex ufficiale e riportata da un quotidiano:" Un razzo all'uranio impoverito è stato lanciato dai tedeschi a Quirra il 25 ottobre del 1988". Tracce di uranio impoverito sono state trovate anche nelle ossa di agnello nato con 2 teste che aveva pascolato nella zona del poligono. A finire sotto sequestro anche le sorgenti e i fiumi della zona del Salto di Quirra.  I corsi d'acqua infatti, sarebbero stati contaminati dai brillamenti delle armi che con camion provenienti da tutta l'Italia venivano trasportati in questa zona della Sardegna per essere smaltiti. L'aria e i terreni sarebbero inquinati inoltre, anche dalle esplosioni efettuate dal CSM(Centro Sviluppo Materiali) della società del Gruppo Finmeccanica. Le nano particelle cancerogene avrebbero infatti contaminato i fiumi e idi conseguenza anche l'acqua della rete idrica. Molti abitanti della zona si sarebbero ammalati e poi  morti bevendo l'acqua del rubinetto di casa. Finita sotto sequestro anche la zona di Is Pibiris dove sepolti a 5 metri sottoterra sono stati trovati pezzi di amianto, resti di apparecchiature elettroniche, e di pneumatici. Sequestrata anche la zona cosidetta dei "fornelli" dove venivano fatte esplodere le armi provenienti da tutta Italia. Dalle carte dell'inchiesta emergono altri paricolari inquietanti: la scoperta cioè che a Quirra, tra gli anni 80 e 90 sono stati fatti arrivare dei fusti di napalm con l'ordine di sotterarli perchè farli esplodere era troppo pericoloso. E' emerso inoltre che nel 1996 la Russia aveva chiesto all'Italia l'autorizazzione per lo smaltimento a Quirra di 12 bombe di tipo particolare. Il loro smaltimento è stato portato a termine? L'inchiesta sta cercando di scoprirlo. L'importante svolta avvenuta nell'inchiesta con il sequestro del poligono, è un ulteriore importante passo verso la verità e la giustizia per i familiari delle tante vittime civili e militari da uranio impoverito. 

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8 maggio 2011 7 08 /05 /maggio /2011 19:16

Va avanti senza sosta l'inchiesta della Procura di Lanusei sull'uranio impoverito nel Poligono di Perdasdefogu e a Quirra. Pezzi di radar radioattivi sarebbero stati nascosti in un magazzino del poligono senza che si tenesse conto delle più basilari norme di sicurezza, secondo quanto riportato dal quotidiano l' "Unione Sarda", i pezzi dei radar avrebbero dovuto essere smaltiti da dieci anni. In quel magazzino hanno lavorato due militari che successivamente si sono ammalati li linfoma. Tracce di uranio impoverito sono state ritrovate anche nelle ossa di un agnello nato con due teste.cartello radiazioni L' Uranio impoverito ha causato malattie, decessi di militari  che hanno lavorato nel poligono o nei pressi della zona. Uranio che, stando a quanto riportato da un ex ufficiale al quotidiano "l'Unione Sarda", si troverebbe anche in fondo al mare nella testata radioattiva di un missile. Ci sono anche delle foto: foto che mostrano le esplosioni che avvenivano all'interno del poligono, perchè a quanto pare era nel poligono che anche sino a poche settimane fa si testavano i tubi per gli oleodotti, sempre secondo il quotidiano:" Due settimane fa i cinesi hanno testato i tubi da acquistare per i loro oleodotti". Le esplosioni fortissime che si sentivano nella zona avevano lo scopo di provare la resistenza delle tubature. Non solo i cinesi, ma in passato anche i russi avrebbero utilizzato questo sistema, e anche i generali di Gheddafi. A quanto pare infatti i generali del leader libico, hanno testato le armi della Otto Melara, e oggi sono proprio quelle qrmi che sparano contro i ribelli. Tutti questi test che venivano effettuati nel poligono sono finiti tra le carte dell'inchiesta della Procura di Lanusei.  C'è infatti il sospetto che questi test con le relative esplosioni abiano  causato danni gravissimi all'ambiente, malattie e decessi tra militari e civili, malformazioni tra le pecore portate a pascolare in questa zona. A quanto pare nel poligono venivano anche fatte brillare armi e munizioni. Ci sono dei documenti che lo proverebbero. In pratica il poligono a partire dagli anni 80 sarebbe stato utilizzato dallo Stato Maggiore delle Forze Armate come discarica per lo smaltimento di munizioni e ordigni. Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, un ex militare avrebbe affermato che:" Interi camion pieni di armi e munizioni venivano sotterrati e poi fatti esplodere". Ci sarebbero stati anche dei velivoli militari che venivano utilizzati per il trasporto in Sardegna del materiale da far brillare. Il brillamento avveniva in una zona del poligono che emetteva un enorme quantità di particelle metalliche cancerogene. Le indagini hanno scoperto che la CSM( Centro Sviluppo Materiali) del gruppo Finmeccanica era titolare del brevetto che serviva per realizzare le tubature per gli oleodotti  più all'avanguardia del mondo. Dopo le esplosioni che avvenivano per testare le tubature, si sarebbe sollevata una nube enorme, che poi il vento avrebbe contribuito a diffondere nell'ambiente sostanze cancerogene, come confermato anche dalla Dottoressa Maria Antonietta Gatti dell'Università di Modena:"Le esplosioni sono in grado di inquinare per lungo tempo:sono una fabbrica di nano particelle cancerogene." Queste particelle cancerogene avrebbero inquinato l'ambiente, avvelenato le acque, ed i terreni, causato malformazioni e tumori. Il vento avrebbe spinto le particelle cancerogene fino alla zona di Escalaplano e Quirra. Sono solo delle ipotesi. Intanto l'inchiesta va avanti.

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27 aprile 2011 3 27 /04 /aprile /2011 19:17

Inizia acartello radiazioni squarciarsi lentamente il velo di misteri sulle morti di militari e civili a causa dell'uranio impoverito in Sardegna. Dopo l'ex Colonello Tobia Santacroce, 66 anni, nel registro degli indagati sono finiti anche 2 esperti di una società la S.G.S. di Torino, del Gruppo Fiat(il cui consiglio di amministrazione è presieduto da Segio Marchionne ,Presidente anche della Fiat). L'accusa nei loro confronti è di falso ideologico. Secondo quanto riportato dal quotidiano L'Unione Sarda di qualche giorno fa, i 2 esperti erano stati nominati dalla NATO e dal Ministero della Difesa per svolgere dei controlli nella zona del Poligono di Quirra. Ma nella loro relazione finale da presentare anche ai sindaci della zona, e secondo quanto anche riscontrato da 2 veterinarie dell' ENEA Fiorella Carnevali e Marta Piscitelli, ci sarebbero delle gravi omissioni ed inesattezze. In pratica nella relazione a loro commissionata, i 2 tecnici al termine del lavoro di monitoraggio ambientale della zona del Poligono di Quirra, avrebbero scritto che la  presenza di metalli come piombo, alluminio, tungsteno, bario riscontrata nelle piante da loro esaminate, sarebbe derivante dalla natura stessa della terra di quella zona e non causata dalle esercitazioni militari che avvenivano nel Poligono. Inoltre , i 2 esperti, sempre secondo quanto riportato dall 'Unione Sarda, avrebbero anche omesso di evidenziare la presenza di particelle metalliche nei polmoni di pecore che avevano pascolato nella zona del Poligono. E questo perché il monitoraggio da loro effettuato ha seguito uno strano criterio:invece di mettere a confronto pecore della zona del Poligono con pecore che avevano pascolato in zone molto più lontane, i tecnici hanno posto a confronto pecore della stessa zona: ovvero tutte pecore della zona del Poligono di Quirra. Ci sarebbero inoltre anche altre società collegate al Poligono di Quirra, tra le quali la Otomelara del gruppo Finmeccanica, e presente anche nel consorzio Iveco-Fiat-Otomelara, nonchè la Vitrociset, a cui spetta il compito di controllare il radar del Poligono, e che fa parte del gruppo SELC, a sua volta controllato da Finmeccanica. Un intreccio di società tutto da chiarire. Intanto l'inchiesta va avanti e sicuramente non mancheranno altre sorprese. Ma intanto si stanno facendo passi importanti verso l'accertamento della verità. E le vittime da uranio impoverito, forse potranno finalmente avere giustizia dopo tanti anni.   

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18 aprile 2011 1 18 /04 /aprile /2011 21:04

Spunta il primo nome dell'indagato nell'inchiesta sull'uranio impoverito, che sarebbe stato utilizzato nel Poligono militare del Salto di Quirra.cartello radiazioni Si tratta del Generale Tobia Santacroce, 66 anni di Chieti. Oggi è in pensione, ma un tempo era al comando dell'Ufficio Inquadramento del Poligono nel 1997. Molte le accuse nei suoi confronti: disastro ambientale aggravato, omicidio plurimo, omissione d'uffcio e falso ideologico. Dalle indagini condotte dal Procuratore di Lanusei Domenco Fiordalisi, risulterebbe che in quegli anni sarebbe stato causato un vero e proprio diastro ambientale. Ma come è stato possibile? Attraverso la distruzione sistematica di munzioni e di bombe che provenivano da tutte le parti d'Italia, seppellendo poi tutti i rifiuti militari nel terreno. Rifiuti militari molto pericolosi come: apparecchiature elettroniche  con componenti in amiamto, parti di batterie e missili e pneumatici. Tutto questo avrebbe causato malattie e decessi di animali e persone che frequentavano il Poligono.  Morti gli allevatori che erano stati autorizzati dal Comando a far pascolare le loro greggi  proprio nei terreni dove avveniva la distruzione dei rifiuti militari speciali, morti i capi di bestiame, e l'ambiente è risultato totalmente inquinato. Le prove di questi fatti sono le testimonianze delle persone e un'intercettazione ambientale alla è stato sottoposto un ex militare. Grazie a prove e testimonianze si potrebbe affermare l'esistenza di un legame strettissimo tra i dati dei test effettuati nel Poligono militare, e le morti  le malattie contratte da militari e civili durante il loro periodo di permanenza nel Poligono. Sottoposte a sequestro anche le zone di Pranu Sa Triga, Accu Perda Maiori, e Perda Maiori: tutte zone queste, dove avveniva la distruzione delle bombe e delle munizioni. In questi giorni i consulenti nominati dalla Procura dovranno ispezionare anche i 380 ettari all'interno del Poligono. Le indagini vanno avanti grazie anche alla collaborazione di spontanea degli abitanti del luogo: ex militari, allevatori, e parenti delle vittime. Collaboraziione molto utile che servirà a scoprire la relazione tra malattie e decessi di tante persone e le esercitazioni che avvenivano all'interno della Base.  L'indagine è partita dall'analisi del contenuto di alcune casse che contenevano del materiale radioattivo(componenti di radar con uranio e trizio) che erano state custodite in un magazzino del Poligono senza il rispetto delle più elementari norme di sicurezza,  che avrebbero dovuto tutelare i lavoratori.  Erano stati alcuni ex militari , (poi ammalatisi di linfomi )che avevano prestato servizio presso le Basi di Perdas de Fogu e Capo S. Lorenzo a segnalare la presenza di questo materiale nelle casse. Tanti sono stati i cittadini che hanno messo a disposizione della Procura i loro reperti istologici prelevati durante la loro malattia, per verificare se ci fosse la presenza di sostanze cancerogene.  Inoltre da un'intercettazione ambientale si è scoperto che a Perdas de Fogu da tutta Italia, arrivavano camion carichi di ordigni da far brillare in Sardegna. Dopo le esplosioni di questi ordigni, dei testimoni riferiscono che si sollevava una nube bianca, e qualche tempo dopo uomini ed animali si ammalavano e poi morivano. Bisogna ancora aspettare i risultati delle analisi a cui sono state sottoposte le ossa di alcuni agnelli malformati, nei quali sarebbe stata riscontarta la presenza di uranio impoverito, e  le ananisi sulle salme dei pastori riesumate. Tutti pastori che tra il 1980 ed il 2011, avevano portato le loro greggi a pascolare nella zona del Poligono. Ma intanto con queste prime scoperte si è fatto già un primo importante passo verso la scoperta della verità.

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13 aprile 2011 3 13 /04 /aprile /2011 16:51

cartello-radiazioni.jpgLa Sardegna, una delle isole più belle del Mediterraneo, meta di tanti vacanzieri durante l'estate, nasconde dei misteri. Dei misteri all'uranio impoverito. Ma cos'è esattamente l'uranio impoverito e a cosa serve? L'uranio impoverito, (in inglese Depleted Uranium)è uno dei materiali di scarto  della raffinazione dell'uranio naturale, impiegato per  fini militari all'interno di bombe nucleari o civili, di armi, viene anche usato come combustibile per alcuni tipi di reattori nucleari, è una miscela di 3 isotopi radioattivi. E' molto nocivo per la salute: basta pensare che un micro-grammo è sufficiente ad uccidere una persona.  I misteri dell'uranio impoverito in Sardegna sono davvero tanti. Come misteriose sono le morti dei tanti militari che hanno prestato servizio nel Poligono di Perdas De Fogu nel Salto di Quirra, ma anche dei itanti pastori che hanno portato le loro greggi a pascolare nella zona circostante al Poligono e poi si sono ammalati e morti. Sono morte anche le loro pecore. Oppure sono nati degli agnelli con 2 teste o con delle maformazioni. Ci sono le testimonianze, e sopratutto ci sono le tante richieste di risarcimento inoltrate al Ministero della Difesa, da parte di militari che hanno prestato servizio, per brevissimo tempo, anche presso la Base di Teulada e che poi si sono ammalati. Una diagnosi che non lascia scampo: linfoma di Hodgkin, che sarebbe causato proprio dalle particelle metalliche cancerogene derivanti dall'uranio impoverito. Queste stesse particelle che sono state riscontrate nei soldati reduci dalle missioni all'estero, soprattutto nei Balcani, soldati poi ammalatisi, molti i morti tra di loro. E' un mistero, perchè non solo i militari si ammalano e muoiono, ma anche i civili. E' in corso un'indagine condotta dal Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Le sue indagini proverebbero lo stretto legame esistente tra esercitazioni militari  effettuate nel Poligono e le loro conseguenze mortali su uomini ed animali. Sono stati ritrovati infatti, degli isotopi radioattivi anche nella carcassa di un agnello a 2 teste nato nel 2009, in un paesino confinante con il Poligono del Salto di Quirra. Questo ritrovamento, ieri ha provocato l'affermazione di Falco Accame, Presidente dell'Associazione Italiana Assistenza Vittime Ammalate nelle Forze Armate. Chiede che ci siano più controlli in modo da tutelare la salute  dei militari e della popolazione. "E' ora di fare finalmente chiarezza su quanto è veramente accaduto nei poligoni, e soprattutto sapere perchè un complesso militare-industriale ha potuto operare per moltissimi anni senza i dovuti controlli da parte delle ASL e dei Comandi Italiani". Il mese scorso, sempre nel Poligono di Perdas de Fogu di erano state ritrovate delle casse in un magazzino. Il contenuto delle casse era stato sottoposto ad analisi da parte dell'Università di Cagliari. Qualche giorno dopo era arrivata la rassicurazione da parte del Portavoce dell'Aeronautica Militare, del fatto che in quelle casse c'era del materiale che conteneva una ridottissima quantità di materiale radioattivo. Il mistero è che i tecnici incaricati dalla Procura di Lanusei di svolgere le analisi hanno riscontrato una radioattività 5 volte superiore alla norma. La Procura sta svolgendo delle indagini e ha scoperto che alcuni militari che erano stati in quel magazzino a contatto con quel materiale delle casse per motivi di servizio, in seguito si sarebbero ammalati di Linfoma di Hodgkin, una forma tumorale del sangue che non lascia alcuna via di scampo.  Altre scoperte rilevanti sono state fatte dalla Dottoressa Antonia Lorena Gatti. Durante il suo lavoro svolto per le Commissioni Parlamentari d'inchiesta sull'uranio impoverito dal 2003 al 2007, ha scoperto la stretto legame tra le malattie contratte dai militari  in missione all'estero e la presenza di nanoparticelle sia nei militari e civili ammalatisi  dopo avere prestato servizio presso i poligoni sardi e in un feto deformato di un agnello rinvenuto a Quirra. Sono troppi i casi di malati di tumore del sistema emolinfatico, e di bambini nati  con malformazioni. Molte le analogie con i militari ammalistisi di tumore di rientro dalle missioni nei Balcani, dove sono state utilizzate munizioni all'uranio impoverito. Le indagini si sono estese anche alla zona di Teulada. C'è poi un dossier, ricco di documenti. Documenti importanti. Il Dossier è stato consegnato alla Commissione Parlamentare d'Inchiesta sull'Uranio Impoverito, da Mariella Cao, portavoce del Comitato Antimilitarista Gettiamo le Basi. Il Dossier è composto da denunce, ci sono le storie di 31 persone malate di tumore che abitano a Teulada, vicino alla Base . Dieci i casi accertati di  linfomi.  Nel Dossier c'è anche altro, come affermato da Mariella Cao. I documenti parlano di esercitazioni a Teulada, esercitazioni con velivoli USA A10 Apache, gli stessi utilizzati in Kosovo, in Iraq, Somalia, Afghanistan. Velivoli che montano cannoni che usano munizioni all'uranio impoverito. A quanto pare, queste munizioni sarebbero state testate per la prima volta in Sardegna.  Cinque anni fa, alcuni Ricercatori della Marina, hanno perlustrato i fondali davanti al Poligono di Teulada, e si sono resi conto che per bonificare i fondali ci sarebbero voluti più di 80 anni! Tanti i misteri. La verità si saprà forse, quest'estate. Perchè è d'estate che si avranno i risultati  delle analisi effettuate sulle salme dei pastori morti di tumore, riesumati alcuni giorni fa nella zona di Quirra. Si saprà se sono venuti a contatto con l'uranio impoverito usato nelle armi per le esercitazioni nel Poligono. Le analisi saranno effettuate dal Professor Evandro Carlo Rizzini Fisico Nucleare dell'Università di Brescia E del CERN di Ginevra. Non ci resta che aspettare, e nel frattempo convivere con i tanti misteri sulla vicenda dell'uranio impoverito che si celano in una terra bellissima:la Sardegna.                 

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