Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
29 dicembre 2014 1 29 /12 /dicembre /2014 15:49

foto-cerimonia-fine-missione-isaf-afghanistan-2014-1.jpgAfghanistan addio ma non per sempre.Ieri con una cerimonia tenutasi nella palestra di una base militare ISAF nei pressi di Kabul, si è conclusa ufficialmente dopo tredici anni la missione del contingente internazionale ISAF in Afghanistan.E' stata l'ultima cerimonia ufficiale, tenutasi quasi in gran segreto per evitare attentati dei talebani.Alla presenza di autorità afgane e della NATO al suono della banda, la bandiera dell'ISAF è stata ammainata definitivamente."Insieme abbiamo portato il popolo afgano fuori dal buio della disperazione e gli abbiamo dato speranza per il futuro".Queste le parole del discorso di ringraziamento del Generale US John Campbell alle truppe  del contingente multinazionale."Per l'Afghanistan inizia una nuova fase in cui la NATO e le forze di sicurezza afgane lavoreranno insieme per un futuro migliore.Avete reso l'Afghanistan più forte e i vostri paesi più sicuri.La strada da percorrere è ancora difficile ma trionferemo".Intanto gli"insurgents"tramite un comunicato del loro portavoce hanno festeggiato la sconfitta dell'impegno USA militare in Afghanistan:"L'America e i suoi alleati internazionali arroganti sono stati sconfitti in questa guerra asimmetrica".Perchè alla fine la domanda che ci si pone è:chi ha davvero vinto questa guerra?Una guerra che non si può considerare conclusa ma che continua.Tanti sono stati i morti tra i civili e i militari, altissimo è stato il tributo di sangue versato dai militari italiani caduti in combattimento.Ci sono davvero vincitori e sconfitti in questa guerra?Dal 1°gennaio la missione si denominerà"Resolute Support"e avrà come obiettivo l'addestramento e il supporto alle forze di sicurezza afgane.Saranno 12.500 i militari della NATO che resteranno in terra afgana.Afghanistan addio quindi, ma non per sempre.La guerra continua.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
19 dicembre 2014 5 19 /12 /dicembre /2014 17:58

 

 

   
A Herat in questi giorni gli atterraggi e i decolli continuano senza sosta:stanno riporatando in Italia militari, materiali e mezzi in Italia(come si vede nel video tratto dal sito"Aska").Oggi infatti c'è stato il passaggio di consegne alle autorità locali.1.300 militari aspettano di poter fare rientro a casa. Dal 2015 altri ne arriveranno, ma il numero dei militari che resteranno sarà drasticamente ridotto, in realtà la missione ISAF contunua sotto un altro nome:"Resolute Support".Sarà una missione che vedrà che i militari italiani e di altre nazioni impegnati a fornire supporto e addestramento alle forze di sicurezza afgane.Non sarà più una missione di combattimento.L'Italia in questi 13 anni di missione afgana ha pagato un alto tributo:sono stati infatti 54 i caduti, 650 i feriti.Intanto il popolo afgano esprime preoccupazione e perplessità circa la fine della missione ISAF.La domanda che ci si pone è:riusciranno l'esercito afgano e le forze di scurezza a fonire un'adeguata difesa e protezione alla popolazione dagli attacchi dei talebani che già in questi giorni hanno ripreso ad intensificarsi?  
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
8 dicembre 2014 1 08 /12 /dicembre /2014 17:28

afghanistan-cerimonia-per-la-fine-della-missione-combattime.jpgAlla fine la bandiera della NATO è stata ammainata: il segnale ufficiale delle fine della missione di combattimento ISAF.Fine di una missione iniziata tredici anni fa per contrastare i talebani dopo l'attacco dell 11 settembre.Il Generale USA John F.Campbell Comandante delle Forze USA e NATO, ha affermato che ora la missione avrà un ruolo di addestramento e di sostegno alle forze di sicurezza afgane, e che queste ultime sono già in grado di cavarsela da sole.Ci sarà un'altra cerimonia prima del 28 dicembre che sancirà la fine definitiva della missione di combattimento in terra afgana.Dal primo gennaio saranno tredicimila i militari che resteranno in Afghanistan con il compito continuare ad  addestrare le forze di sicurezza afgane.Tra questi ci saranno anche i militari italiani che ormai da mesi, chiuse le FOB a presidio delle zone più rischiose dell'Afghanistan, sono concentrati nella base di Herat.Altri ne arriveranno.Si continua a dire che avranno compiti addestrativi:ma se i talebani per caso gli sparassero addosso potrebbero difendersi?Saranno da vedere quali saranno le regole di ingaggio.L'impressione è che queste cerimonie di chiusura siano formali, perchè in realtà la missione ISAF continua anche se con compiti diversi.La situazione nel paese resta delicata, i talebani stanno rialzando la testa con attentati che avvengono quasi ogni giorno.Oggi qualche ora fa, nella provincia di Kandahar, un commando di talebani ha attaccato il quartier generale della polizia afgana:il bilancio è di dieci morti,tra i quali quattro civili e cinque talebani del commando armato.La strada verso la pace per l'Afghanistan appare ancora tutta in salita.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
5 dicembre 2014 5 05 /12 /dicembre /2014 18:33

afghanistan-missione-compiuta-per-drone-aeronaitica-militar.jpgUltima missione compiuta e con successo dal Predator dell'Aeronautica Militare Italiana:è atterrato l'altro giorno all'aeroporto di Herat.La sua missione è durata 5 ore e 35 minuti, ed è stata una missione a supporto delle forze di sicurezza afgane e del contingente ISAF.I Predator italiani dell'Aeronautica hanno operato per oltre sette anni in territorio afgano nell'ambito della missione ISAF, svolgendo missioni di intelligence, di sorveglianza, di ricognizione ed acquisizione obiettivi su tutto il territorio.Sono state 1576 le sortite, delle quali 1491 ore di volo con le quali sono state supportate 37 Task Force di tutto il contingente internazionale.I Predator del 28°Gruppo di Volo del 32°Stormo dell'A.M.I. di stanza ad Amendola(Fg)sono stati supportati dda uomini e donne di altri reparti della Forza Armata e hanno operato evidenziando una notevole professionalità nonchè competenze umane e tecnologiche nella gestione dei velivoli a pilotaggio remoto(APR).Subito dopo l'atterraggio del Predator c'è stata una breve cerimonia alla presenza del Comandante del Train Advise and Assist Command West(TAA-W)Gen.Maurizio Angelo Scardino e del Comandante della Joint Task Air Force(JATF)Col.Paolo Latini nella cui componente aerea nazionale ed interforze del contingente italiano hanno operato i Predator italiani inquadrati nella Task Force Astore.Poi lo stendardo del gruppo è stato ammainato:il segnale definitivo per questi militari che la missione è stata compiuta, si lascia l'Afghanistan e si rientra a casa.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
30 novembre 2014 7 30 /11 /novembre /2014 19:02

afghanistan-talebani-in-cura-dallo-psichiatra1.jpg"Ogni volta che vado al fronte, vorrei che qualcuno mi sparasse e mi uccidesse.Odio questo tipo di vita."Queste le parole di un talebano al Dottor Nader Alemi, lo psichiatra afgano che in un'intervista alla "BBC News Magazine"ha raccontato la sua storia.La storia di talebani che a migliaia sono andati da lui per farsi curare a causa dei traumi provocati dalla guerra.Una guerra che loro stavano vincendo. Nader li ha curati, nonostante le sue idee contro i talebani.La maggior parte di loro non era mai stato da un medico. Nader Ha curato migliaia di talebani come se fossero dei pazienti come tutti gli altri."Li trattavo come esseri umani, proprio come avrei trattato altri miei pazienti anche se sapevo cosa stavano facendo alla nostra società.A volte piangevano e io li confortavo".Era il 1998. l'Afghanistan si trovava sotto il potere dei talebani e avevano occupato la città di Mazar e Sharif dove viveva Nader.I talebani andavano da lui per farsi curare perchè Nader era l'unico a parlare il Pashto, la lingua dei talebani."Sentiva le voci e stava delirando le guardie del corpo mi dissero che potevano sentirlo farneticare durante la notte.Quell'uomo era stato in prima linea Dio sa per quanto tempo e Dio solo sa quante persone ha visto uccidere di fronte a lui.Tutte quelle esplosioni, tutte quelle urla".Quell'uomo che sentiva le voci era il vice del Mullah Omar, Aktar Osmani, lo psichiatra aveva in cura anche lui e avrebbe dovuto seguirlo ancora, ma le missioni del talebano duravano tre mesi.Nel 2006 Akatar Osami morì in un attacco aereo."Uno mi chiese di vederlo nel suo quartier generale, soffriva di depressione e dolore cronico.In tutto non ricordo quanti vennero da me, comunque nell'ordine delle migliaia.Li ho curati per quasi tre anni prima che Mazar venisse riconquistata nel novembre del 2001.Ma  quali erano i problemi psicologici dei talebani?"L'incertezza.Non avevano alcun controllo su ciò che stava accadendo loro.Erano depressi perchè non sapevano mai cosa sarebbe successo da un momento all'altro.La maggior parte di loro non vedeva le loro famiglie per mesi".Molti di questi talebani volevano suicidarsi.Nader ha curato anche le loro famiglie.Sono passati 15 anni, adesso nell'ospedale di Mazar e Sharif , Nader cura gli afgani traumatizzati da una guerra che pare senza fine.Perchè la guerra lascia cicatrici e le cicatrici dell'anima a volte sono indelebili.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
6 novembre 2014 4 06 /11 /novembre /2014 19:22

foto-rob-o-neil-militare-che-ha-ucciso-bin-laden2.jpgHa ucciso Bin Laden con tre colpi alla testa da distanza ravvicinata.Lui è Rob O'Neal, 38 anni, nativo del Montana:la sua identità è stata rivelata dal padre, Tom, al quotidiano USA "Daily News".Rob, il militare dei Navy Seal racconterà in un'intervista esclusiva, a Fox (che verrà trasmessa il 10 e l'11 novembre), come andarono le cose quel giorno di maggio del 2011. Il 2 maggio 2011 infatti era il  giorno  del blitz ad Abbotabad in Pakistan.Rob O'Neil è di certo un militare controcorrente che ha infranto il giuramento di segretezza dei Navy Seals:gli alti vertici militari non sono per niente"contenti"dell'intervista di Rob. Anche se ha lasciato le forze speciali infatti, il giuramento deve essere sempre rispettato e impone a questi militari di non farsi pubblicità nè tanto meno di rivelare dettagli sulle loro operazioni.Ma Rob ha preso la sua decisione, la sua intervista è una sorta di vendetta nei confronti  dei Navy Seals in quanto ha perso dei benefit che si era guadagnato durante la sua prestigiosa carriera, benefit andati persi quando ha abbandonato le forze speciali, come ha rivelato il sito "Blogo news".C'è molta attesa per questa intervista, per conoscere la storia del militare dei Navy Seals che passerà alla storia come "il militare che ha ucciso Bin Laden".Rob O' Neil si è arruolato nei Navy Seals dopo aver incontrato durante una battuta di caccia, un Navy Seal in persona e aver visto così che l'altezza minima richiesta non era poi così rilevante per arruolamento.Anche se poi circolano altre voci che raccontano di una cocente delusione amorosa in seguito alla quale Rob decise di intraprendere questa carriera.Tante missioni spericolate alle spalle, sempre in giro per il mondo, ora si teme per la vita di Rob:l'ISIS infatti dopo l'intervista potrebbe decidere di mettere in atto la sua vendetta.Il padre di Rob, Tom assicura che non ci sono problemi, al "Daily Mail"ha infatti dichiarato:"Se vogliono venire, li aspettiamo"e ha inoltre aggiunto che"dipingerò un grosso bersaglio sulla porta di casa".Quelli dell'ISIS sono avvertiti:stiano in guardia.Parola di padre di un Navy Seal.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
5 novembre 2014 3 05 /11 /novembre /2014 19:01

foto-adorno-medaglia-valor-militare1.jpg"Quel giorno eravamo nei pressi di Bala Murghab, una delle aree più pericolose dell'ovest dell'Afghanistan a comando italiano.Nella fase finale hanno cominciato a sparaci addosso.Gli insorti facevano fuoco e noi ci siamo attestati dietro ad alcune abitazioni.Eravamo a piedi, davanti a me due squadre della nostra unità erano particolarmente esposte al fuoco:sparavano ma era necessario che tornassero verso le nostre posizioni .Ho cominciato a fare fuoco di copertura per dargli la possibilità di avvicinarsi.Ad un certo punto sono stato colpito alla gamba destra .Dopo essere stato colpito, una manciata di secondi, ho perso di vista l'obiettivo, in quei momenti pensi alla famiglia,a tua moglie, al figlio piccolo e a quell'altro che sta per nascere.Pensi anche che potresti morire.Ma dura un attimo:poi torni in te e l'unico pensiero diventa la missione assegnata e la sicurezza dei tuoi compagni.Così ho cominciato a sparare."A parlare è il caporal maggiore scelto dell'Esercito Andrea Adorno, 34 anni, che in un'intervista al quotidiano "Lasicilia.it"ha raccontato quell'episodio accadutogli durante la sua missione in Afghanistan , il 16 luglio 2010 che gli è valso la medaglia d'oro al valor militare.Era in servizio al 4°Reggimento Alpini Paracadutisti di Bolzano e grazie al suo fuoco di copertura le due squadre della TF45 e i suoi compagni si sono salvati da morte certa.Andrea, rimasto ferito era stato subito soccorso e portato e all'ospedale  da campo di Bala Murghab.Ieri 4 novembre, Festa delle Forze Armate, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha assegnato la medaglia d'oro al valor militare per avere salvato i suoi commilitoni.Adesso Andrea presta servizio al 62°Fanteria Sicilia a Catania, vicino alla sua famiglia. Bala Murghab e quella data del 16 luglio 2010 Andrea non li scorderà mai, come non la scorderanno mai i suoi compagni che grazie a lui si sono salvati.La guerra afgana è stata costellata da tanti combattimenti come questo, dei quali molti spesso i media non hanno parlato anche per la segretezza delle operazioni.Perchè se quella in Afghanistan è stata spesso denominata missione di pace, nella realtà era ed è una guerra.Una guerra con i suoi soldati e le loro storie, alcune di queste mai raccontate.      

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
27 ottobre 2014 1 27 /10 /ottobre /2014 18:35

afghanistan-militari-usa-e-gb-si-ritirano-dpo-13-anni.jpgMissione compiuta per le truppe statunitensi e britanniche della missione ISAF.Dopo 13 anni hanno lasciato l'Afghanistan.Gli ultimi 1.000 militari si sono ritirati dalle basi di Camp Leatherneck e di Camp Bastion lasciandole alle forze di sicurezza afgane.Elicotteri ed aerei sono decollati in continuazione riportando a casa i militari.La base americana di Camp Leatherneck costruita dal nulla nel deserto afgano nei pressi della capitale provinciale Lashkar Gah,ha ospitato in questi 13 anni 40.000 militari stranieri. La base inglese di Camp Bastion è invece situata nell'Helmand, una delle zone più pericolose perchè spesso sotto il tiro degli"insurgents"è stata lasciata stamattina alle forze di sicurezza afgane.Un ritiro quello delle truppe statunitensi e britanniche davvero imponente.Ora bisognerà aspettare e vedere se l'esercito e le forze di sicurezza afgane saranno in grado di continuare a difendere queste basi dagli attacchi dei talebani.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
20 ottobre 2014 1 20 /10 /ottobre /2014 17:35

afghanistan-predator-b-italiano-vola-per-piu-di-20-ore-cons.jpgE' accaduto nei giorni scorsi.Un Predator"B"(un velivolo a pilotaggio remoto)dell'Aeronautica Militare Italiana ha volato consecutivamente per oltre 20 ore durante una missione operativa.I Predator"B"provengono dal 28°gruppo di volo del 32°Stormo di Amendola(Fg)dell'Aeronautica Militare e dal 2007, sono schierati presso l'aeroporto di Herat con la Task Force Astore, sotto il comando della JATF.Il loro compito è quello di sorvegliare e di effettuare ricognizioni aeree  nonchè compiti di intelligence a favore della TAAC-W sia a suppoto delle truppe italiane che di quelle straniere nell'ambito della missione ISAF.Il distretto è quello di Shindand, la missione ha avuto inizio alle 11.32 con il decollo del Predator che ha dovuto garantire la sicurezza alle truppe  operative impegnate in un'operazione a terra. Ad un certo punto della missione, gli esperti di intelligence del TAAC-W(Train Advise and Assist Command West)su base Brigata Bersaglieri"Garibaldi",è stato richiesto l'intervento e la sorveglianza del Predator anche nell'area dell'aeroporto di Herat, dove si trova la sede del Comando Italiano.Terminata la missione, il Predator è atterrato alle 08.44 del giorno successivo dopo essere stato operativo per oltre 20 ore consecutive e dodici minuti.La missione è stata portata a termine brillantemente e inpeccabilmente superando le 20 ore consecutive di volo grazie  alla elevatissima professionalità del personale di terra:ovvero piloti, operatori dei sensori video, tecnici analisti, ed esperti di intelligence.Di fondamentale importanza l'apporto delle più avanzate e sofisticate tecnologie italiane.Un successo tutto italiano insomma.  

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
16 ottobre 2014 4 16 /10 /ottobre /2014 16:53

 

 

   
Con i suoi commilitoni, il marine che si vede in questo video (postato sul canale Youtube"Warleaks"), era impegnato in un'operazione congiunta con il supporto aereo di elicotteri, nel distretto di Now Zad nell'Helmand, una delle zone più pericolose dell'Afghanistan.Il marine e la sua squadra entrano in un tunnel quando si sente uno sparo.Il proiettile colpisce l'elmetto del marine che si salva, è proprio il caso di dirlo, per miracolo.Infatti il proiettile viene bloccato dal suo elmetto.Nessun danno neanche per i suoi commilitoni che possono tirare un sospiro di sollievo.Il video postato su Youtube sta facendo il giro del web ed è stato girato da un militare che portava una cam montata sul suo elmetto.  
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento