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7 novembre 2015 6 07 /11 /novembre /2015 19:15

Anche i militari della Brigata Sassari e i Paracadutisti del 187°Reggimento "Folgore"(protagonisti anche di un lancio:nel video al minuto 00.50)nonchè i Bersaglieri, hanno preso parte alla"Trident Juncture"quella che è stata definita la più la grande esercitazione NATO dai tempi della Guerra Fredda.

Iniziata il 26 ottobre e terminata il 6 novembre, la Trident ha visto entrare in azione 36.000 militari in Italia, Spagna, Portogallo, Mediterraneo e Atlantico, 200 tra velivoli spia e velivoli da trasporto nonché circa 60 unità di superficie e sommergibili. Trentatré le nazioni 28 membri NATO e 5 partners internazionali, i militari si sono addestrati anche in Sardegna, presso la base di Capo Teulada, suscitando le dure proteste e manifestazioni dei pacifisti contro le servitù militari in Sardegna. Anche la Brigata Sassari ha preso parte all'addestramento sotto il comando del Generale Arturo Nitti Comandante della Brigata, dal quale dipendevano circa 1.000 militari italiani oltre il 500 delle Forze Armate di Albania, Ungheria, USA, Spagna e Germania. Sul terreno l'Esercito ha schierato la Brigata Sassari il 3°Reggimento Bersaglieri, il Battaglione del 5°Reggimento Genio Guastatori, era presente anche l'Aviazione dell'Esercito con 5 elicotteri dei quali tre Mangusta del 5° Reggimento Rigel del 7°Reggimento Vega e una batteria di Artiglieria semovente del Comando Artiglieri, mentre le trasmissioni, sono state assicurate dagli specialisti del 7°Reggimento di Sacile. La "Trident Juncture" ha avuto come obiettivo quello di addestrare e verificare la capacità dei vari dispositivi terrestri, navali, aerei, nonché delle Forze Speciali della NATO addestrandole ad agire e reagire in tempi brevissimi anche ricorrendo ad una tecnologia di altissimo livello. Per questo motivo si sono svolte delle esercitazioni alla guerra asimmetrica e anche allal cyberguerra

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22 ottobre 2015 4 22 /10 /ottobre /2015 17:39
Cagliari:iniziata esercitazione NATO Joint Trident 2015

"Trident Juncture 2015":questo il nome di quella che è stata definita la più grande esercitazione NATO dalla fine della Guerra Fredda . Un 'esercitazione che ha avuto inizio con una cerimonia di inaugurazione il 19 ottobre, presso l'aeroporto militare di Trapani-Birgi. L'esercitazione vera e propria invece è iniziata ieri, nonostante le diverse manifestazioni di protesta da parte dei pacifisti nei giorni scorsi, e vede protagonisti circa 36 mila militari di 28 paesi NATO e da altri 7 paesi partner, più di 140 velivoli tra i quali velivoli-spia, 200 caccciabombardieri, 60 navi e per la prima volta anche i rappresentanti delle più importanti del settore della Difesa. Ma qual è lo scopo della "Trident Juncture"? "Il susseguirsi di episodi di terrorismo internazionale, le recenti crisi in Asia, la situazione in Medio Oriente e anche in Europa e la difficile crisi in più aree hanno evidenziato l'esigenza di disporre in tempi brevi di strumenti efficaci non solo militari, ma anche diplomatici e di assistenza umanitaria di provata affidabilità ed efficacia"ha afferrmato il Sottosegretario alla Difesa  Gioacchino Alfano durante la cerimonia d'inaugurazione,"l'esercitazione "Trident Juncture" testimonia la volontà di continuare a dotare di capacità operative e complessi di forza, strumenti, piattaforme, e sistemi sempre più efficaci rapidi a dispiegarsi ed intervenire". L'esercitazione simula uno scenario che tiene conto delle nuove minacce ai giorni nostri , minacce come la cyber-war e la guerra asimmetrica e serve a migliorare l' interoperatività e delle forze militari della NATO.

 

Nel vasto teatro operativo che comprende il Mar Mediterraneo, l'Oceano Atlantico, la Spagna, il Portogallo c'è anche l'Italia e quindi la Sardegna con il Poligono di Teulada. E' qui che si svolgono operazioni anfibie navali e terrestri dei marines italiani americani e inglesi,  e le attività addestrative di tiro a fuoco. L'esercitazione si concluderà il 4 novembre con un'operazione spettacolare ovvero gli assalti di centinaia di paracadutisti della 173ma Brigata Aviotrasportata di stanza a Vicenza, con carri armati,  e mezzi pesanti. Entreranno in azione anche i Marines del 4th Light Armored Reconnaissance Battalion provenienti da Camp Pendleton, California, a bordo di unità da sbarco partite dalla Spagna. Simuleranno un'operazione anti-terrorismo di pronto intervento a 300 miglia di distanza. Il centro principale per il coordinamento delle operazioni aree è l'aeroporto militare di Trapani-Birgi,( sede del 37°Stormo, e preferito alla Base Nato di Decimomannu per ragioni logistiche e operative) che ospita 80 velivoli e circa 5.000 militari di varia nazionalità. Velivoli si trovano schierati e operano anche presso la Base Nato di Decimomannu. La "Trident Juncture" si concluderà il 6 novembre.

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26 settembre 2015 6 26 /09 /settembre /2015 14:39
Roma:poliziotti costretti a comprarsi divise da "Decathlon"

Il post è apparso sulla pagina Facebook"Voci Uniformi"e parla di una vicenda incredibile e vergognosa:i poliziotti sono costretti a provvedere loro stessi all'abbigliamento tecnico comprandolo da "Decathlon". Ecco il post di un agente che descrive una situazione davvero inacettabile: "Anche quest'anno ennesima vestizione "fantasma". Per fortuna che "zia" decathlon ci permette di comprare vestiario tecnico per non sentire freddo a prezzi accettabili. Pensate che in parlamento c'è anche chi propone disegni di legge che prevedono quanto segue: " È vietato al personale in servizio di ordine pubblico portare con sé strumenti, INDUMENTI e mezzi di protezione non previsti o non autorizzati dai regolamenti di servizio. Per l’agente che viola il regolamento ed il superiore gerarchico che lo consenta, si rischia la reclusione da tre mesi a un anno." Con una legge del genere in vigore quindi uno doveva scegliere se morire dal freddo oppure rischiare una ipotetica condanna fino ad un anno."E  se non ci fosse "zia" Decathlon"?

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15 settembre 2015 2 15 /09 /settembre /2015 16:42
La Spezia:un sommergibile museo per la città:progetto irrealizzabile?

C'è un architetto ligure, Marco Tarabugi, che da anni vuole realizzare un progetto che pare irrealizzabile:creare a La Spezia un sommergibile-museo. La città ligure ha dato nel passato un notevole contributo alla Marina Militare, dato che molti sommergibili sono stati costruiti proprio qui. Sommergibili che sono entrati in azione prendendo parte a innumerevoli gloriose azioni di guerra. Alcuni sono andati distrutti, altri sono stati dismessi. Quelli dismessi li si potrebbe benissimo utilizzare come musei, soprattutto nelle città di mare (magari anche a Cagliari) seguendo l'esempio di tante città europee come ad esempio, Brema, in Germania. A Brema infatti, l'ultimo U-Boot utilizzato dai nazisti è stato trasformato in un museo galleggiante e in Italia il Toti puo' essere ammirato al museo della Scienza a Milano.

Marco Tarabugi nel 2010 aveva fatto parte del Comitato Istituzionale, che avrebbe dovuto realizzare il progetto di un sommergibile-museo per la Spezia. Ma poi non se n'è fatto nulla. Lui non si è arreso. Ha creato un gruppo Facebook"Un sommergibile per La Spezia"e lo vuole realizzare questo sogno, come dice lui stesso:" Dopo Venezia, Milano e Genova anche la Spezia credo che “meriti”, per tutto quello che ha dato e sta dando alla Marina Militare, un sommergibile! Ricordiamo che proprio nella nostra città venne costruito nel 1889, su progetto dell 'ing. Giacinto Pullino, il primo sottomarino italiano, il Delfino. Il seguente gruppo propone la musealizzazione del Sommergibile "Leonardo da Vinci” S-520", attualmente ormeggiato nella nostra città dopo essere stato utilizzato come unità addestrativa . Si parla tanto di turismo, abbiamo un “tesoro” in casa, composto anche dal patrimonio navale dismesso della Marina Militare che sarebbe da utilizzare a nostro vantaggio. Trasformare unità navali dismesse in musei, per il loro valore storico e tecnico offrirebbero enormi potenzialità turistiche ed economiche. E' dimostrato che il pubblico è molto attento a questo ramo della cultura, come testimoniano gli esempi di Milano e Genova. Anzi sarebbe interessante musealizzare parte delle aree dismesse dell'Arsenale, andando a costituire il piu' grande Museo del Mare del mondo! Questa è Spezia, la nostra città" Un progetto innovativo e interessante quello di Marco Tarabugi. Sarà cosi difficile da realizzare?Speriamo davvero di no. Speriamo che il sommergibile non si areni tra le solite carte della burocrazia italiana. E auguriamo a Marco di riuscire nell'impresa.

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4 settembre 2015 5 04 /09 /settembre /2015 17:34

Dietro l'invasione continua e inarrestabile dei profughi verso l'Europa ci sarebbe la mano degli USA. La rivelazione arriva dal quotidiano on line"Morasta". Secondo quanto riferito dall'articolo di Francesco Meneguzzo, un giornale austriaco"Infodirekt", sarebbe venuto a conoscenza di informazioni dei Servizi d'Intelligence militari di Vienna. Le informazioni rivelate da una fonte (che resta anonim), parlano di"organizzazioni non governative statunitensi finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l'Europa, con specifico riferimento alla via del Mediterraneo centrale che parte dalle coste libiche all'Italia meridionale". Sempre secondo"Infodirekt", "I servizi segreti austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto di più di 3 mila dollari di euro di cui parlano i media. I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa. Il rapporto dei servizi segreti autriaci parla di cifre che vanno dai 7 mila ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzazioni di trafficanti, mentre gli aspiranti immigranti sono per lo piu' troppo poveri per poter pagare simili cifre". Inoltre si afferma che la polizia austriaca conosce questi fatti da tempo "ma che nessuno è disposto a parlare e a fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato". Si parla anche di organizzazioni USA come"Human Rights Watch"di George Soros, che"contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti".Alla fine dell'articolo si legge un appello a polizia, intelligence, e giornalisti "affinché partecipino attivamente alla ricerca dei dati a sostegno delle accuse qui espresse".

Il lavoro di informativo puo' davvero essere utile in un momento molto difficile per l'Europa alla ricerca di sistemi efficaci per cercare di contenere l'invasione continua di migranti. Il business che ruota intorno ai migranti  non esisterebbe solo in Italia, ma anche in Austria"a tutto vantaggio di società riconducibili alla Barclays Bank, potentissima multinazionale finanziaria nota anche come "la corazzata dei Rotschild". Dietro l'invasione dei migranti ci sarebbero gli USA: secondo quanto afferma l'intellettuale francese Thierry Meyssan"la migrazione di massa verso la UE non è la conseguenza accidentale dei conflitti del medio-oriente allargati all'Africa, ma un obiettivo degli USA che mira a gettare nel caos l'UE con l'invasione dei profughi." Se ci pensiamo il caos c'è già. Così poi alla fine si sarà costretti a chiedere aiuto agli USA."Le recenti decisioni della Ue non mirano a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia e non per risolverlo". Sono informazioni vere queste citate nell'articolo oppure sono false? Al momento non ci è dato di sapere. Anche se è di oggi l'annuncio-profezia del Pentagono che ha affermato che l'emergenza profughi durerà per ben 20 anni.  Ma forse è solo preveggenza.

(Nel video de"La7"l'intervista ad un direttore di un carcere libico)

 

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2 settembre 2015 3 02 /09 /settembre /2015 17:20
Roma:la lettera di "Ultimo" ai suoi uomini:"continuate a lottare"

In Italia chi fa il suo dovere, non verrà mai premiato, anzi avrà problemi e in alcuni casi verrà messo alla porta. Succede un po' in tutti i campi lavorativi. E' successo alcune settimane fa anche al famoso Capitano"Ultimo"(ora Colonnello, e che si chiama Sergio de Caprio) che non diventerà mai Generale, forse, perché ha indagato troppo. Si è dato troppo da fare conseguendo importanti risultati:dall'arresto di Totò Riina alle indagini sul gruppo Finmeccanica che hanno portato all'arresto di Giuseppe Orsi suo Amministratore Delegato e di Bruno Spagnolini di Agusta, indagato per una tangente da 51 milioni di euro pagata ai politici indiani per una commessa di dodici elicotteri. "Ultimo"era a capo del NOE(Nucleo Operativo Ambientale dei Carabinieri). Lui e la squadra dei suoi uomini erano a capo di importanti indagini contro i crimini ambientali, combattevano contro i giri di soldi e di appalti, tra i quali anche gli appalti per la ricostruzioni dell'Aquila dopo il terremoto. Adesso "Ultimo"da un paio di giorni non può più indagare e combattere contro questi crimini. E' stato rimosso dal suo incarico.Non potrà più svolgere funzioni di polizia giudiziaria, non avrà più compiti operativi. Non ha potuto fare altro che rispettare un ordine anche se quest'ordine non lo condivide, come riportato sul"FattoQuotidiano". Ha scritto una lettera di ringraziamento e di esortazione ai suoi uomini:

"Ho il dovere di ringraziarvi per come avete lottato contro una criminalità complessa, contro le lobby e i poteri forti che la sostengono, senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo di fronte a loro e senza mai nulla chiedere per voi stessi. Da Ultimo, vi saluto nella certezza che senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo e senza mai chiedere nulla per voi stessi, continuerete la lotta contro quella stessa criminalità, le lobby e i poteri forti che le sostengono e contro quei servi sciocchi che, abusando delle attribuzioni che gli sono state conferite, prevaricano e calpestano le persone che avrebbero il dovere di aiutare e sostenere. Onore a tutti i Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente."

 

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31 agosto 2015 1 31 /08 /agosto /2015 18:11
Catania: è stata una soldatessa a bloccare l'ivoriano omicida

Come tanti altri militari, era anche lei in servizio assieme anche alle forze di polizia impegnati nella vigilanza del centro di accoglienza di Cara di Mineo. Moena Mazzara 27 anni, di Napoli,caporale dell'Esercito, impegnata nell'"Operazione Strade Sicure" ha controllato  il borsone di uno dei tanti profughi del centro di accoglienza. All'interno del borsone sono stati ritrovati anche dei pantaloni insanguinati e un telefonino di uno dei due coniugi assassinati nella loro villa a Pelagonia, in provincia di Catania. Era il borsone dell'assassino. 

In un'intervista a Roberto Frulli del "Secolo d'Italia"la soldatessa, ha raccontato quanto accaduto:"Ero all'inizio del mio turno insieme al capo del servizio, insieme alla polizia vigiliamo all'ingresso del centro e in genere fermiamo e controlliamo tutti quelli che entrano con dei borsoni. Abbiamo così fermato l'ivoriano e chiamato un ispettore di polizia che ha aperto la sacca. All'interno c'erano dei telefonini, un computer, e altro materiale sospetto, da lì sono partite le indagini concluse con l'arresto dell'ivoriano". E' stato Mamadou Kamae, 18 anni, uno dei 3.000 profughi del centro di accoglienza di Cara di Mineo, ad uccidere i due coniugi. Intanto divampano le polemiche sull'accoglienza ai migranti che ogni giorno a ondate a migliaia, continuano ad approdare sulle nostre coste. Molti vengono ospitati nei centri di accoglienza dopo essere stati identifìcati, altri invece sfuggono ai controlli. Non si può aiutarli tutti, sono troppi. Se nessuno interviene a bloccare questa immigrazione continua verso l'Italia la situazione relativa alla sicurezza dei cittadini, nonostante l'intervento forze dell'ordine e dell'Esercito potrebbe sfuggire di mano. Ma siamo in Italia, dove a differenza di altri paesi, il fenomeno dei profughi e dell'immigrazione alimenta un business:quello degli appalti per i centri di accoglienza ad esempio. E nessuno sembra davvero intenzionato a stroncarlo questo giro di soldi.

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29 luglio 2015 3 29 /07 /luglio /2015 12:01
Roma:agenti della Polstrada costretti a comprarsi le divise

Militari che partono in missione e che devono provvedere a comprarsi le uniformi e anche le altre cose, stessa sorte anche per gli agenti della Polstrada: costretti a comprarsi le divise che ormai da anni non vengono più fornite. E' l'amara conseguenza dei tagli operati dal governo. Un agente della Polstrada ha postato la foto dei pantaloni della sua divisa che ha dovuto comprare di tasca sua da "Decathlon" e che saranno "sistemati" dalla sarta. La foto è stata postata sulla pagina Facebook"Voci Uniformi" con una breve nota e sta facendo il giro da web:"Ho visto comprare uniformi coi soldi personali, ho visto fare collette per comprarne a lotti e risparmiare, le ho viste rattoppate dai cinesi, ricucite dalla nonna, dalla moglie, ne ho viste di rovinate, ne ho vista qualcuna di produzione anni '70 e tirate fuori da chissá dove, ne ho viste made in china, made in pakistan, questa ancora ci mancava. Un amico che lavora in una sottosezione della polstrada ci manda questa foto. Ecco cosa tocca fare quando non ti vengono forniti da anni i pantaloni della divisa. Si va da decathlon e si compra un qualcosa di simile, poi ci pensa la sarta. Secondo voi è giusto?"

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22 luglio 2015 3 22 /07 /luglio /2015 18:26
Cagliari:il Poetto deturpato dai nuovi"chioschetti"

E' ufficiale:la spiaggia del Poetto, non è più la stessa. L'amministrazione e il sindaco di Cagliari, Zedda,  hanno deciso che dopo il terribile ripascimento di tanti anni fa con tonnellate di sabbia grigia e scura che hanno completamente sotterrato la sabbia bianca bellissima sottile come il talco, bisognava continuare l'opera di restyling della spiaggia più bella del capoluogo sardo. Restyling si, ma in peggio. Il Poetto in questa estate 2015 dopo i lavori che sono ancora in via di completamento si presenta irriconoscibile e soprattutto deturpato dai nuovi "chioschetti". I chioschetti se ancora si possono chiamare così, fino ad un anno fa erano quelli tipici di ogni città di mare, ognuno diverso dall'altro, ma dipinti per lo più di bianco. Ciò che li rendeva originali era proprio il fatto che ognuno fosse diverso dall'altro. Davano proprio l'idea di estate, mare, vacanze. Ma non si poteva lasciarli cosi. E allora vai con i lavori. In un paio di mesi sono stati buttati giù per fare spazio ai nuovi "chioschetti". Ed eccoli qua(come si vede nella foto)tutti rigorosamente uguali, il colore bianco è stato sostituito dal marrone, l'archittettura lascia davvero a desiderare:sembrano tanti casermoni e non si capisce perché chi li abbia progettati abbia pensato di chiuderli dal lato della strada."Si sono davvero brutti, mettono addosso un'infinita tristezza.Era meglio prima con i chioschetti ognuno diverso l'uno dall'altro e poi di colore bianco. Io pensavo dovessero dipingerli di bianco, invece li lasceranno cosi di questo color marroncino. Sembrano dei bar per pensionati. La notte poi il Poetto è un mortorio, non c'è movida a parte Marina Piccola dove si riversano le famigliole per i giovani non c'è niente"dice Elisabetta M. una ragazza che frequenta abitualmente il Poetto.

Oltre a questo è stato rivoluzionato il traffico dei bus e le fermate sono state posizionate nel lato dove prima c'erano i parcheggi. Le fermate del bus sono segnalate da un semplice cartello arancione, non sono state collocate delle pensiline per riparare dal caldo le persone tra i quali molti turisti spaesati, e sono pericolose per i bambini. Sono cosi diminuiti i parcheggi per le auto e la domenica per chi vuole trascorrere la giornata al Poetto diventa un impresa trovare uno spazio libero. E' stato sempre cosi anche gli anni scorsi, ma quest'anno la situazione è peggiorata. Non tutti possono o vogliono prendere il bus per andare al mare. Inoltre i lavori al Poetto non sono ancora finiti: sulla parte di strada dove passano i pedoni ci sono delle specie di cordoli dove qualche passante è già caduto. Ai bordi della strada all'altezza della prima fermata ci sono delle misteriose montagnette di terra scura. Gli unici ad essere felici sono i ciclisti con la loro pista ciclabile. Per il resto ci si chiede qual'è la società e il nome dell'archittetto e degli ingegneri a cui è stato affidato l'appalto per il restyling del Poetto? C'era davvero bisogno di fare questi lavori e deturpare ulteriormente la spiaggia del Poetto? Inutilmente si spera che qualcuno passi una mano di vernice bianca su quell'orribile color marrone dei chioschi. Non si è mai vista una città di mare con dei chioschi(se cosi si possono ancora chiamare) marroni.

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22 luglio 2015 3 22 /07 /luglio /2015 18:00
Roma:lettera di un poliziotto provinciale che sta per essere licenziato

Un agente della Polizia Provinciale, scrive una lettera a tutti suoi i colleghi. Che fine farà questo poliziotto provinciale e la sua passione che ha messo nel lavoro a tutela del nostro territorio e dei crimini contro l'ambiente, dato che il governo ha deciso di cancellare la Polizia Provinciale? Al momento non lo possiamo sapere, sappiamo solo come c'era scritto su qualche striscione di protesta di questi poliziotti che"Le ecomafie ringraziano".

Cari colleghi/e, sono anch’io un poliziotto provinciale, ho sognato questo lavoro sin da ragazzino, immaginandolo finanche le sere prima di andare a dormire. L’ho inseguito come la foglia che insegue il cielo, spinta dal vento sempre più in alto, per poi sparire non appena stai per raggiungerla. Provengo dal Sud, da una terra davvero difficile, dove l’affermazione della legalità e dei valori non è sempre cosa scontata. Noi, solo noi, sappiamo molto bene quanta passione e quanta dedizione abbiamo messo ogni giorno in ciò che facevamo per il nostro disastrato territorio e per i nostri figli, quelli che un giorno non lontano, calpesteranno questa Terra sempre più inquinata, respireranno quest’aria sempre più avvelenata e, vivranno in un mondo che certo non lasceremo più bello e pulito di come l’abbiamo trovato.

Miei cari colleghi/e, chi potrà mai capire l’importanza di salvare un’Aquila con un’ala rotta e magari rischiare la vita in un crepaccio, per far si che questa giunga al più presto dove possa avere le cure necessarie? Chi, potrà comprendere che, sono occorsi a volte mesi o anni per stanare il bracconiere solitario, che di passi nella neve e nei luoghi più sperduti, ne avrà fatto a migliaia ma che avrà sempre avuto il timore di potersi trovare di fronte proprio uno di noi, che con solerzia, non gli avrà certo lasciato scampo, se non altro per gli immani danni che avrà arrecato alla fauna, patrimonio indisponibile dello Stato? Mi chiedo pure, chi potrà sostituire il nostro umile ma costante e immancabile impegno in tutte le emergenze sul territorio? Domani, i nostri compiti specialistici, perfezionati con tanta esperienza, formazione e anche facendo errori, da chi saranno svolti? Noi, come nessun altro, conosciamo tutti gli angoli dei boschi, i sentieri più tenebrosi e le valli più cupe, senza mai avere paura, di giorno come di notte, abbiamo sin da quel lontano 1907 (anno di costituzione delle guardie delle province) percorso, in ogni stagione, la nostra amata Italia con lo spirito unico e irrinunciabile di tutelarla per il bene delle future generazioni!

Se potessero testimoniare, le decine di migliaia di terreni sequestrati e oggi bonificati dalle schifezze, gettate dall’uomo padrone, senza remore e senza scrupoli, trasmetterebbero sicuramente un “grazie”, per aver profuso intensamente nella tutela dell’ambiente, nostra principale missione, umana e professionale. Se potessero cantare, i milioni o i miliardi di uccelli che abbiamo salvato dalle grinfie dei bracconieri, enuncerebbero anch’essi certamente un “grazie”, per aver rischiato anche la vita, affinché pure solo un Pettirosso potesse volare libero e, spensierato nei cieli azzurri e infiniti di questa splendida nazione! Se potessero parlare, gli alberi, i fiumi, i laghi, le campagne, i rospi, i serpenti e i lupi, direbbero immancabilmente un “grazie”, per aver donato non solo i nostri giorni e le nostre fatiche ma soprattutto le nostre stesse vite, alla tutela del bene più prezioso che abbiamo: la nostra natura! Io, come tantissimi miei altri colleghi, abbiamo dedicato la nostra esistenza a questo lavoro, non abbiamo mai guardato il tempo, che passava inesorabile sulla nostra pelle, sottraendolo spesso ai nostri cari. Contenti e, felici di spenderci come potevamo per garantire un servizio al Paese, alla sua gente, al suo delicato e fragile territorio, che in tanti volevano violentare, credendo di farla franca!

Cari miei colleghi/e, ce ne renderà grazia Dio, abbiamo tutelato il Creato, la cosa più bella che possa esistere, il nostro lavoro è stato impagabile, incredibile, immane, innegabile e fondamentale tante di quelle volte che solo il Cielo lo sa. Se un giorno, a guardare il tramonto o ad aspettare l’alba, su quel crinale della montagna, con lo zaino o gli scarponi infangati, noi, non ci saremo più, sappiate che in ogni caso, per tantissimo tempo, abbiamo offerto la nostra anima più profonda, senza mai chiedere in cambio che un soffio di vento sui nostri temerari visi. I nostri migliori amici sono stati gli alberi e gli animali, che dietro le nostre spalle, spesso, ci hanno guardato dai mille pericoli e dai tanti uomini malvagi, che erano dall’altra parte, pronti per distruggere l’immensità della nostra natura. La nostra non è stata una favola ma una bella storia fatta di 2700 persone dal cuore immenso e dalla sensibilità non comune! Siamo nati come guardie caccia, siamo diventati poliziotti, il destino che ci aspetta è nelle mani di chi sta sopra di ogni cosa, portate, sempre e comunque la vostra dignità di uomini umili, semplici ma allo stesso tempo di grandi tutori del Creato.

Abbiamo fatto il lavoro più bello e più utile che possa esistere, basta solo pensare a quando vi sarà capitato di incrociare lo sguardo profondo di un cucciolo di Capriolo, che magari avrete salvato, nonostante l’indifferenza di tanti altri, voi eravate lì, sacrificando magari anche il vostro tempo libero pur di strapparlo alla morte. Porterò sempre, quest’emozionante avventura, come il ricordo più bello della mia vita. Mi auguro con tutto me stesso, che si possa capire che il nostro è un servizio che abbiamo offerto al Paese, al suo splendido territorio e alla sua gente onesta. Un domani, quando parleranno quei tronchi contorti che abbiamo sorvegliato o quei leprotti che rannicchiati, aspettavano la mamma uccisa dal bracconiere, bene, quel giorno, sarà contemplato, forse, il nostro instancabile impegno e la nostra più grande passione… A tutti voi, poliziotti e poliziotte provinciali d’Italia, che sia essa, la Madre di tutte le Madri, a volervi guardare da ogni male, ovunque voi sarete, ovunque voi andrete! Grazie”.

Un poliziotto provinciale d’Italia.

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