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22 febbraio 2016 1 22 /02 /febbraio /2016 22:08
Roma:2 militari di"Strade sicure"rischiano il carcere per avere fermato persona sospetta

Due militari dell'Esercito sono impegnati nell'operazione"Strade sicure"nei pressi dell'Ambasciata di Francia a Roma. Ad un certo punto un tipo sospetto in stato di ubriachezza si aggrappa alle grate di una delle finestre,e lancia un portacenere contro i vetri dell'ambasciata. I due militari intimano al tipo di scendere. Sono armati ma non hanno manette in dotazione per arrestarlo. Lo riportano alla calma mentre avvertono i Carabinieri che poi intervengono prontamente. Per questo fatto i due militari rischiano fino ad un anno di reclusione e finiranno a processo con l'accusa di "violata consegna aggravata". La relazione di uno dei due militari su quanto accaduto quel giorno riportata anche dal sito "Grnet.it"parla chiaro:

"Mentre svolgevo il turno di servizio dalle ore 19:00 del 16 gennaio 2015 alle ore 01:00 del 17 gennaio 2015, alle ore 00:05 circa sopraggiungeva un taxi nella zona antistante il portone d'ingresso dell'ambasciata, con all'interno, in qualità di passeggero, un uomo di carnagione chiara e di circa trent'anni. Dopo aver notato tale persona ed assicuratoci che non rappresentasse alcuna minaccia, riprendevamo i nostri normali settori di osservazione. Dopo qualche istante la nostra attenzione veniva attirata da un rumore, immediatamente volgevo la mia attenzione verso la direzione dello stesso, ma non notando alcun particolare rilevante riprendevo il mio normale servizio. Ad un certo punto il Caporale S.C., mio sottoposto, notava che l'individuo prima citato, approfittando della copertura del taxi, si dirigeva verso la finestra adiacente l'ingresso dell' ambasciata, per poi arrampicarsi sulla stessa. Prontamente ci dirigevamo verso l'individuo, che nel frattempo si era arrampicato sulla parte alta della grata, rendendo difficile raggiungerlo. Da una rapida interpretazione dei fatti, considerando che non si sarebbe potuto introdurre all'interno dell'ambasciata, poiché la finestra è protetta da una grata e che un nostro tentativo di farlo scendere con la forza avrebbe potuto arrecargli gravi danni fisici e che non avendo alcuna via di fuga, poiché sotto la grata eravamo posizionati noi, ho valutato fosse più opportuno attendere che si calmasse e scendesse volontariamente. Pertanto ho deciso che la linea d'azione più giusta da adottare era quella di intimargli in modo energico di scendere, informandolo che stava commettendo un'azione illegale verso una struttura da noi vigilata. Il soggetto non accoglieva la nostra richiesta, per tale motivo chiamavo la Sala Operativa dei Carabinieri descrivendo la situazione in atto. Approfittando di questo momento, il soggetto si spostava sulla grata adiacente continuando a sferrare calci e pugni alla finestra, provocandone la rottura. A seguito di ulteriori intimazioni a scendere dalla grata, l'individuo si calmava e scendeva dalla stessa alzando le mani sporche di sangue a causa della rottura della finestra. Contestualmente arrivavano sul posto i carabinieri, da me precedentemente avvisati. In seguito alla nostra deposizione gli stessi procedevano all'identificazione e al successivo arresto dell'individuo in questione».

Quindi si deduce che secondo la Procura militare i due avrebbero dovuto fare fuoco sul tipo sospetto?Ma non è davvero incredibile che i due militari rischino un anno di carcere per avere fatto semplicemente il loro dovere? A quanto pare in Italia è davvero tutto possibile!

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22 dicembre 2015 2 22 /12 /dicembre /2015 18:22
Roma:lo scandalo dei supplenti lasciati senza stipendio

Quest'anno non potranno comprare nemmeno un regalo di Natale, alcuni di loro per farlo sono stati costretti a richiedere un prestito per farlo. Sarà un Natale davvero amaro per le migliaia di supplenti precari della scuola italiana che sono stati lasciati senza stipendio. Eppure hanno portato ugualmente a termine il loro lavoro barcamenandosi tra mille difficoltà:spendendo di tasca di propria per la benzina per gli spostamenti in sedi disagiate o per il biglietto del treno, o per le fotocopie dei libri, e via dicendo. Tra di loro chi magari ha prestato servizio a settembre forse avrà qualche speranza di essere retribuito in questi giorni, tutti gli altri, compresi i supplenti che hanno svolto supplenze brevi dovranno aspettare il mese di gennaio o chissa' quando. Poco importa se ci sono scadenze da rispettare come affitto e bollette da pagare:non ci sono fondi, i soldi sono finiti. La responsabilità non è delle scuole a quanto pare, ma del Ministero della Pubblica Istruzione.

Quest'anno con l'introduzione della Riforma "la Buona Scuola"molti insegnanti sono stati di ruolo, si fa per dire(il famoso potenziamento dell'organico:ovvero insegnanti che hanno ottenuto il ruolo hanno lasciato la sede assegnatagli all'inizio dell'anno per essere assunti in pianta stabile:ma il il più delle volte si ritrovano in classe ad aiutare un altro insegnante oppure a restare a disposizione). Si sono cosi liberati molti posti per supplenze fino a giugno, una cosa mai successa prima. Tutte queste sedi vacanti sono ora occupate da supplenti che svolgono il loro lavoro ma non vengono pagati. Non è un forse un diritto del lavoratore, di qualunque lavoratore l'essere retribuito per il lavoro svolto? Per gli insegnanti precari pare proprio di no. Stanno lavorando gratis. La situazione sta diventando"esplosiva"in tutta Italia dove i sindacati della scuola raccolgono ogni giorno le proteste e le lamentele per questa ennesima vergogna, per questo scandalo italiano. Proteste fioccano anche sui vari siti  web della scuola.

Il mese scorso sul quotidiano"LaRepubblica"un supplente, Sergio Roedne,(si proprio quei supplenti che Renzi vuole eliminare)era stata pubblicata questa lettera che descrive bene la situazione:

"Nel lodevole intento di stroncare la"supplentite"di cui da tempo immemorabile soffre(ma grazie a cui sopravvive)la scuola italiana, il governo sta ingiustamente infierendo sui precari Non solo infatti, nonostante, titoli e anzianità siamo stati esclusi dal farraginoso piano di assunzioni della riforma e dal buono libri di 500 euro, ma i tempi di pagamento del nostro lavoro si sono allungati. Insieme a moltissimi altri, sto ancora aspettando l'accredito del mese di settembre, e vengo rimbalzato dal sito del ministero alla segreteria della mia scuola e viceversa. Ora c'è che dice che saremo pagati a metà novembre(ma siamo già oltre) e chi dice che non si sa perché non ci sono i soldi. "

E' poco ma sicuro che i soldi continuano a non esserci, e i supplenti che mandano avanti la scuola italiana continueranno a lavorare gratis.

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20 novembre 2015 5 20 /11 /novembre /2015 15:29
Padova:scandalo dei poliziotti lasciati senza giubbotti antiproiettile

Anche l'Italia è nel mirino dei terroristi dopo gli attentati di Parigi. Il livello di allerta è stato innalzato e i controlli intensificati. il Ministro dell'Interno Alfano rassicura gli italiani, tutto o quasi sembra essere sotto controllo. Eppure le forze dell'ordine preposte alla sicurezza dei cittadini, restano senza giubbotto antiproiettile. La denuncia viene da parte da parte di Mirco Pesavento del SAP(il Sindacato di Polizia)di Padova . Durante i controlli le forze dell'ordine devono indossare il giubbotto antiproiettile ma"da tempo abbiamo una vertenza aperta con il nostro Dipartimento nazionale su questo tema e oggi sono intenzionato a parlarne nuovamente con il questore. Dei mille uomini in forza alla questura solo il Reparto Mobile e il Reparto Prevenzione Crimine hanno una dotazione sufficiente. Tutti gli altri(almeno un centinaio) no. Anzi le dico di più. Ci sono altri tipi di giubbotti. quelli denominati sotto camicia:in questura ne abbiamo 10. Molti agenti hanno speso 600 euro per comprarselo autonomamente. Guardi mi pare che vogliano fare le nozze con i fichi secchi. E siccome anche ai Carabinieri è stata data l'indicazione di metterli da oggi, voglio vedere se li hanno." Queste le parole di Pesavento al "Gazzettino della CISL" del Veneto. Oltre a questo fatto, a Padova dall'estate è stato attivato un Nucleo Speciale parimonio di capoluoghi con obiettivi sensibili:UOPI:sono le Unità di Pronto Intervento che devono entrare in azione in caso di attacchi di terroristi a cose e persone. Hanno in dotazione dei caschi particolari e un fucile mitragliatore A Padova sono dieci. "Il SAP ha criticato non la loro istituzione , ma il fatto che tutti i 26 mila poliziotti che operano quotidianamente dovrebbero essere formati. Non solo.La selezione è stata fatta prendendoli dai reparti operativi che dunque sono stati ulteriormente impoveriti. Del resto con 3 miliardi di tagli in tre anni ... Insomma certo che sono utili . Ma tutti gli altri?"

Fausto Fanelli del COISP invece segnala un altro fatto inquietante "Quando a Roma ci hanno presentato l'iniziativa dovevamo tenere il più alto riserbo. Dopo due giorni in televisione dissero pure gli orari di impiego dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20. E se i terroristi colpiscono più tardi? C'è la reperibilità Bella idea sbandierarlo e mi domando ancora: bastano dieci persone per Padova , per di più preparate con un corso di 3-4 settimane quando un terrorista passa un anno intero a sparare in un campo militare? Tutto questo quando a Padova facciamo fatica a mettere insieme due volanti per turno notturno e i poliziotti vanno a sparare 30 colpi tre volte all'anno. Secondo me a parte la professionalità che ci mettono i colleghi, per il resto è stata un'operazione di facciata

"Leggi inadeguate, scarso equipaggiamento, infrastrutture e dotazioni non sufficenti. da troppo tempo denunciamo le mancanze. La nostra proposta non è solo creare unità antiterrorismo ma formare operatori di polizia di elevato standard di reazione. Ma la vera prevenzione si fa nei momenti di calma , eppure in Italia quando non c'è un vero allarme terroristico la sicurezza sparisce dalle agende dei governi assistiamo a continui tagli di risorse"afferma invece Luca Capalbo del sindacato UGL.

Il Giubileo di Roma è ormai alle porte e anche oggi in Italia è stata una giornata di falsi allarmi:le nostre forze dell'ordine sono davvero in grado di contrastare i terroristi con i mezzi che hanno a disposizione? Perché il Ministro dell'Interno non provvede a risolvere questa drammatica sitauzione denunciata dai sindacati di Polizia prima che sia troppo tardi?

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16 novembre 2015 1 16 /11 /novembre /2015 18:14
Genova:Allerta terrorismo ma zero pattuglie polizia al confine

L'Italia è in stato di allerta dopo la strage di Parigi. La situazione è a dir poco drammatica dato che al confine con la Francia non ci sono pattuglie della polizia a contrastare i terroristi. E' quello che affermano gli stessi poliziotti in un comunicato stampa che posto:

"Alla cortese attenzione degli organi di stampa e delle testate giornalistiche.

COMUNICATO STAMPA DEL 16 NOVEMBRE 2015

Oggetto: Terrorismo, Italia in stato di allerta 2 ed Alfano annuncia maggiori controlli alle frontiere, il Coisp: “Ma in Liguria ai valici con la Francia fino a ieri neppure una pattuglia italiana. Com’è possibile?” “Dopo l’ennesimo dramma in Francia, l’Italia è in stato di allerta 2. Quello, per intenderci, che precede l’allerta massima. E di fronte alla minaccia terroristica si è prontamente deciso di aumentare i controlli alle frontiere. Così, ai valici della Liguria, fino a ieri, c’era il cospicuo numero di pattuglie italiane delle Forze dell’Ordine pari a… ‘ZERO’! Non sappiamo bene cosa passi per la testa ai vertici del Ministero e del Dipartimento, ma una cosa è certa: prima di annunciare le cose bisognerebbe farle! Non è più tempo di proclami a vuoto o di pubblicità ingannevole, è tempo di fare sul serio: è della vita dei cittadini che si sta parlando”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le notizie giunte dalla Liguria dove fino a ieri, a due giorni dai gravissimi attentati terroristici avvenuti a Parigi, e dopo che il Ministro Alfano ha annunciato che “il Comitato ha assunto la decisione di rafforzare i controlli sul territorio e i controlli alle frontiere, in particolare quella con la Francia, per evitare, in stretta collaborazione con le autorità francesi, transiti che possano danneggiare le delicate indagini in corso”, ancora, ai valici di frontiera non c’era alcuna pattuglia italiana di Forze di Polizia o dell’Esercito né in entrata né in uscita dal territorio nazionale, mentre erano già in corso serrati controlli della Polizia francese in entrambi i sensi. E tutto ciò, oltre tutto, dopo che lo stesso Questore di Imperia, all’indomani dei tragici eventi di Parigi ed in ottemperanza a disposizioni ministeriali, ha disposto, tra l’altro, “un maggior impulso ai controlli di sicurezza e di frontiera con particolare riferimento alle attività di respingimento degli stranieri”. E soprattutto anche dopo che, ancor prima, la Francia aveva comunicato all'Italia la decisione di sospendere l'Accordo di Schengen con i suoi Paesi confinanti (in occasione dell'evento COP 21 da svolgersi a Parigi) proprio dal 13 novembre per un mese. Una cosa che per l’Italia avrebbe dovuto avere l’ovvia conseguenza del forte aumento dei respingimenti degli stranieri irregolari diretti proprio in Francia. “Ci sembrano premesse che avrebbero richiesto l’ovvia ed immediata destinazione di sostanziosi rinforzi ai valici in Liguria - insiste Maccari -. Com’è possibile invece che fino a ieri, ed a fronte della massiccia presenza su quella frontiera delle Forze dell’Ordine francesi, dei nostri non c’era neppure l’ombra? Ieri la polizia francese di Menton ha iniziato ad effettuare i respingimenti degli stranieri irregolari provenienti in treno o su strada dall’Italia ed, incredibilmente, non c'erano pattuglie italiane alla frontiera per le verifiche del caso. Com’è possibile tutto questo? Sarebbe ora di fare un po’ di chiarezza e di prendere reali e concreti provvedimenti”.

E speriamo davvero che questi provvedimenti vengano presi al più presto.

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9 novembre 2015 1 09 /11 /novembre /2015 19:04
Roma:caso Scieri:approvata una commissione d'inchiesta

Emanuele Scieri aveva 26 anni, si era appena laureato in giurisprudenza, e nell'agosto del 1999 stava svolgendo il servizio militare(ai tempi obbligatorio) come aspirante paracadutista della Folgore presso la Caserma Gamerra di Pisa. Emanuele non potrà portare a termine il servizio militare. Viene trovato morto il 13 agosto, ai piedi di una torre di asciugatura per i paracadute. Il corpo viene ritrovato dopo tre giorni. Emanuele è Morto dopo un volo di venti metri. La sua morte viene presto archiviata come"incidente" nonostante alcune inchieste poi archiviate.

Eppure da subito ci si rende conto che quella morte non può essere un semplice incidente.  Emanuele aveva gli anfibi slacciati, fratture multiple ma anche strane ferite alle mani e ai piedi. Ferite alle mani che sarebbero state causate dalla pressione di uno scarpone di una persona. Come riportato da un articolo di "Repubblica"del 30 marzo 2000, nell'ambito di una delle tante inchieste che poi venne archiviata, venne sentito un testimome, Mario Ciancarella, ufficiale pilota dell'Aeronautica fino al 1983 poi congedatosi dalle Forze Armate. Un teste ritenuto inaffidabile, che affermò che quella notte i "nonni"cioè i militari più anziani, avrebbero costretto Emanuele a salire sulla torre di asciugatura dei paracadute e mentre lui si trovava appeso alla scala, uno di loro gli avrebbe schiacciato una mano con un piede, facendolo precipitare a terra. Sempre secondo questa testimonianza, Emanuele non sarebbe morto subito, nonostante la brutta caduta. I"nonni"si sarebbero rivolti ad un sottufficiale di giornata, un ufficiale di ispezione per avere un consiglio sul da farsi. E il suo consiglio sarebbe stato terribile:per non essere scoperti avrebbero dovuto vegliare Emanuele durante la notte fino alla sua morte. Questo l'unico modo per non far scoprire la verità sull'accaduto. E i"nonni"fecero proprio così.

Ma i genitori di Emanuele non si sono mai arresi in tutti questi anni e adesso finalmente la verità a galla. La verità su quello che pare proprio un episodio di nonnismo. Il 4 novembre infatti dopo anni di dure battaglie(su Twitter è presente anche il gruppo"#giustizia per Lele), la Camera ha approvato l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri. E' davvero una grande vittoria. Perché finalmente il velo di silenzio e di omertà caduto su questa morte verrà alzato, e si spera che i colpevoli pagheranno per l'omicidio commesso. L'omicidio di un ragazzo che sarebbe diventato un parà della Folgore.

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9 novembre 2015 1 09 /11 /novembre /2015 17:56
Redipuglia:inaugurata la Piazza delle Pietre d'Italia in ricordo Prima Guerra Mondiale

Ricevo da parte del Capitano Igor Piani (Ufficiale addetto alla Sezione Pubblica Informazione del Ministro della Difesa), il seguente Comunicato Stampa che posto per segnalare questo importante evento.

Se le pietre potessero parlare, da oggi, a Redipuglia si esprimerebbero con i dialetti di tutta Italia. Assemblate in un mosaico di chiaro-scuri, sono 8.047 - una per ogni comune – le pietre che formano il ‘tappeto lapideo’, realizzato dalla Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'area adiacente la Casa della Terza Armata, in occasione del Centenario del primo conflitto mondiale. “La piazza delle Pietre d'Italia”, che simboleggia l’unità del Paese nel comune sacrifico prestato durante la grande guerra, sarà inaugurata lunedì 9 Novembre a Redipuglia con l’accensione ufficiale.

Il Sottosegretario di Stato, Luca Lotti, ha chiesto a Mina di essere parte di questo evento. La risposta della grande artista non si è fatta attendere attraverso un suo inedito omaggio audio e video, che si fa portavoce di un importante messaggio di pace. L'istallazione segna l’avvio della stagione dei restauri conservativi e di valorizzazione dei Sacrari Militari, e sarà presentata in conferenza stampa dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dal Sottosegretario di Stato, Luca Lotti, e dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Seguiranno la deposizione della corona ai piedi della tomba del Duca d'Aosta e l’inizio della cerimonia con l'ascolto della canzone 'Il testamento del Capitano' interpretata magistralmente da Mina con la tecnica della ‘sovraincisione che ne moltiplica la voce e la dipana in un riverbero di suoni fino a sedici volte, per riprodurre lo stile del coro degli alpini.

Subito dopo, il saluto delle autorità e la proiezione di un video inedito in cui Mina recita un passo struggente tratto dall’opera antologica di Carlo Emilio Gadda "Giornale di guerra e di prigionia", su filmati e immagini d’epoca messi a disposizione da: Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa e Uffici Storici delle Forze Armate e dei Comandi Generali, Rai Direzione Teche, Istituto per la Storia del Risorgimento di Roma, Fondo Monelli - Biblioteca statale Antonio Baldini, Roma. Lo stralcio scelto dalla grande cantante per ricordare l'enorme tragedia di un secolo fa evoca le difficili condizioni dei soldati, la loro fatica immane e abbrutente; ma vi si percepisce anche la dimensione più umana, partecipe, in un commovente sentire, fatto di condivisione, fratellanza, rispetto reciproco. E l'intensità con la quale Mina interpreta il lascito di Gadda rende ancora più toccante il ricordo dei tanti caduti di guerra e attuale il messaggio sotteso: la necessità di guardare con determinazione e fiducia a un futuro di pace.

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7 novembre 2015 6 07 /11 /novembre /2015 19:15

Anche i militari della Brigata Sassari e i Paracadutisti del 187°Reggimento "Folgore"(protagonisti anche di un lancio:nel video al minuto 00.50)nonchè i Bersaglieri, hanno preso parte alla"Trident Juncture"quella che è stata definita la più la grande esercitazione NATO dai tempi della Guerra Fredda.

Iniziata il 26 ottobre e terminata il 6 novembre, la Trident ha visto entrare in azione 36.000 militari in Italia, Spagna, Portogallo, Mediterraneo e Atlantico, 200 tra velivoli spia e velivoli da trasporto nonché circa 60 unità di superficie e sommergibili. Trentatré le nazioni 28 membri NATO e 5 partners internazionali, i militari si sono addestrati anche in Sardegna, presso la base di Capo Teulada, suscitando le dure proteste e manifestazioni dei pacifisti contro le servitù militari in Sardegna. Anche la Brigata Sassari ha preso parte all'addestramento sotto il comando del Generale Arturo Nitti Comandante della Brigata, dal quale dipendevano circa 1.000 militari italiani oltre il 500 delle Forze Armate di Albania, Ungheria, USA, Spagna e Germania. Sul terreno l'Esercito ha schierato la Brigata Sassari il 3°Reggimento Bersaglieri, il Battaglione del 5°Reggimento Genio Guastatori, era presente anche l'Aviazione dell'Esercito con 5 elicotteri dei quali tre Mangusta del 5° Reggimento Rigel del 7°Reggimento Vega e una batteria di Artiglieria semovente del Comando Artiglieri, mentre le trasmissioni, sono state assicurate dagli specialisti del 7°Reggimento di Sacile. La "Trident Juncture" ha avuto come obiettivo quello di addestrare e verificare la capacità dei vari dispositivi terrestri, navali, aerei, nonché delle Forze Speciali della NATO addestrandole ad agire e reagire in tempi brevissimi anche ricorrendo ad una tecnologia di altissimo livello. Per questo motivo si sono svolte delle esercitazioni alla guerra asimmetrica e anche allal cyberguerra

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22 ottobre 2015 4 22 /10 /ottobre /2015 17:39
Cagliari:iniziata esercitazione NATO Joint Trident 2015

"Trident Juncture 2015":questo il nome di quella che è stata definita la più grande esercitazione NATO dalla fine della Guerra Fredda . Un 'esercitazione che ha avuto inizio con una cerimonia di inaugurazione il 19 ottobre, presso l'aeroporto militare di Trapani-Birgi. L'esercitazione vera e propria invece è iniziata ieri, nonostante le diverse manifestazioni di protesta da parte dei pacifisti nei giorni scorsi, e vede protagonisti circa 36 mila militari di 28 paesi NATO e da altri 7 paesi partner, più di 140 velivoli tra i quali velivoli-spia, 200 caccciabombardieri, 60 navi e per la prima volta anche i rappresentanti delle più importanti del settore della Difesa. Ma qual è lo scopo della "Trident Juncture"? "Il susseguirsi di episodi di terrorismo internazionale, le recenti crisi in Asia, la situazione in Medio Oriente e anche in Europa e la difficile crisi in più aree hanno evidenziato l'esigenza di disporre in tempi brevi di strumenti efficaci non solo militari, ma anche diplomatici e di assistenza umanitaria di provata affidabilità ed efficacia"ha afferrmato il Sottosegretario alla Difesa  Gioacchino Alfano durante la cerimonia d'inaugurazione,"l'esercitazione "Trident Juncture" testimonia la volontà di continuare a dotare di capacità operative e complessi di forza, strumenti, piattaforme, e sistemi sempre più efficaci rapidi a dispiegarsi ed intervenire". L'esercitazione simula uno scenario che tiene conto delle nuove minacce ai giorni nostri , minacce come la cyber-war e la guerra asimmetrica e serve a migliorare l' interoperatività e delle forze militari della NATO.

 

Nel vasto teatro operativo che comprende il Mar Mediterraneo, l'Oceano Atlantico, la Spagna, il Portogallo c'è anche l'Italia e quindi la Sardegna con il Poligono di Teulada. E' qui che si svolgono operazioni anfibie navali e terrestri dei marines italiani americani e inglesi,  e le attività addestrative di tiro a fuoco. L'esercitazione si concluderà il 4 novembre con un'operazione spettacolare ovvero gli assalti di centinaia di paracadutisti della 173ma Brigata Aviotrasportata di stanza a Vicenza, con carri armati,  e mezzi pesanti. Entreranno in azione anche i Marines del 4th Light Armored Reconnaissance Battalion provenienti da Camp Pendleton, California, a bordo di unità da sbarco partite dalla Spagna. Simuleranno un'operazione anti-terrorismo di pronto intervento a 300 miglia di distanza. Il centro principale per il coordinamento delle operazioni aree è l'aeroporto militare di Trapani-Birgi,( sede del 37°Stormo, e preferito alla Base Nato di Decimomannu per ragioni logistiche e operative) che ospita 80 velivoli e circa 5.000 militari di varia nazionalità. Velivoli si trovano schierati e operano anche presso la Base Nato di Decimomannu. La "Trident Juncture" si concluderà il 6 novembre.

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26 settembre 2015 6 26 /09 /settembre /2015 14:39
Roma:poliziotti costretti a comprarsi divise da "Decathlon"

Il post è apparso sulla pagina Facebook"Voci Uniformi"e parla di una vicenda incredibile e vergognosa:i poliziotti sono costretti a provvedere loro stessi all'abbigliamento tecnico comprandolo da "Decathlon". Ecco il post di un agente che descrive una situazione davvero inacettabile: "Anche quest'anno ennesima vestizione "fantasma". Per fortuna che "zia" decathlon ci permette di comprare vestiario tecnico per non sentire freddo a prezzi accettabili. Pensate che in parlamento c'è anche chi propone disegni di legge che prevedono quanto segue: " È vietato al personale in servizio di ordine pubblico portare con sé strumenti, INDUMENTI e mezzi di protezione non previsti o non autorizzati dai regolamenti di servizio. Per l’agente che viola il regolamento ed il superiore gerarchico che lo consenta, si rischia la reclusione da tre mesi a un anno." Con una legge del genere in vigore quindi uno doveva scegliere se morire dal freddo oppure rischiare una ipotetica condanna fino ad un anno."E  se non ci fosse "zia" Decathlon"?

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15 settembre 2015 2 15 /09 /settembre /2015 16:42
La Spezia:un sommergibile museo per la città:progetto irrealizzabile?

C'è un architetto ligure, Marco Tarabugi, che da anni vuole realizzare un progetto che pare irrealizzabile:creare a La Spezia un sommergibile-museo. La città ligure ha dato nel passato un notevole contributo alla Marina Militare, dato che molti sommergibili sono stati costruiti proprio qui. Sommergibili che sono entrati in azione prendendo parte a innumerevoli gloriose azioni di guerra. Alcuni sono andati distrutti, altri sono stati dismessi. Quelli dismessi li si potrebbe benissimo utilizzare come musei, soprattutto nelle città di mare (magari anche a Cagliari) seguendo l'esempio di tante città europee come ad esempio, Brema, in Germania. A Brema infatti, l'ultimo U-Boot utilizzato dai nazisti è stato trasformato in un museo galleggiante e in Italia il Toti puo' essere ammirato al museo della Scienza a Milano.

Marco Tarabugi nel 2010 aveva fatto parte del Comitato Istituzionale, che avrebbe dovuto realizzare il progetto di un sommergibile-museo per la Spezia. Ma poi non se n'è fatto nulla. Lui non si è arreso. Ha creato un gruppo Facebook"Un sommergibile per La Spezia"e lo vuole realizzare questo sogno, come dice lui stesso:" Dopo Venezia, Milano e Genova anche la Spezia credo che “meriti”, per tutto quello che ha dato e sta dando alla Marina Militare, un sommergibile! Ricordiamo che proprio nella nostra città venne costruito nel 1889, su progetto dell 'ing. Giacinto Pullino, il primo sottomarino italiano, il Delfino. Il seguente gruppo propone la musealizzazione del Sommergibile "Leonardo da Vinci” S-520", attualmente ormeggiato nella nostra città dopo essere stato utilizzato come unità addestrativa . Si parla tanto di turismo, abbiamo un “tesoro” in casa, composto anche dal patrimonio navale dismesso della Marina Militare che sarebbe da utilizzare a nostro vantaggio. Trasformare unità navali dismesse in musei, per il loro valore storico e tecnico offrirebbero enormi potenzialità turistiche ed economiche. E' dimostrato che il pubblico è molto attento a questo ramo della cultura, come testimoniano gli esempi di Milano e Genova. Anzi sarebbe interessante musealizzare parte delle aree dismesse dell'Arsenale, andando a costituire il piu' grande Museo del Mare del mondo! Questa è Spezia, la nostra città" Un progetto innovativo e interessante quello di Marco Tarabugi. Sarà cosi difficile da realizzare?Speriamo davvero di no. Speriamo che il sommergibile non si areni tra le solite carte della burocrazia italiana. E auguriamo a Marco di riuscire nell'impresa.

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