Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
16 novembre 2015 1 16 /11 /novembre /2015 18:14
Genova:Allerta terrorismo ma zero pattuglie polizia al confine

L'Italia è in stato di allerta dopo la strage di Parigi. La situazione è a dir poco drammatica dato che al confine con la Francia non ci sono pattuglie della polizia a contrastare i terroristi. E' quello che affermano gli stessi poliziotti in un comunicato stampa che posto:

"Alla cortese attenzione degli organi di stampa e delle testate giornalistiche.

COMUNICATO STAMPA DEL 16 NOVEMBRE 2015

Oggetto: Terrorismo, Italia in stato di allerta 2 ed Alfano annuncia maggiori controlli alle frontiere, il Coisp: “Ma in Liguria ai valici con la Francia fino a ieri neppure una pattuglia italiana. Com’è possibile?” “Dopo l’ennesimo dramma in Francia, l’Italia è in stato di allerta 2. Quello, per intenderci, che precede l’allerta massima. E di fronte alla minaccia terroristica si è prontamente deciso di aumentare i controlli alle frontiere. Così, ai valici della Liguria, fino a ieri, c’era il cospicuo numero di pattuglie italiane delle Forze dell’Ordine pari a… ‘ZERO’! Non sappiamo bene cosa passi per la testa ai vertici del Ministero e del Dipartimento, ma una cosa è certa: prima di annunciare le cose bisognerebbe farle! Non è più tempo di proclami a vuoto o di pubblicità ingannevole, è tempo di fare sul serio: è della vita dei cittadini che si sta parlando”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le notizie giunte dalla Liguria dove fino a ieri, a due giorni dai gravissimi attentati terroristici avvenuti a Parigi, e dopo che il Ministro Alfano ha annunciato che “il Comitato ha assunto la decisione di rafforzare i controlli sul territorio e i controlli alle frontiere, in particolare quella con la Francia, per evitare, in stretta collaborazione con le autorità francesi, transiti che possano danneggiare le delicate indagini in corso”, ancora, ai valici di frontiera non c’era alcuna pattuglia italiana di Forze di Polizia o dell’Esercito né in entrata né in uscita dal territorio nazionale, mentre erano già in corso serrati controlli della Polizia francese in entrambi i sensi. E tutto ciò, oltre tutto, dopo che lo stesso Questore di Imperia, all’indomani dei tragici eventi di Parigi ed in ottemperanza a disposizioni ministeriali, ha disposto, tra l’altro, “un maggior impulso ai controlli di sicurezza e di frontiera con particolare riferimento alle attività di respingimento degli stranieri”. E soprattutto anche dopo che, ancor prima, la Francia aveva comunicato all'Italia la decisione di sospendere l'Accordo di Schengen con i suoi Paesi confinanti (in occasione dell'evento COP 21 da svolgersi a Parigi) proprio dal 13 novembre per un mese. Una cosa che per l’Italia avrebbe dovuto avere l’ovvia conseguenza del forte aumento dei respingimenti degli stranieri irregolari diretti proprio in Francia. “Ci sembrano premesse che avrebbero richiesto l’ovvia ed immediata destinazione di sostanziosi rinforzi ai valici in Liguria - insiste Maccari -. Com’è possibile invece che fino a ieri, ed a fronte della massiccia presenza su quella frontiera delle Forze dell’Ordine francesi, dei nostri non c’era neppure l’ombra? Ieri la polizia francese di Menton ha iniziato ad effettuare i respingimenti degli stranieri irregolari provenienti in treno o su strada dall’Italia ed, incredibilmente, non c'erano pattuglie italiane alla frontiera per le verifiche del caso. Com’è possibile tutto questo? Sarebbe ora di fare un po’ di chiarezza e di prendere reali e concreti provvedimenti”.

E speriamo davvero che questi provvedimenti vengano presi al più presto.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
9 novembre 2015 1 09 /11 /novembre /2015 19:04
Roma:caso Scieri:approvata una commissione d'inchiesta

Emanuele Scieri aveva 26 anni, si era appena laureato in giurisprudenza, e nell'agosto del 1999 stava svolgendo il servizio militare(ai tempi obbligatorio) come aspirante paracadutista della Folgore presso la Caserma Gamerra di Pisa. Emanuele non potrà portare a termine il servizio militare. Viene trovato morto il 13 agosto, ai piedi di una torre di asciugatura per i paracadute. Il corpo viene ritrovato dopo tre giorni. Emanuele è Morto dopo un volo di venti metri. La sua morte viene presto archiviata come"incidente" nonostante alcune inchieste poi archiviate.

Eppure da subito ci si rende conto che quella morte non può essere un semplice incidente.  Emanuele aveva gli anfibi slacciati, fratture multiple ma anche strane ferite alle mani e ai piedi. Ferite alle mani che sarebbero state causate dalla pressione di uno scarpone di una persona. Come riportato da un articolo di "Repubblica"del 30 marzo 2000, nell'ambito di una delle tante inchieste che poi venne archiviata, venne sentito un testimome, Mario Ciancarella, ufficiale pilota dell'Aeronautica fino al 1983 poi congedatosi dalle Forze Armate. Un teste ritenuto inaffidabile, che affermò che quella notte i "nonni"cioè i militari più anziani, avrebbero costretto Emanuele a salire sulla torre di asciugatura dei paracadute e mentre lui si trovava appeso alla scala, uno di loro gli avrebbe schiacciato una mano con un piede, facendolo precipitare a terra. Sempre secondo questa testimonianza, Emanuele non sarebbe morto subito, nonostante la brutta caduta. I"nonni"si sarebbero rivolti ad un sottufficiale di giornata, un ufficiale di ispezione per avere un consiglio sul da farsi. E il suo consiglio sarebbe stato terribile:per non essere scoperti avrebbero dovuto vegliare Emanuele durante la notte fino alla sua morte. Questo l'unico modo per non far scoprire la verità sull'accaduto. E i"nonni"fecero proprio così.

Ma i genitori di Emanuele non si sono mai arresi in tutti questi anni e adesso finalmente la verità a galla. La verità su quello che pare proprio un episodio di nonnismo. Il 4 novembre infatti dopo anni di dure battaglie(su Twitter è presente anche il gruppo"#giustizia per Lele), la Camera ha approvato l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri. E' davvero una grande vittoria. Perché finalmente il velo di silenzio e di omertà caduto su questa morte verrà alzato, e si spera che i colpevoli pagheranno per l'omicidio commesso. L'omicidio di un ragazzo che sarebbe diventato un parà della Folgore.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
9 novembre 2015 1 09 /11 /novembre /2015 17:56
Redipuglia:inaugurata la Piazza delle Pietre d'Italia in ricordo Prima Guerra Mondiale

Ricevo da parte del Capitano Igor Piani (Ufficiale addetto alla Sezione Pubblica Informazione del Ministro della Difesa), il seguente Comunicato Stampa che posto per segnalare questo importante evento.

Se le pietre potessero parlare, da oggi, a Redipuglia si esprimerebbero con i dialetti di tutta Italia. Assemblate in un mosaico di chiaro-scuri, sono 8.047 - una per ogni comune – le pietre che formano il ‘tappeto lapideo’, realizzato dalla Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'area adiacente la Casa della Terza Armata, in occasione del Centenario del primo conflitto mondiale. “La piazza delle Pietre d'Italia”, che simboleggia l’unità del Paese nel comune sacrifico prestato durante la grande guerra, sarà inaugurata lunedì 9 Novembre a Redipuglia con l’accensione ufficiale.

Il Sottosegretario di Stato, Luca Lotti, ha chiesto a Mina di essere parte di questo evento. La risposta della grande artista non si è fatta attendere attraverso un suo inedito omaggio audio e video, che si fa portavoce di un importante messaggio di pace. L'istallazione segna l’avvio della stagione dei restauri conservativi e di valorizzazione dei Sacrari Militari, e sarà presentata in conferenza stampa dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dal Sottosegretario di Stato, Luca Lotti, e dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Seguiranno la deposizione della corona ai piedi della tomba del Duca d'Aosta e l’inizio della cerimonia con l'ascolto della canzone 'Il testamento del Capitano' interpretata magistralmente da Mina con la tecnica della ‘sovraincisione che ne moltiplica la voce e la dipana in un riverbero di suoni fino a sedici volte, per riprodurre lo stile del coro degli alpini.

Subito dopo, il saluto delle autorità e la proiezione di un video inedito in cui Mina recita un passo struggente tratto dall’opera antologica di Carlo Emilio Gadda "Giornale di guerra e di prigionia", su filmati e immagini d’epoca messi a disposizione da: Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa e Uffici Storici delle Forze Armate e dei Comandi Generali, Rai Direzione Teche, Istituto per la Storia del Risorgimento di Roma, Fondo Monelli - Biblioteca statale Antonio Baldini, Roma. Lo stralcio scelto dalla grande cantante per ricordare l'enorme tragedia di un secolo fa evoca le difficili condizioni dei soldati, la loro fatica immane e abbrutente; ma vi si percepisce anche la dimensione più umana, partecipe, in un commovente sentire, fatto di condivisione, fratellanza, rispetto reciproco. E l'intensità con la quale Mina interpreta il lascito di Gadda rende ancora più toccante il ricordo dei tanti caduti di guerra e attuale il messaggio sotteso: la necessità di guardare con determinazione e fiducia a un futuro di pace.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
7 novembre 2015 6 07 /11 /novembre /2015 19:15

Anche i militari della Brigata Sassari e i Paracadutisti del 187°Reggimento "Folgore"(protagonisti anche di un lancio:nel video al minuto 00.50)nonchè i Bersaglieri, hanno preso parte alla"Trident Juncture"quella che è stata definita la più la grande esercitazione NATO dai tempi della Guerra Fredda.

Iniziata il 26 ottobre e terminata il 6 novembre, la Trident ha visto entrare in azione 36.000 militari in Italia, Spagna, Portogallo, Mediterraneo e Atlantico, 200 tra velivoli spia e velivoli da trasporto nonché circa 60 unità di superficie e sommergibili. Trentatré le nazioni 28 membri NATO e 5 partners internazionali, i militari si sono addestrati anche in Sardegna, presso la base di Capo Teulada, suscitando le dure proteste e manifestazioni dei pacifisti contro le servitù militari in Sardegna. Anche la Brigata Sassari ha preso parte all'addestramento sotto il comando del Generale Arturo Nitti Comandante della Brigata, dal quale dipendevano circa 1.000 militari italiani oltre il 500 delle Forze Armate di Albania, Ungheria, USA, Spagna e Germania. Sul terreno l'Esercito ha schierato la Brigata Sassari il 3°Reggimento Bersaglieri, il Battaglione del 5°Reggimento Genio Guastatori, era presente anche l'Aviazione dell'Esercito con 5 elicotteri dei quali tre Mangusta del 5° Reggimento Rigel del 7°Reggimento Vega e una batteria di Artiglieria semovente del Comando Artiglieri, mentre le trasmissioni, sono state assicurate dagli specialisti del 7°Reggimento di Sacile. La "Trident Juncture" ha avuto come obiettivo quello di addestrare e verificare la capacità dei vari dispositivi terrestri, navali, aerei, nonché delle Forze Speciali della NATO addestrandole ad agire e reagire in tempi brevissimi anche ricorrendo ad una tecnologia di altissimo livello. Per questo motivo si sono svolte delle esercitazioni alla guerra asimmetrica e anche allal cyberguerra

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
22 ottobre 2015 4 22 /10 /ottobre /2015 17:39
Cagliari:iniziata esercitazione NATO Joint Trident 2015

"Trident Juncture 2015":questo il nome di quella che è stata definita la più grande esercitazione NATO dalla fine della Guerra Fredda . Un 'esercitazione che ha avuto inizio con una cerimonia di inaugurazione il 19 ottobre, presso l'aeroporto militare di Trapani-Birgi. L'esercitazione vera e propria invece è iniziata ieri, nonostante le diverse manifestazioni di protesta da parte dei pacifisti nei giorni scorsi, e vede protagonisti circa 36 mila militari di 28 paesi NATO e da altri 7 paesi partner, più di 140 velivoli tra i quali velivoli-spia, 200 caccciabombardieri, 60 navi e per la prima volta anche i rappresentanti delle più importanti del settore della Difesa. Ma qual è lo scopo della "Trident Juncture"? "Il susseguirsi di episodi di terrorismo internazionale, le recenti crisi in Asia, la situazione in Medio Oriente e anche in Europa e la difficile crisi in più aree hanno evidenziato l'esigenza di disporre in tempi brevi di strumenti efficaci non solo militari, ma anche diplomatici e di assistenza umanitaria di provata affidabilità ed efficacia"ha afferrmato il Sottosegretario alla Difesa  Gioacchino Alfano durante la cerimonia d'inaugurazione,"l'esercitazione "Trident Juncture" testimonia la volontà di continuare a dotare di capacità operative e complessi di forza, strumenti, piattaforme, e sistemi sempre più efficaci rapidi a dispiegarsi ed intervenire". L'esercitazione simula uno scenario che tiene conto delle nuove minacce ai giorni nostri , minacce come la cyber-war e la guerra asimmetrica e serve a migliorare l' interoperatività e delle forze militari della NATO.

 

Nel vasto teatro operativo che comprende il Mar Mediterraneo, l'Oceano Atlantico, la Spagna, il Portogallo c'è anche l'Italia e quindi la Sardegna con il Poligono di Teulada. E' qui che si svolgono operazioni anfibie navali e terrestri dei marines italiani americani e inglesi,  e le attività addestrative di tiro a fuoco. L'esercitazione si concluderà il 4 novembre con un'operazione spettacolare ovvero gli assalti di centinaia di paracadutisti della 173ma Brigata Aviotrasportata di stanza a Vicenza, con carri armati,  e mezzi pesanti. Entreranno in azione anche i Marines del 4th Light Armored Reconnaissance Battalion provenienti da Camp Pendleton, California, a bordo di unità da sbarco partite dalla Spagna. Simuleranno un'operazione anti-terrorismo di pronto intervento a 300 miglia di distanza. Il centro principale per il coordinamento delle operazioni aree è l'aeroporto militare di Trapani-Birgi,( sede del 37°Stormo, e preferito alla Base Nato di Decimomannu per ragioni logistiche e operative) che ospita 80 velivoli e circa 5.000 militari di varia nazionalità. Velivoli si trovano schierati e operano anche presso la Base Nato di Decimomannu. La "Trident Juncture" si concluderà il 6 novembre.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
26 settembre 2015 6 26 /09 /settembre /2015 14:39
Roma:poliziotti costretti a comprarsi divise da "Decathlon"

Il post è apparso sulla pagina Facebook"Voci Uniformi"e parla di una vicenda incredibile e vergognosa:i poliziotti sono costretti a provvedere loro stessi all'abbigliamento tecnico comprandolo da "Decathlon". Ecco il post di un agente che descrive una situazione davvero inacettabile: "Anche quest'anno ennesima vestizione "fantasma". Per fortuna che "zia" decathlon ci permette di comprare vestiario tecnico per non sentire freddo a prezzi accettabili. Pensate che in parlamento c'è anche chi propone disegni di legge che prevedono quanto segue: " È vietato al personale in servizio di ordine pubblico portare con sé strumenti, INDUMENTI e mezzi di protezione non previsti o non autorizzati dai regolamenti di servizio. Per l’agente che viola il regolamento ed il superiore gerarchico che lo consenta, si rischia la reclusione da tre mesi a un anno." Con una legge del genere in vigore quindi uno doveva scegliere se morire dal freddo oppure rischiare una ipotetica condanna fino ad un anno."E  se non ci fosse "zia" Decathlon"?

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
15 settembre 2015 2 15 /09 /settembre /2015 16:42
La Spezia:un sommergibile museo per la città:progetto irrealizzabile?

C'è un architetto ligure, Marco Tarabugi, che da anni vuole realizzare un progetto che pare irrealizzabile:creare a La Spezia un sommergibile-museo. La città ligure ha dato nel passato un notevole contributo alla Marina Militare, dato che molti sommergibili sono stati costruiti proprio qui. Sommergibili che sono entrati in azione prendendo parte a innumerevoli gloriose azioni di guerra. Alcuni sono andati distrutti, altri sono stati dismessi. Quelli dismessi li si potrebbe benissimo utilizzare come musei, soprattutto nelle città di mare (magari anche a Cagliari) seguendo l'esempio di tante città europee come ad esempio, Brema, in Germania. A Brema infatti, l'ultimo U-Boot utilizzato dai nazisti è stato trasformato in un museo galleggiante e in Italia il Toti puo' essere ammirato al museo della Scienza a Milano.

Marco Tarabugi nel 2010 aveva fatto parte del Comitato Istituzionale, che avrebbe dovuto realizzare il progetto di un sommergibile-museo per la Spezia. Ma poi non se n'è fatto nulla. Lui non si è arreso. Ha creato un gruppo Facebook"Un sommergibile per La Spezia"e lo vuole realizzare questo sogno, come dice lui stesso:" Dopo Venezia, Milano e Genova anche la Spezia credo che “meriti”, per tutto quello che ha dato e sta dando alla Marina Militare, un sommergibile! Ricordiamo che proprio nella nostra città venne costruito nel 1889, su progetto dell 'ing. Giacinto Pullino, il primo sottomarino italiano, il Delfino. Il seguente gruppo propone la musealizzazione del Sommergibile "Leonardo da Vinci” S-520", attualmente ormeggiato nella nostra città dopo essere stato utilizzato come unità addestrativa . Si parla tanto di turismo, abbiamo un “tesoro” in casa, composto anche dal patrimonio navale dismesso della Marina Militare che sarebbe da utilizzare a nostro vantaggio. Trasformare unità navali dismesse in musei, per il loro valore storico e tecnico offrirebbero enormi potenzialità turistiche ed economiche. E' dimostrato che il pubblico è molto attento a questo ramo della cultura, come testimoniano gli esempi di Milano e Genova. Anzi sarebbe interessante musealizzare parte delle aree dismesse dell'Arsenale, andando a costituire il piu' grande Museo del Mare del mondo! Questa è Spezia, la nostra città" Un progetto innovativo e interessante quello di Marco Tarabugi. Sarà cosi difficile da realizzare?Speriamo davvero di no. Speriamo che il sommergibile non si areni tra le solite carte della burocrazia italiana. E auguriamo a Marco di riuscire nell'impresa.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
4 settembre 2015 5 04 /09 /settembre /2015 17:34

Dietro l'invasione continua e inarrestabile dei profughi verso l'Europa ci sarebbe la mano degli USA. La rivelazione arriva dal quotidiano on line"Morasta". Secondo quanto riferito dall'articolo di Francesco Meneguzzo, un giornale austriaco"Infodirekt", sarebbe venuto a conoscenza di informazioni dei Servizi d'Intelligence militari di Vienna. Le informazioni rivelate da una fonte (che resta anonim), parlano di"organizzazioni non governative statunitensi finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l'Europa, con specifico riferimento alla via del Mediterraneo centrale che parte dalle coste libiche all'Italia meridionale". Sempre secondo"Infodirekt", "I servizi segreti austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto di più di 3 mila dollari di euro di cui parlano i media. I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa. Il rapporto dei servizi segreti autriaci parla di cifre che vanno dai 7 mila ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzazioni di trafficanti, mentre gli aspiranti immigranti sono per lo piu' troppo poveri per poter pagare simili cifre". Inoltre si afferma che la polizia austriaca conosce questi fatti da tempo "ma che nessuno è disposto a parlare e a fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato". Si parla anche di organizzazioni USA come"Human Rights Watch"di George Soros, che"contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti".Alla fine dell'articolo si legge un appello a polizia, intelligence, e giornalisti "affinché partecipino attivamente alla ricerca dei dati a sostegno delle accuse qui espresse".

Il lavoro di informativo puo' davvero essere utile in un momento molto difficile per l'Europa alla ricerca di sistemi efficaci per cercare di contenere l'invasione continua di migranti. Il business che ruota intorno ai migranti  non esisterebbe solo in Italia, ma anche in Austria"a tutto vantaggio di società riconducibili alla Barclays Bank, potentissima multinazionale finanziaria nota anche come "la corazzata dei Rotschild". Dietro l'invasione dei migranti ci sarebbero gli USA: secondo quanto afferma l'intellettuale francese Thierry Meyssan"la migrazione di massa verso la UE non è la conseguenza accidentale dei conflitti del medio-oriente allargati all'Africa, ma un obiettivo degli USA che mira a gettare nel caos l'UE con l'invasione dei profughi." Se ci pensiamo il caos c'è già. Così poi alla fine si sarà costretti a chiedere aiuto agli USA."Le recenti decisioni della Ue non mirano a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia e non per risolverlo". Sono informazioni vere queste citate nell'articolo oppure sono false? Al momento non ci è dato di sapere. Anche se è di oggi l'annuncio-profezia del Pentagono che ha affermato che l'emergenza profughi durerà per ben 20 anni.  Ma forse è solo preveggenza.

(Nel video de"La7"l'intervista ad un direttore di un carcere libico)

 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
2 settembre 2015 3 02 /09 /settembre /2015 17:20
Roma:la lettera di "Ultimo" ai suoi uomini:"continuate a lottare"

In Italia chi fa il suo dovere, non verrà mai premiato, anzi avrà problemi e in alcuni casi verrà messo alla porta. Succede un po' in tutti i campi lavorativi. E' successo alcune settimane fa anche al famoso Capitano"Ultimo"(ora Colonnello, e che si chiama Sergio de Caprio) che non diventerà mai Generale, forse, perché ha indagato troppo. Si è dato troppo da fare conseguendo importanti risultati:dall'arresto di Totò Riina alle indagini sul gruppo Finmeccanica che hanno portato all'arresto di Giuseppe Orsi suo Amministratore Delegato e di Bruno Spagnolini di Agusta, indagato per una tangente da 51 milioni di euro pagata ai politici indiani per una commessa di dodici elicotteri. "Ultimo"era a capo del NOE(Nucleo Operativo Ambientale dei Carabinieri). Lui e la squadra dei suoi uomini erano a capo di importanti indagini contro i crimini ambientali, combattevano contro i giri di soldi e di appalti, tra i quali anche gli appalti per la ricostruzioni dell'Aquila dopo il terremoto. Adesso "Ultimo"da un paio di giorni non può più indagare e combattere contro questi crimini. E' stato rimosso dal suo incarico.Non potrà più svolgere funzioni di polizia giudiziaria, non avrà più compiti operativi. Non ha potuto fare altro che rispettare un ordine anche se quest'ordine non lo condivide, come riportato sul"FattoQuotidiano". Ha scritto una lettera di ringraziamento e di esortazione ai suoi uomini:

"Ho il dovere di ringraziarvi per come avete lottato contro una criminalità complessa, contro le lobby e i poteri forti che la sostengono, senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo di fronte a loro e senza mai nulla chiedere per voi stessi. Da Ultimo, vi saluto nella certezza che senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo e senza mai chiedere nulla per voi stessi, continuerete la lotta contro quella stessa criminalità, le lobby e i poteri forti che le sostengono e contro quei servi sciocchi che, abusando delle attribuzioni che gli sono state conferite, prevaricano e calpestano le persone che avrebbero il dovere di aiutare e sostenere. Onore a tutti i Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente."

 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
31 agosto 2015 1 31 /08 /agosto /2015 18:11
Catania: è stata una soldatessa a bloccare l'ivoriano omicida

Come tanti altri militari, era anche lei in servizio assieme anche alle forze di polizia impegnati nella vigilanza del centro di accoglienza di Cara di Mineo. Moena Mazzara 27 anni, di Napoli,caporale dell'Esercito, impegnata nell'"Operazione Strade Sicure" ha controllato  il borsone di uno dei tanti profughi del centro di accoglienza. All'interno del borsone sono stati ritrovati anche dei pantaloni insanguinati e un telefonino di uno dei due coniugi assassinati nella loro villa a Pelagonia, in provincia di Catania. Era il borsone dell'assassino. 

In un'intervista a Roberto Frulli del "Secolo d'Italia"la soldatessa, ha raccontato quanto accaduto:"Ero all'inizio del mio turno insieme al capo del servizio, insieme alla polizia vigiliamo all'ingresso del centro e in genere fermiamo e controlliamo tutti quelli che entrano con dei borsoni. Abbiamo così fermato l'ivoriano e chiamato un ispettore di polizia che ha aperto la sacca. All'interno c'erano dei telefonini, un computer, e altro materiale sospetto, da lì sono partite le indagini concluse con l'arresto dell'ivoriano". E' stato Mamadou Kamae, 18 anni, uno dei 3.000 profughi del centro di accoglienza di Cara di Mineo, ad uccidere i due coniugi. Intanto divampano le polemiche sull'accoglienza ai migranti che ogni giorno a ondate a migliaia, continuano ad approdare sulle nostre coste. Molti vengono ospitati nei centri di accoglienza dopo essere stati identifìcati, altri invece sfuggono ai controlli. Non si può aiutarli tutti, sono troppi. Se nessuno interviene a bloccare questa immigrazione continua verso l'Italia la situazione relativa alla sicurezza dei cittadini, nonostante l'intervento forze dell'ordine e dell'Esercito potrebbe sfuggire di mano. Ma siamo in Italia, dove a differenza di altri paesi, il fenomeno dei profughi e dell'immigrazione alimenta un business:quello degli appalti per i centri di accoglienza ad esempio. E nessuno sembra davvero intenzionato a stroncarlo questo giro di soldi.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento