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12 gennaio 2013 6 12 /01 /gennaio /2013 23:22

afghanistan-contingente-isaf-arresta-capi-talebani-e-seques.jpgGiornata di intense operazioni congiunte quella di venerdì, per il contingente ISAF. Nella provincia di Baghlan proprio durante una di queste operazioni congiunte con l'esercito afgano, i militari dell'ISAF hanno arrestato un capo talebano che aveva pianificato e poi portato a termine degli attentati contro l'esercito afgano e le forze della coalizione. Durante questa  operazione di cattura del capo talebano, i militari hanno inoltre sequestrato delle munizioni e delle uniformi militari. Nella provincia dell'Helmand invece, nel distretto di Garm Ser, è stata rinvenuta una cache contenente tre IED e 370 kg di esplosivo. Nel corso dell'operazione, i militari afgani hanno prima messo in sicurezza la zona mentre successivamente entrava in azione un team dell'ISAF esperto in esplosivi,  che ha provveduto a distruggere la cache. Un altro capo talebano è stato arrestato durante un'altra operazione nella provincia di Khost:era un leader della rete di Haqqani. Il capo talebano è stato catturato mentre stava seguendo la preparazione di un veicolo imbottito di esplosivo da utilizzare per un attacco imminente ai danni delle forze della coalizione e dell'esercito afgano. Ora con la sua cattura, quell'attentato è stato sventato definitivamente.

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11 gennaio 2013 5 11 /01 /gennaio /2013 15:56

afghanistan-bloccati-rifornimenti-truppe-Isaf.jpgI tir e i camion con i rifornimenti per le truppe ISAF sono bloccati a causa di uno sciopero degli autisti pakistani. Gli autisti pakistani scioperano per chiedere un aumento dello stipendio. Uno sciopero il loro, che vuole essere una forma di protesta contro il governo, che li costringe a lavorare per le grandi compagnie di trasporto invece che farli assumere direttamente dalla NATO. Un lavoro quello dei camionisti pakistani addetti ai rifornimenti alle truppe NATO, molto rischioso e scarsamente retribuito. Rischioso: perchè spesso si trovano a dover passare su strade dove  i talebani  sferrano i loro attacchi. I talebani infatti attaccano spesso questi convogli facendoli saltare in aria, o uccidendo gli autisti. I camionisti inoltre non sono dotati di un'adeguata protezione, il più delle volte inoltre si trovano ad avere a che fare con gli agenti delle forze di sicurezza, che gli chiedono un"pizzo"per potergli fare proseguire viaggio.

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8 gennaio 2013 2 08 /01 /gennaio /2013 16:42

afghanistan-soldati-italiani-persone-normali1.jpgUn soldato italiano esprime il suo sfogo personale in forma anonima, sul blog"Centro Destra per Buscate":i soldati in missione in Afghanistan sono delle persone normali che svolgono ogni giorno il loro dovere. E' il  loro lavoro, ma forse molti questo non lo capiscono o non lo vogliono capire. Non sono pochi quelli che pensano che molti soldati partano in missione per motivi sclusivamente economici.Le parole di questo soldato invitano a riflettere"la polvere, i radi cespugli, gli elicotteri che arrivano bassi sollevao nuvole di sabbia che si infila dappertutto (ho già detto e confermo che, personalmente, ho scoperto la presenza, nella mia anatomia, di angoli dove si può infilare della polvere di cui non immaginavo l’esistenza). Chi non ha scrutato il cielo in attesa del CH-47 che porta i rifornimenti o riporta alla base il plotone da qualche posto dal nome impronunciabile. Chi non si è trovato in un VERO scontro e non ha sentito nell’aria l’odore di uova marce della polvere da sparo e nel petto il cuore che pompa a 1,000,e poi, tornato alla base non ha sentito la puzza del suo sudore e quello della biancheria mal lavata di un’intera compagnia.
Chi fa il giro allo Zoo Safari di Herat o di Farah o di BMG, e chi glielo fa fare, sembra si vergogni di dire che quando hai la gola secca e la bocca che sa non diciamo di cosa, ti lavi i denti con dell’acqua che sa di cloro o, meglio, con del cloro che sa di acqua. Che hai la pelle irritata dagli indumenti sudati, e i piedi bollenti e gonfi perché sempre da gli scarponi dopo un po' ti vanno stretti anche se li hai presi di 2 taglie più grandi, che hai un cerchio alla testa a causa dell’elmetto, e un ginocchio dolorante perché scendendo dal “LINCE” lo hai sbattuto contro la portiera, e che la somma di tutte le beatitudini è la prospettiva di farsi 50 metri fino alle docce, sperando che sia rimasta un po’ d’acqua calda. Ma è così difficile ritrarci per quello che siamo?
PERSONE NORMALI, CHE CONTINUANO A COMPIERE COSCIENZIOSAMENTE IL PROPRIO DOVERE, FACENDO COSE CHE MAGARI TANTO NORMALI NON SONO IN AMBIENTI E SITUAZIONI CHE SONO ANCOR MENO NORMALI?"

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6 gennaio 2013 7 06 /01 /gennaio /2013 17:20

felice cianfana heratE'partito in missione lo scorso ottobre lasciando a casa la moglie Emanuela e il figlio Matteo di pochi mesi. Sarebbe pronto a rifare la stessa scelta per la passione con la quale svolge il suo lavoro. Perchè una missione in Afghanistan è un'esperienza che ti arrichisce dal punto di vista umano, così ha detto nella sua intervista a "Tuscia web"."E' un'esperienza di vita che accresce il mio bagaglio di consocenze lavorative e umane. Anche se al mio rientro in patria voglio dedicare molto più tempo a mio figlio che ho lasciato 2 mesi fa a soli 2 mesi e che non vedo l'ora di riabbracciare." Il Sergente Felice Cianfana, 30 anni, del 4°Stormo Intercettori di Grosseto di Tarquinia,"costruisce"la pace e la stabilità per il popolo afgano nel vero senso della parola. Felice, è infatti assistente tecnico dei lavori edili ed impiantistici presso il 4°Stormo di Grosseto, e in Afghanistan svolge lo stesso lavoro:"Qui in Afghanistan svolgo lo stesso lavoro nei cantieri in corso per la realizzazione di infrastrutture logistiche e operative a supporto del contingente italiano e spagnolo." Il Sergente Felice lavora per l'IMC(Infrastructure Management Centre)dell'Italfor a Camp Arena. Un lavoro il suo che lo porta a contatto ogni giorno con il popolo afgano, come ad esempio Wahid. Wahid, è un capo cantiere afgano di 27 ann,i che oltre a lavorare in cantiere studia anche all'università di Herat. Un giorno ha confidato a Felice che il popolo afgano e la nazione stanno riuscendo a rinascere e a ricrescere grazie all'aiuto dei vari contigenti ISAF. Il contingente italiano è impegnato in molti lavori, come la costruzione di scuole, ospedali, pozzi per portare l'acqua potabile anche nei villaggi più remoti. Ogni giorno di lavoro in cantiere è un giorno per imparare qualcosa di nuovo su questo popolo:"Ogni giorno apprendo di più di questo paese così lontano dai nostri usi e costumi"e racconta di un popolo afgano che"ha sempre il sorriso sul volto. Forse perchè dopo tanta sofferenza intravedono un futuro migliore". I rapporti con gli afgani sono all'insegna del rispetto e della gratitudine:"I rapporti sono ottimi, di reciproco rispetto, e collaborazione, gli afgani con cui abbiamo rapporti sanno che siamo qui per aiutarli e per supportarli nella rinascita del loro paese e di questo sembra che ce ne siano molto riconoscenti. Le loro condizioni di vita sono molto umili ma stanno decisamente migliorando.Penso che gli italiani siano considerati dagli afgani, che desiderano uscire da un passato di guerre e di privazione dei diritti civili, come coloro che sono qui per aiutarli a crescere con le proprie forze. Questo grazie anche alla grande forza di volontà che gli afgani stessi hanno". Il Sergente Felice ha trascorso il Natale in missione lavorando in cantiere, anche lui come ogno soldato ha sentito la nostalgia e la lontananza da casa, ma per fortuna, grazie a internet ha potuto sentire vicina la sua famiglia."Il mio Natale a Herat è trascorso serenamente, ed essendo molto impegnato nel lavoro di assistente tecnico nei cantieri in corso all'interno di Camp Arena, anche molto velocemente, rispetto a come mi immaginavo prima della partenza. Infatti abbiamo continuato a lavorare anche il giorno di Natale ad alcuni interventi urgenti."Gli è rimasto impresso il fatto che gli operai afgani gli abbiano fatto lo stesso gli auguri, dato che per la tradizione islamica Natale e Capodanno non si festeggiano. Al suo rientro in Italia, il Sergente Felice ripenserà alla sua esperienza vissuta in missione e gli ritorneranno alla mente le differenze tra afgani e italiani:"Credo che qui ci si renda conto di quanto noi italiani viviamo in una condizione sociale ed economica serena in cui spesso si desiderano cose superflue, quando molti di loro ancora hanno bisogno di generi di prima necessità. Proprio qualche giorno fa, un operaio di nome Zaersha, mi ha chiesto qualche biscotto per i suoi 5 figli, un altro Nazir, mi ha chiesto un paio di scarpe usate." Una volta rientrato in Italia, ripenserà anche ai suoi colleghi, perchè in missione si creano amicizie che durano per sempre:"Riporterò a casa un'esperienzaumana unica, durante la quale ho potuto conoscere una realtà sociale e culturale diversa dalla nostra. Rimpiangerò la vita al campo con gli amici e i colleghi di lavoro con cui ho condiviso tutto:sia i momenti felici che quelli di difficoltà, che insieme abbiamo superato(...)". Ma per il momento l'Italia resta lontana parecchi Km e il Sergente Felice deve continuare il suo lavoro nei cantieri, deve continuare a dare una mano al popolo afgano a "costruire" il suo futuro il pace.

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2 gennaio 2013 3 02 /01 /gennaio /2013 18:21

afghanistan-militari-italiani-inaugurano-pozzo-in-un-villag.jpgI 500 abitanti dello sperduto villaggio di Sanogwan nella Zeerko Valley, da oggi hanno l'acqua potabile. Il progetto per la costruzione del pozzo è stato portato avanti e realizzato dal Team di cooperazione del Contingente Italiano. Alla cerimonia di inaugurazione, erano presenti il Capo della Shura locale, il Governatore di Shindand, Ahmid Noor District Manager di Shindand e il Tenente Colonnello Ruggero Cucchini, Comandante del Battaglione degli Alpini di Susa. La realizzazione di questo pozzo è un evento davvero importante se si pensa che la Zeeeko Valley è tra le zone più rischiose dell'Afghanistan, dove si muovono i trafficanti di droga e dove gli attacchi degli"insurgents" sono all'ordine del giorno. Proprio di oggi è infatti la notizia che i talebani faranno di tutto per continuare a contrastare l'operato della missione dei militari dell'Isaf. In un'intervista  al "Daily Telegraph", il comandante dei Mujahidin Gulbuddin Hekmatyar, ha affermato che:"daremo una lezione alle truppe NATO:uccidere più soldati USA e occidentali prima che le truppe NATO si ritirino dall'Afghanistan entro il 2014". Intanto l'operato dei militari italiani non si ferma qui, c'è in fatti in progetto la costruzione di 2 bretelle stradali che potranno collegare Shindand all'Higway One che è la principale via di comunicazione del paese. La pace infatti si realizza anche costruendo pozzi e strade.

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1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 21:16

buon-2013-blog-la-sottilelineaerossa.pngBuon 2013 a tutti i lettori del blog lasottilelinearossa, con la speranza che continuerete a seguirlo in tanti e che sarete sempre di più anche nel nuovo anno appena iniziato! lasottilelinearossa è anche su www.liquida.it nella sezione "The best of Afghanistan", su www.blogbabel.it, su www.Twitter.it (@AleC226)  e su www.scoop.it  Se avete una storia da  raccontare o qualche ingiustizia da segnalare ecco i contatti: ale226@tiscali.it oppure sottilelinearossa294@tiscali.it  Grazie per la vostra attenzione e collaborazione e felice 2013 a tutti!

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1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 15:31

afghanistan-razzo-contro-base-militari-italiani-nessun-feri.pngContingente italiano di nuovo nel mirino dei talebani. Ieri sera alle 19.00 ora locale, i talebani hanno lanciato un razzo da una distanza di di 4-5 km, contro la base italiana di Shindand dove c'è anche la Fob"La Marmora"dell'esercito. I militari italiani si wtavano preparando adi uscire per un pattugliamento, quando all'improvviso è stato esploso il razzo, la loro reazione è stata immediata, tutti si sono messi al riparo nel bunker, mentre nel frattempo dall'alto, entravano in azione gli elicotteri e anche la "Quick Response Force"(Forza di intervento rapido). Il razzo è caduto nella zona aeoportuale della base e non ha causato nessun ferito o vittima tra i militari italiani, nè danni alla struttura. I talebani avevano già cercato di colpire la base italiana lo scorso 6 novembre. E' davvero un inzio dell'anno all'insegna della massima allerta quello del contingente italiano.

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29 dicembre 2012 6 29 /12 /dicembre /2012 15:28

afghanistan predator italiano porta a termine 4 missioni inE' un primato tutto italiano quello che è stato raggiunto a dicembre dal Predator AV0002 italiano dell'Aeronautica Militare del Task Group "Astore". Il velivolo ha infatti portato a termine 4 missioni in 24 ore senza mai atterrare. E' la prima volta che questo è accaduto in una missione operativa in Afghanistan. Nella prima missione il Predator ha dato il suo supporto ad una pattuglia della Task Force Victor, alle prese con il momitoraggio di una strada sulla quale doveva passare un convoglio del contingente italiano, in un secondo momento, sempre dall'alto, i suoi "occhi" hanno monitorato il passaggio della base"Lavaredo"agli afgani e ha seguito la fase molto delicata del ripiegamento della Task Force South East, ha poi monitorato la missione dei 2 AMX italiani che hanno distrutto alcune amtenne utilizzate dai talebani con bombe a guida laser, e ha effettuato la mappatura di un villaggio situato vicino a Shindand dove c'era un deposito con all'interno delle armi. Sono da elogiare"I professionisti di questa impresa aeronautica per la professionalità e la dedizione nell'impiegare il velivolo MQ-1C Predator,utilissimo per il supporto alle forze che operano sul terreno". Queste le parole del Colonnello Carlo Moscini, Comandante della JATF.Il Predator è un velivolo senza pilota, ma dietro il successo di questa come di ogni sua missione, c'è il lavoro di un'intera squadra di uomini, del loro massimo impegno e concentrazione. Questa squadra è formata dagli operatori addetti ai sensori video, dagli ingegneri di volo e dai tecnici, dagli esperti di intelligence e dello spazio aereo, che hanno seguito i vari tasks e l'evolversi delle condizioni metereologiche rendendo possibile il compimento di questa impresa. Un'impresa tutta italiana. 

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27 dicembre 2012 4 27 /12 /dicembre /2012 13:21

Afghanistan-militari-italiani-trovano-e-distruggono-ordigni.jpgE' stato un Natale di lavoro, quello appena trascorso dai militari del contingente italiano.Nella provincia di Farah, dove è operativa la Task Force South su base 9°Reggimento Alpini, militari italiani e afgani proprio il giorno di Natale hanno fatto brillare rendendolo cosi inoffensivo uno IED ritovato sulla strada nei pressi della loro base. Successivamente sono entrati in azione anche i genieri del 32°Reggimento della Taurinense, che durante un'operazione condotta dall'8/vo Reggimento Bersaglieri di Caserta con gli specialisti del Genio e delle forze della 2/a Brigata dell'esercito afgano, hanno rinvenuto e distrutto 80 submunizioni, 11 spolette e una bomba illuminante da 155 mm.

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26 dicembre 2012 3 26 /12 /dicembre /2012 16:43

afghanistan-evitato-attentato-contro-militari-italiani-Fob-.jpgAlcuni individui stavano piazzando dei micidiali IED lungo la strada nei pressi della Fob"Tobruk"a Bala Baluk, proprio all'ingresso della base del contingente italiano. Queste le immagini rilevate dal sistema di sorveglianza video di un pallone aerostatico. Gli ordigni sono stati individuati dai militari italiani e americani e successivamente resi inoffensivi.  Evidentemente i talebani che li stavano piazzando pensavano di contare su un abbassamento del livello di allerta proprio durante la festività natalizie. Ma così non è stato.Gli ordigni sono stati neutralizzati  durante la Messa di Natale che Monsignor D'Ercole stava celebrando per il contingente italiano. E'stato evitato così un attentato che avrebbe potuto avere gravi conseguenze per i militari impegnati in questa zona. Grazie al sistema di sorveglianza del pallone aerostatico e grazie  anche alle immagini delle telecamere trasmesse a terra dagli UAV dell'Aeronautica, come ad esempio i Predator, si riescono ad in individuare movimenti sospetti dei talebani a terra e ad intervenire tempestivamente per evitare il peggio, come in questo caso.

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