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1 aprile 2021 4 01 /04 /aprile /2021 17:07
Cosenza:il 1°Reggimento Bersaglieri é certificato "Combat Ready"dalla NATO
Cosenza:il 1°Reggimento Bersaglieri é certificato "Combat Ready"dalla NATO
Cosenza:il 1°Reggimento Bersaglieri é certificato "Combat Ready"dalla NATO

Si é conclusa la "Combat Readiness Evaluation"(CREVAL) per il 1°Reggimento Bersaglieri, unità di fanteria della Brigata "Garibaldi". Il CREVAL é il processo di valutazione con il quale la NATO, attraverso una serie di verifiche, certifica la prontezza operativa dei Comandi e delle Unità dei Paesi dell'Alleanza Atlantica. Sulla base degli accordi internazionali esistenti nella NATO infatti, l'Italia si impegna a mettere a disposizione dell'Alleanza Atlantica forze militari ad elevato stato di prontezza, per le quali deve essere mantenuto un notevole standard addestrativo, operativo e logistico.

Il 1° Reggimento Bersaglieri é l'unità nazionale, inserita nella Very High Readiness Joint Force (VJTF) per il 2021, che é stata sottoposta alla validazione da parte di un Team di valutatori nazionale integrato da osservatori provenienti dall'Allied Land Command, che ha la sua sede a Izmir in Turchia. I valutatori hanno esaminato le capacità operative del Reggimento nelle aree di pianificazione delle operazioni, nelle attività di supporto al combattimento e nel comando e controllo, al fine di certificarne il livello di prontezza.

La valutazione é avvenuta in 2 fasi: nella prima, che si é svolta presso la caserma"Settino" di Cosenza, sono state verificate le consistenze organiche di mezzi e materiali in dotazione all'unità; nella seconda fase invece, che si é svolta presso l'area addestrativa di Mucone (CS), dove il Reggimento si é schierato nella sua configurazione di unità di fanteria pesante, su veicoli corazzati da combattimento Dardo, conducendo attività specifiche in modo da testare attività esercitative specifiche per testare la capacità di operare in uno scenario "war". Al termine delle attività e del processo di valutazione, il 1° Reggimento Bersaglieri é stato certificato "Combat Ready".

Cosenza:il 1°Reggimento Bersaglieri é certificato "Combat Ready"dalla NATO
Cosenza:il 1°Reggimento Bersaglieri é certificato "Combat Ready"dalla NATO
Cosenza:il 1°Reggimento Bersaglieri é certificato "Combat Ready"dalla NATO
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28 marzo 2021 7 28 /03 /marzo /2021 16:34
Barletta: VFP1 concludono addestramento Combat : pronti a servire il Paese
Barletta: VFP1 concludono addestramento Combat : pronti a servire il Paese
Barletta: VFP1 concludono addestramento Combat : pronti a servire il Paese
Barletta: VFP1 concludono addestramento Combat : pronti a servire il Paese

Hanno concluso il ciclo addestrativo di 4 settimane nei giorni scorsi  presso l'82esimo Reggimento fanteria Torino. Sono 50 Volontari in Ferma Prefissata di un anno del 4  blocco 4 scaglione 2019. I volontari dell'Esercito a circa un mese dal loro ingresso nella Caserma R.Stella di Barletta, hub addestrativo della Brigata Meccanizzata Pinerolo, hanno potuto condurre in tutta sicurezza il loro addestramento. 

Grande è stato l'entusiasmo dei giovanissimi militari provenienti da diverse regioni d'Italia ed entrati a pieno titolo nella grande famiglia dell'Esercito Italiano,  i quali conseguita l'idoneità al termine del corso di formazione, saranno assegnati ai reparti della Brigata. Durante il corso intensivo sono stati svolti addestramenti sia diurni che notturni, l'uso ed il maneggio delle armi in dotazione,  la scuola di tiro con armi portatili e di reparto, il lancio della bomba a mano e l'addestramento individuale a combattimento attraverso l'utilizzo del Circuito Addestramento Ginnico Sportivo Militare CAGSM, consentendo di acquisire la capacità Combat di fuciliere, propedeutica ad affrontare ulteriori attività addestrative ed operative una volta giunti presso i rispettivi reparti di assegnazione.

Il Comandante dell'82esimo Reggimento fanteria Torino, il Colonnello Sandro Iervolino, durante il saluto ai nuovi fucilieri, ha espresso parole di apprezzamento e soddisfazione per l'impegno dimostrato e per il livello addestrativo raggiunto ringraziando i Comandanti a tutti i livelli per l'ottimo lavoro avolto.

L'iter formativo si è svolto nel pieno rispetto delle misure di sicurezza relative al contenimento della diffusione epidemiologica da COVID-19, si è concluso con un'esercitazione continuativa di 36 ore ed un assalto di squadra  presso il poligono occasionale di Murgia Parisi Vecchio, in cui i Volontari in Ferma Prefissata hanno avuto la possibilità di testare il proprio addestramento e la preparazione fisica conquistando la consapevolezza di essere pronti per i futuri impegni sul territorio nazionale ed estero. Ora questi militari sono davvero pronti per i futuri impegni al servizio del Paese.

Barletta: VFP1 concludono addestramento Combat : pronti a servire il Paese
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18 marzo 2021 4 18 /03 /marzo /2021 17:44
Roma:preoccupazione tra i militari per gli effetti collaterali vaccino Astrazeneca

L' Ema oggi con un comunicato ufficiale sostiene che il vaccino Astrazeneca è sicuro ed efficace e che le somministrazioni possono continuare. Questo dopo lo stop di un paio di giorni dovuto ad alcune morti avvenute dopo l'inoculazione del siero a militari e insegnanti destinatari di questo vaccino. Non sono poche però le persone ad aver disdetto la vaccinazione causata dalle news di queste morti, le quali non sarebbero tuttavia correlate al vaccino. Intanto la magistratura però continua ad indagare. Stefano Paternò, sottufficiale della Marina Militare é morto qualche ora dopo avere fatto il vaccino Astazeneca, (e sono già 4 le persone indagate per omicidio colposo), anche il Maresciallo Maggiore Emanuele Calligaris é morto in seguito ad una emorragia cerebrale. una decina di giorni prima si era sottoposto alla vaccinazione.

 La preoccupazione per gli effetti collaterali del vaccino Astrazeneca serpeggia non solo tra i civili ma anche tra i militari Al Sindacato Italiano Militari (SIM) giungono numerose segnalazioni di Carabinieri colpiti da trombosi, crampi agli arti dopo l'avvenuta somministrazione del vaccino. Anche tra i finanzieri c'è preoccupazione, e il SINAFI, (Sindacato Nazionale Finanzieri) aveva espresso i suoi dubbi circa il proseguimento della campagna vaccinale a causa di questi effetti collaterali, in un comunicato del sindacato si legge che:"Ci uniamo al sentimento di forte preoccupazione, pur riponendo la massima fiducia nelle Autorità sanitarie preposte che stanno lavorando per la tutela della salute pubblica, tuttavia abbiamo il dovere morale e giuridico  di attenzionare  le segnalazioni, che provengono in queste ore da numerosi nostri iscritti e non solo". Il sindacato richiede quindi di "predisporre una sorveglianza sanitaria, a scopo preventivo e precauzionale, contribuendo ad eliminare ogni potenziale rischio per la salute".

Anche gli uomini della Polizia di Stato, attraverso il sindaato di Polizia Italia Celere , vorrebbero più garanzie sul vaccino Astrazeneca, come afferma Andrea Cecchini, segretario di questo sindacato:"Con i miei colleghi dall'inizio dell'emergenza siamo stati chiamati a garantire la sicurezza nei luoghi più disparati, a partire dalle piazze anche quelle calcate dai negazionisti. Rifarei il vaccino come atto di responsabilità. Ma ci vogliono garanzie . Bene quindi sia fatta chiarezza sull'utilizzo del farmaco affinché nessuno, tanto meno nelle forze dell'ordine corra il rischio di sentirsi una cavia". L'Ema  afferma che l'Astrazeneca è un vaccino efficace e sicuro e che le vaccinazioni possono continuare,  sarà riuscita a  rassicurare anche i militari ? Intanto la magistratura continua ad indagare.

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10 marzo 2021 3 10 /03 /marzo /2021 17:28
Roma:Carabiniere malato di linfoma dopo missione in Bosnia ma la commissione gli nega causa di servizio

Era l'autunno del 2000 e C.P. , un appuntato genovese dei Carabinieri  si trovava in missione in Bosnia, il suo incarico era quello di meccanico della Squadra Manutenzione Veicoli. Durante la sua missione lui e i suoi commilitoni hanno bevuto inconsapevolmente  l'acqua contaminata dall'uranio impoverito in quanto le bottigliette d'acqua sigillate non bastavano per tutti. L'appuntato durante tutto il giorno aggiustava per 10, 12 ore i mezzi senza utilizzare alcuna protezione, mezzi che erano stati in aree bombardate e quindi contaminate.

Sono passati tanti  anni da quella missione, e il militare dell'Arma si é ammalato di linfoma di Hodgkin, ha chiesto la causa di servizio, ma  nel 2018 una Commissione  dell'Arma  non ha riconosciuto la sua malattia come causa di servizio, cosi adesso l'appuntato continua la sua battiglia con la causa al TAR.

Tra le carte per il suo ricorso , riportate dal quotidiano "Larepubblica.it"si legge anche che ha alloggiato" in  un prefabbricato in lamiera e di avere bevuto acqua da falde acquifere locali, fortemente inquinate, essendovi disponibilità di bottigliette sigillate esclusivamente in mensa".

Ma il militare non si arrende, e per veder riconosciuto un suo diritto, ha presentato ricorso al TAR, ad assisterlo ci sarà l'avvocato Andrea Bava, specializzato  proprio in questo tipo di cause e che assiste anche altri militari che sono ammalati in Bosnia a causa dell'uranio impoverito. I giudici del TAR hanno accolto le richieste dell'avvocato, e il 21 luglio ci sarà l'udienza di discussione. Perché non si può partire in missione senza essere informati sui gravi pericoli da contaminazione da uranio impoverito, senza le adeguate protezioni per poi ammalarsi di linfoma anni dopo.

Roma:Carabiniere malato di linfoma dopo missione in Bosnia ma la commissione gli nega causa di servizio
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5 marzo 2021 5 05 /03 /marzo /2021 17:57
Roma: i militari italiani che non si vaccinano vengono schedati?

In Germania forse il vaccino diventerà obbligatorio tra le Forze Armate, negli USA sono molti i militari che non hanno alcuna intenzione di farsi vaccinare (un terzo) anche in Italia non tutti i militari sono d'accordo sulla vaccinazione anti-covid,  ed é più o meno la stessa situazione che si sta verificando tra i civili. Perché diciamo la verità, chi ha la possibilità di informarsi tramite altri canali che non siano le tv( che ogni giorno elogiano il vaccino e fanno vedere come tutti siano desiderosi di "correre" a vaccinarsi) ma si informano sul web e non certo con le fake news, sa che la vaccinazione non é uno scherzo, sa che comunque possono esserci degli collaterali non da poco e a volte anche fatali.

 Certo la maggiore parte della popolazione italiana ha cieca fiducia nel vaccino anti-covid, ma non sono pochi a pensarla controcorrente, e non perché facciano parte della schiera dei negazionisti a priori o dei no vax,  ma  semplicemente hanno dubbi più che umani e temono  per la loro salute, perché di vaccino si può anche morire. Si può morire anche a causa degli effetti collaterali che possono riguardare persone con determinati tipi di patologie.

D'altronde prima di essere sottoposti al vaccino si deve firmare un foglio con il quale si dichiara di essere a conoscenza di tali nefasti effetti collaterali, a volte-certo non sempre- letali. E' di ieri la news postata sulla"Repubblica.it"di un'insegnante sulla sessantina a Napoli, morta 4 giorni dopo essersi essersi vaccinata, e ci sono stati anche altri casi. I media per lo più ignorano questi casi e le frasi più ricorrenti che si sentono ripetere ogni giorno specialmente in tv sono "si accelera sui vaccini". Anche se poi in realtà non é cosi, in quanto ci sono non pochi problemi organizzativi. 

Intanto sembrerebbe che sia partita una schedatura del personale militare che rifiuta la somministrazione del vaccino,  come si legge in un post sul sito web del "Sindacato dei militari". Non c'è nessun obbligo di vaccinarsi ma si legge su sito web:"Abbiamo appreso con preoccupazione che nelle Forze Armate e nelle Forze di polizia a ordinamento militare sarebbe già iniziata una schedatura del personale militare che intende rifiutare la somministrazione del vaccino anti-covid e che per tale motivo sarebbero stati predisposti degli elenchi nominativi che il personale sarebbe chiamato a sottoscrivere. Al ministro Guerini, che sappiamo essere molto impegnato sul fronte della lotta alla pandemia  tanto da non accorgersi che le Forze Armate e l'Arma dei Carabinieri non hanno linee guida e direttive sanitarie controllate ed approvate dall'Istututo Superiore di Sanità, vogliamo ricordare che al momento non esiste alcuna norma di legge che impone ai lavoratori del pubblico impiego, e tanto meno ai militari, l'obbligo di sottoporsi alla vaccinazione anticovid o di sottoscrivere una dichiarazione di rifiuto della vaccinazione, o qualsivoglia altra impropria richiesta per l'assunzione di responsabilità civile e penale per i possibili danni cagionati all'amministrazione o a terzi".  Viene rivolto inoltre un appello "al personale militare  che decidesse di non sottoporsi alla vaccinazione di segnalare ogni tipo di abuso o costrizione di cui si venisse a conoscenza".

L'Italia  fino ad oggi è un paese libero e democratico e anche l'articolo 32 comma 2 della Costituzione Italiana stabilisce che :"Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

Nel frattempo in Italia  da alcuni giorni è iniziata anche la vaccinazione dei militari presso una struttura allestita alla Cecchignola e nelle tante caserme sparse sul territorio nazionale. D'altronde come si sente ripetere da giorni  "si accelera sulle vaccinazioni", se poi qualcuno ha dubbi e timori riguardanti il vaccino anti-covid o  muore di vaccino, questo é un altro problema.

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22 febbraio 2021 1 22 /02 /febbraio /2021 15:59
Congo:l'Ambasciatore Luca Attanasio e l'Appuntato Scelto dell'Arma Vittorio Iacovacci uccisi in un attentato

L'Ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio è rimasto ucciso in un attacco assieme al Carabiniere Vittorio Iacovacci che faceva parte della scorta e all'autista. Il convoglio sul quale si trovavano l'Ambasciatore e la sua scorta è caduto in un'imboscata, anche se alcune  fonti parlano di un possibile rapimento. La vettura dell'Ambasciatore faceva parte di un convoglio della missione ONU che ha come obiettivo quello di stabilizzare il Paese africano. L'ambasciatore italiano è stato colpito da spari durante l'attacco al convoglio ONU ed è morto in seguito a a causa delle ferite riportate. L'attacco è avvenuto alle 10.00  - erano le 9 in Italia- presso la cittadina di Kanyamahoro ad una ventina di chilometri da Goma.

 Secondo una prima ricostruzione si sarebbe trattato di un attacco con armi leggere, resta ancora ignota la matrice dell'attentato, potrebbe essere stato organizzato nei minimi dettagli  oppure si è trattato di un tentativo di sequestro o di rapina. Il Carabiniere Vittorio Iacovacci  aveva 30 anni ed era originario di Sonnino,  provincia di Latina. Era effettivo al 137mo Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia, aveva prestato servizio anche alla Folgore. Si era arruolato nel 2016 e aveva frequentato la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias(Cagliari) e come prima destinazione aveva avuto il suo Reggimento, poi la missione in Congo presso la sede diplomatica, come scorta dell'Ambasciatore Luca Attanasio.

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19 febbraio 2021 5 19 /02 /febbraio /2021 17:36
Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo
Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo
Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo

Ha voluto ringraziare gli uomini e le donne del Task Group Devil il Colonnello Luca Giuseppe Vitaliti, il Comandante dell'Italian Contingent Command Air e Task Force Air Kuwait presso la base aerea di Ahmed Al Jaber (Kuwait) per il traguardo raggiunto delle 4.000 ore di volo.  Un traguardo che é stato tagliato nei giorni scorsi. Dietro le 4000 ore e i 5000 obiettivi ricogniti c'è sudore, sacrificio. Dietro questi numeri ci sono tecnici , specialisti e manutentori che lavorano con professionalità, acume, iniziativa, facendo leva su grande esperienza e conoscenza  del Sistema d'Arma, oltre alla componente di foto-interpretazione ed intelligence, che consente di tradurre i dati acquisiti,  dai sensori  di bordo in informazioni di ineguagliabile qualità, fondamentali per la condotta delle operazioni. Tutto questo non è dunque mera statistica, ma espressione  dei nostri valori, ha affermato il Colonnello Vitaliti. "Celebriamo oggi un risultato operativo che va ben oltre il dato statistico: 4000 ore volate e 5.000 obiettivi a favore della Coalizione IR. Le migliaia di ore volate nelle missioni operative, di obiettivi e punti di interesse coperti nell'ambito dell'Operazione Inherent Resolve dal Task Group "Devil" sono il frutto della vostra capacità di operare in team, di mantenere l'assetto pronto ed in piena efficienza, di individuare e risolvere tempestivamente problematiche e criticità, qualità che consentono oggi al Tornado, e consentiranno ancora per diversi anni, di esprimere grande efficacia operativa", ha poi concluso il Colonnello.

I Tornado si sono rischierati nel Teatro Operativo Inherent Resolve lo scorso 12 agosto, ad Ahmed Al Jaber, per proseguire la missione di contrasto alle cellule Daesh ancora attive nonchè per contribuire alla stabilizzazione dell'area. L'impegno profuso dai Tornado dell'Aeronautica Militare permette agli assetti italiani di esprimere in seno alla coalizione il secondo contributo in ordine di importanza nell'ambito delle operazioni aeree. Le professionalità del Task Group Devil , equipaggi, analisti foto-interpreti , personale intelligence e di supporto, specialisti, manutentori e tecnici, sono alimentate primariamente da personale del 6 Stormo di Ghedi , con il contributo di Enti e Reparti dell'Aeronautica Militare. Un notevole esempio di professionalità, eccellenza e orgoglio italiano all'estero

Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo
Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo
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16 febbraio 2021 2 16 /02 /febbraio /2021 16:16
Lecce:i militari del  15°Cavalleggeri di Lodi donano sangue a ospedale per sopperire carenza a causa emergenza COVID-19

I militari del 15° Cavalleggeri di Lodi hanno partecipato  nei giorni scorsi,ad una raccolta di sangue presso l'Ospedale "Vito Fazzi"di Lecce raccogliendo cosi l'appello del Reparto di ematologia e medicina trasfusionale del Reparto di ematologia e medicina trasfusionale che aveva evidenziato una notevole diminuzione di donazioni durante questo periodo di emergenza sanitaria a causa del Covid-19. La donazione é stata articolata  su due giornate in modo da sopperire alla carenza di sacche ematiche.

Con questa iniziativa i militari dell'Esercito danno un contributo tangibile per fronteggiare carenza di sangue ed emoderivati necessari alla cura di specifiche patologie. Parole di ringraziamento al Colonnello Francesco Serafini, Comandante del reggimento, sono state espresse dal Direttore del Reparto, il Dott. Di Rienzo, un ringraziamento ed una gratitudine che sono stati estesi a tutti i Cavalleggeri per il loro prezioso contributo nonché gesto di grande generosità. Il Colonnello Serafini ha sottolineato come questo semplice gesto di altruismo, evidenzi il lato umano di chi quotidianamente é impegnato a servire il Paese, contribuendo in ogni modo a salvaguardare la vita altrui soprattutto in momenti di grande difficoltà.

Lecce:i militari del  15°Cavalleggeri di Lodi donano sangue a ospedale per sopperire carenza a causa emergenza COVID-19
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8 febbraio 2021 1 08 /02 /febbraio /2021 17:54
Roma:militari delle Forze Speciali italiane pronti a partire in missione in Sahel

Fornire addestramento alle forze locali e attività di mentoring: é questo l'obiettivo della missione del contingente delle Forze Speciali italiane  che a metà marzo, partirà in Sahel, una vasta area a sud del deserto del Sahara.  Un'area questa senza alcun dubbio pericolosa, se si pensa che nei mesi scorsi ci sono stati 5 caduti tra i militari francesi del Mali. Un territorio molto vasto e dove per i militanti dell'ISIS e di Alqaeda è molto semplice organizzare  imboscate.

Sempre secondo le fonti del quotidiano "Il Foglio",  la Task Force Takuba ha l'incarico di  di formare le unità le unità del Mali, ma non solo le addestrera': le accompagnera' anche in combattimento sul campo in modo da renderle sempre più autonome. Sempre secondo queste fonti,un  gruppo di militari italiani sarebbe rientrato in Italia dopo aver fatto delle ricognizioni sul territorio. Il contingente delle Forze Speciali italiane che partirà a metà marzo, sarà composto da circa 200 militari con operatori del 9° Reggimento d'Assalto Col Moschin, del GOI, del GIS, e del 17° Stormo dell'Aeronautica Militare, e anche da un team de rangers del Monte Cervino e del RRAO. Potrebbero essere impiegati inoltre una componente ad ala rotante del 3° Reos di Viterbo, con elicotteri UH-90,CH-47F e AH-129D da attacco ed inoltre 8 velivoli e 20 veicoli di terra. Potrebbe essere inoltre impiegato anche il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti del Tuscania. 

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5 gennaio 2021 2 05 /01 /gennaio /2021 19:01
Roma:i militari italiani impegnati nelle missioni internazionali e contro il COVID
Esercito in prima linea contro il COVID

Esercito in prima linea contro il COVID

Esercito in azione a Bitti dopo l'alluvione

Esercito in azione a Bitti dopo l'alluvione

Esercito faro di tecnologia ed innovazione

Esercito faro di tecnologia ed innovazione

Esercito al MO.SE di Venezia

Esercito al MO.SE di Venezia

Due piattaforme da combattimento dell'Esercito

Due piattaforme da combattimento dell'Esercito

Quello appena passato è stato  un anno che ha visto l'Esercito Italiano impegnato  su  più fronti, anche durante le festività natalizie.  Più di 11.000 militari infatti sono stati impegnati in operazioni all'estero e sul territorio nazionale , in prima linea nel contrasto all'emergenza sanitaria dovuta al COVID-19,  e di supporto ai cittadini. Il lavoro dei militari italiani continua anche  ora, senza sosta anche nelle missioni internazionali. Sono oltre 3.000 i militari italiani provenienti da ogni reparto dell'area operativa o logistica dell'Esercito, in decine di missioni a guida ONU, NATO e Unione Europea, nonchè in teatri di crisi.

Più di 7.000 invece sono i militari italiani che  attualmente stanno operando sul territorio nazionale a supporto dei cittadini e delle istituzioni locali, in attività di concorso a seguito di pubbliche calamità, tra queste, le attività volte a fronteggiare l'emergenza epidemiologica in atto e a supporto delle forze di polizia nel contrasto della criminalità e nella prevenzione di possibili attacchi terroristici. 

L'Esercito ha inoltre fornito il suo contributo alla costruzione di quelle condizioni di sicurezza e di sviluppo la cui mancanza è causa di instabilità di molte aree e regioni considerate strategiche per l'Italia, e questo grazie all'impiego di assetti operativi, specialistici e logistici, nonchè tramite i propri advisors militari, deputati a consigliare ed addestrare  le Forze Armate di Paesi che versano in situazione di crisi.

In Afghanistan, il  comando del contingente schierato a Herat è affidato alla Brigata Alpina Julia , mentre da qualche settimana, presso il Quartier Generale della NATO a Kabul, l'Italia ha assunto il vice-comando della Missione Resolute Support.  I militari della Brigata Sassari invece sono impegnati nella missione UNIFIL nel sud del Libano  e nella capitale Beirut . La Brigata Sassari è  responsabile del settore Ovest della missione. Nell'agosto scorso  durante l'Operazione Cedri, i militari sono intervenuti con un ospedale da campo dell'Esercito e diversi assetti specialistici in soccorso alla popolazione libanese in seguito alla deflgrazione di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio che ha devastato la città.

In Iraq, i militari dell'Esercito in collaborazione a componenti di altre Forze Armate, addestrano le Forze di sicurezza curde  i Peshmerga, e quelle irachene nell'ambito dell'Operazione Prima Parthica, mentre un' attività simile viene condotta in Somalia Niger e Mali con le Eurpean Training Missions.

In Libia, il personale operativo presso l'ospedale militare  da campo a Misurata, nell'ambito della missione MIADIT, continua a fornire assistenza sanitaria alla popolazione. In Kosovo, dove dal 2013, l'italia detiene la leadership dela missione NATO, il contingente KFOR è attualmente su base 5 Reggimento Artiglieria Terrestre Superga. 200 soldati sono impiegati nella missione NATO Enhanced Forward Presence in Lettonia ed ulteriori contingenti sono disolocati in altri Paesi e aree del mondo.

Per garantire una rotazione tra i reparti ed una presenza costante all'estero, per tutto il 2020 l'Esercito ha addestrato ed approntato le proprie unità, fornendo personale specialistico per numerosi altri impegni internazionali e mantenendo operativa un'aliquota di forze facenti parte delle Forze di Reazione Rapida della NATO.

I militari dell'Esercito congiuntamente alle Forze dell'Ordine, sono impegnati in 53 città nell'ambito dell'Operazione  Strade Sicure, per la vigilanza di installazioni sensibili ed il presidio delle principali aree metropolitane del Paese. Nell'operazione si inseriscono le attività condotte in Campania nella Terra dei Fuochi  per la prevenzione ed il contrasto di crimini ambientali.  Sono più di 15.500 le persone arrestate dall'inizio dell'operazione ad oggi, mentre più di 26.000 sono stati denunciati a piede libero. Più di 5 milioni e 300 le persone che sono state controllate  e più di un milione e 800 mila i mezzi, sequestrati invece oltre 14.000 veicoli, 1352 armi e quasi 2 tonnellate di e mezzo di sostanze stupefacenti. 

Numerosi, inoltre, sono stati gli interventi dell'Esercito a seguito di eventi calamitosi, condotti in sinergia con la Protezione Civile per il soccorso della popolazione ed il ripristino della viabilità. dall'alluvione che ha colpito Bitti, nel nuorese, all'esondazione del fiume Panaro, a Nonantola MO, in seguito alla quale reparti del Genio sono intervenuti sin dalle prime ore dell'evento per fornire assistenza e far evacuare  le persone rimaste rimaste isolate. Nell'estate scorsa invece, l'Aviazione dell'Esercito è stata impegnata nella Campagna Antincendi Boschivi e nella tutela del patrimonio naturale, conducendo missioni per 90 ore di volo e altri 300 lanci di acqua su roghi che hanno interessato Sicilia, Lazio e Piemonte ed altre regioni, per un totale di 300 mila litri sversati.

In linea con le missioni assegnate alla Forza Armata, nel 2020 gli artificieri dell'Esercito in forza i reparti del Genio hanno eseguito più di 2.700 bonifiche di ordigni esplosivi  e residuati bellici, alcuni di notevole complessità e del peso so di centinaia di libbre, come le bombe rinvenute a Mestre, Fiumalbo, Palermo e Bolzano. Negli ultimi 10 anni sono stati  oltre 34.000 gli interventi di disinnesco e brillamento portati a termine. L'ultimo intervento in ordine di tempo, è stato quello della Brigata Pozzuolo del Friuli che  in collaborazione con la Protezione Civile ha soccorso la popolazione colpita dal terremoto in Croazia.  Un impegni dinamico e e poliedrico quello dell'Esercito, capace di rispondere ad eventi e situazioni di emergenza con una  reattività  di intervento tipica di una Forza Armata Coesa e disciplinata , che nel 2020 si è confermata"faro di tecnologia e innovazione", tanto per l'introduzione in servizio di nuovi sistemi, quanto per le molte campagne di sperimentazione volte allo sviluppo capacitivo di piattaforme ed equipaggiamenti , tra queste la campagna nel campo della Robotica e dei Sistemi Autonomi, lanciata lo scorso ottobre.

Gli uomini e donne dell'Esercito continueranno ad operare, come hanno sempre fatto, per la difesa e la  sicurezza  del Paese e dei suoi cittadini, consapevoli dei principi e dei valori peculiari di chi ha scelto di indossare l'uniforme e servire il Paese in armi.

L'Esercito inoltre, n stretto coordinamento con le altre Forze Armate, è intervenuto sin dal mese di marzo, allo scoppio dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, mettendo a disposizione tutte  le capacità ed i mezzi necessari per la gestione ed il contenimento del virus. dalle sanificazioni di locali pubblici e di culto al controllo di aree e città, sino all'allestimento di ospedali da campo. Attualmente sono circa 1.400 i militari impiegati nell'ambito dell'Operazione Igea,  avviata dal mese di ottobre  su iniziativa del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, con l'obiettivo di ìncrementare  la capacità nazionale di effettuazione di tamponi. Sono stati allestiti  Drive- Through-Difesa -Dtd- su tutto il territorio e montati ospedali militari da campo ad Aosta, Perugia e Cosenza, mentre medici ed infermieri dell'Esercito,, presso gli ospedali militari di Milano o del Policlinico Celio di Roma, hanno assistito e curato giornalmente i cittadini colpiti dal virus.

In questi giorni, l'impegno dell'Esercito, con le altre Forze Armate, prosegue con l'Operazione EOS a supporto della campagna di vaccinazione anti-COVID-19. " Voi  amici dell'Esercito dell'Esercito Italiano, ci avete dato la lezione di una testimonianza di coraggio che non ha fuggito i pericoli ma spesso è andata a cercare situazioni più complesse e rischiose, incuranti della fatica e del pericolo"queste le parole di elogio del Monsignor Santo Marcianò , Ordinario Militare per l'Italia, nel ringraziare i militari italiani per i loro impegno nella lotta contro il coronavirus. Un impegno che continua ogni giorno.

 

Artiglieri in addestramento
Artiglieri in addestramento

Artiglieri in addestramento

Aviazione dell'Esercito in addestramento

Aviazione dell'Esercito in addestramento

Campionamento Tamponi

Campionamento Tamponi

Disinnesco ordigno nel centro cittadino di Bolzano

Disinnesco ordigno nel centro cittadino di Bolzano

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