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18 ottobre 2016 2 18 /10 /ottobre /2016 14:36
Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"
Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"
Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"

Continuano gli sbarchi dei profughi e la situazione nelle quale si trovano a dover lavorare i poliziotti dell'ufficio immigrazione in Via Venturi, diventano sempre più drammatiche, come anche segnalato da Luca Agati del SAP di Cagliari e documentato dalle foto:

"Ci si riempie molto la bocca con l'accoglienza dei migranti, poi queste sono le reali condizioni in cui sono costretti i poliziotti cagliaritani dell'ufficio immigrazione. Fascicoli accumulati in terra per mancanza di spazio, una sala d'attesa gremita all'inverosimile con soli tre sportelli operativi tra sedie rotte e Fili elettrici volanti, ambienti fatiscenti con la muffa sui muri, ed un grave problema di sicurezza con centinaia di stranieri che ogni giorno passeggiano nella caserma che ospita tra gli altri, gli uffici delle Volanti, dei tiratori scelti e degli artificieri. Non si può tollerare una situazione del genere, segnalata puntualmente ogni anno anno durante le visite previste per la salubrità degli ambienti di lavoro. Uno sbarco non si risolve nel solo giorno di arrivo, si articola per mesi e non è più tollerabile una situazione come questa".

Una situazione non più tollerabile, ma che comunque si continua a tollerare dato che nessuno ferma gli sbarchi. Sbarchi che continuano tutti i giorni e in Sardegna si stanno ormai esaurendo i posti disponibili nelle varie strutture per accogliere i migranti. Fino a quando si dovrà tollerare questa situazione?

 

 

Cagliari:i poliziotti ufficio immigrazione incazzati"non si può tollerare una situazione del genere"
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16 ottobre 2016 7 16 /10 /ottobre /2016 17:57

MINISTERO DELLA DIFESA

STATO MAGGIORE DELLA DIFESA

UFFICIO GENERALE DEL CAPO DI STATO MAGGIORE

Ufficio Pubblica Informazione

 

Roma, 12 ottobre 2016

TRASMISSIONE “LE IENE”

 

In merito al servizio “Droga e militari italiani in Afghanistan”, andato in onda nella puntata dell'11 ottobre delle “Iene”, lo Stato Maggiore della Difesa smentisce categoricamente quanto riportato, poiché frutto di illazioni e notizie false che gettano discredito sulle Forze Armate.

In particolare, quanto dichiarato dal presunto militare è smentito dal fatto che tutto il personale militare, di ogni categoria e grado, in missione e in Patria, viene obbligatoriamente sottoposto a controlli periodici volti ad individuare l'eventuale uso, anche occasionale, di sostanze stupefacenti. Laddove vi siano stati riscontri positivi, le Forze Armate, ribadendo la propria politica di “tolleranza zero”, hanno perseguito i singoli, avviando con immediatezza tutte le previste procedure giudiziarie, disciplinari e sanitarie. L’affermazione di supposte connivenze tra commilitoni e comandanti, inoltre, è totalmente infondata: in operazioni ad alto rischio, la sicurezza e l’incolumità di ciascun militare, infatti, dipendono dalla lucidità e dalla pronta reattività di ogni collega e, quindi, nessuno tollererebbe la vicinanza di chi abbia capacità psicofisiche alterate dall’uso di sostanze stupefacenti.

Le affermazioni del sedicente Ufficiale dell’Aeronautica, invece, sono sconfessate dai controlli obbligatori presso gli aeroporti di partenza e di arrivo, effettuati dall’Arma dei Carabinieri. Tali controlli sono finalizzati a verificare l’osservanza dei vincoli di sicurezza imposti dall'autorità internazionale per il trasporto aereo e il rispetto delle norme doganali. La validità di tale sistema è dimostrata anche dal rinvenimento di modesti quantitativi di marijuana nelle canne di una decina di fucili. Il fatto è stato scoperto grazie a questi controlli e denunciato proprio dalle autorità militari, ma l’autore del servizio, nel riferire l’evento, ha strumentalmente omesso questa informazione.

Per quanto riguarda il personale civile che lavora all'interno delle basi nazionali all'estero, anch’esso viene quotidianamente sottoposto a stringenti controlli di sicurezza, tanto all’ingresso quanto all’uscita, da parte del personale militare di vigilanza e dei Carabinieri, nonché monitorato da un punto di vista sanitario: è pertanto fortemente improbabile che sostanze stupefacenti possano essere introdotte con facilità - come invece si afferma nel servizio - all'interno delle nostre basi.

Lo Stato Maggiore della Difesa si riserva pertanto di adire le vie legali nei confronti dell’autore del servizio, al fine di salvaguardare il buon nome e l’immagine di tutti quei militari che, pur tra innumerevoli difficoltà e sacrifici personali, adempiono quotidianamente il loro dovere con onore e disciplina, lontano dalle luci della ribalta.

 

 

 

 

 

 

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7 ottobre 2016 5 07 /10 /ottobre /2016 18:26
Cagliari:polizia senza personale deve assistere 1260 profughi

Situazione sempre piu'al limite a Cagliari per cio'che riguarda gli sbarchi dei profughi.Ieri una nave spagnola con a bordo 1260 profughi e'stata dirottata sul porto di Cagliari.Manca il personale di polizia che si deve occupare di sbarchi che avvengono ormsi ogni giorno. E il personale manca a causa dei tagli, oppure al personale addestrato nella gestione degli sbarchi vengono assegnati altri incarichi. Una situazione scandalosa quella denunciata da Luca Agati del Sap d Cagliari:"L'ufficio immigrazione ha un arretrato di lavoro impressionante,sono ancora migliaia le pratiche da gestire relative agli sbarchi precedenti tra inserimenti in banca dati e notifiche ai richiedenti asilo.La struttura e'al collasso funzionale, nonostante questo nei giorni scorsi altro personale addestrato e'stato inspiegabilmente destinato ad alyri incarichi.Non so come faremo a lavorare su altre 1260 persone l'arrivo piu'imponente a Cagliari da sempre.Anche oggi uffici interi impegnati a gestire lo sbarco,speriamo non accada nulla,avremmo serie difficolta'ad intervenire.Non sara'piacevole rispondere al cittadino in difficolta':"Ci dispiace ma siamo chiusi per sbarco" .Questa e'la dura realta'ed e'giusto che si sappia.Abbiamo bisogno di poliziotti. E'cosi difficile capirlo?". A quanto pare si,dato che nessuna delle autorita'competenti sta muovendo un dito per porre fine a qursta situazione scandalosa. 

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25 settembre 2016 7 25 /09 /settembre /2016 17:45
Cagliari:allarme sbarchi di algerini e Piazza Matteotti senza più vigilanza

Situazione sempre più allarmante a Cagliari, soprattutto nella zona del porto e di Piazza Matteotti che dopo lo sgombero dei profughi è rimasta senza vigilanza. I profughi dopo lo sgombero, si sono trasferiti in Piazza Amendola. Piazza Matteotti senza il presidio fisso delle forze dell'ordine, è diventata una zona a rischio della città, soprattutto di notte.

E' dell'altro giorno la notizia dello stupro di una ragazza di 23 anni. Stuprata da un italiano e da uno straniero. La ragazza ha avuto l'unica colpa di trovarsi ad attraversare Piazza Matteotti. Una piazza, che di notte diventa meta di balordi e criminali. Servirebbe un presidio fisso delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza dei cittadini, proprio come quello che c'era dopo lo sgombero dei profughi che avevano trasformato quella piazza nel loro dormitorio non avendo altro alloggio.

 Purtroppo con i tagli del personale alle forze dell'ordine, la situazione è diventata davvero pericolosa,anche in vista di nuovi sbarchi di algerini che stanno già avvenendo sulle coste del Sulcis, come denuncia Luca Agati del SAP di Cagliari:" Avevamo detto chiaramente che la vigilanza fissa in Piazza Matteotti non sarebbe rimasta a lungo, le carenze di uomini che denunciamo da anni sono alla base dei problemi. Negli ultimi cinque anni sono 130 i poliziotti in meno in provincia, numero destinato a salire per via di numerosi pensionamenti, almeno 350 tra tutte le forze dell'ordine e all'epoca non esistevano problemi legati all'immigrazione. Oggi si registrano nuovi sbarchi di Algerini sulle coste del Sulcis (più di 650 dall'inizio dell'anno) e come nei giorni scorsi garantiremo loro accoglienza ed il tacito permesso a delinquere. Quanto andrà avanti questa farsa?" C'è da sperare che la farsa finisca al più presto e si ponga rimedio a questa drammatica e allarmante situazione.

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11 settembre 2016 7 11 /09 /settembre /2016 19:40
Cagliari:lettera di un poliziotto in prima linea negli sbarchi profughi

"Ieri sono andato a letto presto, oggi è previsto uno sbarco e solo il giorno prima ho lavorato dalle 6 della mattina alle 4 di notte, ininterrottamente, senza cambio. Anche oggi sono le 6 e sono già in ufficio.

Lavoro in un settore molto delicato, un ufficio che ha molto a che fare con l'immigrazione, con gli sbarchi, con tutto ciò si riferisce all'accoglienza. Sono un poliziotto, ho 20 anni di servizio e da qualche anno mi occupo di queste nuove realtà. Dopo un'ora siamo al porto. Fa già caldo nonostante un vento fresco mi accarezzi la pelle. Le tende della Protezione civile sono ancora montate da ieri, ormai quel luogo mi sembra famigliare, succursale del mio ufficio della Questura.

La nave arriva e i primi migranti iniziano a scendere. Anticipano donne e bambini. Per chi, come me è padre, vedere piccole creature già colpite dalla sofferenza, mi scioglie il cuore. Il loro sguardo innocente, i loro sorrisi sinceri, il loro non conoscere neppure cosa siano un paio di scarpe. Le pratiche di accoglienza sono lunghe e lente, anche se la "macchina" funziona bene. Comincia a fare caldo davvero, sotto le tende blu sono funzionanti due ventilatori, ma muovono aria calda ed indossando la mascherina, spesso diventa impossibile respirare. L'acqua ce la fornisce la protezione civile, così come il caffè. Il caldo non aiuta e si comincia a sudare.

Individuiamo, in base alle dichiarazioni dei migranti, ben 13 presunti scafisti. È difficile trovare la chiave per entrare in contatto con loro, trovare il modo di colloquiare con queste povere persone, spesso debilitate e spaventate, soprattutto restie a collaborare. Individuare chi sono gli scafisti è sempre molto difficile ma quasi sempre siamo riusciti nel nostro intento.

Sono già le 15, il caldo si è fatto insopportabile. Mangio un panino mentre continuo a lavorare. Non è il caso di fermarsi, siamo in pochi e prima si finisce è meglio è. Siamo tutti reduci dallo sbarco di due giorni fa ed anche allora il caldo era assurdo. Quando le temperature sono alte, le forze piano piano ti abbandonano e ti accompagna un senso di spossatezza difficilmente raccontabile. I presunti scafisti sono stati individuati ed abbiamo raccolto abbastanza elementi per arrestarli. La tensione si alza, la stanchezza comincia a farsi sentire, sia dalla nostra che dalla loro. Gli equilibri sono spesso labili, basta poco per creare disordini e non è il caso.

Uno sbarco è duro anche a livello psicologico. Queste povere persone ti raccontano, tramite i mediatori e interpreti, di soprusi, violenze, minacce. Molti di loro sono minorenni, ragazzi che nel nostro paese difficilmente alla loro stessa età conoscono, com'è giusto che sia, il concetto di cattiveria dell'uomo. Per loro è diverso. Ascolti le loro parole poi ti giri e vedi i bambini giocare sorridenti e capisci, anche con orgoglio e felicità, che viene regalata loro una nuova possibilità di vita. È sera e ci spostiamo in Questura per redigere gli atti relativi agli arresti. 13 arrestati sono tanti e le carte da scrivere sono molte.

A cena mangiamo una pizza sulla scrivania, perdere altro tempo per andare in mensa sarebbe assurdo. Anche i ragazzi arrestati l'assaggiano, sicuramente per la prima volta nella loro vita. Alcuni degli arrestati sono minorenni e vanno quindi trattati in maniera differente. Anche in altri sbarchi è successo. Forse sono le organizzazioni criminali stesse che prediligono i minori per il compimento del reato. Non riusciamo in così poco tempo ad approfondire così tanto.

È notte fonda. Alcuni colleghi accompagnano i maggiorenni al carcere di UTA, gli altri i minorenni a Quartucciu. Torno a casa esausto alle 4.15, sono distrutto e ad essere sincero in condizioni impresentabili. Faccio una lunga doccia e vado finalmente a dormire. Anche oggi è andata, fino al prossimo sbarco".

Non sappiamo il suo nome, ma il poliziotto che ha inviato questa lettera alla"sottilelinearossa"è solo uno dei tanti poliziotti italiani che ogni giorno sono impegnati ad assistere i profughi nei loro continui sbarchi, anche in Sardegna. Una dura giornata di lavoro con turni di 18 ore  e passa a causa dei pesanti tagli all'organico e tra mille altre difficoltà. Una dura giornata giornata di lavoro senza sosta che continua per ogni sbarco. E ormai gli sbarchi sono quotidiani, fuori controllo. Quando si deciderà di porre rimedio ad una situazione che ha ormai raggiunto il limite?

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5 settembre 2016 1 05 /09 /settembre /2016 13:00
Cagliari:migranti:"il pericolo è dietro l'angolo"la denuncia di Luca Agati del SAP

Dopo lo sbarco di altri 941 migranti a Cagliari la situazione nella quale sono costrette a lavorare le forze dell'ordine diventa sempre più drammatica. E ancora più drammatico e scandaloso è il fatto che questa situazione non sembri interessare per niente le autorità preposte alla gestione degli sbarchi. Sbarchi che continuano nonostante tutto.

In un'intervista esclusiva alla "lasottilelinearossa", il Dott. Luca Agati, Segretario del SAP di Cagliari racconta quello che sta succedendo.

Domanda:"La situazione dei turni di 18 ore dopo l'ultimo sbarco è migliorata o peggiorata?

"Per lo sbarco dei 941 di ieri si è riproposta la problematica.Tanti colleghi hanno smontato alle 3 di notte. Ci sono uffici particolari come la Squadra Mobile e l'Ufficio Immigrazione, che non hanno abbastanza personale da garantire cambi sul posto, quindi chi inizia lavora fino alla fine. La cosa spiacevole è che molti di loro se non tutti, erano gli stessi impegnati nello sbarco precedente avvenuto neanche 48 ore prima. Gli organici sono solo che calati negli ultimi anni. 5 anni fa solo a Cagliari c'erano 120 uomini in più e non esisteva il problema sbarchi".

Domanda:"Per quanto tempo prevede potete resistere ancora con questi turni?"

"Gli arrivi continueranno per tutto il periodo estivo, quindi non ci saranno grandi cambiamenti. La speranza è che non ci siano sbarchi molto ravvicinati. Le attività successive sono tante soprattutto per le pratiche legate all'immigrazione.Non è solo il giorno dello sbarco che impegna le forze. In più ci sono gli arrivi degli algerini(ormai arrivati a quota 600 da inizio anno)con cadenza pressoché quotidiana.Anche loro sono da gestire e intasano ancor di più il sistema, creando anche molti altri problemi anche di sicurezza e di ordine pubblico".

"Domanda:"Prevede di organizzare manifestazioni di protesta come faranno i colleghi del SIULP durante i prossimi sbarchi?"

"Non escludo forme di protesta anche eclatanti perché non è fattibile che a pagare per errori di valutazione politica siano i poliziotti. Questa è una problematica enorme che lascia emergere quelli che sono stati anni di tagli. L'apparato della sicurezza è debilitato e questo è un dato di fatto. Abbiamo già sollecitato un intervento della segreteria generale .Il segretario Gianni Tonelli ha scritto una lettera al Ministro Alfano circa le problematiche già espresse. Uscire dai confini regionali è importante per denuciare ciò che accade qui in provincia, una zona lontana che spesso per questa sua caratteristica diventa parzialemente "dimenticata".Un dettaglio inquietante è che a Vibo Valentia il SAP denuncia le stesse carenze, segnale di un malessere diffuso che si concretizza in diverse realtà. Il problema è nazionale."

Domanda:"Il pericolo di infiltrazioni criminali tra i migranti è elevato o si può mantenere ancora sotto controllo nelle condizioni attuali?

"Il livello di allarme è sempre alto ma molte disfunzioni ci fanno preoccupare non poco. Basti pensare che nel charter giunto da Ventimiglia con a bordo 40 stranieri c'erano ben 6 "fantasmi", persone mai segnalate in Italia, stranieri dei quali non si sapeva assolutamente nulla. La storia degli ultimi mesi ci insegna che il pericolo è dietro l'angolo e questa confusione generale non aiuta a monitorare con la dovuta attenzione gli stranieri che entrano nel nostro paese."

Così se da un lato  ogni giorno, uomini e donne della Polizia nonostante tutto, continuano il loro lavoro di assistenza ai migranti che sbarcano in massa, dall'altro c'è chi continua ad arrichirsi con il business dei profughi intascando i famosi 35 euro al giorno.

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3 settembre 2016 6 03 /09 /settembre /2016 15:26
Amatrice:militari esercito hanno ricostruito"Ponte della Rinascita"

"Ponte della Rinascita":questo il nome del ponte inaugurato oggi ad Amatrice durante una breve cerimonia. Un ponte per rinascere dalla tragedia del terremoto, un ponte che adesso renderà di nuovo possibili i collegamenti principali alla città di Amatrice. Su questo ponte potranno transitare i mezzi pesanti che portano via le macerie e in questo modo si potrà iniziare la ricostruzione. "Grazie, grazie di cuore al grande Esercito Italiano, conserverò questa bandiera simbolo della rinascita di Amatrice":così il sindaco di Amatrice ha voluto ringraziare uomini e donne di Esercito, Aeronautica Militare, Marina, Carabinieri per avere realizzato questo ponte in pochissimo tempo:10 giorni. 

I militari del Genio hanno rafforzato l'alveo del fiume, hanno poi effettuato delle opere necessarie per sistemare il piano di accesso al ponte e di raccordo del bypass. Il bypass al ponte "Tre occhi"ha visto impegnate non solo le Forze Armate ma anche Protezione Civile, Vigili del fuoco, Azienda Strade Lazio(Astral). Circa 1.000 i militari al lavoro  24 ore su 24 per costruire il ponte, e al momento sono in tutto operativi circa 1.358 impegnati sul territorio al servizio della gente. Uomini e donne che con il loro impegno ridanno la speranza ai cittadini di Amatrice. Perché la speranza e la forza di non mollare quando tutto crolla si tiene viva anche con la costruzione di un ponte. Un ponte in fondo al quale stamattina sventolava un tricolore.

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1 settembre 2016 4 01 /09 /settembre /2016 17:08
Cagliari:ennesima ondata di migranti,poliziotti stremati si ribellano

Situazione sempre più drammatica e insostenibile a Cagliari per ciò che riguarda i continui sbarchi di migranti. Domani è previsto l'arrivo della nave "Dattilo" con 940 migranti e tre cadaveri. Ieri invece di migranti dalla nave irlandese"JamesJ oyce"ne sono sbarcati 617. Tra di loro la polizia ha individuato 5 presunti scafisti come riferiscono fonti del Coisp Polizia.

Alla Sardegna era stata assegnata la quota regionale del 3% di migranti da accogliere, quota che è stata ampiamente superata con lo sbarco di ieri e con lo sbarco di domani.6.000 migranti in Sardegna, per non parlare delle coste del Sulcis dove migranti continuano ad approdare in massa.

Una situazione scandalosa e drammatica al tempo stesso alla quale nessuno sembra porre rimedio, come denuncia anche il Dott.Luca Agati del SAP di Cagliari:"Ieri sbarco, oggi sbarco. Domani sbarco.Turni di 18 ore la pazienza è finita"si legge in un tweet del SAP di Cagliari."Con la continua ondata massicccia di profughi ci sono problemi di ordine publico, scippi rapine, furti,bivacchi, risse, ed aggressioni(non ultima quella di ieri tra un sardo e nigeriano a colpi di spranga nel parcheggio dell'ospedale "Brotzu di Cagliari")sono ormai all'ordine del giorno con protagonisti stranieri di varie nazionalità sbarcati in Sardegna con chissà quali aspettative. La situazione accoglienza è evidentemente scappata di mano visto che sono gli stessi stranieri ad invitare i connazionali a raggiungere il nostro paese date le condizioni ottimali di accesso e permanenza. In mezzo sempre e solo noi, chiamati a gestire le pratiche d'immigrazione, l'ordine publico, i controlli antiterrosrismo, le identificazioni, le attività investigative, la microcriminalità difficoltà ed allarmi di vario genere. Cosa deve succedere per far capire al Prefetto che bisogna dire basta, che il limite è stato oltrepassato, che è impossibile per la Sardegna gestire una situazione del genere?"E descrive una situazione lavorativa che per i poliziotti è ormai al collasso con turni impossibili:"Siamo ormai costretti a turni di 18 e più ore in condizioni che solo a parlarnarne viene la pelle d'oca, con il personale visibilmente provato e demotivato con la diffusa sensazione di essere abbandonati".

Il COISP riferisce infatti che a Cagliari i poliziotti stamattina hanno terminato il loro lavoro che erano le 5 del mattino. Mauro Pili, deputato di Unidos,  cita l'affermazione di Salvatore Deidda, segretario regionale del SIULP, secondo il quale il Prefetto di dovrebbe dimettere:"Con l'arrivo di due navi di migranti nel giro di due giorni la grave situazione a Cagliari ed in Sardegna della garanzia dell'ordine e della sicurezza pubblica, si acuirà ulteriormente"affermando  che la drammatica situazione ha il suo responsabile e cioè il  Prefetto di Cagliari "che nonostante i roboanti proclami non è riuscita ad evitare un'invasione di queste dimensioni.

Deidda e il SIULP annunciano battaglia: Una battaglia che verrà attuata con diverse forme di lotta come ad esempio manifestazioni durante i prossimi sbarchi. Nel frattempo l'invasione non si ferma, e domani nessuno potrà fermare l'attracco della nave Dattilo con il suo carico di 940 migranti e di tutte le sue  problematiche.

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25 agosto 2016 4 25 /08 /agosto /2016 22:06
Amatrice:lettera di un poliziotto in prima linea nei soccorsi

 

"Sono da poco rientrato a casa, devo dire che è stata una delle giornate più impegnative e tristi che mai ho avuto nella mia vita professionale. Essere in piedi dalle 3.36 fino ad ora è dura, ma tu ci devi essere, devi essere vicino a chi ha bisogno, tu devi essere colui che ti conforta, che ti rassicura, che non ci saranno ulteriori scosse così forti, sapendo in cuor tuo che non è così come vorresti fargli credere. Poi improvvisamente questa immagine è l'emblema di tutti quelli che oggi hanno lavorato, scavato a mani nude con la speranza di trovare più persone in vita possibili. E quando pensi che tutto sia finito, ecco che viene estratta una piccola bimba ancora in vita(non è quella della foto). Mi resta in mente il soccorritore che definendola:"PRINCIPESSA"gli domanda "come stai?""Adesso prendiamo i giochini". Da quel momento in poi mentre la stiamo trasportando in ospedale. Io non faccio altro che pregare per questa "PRINCIPESSA". Il tempo non passa mai, l'ospedale sembra un miraggio, poi finalmente l'arrivo."PRINCIPESSA"ne sono sicuro, ce la farai sei una bimba forte che mi hai commosso. Concludo con il dire di essere fiero di avere lavorato con persone he oggi hanno tutto quello che avevano dentro:Forze dell'Ordine, Volontari, Protezione Civile. Scusatemi se dimentico qualcuno."

Non conosciamo il suo nome, sappiamo solo che è uno dei tanti uomini appartenenti alle Forze dell'Ordine che sono impegnati assieme a vigili del fuoco, corpo forestale, esercito, CroceRossa e volontari, nei soccorsi dopo il terremoto che ha devastato il centro Italia e raso al suolo il paese di Amatrice. Ha affidato i suoi pensieri al termine di una giornata davvero drammatica, ad un post. Un post apparso su Twitter, sull'account del "SAP" di Cagliari e che in queste ore sta facendo il giro del web. E' grazie anche alla sua testimonianza che oggi più che mai ,possiamo dirci fieri di essere italiani.

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11 agosto 2016 4 11 /08 /agosto /2016 20:41
Catania:poliziotti allo stremo:gravissimo allarme sbarchi

Che ondate di profughi continui ogni giorno a sbarcare sulle coste italiane non è di certo una novità, come non è una novità che molti di loro una volta arrivati nei centri di accoglienza, riescono a fuggire e privi di documenti a diventare dei fantasmi. Non è una novità che tra questi profughi si potrebbero nascondere potenziali terroristi. Non è una novità che c'è su questi sbarchi e sul business dei 35 euro al giorno dati agli albergatori che li ospitano c'è gente che si arrichisce.

Ogni giorni gli sbarchi comunque continuano, inesorabilmente, e la situazione diventa sempre più difficile. Non si può continuare a farli entrare in massa, non si riesce più ad aiutarli tutti.

A Catania poi, la situazione è diventata davvero esplosiva, come denucia il COISP, il sindacato indipendente di polizia in un comunicato stampa. Franco Maccari, Segretario Generale del COISP, descrive una situazione davvero drammatica:"Da settimane il porto di Catania viene indicato dalle autorità preposte, ovvero il Dipartimento dell'Immigrazione, quale luogo ove accogliere i migranti salvati lungo il Canale di Sicilia, tutti, e ad oggi, sono migliaia! La situazione ormai è diventata incadescente e rappresenta un vero e proprio allarme, di fronte al quale però il Dipartimento e "per competenza"il Prefetto Mario Morcone rimane completamente indifferente fregandosene dei rischi che tutti corrono in questo stato di cose. Lui evidentemente preferisce aspettare che la bomba esploda e che magari si verifichi qualche altra tragedia stile Ventimiglia, tanto a morire sarà qualche cretino di Poliziotto o qualche povero immigrato, non lui o gli altri papaveri romani".

Una situazione sempre più preoccupante quella di Catania, anche per via di un migrante con la meningite batterica, ricoverato all'ospedale di Cremona. Il 30 luglio era sbarcato a Catania sottoposto ai controlli tra cui l'identificazione e poi smistato verso altri centri di accoglienza con un pullman.

Oltre al pericolo di diffusione di malattie Maccari sottolinea la drammatica situazione nella quale sono costretti a lavorare i poliziotti:"Continui turni massacranti, senza soste, orari, senza alcuna regolamentazione nonché la continua esposizione a possibili infenzioni più o meno gravi, la mancanza di strumenti, il numero esiguo degli Operatori oltretutto sottratti al territorio. Sono queste le condizioni lavorative dei poliziotti catanesi. E' bene che si sappia perché nessuno osi pensare che alcuni di noi muoiono di infarto perché sono"sfortunati". Insomma il sistema dell'accoglienza a Catania, prosegue Maccari, è al collasso. E continuerà a peggiorare perché nonostante tutto, il Capo'' Prefetto Mario Morcone e il Dipartimento dell'Immigrazione che fanno?Continuano ad indicare Catania come sede degli sbarchi dell'intero Canale di Sicilia e proprio a Catania è prevista la costituzione di un hotspot. Il pensiero di Maccari va al collega Diego Turna, morto d'infarto a Ventimiglia, ucciso dalla fatica dei turni massacranti mentre"ucciso nell'indiffernza di chi avrebbe dovuto tutelarlo, l'indifferenza di un'Amministrazione che finge di ignorarci, anche se noi ogni giorno diamo battaglia, ogni giorno in difesa della salute, della dignità, della professionalità, e dell'onore, dei colleghi".

 Che questo allarme per gli sbarchi di massa con tutte le gravi problematiche ad essi connessi durerà ancora per molto tempo, non è una novità:il tempo che ci vorrà alle autorità che gestiscono la situazione per rendersi conto che cosi non si puo'andare avanti. La domanda è:ma quando è che se ne renderanno conto?

 

 

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