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29 settembre 2016 4 29 /09 /settembre /2016 16:38
Roma:Latorre resta in Italia ma è una vittoria a metà

La Corte Suprema di New Delhi ha espresso la sua decisione:il fuciliere del S.Marco Massimiliano Latorre potrà restare in Italia fino alla fine dell'arbitrato internazionale dell'Aja alle stesse condizioni del suo collega Salvatore Girone. Una notizia senza dubbio positiva ma per la quale si può gioire solo in parte:"Una decisione(quella degli indiani)che andava presa 4 anni fa e dopo che nel frattempo i nostri marò sono stati ingiustamente privati della libertà per tanto tempo. Si dimostra così che la strada da noi indicata e seguita purtroppo con ritardo dal governo, quella dell'arbitrato interazionale, era l'unica giusta ed è stata la sola che ha prodotto risultati positivi"cosi hanno affermato in una nota congiunta l'On. Elio Vito e Maurizio Gasparri, responsabili della Consulta di Sicurezza di Forza Italia.

Questa decisione della Corte indiana è una decisione che arriva tardi, dopo 4 anni di un'odissea senza fine, con i due fucilieri del S.Marco ingiustamente accusati dell'uccisione di due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala nel lontano 2012. Si è dovuto aspettare fino al 2016 perché gli indiani decidessero che Latorre potrà restare in Italia. Quando c'è da chiedersi come mai in questi 4 anni di continui rinvii non sia stato ancora istruito il processo che dichiari una volta per tutte l'innocenza dei due militari italiani."Sbagliato esultare oggi dopo oltre 4 anni di ingiusta detenzione, intrapresa con ritardo dal Governo la strada giusta da noi indicata"afferma l'On.Elio de Vito in un Tweet.

Si, è senza dubbio una vittoria a metà, una vittoria a metà per tutti gli italiani che hanno sostenuto i due militari italiani anche sul web, con tante inizitive ma anche con manifestazioni di piazza. Una vittoria provvisoria fino al 2018:se infatti nel 2018 verrà deciso che la giurisdizione sul caso marò sarà dell'India i due fucilieri del S.Marco dovranno tornare in India. Inoltre si è dovuto attendere fino al 2016 per far si che Latorre restasse in Italia. Ecco spiegato il motivo della vittoria a metà.

Intanto però, di sicuro  si può gioire, come ha fatto lo stesso Massimiliano Latorre che ha voluto ringraziare tutti gli italiani:"In questi due anni non facili questo è il secondo favorevole obiettivo raggiunto dopo ill rientro in Italia del mio collega Girone. Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta il Signor Presidente della Repubblica per l'onore e per la gioia che mi ha concesso nell'incontrarmi, oltre che tutti gli italiani , le associazioni d'Arma, e gli amici dei social network che non mi hanno mai abbandonato e che resteranno nel mio cuore per il resto della vita."

Published by Alessandra C. - in Marò
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25 settembre 2016 7 25 /09 /settembre /2016 18:12
Libia:militari italiani in missione"Ippocrate"già operativi

Sono sbarcati a Misurata dalla nave anfibia S.Marco mercoledì i militari italiani e i mezzi impegnati nella missione"Ippocrate". La S.Marco è già ripartita dalla Libia verso Salerno:è infatti in quel porto che vengono imbarcati gli altri materiali che servono per la missione libica. Sei medici e uomini di un nucleo della sicurezza erano già arrivati in Libia nei giorni scorsi con velivoli militari per rendere operativo l'ospedale da campo"Role1",con 12 posti letto e il pronto soccorso.

In questi giorni presso l'aeroporto di Misurata i militari italiani stanno provvedendo alla costruzione del "Role2"un ospedale che avrà 50 posti letto e sarà inoltre dotato di sale operatorie e di rianimazione. In realtà i militari italiani in Libia sono già operativi da tempo, non è più un mistero che alcuni di loro, come riportato da più fonti, siano al comando degli 007 e operino come agenti segreti già da mesi.

Oltre all'intelligence c'è la presenza delle Forze Speciali come il 9°Reggimento Col Moschin, gli incursori del Comsubin, e dell'Aeronautica Militare nonché i GIS dei Carabinieri. Il compito delle Forze Speciali è quello di formare e di addestrare allo sminamento le truppe libiche che combattono contro l'ISIS. Oltre alle Forze Speciali, sono operativi i paracadutisti della Folgore, il cui compito sarà quello di assicurare un'adeguata cornice di sicurezza ai medici e ai sanitari impegnati a prestare assistenza e cure ai militari libici feriti in combattimento.

Published by Alessandra C. - in Libia
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25 settembre 2016 7 25 /09 /settembre /2016 16:45
Cagliari:allarme sbarchi di algerini e Piazza Matteotti senza più vigilanza

Situazione sempre più allarmante a Cagliari, soprattutto nella zona del porto e di Piazza Matteotti che dopo lo sgombero dei profughi è rimasta senza vigilanza. I profughi dopo lo sgombero, si sono trasferiti in Piazza Amendola. Piazza Matteotti senza il presidio fisso delle forze dell'ordine, è diventata una zona a rischio della città, soprattutto di notte.

E' dell'altro giorno la notizia dello stupro di una ragazza di 23 anni. Stuprata da un italiano e da uno straniero. La ragazza ha avuto l'unica colpa di trovarsi ad attraversare Piazza Matteotti. Una piazza, che di notte diventa meta di balordi e criminali. Servirebbe un presidio fisso delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza dei cittadini, proprio come quello che c'era dopo lo sgombero dei profughi che avevano trasformato quella piazza nel loro dormitorio non avendo altro alloggio.

 Purtroppo con i tagli del personale alle forze dell'ordine, la situazione è diventata davvero pericolosa,anche in vista di nuovi sbarchi di algerini che stanno già avvenendo sulle coste del Sulcis, come denuncia Luca Agati del SAP di Cagliari:" Avevamo detto chiaramente che la vigilanza fissa in Piazza Matteotti non sarebbe rimasta a lungo, le carenze di uomini che denunciamo da anni sono alla base dei problemi. Negli ultimi cinque anni sono 130 i poliziotti in meno in provincia, numero destinato a salire per via di numerosi pensionamenti, almeno 350 tra tutte le forze dell'ordine e all'epoca non esistevano problemi legati all'immigrazione. Oggi si registrano nuovi sbarchi di Algerini sulle coste del Sulcis (più di 650 dall'inizio dell'anno) e come nei giorni scorsi garantiremo loro accoglienza ed il tacito permesso a delinquere. Quanto andrà avanti questa farsa?" C'è da sperare che la farsa finisca al più presto e si ponga rimedio a questa drammatica e allarmante situazione.

Published by Alessandra C. - in Attualità
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22 settembre 2016 4 22 /09 /settembre /2016 17:49
Afghanistan:Ministro Pinotti a militari italiani:"Italia orgogliosa di quello che fate"
Afghanistan:Ministro Pinotti a militari italiani:"Italia orgogliosa di quello che fate"

"Voi siete qui in nome di un Paese che ve lo chiede ed è il vostro modo di servire la Patria, voi lontani dai vostri cari, dai vostri affetti, rendete le vostre famiglie orgogliose per quello che fate per la sicurezza e la stabilità di questa Regione e per assicurare un futuro migliore a questo popolo."Queste le parole del Ministro della Difesa Roberta Pinotti al contingente militare italiano schierato a Herat durante la sua visita in terra afgana durata due giorni. Il Ministro ha voluto ricordare anche i caduti delle Forze Armate Italiane durante la missione aggiungendo che se anche oggi la missione è cambiata non bisogna mai abbassare la guardia.

Il contingente italiano di stanza a Herat, su base Brigata Mecanizzata Pinerolo, è alla guida del Train Advise Command West(TAAC-W)nell'ambito dell'operazione NATO"Resolute Support". Obiettivo:addestrare e fornire consulenza alle Istituzioni e alle Forze di Sicurezza Afgane. Durante la sua visita, il Ministro Pinotti accompagnato dall'Ambasciatore Italiano Roberto Cantone, ha ricevuto un aggiornamento della situazione nell'area di responsabilità del contingente italiano. Al Ministro sono stati illustrati i progressi effettuati dalla missione per ciò che riguarda l'addestramento e la consulenza nonché l'assistenza a favore delle Forze di Sicurezza e Difesa Afgane(Afghan National Defence and Security Forces-ANDSF)da parte del Generale Mirra, Comandante del TAAC-W.

Nella storica cittadella di Herat, la Pinotti ha incontrato il Governatore della città, Mr. Kahimi Mohammad Asif, per parlare della situazione della sicurezza nell'area. Il Governatore ha avuto parole di elogio per i militari del contingente italiano, per l'impegnativo lavoro svolto negli anni, un lavoro che ha reso più sicura la regione occidentale dove la situazione è senza dubbio migliore in confronto altre aree del Paese.

Un impegno e un lavoro quelli dei militari italiani che prosegue con il supporto fornito alle Forze di Sicurezza Afgane e con il contributo anche allo sviluppo delle infrastrutture regionali. "Abbiamo consolidato una presenza che ci consente di avere maggiori livelli di sicurezza rispetto a quelli che avevamo alcuni anni fa. Quello che state facendo per la formazione e d addestramento a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza Afgane è un lavoro utile a costruire la stabilità di questo Paese e nel contempo a garantire anche la sicurezza dell'Italia, perché da queste aree di crisi arrivano anche minacce per la comunità internazionale. La zona di responsabilità dell'Italia, la Provincia di Herat, è infatti quella che ha gli indici migliori da tutti i punti di vista:scolarizzazione, natalità infantile, anche sviluppo economico, e questo si deve al modo in cui avete operato"ha sottolineato il Ministro Pinotti. "Mi faccio portavoce del ringraziamento di tutto il Governo, il modo in cui voi vivete queste missioni è qualcosa che fa onore al vostro Paese, e l'Italia è davvero orgogliosa di quello che voi fate".

Afghanistan:Ministro Pinotti a militari italiani:"Italia orgogliosa di quello che fate"
Afghanistan:Ministro Pinotti a militari italiani:"Italia orgogliosa di quello che fate"
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19 settembre 2016 1 19 /09 /settembre /2016 16:57
Roma:caporal maggiore Monica Contraffatto missione compiuta:"ho realizzato il mio sogno"

A volte i sogni si realizzano, anche quando sembra del tutto impossibile, anche quando ci sono mille difficoltà a impedirtelo. Ma in questo caso niente ha potuto fermare la forza di volontà e la testardaggine del caporal maggiore scelto Monica Contraffatto, 34 anni di Gela, che ha portato a termine la sua missione più bella:come lei stessa ha detto:"ho realizzato il mio sogno". Ha vinto il bronzo nei 100 metri alle paralimpiadi di Rio.

Monica Contraffatto era Bersagliere in forza al 1°Reggimento di stanza a Cosenza, nel 2012 si trovava in missione in Afghanistan, quando la Fob "Ice"era stata colpita dalle granate degli"insurgents". Nonostante fosse rimasta gravemente ferita rischiando la vita, aveva portato in salvo i suo commilitoni. Nell'attentato ha perso una gamba. E' stata la prima donna militare ad essere insignita della medaglia d'oro al valore per il suo gesto eroico. Adesso lavora in ufficio dello Stato Maggiore dell'Esercito e non può stare più in prima linea. E questo per lei che è un Bersagliere nell'anima è il suo cruccio. Ma non si è mai scoraggiata.

Un giorno vede in tv Martina Caironi vincere l'oro alle paralimpiadi di Londra e si dice che quello sarà il suo sogno da realizzare magari alle paralimpiadi di Rio 2016. Si allena duramente e non si abbatte mai nonostante le difficoltà. L'altro giorno il caporal maggiore Monica Contraffatto vince il bronzo nei 200 metri. Missione compiuta:è riuscita e realizzare il suo sogno e a diventare un esempio per tutti. A ricordarci che nella vita non bisogna mollare.Mai.

Roma:caporal maggiore Monica Contraffatto missione compiuta:"ho realizzato il mio sogno"
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15 settembre 2016 4 15 /09 /settembre /2016 16:38
Libia:parà della Folgore partiti in missione"Ippocrate"

E'salpata l'altro ieri dal porto di La Spezia la nave anfibia S.Marco della Marina Militare:destinazione: Misurata, Libia. E' iniziata così la missione  "umanitaria" italiana "Ippocrate". Sulla S.Marco 300 militari e mezzi del 186°Reggimento della Folgore. Il loro compito come quello degli altri militari italiani, sarà quello di fornire protezione ai medici e infermieri dell'ospedale militare da campo con 50 posti letto, che verrà allestito a Misurata e dove verranno curati i militari libici che combattono contro l'ISIS.

I 300 tra medici e infermieri e 135 unità di supporto logistico, potranno contare  anche sulla protezione dalla Portaerei "Garibaldi" che fornirà la copertura aerea nonchè dei caccia dell'Aeronautica Militare, schierati presso le basi di Sigonella, Gioia del Colle,e Trapani e dei droni. L'ospedale militare di Misurata sarà come il "Role2"in Iraq e in Afghanistan, con un'elevata specializzazione per gli  interventi chirurgici per le ferite di guerra. Un C27J ovvero un aereo tattico presso l'aeroporto di Misurata, verrà utilizzato in caso fosse necessario trasportare i feriti.

I militari italiani partiti in missione l'altro giorno, si uniranno alle forze speciali che già da un paio di mesi sono operative sul terreno. Nella fase due della missione è previsto l'invio di altri militari, saranno gli addestratori(forse Carabinieri) e anche componenti di logistica e di sicurezza, successivamente entreranno in azione le truppe da combattimento. Nel frattempo i parà della Folgore saranno operativi dopo tre settimane dal loro arrivo in Libia. Una missione  quella di "Ippocrate"  senza dubbio molto delicata e rischiosa. Una missione la cui definizione sarà sempre"umanitaria"anche quando si inzierà a sparare? Di certo i miliziani dell'ISIS non resteranno a guardare.

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11 settembre 2016 7 11 /09 /settembre /2016 18:40
Cagliari:lettera di un poliziotto in prima linea negli sbarchi profughi

"Ieri sono andato a letto presto, oggi è previsto uno sbarco e solo il giorno prima ho lavorato dalle 6 della mattina alle 4 di notte, ininterrottamente, senza cambio. Anche oggi sono le 6 e sono già in ufficio.

Lavoro in un settore molto delicato, un ufficio che ha molto a che fare con l'immigrazione, con gli sbarchi, con tutto ciò si riferisce all'accoglienza. Sono un poliziotto, ho 20 anni di servizio e da qualche anno mi occupo di queste nuove realtà. Dopo un'ora siamo al porto. Fa già caldo nonostante un vento fresco mi accarezzi la pelle. Le tende della Protezione civile sono ancora montate da ieri, ormai quel luogo mi sembra famigliare, succursale del mio ufficio della Questura.

La nave arriva e i primi migranti iniziano a scendere. Anticipano donne e bambini. Per chi, come me è padre, vedere piccole creature già colpite dalla sofferenza, mi scioglie il cuore. Il loro sguardo innocente, i loro sorrisi sinceri, il loro non conoscere neppure cosa siano un paio di scarpe. Le pratiche di accoglienza sono lunghe e lente, anche se la "macchina" funziona bene. Comincia a fare caldo davvero, sotto le tende blu sono funzionanti due ventilatori, ma muovono aria calda ed indossando la mascherina, spesso diventa impossibile respirare. L'acqua ce la fornisce la protezione civile, così come il caffè. Il caldo non aiuta e si comincia a sudare.

Individuiamo, in base alle dichiarazioni dei migranti, ben 13 presunti scafisti. È difficile trovare la chiave per entrare in contatto con loro, trovare il modo di colloquiare con queste povere persone, spesso debilitate e spaventate, soprattutto restie a collaborare. Individuare chi sono gli scafisti è sempre molto difficile ma quasi sempre siamo riusciti nel nostro intento.

Sono già le 15, il caldo si è fatto insopportabile. Mangio un panino mentre continuo a lavorare. Non è il caso di fermarsi, siamo in pochi e prima si finisce è meglio è. Siamo tutti reduci dallo sbarco di due giorni fa ed anche allora il caldo era assurdo. Quando le temperature sono alte, le forze piano piano ti abbandonano e ti accompagna un senso di spossatezza difficilmente raccontabile. I presunti scafisti sono stati individuati ed abbiamo raccolto abbastanza elementi per arrestarli. La tensione si alza, la stanchezza comincia a farsi sentire, sia dalla nostra che dalla loro. Gli equilibri sono spesso labili, basta poco per creare disordini e non è il caso.

Uno sbarco è duro anche a livello psicologico. Queste povere persone ti raccontano, tramite i mediatori e interpreti, di soprusi, violenze, minacce. Molti di loro sono minorenni, ragazzi che nel nostro paese difficilmente alla loro stessa età conoscono, com'è giusto che sia, il concetto di cattiveria dell'uomo. Per loro è diverso. Ascolti le loro parole poi ti giri e vedi i bambini giocare sorridenti e capisci, anche con orgoglio e felicità, che viene regalata loro una nuova possibilità di vita. È sera e ci spostiamo in Questura per redigere gli atti relativi agli arresti. 13 arrestati sono tanti e le carte da scrivere sono molte.

A cena mangiamo una pizza sulla scrivania, perdere altro tempo per andare in mensa sarebbe assurdo. Anche i ragazzi arrestati l'assaggiano, sicuramente per la prima volta nella loro vita. Alcuni degli arrestati sono minorenni e vanno quindi trattati in maniera differente. Anche in altri sbarchi è successo. Forse sono le organizzazioni criminali stesse che prediligono i minori per il compimento del reato. Non riusciamo in così poco tempo ad approfondire così tanto.

È notte fonda. Alcuni colleghi accompagnano i maggiorenni al carcere di UTA, gli altri i minorenni a Quartucciu. Torno a casa esausto alle 4.15, sono distrutto e ad essere sincero in condizioni impresentabili. Faccio una lunga doccia e vado finalmente a dormire. Anche oggi è andata, fino al prossimo sbarco".

Non sappiamo il suo nome, ma il poliziotto che ha inviato questa lettera alla"sottilelinearossa"è solo uno dei tanti poliziotti italiani che ogni giorno sono impegnati ad assistere i profughi nei loro continui sbarchi, anche in Sardegna. Una dura giornata di lavoro con turni di 18 ore  e passa a causa dei pesanti tagli all'organico e tra mille altre difficoltà. Una dura giornata giornata di lavoro senza sosta che continua per ogni sbarco. E ormai gli sbarchi sono quotidiani, fuori controllo. Quando si deciderà di porre rimedio ad una situazione che ha ormai raggiunto il limite?

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9 settembre 2016 5 09 /09 /settembre /2016 18:34

In questo video alcune fasi dell'addestramento da parte dei Carabinieri del PAT(Police Advisor Team) del Train Advise Assist Command West(TAAC-W)alle donne afgane dell'Afghan Border Police. Gestione della scena del crimine e svolgimento dei necessari rilievi  su tecniche CSI ,sono stati oggetto di un corso di formazione conclusosi proprio nei giorni scorsi, tenuto dai Carabinieri del PAT alle poliziotte afgane.

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8 settembre 2016 4 08 /09 /settembre /2016 17:35
Foto di gruppo.

Foto di gruppo.

I Carabinieri del Police Advisor Team (PAT)del Train Advise Assist Command West(TAAC-W)di Herat hanno concluso nei giorni scorsi, un corso di formazione per il personale femminile della Afghan Border Police. Oggetto del corso:la gestione di una scena del crimine e lo svolgimento dei necessari rilievi. Gli istruttori del corso sono Carabinieri operativi nell'ambito del PAT con personale proveniente dal 1°Reggimento Paracadutisti"Tuscania", del 7°Reggimento "Trentino Alto Adige" e del 13°Reggimento"Friuli Venezia Giulia".

L'Afghan Border Police ha già frequentato altri corsi formativi organizzati dai militari del PAT e alla fine di questo corso le poliziotte hanno anche potuto mettere in pratica le nozioni acquisite durante un'esercitazione pratica, simulando tutte le fasi di individuazione e raccolta delle prove in una scena del crimine che è stata realizzata appositamente. Il corso prevedeva lezioni teoriche e pratiche, e ha fornito alle colleghe afgane le linee guida allo scopo di poter essere in grado di compiere il sopralluogo sulla scena di un crimine, facendo particolare attenzione alla ricerca, raccolta e catalogazione delle fonti di prova,e contestuale redazione degli atti di polizia giudiziaria correlati. Gli attestati di partecipazione, uan volta terminata l'esercitazione, sono stati consegnati alla presenza del Capo di Stato Maggiore del Train Advise and Assist Command West, il Colonnello Cosimo Prencipe, del Comandante del laboratorio forense di Herat, il Colonnello Arif Marefat Khan, e del Comandante del Police Advisor Team, il Maggiore dei Carabinieri Raffaele Naccarato.

Afghanistan:Carabinieri addestrano poliziotte afgane
Afghanistan:Carabinieri addestrano poliziotte afgane
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5 settembre 2016 1 05 /09 /settembre /2016 12:00
Cagliari:migranti:"il pericolo è dietro l'angolo"la denuncia di Luca Agati del SAP

Dopo lo sbarco di altri 941 migranti a Cagliari la situazione nella quale sono costrette a lavorare le forze dell'ordine diventa sempre più drammatica. E ancora più drammatico e scandaloso è il fatto che questa situazione non sembri interessare per niente le autorità preposte alla gestione degli sbarchi. Sbarchi che continuano nonostante tutto.

In un'intervista esclusiva alla "lasottilelinearossa", il Dott. Luca Agati, Segretario del SAP di Cagliari racconta quello che sta succedendo.

Domanda:"La situazione dei turni di 18 ore dopo l'ultimo sbarco è migliorata o peggiorata?

"Per lo sbarco dei 941 di ieri si è riproposta la problematica.Tanti colleghi hanno smontato alle 3 di notte. Ci sono uffici particolari come la Squadra Mobile e l'Ufficio Immigrazione, che non hanno abbastanza personale da garantire cambi sul posto, quindi chi inizia lavora fino alla fine. La cosa spiacevole è che molti di loro se non tutti, erano gli stessi impegnati nello sbarco precedente avvenuto neanche 48 ore prima. Gli organici sono solo che calati negli ultimi anni. 5 anni fa solo a Cagliari c'erano 120 uomini in più e non esisteva il problema sbarchi".

Domanda:"Per quanto tempo prevede potete resistere ancora con questi turni?"

"Gli arrivi continueranno per tutto il periodo estivo, quindi non ci saranno grandi cambiamenti. La speranza è che non ci siano sbarchi molto ravvicinati. Le attività successive sono tante soprattutto per le pratiche legate all'immigrazione.Non è solo il giorno dello sbarco che impegna le forze. In più ci sono gli arrivi degli algerini(ormai arrivati a quota 600 da inizio anno)con cadenza pressoché quotidiana.Anche loro sono da gestire e intasano ancor di più il sistema, creando anche molti altri problemi anche di sicurezza e di ordine pubblico".

"Domanda:"Prevede di organizzare manifestazioni di protesta come faranno i colleghi del SIULP durante i prossimi sbarchi?"

"Non escludo forme di protesta anche eclatanti perché non è fattibile che a pagare per errori di valutazione politica siano i poliziotti. Questa è una problematica enorme che lascia emergere quelli che sono stati anni di tagli. L'apparato della sicurezza è debilitato e questo è un dato di fatto. Abbiamo già sollecitato un intervento della segreteria generale .Il segretario Gianni Tonelli ha scritto una lettera al Ministro Alfano circa le problematiche già espresse. Uscire dai confini regionali è importante per denuciare ciò che accade qui in provincia, una zona lontana che spesso per questa sua caratteristica diventa parzialemente "dimenticata".Un dettaglio inquietante è che a Vibo Valentia il SAP denuncia le stesse carenze, segnale di un malessere diffuso che si concretizza in diverse realtà. Il problema è nazionale."

Domanda:"Il pericolo di infiltrazioni criminali tra i migranti è elevato o si può mantenere ancora sotto controllo nelle condizioni attuali?

"Il livello di allarme è sempre alto ma molte disfunzioni ci fanno preoccupare non poco. Basti pensare che nel charter giunto da Ventimiglia con a bordo 40 stranieri c'erano ben 6 "fantasmi", persone mai segnalate in Italia, stranieri dei quali non si sapeva assolutamente nulla. La storia degli ultimi mesi ci insegna che il pericolo è dietro l'angolo e questa confusione generale non aiuta a monitorare con la dovuta attenzione gli stranieri che entrano nel nostro paese."

Così se da un lato  ogni giorno, uomini e donne della Polizia nonostante tutto, continuano il loro lavoro di assistenza ai migranti che sbarcano in massa, dall'altro c'è chi continua ad arrichirsi con il business dei profughi intascando i famosi 35 euro al giorno.

Published by Alessandra C. - in Attualità
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