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24 luglio 2011 7 24 /07 /luglio /2011 15:54

La lettera anonima, postata su un blog, è quella di un Maresciallo dell'Aeronautica Militare che dopo tanti anni di servizio ha deciso di dare le sue dimissioni da italiano e da soldato. Il perchè viene spiegato dallo stesso Maresciallo, in una lettera nella quale esprime tutta la sua amarezza e la sua delusione. Una lettera questa, che forse esprime un malcontento serpeggiante anche tra le forze armate. Un malcontento per la situazione nella quale si trova l'Italia che dopo i civili e le loro manifestazioni e proteste contro la Casta, ora  tocca da vicino anche i militari. Dopo il caso dei "militari ribelli"dell'Operazione Strade Sicure a Milano, ora questa lettera che non mancherà di suscitare polemiche e discussioni.lettera-di-un-maresciallo-del-A.M-che-si-dimette-copia-1.jpg  

"Ebbene si cari colleghi. Ho deciso di fuggire. Fuggire per salvarmi… fuggire per continuare a vivere. Ho servito il mio Stato per 28 anni in maniera decorosa. Ho servito il mio Stato in Bosnia, in Kosovo, in Albania e ovunque mi chiedevano di andare. Ho addestrato i più giovani, cercando di insegnare il rispetto delle regole, l’onore, lo spirito di corpo e l’amore per quei tre colori che ogni giorno all’alzabandiera mi regalano un brivido. Ma oggi quel brivido l’ho sentito solo io. Ed è un brivido di disgusto, di delusione.Alcuni miei colleghi per servire lo Stato hanno lasciato la famiglia e sono tornati a casa in una cassa di legno, eseguendo ordini di gente che guadagna in un mese quello che noi militari guadagniamo in un anno. E per tutta risposta, neanche la soddisfazione della promozione di un grado.Non sono mai stato punito. Non ho mai rifiutato un ordine. Ma combattere in teatro operativo è facile… lì sai chi è il nemico…. ma combattere anche tutti i giorni a casa, dove il nemico sembra essere il tuo ministro, è troppo.Dopo tanti anni, questa uniforme mi pesa. Troppe mattine inizio il lavoro chiedendomi “perchè?” Ho subito in silenzio 4 trasferimenti d’autorità, ho subito in silenzio una promozione mai arrivata, ho detto sempre “signorsì comandi”, come mi è stato insegnato e sempre in silenzio ho sempre accettato di essere comandato da gente talvolta incapace proiettata solo alla sua carriera. Ho fatto la guardia all’immondizia di Napoli, ho fatto la guardia a poveri disperati dei centri di accoglienza. Sono stato in missione dormendo nelle bettole per fare risparmiare l’amministrazione. Ho addirittura pagato il carburante del mezzo militare per rientrare al reparto da una missione. Ed ora, alla soglia dei miei 46 anni di età e 28 anni di servizio, per ringraziarmi, mi bloccano lo stipendio per anni ancora, mi prendono per il culo con una F.E.S.I. ridicola, mi dicono che devo fare straordinari ma i soldi non ci sono, mi dicono che se mi ammalo non mi pagano, e tutto per fare ancora sacrifici per il mio paese. Non voglio vomitare insulti sulla classe politica perchè sarebbe come sparare sulla Croce Rossa ma posso dire basta. Non vale più la pena servire questo Stato. Mi dimetto. Mi dimetto da Italiano, da soldato, e vi saluto".  

 

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23 luglio 2011 6 23 /07 /luglio /2011 16:32

E'stato arrestato il terrorista responsabile della strage di Oslo di eri. Si tratta di Anders Behering,31 anni. Nei suoi profili di Facebook e Twitter si definisce:vicino all'estrema destra, cristiano fondamentalista, amante della musica classica e dei viedogiochi di guerra come "Modern Warfare2". Tra i ifilm preferiti Il Gladiatore",e "300".anders-behring-terrorista--attenatato-oslo-copia-1.jpg Sul suo profilo su Twitter spicca una citazione:"Una persona con una fede ha la forza di 100.000". Un attentato il suo, pianificato nei minimi dettagli in una fattoria che aveva affittato un mese fa nella regione di Heidmark, a circa 150 km da Oslo, e dove sono stati ritrovati grandi quantitativi di ammonio per la fabbricazione di esplosivo. Intanto il bilancio dell'attentato a Oslo che è stato definito da alcuni l'11 settembre norvegese, è salito a 91 morti. Il terorista che indossava un uniforme della polizia ha fatto radunare un gruppo di simpatizzanti del partito laburista per poi fare contro di loro all'impazzata. Contemporaneamente una bomba ha colpito la sede del famoso tabloid norvegese NV, che si trova nel cuore accanto ad altri edifici sedi del Primo Ministro e altri uffici di importanti funzionari politici.La polizia ha affermato che:"Abbiamo elementi per credere che sia lui l'unico responsabile della strage". Il terrorista aveva con sè una pistola, un fucile da caccia, e un fucile automatico.Sono state trovate anche dellebombe inesplose.Internet e i social network hanno avuto un ruolo fondamentale per individuare le zone esatte per nell'invio dei primi soccorsi e per la circolazione delle notizie su quanto stava accadendo. Un attentato che è stato vissuto in diretta dai norvegesi e da tutto il mondo. E'la prima volta che la Norvegia, nazione notoriamente"tranquilla" diventa obiettivo di un attentato così efferato.

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22 luglio 2011 5 22 /07 /luglio /2011 17:36

Questa storia inizia con un misterioso arsenale di armi tra i quali razzi katiuscia, kalashnikov, munzioni e 400 missile custodito nei sotterranei dell'ex base NATO di La maddalena in Sardegna.ribelli libici2 Le armi erano destinate alla guerra di Balcani nel 1994. La nave sulla quale si trovavano le armi viene fermata nel canale di Otranto, le armi che avrebbero dovuto essere distrutte vengono sequestrate. Due mesi le armi che erano nascoste in un bunker della base della Maddalena vengono consegnate dalla Marina Militare all'Esercito. Vengono imbarcate su traghetti utilizzati per il trasporto di civili per poi sbarcare a Civitavecchia e sparire nel nulla. La magistratuta di Tempio vuole vederci chiaro e apre un'indagine ma non può fare nulla contro il segreto di Stato. E' grazie allo scoop di "The Globalist" che si scopre che le armi(come si sospettava) sono finite in mano ai ribelli libici. Ma perchè?A fine febbraio la posizionde del governo Berlusconi di continuare il suo appoggio a Gheddafi diventa sempre più insostenibile.Il Ministro Frattini ed il Sotosegretario Gianni Letta organizzano un'operazione congiunta con l'Ambasciatore libico a Roma, Abdulhafed Gaddur, che nel frattempo aveva affermato di avere abbandonato il dittatore libico per schierarsi con gli i ribelli. Gaddur si è fatto garante di un accordo con Mustafa Abdel Jalil, ex Ministro della Giustizia di Ghedafi, diventato poi presidente del Consiglio di transizione libico. Per Berlusconi il prezzo da pagare per dimostare di avere campo sarà il dover fornire aiuti agli insorti, e tra gli aiuti ci sono anche le armi. Grazie allo scoop di "The Gobalist"viene svelato il giallo della sparizione delle armi, sul quale era calato il Segreto di Stato. Di questa storia, l'aspetto più inquietante è senza dubbio l'utilizzo di traghetti adibiti al trasporto di civili per spostare il carico di armi all'insaputa degli ignari passeggeri.

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22 luglio 2011 5 22 /07 /luglio /2011 16:30

Lo stadio è da sempre luogo di aggregazione e di coesione sociale soprattutto per i giovaniherat-il-prt-ha-ristrutturato-la-stadio-23-luglio-2011.jpg. Non solo in Italia ma anche in Afghanistan. Lo stadio in passato è stato utlizzato dai talebani come luogo dove far avvenire le esecuzioni pubbliche. Era negli stadi, infatti  davanti ad una folla di migliaia di persone, che venivano lapidate le donne accusate di adulterio, che ai ladri venivano amputate le braccia, e dove per i reati minori si ricorreva alla fustigazione. In nome di una cultura, quella dei talebani, che bandisce ogni forma di divertimento dalla vita dell'individuo. Quindi niente partite allo stadio, niente teatro, tv o cinema, vietata la musica come del resto anche ridere in pubblico. Lo stadio di Herat è stato ristrutturato anche grazie all'aiuto del PRT(Provincial Reconstruction Team). La sua ristrutturazione ha segnato il ritorno alla vita normale di un popolo devastato dal regime talebano. Certo gli attacchi degli"insurgents"sono all'ordine del giorno specialmente adesso che è iniziato il processo di transizione, ma se la popolazione può ritornare ad appropriarsi del proprio stadio, questo è un segnale positivo. Si potrà andare andare allo stadio anche di notte. Il Governatore di Herat infatti, ha chiesto al Ministro Romani, la posibilità di aprire lo stadio anche durante la sera. Così Enel e Terna faranno arrivare alle autorità locali le strutture, in modo da garantire l'illuminazione dello stadio. I materiali saranno trasportati da Pisa a Herat con imezzi dell'Aeronautica Militare Italiana. Lo stadio verrà illuminato da un impianto composto da 7 pali alti 22 metri e da 96 proiettori ad alta efficenza.La luce che illumina lo stadio di notte rappresenta simbolicamente l'uscita dalle tenebre del regime talebano, una luce di speranza in un futuro migliore per il popolo afgano. 

con i mezzi dell'Aeronautica Militare Italiana. Lo stadio verrà illuminato da un impianto composto da 7 pali alti 22 metri e da 96 proiettori ad alta efficenza.La luce che illumina lo stadio di notte rappresenta simbolicamente l'uscita dalle tenebre del regime talebano, una luce di speranza in un futuro migliore per il popolo afgano. 

 

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21 luglio 2011 4 21 /07 /luglio /2011 17:03

attentato libano militari unifil italiani 27 maggio 2011"Ho trovato migliorate di molto le condizioni del Capitano Gennaro Masino, per il quale mi hanno assicurato un recupero del 100%"ha affermato il Ministro della Difesa La Russa in visita oggi al Celio ai militari feriti nell'attentato di Herat in Afghanistan e in Libano. il Capitano Gennaro Masino, gravemente ferito in Afghanistan, sta continuando la riabilitazione e il Caporal Maggiore D'Avanzo che ha rischiato di perdere un occhio, sta migliorando ulteriormente. "Per fortuna ho recuperato sia l'occhio che la mascella"ha affermato il militare,"Voglio ringraziare chi non mi ha mai lasciato solo sia qui in ospedale sia da parte dello Stato, non vedo l'ora di essere richiamato in servizio e riprendere la missione ancora più di prima." La Russa poi ha avuto parole di elogio per i medici e ufficiali del Celio per la loro professionalità , umanità ed affetto con i quali sono stati curati e assisititi i feriti. Riguardo all'impegno militare italiano in Afghanistan, La Russa ha affermato che:" Non viene meno il pericolo in Afghanistan perchè maggiore è l'azione del contingente italiano di acquisire il controllo dei territori maggiore è la volontà di cercare di impedirla da parte dei terroristi. L'azione di contrasto fatta dai terroristi però non è tanto di tipo militare ma mira ad un effetto psicologico per indurre i paesi che partecipano alle missioni ad avere dubbi e cercare di fare interrompere il lavoro andato avanti fino ad ora. I risultati  positivi sono vistosi ed evidenti, prevediamo per il 2014 di restituire al leggittimo proprietario, ovvero al popolo afgano il controllo del territorio". Insomma il contingente italiano dovrà ancora stringere i denti per parecchio tempo.

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21 luglio 2011 4 21 /07 /luglio /2011 16:23

militari italiani lasciano herat ad afgani 21 luglio 2011In queste ore il Comando Regionale Italiano dell'ISAF, nell'Ovest dell'Afghanistan, sta effettuando il passaggio di consegne alle forze di sicurezza afgane nella municipalità di Herat.  A Herat il contingente italiano è composto da 4.200 militari. Il Comando Italiano ha il controllo sulle truppe di altri 11 paesi. Due cerimonie hanno reso ufficiale il passaggio di consegne, un momento questo cruciale che segna la prosecuzione del processo di transizione inziato il 17 luglio e che sta procendo a pieno regime. Le due cerimonie si sono svolte alla presenza delle massime autorità afgane sia civili che militari, del Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani. I militari dell'ISAF eran rappresentati dal Comandante della Regione Ovest, il Generale di Brigata Carmine Masiello. La prima delle due cerimonie si è svolta all'aeroporto di Herat:il progetto per la sua trasformazione in un hub internazionale era stato proprio uno dei primi  progetti scelti dallo stesso Governatore Saba, poi approvati dalle autorità centrali di Kabul. L'aeroporto diventa così il luogo simbolo della ripresa economica di questo paese, e della speranza in futuro migliore. L'aeroporto è anche simbolo dell'uscita dall'isolamento dell'Afghanistan. La seconda cerimonia invece, si è svolta presso la base di Camp Saphar, sede del 207/esimo Corpo d'Armata Afgano. Un altro luogo simbolo questo, che rappresenta il conseguimento degli importanti risultati nel campo della gestione della sicurezza raggiunta dall'esercito afgano. Come affermato dal portavoce del Comando Italiano ISAF:"Questo di oggi rappresenta un primo passo verso quel processo di crescita che porterà il paese verso la propria autonomia, e che dovrebbe concludersi entro la fine del 2014". 

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20 luglio 2011 3 20 /07 /luglio /2011 13:26

Ancora non si è scoperto chi si nasconda dietro il nickname "Spidertruman". Sino all'altro ieri gli italiani lo incitavano e lo incoraggiavano a svelare i privilegi  e le malefatte della Casta sulla sua pagina di Facebook.SpiderTruman--la-grande-bufala-su-Facebook-copia-1.jpg In lui gli italiani hanno visto il capopopolo della rivoluzione che dovrebbe portare al cambiamento definitivo e all'eliminazione della coruzione dall'Italia. All'inzio "Spidertruman"postava le foto dei documenti che testimoniavano le tariffe dei politici ultra scontate per telefonare ad esempio. Poi con il passare dei giorni ha iniziato a postare sempre meno link, e non si sono più viste foto di documenti o sentite le tanto promesse rivelazioni "scottanti".  Molti italiani si sono stufati delle tante parole e dei pochi fatti. Hanno scoperto che il personaggio nato su Facebook ha anche un lavoro, quindi tanto sfortunato non è. Si sono accorti che in fondo quello che diceva era già stato scritto in un libro, e che non veniva detto niente di nuovo. Cambiava solo il modo di comunicarle queste cose:attraverso Facebook. Migliaia di italiani  entusiasti, per un paio di giorni si sono riconosciuti in "Spidertruman". Tutti lì a digitare incazzati sulla tastiera per poi rendersi conto che forse una vera rivoluzione o un cambiamento non possono avvenire solo su Facebook. Che dalla tastiera del pc bisogna schiodarsi e darsi appuntamento nelle piazze. Forse Facebook serve a questo:creare falsi miti e mobilitare tante persone.  Dal suo blog "Spidertruman" incita a scendere tutti in piazza, ma  adirittura ad ottobre! Forse non si scoprirà mai chi si nasconde dietro il nickname "Spidertruman" e  poco importa. C'è una certezza "Spidertruman":non è un eroe. I veri eroi sono Falcone e Borsellino e la sua scorta, i disoccupati, i licenziati, i pensionati, i cassintegrati, gli operai che lavorano nelle fabbriche che stanno chudendo, i morti sul lavoro, i militari che muoiono in Afghanistan, i medici e gli infermieri che salvano vite, i precari. Come ha detto qualcuno"i veri eroi sono quelli che ogni giorno  si alzano dal letto ed affrontano la vita anche se  gli hanno rubato il futuro".       

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20 luglio 2011 3 20 /07 /luglio /2011 10:45

leonida-maria-tucci-storia-di-un-precario-rovinato-dalla-ca.jpgNella foto insieme alla moglie Leonida Maria Tucci sorride. Ora quel sorriso non c'è più. E' stato spento. I giorni felici sono lontani. Erano i giorni nei quali Leonida lavorava come addetto stampa presso il gruppo parlamentare di AN. Aveva iniziato nel 1994 con un contratto Co.co.co. . Era bravo Leonida nel suo lavoro: ci davvero metteva tanto impegno e tanta passione, e i politici si rivolgevano sempre a lui, e grazie al suo lavoro ottenevano popolarità, facevano carriera e le loro tasche si riempivano sempre più di soldi. Per Leonida non esistevano vacanze e non c'era nemmeno il tempo per dedicarsi alla famiglia:"Lasciami seminare, un giorno raccoglierò i frutti del mio lavoro" amava ripetere alla moglie. Quei frutti non li ha mai potuti raccogliere. Nonostante tanta passione, impegno e fatica nel suo lavoro, il suo contratto co.co.co gli viene rinnovato per ben 16 volte, spera sempre di essere assunto come giornalista. L'assunzione in effetti c'è: il 1°aprile 2006 non come giornalista ma come impiegato di 4° livello. Il suo compito è quello di imbustare lettere e rispondere al telefono. Il suo successo nel lavoro e la sua onestà hanno dato fastidio a qualcuno, e così ad un certo punto viene accusato di molestare e addirittura picchiare alcune colleghe del suo ufficio: accusa poi rivelatasi totalmente falsa. Dopo 16 anni Leonida 41 anni, si ritrova in mezzo alla strada, distrutto psicologicamente(cade in una profonda depressione) e soprattutto senza lavoro. Ha 2 figli piccoli. "Siamo dovuti andare al Monte di Pietà ad impegnare le fedine di fidanzamento, le crocette che avevano regalato ai bambini per il battesimo. Le abbiamo perse perchè non abbiamo avuto i soldi per riscattarle. Spesso non so come mettere insieme il pranzo con la cena". La moglie Giulia Ruggeri ha creato una pagina su Facebook "Leonida Maria Tucci(il coraggio di denunciare)"dove conduce la sua battaglia contro la Casta che ha usato e sfruttato suo marito 16 anni  per poi buttarlo via: come se fosse un oggetto. Sfruttato da quegli stessi politici che poi compaiono in tv e si fanno belli parlando di valori come "famiglia" "onestà" e via dicendo. Sulla pagina di Facebook si fanno nomi e cognomi, senza bisogno di nascondersi dietro ad un nickname da fumetto.  La  storia di Leonida è la storia di tanti precari italiani giovani e meno giovani, "assunti" con contratti a Co.co.pro e che poi si rirovano senza lavoro dall'oggi al domani, senza un soldo in tasca, senza ammortizzatori sociali, e senza futuro. Precaria diventa  la salute, perchè di lavoro precario o di disoccupazione ci si ammala  e si può anche morire. Leonida adesso sta molto male, ma forse sapere che la moglie non è sola a combattere la sua battaglia contro la Casta, potrà aiutarlo a fare stare meglio. Forse vedere che ci sono tanti precari a combattere per la dignità e la giustizia potrà  riaccendere il suo sorriso.

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18 luglio 2011 1 18 /07 /luglio /2011 17:26

La corruzione è uguale dappertutto in Italia come in Afghanistan. Tutto il mondo è paese.capitano-dei-carabinieri-rivola-afghanistan-luglio-copia-1.jpg A pensarla così è il Capitano dei Carabinieri Raffaele Rivola romagnolo, 34 anni lauree e master che dall'Italia a combattere ed arrestare i pezzi grossi della n'drangheta, è approdato in Afghanistan a combattere la corruzione e l'illegalità che dilagano anche da queste parti. Il Capitano è l'unico italiano facente parte della"Sharafiyat"(Trasparenza), la Combined Joint Interagency che ha sede a Kabul. "Non credo sia un caso se sono finito qui.L'esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata maturata in Calabria mi ha dato gli strumenti giusti per capire certe logiche mafiose. La corruzione non è un prodotto del regime talebano, nè faceva parte della tradizione afgana precedente. E' un fenomeno abbastanza recente, legato anche all'invio di fondi internazionali alla velocità di farsi strada dopo la caduta dei talebani", afferma il Capitano che poi illustra i metodi utilizzati per vincere la diffidenza della gente:"Cerchiamo di suscitare nella gente maggiore fiducia nella polizia, che durante il regime era uno strumento di controllo religioso e non di contrasto al crimine o di protezione della popolazione, mentre agli operatori delle forze dell'ordine trasmettiamo una percezione nuova del proprio ruolo e lo spirito di corpo, che comportano il controllo reciproco in caso di irregolarità e una maggiore credibilità all'estero". Insomma in Afghanistan la missione del Capitano e dei suoi uomini è quella di educare alla legalità proprio come faceva durante la sua esperienza lavorativa in Calabria. E da quello che racconta la Calabria (come l'Italia in generale) e l'Afghanistan non sono poi così tanto diversi.I nfatti la corruzione è dilagante: anche qui come in Italia vien particato il sistema della "bustarella" per poter togliere una contravvenzione indesiderata, si abusa di potere in modo da ottenere dei benefici personali, si fornisce un' adeguata mano d'aiuto a politici compiacenti, terroristi  e narcotrafficanti. Il pericolo maggiore è rappresentato dai"Criminal Patronal Networks"in pratica una specie di setta massonica che intreccia legami tra politica e potere"Che non solo mette in pericolo noi alleati, ma permette anche ai criminali di finanziarsi".E' questo il sistema che cerchiamo di intaccare: in vista della transizione le istituzioni e la giustizia devono funzionare."Parola del Capitano Rivola. 

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18 luglio 2011 1 18 /07 /luglio /2011 16:29

E' iniziato ufficialmente oggi il processo di transizione in Afghanistan con il passaggio di consegne tra ISAF e forze di sicurezza afgane nella zona di Bayman.afghanistan bayman iniziata la transizione 18 luglio 2011 Una cerimonia volutamente semplice per evitare di attirare troppo l'attenzione degli"insurgents"che in questi giorni  stanno portando a termine vari attentati nelle altre zone del paese. Da oggi le forze di sicurezza afgane avranno il compito di garantire la stabilità e la sicurezza della zona di Bayman. Erano presenti alla cerimonia la governatrice di Bayman Habiba Sarabi, il Ministro della Difesa Abdul Rahim Wardack, il Ministro dell'Interno Bismallah Muhamidi, alcuni dirigenti afgani e ufficiali della NATO."Le forze di sicurezza afgane sono pienamente in grado di assumere la responsabilità di garantire la sicurezza sul territorio, anche se un limite c'è ancora: le forze di sicurezza afgane necessitano di un maggiore equipaggiamento"ha affermato la Governatrice di Bayman. Una zona questa di cui si parlò tanto nel 2001 quando i talebani bombardarono le statue che raffiguravano Buddha, e tuttavia oggi una delle più tranquille dell'Afghanistan. Si parla di passaggio di consegne, ma i 200 militari neozelandesi di stanza in questa zona non andranno via subito. Le truppe della NATO presidieranno ancora il territorio fianco a fianco dell'esercito afgano, fino a quando questo non sarà definitivamente pronto per la prima linea. I militari NATO schierati in Afghanistan sono 130 mila, dei quali un terzo appartengono al contingente USA. Circa 33 mila militari verranno ritirati entro settembre del 2012, il resto del contingente sarà definitivamente ritirato nel 2014. Due giorni fa hanno fatto rientro in USA 650 militari della Guardia Nazionale dell'IOWA, Primo Squadrone 115/Reggimento di Cavalleria che erano di stanza a Barwana a nord est dell'Afghanistan.  Bayman è la prima delle 7 province che saranno interessate dal processo di transizione, dopo toccherà alla provincia di Kabul, Herat( dove è di stanza il contingente italiano), Al Pansjir, Lashkar Gah(capoluogo della provincia di Helmand, una delle zone più rischiose dell'Afghanistan),Mazar-i-Sharif(capoluogo di Balk)e poi Mehtarlam(capoluogo di Laghman a est del paese). Il processo di transizione terminerà definitivamente nel 2014. Una data questa che appare lontanissima, e che porta con sè l' interrogativo: quanti morti ancora tra i civili e militari prima che si arrivi alla fine di questa transizione?  

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