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12 febbraio 2015 4 12 /02 /febbraio /2015 19:54

antares-afghanistan2.jpgSono cento i militari del primo Reggimento AVES"Antares" al comando del Colonnello Silvestrini, che dopo un lungo addestramento partono in missione in Afghanistan. Con loro parte anche lo Stendardo da combattimento.Destinazione:la base di Herat, dove faranno costituiranno l'"Aviation Battalion"nell'ambito della missione"Resolute Support"che ha come obiettivo il supporto e l'addestramento alle forze di sicurezza afgane.I tanti container con i mezzi e i materiali sono già pronti per questa missione afgana.La cerimonia di partenza si è svolta ieri alla presenza del Generale Bettelli, presso la caserma di Viterbo.

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11 febbraio 2015 3 11 /02 /febbraio /2015 19:17
 Manca solo qualche giorno e poi saranno tre anni esatti che nessuno governo italiano è riuscito a fare qualcosa di concreto per risolvere il drammatico e vergognoso caso dei due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.Sulla bacheca Facebook della compagna di Massimiliano Latorre, Paola Moschetti Latorre, è stato condiviso un video relativo al Festival di San Remo dell'anno scorso, nel quale Raffaella Carrà aveva rivolto un appello per la liberazione dei due militari italiani.Un appello rimasto inascoltato.Purtroppo."Ciao Raffaella, adesso gli anni sono diventati tre.Ma noi non ci arrendiamo sai?Non lo faremo mai!"Ha scritto nel suo post Paola Moschetti Latorre.Intanto non si fermano le iniziative dei vari gruppi a favore del due fucilieri del S.Marco.Una nuova iniziativa è stata promossa da Nicola Marenzi e dal gruppo #iostoconimarò presente anche su Twitter.E'un evento virtuale ma che ha un obiettivo concreto:non far calare il silenzio su questa vergognosa vicenda.Ecco in cosa consiste questa nuova iniziativa alla quale possono partcepare tutti a partire da domenica 15 febbraio.
EVENTO VIRTUALE in FACEBOOK e in TWITTER

Da Domenica 15 Febbraio a Giovedì19 Febbraio alle ore 24.00

Il 19 febbraio, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, inizieranno il loro quarto anno di prigionia in India senza che nei loro confronti sia stato prodotto un atto di accusa comprovato.
Tre anni trascorsi in ostaggio di Delhi, dove ha prevaricato e continua a farlo la negazione del più elementare diritto dell’uomo, primo fra tutti la limitazione della libertà personale senza che ci sia una sanzione di una Corte di Giustizia.
Un arbitrio accettato dall’Italia, accondiscendente e remissiva in questi tre anni, pronta a cedere Sovranità Nazionale ed a rinunciare alle prerogative che il D...iritto Internazionale concede a tutti gli Stati del mondo e omettendo la VERITA'.
Fino a qualche settimana fa, seppure sporadicamente, arrivava qualche notizia sulla vicenda, poi improvvisamente il silenzio giustificato, sembra, dall’opera silente che dovrebbe essere in corso fra le Intelligence dei due Paesi.
Un black-out per non disturbare le parti, quasi si stesse trattando lo scambio di terroristi o malfattori, piuttosto che pretendere i diritti che tutta la comunità internazionale riconosce all’Italia.
 Noi, i loro SOSTENITORI, inonderemo il web con una Fotografia per rompere l'ennesimo silenzio caduto su di loro.
 In attesa della pubblicazione della Fotografia, invitiamo tutti i nostri Contatti a partecipare.
 Chiedo a tutti gli Amministratori dei Gruppi Pro Marò, di Fissare in alto alla propria Pagina il Link dell'iniziativa.
Buon Lavoro a tutti i Collaboratori

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10 febbraio 2015 2 10 /02 /febbraio /2015 19:13

libano-militari-italiani-consegnano-attrezzature-1.jpgI militari del contingente italiano della missione UNIFIL dispiegati in Libano, hanno consegnato oggi delle attrezzature mediche di ultima generazione, al pronto soccorso locale di Beit Lif.Beit Lif è una cittadina situata nella zona del sud del paese.Alla consegna erano presenti il Generale di Brigata Stefano del Col, Comandante del contingente italiano su base Brigata "Pinerolo"e le principali autorità locali che hanno voluto esprimere tutta la loro gratitudine.Ora il pronto soccorso di questa cittadina potrà essere completato anche grazie alla consegna, avvenuta a dicembre, da parte dei Caschi Blu Italiani, di un' ambulanza in modo da gestire con più efficacia le urgenze mediche. La consegna di queste attrezzature mediche rientra nell'ambito dei compiti assegnati dalla risoluzione ONU riguardante il settore sanitario, nel quale sono stati già realizzati dei centri di primo soccorso anche nelle zone più isolate.Ora anche i cittadini di queste zone più remote potranno contare su una tempestiva assistenza sanitaria.

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9 febbraio 2015 1 09 /02 /febbraio /2015 19:42

foto-talebani1.jpgStava viaggiando nella zona dell'Helmand a bordo di un veicolo che trasportava munizioni con altre cinque persone.Un razzo esploso da un velivolo della NATO ha colpito il veicolo:è morto così il numero due dell'ISIS, il Mullah Abdul Rauf, luogotenente dell'ISIS nell'Afghanistan.La notizia è stata data da fonti della sicurezza nell'Helmand e dall'intelligence afgana.

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9 febbraio 2015 1 09 /02 /febbraio /2015 15:13

 

E'andato in onda ieri sera su Vice, Sky Tg24"Poligono Sardegna"un'inchiesta su quello che succede nell'isola più militarizzata d'Europa, durante le tante esercitazioni NATO.E' in Sardegna infatti, isola stupenda e dalle bellissime spiagge che gli eserciti di tutto il mondo si addestrano per l'Afghanistan l'Iraq e via dicendo, simulando vari scenari di guerra e sparando munizionamenti di vario tipo.Proiettili, missili, bombe che vengono ripescati anche in mare.Quali gli effetti sulla salute della popolazione locale?Non certo benefici:molte persone si sono ammalate di tumore anche stando lontano da una di queste basi militari.Alcune persone solo per aver toccato delle uniformi da portare in lavanderia.Nel video parla anche un pastore in attesa del responso dell'indagine riguardante il suo allevamento forse contaminato, come già successo ad altri pastori, che nei pressi di Quirra hanno visto anche nascere vitelli e pecore deformi."Nei poligoni non c'è controllo e si può fare di tutto"afferma il Maresciallo Domenico Leggiero,dell'Osservatorio Militare, documenti alla mano nell'intervista a Giacomo Cannelli. 

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4 febbraio 2015 3 04 /02 /febbraio /2015 20:11

para-folgore-uranio-impoverito1.jpg

Nella foto Emanuele sorride, felice, circondato da alcuni bambini durante una delle sue tante missioni all'estero.E' stato in Iraq, nel Kosovo, e in Afghanistan.Quel sorriso non c'è più.Emanuele Pecoraro, Paracadutista della Folgore è morto a 31 anni di carcinoma osseo con metastasi dopo 3 mesi di agonia, a causa dell'uranio impoverito. Le analisi sul corpo del militare hanno riscontrato che era "invaso quasi totalmente da metalli pesanti". Era il 1 luglio del 2007.Sua madre Nadia, in un'intervista al giornalista Mirko Polisano sul sito"Infodifesa.blogspot.com", esprime tutta la sua rabbia e la determinazione a continuare la sua battaglia per la verità e affichè non cali il silenzio su questa vicenda."Mio figlio è stato più volte in Kosovo.Per più di un mese ha dormito a Pec, nella fabbrica della Zastava, una vecchia armeria, faceva la guardia al monastero.Le analisi che abbiamo ripetuto più volte hanno tutte confermato che la malattia è stata causata dall'uranio impoverito.Io me ne accorsi subito, da quei primi sintomi che non mi piacevano.Da quella tosse continua.In molti sapevano, avevano un'informativa(l'allora Ministro della Difesa Mattarella e D'Alema hanno sempre fatto finta di nulla).Infatti mentre i militari USA maneggiavano i proiettili all'uranio impoverito con le dovute protezioni, i militari italiani erano a mani nude e senza tute di protezione. "Quando è iniziato a circolare il nome di D'Alema per la corsa al Colle ho iniziato a tremare.Mi sono detta ecco, l'ennesima beffa dello Stato che ha ucciso i nostri figli.Poi è arrivato l'altro e la rabbia è la stessa.Sono senza parole.

Oggi mi vergogno di esere italiana." Ma mamma Nadia non si arrende."Quando sei in queste situazioni o si combatte o si impazzisce.Io sono orgogliosa di mio figlio e lo sarò sempre.Lui non è un eroe. Lui se n'è andato per una brutta malattia e a volte penso che sarebbe stato meglio se fosse rientrato in una bara, piuttosto che vederlo consumarsi giorno dopo giorno a causa di una terribile patologia.Questi sono morti di serie B. Emanuele però nella bandiera ci credeva, credeva nella Patria.E io sono orgogliosa di lui anche per questo.Non posso esserlo però vedendo questo Stato e chi ci rappresenta.Gli unici che mi sono ancora vicini sono i colleghi della Folgore.Loro non mi lasciano mai sola, non hanno abbandonato nè la mia famiglia nè Emanuele.Uno di loro un giorno mi salutò dicendomi:"Signò io faccio la fine di Pek,( il soprannome di Emanuele) mi ammalerò pure io.Così è stato.Un aneurisma nascondeva un tumore.Era già troppo tardi e se n'è andato anche lui." Emanuele è il 53esimo militare italiano morto a causa dell'uranio impoverito.Era stato in missione nel Kossovo dove nel 1995 e nel 1999 la NATO aveva sparato proiettili all'uranio impoverito.E proprio in quell'epoca i militari che rientravano da quelle missioni iniziarono ad ammalarsi.

Come dice la madre di Emanuele, alcuni medici hanno negato e cercato di insabbiare tutto. Ma alla fine la verità viene sempre a galla. Qualcuno dovrebbe come minimo delle scuse a mamma Nadia, a tutti i familiari di quei militari ammalatisi a causa dell'uranio impoverito, a quei militari italiani morti che hanno giurato fedeltà alla Repubblica, ma che poi dalla Repubblica e dai suoi governanti sono stati traditi. 

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4 febbraio 2015 3 04 /02 /febbraio /2015 18:34

guerra-bosnia1-copia-1.jpgSta facendo il giro del web il video dal titolo "La guerra coma malattia" postato dal Maresciallo Domenico Leggiero dell'Osservatorio Militare, sulla pagina Facebook"Vittime dell'uranio impoverito". E' un video che riporta le testimonianze di alcuni militari italiani che sono sopravvissuti all'uranio impoverito, ma parla anche di quelli che non ci sono più.Francesco Stagni, padre del militare Giovanni dice"Io con mio figlio sono riuscito a fare delle cose, qualche cosa, sono riuscito perchè ho avuto la forza, perchè avevo il modo, il mezzo.Matutti gli altri che non c'hanno un cazzo che fanno?Muoiono.Questo è il punto, e li lasciano morire.Non si fa niente.Non è che finisce la cosa, si continua si persevera.Questo è quello che devo dire da papà".C'è la testimonianza di Giovanni Stagni, militare in Kosovo nel 2000 al quale hanno asportato il retto e il fegato.Parla poi il Capitano Amedeo D'Inverno militare in Bosnia nel 1997/1998, a lui hanno asportato la tiroide, anche lui si è ammalato di leucemia.Parla anche un ufficiale, il Tenente Colonnello Americo Laccetti, militare nella ex-Jugoslavia"Non si è mai e poi mai parlato dell'uranio impoverito perchè noi non eravamo a conoscenza di nulla.Io come ufficiale, obiettivamente, mi sento colpevole.C'era un maresciallo che è stato con me, che è morto, e io questa cosa me la porterò appresso per tutta la vita".Il maresciallo Domenico Leggiero racconta poi un episodio, c'era un suo collega, si chiamava Luca Sepe, che aveva fatto presente ai suo comandanti che i militari americani in zona di operazioni "si erano presentati imbardati, sembravano astronauti.La risposta del suo comandante fu:"Sono americani, sono fanatici".Risultato:Luca Sepe non c'è più".Ci sono poi le parole del Capitano Amedeo D'Inverno, militare in Bosnia nel 1997/98:"Lo Stato Italiano non ci ha avvertito dei pericolo che correvamo sull'uranio impoverito mandandoci allo sbaraglio, senza protezioni, toccando siti militari , mezzi militari etc. senza  alcun tipo di protezione.Praticamente un suicidio". Parole  che fanno davvero riflettere sulle tante vite che si sarebbero potute salvare  informando sui pericoli mortali del "metallo del disonore".Un suicidio che si poteva evitare.    

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3 febbraio 2015 2 03 /02 /febbraio /2015 19:05

foto-massimiliano-latorre2-copia-2.jpgNel suo discorso di insediamento al Quirinale il Presidente della Repubblica Mattarella ha citato anche la drammatica vicenda dei due fucileri del S.Marco."Occorre continuare a dispiegare il masimo impegno affinchè la delicata vicenda dei nostri fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trovi al più presto una conclusione positiva con il loro definitivo ritorno in Patria".Tra un paio di giorni saranno tre anni esatti che il governo italiano non è riuscito a fare nulla di concreto per liberare i due militari italiani innocenti.Ci si augura davvero che con il nuovo Presidente della Repubblica questa drammatica e vergognosa vicenda possa finalemnte vedere il lieto fine.Ci si augura che quelle del nuovo Presidente della Repubblica non siano le solite vuote parole di circostanza non accompagnate da alcun fatto concreto. Intanto il fuciliere del S.Marco Massimiliano Latorre, in convalescenza, dopo avere subito un delicato intervento chirurgico al cuore, dalla sua pagina Facebook ha rivolto un messaggio di ringraziamento a tutti gli italiani che gli stanno a vicino e al Presidente della Repubblica:" Cari amici, voglio oggi, come sempre ringraziarVi per il costante calore di cui mi circondate.
Ancora oggi mi sostiene ogni giorno sempre di piu'. Perdonate se non riesco a rispondere a tutti, ma spesso il tempo è tiranno anche in questo.
Non passa giorno in cui non riceva manifestazioni di affetto da gente comune come noi che mi incontra per strada. e questo esser ricordati è un motivo in più per continuare ad affrontare questa difficile situazione a cui si aggiungono anche ...le problematiche sanitarie, ma sono consapevole di dover far fronte anche a questo e chissà per quanto altro ancora.
Permettetemi di ringraziare il Neo eletto Signor Presidente delle Repubblica che oggi ci ha citato nel suo discorso di insediamento auspicando di poter aver l’ Onore ed il piacere di potergli stingere la mano.
Grazie a tutti ma ancor di più grazie al vostro cuore.

Sono tantissimi gli italiani che ogni giorno testimoniano la loro vicinanza e il loro affetto ai due fucilieri del S.Marco molti i gruppi attivi, come ad esempio #iostoconimarò presente sia su Facebook che Twitter con tante iniziative e anche questo stesso blog.L'ultima iniziativa per non far spegnere i riflettori sul caso marò vorrebbe vedere come protagonisti i giocatori di tutte le squadre di calcio di serie A e B e anche i tifosi. I giocatori potrebbero scendere in campo con un piccolo fiocco giallo apuntato sulle loro maglie. Ma al momento sembra un sogno irrealizzabile dato che nessuno dà l'autorizzazione. 

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1 febbraio 2015 7 01 /02 /febbraio /2015 19:28

    

Falco Accame, Presidente dell'ANAVAFAF( Associazione che tutela le famiglie dei militari deceduti in tempo di pace)ha scritto una lettera al neo eletto Presidente della Repubblica Mattarella.E' una lettera nella quale fa gli auguri al nuovo Presidente della Repbublica  e nella quale al tempo stesso, chiede che venga fatta chiarezza sulla morte dei tanti militari a causa dell'uranio impoverito.Secondo quanto affermato da questa lettera, l'allora Ministro della Difesa Mattarella era a conoscenza dell'utilizzo dell'uranio impoverito in Bosnia.Viene cosi smentito l'articolo del"Fatto Quotidiano"del 30 gennaio di Enrico Piovesana, nel quale viene affermato invece che:"Le trascrizioni delle dichiarazioni dell'epoca dicono che il candidato al Quirinale si limitò a non dare per dimostrata la relazione causale(tra l utilizzo dell'uranio impoverito e i decessi dei militari italiani), ma istitutì una commissione ad hoc(...)Per quanto riguarda poi il nesso uranio e patologie,l'allora Ministro Mattarella intervenendo nell'aula del Senato il 10 gennaio 2001, pur sottolineando come questa relazione causale non fosse ancora stata scientificamente dimostrata, dichiarava di voler fare assoluta chiarezza sulla vicenda con l'istituzione della Commissione Mandelli". Ma la Commissione Mandelli, secondo quanto riportato dalla giornalista Stefania Divertito, sul quotidiano"Castedduonline" del 30 gennaio 2015, non arrivò a nessun risultato concreto:"Scrisse nella relazione finale che non aveva avuto gli strumenti per indagare, ma questo nella superficialità della stampa fu tradotto semplicisticamente "nessun nesso"La giornalista riferisce del discorso alle camere di Mattarella come Ministro della Difesa:"Alle camere regalò qualche giorno prima di Natale un discorso piendi di non so.L'uranio fa male?Non so, non sappiamio.C'è uranio nelle bombe sgannciate in Bosnia?Non so, forse sì.La NATO non ci ha informati."Ma l'uranio in quelle bombe sganciate sulla Bosnia c'era:e un'agenzia ANSA dell'epoca ne è la prova

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30 gennaio 2015 5 30 /01 /gennaio /2015 19:08

foto-uranio-imoverito2.pngSergio Mattarella, il candidato di Renzi al Quirinale, in passato è stato anche Ministro della Difesa durante il governo Amato.Riguardo alla questione dell'uranio impoverito, responsabile della morte di tanti militari in missione all'estero soprattutto in Bosnia, ha sempre negato e più di una volta "il possibile nesso tra l'insorgere delle patologie e il servizio.Negò che la NATO avesse mai utilizzati proiettili all'uranio impoverito(DU, Depleted Uranium), tantomeno che questo fosse contenuto nei missili Tomawak sparati in zona di guerra dalle navi dalle navi USA in Adriatico.Insomma Mattarella(...)negò su tutta la linea.Negò pure ciò che era possibile reperire nei primi giorni di internet sugli stessi siti della Difesa USA che magnificava l'efficacia degli armamenti al DU e dettava contestualmente le precauzioni sanitarie da adottare in caso di bonifica, i protocolli di sicurezza molto rigidi che prevedevano l'utilizzo di tute, guanti, e maschere protettive, per svolgere il lavoro che invece a mani nude e senza protezioni facevano i nostri soldati.I quali nel frattempo continuavano ad ammalarsi e a morire".E' quanto riferisce il giornalista Lorenzo Sani(che lavora per Il Resto del Carlino, e La Nazione)nell'articolo comparso oggi sul Blog di Beppe Grillo. Un giornalista che ha inseguito più volte l'allora Ministro della Difesa per intervistarlo, come nel 2001, ad Ascoli, al giuramento delle prime donne militari dell'Esercito Italiano e che come risposta si è beccato dall'allora Ministro della Difesa Mattarella un:"Io le interviste le concordo prima, poi voglio per iscritto le domande e infine leggere il testo del giornalista prima che questi lo dia alla stampa"oppure la negazione assoluta del legame tra l'uranio impoverito e i linfomi e le leucemie tra i militari che erano stati in missione soprattutto in Bosnia.In Bosnia:dove era stato sparato il maggior numero di proiettili all'uranio impoverito. 

Ecco l'interessante racconto del giornalista Lorenzo Sani:"Ero a Nuxis, in Sardegna, al funerale di caporal maggiore della Brigata Sassari Salvatore Vacca, riconosciuto poi come il primo morto di uranio Impoverito, che aveva prestato servizio alla caserma Tito Barak di Sarajevo. Ero il solo giornalista presente, il 9 settembre 1999. Tutta questa triste storia incominciò da quel funerale. Pensai che l'argomento DU dovesse interessare a un ministro della Difesa, dal momento che quei ragazzi in divisa oltre che "nostri" erano soprattutto suoi, ma evidentemente ero troppo ingenuo. Per i principali quotidiani e le televisioni il problema dell'uranio Impoverito non esisteva e non ne avevano ancora parlato. Alle mie ripetute richieste di intervista Mattarella ha sempre risposto negativamente. Ricevetti anche strane minacce mentre stavo indagando per conto del mio giornale in Sardegna. I militari italiani, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi. Ricordo anche che il comando della Brigata Sassari, dopo la morte di Salvatore Vacca, convocò una conferenza stampa per smentire ciò che io non avevo ancora scritto: fu il cappellano della Brigata, al quale mi ero rivolto per sapere, in un incontro riservato, qualcosa di più su Salvatore e sul possibile nesso tra la malattia e la missione in Bosnia, che spiattellò tutto al comandante e cioè che un giornalista stava indagando sulla morte di un loro soldato, dovuta, forse, a quei proiettili. Smentita preventiva. Non mi è mai più capitato. Iniziai così a scrivere. Dapprima da solo o quasi, poi qualcun altro incominciò a farlo, ricordo il Manifesto, Liberazione, la Nuova Sardegna, ma ancora poca roba. Per i big della stampa il problema non esisteva e lo scandalo DU non era ancora diventato un caso planetario."Ma lo è diventato dopo e i numeri purtroppo parlano chiaro, numeri diffusi dall'Osservatorio militare:sono 307 i militari italiani deceduti, oltre 3.700 sono malati della"Sindrome dei Balcani".

In Bosnia sono stati sparati 17.237 proiettili all'uranio impoverito come riportato da fonti ufficiali della NATO.E i militari italiani ancora oggi, continuano a morire di leucemia e linfomi.Ma da parte dell'allora Ministro della Difesa Mattarella su quelle morti ci fu solo negazione assoluta o silenzio.Perchè? 

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