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11 giugno 2016 6 11 /06 /giugno /2016 18:34
Afghanistan:militari italiani portano a termine operazione"Salma Dam"

"Salma Dam"questo il nome dell'operazione portata a termine  dai militari italiani del MAT(Military Advisor Team:un'unità del Train Advise and Assist Command West(TAAC-W)del contingente multinazionale a guida italiana, operativo nella regione Ovest dell'Afghanistan, nell'ambito della missione NATO "Resolute Support". Salma è il nome della diga che è stata realizzata anche grazie all'assistenza degli Advisors italiani al personale del 207°Corpo d'Armata dell'Afghan National Army(ANA). Il MAT ha allestito a Camp Arena un centro di Comando e di controllo in modo da monitorare costaentemente ogni attività dell'intera operazione. Gli Advisor Team assieme agli assetti di intelligence Surveillance Reconnaissance(ISR)di TAAC-W ed il supporto dei colleghi dell'Aeronautica Militare, hanno assicurato la cornice di sicurezza ad integrazione degli assetti schierati sul terreno dall'Afghan National Defence and Security Forces(ANDSF).

 

 Il progetto della diga era stato ideato ben 40 anni fa. Adesso questa diga è una realtà concreta:è stata inaugurata il 4 giugno dal Presidente afgano Asharaf Ghani Ahmad Zai e dal primo ministro dell'India Nerandra Modi. La diga a est di Herat, che produrrà 42 mw di energia, permetterà l'irrigazione di 75.000 ettari di campi coltivati contribuendo a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni di 560 villaggi e di 260.000 famiglie.

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8 maggio 2016 7 08 /05 /maggio /2016 20:45
Afghanistan:medaglie al valore a 5 militari italiani

Ci sono italiani che ci rendono orgogliosi di esserlo.Cinque di questi sono i militari dell'esercito che si sono contraddistinti in operazioni pericolose durante la loro missione in Afghanistan. Per questo sono stati insigniti delle al valore dell'esercito,alcuni giorni fa in occasione del 155°Anniversario della costituzione dell'Esercito a Roma,presso l'ippodromo militare"Gen.Pietro Attanasio"di Tor di Quinto. Le storie di questi militari,sono storie di uomini che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con dedizione,passione e sprezzo del pericolo quando si tratta di proteggere e salvare vite umane,anche a costo della loro. Come il Capitano Fabio D'Andria(medaglia di bronzo),del Genio Guastatori"nel corso di un pattugliamento congiunto con un'unita'dei Bersaglieri, a seguito di un'imboscata,reagiva efficacemente coordinando il fuoco dei propri mezzi militari inibendo l'attacco diretto alle postazioni italiane.Con assoluto coraggio,disponeva o propri assetti a tergo della colonna,consentendo all'intero dispostivo di riorganizzarsi e procedere in sicurezza all'esfiltrazione dell'area".

Era il 5 gennaio del 2014 a Shindand,quando un Chinook fa sbarcare a terra un gruppo di incursori italiani ed afgani.Ma non fanno in tempo a mettere piede a terra che su di loro si scatena l'inferno. Vengono attaccati dagli "insurgents". Sembra la scena di un film di guerra ma e'la realta della guerra afgana. Il Capitano pilota Raffaele Aruanno(medaglia d'oro),del 186°Reggimento Paracadutisti Folgore"bersagliato dal violento fuoco nemico,con coraggio e lucidissima determinazione e a rischio della propria vita,si accertava in prima persona che nesduno dei militari sbarcati rimanesse sul terreno e manovrava il proprio elicottero,gravemente danneggiato,consentendo l'evacuazione dei feriti a bordo" . Intanto il Capitano pilota Paolo Giangregorio(medaglia d'oro)"con mirabile lucidita'e sangue freddo,manteneva il controllo dell'aeromobile ed avuta conferma del recupero d tutto il personale gia'a terra,sprezzante del pericolo, iniziava la manovra di decollo, consentendo con il proprio ardito operato l'immediata evacuazione dei feriti a bordo".

Il Sergente Alessio Carducci(medaglia d'argento),mitragliere di bordo di elicottero da trasporto, impiegato nell'operazione di infiltrazione delle Forze Speciali Italiane ed afgane,durante la fase di sbarco, "subiva un attacco con armi portatili che lo avevano appena lambito e di una copiosa e pericolosa perdita di olio idraulico che lo investiva in pieno sulla rampa,si esponeva a manifesto rischio della propria vita,trascinando fisicamente all'interno dell'elicottero i propri commilitoni". Il Caporale Maggiore Capo Scelto Antonio Garzia(medaglia d'argento)mitragliere di bordo di elicottero da trasporto, "impegnato nell'operazione di infiltrazione delle Forze Speciali Italiane ed afgane,nonostante l'aeromobile venisse bersagliato da pesante fuoco nemico,con coraggio e chiaro sprezzo del pericolo, forniva fuoco di copertura a protezione del lato sinistro del velivolo, mantenendo audacemente la posizione. Esperto militare che esponendosi con il proprio temerario operato a manifesto rischio della propria vita, assicurava il reimbarco del personale dispiegato sul terreno,dimostrando altissima professionalita',ardimento'e profondo attaccamento al dovere".

Il Primo Maresciallo luogotenente,Davide Macrelli in forza al Col Moschin,a Shindand"il 22 settembre 2013, "guido'un'operazione con conflitto a fuoco, di Incursori italiani delle Forze speciali e militari afgani per bonificare alcune abitazioni di un villaggio dove si erano nascosti dei ribelli, catturandoli". Le storie di cinque militari italiani in azione durante la loro missione in Afghanistan, sono storie di coraggio e di sacrificio che oggi piu'che mai, ci rendono davvero fieri e orgogliosi di essere italiani.

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11 aprile 2016 1 11 /04 /aprile /2016 19:03
Afghanistan:militari italiani addestrano poliziotte afgane al"Combat Life Saver"

"Combat Life Saver":questa la denominazione del corso effettuato dai militari italiani per alcuni sottufficiali donna della Police Special Unit dell'Afghan Uniform Police di Herat, (l'unità speciale della polizia afgana) presso il centro addestrativo di Camp Arena dal 2 al 7 aprile. Questa unità speciale della polizia afgana è spesso chiamata ad operare in operazioni ad alto rischio e in zone remote del territorio. Il corso è stato condotto dai Carabinieri del Police Advisor Team di TAAC-W ed è  stato possibile grazie anche alla collaborazione del JSOTG/SOFLE WEST CONDOR"A" ovvero delle Forze Speciali e dei Ranger sitaliani che affiancano le forze speciali afgane, delle cellule del Comando di TAAC-W J-7(addestramento)e "J-Med"(Sanità)del Role 2, l'ospedale italiano che opera a Camp Arena.

L'ospedale italiano infatti, ha messo a disposizione il proprio personale femminile altamente specializzato che con la sua grande professionalità e dedizione ha affiancato gli istruttori del Police Advisor Team(PAT), Carabinieri e a tutte le diverse fasi addestrative. Le materie del corso prevedevano anche conoscenze tecniche e sanitarie necessarie nel caso di intervento in soccorso a colleghi feriti sul campo, soprattutto in aree remote.

Al termine della cerimonia di consegna dei diplomi ad ognuna delle partecipanti al corso è stato consegnato uno zainetto con all'interno tutto il necessario per l'attività di "Combat Life Saver". Ma chi è il"Combat Life Saver"? Una figura davvero importante sul campo operativo, specialmente nelle aree remote durante operazioni rischiose. I "Combat Life Savers"possono contenere i danni delle ferite e stabilizzare immediatamente le vittime prima che vengano trasportate verso le strutture sanitarie, incrementando così la posibilità di sopravvivenza per i colleghi che restano feriti durante un'operazione.

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20 marzo 2016 7 20 /03 /marzo /2016 20:06
Afghanistan:militari italiani impegnati in esercitazione Medevac

Si è svolta qualche giorno fa presso la base di Camp Arena, sede del TAAC-W(Train Advise Assist Command West)un' esercitazione di evacuazione medica(Medevac, ovvero Medical Evacuation) che ha visto come protagonisti i militari del contingente italiano. Il Medevac, è una procedura mediante la quale il personale che resta ferito durante un'operazione, viene recuperato e poi trasportato presso le strutture ospedaliere militari, il tutto avviene rispettando un'adeguata tempistica e in un'adeguata cornice di sicurezza.

Il Generale Mauro D'Ubaldi, Comandante di TAAC-W , ha espresso la sua soddisfazione per il realismo della simulazione nelle condizioni reali d'intervento, nonché per la prontezza e il pronto coordinamento degli assetti coinvolti. All'esercitazione hanno partecipato anche gli addetti alla sicurezza, assetti ad ala rotante del Task Group Fenice, il Team Medevac, il personale sanitario e i militari dell'Aeronautica che hanno monitorato il traffico aereo civile all'interno dell'aeroporto di Herat. Tutta l'esercitazione è stata pianificata nei minimi dettagli e costantemente monitorata dal Joint Operation Center, la sala operativa del TAAC-W.

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19 marzo 2016 6 19 /03 /marzo /2016 18:41
Afghanistan:il Gen.Farina per la prima volta in visita a contingente italiano

E' stato accolto dal Generale Mauro D'Ubaldi, Comandante del Train Advise Assist Command West(TAAC-W)su base Brigata Meccanizzata "Aosta".Il Generale Salvatore Farina, Comandante del NATO Joint Force Command Brunsum(JFC B) si è recato per la prima volta,ieri, in Afghanistan, in visita alla missione Resolute Support e al contingente italiano dispiegato a Herat.

Il Generale Farina si è fermato anche a Herat presso il Comando di Resolute Support dove ha incontrato il Comandante della missione,il Generale John.W. Nicholson e numerose personalità istituzionali afgane e rappresentanti della comunità internazionale. A Herat è stato accompagnato dal Generale USA John Buchanan, Vice Capo di Stato Maggiore Operativo di Resolute Support. Successivamente il Generale Mario D'Ubaldi, Comandante del TAAC-W ha aggiornato il Generale Farina sulla situazione operativa della Regione Ovest nonchè sulle linee operative della Regione Ovest e le linee operative future , nonchè sui risultati conseguiti nelle attività di addestramento, consulenza ed assistenza durante gli ultimi sei mesi.ovvero nuove capacità operative,circa 300 nuovi istruttori, oltre 4.000 uomini e donne delle Forze di Sicurezza locali addestrati. Parole di elogio e di apprezzamento sono state espresse dal Generale Farina per il lavoro svolto dai militari italiani della missione Resolute Support.

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27 febbraio 2016 6 27 /02 /febbraio /2016 22:10
Afghanistan:passaggio di consegne al comando del Task Group "Fenice"

Si è svolta ieri presso la base di Camp Arena, la cerimonia del passaggio di consegne tra i comandanti del Task Group "Fenice"- Aviation Battalion, alla presenza del Comandante del TAAC-W-(Train Advise Assist Command West), il Generale di Brigata Mauro D'Ubaldi. Al Tenente Colonnello Luca Giannini dopo 7 mesi, è subentrato il parigrado Stefano Salvatori. L'unità dell'Aviazione dell'Esercito che costituisce l'assetto ad ala rotante della TAAC-W, impiega elicotteri AH-129D Mangusta, gli UH-90A, con quet'ultimo "Fenice"ha garantito in particolare l'attività di MEDEVAC-Medical Evacuation-mediante l'impiego di un apposito team formato da medici e infermieri. I Mangusta hanno effettuato missioni di ricognizione, scorta e sorveglianza armata per la difesa della base e il controllo delle varie zone di interesse. Inoltre nell'ambito di compiti assegnati al TAAC-West del Comando Missione Resolute Support, gli assetti hanno garantito la capacità di Personnel Recovery(PR)con equipaggi del TAAC-W dopo la frequenza di corsi specifici presso una specie di università della materia:il distaccamento del 83° Expeditonary Rescue Squadron Para Jumper americano, che si trova di stanza nella base aerea di Bagram.

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1 febbraio 2016 1 01 /02 /febbraio /2016 19:12
Afghanistan:militari italiani formano primi"Air Tactical Controllers"

I militari italiani inquadrati nel "Train Advise Assist Command West"(TAAC W)nell'ambito della missione Resolute Support, hanno portato a termine la formazione dei primi "Air Tactical Controllers"afgani. I militari italiani infatti, hanno compiti di consulenza, assistenza ed addestramento alle forze afgane. L'addestramento è durato tre settimane ,il corso era denominato"Afghan Tactical Air Control-ATAC-Trainers Course". E' stato organizzato con l'obiettivo di formare gli ufficiali e sottufficiali dell'Esercito afgano(ANA)in previsione dell'assegnazione dei nuovi velivoli A-29 Super Tucano. Al corso hanno preso parte i militari della Brigata del 207°Corpo d'Armata afgano che hanno conseguito l'attestato di istruttori nella tecnica di controllo del fuoco aereo. Un altra importante missione addestrativa a favore dell'esercito afgano è stata così portata a termine dai militari italiani.

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10 gennaio 2016 7 10 /01 /gennaio /2016 19:53
Afghanistan:missione segreta da incubo per militari USA circondati da talebani

Marja è una città afgana nella provincia dell'Helmand. Qualche giorno fa, è stata lo scenario di una missione segreta delle Forze Speciali USA. Una missione segreta che si è trasformata in un vero e proprio incubo per i Berretti Verdi. Una missione della quale non si conoscono bene i dettagli, perché era segreta.  E non si conoscono nemmeno i nomi dei militari che vi hanno preso parte, come riportato dal sito:"Difesaonline"nell'articolo di Franco Iacch. A Marja qualche giorno fa, un team delle Forze Speciali USA, sta dando il suo supporto ad unità afgana quando all'improvviso si ritrova circondata da una "marea di talebani".

Sono davvero tanti, troppi. Due elicotteri HH60 Pawe Hawk, vengono subito inviati sul posto dal Pentagono, per cercare di tirare fuori da una situazione drammatica i militari USA. Ma come nel film"Black Hawk Down"uno degli elicotteri non riesce nemmeno a toccare terra perché si ritrova sotto il fuoco dei talebani, il secondo elicottero invece, riesce ad atterrare ma poi non può ripartire perché attaccato dall'artiglieria del nemico. Le Forze Speciali USA si ritrovano cosi a dover combattere una battaglia che dura più di un'ora. Lasciano il campo solo all'arrivo di un AC-130, una cannoniera che dà loro copertura.

Il bilancio del combattimento è tragico:muore un militare delle Forze Speciali USA, altri due restano gravemente feriti, come molti militari afgani. Una notizia questa che non merita la prima pagina. Una notizia che parla una guerra ormai dimenticata. Anche se gli USA hanno ritirato ufficialmente le loro truppe dall'Helmand, restano le Forze Speciali che combattono ogni giorno, contro un nemico che pare invincibile.

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13 novembre 2015 5 13 /11 /novembre /2015 19:10
Verona:Caporal Maggiore degli Alpini salva 5 inglesi.Il Generale USA lo ringrazia

E' il pomeriggio dell'11 ottobre 2015 a Kabul, e nei containers dove ci sono gli uffici del quartier Generale della missione NATO, è una giornata di lavoro come tante altre. Un elicottero Puma inglese sta per atterrare quando all'improvviso avviene lo schianto. Tra i tanti militari del contigente multinazionale in servizio, c'è anche un italiano, è il Caporal Maggiore Andrea Agnelli,di Arezzo, soccorritore militare, effettivo al Reggimento Alpini Paracadutisti di Montorio Veronese(VR).

Non perde nenache un attimo di tempo, si precipita subito sul posto, e nonostante il pericolo rappresentato dal carburante fuoriuscito dall'elicottero che potrebbe esplodere da un momento all'altro, trae in salvo i cinque militari inglesi rimasti imprigionati tra i rottami. Continua la sua opera di soccorso anche presso l'infermeria del campo stabilizzando i feriti. Al termine del suo intervento lo stesso Caporal Maggiore deve ricorrere alle cure dei sanitari a causa di disturbi che gli sono stati causati dall'inalazione del carburante dell'elicottero.

Il Comandante USA della missione NATO in Afghanistan, il Generale John F.Campbell, ha inviato al militare italiano una lettera di compiacimento ringraziandolo per il suo atto di eroismo con parole di elogio e apprezzamento per "la sua dedizione e lo spirito di servizio che hanno conferito prestigio a lui e alla sua Nazione". Cinque militari inglesi sono morti nel terribile schianto, ma altri cinque sono vivi grazie al coraggio del Caporal Maggiore degli Alpini, Andrea Agnelli. Una missione quella in Afghanistan che continua, a volte costellata da atti di eroismo come questo, che raramente si meritano una prima pagina sui giornali.

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25 ottobre 2015 7 25 /10 /ottobre /2015 19:14
Roma:la madre del parà caduto in Afghanistan rifiuta incontro con Mattarella

Annarita Lo mastro, è la mamma del paracadutista della Folgore, David Tobini, caporal maggiore scelto in forza al 183° Reggimento Paracadutisti della Folgore "Nembo," caduto sotto il fuoco nemico dei talebani a Bala Murghab, durante la sua missione in Afghanistan nel 2011. David è stato insignito della medaglia d'argento al valore militare. Annarita non incontrerà il Presidente della Repubblica Mattarella, il 4 novembre per l'inaugurazione di un monumento ai caduti. Al "Giornale"ha spiegato il perché del suo rifiuto.

"Non andrò all'inaugurazione del monumento ai caduti. Molti mi hanno chiesto il perché ed è giusto dare risposte a chi, fino ad oggi mi ha affiancata, con affetto solidarietà e partecipazione pratica. Ho deciso (ma questo, ripeto, è un mio pensiero che non esclude né giudica quello di altri), di non partecipare a queste manifestazioni di "ricordo". Ho udito ed assistito a mancanze istituzionali che, per quel che mi riguarda, hanno offeso la memoria di MIO FIGLIO. Ho udito sermoni. Ho udito i "mi dispiace"... ma di questi ne sono pieni i cimiteri! Ho udito silenzi dove un nome aveva il diritto di essere nominato. Ho "sentito" rumori di porte chiudersi sulla mia faccia. Mio figlio non "ha" ricevuto ciò Gli spettava. Ho visto paragonare un morto ai vivi. Ho stretto mani e mi sono sforzata di dare fiducia pur sapendo che non ne avrei tratto alcun segno.... Mi sono sentita rimbalzare come una pallina da ping pong.... Ho aspettato risposte da mail mai ricevute così come da quelle AR. Ho letto falsi cordogli dimenticati un attimo dopo. Ho visto costruire una tomba dove solo i miei occhi assistevano a questo orrore. Ho visto porre onori che non chiamerei onori. Ho sentito rumori di telefoni che chiudevano comunicazione...mi sono tanto sentita umiliata! Non ho visto purtroppo morire mio figlio. Non ho potuto salutarlo. Non ho potuto baciarlo..... ma questo pensiero che tutti i giorni minuti mi accompagna non sfiora altre "menti". Dopo 4 anni mi sono chiesta perché ancora la mia presenza dopo queste risposte o meglio non risposte. Forse mio figlio non approverebbe più...Lo sento "suggerire" altre vie per poter combattere un sistema che mi ha offesa o, meglio, lo ha offeso. Ho capito di aver perso la cosa più importante. L’unica cosa vitale della vita: UN FIGLIO e le "parole" e la mancanza di fatti hanno confermato quello che nessuno capirà e non può nemmeno cercare di capire. Detto ciò un caro saluto a chi comprenderà e mi affiancherà con quei soliti graditi gesti d’affetto. Io rompo le "righe". Mi ritiro nei miei "alloggi" e non dirò SISIGNORE!!!!! Ho visto indifferenza dove la verità non può parlare. Spero che questo mio messaggio apra le porte di un accoglienza più sana a molti altri".

 

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