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24 marzo 2013 7 24 /03 /marzo /2013 17:53

afghanistan-la-brigata-julia-al-comando-del-rc-west-4.jpg"Non abbassare la guardia"con queste parole il Generale Claudio Graziano, Capo dello Stato Maggiore dell'Esercito, ha voluto esortare gli Alpini della Julia all'inizio della loro delicata missione in Afghanistan. Ma il Generale nel suo discorso ha voluto anche ringraziare gli Alpini della Taurinense che dopo sei mesi, tornano a casa."Siate orgogliosi di ciò che avete fatto in Afghanistan".Il Generale ha ricordato i caduti e i feriti di una missione che è stata rischiosa, difficile e tragica, con la morte del Primo Caporal Maggiore Tiziano Chierotti , caduto a Bakwa in un attentato il 25 ottobre. La cerimonia del passaggio di consegne tra la Brigata Julia, guidata dal Generale Ignazio Gamba, da oggi ufficialmente al comando del Rc-West e della Brigata Taurinense al comando del Generale Dario Ranieri, si è svolta oggi presso la base di Camp Arena a Herat. Erano presenti l'ambasciatore italiano in Afghanistan, Luciano Pezzotti, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Claudio Graziano, il Comandante dell'ISAF Joint Command, il Generale americano James L.Terry, il Comandante delle truppe Alpine il Generale di Corpo d'Armata, Alberto Princeri, e le più importanti autorità militari e civili. Da oggi la Julia assume il comando del Rc-West, ovvero uno dei sei comandi regionali della coalizione multinazionale ISAF in Afghanistan. Nelle quattro province del Rc-West sono attualmente schierati più di 5.500 militari di 9 nazioni, 2.900 di questi sono italiani. Molti i risultati positivi e di primaria importanza che sono stati raggiunti durante la missione della Taurinense:le forze di sicurezza afgane sono operative su oltre il 70% del territorio e la loro autonomia nel condurre le operazioni è sempre più in crescita, sono stati realizzati ben 44 progetti nei settori dell'istruzione con l'apertura di 13 scuole nei villaggi più remoti del paese, altri progetti sono stati portati a termine nei campi della sanità dell'agricoltura e delle infrastrutture come ad esempio le strade. Inoltre si è contribuito a incrementare anche lo sviluppo della manodopera locale, dato che la maggior parte della manodopera impegnata nella realizzazione materiale dei vari progetti è afgana. Ora tutto questo lavoro verrà portato avanti dagli Alpini della Brigata Julia durante i sei mesi della loro missione.

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19 marzo 2013 2 19 /03 /marzo /2013 18:54

afghanistan-il-7-reggimento-alpini-al-comado-della-transit.jpgIl 7°Reggimento Alpini è al comando della Transition Support Unit Center di Shindand. La cerimonia del passaggio di consegne tra il Colonnello Andrea Bertocchi, che ha ceduto il comando alColonnello Stefano Mega, si è svolta oggi presso la base di Camp Arena a Herat. La TSU ha l'importante e delicato compito di supportare l'esercito e la polizia afgana che operano nella provincia di Herat. L'Unità è costituita da su base 3°Reggimento Alpini di Pinerolo e con il supporto di alcune unità del 9°Reggimento Fanteria di Trani e del 32°Reggimento Genio Guastatori di Torino, ha dato un contributo davvero importante alla missione afgana. Senza dubbio, il risultato più importante è stato il passaggio di responsabilità alle forze di sicurezza afgane  a febbraio, dopo sei mesi di operazioni condotte in affiancamento  ai militari afgani.  Le attività svolte dalla TSU sono state 700, e 400 di queste operazioni sono state condotte assieme ai militari afgani, ottenendo così una loro maggiore autonomia operativa.  In questi mesi di operazioni sono state sequestrate armi ed esplosivi e arrestati numerosi"insurgents". Il risultato più importante è senza dubbio il fatto che le forze di sicurezza afgane siano riuscite ad estendere il loro controllo nelle zone più rischiose:come Toraghundi, al confine con il Pakistan e sopratutto Shindand, altra zona più a rischio di attacchi di"insurgents"nella provincia di Herat.  Inoltre la TSU è riuscita a garantire la sicurezza sulle principali vie di comunicazione, garantendo sicurezza anche alla popolazione.Tutti questi risultati sono stati conseguito grazie al grande impegno e alla professiionalità dei militari italiani. E questo il  Colonnello Bertocchi lo ha voluto sottolineare ringraziando i suoi uomini con parole di elogio alla loro professionalità nel suo discorso finale.

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17 marzo 2013 7 17 /03 /marzo /2013 17:02

afghanistan-cambio-al-comando-della-task-force-fenice.jpgHa ringraziato i suoi uomini per il lavoro svolto con grande professionalità in questi mesi, e le loro famiglie, ha voluto inoltre ricordare anche il sacrificio dei caduti in missione, il Colonnello Salvatore Annigliato. Si è svolta infatti ieri a Herat, presso la base di Camp Arena, la cerimonia con la quale il Tenente Colonnello Salvatore Annigliato, ha ceduto il comando della Task Force "Fenice", (l'unità dell'AVES, che ha in dotazione gli elicotteri in forza al Rc-West) al Colonnello Luigi Adiletta. La Task Force "Fenice" è stata costituita appositamente per la missione in Afghanistan, ed è composta dai militari del 1°Reggimento"Antares" di Viterbo, dal 5°Reggimento Aves di "Rigel"di Casarsa della Delizia e dal 1°Reggimento Aves"Vega"di Rimini. Questa Task Force si compone inoltre di di una Task Group di Volo:l'Aviation Battalion, da una Task Group di Sostegno Tecnico, e da uno Sqaudrone di Supporto Logistico. I Ch-47, Gli NH-90, e gli A129 Mangusta, sono i velivoli  che vengono utilizzati dalla Task Force. E' grazie ai Ch-47 e agli NH-90, che l'unità porta a termine missioni di trasporto e di supporto logistico delle Forze( Combat Support e Combat Service Support). Della Task Force fa parte anche un team di medici e infermieri del Celio di Roma, e di personale sanitario dell'AVES,  che possono portare a termine missioni di evacuazione d'urgenza dei feriti in caso di necessità. Agli A129 Mangusta invece. è affidato il compito di fornire il Supporto Aereo Ravvicinato(Close Air Support), ovvero scortare le truppe dispigate sul terreno e anche le truppe speciali, quando queste si trovano impegnate in missioni particolarmente rischiose. La Task Force ha inoltre anche la capacità di elitrasportare una piattaforma di armamento e di rifornimento mobile( Jump Farp Forward Arming and Refuelling Point). Tutte queste caratteristiche la rendono una Task Force davvero indispensabile e insostituibile per il contingente italiano in missione.

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15 marzo 2013 5 15 /03 /marzo /2013 18:07

afghanistan bandiera di guerra 7 rgt alpini bellun-copia-1 E' giunta ieri a Herat, presso la base di Camp Arena, sede del Rc-West, la bandiera di guerra pluridecorata del 7°Reggimento Alpini di Belluno. Gli Alpini del 7°Reggimento avranno il compito di dare supporto alle forze di sicurezza afgane e di sostenerle in questa delicata fase di transizione. Il 7°Reggimento Alpini sarà la parte principale della Transition Support Unit, che si trova dislocata presso la Fob"La Marmora" di Shindand, e subentra al 3°Reggimento Alpini di Pinerolo che è al termine della sua missione. In questi giorni infatti, sta avvenendo l'avvicendamento tra la Brigata Alpina Taurinense di rientro in Italia, e la Brigata Julia che è alla guida del Rc-West, e che a metà marzo avrà completato il suo dispiegamento in terra afgana.

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14 marzo 2013 4 14 /03 /marzo /2013 17:22

afghanistan-passaggio-di-cosegne-alla-joint-task-force-c4.jpgI militari della Joint Task Force C4 hanno un ruolo importantissimo:è da loro infatti che dipendono i collegamenti del Rc-West con l'Italia. Il suo Comando Battaglione è situato a Herat, ha inoltre tre Compagnie dislocate a Camp Arena, e anche nelle Fob" Dimonios"di Farah e "La Marmora"a Shindand, nonchè un ditaccamento presso la base Tobruk. Ieri presso la base di Camp Arena a Herat, si è volta la cerimonia del passaggio di consegne tra il Tenente Colonnello Davide Polatti del 232°Reggimento Trasmissioni di Avellino, che ha ceduto il comando della Joint Task Foce C4, al Tenente Colonnello Antonio Alessandro Valzano, del 11°Reggimento Trasmissioni di Civitavecchia. Il Tenente Colonello Valzano è il Comandante del Battaglione "Tonale", l'unità che costituisce la struttura portante della JTF C4, integrata dal personale del del 1°Reggimento Trasmissioni di Milano, e da assetti specialistici del 33° Reggimento Ew di Treviso e dell'Aeronautica Militare Italiana.

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12 marzo 2013 2 12 /03 /marzo /2013 19:12

afghanistan-passaggio-di-consegne-al-pat-2.jpgIl Tenente Colonnello Salvatore Demontis ha ceduto al Tenente Colonnello Gianluca Feroce, anche lui del 1°Reggimento Paracadutisti Tuscania il comando del Police Advisor Team(PAT). La cerimonia si è svolta ieri presso la base di Camp Arena a Herat. Ma cos'è il PAT? Il PAT è un'unità del Regional Command West che supporta e affianca l'attività della polizia afgana durante le operazioni sul terreno,  in questo delicato processo di transizione. Il team del PAT è composto da Carabinieri del Tuscania, dal 7°Reggimento Alto Adige, dal 13°Reggimento Friuli Venezia Giulia e dai militari di vari reparti dell'Esercito. Questi militari hanno il compito delicato di contribuire allo sviluppo della professionalità della polizia afgana nella regione che si trova sotto il controllo del contingente italiano su base Brigata Alpina Taurinense, al comando del Generale Dario Ranieri. Oltre a questa attività, il PAT è impegnato anche nell'attività di assistenza alla popolazione afgana e in altri progetti, come ad esempio la realizzazzione di una palestra, da poco inaugurata a Herat presso la sede della polizia afgana. In questi mesi il PAT, al comando del Tenente Colonnello Demontis ha organizzato e svolto simposi con la finalità di accrescere le capacità tecnico professionali degli operatori della polizia afgana e dei loro istruttori. Il primo di questi simposi si è svolto a gennaio, e ha ha avuto come argomenti i diritti dell'uomo, l'uso della forza, la realizzazzione di posti controllo mobile. A febbraio invece, in un altro simposio si è trattato di altri argomenti come l'investigazione sulla scena del crimine, le tecniche di arresto e di interrogatorio. Un lavoro molto delicato e rischioso, quello che viene svolto ogni giorno con grande professionalità dai militari italiani: il pericolo è sempre dietro l'angolo. Spesso è rappresentato da infiltrati talebani tra i ranghi della polizia e dell'esercito afgano che indossano un'uniforme "amica".

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11 marzo 2013 1 11 /03 /marzo /2013 16:12

afghanistan-militari-usa5.jpgE' successo di nucvo e purtroppo succederà altre volte, perchè gli attacchi da parte dei talebani che indossano l'uniforme afgana sono i più imprevedibili. Stamattina alcuni talebani che indossavano l'uniforme delle forze di sicurezza afgane hanno fatto fuoco contro un gruppo di militari del contingente ISAF e delle forze di sicurezza afgane. Il bilancio, purtroppo provvisorio, è di 5 morti: almeno due militari americani e tre agenti della polizia afgana sono rimasti uccisi e ci sono numerosi feriti. L'attacco è avvenuto nel distretto di Jarlez a Wardack, a sud est di Kabul. E' stata aperta un'inchiesta sull'accaduto.

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10 marzo 2013 7 10 /03 /marzo /2013 18:11

afghanistan-militari-sardi-consegnnao-aiuti-a-popo-copia-1.jpgC'è anche un pò di Sardegna in Afghanistan, tra i militari del contigente italiano ci sono infatti dei militari sardi. Sono di stanza a Herat, presso la Base di Camp Arena. Ahmad, un ragazzo afgano che lavora presso la lavanderia della base, doveva operarsi ad un piede ma non aveva le possibilità. Quell'intervento chirurgico è stato reso possibile grazie ai 500 euro raccolti  dai soci del corcolo"Alessandro Pibiri"(Primo Caporal Maggiore originario di Selargius(Ca) caduto in missione a Nassirya nel 2003). Il circolo è diretto da Giorgio Orgiu è operativo dal 2008, e in questi ultimi mesi con i fondi raccolti, i militari sardi hanno potuto consegnare aiuti e generi di prima necessità alla popolazione afgana, ma anche una tv un lettore dvd, dei dvd di documentari al carcere femminile di Herat. L'attività dei militari sardi non si ferma, continuerà anche dopo il passaggio di consegne. Altri militari sardi arriveranno per la loro missione e porteranno oltre agli aiuti umanitari, anche un pezzo di Sardegna in Afghanistan.

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7 marzo 2013 4 07 /03 /marzo /2013 18:21

afghanistan-per-ileoni-del-s.marco-missione-quasi-compiuta.pngPer sei mesi hanno lavorato fianco a fianco con le forze di sicurezza afgane. Sono i 25 Leoni del Reggimento S.Marco del MAT 2, di stanza a Bala Balouk. Il MAT è il Military Advisor Team che affianca i vari comandanti delle forze di sicurezza afgane durante le loro operazioni. Il Capitano di Corvetta Giuliano Piliego è al comando di questo importantississimo Team. Il loro motto è"per mare, et terram"anche se in Afghanistan il mare è rappresentato dal deserto. Questi Leoni del S.Marco hanno addestrato i militari afgani, che in un futuro non molto lontano diventeranno gli istruttori dei loro commilitoni. Hanno inoltre organizzato vari corsi, come i corsi di topografia, per i militari del 6° Kandak della 2aBrigata dell'esercito afgano."Noi amiamo gli italiani e siamo contenti che siano qui"queste le parole del Tenente Colonnello Mohamad Arif Khoan, Comandante del 6° Kandak a Bala Balouk."Con gli uomini del Reggimento S.Marco c'è uno stretto rapporto di collaborazione, ho molto apprezzato l'istituzione di corsi di formazione rivolti ai nostri ufficiali". I 25 Leoni del S.Marco hanno insegnato ai militari afgani come si legge una mappa, si stimano le distanze, l'orientamento ma anche la manutenzione delle armi e come si usa il mortaio. Sono stati organizzati anche dei corsi di medicina da combattimento per lo staff dell'esercito afgano. Corsi organizzati dal Primo Maresciallo Vincenzo Marrazzo, infermiere di bordo sul sommergibile Todaro. Questi corsi sono terminati poi con la fase pratica,  che si è svolta presso il posto medico avanzato della Fob di Tobruk. Tra pochi giorni la bandiera della Marina Militare non sventolerà più:sarà quello il segnale di "missione compiuta"per questi 25 Leoni del S.Marco. Dopo sei mesi potranno fare rientro in Italia e riabbraciare le loro famiglie.

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6 marzo 2013 3 06 /03 /marzo /2013 18:38

afghanistan-afgani-cercano-di-forzare-posto-di-blocco-itali.jpgGiornata ad alta tensione per i militari del contingente italiano. Dopo l'esplosione di uno IED avvenuto stamattina, che ha provocato il ribaltamento di un Lince eil ferimento di 2 militari italiani e dell'interprete afgano, questo pomeriggio, due afgani a bordo di un' autocisterna, hanno tentato di forzare un posto di blocco italiano. La zona era presidiata dai militari italiani che stavano effettuando le operazioni di recupero del Lince rimasto coinvolto nell'esplosione di stamattina. Un'autocisterna si è avvicinata a velocità elevata al posto di blocco italiano. I militari preposti hanno immediatamente messo in atto tutte le procedure di sicurezza che si adottano in questi casi:colpi al motore, colpi in aria, segnali luminosi ed acustici. L'autocisterna ha terminato la sua corsa. Il conducente è rimasto ucciso, mentre un secondo uomo è stato visto scendere dal veicolo per allontanarsi di fretta. Sull'accaduto stanno indangando le autorità competenti.

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