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2 aprile 2013 2 02 /04 /aprile /2013 19:21

Il loro team era formato da 25 militari facenti parte dei Navy Seals:ora sono rimasti in 3. Ventidue uomini che facevano parte del Commando, che nel maggio del 2011 fecero irruzione nel covo di Bin Laden (al confine con il Pakistan) uccidendolo, sono morti. Molti parlano di una sorta di "maledizione di Bin Laden," che si sarebbe abbattuta sui componenti di questo Commando passato alla storia. Sono sopravissuti in due. Gli altri hanno trovato la morte nell'incidente del loro elicottero precipitato nell'agosto scorso. Un altro afghanisyìtan navy sealsdi loro, è rimasto ucciso durante un'esercitazione, schiantandosi a bassa quota durante un lancio con il suo paracadute nel deserto dell'Arizona. Uno dei sopravvissuti ha scritto un libro"No easy day", che è stato pubblicato sotto lo pseudonimo di Mark Owen, dal quale poi è stato tratto il film "Zero Dark Thirty" che tratta proprio della cattura e dell'uccsione di Bin Laden. Questo Navy Seal è stato poi minacciato di morte, congedato con disonore, e tutto per non avere chiesto ai suoi superiori l'autorizzazione per la pubblicazione del libro. Sono solo coincidenze o forse c'è davvero qualcosa sotto la morte di questi Navy Seals?  La stampa di mezzo mondo se lo chiede. E c'è già chi parla della "Maledizione di Bin Laden", ma forse sono solo delle semplici coincidenze e basta.

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1 aprile 2013 1 01 /04 /aprile /2013 18:36

afghanistan-militari-italiani-rinvengono-bpmbe-e-granante-i.jpgL'operazione che ha portato al rinvenimento di 41 bombe da mortaio e di 3 granate di artglieria, è stata condotta dai militari del 7°Reggimento Alpini di Belluno nel villaggio di Jambaran. Le granate sono state poi bonificate dal team IEDD del 2°Reggimento Genio Trento. L'operazione ha visto impegnati sia i militari italiani della TSU(Transition Support Unit Center) schierati a Shindand, che le forze delle coalizione. Dal 19 marzo la TSU su base 7°Reggimento Alpini, è comandata dal Colonnello Stefano Mega, opera nella provincia di Herat, e il suo obiettivo è quello di assistere e supportare le forze di sicurezza afgane nel controllo della loro area di responsabilità. Oltre ai militari della TSU-C, nella Shindand Air Base, operano anche altri assetti del contingente italiano che supportano, in questa delicata fase di transizione, l'Air Base Support Advisory Team dell'Aeronaitica Militare Italiana. Questi militari si occupano dell'addestramento del personale afgano presso l'aeroporto militare di Shindand. Un aeroporto davvero importante e strategico, perchè presto diventerà il punto di riferimento per l'aeronautica afgana.

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28 marzo 2013 4 28 /03 /marzo /2013 18:09

afghanistan-aeronautica-festeggia-i-suoi-90-anni-anche-in-m.pngAnche i militari schierati in Afghanistan oggi hanno celebrato il novantesimo anniversario della costituzione dell'Aeronautica Militare. Alla cerimonia che si è svolta presso Camp Arena a Herat, erano presenti alcuni dei 450 militari dell'Aeronautica del contingente italiano. Erano presenti il Generale di Brigata Ignazio Gamba, Comandante del Rc-West, e anche il Colonnello Pilota Carlo Moscini, Comandante della Joint Air Task Force(JATF)che ha letto i messaqgi di auguri inviati dal Ministro della Difesa e dai vertici militari. La cerimonia si è conclusa con l'ingresso nella base di alcuni bambini dell'orfanotrofio di Herat, che hanno partecipato ad un rinfresco e ai quali i militari hanno regalato cappellini e gadgets vari dell'Aeronautica  Miltare. Per loro sarà sicuramente una giornata da ricordare, dopo aver assisitito anche alla proiezione di video riguardanti Le Frecce Tricolori. La JATF è formata da personale dell'Aeronautica Militare e il suo compito principale è quello di gestire gli assetti di volo assegnati al comando operativo NATO per l'Afghanistan, operanti soprattutto nella regione a occidente del paese. La maggior parte dei militari dell'Aeronautica Militare che operano presso la base di Camp Arena, contribuiscono con la loro notevole professionalità, a fornire supporto alle varie Task force del contingente italiano. Hanno diversi incarichi che vanno dalla difesa delle installazioni, alla gestione delle comunicazioni, alla pubblica informazione nonchè al lavoro di intelligence. La maggior parte del paersonale dell'Aeronautica è dislocato nel Centro Amministrativo d'Intendenza Interforze(Ca-I)nelle FSB(Forward Support Base)che monitora il funzionamento di tutta la base, e della Stability Division che ha come obiettivo quello di portare avanti il processo di transizione afgano.

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27 marzo 2013 3 27 /03 /marzo /2013 15:41

afghanistan-passaggio-di-consegne-al-tsu-di-farah-3.jpgIl Generale Ignazio Gamba, Comandante del Rc-West ha ringraziato i militari del 9°Reggimento degli Alpini dell'Aquila, per l'ottimo lavoro svolto nei loro sei mesi di missione. Sei mesi durante i quali, a Farah, una delle zone più pericolose dell'Afghanistan, questi uomini e donne hanno effettuato più di 900 scorte e pattugliamenti, 200 meeting con le autorità delle province e dei vari distretti, 70 attività di CIMIC(Civil Military Cooperation)per supportare la popolazione. I militari hanno infatti costruito pozzi, distribuito mille coperte in 15 villaggi di 10 mila persone, e distribuito 3000 kit di viveri. A tutte queste attività, hanno partecipato anche i militari delle forze di sicurezza afgani. La cerimonia che ha sancito il termine della missione per il 9°Reggimento Alpini, si è svolta oggi presso l'aeroporto di Farah, e ha visto il passaggio di consegne nella Transition Support Unit South, tra il Colonnello Riccardo Cristoni, Comandante del 9°Reggimento Alpini e il Colonnello Michele Merola, dell'8°Reggimento Alpini di stanza a Cividale del Friuli. Alla cerimonia erano presenti anche Ignazio Gamba, Comandante del Rc-West, il governatore di Farah, e tutti i vertici delle forze di sicurezza locale, oltre ai rappresentanti delle Forze della Coalizione operative nell'area. Ora spetterà agli Alpini dell'8°Reggimento portare a termine il lavoro iniziato dai colleghi, come il processo di transizione a Farah, che il 18 marzo ha visto passare sotto l'autorità afgana sei degli undici distretti. L'8°Reggimento dovrà occuparsi del passaggio  degli ultimi 5 distretti, in una missione che si preannuncia delicata e non priva di rischi, come lo è ogni missione in terra afgana del resto.

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24 marzo 2013 7 24 /03 /marzo /2013 17:53

afghanistan-la-brigata-julia-al-comando-del-rc-west-4.jpg"Non abbassare la guardia"con queste parole il Generale Claudio Graziano, Capo dello Stato Maggiore dell'Esercito, ha voluto esortare gli Alpini della Julia all'inizio della loro delicata missione in Afghanistan. Ma il Generale nel suo discorso ha voluto anche ringraziare gli Alpini della Taurinense che dopo sei mesi, tornano a casa."Siate orgogliosi di ciò che avete fatto in Afghanistan".Il Generale ha ricordato i caduti e i feriti di una missione che è stata rischiosa, difficile e tragica, con la morte del Primo Caporal Maggiore Tiziano Chierotti , caduto a Bakwa in un attentato il 25 ottobre. La cerimonia del passaggio di consegne tra la Brigata Julia, guidata dal Generale Ignazio Gamba, da oggi ufficialmente al comando del Rc-West e della Brigata Taurinense al comando del Generale Dario Ranieri, si è svolta oggi presso la base di Camp Arena a Herat. Erano presenti l'ambasciatore italiano in Afghanistan, Luciano Pezzotti, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Claudio Graziano, il Comandante dell'ISAF Joint Command, il Generale americano James L.Terry, il Comandante delle truppe Alpine il Generale di Corpo d'Armata, Alberto Princeri, e le più importanti autorità militari e civili. Da oggi la Julia assume il comando del Rc-West, ovvero uno dei sei comandi regionali della coalizione multinazionale ISAF in Afghanistan. Nelle quattro province del Rc-West sono attualmente schierati più di 5.500 militari di 9 nazioni, 2.900 di questi sono italiani. Molti i risultati positivi e di primaria importanza che sono stati raggiunti durante la missione della Taurinense:le forze di sicurezza afgane sono operative su oltre il 70% del territorio e la loro autonomia nel condurre le operazioni è sempre più in crescita, sono stati realizzati ben 44 progetti nei settori dell'istruzione con l'apertura di 13 scuole nei villaggi più remoti del paese, altri progetti sono stati portati a termine nei campi della sanità dell'agricoltura e delle infrastrutture come ad esempio le strade. Inoltre si è contribuito a incrementare anche lo sviluppo della manodopera locale, dato che la maggior parte della manodopera impegnata nella realizzazione materiale dei vari progetti è afgana. Ora tutto questo lavoro verrà portato avanti dagli Alpini della Brigata Julia durante i sei mesi della loro missione.

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19 marzo 2013 2 19 /03 /marzo /2013 18:54

afghanistan-il-7-reggimento-alpini-al-comado-della-transit.jpgIl 7°Reggimento Alpini è al comando della Transition Support Unit Center di Shindand. La cerimonia del passaggio di consegne tra il Colonnello Andrea Bertocchi, che ha ceduto il comando alColonnello Stefano Mega, si è svolta oggi presso la base di Camp Arena a Herat. La TSU ha l'importante e delicato compito di supportare l'esercito e la polizia afgana che operano nella provincia di Herat. L'Unità è costituita da su base 3°Reggimento Alpini di Pinerolo e con il supporto di alcune unità del 9°Reggimento Fanteria di Trani e del 32°Reggimento Genio Guastatori di Torino, ha dato un contributo davvero importante alla missione afgana. Senza dubbio, il risultato più importante è stato il passaggio di responsabilità alle forze di sicurezza afgane  a febbraio, dopo sei mesi di operazioni condotte in affiancamento  ai militari afgani.  Le attività svolte dalla TSU sono state 700, e 400 di queste operazioni sono state condotte assieme ai militari afgani, ottenendo così una loro maggiore autonomia operativa.  In questi mesi di operazioni sono state sequestrate armi ed esplosivi e arrestati numerosi"insurgents". Il risultato più importante è senza dubbio il fatto che le forze di sicurezza afgane siano riuscite ad estendere il loro controllo nelle zone più rischiose:come Toraghundi, al confine con il Pakistan e sopratutto Shindand, altra zona più a rischio di attacchi di"insurgents"nella provincia di Herat.  Inoltre la TSU è riuscita a garantire la sicurezza sulle principali vie di comunicazione, garantendo sicurezza anche alla popolazione.Tutti questi risultati sono stati conseguito grazie al grande impegno e alla professiionalità dei militari italiani. E questo il  Colonnello Bertocchi lo ha voluto sottolineare ringraziando i suoi uomini con parole di elogio alla loro professionalità nel suo discorso finale.

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17 marzo 2013 7 17 /03 /marzo /2013 17:02

afghanistan-cambio-al-comando-della-task-force-fenice.jpgHa ringraziato i suoi uomini per il lavoro svolto con grande professionalità in questi mesi, e le loro famiglie, ha voluto inoltre ricordare anche il sacrificio dei caduti in missione, il Colonnello Salvatore Annigliato. Si è svolta infatti ieri a Herat, presso la base di Camp Arena, la cerimonia con la quale il Tenente Colonnello Salvatore Annigliato, ha ceduto il comando della Task Force "Fenice", (l'unità dell'AVES, che ha in dotazione gli elicotteri in forza al Rc-West) al Colonnello Luigi Adiletta. La Task Force "Fenice" è stata costituita appositamente per la missione in Afghanistan, ed è composta dai militari del 1°Reggimento"Antares" di Viterbo, dal 5°Reggimento Aves di "Rigel"di Casarsa della Delizia e dal 1°Reggimento Aves"Vega"di Rimini. Questa Task Force si compone inoltre di di una Task Group di Volo:l'Aviation Battalion, da una Task Group di Sostegno Tecnico, e da uno Sqaudrone di Supporto Logistico. I Ch-47, Gli NH-90, e gli A129 Mangusta, sono i velivoli  che vengono utilizzati dalla Task Force. E' grazie ai Ch-47 e agli NH-90, che l'unità porta a termine missioni di trasporto e di supporto logistico delle Forze( Combat Support e Combat Service Support). Della Task Force fa parte anche un team di medici e infermieri del Celio di Roma, e di personale sanitario dell'AVES,  che possono portare a termine missioni di evacuazione d'urgenza dei feriti in caso di necessità. Agli A129 Mangusta invece. è affidato il compito di fornire il Supporto Aereo Ravvicinato(Close Air Support), ovvero scortare le truppe dispigate sul terreno e anche le truppe speciali, quando queste si trovano impegnate in missioni particolarmente rischiose. La Task Force ha inoltre anche la capacità di elitrasportare una piattaforma di armamento e di rifornimento mobile( Jump Farp Forward Arming and Refuelling Point). Tutte queste caratteristiche la rendono una Task Force davvero indispensabile e insostituibile per il contingente italiano in missione.

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15 marzo 2013 5 15 /03 /marzo /2013 18:07

afghanistan bandiera di guerra 7 rgt alpini bellun-copia-1 E' giunta ieri a Herat, presso la base di Camp Arena, sede del Rc-West, la bandiera di guerra pluridecorata del 7°Reggimento Alpini di Belluno. Gli Alpini del 7°Reggimento avranno il compito di dare supporto alle forze di sicurezza afgane e di sostenerle in questa delicata fase di transizione. Il 7°Reggimento Alpini sarà la parte principale della Transition Support Unit, che si trova dislocata presso la Fob"La Marmora" di Shindand, e subentra al 3°Reggimento Alpini di Pinerolo che è al termine della sua missione. In questi giorni infatti, sta avvenendo l'avvicendamento tra la Brigata Alpina Taurinense di rientro in Italia, e la Brigata Julia che è alla guida del Rc-West, e che a metà marzo avrà completato il suo dispiegamento in terra afgana.

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14 marzo 2013 4 14 /03 /marzo /2013 17:22

afghanistan-passaggio-di-cosegne-alla-joint-task-force-c4.jpgI militari della Joint Task Force C4 hanno un ruolo importantissimo:è da loro infatti che dipendono i collegamenti del Rc-West con l'Italia. Il suo Comando Battaglione è situato a Herat, ha inoltre tre Compagnie dislocate a Camp Arena, e anche nelle Fob" Dimonios"di Farah e "La Marmora"a Shindand, nonchè un ditaccamento presso la base Tobruk. Ieri presso la base di Camp Arena a Herat, si è volta la cerimonia del passaggio di consegne tra il Tenente Colonnello Davide Polatti del 232°Reggimento Trasmissioni di Avellino, che ha ceduto il comando della Joint Task Foce C4, al Tenente Colonnello Antonio Alessandro Valzano, del 11°Reggimento Trasmissioni di Civitavecchia. Il Tenente Colonello Valzano è il Comandante del Battaglione "Tonale", l'unità che costituisce la struttura portante della JTF C4, integrata dal personale del del 1°Reggimento Trasmissioni di Milano, e da assetti specialistici del 33° Reggimento Ew di Treviso e dell'Aeronautica Militare Italiana.

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12 marzo 2013 2 12 /03 /marzo /2013 19:12

afghanistan-passaggio-di-consegne-al-pat-2.jpgIl Tenente Colonnello Salvatore Demontis ha ceduto al Tenente Colonnello Gianluca Feroce, anche lui del 1°Reggimento Paracadutisti Tuscania il comando del Police Advisor Team(PAT). La cerimonia si è svolta ieri presso la base di Camp Arena a Herat. Ma cos'è il PAT? Il PAT è un'unità del Regional Command West che supporta e affianca l'attività della polizia afgana durante le operazioni sul terreno,  in questo delicato processo di transizione. Il team del PAT è composto da Carabinieri del Tuscania, dal 7°Reggimento Alto Adige, dal 13°Reggimento Friuli Venezia Giulia e dai militari di vari reparti dell'Esercito. Questi militari hanno il compito delicato di contribuire allo sviluppo della professionalità della polizia afgana nella regione che si trova sotto il controllo del contingente italiano su base Brigata Alpina Taurinense, al comando del Generale Dario Ranieri. Oltre a questa attività, il PAT è impegnato anche nell'attività di assistenza alla popolazione afgana e in altri progetti, come ad esempio la realizzazzione di una palestra, da poco inaugurata a Herat presso la sede della polizia afgana. In questi mesi il PAT, al comando del Tenente Colonnello Demontis ha organizzato e svolto simposi con la finalità di accrescere le capacità tecnico professionali degli operatori della polizia afgana e dei loro istruttori. Il primo di questi simposi si è svolto a gennaio, e ha ha avuto come argomenti i diritti dell'uomo, l'uso della forza, la realizzazzione di posti controllo mobile. A febbraio invece, in un altro simposio si è trattato di altri argomenti come l'investigazione sulla scena del crimine, le tecniche di arresto e di interrogatorio. Un lavoro molto delicato e rischioso, quello che viene svolto ogni giorno con grande professionalità dai militari italiani: il pericolo è sempre dietro l'angolo. Spesso è rappresentato da infiltrati talebani tra i ranghi della polizia e dell'esercito afgano che indossano un'uniforme "amica".

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