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16 aprile 2014 3 16 /04 /aprile /2014 16:39

afghanistan-passaggio-di-consegne-al-vertice-del-police-adv.jpgSi è svolta l'altro giorno presso la base Camp Arena a Herat, la cerimonia del passaggio di consegne al vertice del Police Advisory Team, tra il Maggiore Massimiliano Balis e il Tenente Colonnello Patrizio La Spada. Il Police Advisory Team(PAT)è quell'unità del contingente italiano ISAF, che ha come obiettivo quello di formare le forze di polizia afgane nell'ambito del processo di transizione che terminerà definitivamente alla fine del 2014. Il PAT è costituito  dai Carabinieri del 1°Reggimento Paracadutisti "Tuscania" di Livorno, dal 7°Reggimento Trentino-Alto Adige di Laives(Bz), e dal 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia di Gorizia.Tra le varie attività di consulenza effettuate dal PAT a favore delle forze di sicurezza afgane ci sono lezioni di "primo soccorso", utili a gestire situazioni di emergenza operativa, corsi di "controllo della folla" nonchè convegni di diritto di polizia.Le forze di sicurezza afgane e la polizia afgana, grazie a questi corsi del PAT sono stati in grado di garantire la sicurezza durante le elezioni afgane nei più dei 900 seggi nell'area sotto la responsabilità del contingente italiano. Grande soddisfazione e parole di elogio sono state espresse dal viceministro dell'Interno afgano Eisramuddin Yawar,  al Comandante del contingente italiano su base Brigata Sassari, il Generale Manlio Scopigno, per l'ottimo risultato di un corso specifico(Polling Sites Security Course) svolto da personale femminile dell'Arma dei Carabinieri ad un centinaio di poliziotte afgane che durante le elezioni hanno perquisito le tante donne afgane che il 5 aprile si sono recate a votare.

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16 aprile 2014 3 16 /04 /aprile /2014 16:07

    foto-libano2.jpgRicevo e pubblico volentieri un articolo con relative foto di Alessio Tricani, relative alla missione UNIFIL del contingente italiano in Libano.

Libano: la guerra del centimetro, determinata la posa in un altro pilastro blu 

Distiamo 200 metri dalla technical fence israeliana, la pattuglia dell’Israel Defence Force (IDF) assiste attraverso la rete metallica  i lavori preparatori per la posa del blue pillar. Siamo sopra la Blue Line a cavallo fra Libano e Israele, superare il filo spinato che delimita il corridoio, vuol dire entrare in uno dei rispettivi paesi e forse causare una segnalazione per il prossimo tripartito che stabilirà il punto su cui saranno costruiti gli altri marcatori chiamati, blue pillars.

I militari del Plotone Minex e del Plotone Supporto allo Schieramento della Compagnia Genio su base del 6° Reggimento Pionieri di Roma comandata dal Cap.no V. Tornatore preparano la base su cui sarà posato il blue pillar. È la prima volta che l'Italia è chiamata a svolgere questi lavori.

 

 Mentre gli operatori appianano il cemento dei pioli di acciaio opportunamente verniciati e misurati con dei GPS centesimali, figurano le ore di fatica a trovare accordi in sede tripartitica «in questo caso» spiega il Ten. Luigi Pizzi vice comandante della compagnia genio ENG COY «il picchetto di colore blu rappresenta la misurazione ONU, il giallo IDF, rosso invece le LAF (Lebanese Armed Force), la loro disposizione forma i vertici di un triangolo e sul baricentro si costruisce il blue pillar» conclude il Ten. L. Pizzi

 

Sarebbero serviti 50 centimetri di scostamento per mandare a monte ore di dispute ma in questa circostanza  il punto misurato da ONU e IDF coincideva mentre quello delle LAF era scostato di qualche centimetro e il blue pillar sarà posto al centro tra il picchetto giallo-blu e quello rosso.

 

Una guerra che si combatte dunque centimetro dopo centimetro, con lo scopo di raggiungere costantemente il dominio psicologico sull’altro. Libano e Israele, infatti, al contrario dalle opinioni comuni, sono formalmente ancora in guerra e la linea blue delimita il confine armistiziale da non superare.

 

Libano- Alessio Tricani

 

 

 

 

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13 aprile 2014 7 13 /04 /aprile /2014 15:34

 


 Si è svolta l'altro giorno, presso la caserma"Scianna"a Palermo, la cerimonia per il rientro dei militari della Brigata Aosta dalla loro missione in Afghanistan."Voglio manifestare personalmente e la profonda gratitudine per il lavoro svolto dai nostri militari nei sei mesi di permanenza nella provincia di Herat.La Brigata Aosta rappresenta certamente una punta di diamante del nostro esercito nelle missioni di pace". Queste le parole del presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone.Alla cerimonia erano presenti numerose autorità civili e militari,familiari dei militari e alcuni bambini che sventolavano delle bandierine tricolori.Il Generale di Corpo d'Armata , Roberto Bernardini,ha voluto esprimere"il suo plauso per la professionalità degli uomini e delle donne del contingente, complimentarsi per avere dato prova di grande attenzione e sensibilità nel rapportarsi con la popolazione e le autorità militari e civili afgane".Nel video di "TMNEWS" alcuni militari hanno parlato della loro esperienza in missione.
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7 aprile 2014 1 07 /04 /aprile /2014 16:46

afghanistan-militari-italiani-hanno-vigilato-su-operazioni-.jpgSi sono concluse le operazioni di voto in Afghanistan.Oltre sette milioni di afgani hanno votato, tra i quali molte donne, sfidando sia le condizioni metereologiche avverse sia l'ondata degli attentati scatenati dai talebani(minori del previsto).Ci sono stati 140 attacchi in 24 ore, a Ghazni in uno scontro tra forze di sicurezza afgane e i talebani, 45 "insurgents"sono rimasti uccisi mentre ci sono stati altri 15 feriti.Nei giorni scorsi ci sono state esplosioni nei pressi dei seggi di Kabul e nelle province di Bamyan, Baghlan, e Parwan.Nonostante tutto questo, le schede elettorali per il voto sono state portate nei seggi delle zone più remote grazie anche a degli asinelli.Gli esiti di queste votazioni cruciali per il paese, che decideranno chi sarà il successore di Karzai, verranno resi noti non prima del 24 aprile ma quasi sicuramente si andrà al ballotaggio il cui esito si conoscerà il 28 maggio.Le operazioni di spoglio infatti, proseguono con molta lentezza con lo spettro di brogli:i talebani avrebbero comprato molte schede elettorali e ci sono state parecchie denunce di brogli elettorali.Se il popolo afgano ha potuto recarsi ai seggi e votare, è merito anche dei militari italiani del contingente ISAF che hanno vigilato sulle operazioni di voto.Quella delle votazioni"è stata una giornata intensa dove le forze di sicurezza afgane hanno svolto il loro ruolo di protagonista e noi abbiamo volato sulle loro stazioni di voto e gli abbiamo garantito quella" confidence"che gli ha consentito di votare tranquillamente.Gli eventi significativi ci hanno visto impegnati partendo da nord nell'area di Murghab, dove ci sono stati alcuni scontri vicino ad alcuni centri di voto, che però sono stati  gestiti dalle forze afgane. Vicino al confine con il Turkumenistan nella zona di  Thor-e-Gundi dove le forze afgane anche con il supporto dei nostri elicotteri  hanno gestito la situazione.Anche nelle zone di Shindand ,abbiamo avuto alte attività cinetiche dove le forze afgane  hanno tranquillamente gestito anche con il supporto delle forze di RcWest, e infine nella zona sud di Bala Balouk, dove abbiamo avuti alcuni problemi dovuti agli"insurgents"presenti nell'area anche questi gestiti grazie anche all'intervento di aerei, che hanno mostrato solamente la loro presenza, ma anche questo è sufficiente per far desistere i nemici dell'Afghanistan.Purtroppo si segnalano due caduti delle truppe afgane e circa 5 feriti che hanno risposto a questa minaccia". Questo il racconto del Colonnello Angelo del Lungo, Responsabile delle Operazioni del Rc-West, in un'intervista rilasciata al giornalista Ettore Guastalla per RaiNews24. 

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4 aprile 2014 5 04 /04 /aprile /2014 17:56

fotografa-tedesca.jpgIl soldato italiano della Brigata Sassari con la mano sull'elmetto davanti alle macerie della base dopo l'attentato di Nassirya:la foto simbolo della disperazione.Una foto che ha fatto il giro del mondo,uno scatto che resterà per sempre impresso nella memoria collettiva.Quella foto era stata scattata da Anja Niedringaus il 12 novembre del 2003. Anjia era una fotografa di guerra che si trovava lì sul posto a documentare quella strage.E si trovava in Afghanistan in questi giorni a documentare quanto succede in questi giorni. Lei e una sua collega sono state assalite a Khost, nella provincia orientale dell'Afghanistan, da un talebano che indossava l'uniforme di un poliziotto.Ha sparato uccidendola sul colpo, è rimasta gravemente ferita invece la sua collega canadese Kathy Gannon.Anya aveva iniziato giovanissima la sua professione e durante la sua lunga carriera era stata insignita di premi importanti come il premio Pulitzer per le fotografie Breaking News durante la guerra in Iraq e sempre nello stesso anno le era stato assegnato il premio "Coraggio nel giornalismo"della fondazione internazionale dei media per le donne.L'ennesimo attaco di oggi dei talebani, costato la vita alla fotografa tedesca, rientra nella strategia del terrore dei talebani decisi ad impedire con ogni mezzo le elezioni che si svolgeranno domani. Questa volta a pagare il prezzo più alto una fotografa che come tanti giornalisti e altri foto reporter  e blogger documentano ogni giorno una guerra infinita e dimenticata, oppure relegata in fondo ad un telegiornale.

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1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 18:17

afghanistan-caporale-inglese-uccide-6-talebani-con-un-solo-.jpgLa zona è quella di Kakaran nel sud dell'Afghanistan.Alcuni militari inglesi sono impegnati in un duro comabttimento che li vede fronteggiare circa venti talebani.Tra i militari inglesi, c'è un caporale di 20 anni(come riportato dal "Daily Telegraph"), che individua nel gruppo di talebani un uomo completamente coperto con uno scialle.L'uomo si sta avvicinando ai militari inglesi.850 metri è la distanza che separa il caporale inglese dal talebano,il caporale mira e fa fuoco. Il talebano salta in aria, nell'esplosione muoiono altri 5 talebani.Quel talebano avvolto nello scialle era un kamikaze, pronto a farsi esplodere, accanto al suo corpo sono stati individuati altri 20 kg di esplosivo.Il fatto è accaduto a dicembre dell'anno scorso, ed è stato reso noto solo ora.

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31 marzo 2014 1 31 /03 /marzo /2014 18:36

aeronautica_herat1.jpgE' stato celebato il 28 marzo a Herat, il 91°anniversario della costituzione dell'Aeronautica Militare. L'anniversario ha coinciso anche con il raggiungimento delle trentamila mila ore di volo dall'inzio della missione ISAF.Alla cerimonia erano presenti il Comandante del Rc-West,il Generale Manlio Scopigno,il Comandante della Joint Air Task Force(JATF)il Colonnello Pilota Saverio Agresti.Il Comandante della JATF ha letto i messaggi di auguri del Capo dello Stato e dei più alti vertici della Difesa, e ha avuto parole di elogio per tutto il personale dell'Aeronautica Militare del Rc-West"per l'impegno,la dedizione, e la professionalità con cui, giorno dopo giorno, si adopera per la missione, dando lustro alla Forza Armata e al paese."Il generale Scopigno invece, ha voluto evidenziare il validissimo contributo della JTAF nell'ambito del comando italiano dell'ISAF, che oltre alle attività di volo si occupa anche della difesa delle installazioni,della logistica, della gestione delle telecomunicazioni, della pubblica informazione, dell'intelligence. La componente dell'Aeronautica Militare Italiana in Afghanistan, è schierata presso la base aerea di Shindand, dove è operativo l'Air Base Support Advisor Team,la componente dell'Aeronautica Militare che si occupa della gestione e dello sviluppo delle capacità gestionali, nonchè delle abilità tecnico professionali dell'aeronautica militare afgana ancora alle prime armi, e di tutta le gestione di uno stormo di volo.

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27 marzo 2014 4 27 /03 /marzo /2014 20:19

afghanistan-militari-italiani-eliminano-pericolosa-cellula-.jpgIl gruppo di "insurgents"era a bordo di un convoglio di mezzi che si apprestava a colpire obiettivi sensibili nell'area occidentale del paese, allo scopo di impedire il regolare svolgimento delle elezioni presidenziali del 5 aprile.Sono stati prontamente individuati dai militari italiani del Rc-West su base Brigata Sassari, la cellula terroristica è stata annientata ieri, durante un'operazione notturna a ovest di Herat. E'stato anche distrutto un ingente quantitativo di armi, munizioni, di 14 IED, e di due giubbotti esplosivi.Sono giornate ad alta tensione queste per i militari italiani, che già nei scorsi hanno sventato degli attentati.E la tensione a quanto pare è destinata a salire dato che la data delle elezioni, il 5 aprile si avvicina sempre di più. 

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23 marzo 2014 7 23 /03 /marzo /2014 16:19

afghanistan-militari-italiani-entrano-in-azione-sevntando-a.jpgDue importanti leaders talebani arrestati, un enorme quantitativo di armi, esplosivi e munizioni sequestrati, un'autobomba neutralizzata:questo il bilancio più che positivo di alcune operazioni che sono state portate a termine dai militari italiani a Bala Balouk, nella provincia di Farah a 200 km a sud di Herat.Il materiale esplosivo stava per essere utilizzato dai talebani in vista di attentati definiti dal contingente militare italiano."attentati spettacolari"ai danni di esponenti di spicco e di candidati in vista delle elezioni presidenziali del 5 aprile.I "Mangusta"gli elicotteri d'attacco italiani sono entrati in azione  con i caccia Amx durante la notte, neutralizzando un'autobomba. Entrati in azione con un ruolo decisivo, anche gli specialisti del 28°Reggimento Pavia, che sulle frequenze degli"insurgents"hanno trasmesso dei messaggi in lingua locale"rendendo vano ogni tentativo di propaganda di disnformazione volta a screditare l'operato delle forze di sicurezza afgane e a ingenerare nella popolazione afganala percezione di un immimente ritorno al potere dei talebani".I due talebani arrestati, erano noti alla polizia locale perchè "a capo di pericolose cellule terroristiche operanti nell'area di Shindand si stavano dirigendo a Herat per ricongiungersi con altri gruppi eversivi della zona".Entrate in azione anche le forze speciali e i servizi di sicurezza afgani  che grazie al supporto delle Forze Speciali Italiane e agli assetti dell'intelligence del Rc-West e dell'intelligence locale hanno concluso tutte le operazioni con successo.

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22 marzo 2014 6 22 /03 /marzo /2014 19:04

afghanistan-militari-italiani-consegnano-3-nuovi-progetti.jpgSono stati inaugurati ieri a Herat dai militari italiani un poliambulatorio, un centro per disabili e una biblioteca.Tutti i progetti sono stati portati a termine grazie al PRT(la componente militare italiana,  attivo dal 2005 si appresta a chiudere i battenti tra qualche giorno).Le opere realizzate hanno un valore complessivo di 400 mila euro, i fondi per la loro realizzazione sono stati messi a disposizione dal Ministero della Difesa. Le tre strutture sono state consegnate dai militari italiani alle autorità governative locali, nel giorno del"Nowra"un'antica festa popolare che in molti paesi asiatici e mediorentaili viene considerata come l'inizio dell'anno(1393)che coincide con l'inizio della primavera. Grazie al poliambulatorio di circa 250 metri quadrati, edificato nel quartire di Baba-e-Bara, la popolazione potrà ricevere un'assistenza sanitaria più efficace così come tutta la popolazione della provincia di Herat. C'è poi un centro di riabilitazione che è stato costruito a favore della Pir-e Herat Foundation, una fondazione gestita da volontari che ha lo scopo di combattere l'emarginazione di una parte della popolazione che ha necessità di assistenza.I pazienti di questa struttura verranno assisititi adesso in maniera più adeguata grazie all'utilizzo di laboratori specifici e ad attività di riabilitazione e potranno mantenere lo sviluppo delle loro abilità e la loro autonomia personale, sociale, affettiva e anche occupazionale.Infine c'è una biblioteca scolastica dotata di uffici, stanze, sala riunioni, e servizi igienici che va a completare l'offerta formativa della scuola di Gheyasia, il polo scolastico superiore della città di Herat. Adesso grazie a questa biblioteca gli insegnanti potranno diffondere tra gli studenti l'amore per la cultura e la lettura. Perchè la pace in un paese devastato dagli attacchi dei talebani si può realizzare anche con i libri.

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