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27 giugno 2015 6 27 /06 /giugno /2015 15:35
Torino:Carabiniera si commuove al giuramento e commuove Italia

Alla fine non c'è riuscita proprio a trattenerle, e quelle lacrime sono scese bagnando il suo viso. Il viso è quello dell'allieva Carabiniera Chiara Meseris, 25 anni. Si è commossa durante il giuramento avvenuto presso la Caserma Cernaia di Torino. L'emozione ha preso il sopravvento nel giorno in cui ha potuto finalmente realizzare il suo sogno."E' stata un'emozione grandissima"ha detto Chiara. Il padre Antonio Claudio, le ha asciugato le lacrime con un fazzoletto:un gesto immortalato in una foto che sta facendo il giro del web perché ha commosso l'Italia. "La sua commozione durante il giuramento è il simbolo di un'Italia che riconosce il valore delle istituzioni e l'emozione dell'appartenenza. Buon servizio di cuore a lei e a tutte le donne e gli uomini che quotidianamente si impegnano per il nostro paese"ha scritto il Premier Renzi su Facebook dopo avere parlato al telefono con lei.

 

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24 giugno 2015 3 24 /06 /giugno /2015 16:44
Roma:il Generale Termentini si ribella alle offese del sindaco Marino

Il Generale Ferdinando Termentini non ci stà e si ribella agli insulti rivolti alla destra dal sindaco di Roma, l'altro giorno nel corso della Festa dell'Unità nella capitale. Marino aveva infatti invitato la destra"a tornare nelle fogne" : "tornino nelle fogne da dove sono venuti invece di dare lezioni di democrazia e rigore a noi che siamo i naturali eredi"e aveva ribadito la sua volontà di restare saldamente incollato alla sua poltrona(nonostante gli scandali di "Mafia Capitale" e il degrado della città) :"Andremo avanti fino al 2023 e faremo lì il nostro bilancio".Così il Generale Termentini ha affidato ad una lettera la sua risposta alle offese del sindaco di Marino. Una lettera che in queste ore sta facendo il giro del web e sta ottenendo molti consensi favorevoli e un ampio dibattito sui diversi social networks.

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19 giugno 2015 5 19 /06 /giugno /2015 17:30
Milano:ai Parà della Folgore ordine di non portare il basco. Perchè?

Anche i parà della Folgore vigilano sull'Expo di Milano.Sono i parà del 183°e del 186°Reggimento, operativi dal 30 aprile quando sono immediatamente arrivati sul posto su due pullman e 19 mezzi. Un paio di settimane fa, le tende nelle quali alloggiavano assieme ai militari dell'Esercito erano andate distrutte durante un nubifragio(vedi articolo su questo stesso blog alla sezione"Attualità") e così dopo un'interrogazione parlamentare e varie segnalazioni dai siti web, per una decina di giorni hanno alloggiato in delle palazzine. La cosa che colpisce è che-come-riportato dal sito"Congedatifolgore.it", sulle teste di questi parà non c'è il glorioso basco amaranto, ma il"jungle"in goretex che indossano anche tutti gli altri militari. Ai parà della Folgore è stato dato l'ordine di non indossare il loro basco. Qualcuno ha cercato di intervistare dei parà per scoprire la ragione di tale ordine, ma ovviamente i militari non hanno potuto rilasciare nessuna dichiarazione. Resta una sola domanda:perchè?

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17 giugno 2015 3 17 /06 /giugno /2015 18:43
Cagliari:emergenza profughi e organici polizia al collasso

Quella dei profughi che si riversano sulle coste italiane è una vera e propria emergenza. Un emergenza all'ordine del giorno che diventa sempre più difficile da gestire soprattutto per la polizia. Gli organici sono al collasso e diventa sempre più difficile fronteggiare la situazione. Dopo gli sbarchi al Porto Canale di Cagliari e a Carbonia nelle settimane scorse, è calato il silenzio. Ma la situazione, esposta nel Comunicato Stampa inviatomi dal Dott. Luca Agati, Segretario Provinciale del SAP di Cagliari, è davvero drammatica per uomini e donne che quotidianamente lavorano senza sosta con organici ridotti davvero al collasso. La situazione resta sempre di massima allerta, anche per l'estate sicuramente ci saranno altri sbarchi.

"La Polizia di Stato a Cagliari non riesce più a gestire la situazione legata ai migranti. Lo sbarco dei 900 migranti di sabato, il successivo arrivo del barcone a Teulada con 24 algerini, tra cui 11 minori e da ieri la protesta degli stranieri al porto di Cagliari hanno messo in ginocchio il sistema legato alla sicurezza, nonostante i poliziotti cagliaritani impiegati nelle delicate operazioni, stiano gestendo l'emergenza con altissima professionalità ed impegno. Avevamo espresso grande perplessità dinanzi all'operazione di sbarco in Sardegna che logisticamente non ha le possibilità per gestire una così massiccia presenza di stranieri.

Dal punto di vista tecnico i nostri uffici sono al collasso ed in primis l'ufficio immigrazione non riesce con l'organico attuale a sopperire alle incombenze. Non é pensabile poter e voler gestire queste emergenze con il poco personale a disposizione esponendo gli uomini a turni massacranti lontani da ogni logica professionale, distogliendo gli uomini da delicati servizi quali il controllo del territorio, le diverse attività di indagine e intelligence. Se siamo diventati il "parcheggio" dei migranti nel mediterraneo, il nostro Dipartimento deve per forza intervenire mandando qui rinforzi, altrimenti rischiamo di soccombere; con queste vistose lacune e con la "confusione dettata dall'imprevisto", non riusciamo ad amministrare il problema, divenuto di ordine e sicurezza pubblica. L'emergenza é una circostanza imprevista che richiede, in quanto tale, interventi eccezionali ed urgenti per essere gestita e riportata alla normalità; se questa avviene tre volte in una settimana, come si può ritenere ancora tale?"

Cagliari, 05 giugno 2015.

Segretario provinciale SAP Cagliari Luca Agati

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9 giugno 2015 2 09 /06 /giugno /2015 18:27
Cagliari:lettera di una supplente di terza fascia a Renzi

Ricevo e pubblico la lettera di un'insegnante di Cagliari, supplente di inglese alla scuole superiori, che ha scritto una lettera al Premier Renzi. Nella lettera l'insegnante racconta la sua drammatica situazione, comune a tanti insegnanti della terza delle gradauatorie d'istituto ,che a partire da settembre, se entrerà in vigore la Riforma "La Buona Scuola" si ritroveranno senza lavoro.

Caro Presidente Renzi,

mi chiamo Laura, ho 45 anni,di Cagliari sono laureata in lingue e letterature straniere e ho più di venti anni di servizio nelle scuole superiori nella provincia di Cagliari. Ho iniziato a insegnare quasi subito dopo la laurea. Mentre lavoravo ho studiato per cercare di abilitarmi ma non sono riuscita nell'impresa. Mi trovo così iscritta nella graduatoria di terza fascia:la peggiore di tutte. In questa graduatoria si trovano gli insegnanti che sono laureati ma che purtroppo, per un motivo o per l'altro non sono abilitati. Molti di noi hanno perso la speranza e si sono cercati o stanno cercando un altro lavoro. Ci chiamano per fare le supplenze. Supplenze che possono durare una settimana, oppure solo un paio di giorni o quando va bene anche un mese. E nel frattempo quando non si insegna si vive di lavoretti precari. Precaria è tutta la mia vita nonostante la veneranda età. Durante tutto l'anno mi devo tenere pronta per rispondere alle convocazioni.

Ci convocano tramite mail a gruppi di venti. Fino all'ultimo non so se la supplenza mi verrà assegnata perché dipende dal fatto se ci sono altri supplenti che mi precedono in graduatoria che potrebbero dare la loro disponibilità. Le sedi di servizio a volte sono distanti parecchi km da casa. Spesso mi sono capitate scuole con ragazzi problematici, il bullismo imperante, la violenza: il rispetto in classe una supplente se lo deve guadagnare sul campo, perché sei sempre l'ultima arrivata, l'ultima ruota del carro, quella che ha la data di scadenza. In tutti questi anni, ho svolto il mio lavoro di supplente precaria con dedizione, sacrificio, impegno e soprattutto passione.Si, passione, perché questo lavoro è stato sempre il mio sogno, quello che ho voluto fare. E la passione e il mio impegno sono stati sempre ripagati dallo splendido rapporto che ho instaurato con i ragazzi anche con quelli più difficili. Fare l'insegnante richiede passione, non è un lavoro come gli altri, ci vuole davvero la vocazione.

Per anni sulla mia utilitaria scassata senza il lusso della climatizzazione, usurata dagli inverni rigidissimi, e dalle estati roventi, ho percorso km su km di tasca mia, finendo a fare supplenze anche nei paesini più remoti della mia splendida terra. Insegnare non vuol dire solo fare le ore di lezione, ma essere presente anche ai collegi dei docenti e di classe, correggere compiti, preparare lezioni  avolte fare fotocopie e pagarle di tasca mia come comprare i pennarelli per la lavagna quando mancano. Ho rischiato grosso durante le supplenze ai corsi serali per via delle strade non molto sicure, scarsamente illuminate, e spesso con avverse condizioni del tempo. Ma sempre pronta ad andare, per svolgere con amore e passione il mio lavoro, trasmettere ai giovani l'amore per la lingua inglese, per la cultura, sapendo che i ragazzi sono il futuro di una nazione.

Caro Presidente io non so se leggerà la mia lettera, ma io spero davvero che Lei ci ripensi, e cambi la sua riforma della"Buona Scuola". Se cosi' non sarà, le graduatorie d'istituto verranno cancellate, e con esse migliaia e migliaia di supplenti come me da settembre si ritroveranno senza più un lavoro. Lei o forse qualcun altro ha definito i supplenti gli"agenti patogeni"della scuola che devono essere eliminati: forse con questa lettera se non a Lei avrò chiarito a molti italiani come i supplenti di terza fascia non siano affatto degli "agenti patogeni". Non siamo numeri di una graduatoria da eliminare da un giorno all'altro, ma insegnanti con anni di servizio alle spalle e sacrifici che meritano il rispetto di uno dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana:il lavoro. Perché senza lavoro non c'è dignità.

Laura

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3 giugno 2015 3 03 /06 /giugno /2015 21:37
Roma:lettera della mamma di un para'della Folgore caduto in missione a Renzi

Annarita Lo Mastro è la madre del parà della Folgore David Tobini, caduto a Bala Murghab in un attacco degli insorti. Era il 2011 e David era in missione in Afghanistan, aveva 28 anni. Annarita ha scritto una lettera al Premier Renzi. Una lettera pubblicata dal "Giornale"e che in un giorno ha fatto il giro del web. Una lettera diretta, senza nessuna retorica, che spiega il significato e l'importanza di indossare una divisa.

"Caro Presidente! Mi permetta tale confidenza perché oggi in questo periodo di celebrazioni e ricorrenze, leggo del suo viaggio particolare. Leggo che a distanza di anni, fatalità, oggi ricorda l’Afghanistan e i suoi caduti. Lei che trasmette forza a chi come noi e loro hanno subito tante umiliazioni e tante trascuratezze. Sono Annarita, Presidente, quella madre che non ha mai voluto incontrare, preferendola a una squadra di pallavoliste. Quella madre di cui non ebbe mai una parola di sconforto e conforto. Sono quella madre, Presidente, che l’anno scorso era davanti al suo palco per guardarla da lontano perché solo da lontano potevo guardarla in quella parata militare del 2 giugno che presidio da sempre … fin dai tempi “verdi”. Perché solo oggi, Lei porge questi Onori? Presidente, quel “sangue” meritava e merita più rispetto, come rispetto meritano le forze dell’ordine e chi è sopravvissuto perdendoli. Il rispetto alle Forze Armate va tutti i giorni, perché loro sfilano tutti i sacrosanti giorni, rischiando la vita in cambio di noncuranza. Mi sembra che ci stiamo lavando la coscienza laddove possiamo trarne vantaggio. La mimetica non è un gioco. Non la si può indossare se non la si sa portare. Tutto ciò glielo dice una madre che ha perso un figlio per un dovere dettato dalle Istituzioni italiane e non permetterà che tali Istituzioni traggano profitto – se pur soltanto in termini di visibilità mediatica - da quel Sangue, perché i nostri figli Vivi o Morti non sono un baratto politico".

Annarita Lo Mastro

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1 giugno 2015 1 01 /06 /giugno /2015 18:40

Nel suo discorso ai soldati italiani rimasti in Afghanistan nell'ambito della missione"Resolute Support", non una parola è stata spesa dal Premier Renzi per ricordare altri due militari. Anche loro sono soldati, sono italiani, sono fucilieri del S.Marco e nella notte di febbraio di tre anni fa, stavano svolgendo il loro lavoro per proteggere un mercantile dall'assalto dei pirati. Sono stati accusati ingiustamente della morte di due pescatori indiani nonostante e tutte le prove dimostrino la loro innocenza. Aspettano ancora, dopo tre anni, che venga fatta giustizia e vengano liberati. Mentre Renzi in mimetica si fa i selfies, ride e scherza con i militari a Herat, la situazione per Massiliano Latorre e Salvatore Girone si fa sempre più angosciante con la prospettiva a luglio, del ritorno di India di Latorre a meno che il nostro governo non agisca concretamente. E domani è il 2 giugno Festa della Repubblica. Ma non potrà essere una vera festa senza vedere sfilare alla parata tra gli altri militari anche i due fucilieri del S.Marco. Non accadrà, non li vedremo sfilare con gli altri. Ancora una volta se verranno ricordati, si dovranno sentire le solite vuote parole di circostanza. Nessun atto concreto da parte di tutto il governo e dal Premier Renzi per porre fine a questa vergognosa vicenda. Nessuno avrà mai il coraggio di ordinare un blitz o un'operazione di qualsiasi tipo per liberare Salvatore Girone che si trova ancora in India, ed evitare di far ripartire Massimiliano Latorre, tra l'altro ancora convalescente. E domani 2 giugno non ci sarà proprio niente da festeggiare. Ci sarà da meditare su un grande tradimento:quello del governo italiano nei confronti di due militari innocenti che hanno giurato fedeltà alla Repubblica.

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27 maggio 2015 3 27 /05 /maggio /2015 17:52

In queste ore, un video trasmesso dalla Tv svizzera sta facendo il giro del web.Un autonoleggiatore viene intervistato e rivela che per costruire  11 mila parcheggi dell'Expo nella zona di Arese, è stata demolita una fabbrica dell'Alfa Romeo: il risultato è che quando va bene, di macchine parcheggiate ce ne sono 30! Verrebbero cosi smentite le cifre di milioni di visitatori che affollerebbero ogni giorno l'Expo e quindi anche i ristoranti e le strutture alberghiere della zona.Come dice Salvatore Lio, nell'intervista alla TV svizzera, alla fine chi ci mangia con l'Expo sono quelli che l'hanno costruita, quelli che stanno dentro l' Expo tenuto conto del fatto del fatto che per mangiare si paga 100 euro a testa. Quindi qualcuno ha sbagliato le previsioni. Come è possibile allora che in Tv si vede sempre un gran folla di visitatori e si  sente dire che l'Expo è davvero un gran successone? Qual'è la verità?

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16 maggio 2015 6 16 /05 /maggio /2015 18:16
Milano:lo scandalo dei militari nel fango a Expo 2015

I militari sono abituati per lavoro ad operare anche in condizioni meteo particolarmente avverse. Ma quello che è successo nel campo militare allestito a Bellinzago è davvero uno scandalo. In questo campo alloggiano i militari che lavorano per Expo 2015: a causa del maltempo e del forte vento le loro tende sono andate distrutte e il campo si è allagato(come si può anche vedere dalla foto del quotidiano"Infodifesa qui postata"). Domenico Bilello del COCER Interforze, in un comunicato stampa, segnala la grave situazione di disagio che stanno vivendo questi militari:"Ho preso atto delle foto che illustrano la situazione logistica in cui si ritrovano loro malgrado i militari impegnati per la sicurezza di Expo 2015! A causa delle condizioni meteo avverse su Milano il campo con le tende dove vivono i militari è stato allagato, con decine di cm di acqua e alcune tende divelte dal vento. E' fin troppo chiaro che questo campo si è trasformato in un pantano di fango dove non possono dormire degli uomini e delle donne. Da giorni  inascoltato denuncio questa situazione e mi appello a tutti affinché sia salvaguardata la salute dei militari impegnati in tale situazione". Si spera che le parole di Domenco Bilello vengano ascoltate da chi di competenza e che si possa trovare una rapida soluzione a questa vergognosa situazione.

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3 maggio 2015 7 03 /05 /maggio /2015 17:09
Milano:l'alpino e quel tricolore che si ribellano ai black-bloc

C'è una foto del "Corriere della Sera"che sta facendo il giro del web.Si vede un uomo dai capelli bianchi affacciato ad un balcone dal quale fa bella mostra di sé un tricolore.Si vedono anche delle uova che sono state lanciate contro l'uomo, uova che imbrattano anche il tricolore.L'uomo è Giuseppe Parazzini, Presidente dell'ANA(Associazione Nazionale Alpini), e con il suo gesto ribelle di esporre quel tricolore alla finestra del suo studio, ha voluto sfidare i black-bloc. Di certo non avrebbe mai immaginato che il suo gesto pacifico di sfida, avrebbe provocato un lancio di uova.Lancio di uova che ha imbrattato anche il tricolore. L'alpino non sporgerà denuncia contro i contestatori autori del lancio di uova.Come ha affermato in un'intervista al quotidiano "Libero";"Perché dare loro soddisfazione?Guardi oggi ho proprio avuto davanti agli occhi la differenza tra gli Alpini e i manifestanti come loro".La foto di quell'uomo che da giovane è stato un alpino è il gesto di ribellione contro la violenza dei black-bloc, una violenza però che non si è fermata nemmeno davanti al simbolo più importante del nostro paese:il tricolore. Nessun rispetto per quella bandiera per la quale hanno sacrificato la vita tanti soldati, quella bandiera che rappresenta la nostra nazione, quella bandiera che dovremmo semplicemente rispettare e amare. Quel tricolore che dovrebbe renderci fieri e orgogliosi di essere italiani.

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