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23 maggio 2016 1 23 /05 /maggio /2016 11:40
Roma:caso marò:il 26 indiani decidono su rientro Girone in Italia

Il rientro del fuciliere del S.Marco Salvatore Girone sembrava cosa fatta. Tutti a esultare felici, sembrava dovesse rientrare da un giorno all'altro. Ma così non è stato. E chissà se il militare italiano, costretto da più di quattro anni a vivere in India, lontano dalla famiglia e dai suoi figli ancora piccoli, in libertà condizionata con obbligo di dimora presso la dependance dell'Ambasciata italiana a New Delhi davvero rientrare presto.

Già, perché ancora una volta la palla passa agli indiani, che giovedì 26 maggio dovranno pronunciarsi su questo rientro. E' di oggi la notizia che la Farnesina ha fatto la" voce grossa" con gli indiani presentando una richiesta di attuazione urgente della suddetta decisione. La Corte Permanente di Arbitrato aveva stabilito che Girone sarebbe dovuto rientrare in Italia per motivi umanitari. Mentre La Corte Suprema Indiana ha stabilito che indiani e italiani devono trovare un accordo su modalità e condizioni del rientro del militare italiano.

Il destino del fuciliere del S.Marco è di nuovo nelle mani degli indiani. L'altro fuciliere del S.Marco Massimiliano Latorre, in Italia con permesso di convalescenza, sul suo profilo Facebook ha tolto la foto postando un quadrato nero a significare metaforicamente un'oscurità che inghiotte tutto, la sorte di questi due servitori dello Stato accusati ingiustamente di avere ucciso due pescatori indiani durante il loro servizio di antipirateria, un buio che inghiotte anche la verità con alcune prove sparite e altre importanti ed evidenti come la perizia balistica, prova regina della loro innocenza, una prova che viene volutamente ignorata. Perché?

Published by Alessandra C. - in Marò
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22 maggio 2016 7 22 /05 /maggio /2016 17:23
Roma:Difesa condannata per morte caporal maggiore Salvatore Vacca

Salvatore Vacca aveva 23 anni, ed era partito in missione in Bosnia con la Brigata Sassari nel novembre 1998. Era conduttore di mezzi cingolati e trasportava munizioni e proiettili che erano stati sequestrati. Nessuno lo aveva avvertito che quelle munizioni e quei proiettili contenevano uranio impoverito. La sua missione è durata 150 giorni. E' rientrato dalla Bosnia nell'aprile del 1999 ma non era più quel ragazzo che era partito mesi prima. Salvatore stava male, "perdeva un chilo al giorno" come ha detto all"'Ansa" la madre, Giuseppina Vacca, ma i medici tuttavia dicevano che non era niente. Poi dicevano che si era ammalato in licenza.

La verità era un'altra: Salvatore si era ammalto in Bosnia stando a contatto con l'uranio impoverito. Non solo lui si è ammalato di leucemia,  ma anche tanti altri militari che erano partiti per quelle missioni. Salvatore non ce l'ha fatta, è morto a 23 anni l'8 settembre all'Ospedale oncologico di Cagliari. Per 17 anni, la madre Giuseppina ha combattuto per ottenere gisutizia e verità. C'è voluto molto tempo, ma adesso Giuseppina, madre-coraggio, ha ottenuto giustizia. La Difesa nei giorni scorsi è stata condannata con una sentenza del Tribunale di primo grado e ritenuta colpevole della morte del caporal maggiore della Brigata Sassari per non averlo informato dei pericoli mortali dell'uranio impoverito. La Farnesina dovrà pagare ai genitori di Salvatore un risarcimento di due milioni di euro.

E' una sentenza storica questa, che consentirà di avere giustizia e verità per i tanti militari che sono morti di leucemia a causa dell'uranio impoverito. Come ha anche affermato Domenico Leggiero, dell'Osservatorio Militare:"si tratta di una sentenza storica perché conferma la consapevolezza del ministero del pericolo a cui andavano incontro i militari in missione in quelle zone". Militari che partivano in missione e al rientro si ammalavano e morivano, militari che nessuno ha mai avvertito dei rischi mortali dell'esposizione da uranio impoverito.

Questa sentenza dà una speranza a loro e alle loro famiglie:adesso la Quarta Commissione Parlamentare che indaga sui casi di morti di militari legate all'uranio impoverito potrà ottenere giustizia per tanti altri casi. Salvatore oggi avrebbe compiuto 40 anni. Lui non ce l'ha fatta a sconfiggere la leucemia come gli altri 333 militari morti al rientro dalle missioni. Intanto altri 3.600 militari che si sono ammalati, ogni giorno continuano a combattere la loro battaglia.

Published by Alessandra C.
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15 maggio 2016 7 15 /05 /maggio /2016 18:00
Iraq:Bersaglieri in partenza:proteggeranno diga di Mosul

I militari del 66°Reggimento Trieste si trovano già sul posto e nella base di Erbil stanno portando avanti l'addestramento dei peshmerga. I prossimi a partire, nei giorni seguenti, saranno i Bersaglieri del 6°Reggimento. Obiettivo:proteggere la diga di Mosul da attentati durante i lavori di ristrutturazione, il cui appalto è stato vinto dalla ditta italiana Trevi.

Sono 450 i Bersaglieri che saranno schierati a protezione della diga di Mosul, la loro missione durera' fino al mese di ottobre. "Inizio questo nuovo incarico con entusiasmo e tanta buona volontà.Nell'immediato, il compito che ci è stato assegnato, è quello di rendere sicura l'attività dei lavori alla diga di Mosul. Garantiremo la sicurezza dell'infrastruttura e delle attività lavorative."ha affermato il Colonnello Agostino Piccirillo che sarà al comando di questi militari. A fine maggio,i primi a partire saranno  i 100 Bersaglieri della Brigata Aosta. Faranno parte di un contingente che una volta completamente schierato sarà di 1.100 militari.

La missione italiana in Iraq non prevede attacchi sul terreno. I Predator e i Tornado infatti hanno solo compiti di ricognizione. Pronti ad entrare in azione anche gli elicotteri NH-90 che avranno compiti di "Personnel Recovery"ovvero di soccorso ai feriti, mentre i Mangusta A-129, elicotteri d'assalto, avranno il compito di proteggere gli altri mezzi del contingente tra i quali i Lince 4x4, i non mortai,sistemi controcarro, che sara' completamente dispiegato sul campo a ottobre. Ma cosa succederebbe se le milizie dell'Isis decidessero di attaccare il contingente italiano? Di certo i militari italiani non potrebbero restare immobili senza rispondere al fuoco del nemico.

Published by Alessandra C. - in Iraq
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8 maggio 2016 7 08 /05 /maggio /2016 19:45
Afghanistan:medaglie al valore a 5 militari italiani

Ci sono italiani che ci rendono orgogliosi di esserlo.Cinque di questi sono i militari dell'esercito che si sono contraddistinti in operazioni pericolose durante la loro missione in Afghanistan. Per questo sono stati insigniti delle al valore dell'esercito,alcuni giorni fa in occasione del 155°Anniversario della costituzione dell'Esercito a Roma,presso l'ippodromo militare"Gen.Pietro Attanasio"di Tor di Quinto. Le storie di questi militari,sono storie di uomini che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con dedizione,passione e sprezzo del pericolo quando si tratta di proteggere e salvare vite umane,anche a costo della loro. Come il Capitano Fabio D'Andria(medaglia di bronzo),del Genio Guastatori"nel corso di un pattugliamento congiunto con un'unita'dei Bersaglieri, a seguito di un'imboscata,reagiva efficacemente coordinando il fuoco dei propri mezzi militari inibendo l'attacco diretto alle postazioni italiane.Con assoluto coraggio,disponeva o propri assetti a tergo della colonna,consentendo all'intero dispostivo di riorganizzarsi e procedere in sicurezza all'esfiltrazione dell'area".

Era il 5 gennaio del 2014 a Shindand,quando un Chinook fa sbarcare a terra un gruppo di incursori italiani ed afgani.Ma non fanno in tempo a mettere piede a terra che su di loro si scatena l'inferno. Vengono attaccati dagli "insurgents". Sembra la scena di un film di guerra ma e'la realta della guerra afgana. Il Capitano pilota Raffaele Aruanno(medaglia d'oro),del 186°Reggimento Paracadutisti Folgore"bersagliato dal violento fuoco nemico,con coraggio e lucidissima determinazione e a rischio della propria vita,si accertava in prima persona che nesduno dei militari sbarcati rimanesse sul terreno e manovrava il proprio elicottero,gravemente danneggiato,consentendo l'evacuazione dei feriti a bordo" . Intanto il Capitano pilota Paolo Giangregorio(medaglia d'oro)"con mirabile lucidita'e sangue freddo,manteneva il controllo dell'aeromobile ed avuta conferma del recupero d tutto il personale gia'a terra,sprezzante del pericolo, iniziava la manovra di decollo, consentendo con il proprio ardito operato l'immediata evacuazione dei feriti a bordo".

Il Sergente Alessio Carducci(medaglia d'argento),mitragliere di bordo di elicottero da trasporto, impiegato nell'operazione di infiltrazione delle Forze Speciali Italiane ed afgane,durante la fase di sbarco, "subiva un attacco con armi portatili che lo avevano appena lambito e di una copiosa e pericolosa perdita di olio idraulico che lo investiva in pieno sulla rampa,si esponeva a manifesto rischio della propria vita,trascinando fisicamente all'interno dell'elicottero i propri commilitoni". Il Caporale Maggiore Capo Scelto Antonio Garzia(medaglia d'argento)mitragliere di bordo di elicottero da trasporto, "impegnato nell'operazione di infiltrazione delle Forze Speciali Italiane ed afgane,nonostante l'aeromobile venisse bersagliato da pesante fuoco nemico,con coraggio e chiaro sprezzo del pericolo, forniva fuoco di copertura a protezione del lato sinistro del velivolo, mantenendo audacemente la posizione. Esperto militare che esponendosi con il proprio temerario operato a manifesto rischio della propria vita, assicurava il reimbarco del personale dispiegato sul terreno,dimostrando altissima professionalita',ardimento'e profondo attaccamento al dovere".

Il Primo Maresciallo luogotenente,Davide Macrelli in forza al Col Moschin,a Shindand"il 22 settembre 2013, "guido'un'operazione con conflitto a fuoco, di Incursori italiani delle Forze speciali e militari afgani per bonificare alcune abitazioni di un villaggio dove si erano nascosti dei ribelli, catturandoli". Le storie di cinque militari italiani in azione durante la loro missione in Afghanistan, sono storie di coraggio e di sacrificio che oggi piu'che mai, ci rendono davvero fieri e orgogliosi di essere italiani.

Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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2 maggio 2016 1 02 /05 /maggio /2016 12:16
Roma:caso marò:Girone può rientrare in Italia

E' di oggi la notizia nella quale ormai non ci sperava più nessuno:dopo 4 anni il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone potrà rientrare in India in attesa dell'arbitrato . La decisione è del Tribunale dell'Aja che ha accolto la richiesta italiana. Saranno le parti a concordare i dettagli del rientro in Italia del fuciliere che avverrà nei prossimi giorni. Domani l'ordinanza verrà resa pubblica, anche se ormai non ci sono dubbi, ed è la Farnesina con una nota del Ministero degli Esteri a confermare il rientro in patria di Salvatore Girone. "Il governo italiano conta su un atteggiamento costruttivo dell'India anche nelle fasi successive e di merito della controversia". "Se la notizia è vera sono strafelice. E' una notizia meravigliosa. Adesso devo sentire mio figlio e mia nuora per accertare se è vera"ha dichiarato all'ANSA alcune ore fa il padre di Girone appena appresa la notizia.

.Adesso il governo italiano non dovrà ripetere lo stesso errore di alcuni fa, quando rispedì in India i due fucilieri del S.Marco nonostante fosse stato loro concesso di rientrare in Italia. Viene da pensare come ci siano voluti quattro lunghi per ottenere questo risultato e guarda caso proprio in periodo di campagna elettorale. Ma quello che conta davvero adesso, è che il fuciliere del S.Marco potrà riabbracciare la sua famiglia in attesa di un processo che dovrà fialmente stabilre che i due fucilieri del S.Marco sono innocenti.

 

Published by Alessandra C. - in Marò
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30 aprile 2016 6 30 /04 /aprile /2016 17:11
Libia:forze speciali italiane sotto attacco ISIS:è giallo

Il 27 aprile, un convoglio di militari delle forze speciali italiane , britanniche e libiche che dalla città di Misurata si stava dirigendo verso la roccaforte dell'ISIS, Sirte, sarebbe stato attaccato dai miliziani dell'ISIS. Un autobomba sarebbe stata fatta esplodere al passaggio del convoglio poi le milizie sul terreno avrebbero attaccato i militari dell'autocolonna.

Durante il combattimento i militari avrebbero resistito e risposto al fuoco nemico essendo supportati anche da velivoli ed elicotteri d'attacco francesi e italiani. Ma ci  state lo stesso vittime e feriti tra i militari italiani. Alcuni militari che non sono stati identificati inoltre, sarebbero stati fatti prigionieri dai miliziani dell'ISIS. Il condizionale è d'obbligo.

La notizia dell'imboscata infatti, è stata riportata dal sito dell'intelligence israeliana"Debka", ed è apparsa anche su alcuni siti di informazione straniera. Ma è stata smentita dal Ministero della Difesa italiano al quotidiano on line "Askanews"come"una notizia priva di fondamento". Ed è subito giallo. Sempre sul sito "Debka" viene spiegato che funzionari del Ministero della Difesa Italiana e britannico avrebbero imposto il silenzio ai media. Perché allora la notizia con la descrizione esatta della dinamica dell'accaduto sarebbe comparsa lo stesso sul sito dell'intelligenca israeliano nonchè anche su altri siti di informazione straniera? Perchè non si doveva sapere niente? Forse perché era un'operazione che doveva restare segreta?

Published by Alessandra C. - in Libia
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26 aprile 2016 2 26 /04 /aprile /2016 17:22
Roma:indiani concedono a Latorre di restare in Italia fino a 30 settembre

Alla fine la decisione degli indiani è arrivata:la Corte Suprema dell'India ha deciso di prorogare fino al 30 settembre 2016 il permesso di convalescenza di Massimiliano Latorre. Il fuciliere del S.Marco infatti, nel 2014 mentre era in India era stato colpito da una grave ischemia. Ancora attesa invece, per la sorte di Salvatore Girone che si trova sempre in India. Forse tra qualche giorno si saprà se al fuciliere verrà concesso il rientro in Italia per tutta la durata del processo. Questione di giorni. Dicono. O forse ci saranno altri rinvii anche riguardo a questa decisione. Ormai di anni ne sono passati quattro. E sembra non si arriverà mai ad ottenere finalmente verità e giustizia per i due fucilieri del S.Marco, ingiustamente accusati dell'uccisione di due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala.

Di rinvio in rinvio il tempo passa e non si notano da parte del governo italiano atti concreti per giungere alla positiva risoluzione del caso di due fucileri del S.Marco o alla loro liberazione visto che gli indiani continuano con le loro manfrine e questi snervanti rinvii. Il governo italiano ha sottolineato come dopo la decisione del Tribunale del Mare, l'Italia considera sospesa e quindi priva di valore giuridico la giurisdizione indiana sul caso, come ha ribadito la Farnesina in una nota relativa alla decisione di concedere a Latorre la possibilità di restare i Italia fino al 30 settembre.

La notizia della proproga del periodo di convalescenza per Latorre è una buona notizia solo in parte, perché dopo quattro come minimo la vicenda dovrebbe essere già stata chiusa positivamente da un bel pezzo, e non lasciando passare cosi tanti anni. Una vicenda che si sarebbe potuta risolvere anche organizzando un blitz o una qualche operazione volta a riportare in Italia Salvatore Girone. Se i due fucilieri del S.Marco fossero stati americani non si sarebbe perso tanto, troppo tempo in inutili chiacchere e frasi di circostanza. Un blitz e sarebbero stati liberati subito. Ma sono italiani, purtroppo nati un paese dove il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l'Ammiraglio De Giorgi è indagato nell'inchiesta del petrolio. Per i due fucilieri del S.Marco ancora una volta la parola d'ordine è:aspettare.

Published by Alessandra C. - in Marò
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23 aprile 2016 6 23 /04 /aprile /2016 17:57
Libano:la Brigata Sassari operativa lungo la"Blue Line"

Davanti a loro hanno sei mesi di missione, durante i quali avranno il compito di far rispettare e salvaguardare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, con dei pattugliamenti lungo la"Blue Line"ovvero la linea di confine tra Libano e Israele e la costa che si trova a sud di Tiro. I sassarini saranno inoltre impegnati in attività operative ed addestrative in collaborazione con le forze armate libanesi in modo da garantire una sempre maggiore sicurezza autonomia della zona. Ci saranno inoltre anche delle iniziative per supportare la popolazione locale con dei progetti di cooperazione civile e militare che verranno realizzati.

Ieri presso la base italiana di Al Mansouri, con la resa degli onori allo stendardo del Reggimento"Nizza Cavalleria"di Bellinzago Novarese e alla Bandiera di Guerra del 151°Reggimento Fanteria"Sassari"di Cagliari, si è svolta la cerimonia di avvincedamento tra il Colonnello Massimiliano Quarto e il Colonnello Enrico Rosa al Comando di ITALBATT, l'unità di manovra del contingente italiano di UNIFIL operativo nel sud del Libano. La Brigata Sassari inizia così ufficialmente la sua prima missione nella terra dei cedri.

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19 aprile 2016 2 19 /04 /aprile /2016 15:52
Libano:la Brigata Sassari è al comando di Unifil

"Soldati molto apprezzati per il coraggio e la determinazione.La forte coesione della Brigata è stato sempre un fattore determinante per il successo delle operazioni in Patria e nelle numerose missioni di pace all'estero"con queste parole il generale Graziano ha voluto elogiare i militari della Brigata Sassari che è subentrata alla Taurinense al comando dell'operazione"Leonte"nell'ambito della missione UNIFIL(United Nations Interim Force in Lebanon)nel sud del Libano. Alla cerimonia del passaggio di consegne tra Taurinense e Brigata Sassari e  tra il Generale Franco Federici e il parigrado Arturo Nitti, ha sovrinteso  il generale Luciano Portolano, capo della missione e Comandante delle Forze ONU nel Libano meridionale.

La missione della Brigata Taurinense è stata caratterizzata dalla realizzazione di un progetto che è stato portato a termine mediante il dialogo costruito con la popolazione e le istituzioni. Gli Alpini con la loro attività hanno attività hanno ottenuto il mantenimento della stabilità dell'area e la fiducia della popolazione libanese nella missione UNIFIL. E' stata inoltre incrementata l'efficacia delle attività operative. Il contingente multinazionale è composto da 1.000 militari italiani metà dei quali sono in forza alla Brigata Sassari.

Il Generale Claudio Graziano ha avuto parole di elogio per il lavoro svolto dai militari della Taurinense:"Siete stati ottimi ambasciatori delle Nazioni Unite, avendo improntato il vostro operato al dialogo e alla cooperazione". Ancora una volta, avete dato prova della peculiarità della via italiana nelle operazioni di peacekeeping, condotte con equilibrio, professionalità , imparzialità, diplomazia, effiacia, credibilità e rispetto". Ora toccherà alla Brigata Sassari portare avanti questo dellicato e pericoloso lavoro.

Published by Alessandra C. - in Libano
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18 aprile 2016 1 18 /04 /aprile /2016 16:14
Roma:la pigrizia degli italiani vince il referendum

Al referendum contro le trivelle ha vinto la pigrizia degli italiani che al voto hanno preferito il mare, il centro commerciale, il divano o l'ozio domenicale. Triste a dirsi, ma è così. L'italiano è pigro di natura:chi magari aveva perso la tessera elettorale non ha avuto proprio nessuna voglia di andare nel suo comune a fare la trafila per averne una nuova. Anche perchè era domenica e faceva bel tempo e non si aveva voglia di fare niente. Il discorso ovviamente non vale per chi il proprio dovere l'ha fatto. Forse si saranno fatti influenzare da Renzi e dal Presidente Napolitano con il loro invito all'astensionismo e si sono pure beccati la denuncia di un signore pugliese, perchè questo è un reato.

Eppure se il referendum fosse stato on line gli italiani di sicuro italiani votato in massa, dato che nei giorni precedenti le bacheche di Facebook e Twitter pullulavano di post con  inviti ed esortazioni al voto. Alla fine ha prevalo la pigrizia, la filosofia dell'armiamoci e partite voi però. A votare ci penseranno sempre gli altri. Perchè all'italiano puoi chiedere tutto, ma non il voto in una domenica di sole! Oppure chiedigli il voto, ma che sia comodamente da casa con un click. Oppure chiedigli di esprimere il suo voto ma su altre questioni ben più "allettanti":tipo chi deve essere eliminato dall'"Isola dei Famosi"? "Chi vuoi che vinca "il serale di "Amici"? Voterebbero a milioni e subito. Viene da chiedersi come mai non venga modificato questo obsoleto sistema di votazione, dato che al giorno d'oggi tutte le procedure o quasi (conto in banca, biglietto aereo etc etc)avvengono con un click tramite internet. Il voto per il quale bisogna per forza recarsi al seggio ha in sè qualcosa di obsoleto, come pure la matita e la carta. Se si organizzasse la procedura di voto on line si risparmierebbero sicuramente tanti soldi e si agevolerebbero le tante persone, che magari abitando svariati km dal seggio potrebbero votare comodamente da casa: con un semplice click. Certo il non raggiungimento del quorum di questo importante referendum non è assolutamente giustificabile in nessun modo, ma forse una soluzione alla pigrizia italiana potrebbe essere quella del voto on line. Per il momento teniamoci le trivelle e muti.

Published by Alessandra C. - in Attualità
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