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5 aprile 2013 5 05 /04 /aprile /2013 18:04

afghanistan-contingente-isaf-cattura-capo-talebano-e-arrest.jpgContinuano senza sosta le operazioni congiunte del contingente ISAF e delle forze di sicurezza afgane, che oggi hanno portato a termine alcuni arresti di "insurgents"e catturato dei capi talebani. E' successo questa mattina nella provincia dell'Helmand, quando i militari dell'ISAF e delle forze di sicurezza afgane, hanno catturato un leader di Haqqani, ovvero un leader talebano che era a capo di una cellula di"insurgents"che aveva organizzato e portato a termine attacchi contro l'esercito afgano e i militari dell'ISAF.  Il leader talebano in questione, forniva inoltre armi agli "insurgents"attivi in questo distretto, ed è sospettato anche di avere portato a termine attacchi con IED. Sempre oggi nella provincia di Nangahar, durante un'altra operazione congiunta,  è stato arrestato un'"insurgent", mentre i militari dell'ISAF e quelli afgani erano sulle tracce  di un facilitatore talebano, che fornisce supporto logistico ai talebani della provincia di Nangahar,  e organizza inoltre la compravendita, il trasferimento e la consegna di armi agli "insurgents"attivi nella regione. Questo facilitatore talebano inoltre, ha comprato dei razzi che sono stati poi utilizzati in attentati ai danni del contingente ISAF e delle forze di sicurezza afgane. Altri due "insurgents"sono stati arrestati durante un'operazione di ricerca di un leader di Haqqani nella provincia di Khost. Il leader controlla e comanda i vari "insurgents" che organizzano attacchi, ed è inoltre accusato di facilitare il movimento di armi e soldi da utilizzare negli attacchi ad opera degli"insurgents".  Ieri invece nella provincia di Jowzjan, durante un'operazione congiunta sono stati arrestati un altro facilitatore talebano e numerosi"insurgents". Il facilitatore in questione, forniva armi, pistole, razzi, granate, granate a frammentazione e munizionamento alle varie cellule di "insurgents".

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3 aprile 2013 3 03 /04 /aprile /2013 17:45

afghanistan-commando-talebani-attacca-tribunale-farah-108-f.jpgA colpi di armi automatiche e con un autobomba, un commando di talebani ha attaccato alcuni edifici governativi di Farah, tra i quali il tribunale. L'obiettivo del commando era quello di liberare alcuni loro compagni sotto processo proprio nel tribunale di Farah City. Almeno 48 i morti soprattutto tra i civili, i feriti sono 108, ma il bilancio purtroppo è ancora provvisorio. Nove talebani che facevano parte del commando sono stati uccisi, uccisi anche alcuni membri delle forze di sicurezza afgane.

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2 aprile 2013 2 02 /04 /aprile /2013 19:21

Il loro team era formato da 25 militari facenti parte dei Navy Seals:ora sono rimasti in 3. Ventidue uomini che facevano parte del Commando, che nel maggio del 2011 fecero irruzione nel covo di Bin Laden (al confine con il Pakistan) uccidendolo, sono morti. Molti parlano di una sorta di "maledizione di Bin Laden," che si sarebbe abbattuta sui componenti di questo Commando passato alla storia. Sono sopravissuti in due. Gli altri hanno trovato la morte nell'incidente del loro elicottero precipitato nell'agosto scorso. Un altro afghanisyìtan navy sealsdi loro, è rimasto ucciso durante un'esercitazione, schiantandosi a bassa quota durante un lancio con il suo paracadute nel deserto dell'Arizona. Uno dei sopravvissuti ha scritto un libro"No easy day", che è stato pubblicato sotto lo pseudonimo di Mark Owen, dal quale poi è stato tratto il film "Zero Dark Thirty" che tratta proprio della cattura e dell'uccsione di Bin Laden. Questo Navy Seal è stato poi minacciato di morte, congedato con disonore, e tutto per non avere chiesto ai suoi superiori l'autorizzazione per la pubblicazione del libro. Sono solo coincidenze o forse c'è davvero qualcosa sotto la morte di questi Navy Seals?  La stampa di mezzo mondo se lo chiede. E c'è già chi parla della "Maledizione di Bin Laden", ma forse sono solo delle semplici coincidenze e basta.

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1 aprile 2013 1 01 /04 /aprile /2013 18:36

afghanistan-militari-italiani-rinvengono-bpmbe-e-granante-i.jpgL'operazione che ha portato al rinvenimento di 41 bombe da mortaio e di 3 granate di artglieria, è stata condotta dai militari del 7°Reggimento Alpini di Belluno nel villaggio di Jambaran. Le granate sono state poi bonificate dal team IEDD del 2°Reggimento Genio Trento. L'operazione ha visto impegnati sia i militari italiani della TSU(Transition Support Unit Center) schierati a Shindand, che le forze delle coalizione. Dal 19 marzo la TSU su base 7°Reggimento Alpini, è comandata dal Colonnello Stefano Mega, opera nella provincia di Herat, e il suo obiettivo è quello di assistere e supportare le forze di sicurezza afgane nel controllo della loro area di responsabilità. Oltre ai militari della TSU-C, nella Shindand Air Base, operano anche altri assetti del contingente italiano che supportano, in questa delicata fase di transizione, l'Air Base Support Advisory Team dell'Aeronaitica Militare Italiana. Questi militari si occupano dell'addestramento del personale afgano presso l'aeroporto militare di Shindand. Un aeroporto davvero importante e strategico, perchè presto diventerà il punto di riferimento per l'aeronautica afgana.

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30 marzo 2013 6 30 /03 /marzo /2013 19:27

    maro-10-copia-1.jpg"La morte dei pescatori indiani è un'invenzione"a dirlo è il Comandante in seconda della Enrica Lexie, la nave a bordo della quale prestavano servizio i 2 fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo afferma in un'intervista a Radio Capital, aggiungendo così un altro importante tassello per arrivare alla verità su questa intricata vicenda. Sempre nell'intervista, il Comandante Noviello afferma che non sono stati i 2  fucilieri del S.Marco a colpire i 2 pescatori indiani. I 2 marò infatti hanno sparato sì, ma colpi di avvertimento in acqua come prevede la procedura in questi casi. In questo caso un'imbarcazione sospetta si stava avvicinando alla Lexie. Lo scontro a fuoco c'è stato sì, ma all'interno del porto con la guardia costiera locale di Kochi, e si suppone che le 2 morti siano avvenute in quello scontro a fuoco"E per coprire questo errore ci siamo capitati noi di mezzo, anche perchè la Coast Guard di Bombey quando ci ha telefonato ci ha detto esplicitamente di entrare a Kochi che loro avevano catturato 2 barchette sospette pirate e volevano l'eventuale riconoscimento da parte nostra."  Il Comandante della Lexie  ha assistito a tutta la scena:la piccola imbarcazione che si avvicina, Latorre che ha segnalazioni ottiche, ma nonostante tutto quelli delle barchette hanno continuato ad avvicnarsi. In pratica i 2 marò hanno sparato in acqua dei colpi di avvertimento agli uomini che sull'imbarcazione che si stavano avvicinando troppo alla Enrica Lexie. Il Comandante è sicuro:"Non ho visto morti, la morte dei pescatori è un'invezione". Una testimonianza davvero importante questa. Il video integrale dell'intervista si può vedere su Youtube:"Marò:non sono stati i marò a colpire i pescatori". E se non sono stati i marò, sarebbe ora di scoprire chi sono i veri colpevoli e processarli.

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28 marzo 2013 4 28 /03 /marzo /2013 18:09

afghanistan-aeronautica-festeggia-i-suoi-90-anni-anche-in-m.pngAnche i militari schierati in Afghanistan oggi hanno celebrato il novantesimo anniversario della costituzione dell'Aeronautica Militare. Alla cerimonia che si è svolta presso Camp Arena a Herat, erano presenti alcuni dei 450 militari dell'Aeronautica del contingente italiano. Erano presenti il Generale di Brigata Ignazio Gamba, Comandante del Rc-West, e anche il Colonnello Pilota Carlo Moscini, Comandante della Joint Air Task Force(JATF)che ha letto i messaqgi di auguri inviati dal Ministro della Difesa e dai vertici militari. La cerimonia si è conclusa con l'ingresso nella base di alcuni bambini dell'orfanotrofio di Herat, che hanno partecipato ad un rinfresco e ai quali i militari hanno regalato cappellini e gadgets vari dell'Aeronautica  Miltare. Per loro sarà sicuramente una giornata da ricordare, dopo aver assisitito anche alla proiezione di video riguardanti Le Frecce Tricolori. La JATF è formata da personale dell'Aeronautica Militare e il suo compito principale è quello di gestire gli assetti di volo assegnati al comando operativo NATO per l'Afghanistan, operanti soprattutto nella regione a occidente del paese. La maggior parte dei militari dell'Aeronautica Militare che operano presso la base di Camp Arena, contribuiscono con la loro notevole professionalità, a fornire supporto alle varie Task force del contingente italiano. Hanno diversi incarichi che vanno dalla difesa delle installazioni, alla gestione delle comunicazioni, alla pubblica informazione nonchè al lavoro di intelligence. La maggior parte del paersonale dell'Aeronautica è dislocato nel Centro Amministrativo d'Intendenza Interforze(Ca-I)nelle FSB(Forward Support Base)che monitora il funzionamento di tutta la base, e della Stability Division che ha come obiettivo quello di portare avanti il processo di transizione afgano.

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27 marzo 2013 3 27 /03 /marzo /2013 15:41

afghanistan-passaggio-di-consegne-al-tsu-di-farah-3.jpgIl Generale Ignazio Gamba, Comandante del Rc-West ha ringraziato i militari del 9°Reggimento degli Alpini dell'Aquila, per l'ottimo lavoro svolto nei loro sei mesi di missione. Sei mesi durante i quali, a Farah, una delle zone più pericolose dell'Afghanistan, questi uomini e donne hanno effettuato più di 900 scorte e pattugliamenti, 200 meeting con le autorità delle province e dei vari distretti, 70 attività di CIMIC(Civil Military Cooperation)per supportare la popolazione. I militari hanno infatti costruito pozzi, distribuito mille coperte in 15 villaggi di 10 mila persone, e distribuito 3000 kit di viveri. A tutte queste attività, hanno partecipato anche i militari delle forze di sicurezza afgani. La cerimonia che ha sancito il termine della missione per il 9°Reggimento Alpini, si è svolta oggi presso l'aeroporto di Farah, e ha visto il passaggio di consegne nella Transition Support Unit South, tra il Colonnello Riccardo Cristoni, Comandante del 9°Reggimento Alpini e il Colonnello Michele Merola, dell'8°Reggimento Alpini di stanza a Cividale del Friuli. Alla cerimonia erano presenti anche Ignazio Gamba, Comandante del Rc-West, il governatore di Farah, e tutti i vertici delle forze di sicurezza locale, oltre ai rappresentanti delle Forze della Coalizione operative nell'area. Ora spetterà agli Alpini dell'8°Reggimento portare a termine il lavoro iniziato dai colleghi, come il processo di transizione a Farah, che il 18 marzo ha visto passare sotto l'autorità afgana sei degli undici distretti. L'8°Reggimento dovrà occuparsi del passaggio  degli ultimi 5 distretti, in una missione che si preannuncia delicata e non priva di rischi, come lo è ogni missione in terra afgana del resto.

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24 marzo 2013 7 24 /03 /marzo /2013 17:53

afghanistan-la-brigata-julia-al-comando-del-rc-west-4.jpg"Non abbassare la guardia"con queste parole il Generale Claudio Graziano, Capo dello Stato Maggiore dell'Esercito, ha voluto esortare gli Alpini della Julia all'inizio della loro delicata missione in Afghanistan. Ma il Generale nel suo discorso ha voluto anche ringraziare gli Alpini della Taurinense che dopo sei mesi, tornano a casa."Siate orgogliosi di ciò che avete fatto in Afghanistan".Il Generale ha ricordato i caduti e i feriti di una missione che è stata rischiosa, difficile e tragica, con la morte del Primo Caporal Maggiore Tiziano Chierotti , caduto a Bakwa in un attentato il 25 ottobre. La cerimonia del passaggio di consegne tra la Brigata Julia, guidata dal Generale Ignazio Gamba, da oggi ufficialmente al comando del Rc-West e della Brigata Taurinense al comando del Generale Dario Ranieri, si è svolta oggi presso la base di Camp Arena a Herat. Erano presenti l'ambasciatore italiano in Afghanistan, Luciano Pezzotti, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Claudio Graziano, il Comandante dell'ISAF Joint Command, il Generale americano James L.Terry, il Comandante delle truppe Alpine il Generale di Corpo d'Armata, Alberto Princeri, e le più importanti autorità militari e civili. Da oggi la Julia assume il comando del Rc-West, ovvero uno dei sei comandi regionali della coalizione multinazionale ISAF in Afghanistan. Nelle quattro province del Rc-West sono attualmente schierati più di 5.500 militari di 9 nazioni, 2.900 di questi sono italiani. Molti i risultati positivi e di primaria importanza che sono stati raggiunti durante la missione della Taurinense:le forze di sicurezza afgane sono operative su oltre il 70% del territorio e la loro autonomia nel condurre le operazioni è sempre più in crescita, sono stati realizzati ben 44 progetti nei settori dell'istruzione con l'apertura di 13 scuole nei villaggi più remoti del paese, altri progetti sono stati portati a termine nei campi della sanità dell'agricoltura e delle infrastrutture come ad esempio le strade. Inoltre si è contribuito a incrementare anche lo sviluppo della manodopera locale, dato che la maggior parte della manodopera impegnata nella realizzazione materiale dei vari progetti è afgana. Ora tutto questo lavoro verrà portato avanti dagli Alpini della Brigata Julia durante i sei mesi della loro missione.

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22 marzo 2013 5 22 /03 /marzo /2013 18:58

I due fucilieri del S.Marco sono partiti ieri sera da Brindisi su velivolo militare.Destinazione New Delhi, dove sono giunti oggi scortati dal Sottosegretario agli Esteri Staffan Mistura alle ore 18.00 ora locale(le 13.00 in Italia). "Siamo militari e andiamo avanti"hanno detto Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sul volo che li riportava in India, dove saranno sottoposti al processo una volta che sarà insediato il tribunale che li dovrà giudicare. Grande soddisfazione è stata espressa dal premier indiano"E' stata salvaguardata l'integrità e la dignità dell'ordinamento giudiziario indiano". L'Italia invece non ha salvaguardato la faccia. Una decisione, quella di riconsegnare i 2 Fucileri del S.Marco agli indiani, che è giunta a sorpresa. Era l'11 marzo infatti, quando il Ministro degli Esteri italiano Terzi annunciava che i 2 militari sarebbero rimasti in Italia. Sembrava che la vicenda si fosse risolta positivamente. I 2 marò sarebbero stati giudicati da un tribunale italiano per l'accusa dell'uccisione di due pescatori indiani Non ci sono le prove che i 2 militari siano responsabili del reato a loro ascritto in quanto c'è la prova che non hanno sparato(vedi articolo"i 2 marò non hanno sparato"india.maro-riconsegnati-agli-indiani-infuriano-le-copia-1.jpg su questo blog nella sezione:attualità). Intanto in Italia e sul web infuriano le polemiche per questo inatteso quanto improvviso dietro-front del Ministro degli Esteri. Sale l'indignazione come si può leggere nei vari commenti su Facebook:"Ormai abbiamo perso tutto, con questo anche la faccia","Italiani veri boicottiamo gli acquisti di prodotti indiani!Fuori le palle!Nessuno indietro mai, subito a casa!" c'è anche qualche voce fuori dal coro:"Vi auguro tutta la compassione del mondo, tutte le attenuanti possibili, ma per me non siete assolutamente eroi. Ci Manca solo che vi diano la medaglia!"Italia senza coraggio:ci sequestrano l'ambasciatore e gli rimandiamo i marò.L'Europa unita per i fatti suoi, la NATO che si dimenticata dell'art.5 e non ci tutela, ma stiamo più inguaiati dell'India dove non siate tanto sicuri che la condanna a morte è scongiurata". Infatti c'è da dire che i 2 marò sono stati riconsegnati agli indiani dietro la promessa che non verranno condannati a morte. Tra gli altri commenti si legge anche:"Che Dio vi protegga, perchè a parte noi(che purtroppo nulla possiamo)non hanno più nessuno su cui contare. Grazie politicanti di merda." "Vergogna" "Mi vergogno di essere italiano","Che figura di merda","Una vergogna insostenibile","Questo è il paese dove l'onore non esiste più come valore, grazie a tutti i vertici e ai loro lacchè superstipendiati","Non c'è più rispetto per la nostra bandiera colpa di alcuni politici, l'onore è un valore come il nostro tricolore,questi marò non sono 2 burattini, io manderei il figlio di Monti in India", "Premesso che non dò per scontato che siano innocenti, è stato un errore annunciare che non sarebbero rientrati, se non erano sicuri di poterlo fare, per le famiglie e per gli italiani. Questa politica inetta non sa proteggere i propri cittadini, il Ministro deve rispondere". E il Ministro risponderà, darà le sue spiegazioni su questo clamoroso dietro-front, lo farà martedì quando assieme al Ministro degli Esteri Giulio Terzi riferirà in Parlamento. Nel frattempo in Italia infuriano le polemiche e i dibattiti su quanto accaduto. Forse questa volta l'Italia ci ha davvero perso la faccia.

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20 marzo 2013 3 20 /03 /marzo /2013 17:20

foto-alpino-virgilio-copia-1.jpgL'Alpino Virgilio sorride fiero nella sua divisa, accanto alla ragazza che ha appena sposato nella foto inviata a questo blog. Virgilio adesso non ha più motivo di sorridere:un'ingiustizia gli ha portato via quella divisa. Essere un Alpino era sempre stato il suo sogno, adesso è un sogno spezzato. La sua lettera racconta la storia di un'ingiustizia.

Avoscan di San Tomaso, 20  Marzo  2013

 Oggetto:Gravi Problemi familiari da Alpino VFP4

Chi vi scrive è un ragazzo bellunese di 28 anni o meglio un Alpino delle Dolomiti nel cuore e nell'anima!

Provengo da una famiglia veramente povera di umili origini, situazione che mi ha portato a dover rinunciare agli studi e ad accontentarmi della licenza media. Chiuso questo capitolo, mi sono battuto per un posto da volontario professionista, il mio sogno di una vita.

Dopo numerosi tentativi, finalmente nel 2009 sono diventato VFP4 (dichiarato idoneo al servizio permanente) presso il prestigioso Corpo degli Alpini; ero riuscito nel mio intento, nel mio obiettivo cioè quello di indossare la divisa così da sentirsi fieri e orgogliosi di appartenere alle Truppe Alpine con la sua storia, i suoi valori, i suoi sacrifici, le sue glorie, le sue tradizioni... motivo di felicità non solo per me ma anche per la mia famiglia. Ho sempre creduto in tutto quello che ho fatto portando avanti con devozione i miei valori, gli ideali alpini, l'amore per il servizio... Poi circa un anno e mezzo fa le mie speranze, i miei sogni, si sono infranti, sgretolati e tutte le mie certezze sono venute meno. Tale circostanza si è creata dopo la mia personale richiesta esposta  più  volte di trasferimento presso un piccolo distaccamento di alta montagna “Arabba – Marmolada”  (anche per essere più vicino ai miei genitori entrambi invalidi civili al 67% mamma e 100% papà, potendo così  essere indispensabile nei momenti di pernotto e licenza di fine settimana PFS) e non concessomi senza un motivo preciso anzi mandato all’Ospedale Militare di Padova e congedato con una”a detta loro”(futura possibilità di reintegro.)

In questi mesi, non ho più avuto la possibilità finanziaria di far fronte alle spese di ricorso; così è sfumato il sogno di una vita da alpino e mi ritrovo a casa con un unico pensiero: quello di poter tornare a vestire di verde, non solo nell'animo ma anche nella vita quotidiana e di continuare umilmente a prestare servizio alla Nazione.

Penso di aver sempre dato il meglio di me, di non aver mai creato problemi a nessuno, prodigandomi a costruirmi un futuro sicuramente migliore della mia infanzia.

Non avrei mai voluto giungere a questo punto, a scrivere questa sorta di lettera ma desiderando solo che qualcuno prendesse in considerazione la mia situazione.

Termino questa lettera col dire che ringrazio della cortese attenzione prestatami e scusandomi per il disturbo arrecato.

                                                              Distinti Saluti

                                                        Alpino Faè Virgilio

Via Avoscan, 7

32020 San Tomaso Agordino (BL)

                                                                                              Avoscan di San Tomaso Agordino,20  Marzo 2013 Innanzitutto desidero ringraziarVi veramente tanto tanto di cuore per la cortese risposta alla mia mail, ultimamente per me le cose non vanno tanto bene, mi sento triste, demoralizzato al solo pensiero di non poter più vestire una divisa da Alpino, e perché? Per un proscioglimento a parer mio ingiusto, visto che non chiedevo altro ma solo di essere trasferito in un distaccamento di Alta Montagna (Arabba – Marmolada), per poter essere più vicino a mia moglie ma soprattutto ai miei genitori entrambi invalidi civili ed io che sono figlio unico mi sento in dovere, e non solo, di provvedere a loro per quanto concerne i lavori manuali (taglio legna, falcio erba, spalare neve …) attività alle quali avrei provveduto e provvederei durante le licenze, i fine settimana, i permessi di libera uscita … dalla caserma. Ecco … mio papà e mia mamma … loro che quando mi hanno visto diventare Alpino VFP4 e sapere che ero idoneo al Servizio Permanente si sono commossi e inorgogliti poiché vedevano in me, il loro figlio, colui che era uscito da quella situazione economica disagiata, dopo tutto quello che avevano passato. Invece è andato tutto diversamente, la mia richiesta non è stata accolta e come si dice oltre al danno anche la beffa, non mi hanno ascoltato, hanno fatto scarica barile, mandato all’Ospedale Militare di Padova e giudicato depresso (assurdo!); con questo verdetto sono stato prosciolto e mandato a casa senza tanti complimenti. Vivo a San Tomaso Agordino, paesino di Alta Montagna circondato dalle più belle cime del Mondo (Dolomiti) e anche se potrà sembrare banale o infantile, le mie radici, il mio cuore sono qui; l’amore per i miei monti, le mie vette, per questi luoghi stupendi, per la storia delle Truppe Alpine mi hanno spinto a diventare Alpino! L’importante, per un reintegro in tempi brevi è di riuscire a presentarmi davanti ad una Commissione Medica Militare che possa ridarmi l’idoneità al Servizio, dato che non sono stato riformato ma prosciolto (a Foligno nel 2008 mi avevano fatto idoneo non solo per i 4 anni ma come già ribadito anche per il Servizio Permanente) e purtroppo sono quasi trascorsi 2 anni dal proscioglimento e il tempo passa …

Credetemi, amo tanto la Montagna, gli Alpini e non chiedo altro!

Per me è già tantissimo aver ricevuto una Sua mail (cosa assolutamente inaspettata), e non voglio disturbarla oltre.

Non so ancora come ringraziarVi adeguatamente, per me è un sogno e vorrei tanto che si avverasse. GRAZIE MILLE!

Distinti saluti.

Alpino Faè Virgilio

Che dire? C'è solo da sperare che la lettera dell'Alpino Virgilio Faè giunga a chi di competenza o a qualcuno che possa fare qualcosa per restituire il suo sogno spezzato da un'ingiustizia.  

                                                                                          

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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