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11 aprile 2017 2 11 /04 /aprile /2017 17:20
Afghanistan:Carabinieri addestrano polizia afgana
Afghanistan:Carabinieri addestrano polizia afgana

"Personal Security Details":questa la denominazione del corso, strutturato in due fasi, una basica e un avanzata, con il quale i Carabinieri del PAT(Police Advisor Team) hanno portato  termine l'addestramento della scorta del Comandante provinciale dell'Afghan Uniform Police(PCoP).

Il PAT è formato da personale specializzato proveniente dal 1°Reggimento Paracdutisti "Tuscania", del 7°Reggimento"Trentino Alto Adige", e del 13°Reggimento"Friuli Venezi Giulia":il compito di questi militari è quello di assistere lo sviluppo delle forse di polizia. Le attività  di Train Advise and Assist del PAT sono principalmente attività di assistenza alla polizia locale, con lo studio delle loro operazioni, con l' attività di raccolta di informazioni a scopi investigativi, nella standardizzazione delle procedure in operazioni congiunte e anche di assistenza degli organi di staff nella pianificazione e risoluzione di eventi legati alla corruzione, e anche alla logistica. Hanno inoltre il compito importantissimo di facilitare l'integrazione delle donne all'interno delle forze di polizia.

I Carabinieri del PAT cioè dell'unità dell'arma dei Carabinieri operativa nell'ambito del contingente italiano all'interno della missione Resolute Support, hanno concluso l'addestramento della scorta del Comandante provinciale dell'Afghan Uniform Police nei giorni scorsi ad Herat. Durante il corso, i poliziotti afgani sono stati addestrati alla pianificazione e alla condotta di scorte in ambienti ostili, all'addestramento al tiro  e al  "Combat Life Support".

Il corso è stato condotto secondo gli standard nazionali, e dopo due settimne dei 20 candidti se ne sono qualificati 12. Un altro importante traguardo è stato così raggiunto dai Carabinieri della missione Resolute Support. Grazie all'addestramento impartito dai militari dell'Arma alla sua scorta,ora il Comandante della polizia provinciale afgana si può sentire più al sicuro.

Afghanistan:Carabinieri addestrano polizia afgana
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5 aprile 2017 3 05 /04 /aprile /2017 16:59
Roma:l'Esercito commemora il ventesimo anniversario dell"Operazione Alba"
Roma:l'Esercito commemora il ventesimo anniversario dell"Operazione Alba"

"Operazione Alba":questa la denominazione dell'operazione militare con la quale l'Esercito nel 1997 portò il suo contributo per costituire la Forza Multinazionale di Proiezione(FMP) sotto il comando italiano, schierandosi in Albania e operando a Durazzo, Tiraana, Vlona e Fier. L'Operazione iniziò il 13 aprile 1997 e venne portata a termine il 12 agosto dello stesso anno.

La missione "Alba"approvata dall'ONU nell'aprile del 1997, fu la prima forma di intervento multinazionale(con Francia, Turchia, Grecia, Spagna, Romania, Austria, Danimarca)promossa e guidata dall'Italia. L'Esercito fornì il suo contributo con la Brigata meccanizzata"Friuli", il 18°Reggimento Bersaglieri della Brigata"Garibaldi"(l'attuale 1°Reggimento Bersaglieri di Cosenza), il 187°Reggimento Paracadutisti"Folgore", e il 151°Reggimento Fanteria della Brigata Sassari affiancati dagli incursori del "Col Moschin"e dagli specialisti dell'AVES, Genio, Sanità e Trasmissioni. 

Ieri 4 aprile, presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito c'è stata laa commemorazione del 20° anniversario dell'"Operazione Alba". Alla cerimonia erano presenti il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Generale di Corpo d'Armata Danilo Errico:nel maggio del 1997, con il grado di Tenente Colonnello era al comando del 7°Reggimento Vega, uno dei reparti facenti parte del contingente"Alba", i Comandanti di vertice della Forza Armata, i Comandanti delle unità che hanno hanno fatto parte del contingente italiano in Albania, gli ufficiali in servizio allo Stato Maggiore e ospiti illustri.

"In questo complesso e delicato contesto, l'Italia fornì il contributo più consistente alla missione guidata dal Generale Forlani, tanto in termini numerici-con un contingente formato da circa 3.000 uomini-quanto dal punto di vista capacitivo con la piena responsabilità del comando e controllo, della condotta delle operzioni, della logistica, dei trasporti terrestri e delle comunicazioni"con queste parole il Generale Errico ha voluto ricordare l'"Operazione Alba".

E' stato grazie a questa operazione e all'impegno dei militari italiani che la situazione albanese si è raffreddata, una situazione che all'inizio del 1997, era tesa e drammatica, determinata dal fallimento di società di investimento che avevano bruciato i risparmi di molti cittadini.

I militari  hanno effettuato circa 1.700 attività operative, e hanno consentito alle organizzazioni umanitarie di distribuire alla popolazione oltre 5.700 tonnellate di medicinali, viveri, vestiario, sementi, hanno inoltre garantito la sicurezza agli osservatori dell'OCSE durante le elezioni albanesi che si erano svolte il 29 giugno e il 6 luglio 1997. Un lavoro quello svolto dai militari italiani con grande impegno e professionalità, che non può essere dimenticato anche se sono trascorsi vent'anni da allora.

Roma:l'Esercito commemora il ventesimo anniversario dell"Operazione Alba"
Roma:l'Esercito commemora il ventesimo anniversario dell"Operazione Alba"
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31 marzo 2017 5 31 /03 /marzo /2017 18:08
Libia:militari italiani curano e assistono feriti e mutilati libici
Libia:militari italiani curano e assistono feriti e mutilati libici

Schegge di proiettile quando non colpiscono a morte feriscono:i medici militari italiani operativi nell'ospedale da campo di Misurata le rimuovono come anche i corpi estranei e impiantano ausili ortopedici. Assistono e curano i feriti libici e quelli rimasti mutilati nella rivoluzione del 2011. L'ospedale da campo dà supporto sanitario alla popolazione grazie ai suoi 50 posti letto e alle capacità di chirurgia plastica, maxillo-facciale ed ortopedica nonchè alle consulenze che vengono effettuate in ambulatorio.

Ma il lavoro dei militari italiani non si ferma qui perchè i medici e gli infermieri militari sono operativi anche presso l'ospedale civile di Misurata, dove addestrano e assistono i medici libici in modo da incrementare le loro abilità chirurgiche e cliniche. Ieri il Comandante della Task Force "Ippocrate", il Generale di Brigata Fabio Polli, ha incontrato  i mutilati rimasti feriti nel 2011.

Inoltre una delegazione dell'Associazione Eroi Libici Mutilati ha visitato l'Ospedale da campo di Misurata.Quest'associazione ha l'obiettivo di assistere i feriti affetti da disabilità permanenti nella rivoluzione del 2011. L'organizzazione tutela inoltre i diritti di questi disabili e ha come scopo quello di creare un centro terapeutico di riabilitazione con apparecchiature moderne in modo da migliorare le condizioni di vita dei mutilati.

I 12 membri della delegazione hanno avuto parole di elogio nei confronti dei militari italiani operativi presso l'ospedale da campo di Misurata e per il Comandante della Task Force"Ippocrate"il Generale di Brigata Fabio Polli, al quale hanno voluto consegnare un quadro come ringraziamento per l'assistenza e per  le preziose cure fornite alla popolazione libica.

Presso l'Ospedale militare italiano, il Direttore, il Colonnello medico Maurizio Elisio, ha mostrato brevemente le attività di cura e di medicazione delle ferite di guerra. E' grazie alle cure e all'assistenza e soprattutto all'umanità dei medici militari italiani se questi feriti vedono alleviate le loro terribili sofferenze ed è sempre grazie all' operato di questi uomini e donne che si è stabilito un legame ancora più forte con la popolazione locale  che sarà loro sempre riconoscente.

 

Libia:militari italiani curano e assistono feriti e mutilati libici
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31 marzo 2017 5 31 /03 /marzo /2017 17:27
Cagliari:poliziotti si ribellano al riordino delle carriere militari

Hanno manifestato la loro disapprovazione contro il riordino delle carriere militari:sono i poliziotti del SAP, che ieri in tutta Italia si sono astenuti dal lavoro per tre ore, riunendosi in assemblea e a Cagliari facendo volantinaggio sotto gli uffici di Polizia della Provincia."Riordino Day"questo il nome dato alla manifestazione di protesta di ieri.

 Ma perchè i poliziotti si oppongono al riordino delle carriere militari? Le loro motivazioni sono state spiegate da Luca Agati Segretario Provinciale del SAP di Cagliari:“Nonostante abbiamo apprezzato lo sforzo economico compiuto dall’esecutivo, non possiamo non avversare, in tutti i modi concessi dalla legge, questo provvedimento che non è un riordino, ma si può definire un’operazione di riparametrazione degli stipendi figlia dell’enorme miopia del governo precedente che, per assicurarsi consenso elettorale, decise di investire nel bonus degli 80 euro di lavoro nero legalizzato non rilevante ai fini pensionistici e previdenziali.

Il bonus sparirà dalle buste paga a settembre”, spiega il segretario provinciale di Cagliari Luca Agati “e per compensare questa perdita e riparametrare gli stipendi, serviranno oltre 800 milioni di euro dei 927 stanziati da governo, che saranno investiti, quindi, in un’operazione che nulla a che vedere con i processi di carriera. L’unico dettaglio”, sottolinea Agati “è che il miraggio degli 80 euro svanirà definitivamente, perché questa cifra, una volta resa strutturale e quindi alleggerita del 60,2% di trattenute, si trasformerà in 32 euro circa di aumento di stipendio.

Si tratta, quindi, di una grande occasione gettata alle ortiche, mentre, negli ultimi giorni, stanno circolando informazioni false e fuorvianti da parte di chi è politicamente interessato a sostenere questo riordino inutile”, aggiunge il segretario provinciale di Cagliari“. Il provvedimento si può ancora cambiare e noi abbiamo già pronta una proposta per consentire di rivedere l’intero progetto”.

"Oltre a croniche e preoccupanti carenze di personale che colpiscono la nostra provincia che si scontrano con un graduale aumento della microcriminalità e le dinamiche legate agli sbarchi, siamo costretti a vedere le nostre speranze di carriera spezzate da meccanismi politici che poco hanno a che vedere con le dinamiche che caratterizzano la nostra professione. L'età media in città é molto alta e grazie a questo sistema malato, si rischia di non dare sbocchi di carriera ai giovani colleghi che lentamente stanno sostituendo i molti pensionati".

 

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27 marzo 2017 1 27 /03 /marzo /2017 17:29
Libano:militari italiani terminano esercitazione di sopravvivenza e primo soccorso per forze armate libanesi
Libano:militari italiani terminano esercitazione di sopravvivenza e primo soccorso per forze armate libanesi

"Army Aviation-Survivor and First Aid Intermediate"questa la denominazione della seconda esercitazione del corso che è stato portato  termine dagli istruttori dell'Esercito Italiano a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF)presso l'area addestrativa di Al Bayad. L'addestramento è stato portato a termine dal Team di Istruttori del Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito Italiano in Viterbo(VT)che sta formando 20 corsisti selezionati (10 Sottufficiali e 10 militari di Truppa) provenienti tutti da reparti di alto valore operativo. 

La prima fase del corso, teorica si è svolta presso il Centro di Addestramento di As-Samayah nel Sud del Libano, mentre la fase pratica si è svolta presso la base di Naqoura. Obiettivo:la formazione del personale nell'ambito del pronto soccorso, ma anche tecniche di sopravvivenza in condizioni di isolamento o cattura, e procedure di esfiltrazione in ambiente operativo non permissivo.

Durante il corso del 2017 ad oggi, sono state effettuate 5 sessioni formative in diversi ambiti disciplinari e con l'obiettivo di ottenere capacità differenziate che hanno visto partecipare qualificarsi 12 Ufficiali, 59 Sottufficiali e 94 Militari di Truppa:in tutto 165 militari delle Forze Armate Libanesi.

I militari italiani operativi nell'ambito della missione in Libano(MIBIL), sono presenti nel teatro operativo dal 25 febbraio 2015, e hanno lo scopo di ideare, organizzare e concretizzare delle attività formative ed addestrative a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF)nell'ambito del più vasto contesto delle iniziative promosse dall'International Support Group for Lebanon(ISG). Questi istruttori sono davvero   un ulteriore  esempio dell' eccellenza e della professionalità italiana all'estero.

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Libano:militari italiani terminano esercitazione di sopravvivenza e primo soccorso per forze armate libanesi
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26 marzo 2017 7 26 /03 /marzo /2017 16:37
Milano:gli allievi della"Teuliè"hanno giurato,tra loro anche 10 pugliesi
Milano:gli allievi della"Teuliè"hanno giurato,tra loro anche 10 pugliesi

"Con il giuramento che avete appena proferito vi siete assunti un impegno che vi lega al rispetto di valori quali:onore, disciplina, costanza, lealtà, senso del dovere e dell'appartenenza, che si perpetueranno in ogni espressione della vostra esistenza e che costituiscono, da sempre, il patrimonio etico di quanti indossano un'uniforme e di ogni cittadino degno di questo nome":queste le parole del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Generale di Corpo d'Armata Danilo Errico, nel suo discorso ai 72 allievi del primo anno della Scuola Militare"Teuliè"(tra loro anche 6 ragazzi e 4 ragazze della Puglia).

Alla cerimonia del giuramento svoltasi venerdi a Milano, erano presenti oltre al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Sottosegretario alla Difesa On. Domenico Rossi, il Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell'Esercito Generale di Corpo d'Armata Pietro Serino. Erano inoltre presenti anche autorità civili e religiose, oltre ai familiari degli allievi, i Labari delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, il Gonfalone del Comune di Milano, della Regione Lombardia, e della città metropolitana di Milano, oltre alla gloriosa Bandiera dell'Istituto, decorata di medglia di Bronzo al merito dell'Esercito nonchè centinaia di ex allievi. Durante la cerimonia il Comandante della scuola militare"Teuliè"il Colonnello Gianluca Ficca, h riconsegnato all'assessore alla trasformazione digitale e servizi di Milano, la Professoressa Roberta Cocco, il Primo Tricolore che sventolò durante le storiche Cinque Giornte di Milano.

La scuola militare"Teuliè"è il liceo d'elite dell'Esercito Italiano, e con un concorso pubblico dà la possibilità a tutti i ragazzi che hanno terminato con esito positivo il secondo anno dei licei classico e scientifico, di proseguire il triennio di studi. Proprio questi giorni è uscito il bando di concorso per l'anno scolastico 2017/18.  La scuola garantisce una vasta e profonda preparazione attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti e nel contempo include nel percorso formativo anche le discipline sportive come:equitazione, nuoto e scherma. I valori etici e morali sono le caratteristiche degli allievi formati da quest scuola, valori etici e morali propri dei militari dell'Esercito Italiano. Attualmente sono 12.000 gli uomini e le donne che ogni giorno sono presenti sul territorio nazionale con le operazioni"Strade Sicure"e "Sabina"sono 8.000 mentre i militari impegnati nelle missioni all'estero sono circa 4.000.  

"La nostra società accusa principalmente n crisi di valori etici e morali, voi che alla vostra età avete fatto una scelta, siete la risposta a questa crisi. Siate dunque portatori di germi sani di cui la società ha bisogno per avere n futuro migliore "ha detto il Sottosegretario alla Difesa Rossi, e dopo aver rivolto un pensiero alle vittime dell'attento di Londra ha esortato gli allievi a"a non avere paura di perseguire i propri sogni e ideali, rimanendo sempre fedeli nella vita al giuramento prestato".

Milano:gli allievi della"Teuliè"hanno giurato,tra loro anche 10 pugliesi
Milano:gli allievi della"Teuliè"hanno giurato,tra loro anche 10 pugliesi
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23 marzo 2017 4 23 /03 /marzo /2017 16:30
Roma:lo scandalo dei Carabinieri vincitori di concorso nel 2010 e ancora in attesa di entrare in servizio

Un gruppo di ragazzi nel 2010 affronta il concorso per arruolarsi nell'Arma,  superano le prove e sono idonei. Sono Carabinieri a tutti gli effetti, eppure ad oggi sono ancora in attesa di entrare in servizio. E siamo nel 2017. La loro storia ha davvero dell'incredibile, è l'ennesima storia di uno scandalo tutto italiano, di una gravissima ingiustizia e anche di una  mancanza di rispetto nei confronti di chi come loro ha studiato, si è preparato, ha superato il concorso e poi non viene assunto. E'  la storia di un gruppo di Carabinieri che ormai d 7 anni aspetta di poter svolgere il proprio lavoro, che aspetta venga fatta finalmente giustizia. In tempi come questi, di elevata allerta terrorismo anche in Italia, dopo l'attentato di Londra, questi Carabinieri che dovrebbero essere in prima linea a combattere il terrorismo, sono invece costretti da una colossale ingiustizia a starsene a casa. La loro storia è riassunta in questa lettera:

 

 "Siamo un gruppo di ragazzi risultati idonei del concorso per l'arruolamento di 1552 Carabinieri effettivi nel 2010, risultando idonei non vincitori di concorso.

Molti di noi avevano una pregressa esperienza lavorativa nel mondo militare, sia come VFP1 che come riservisti, sognando di arruolarci nell'Arma dei Carabinieri. Purtroppo nei nostri confronti non è stata applicato lo scorrimento delle graduatorie in primis con la legge denominata “D’alia 125/2013” che obbliga le amministrazioni ad attingere da graduatorie preesistenti, al riguardo ci siamo attivati con un formale ricorso in primi presso il TAR REGIONE LAZIO con esito negativo ed in secondo presso il CONSIGLIO DI STATO in attesa di giudizio.

Quando ormai avevamo perso ogni speranza l’attuale governo si è attivato per l'emergenza inerente al Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco per lo scorrimento delle graduatorie nei ruoli iniziali della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, per ciascuno degli anni 2015 e 2016, con decorrenza non anteriore al 1° ottobre 2015 e all’ottobre 2016, a valere rispettivamente sulle assunzioni del 2016 e 2017. Per le esigenze di soccorso pubblico al Giubileo è stata prevista l'assunzione straordinaria di 250 unità nel ruolo iniziale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a valere sulle facoltà assunzionali del 2016 previste a normativa vigente ed in data non anteriore all’ottobre 2015.
In particolare si è deciso per:

 

  • la Polizia di Stato, l'assunzione di 1.050 unità per l'anno 2015 e per l'anno 2016, attingendo prioritariamente alle graduatorie dei concorsi indetti negli anni 2010, 2011 e 2013 per i vincitori che stanno completando la ferma quadriennale e, per i posti residui, attraverso lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei non vincitori dei medesimi concorsi , nonché di quello indetto nel 2014

 

  • l'Arma dei carabinieri , l'assunzione di 1.050 unità per l'anno 2015 e per l'anno 2016, dei vincitori del concorso indetto nel 2011 che stanno completando la ferma quadriennale e lo scorrimento della graduatoria degli idonei non vincitori del medesimo concorso, nonché, per i posti residui, l'ampliamento dei posti dei concorsi banditi nel 2015 e nel 2016, assunzioni da effettuare con decorrenza non anteriore al 1° ottobre 2015

 

  • il Corpo della guardia di finanza , l'assunzione di 400 unità per l'anno 2015 e per l'anno 2016, attingendo prioritariamente alle graduatorie dei concorsi indetti negli anni 2010, 2011 e 2012 per i vincitori che stanno completando la ferma quadriennale e, per i posti residui, attraverso lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei non vincitori dei medesimi concorsi.

In particolare siamo stati esclusi dallo scorrimento della graduatorie per soli 3 mesi, infatti la graduatoria è stata resa pubblica in data 17 settembre 2010, mentre sono state prese in considerazione solo le graduatorie dal 2011 in poi. Appare evidente che tale decisione presa dall'Arma dei Carabinieri sia suscettibile di una valutazione amministrativa per una disparità di trattamento tra i concorrenti per l'ammissione alle Forze di Polizia, nonostante i parametri fisici, morali e attitudinali siamo praticamente identici.

 

Per mesi abbiamo sperato, ci sono state fatte promesse che le graduatorie di tutte le forze di Polizia avrebbero attinto dalle graduatorie degli idonei non vincitori del quinquennio precedente, salvo poi vedere esultare i nostri colleghi della Polizia, Guardia di Finanza, mentre noi abbiamo dovuto morderci le mani, senza nemmeno avere una minima spiegazione sul motivo di una scelta tanto diversa, perdi più con la beffa di una graduatoria pubblicata a settembre 2010 e valevole per tutto il 2011.

Non possiamo credere che 3 mesi ci abbiano reso non idonei al servizio nell'Arma, tant'è che molti di noi hanno proseguito la carriera militare. Questa non è solo la storia di una promessa non mantenuta, ma soprattutto la storia di un diritto negato, scippato in maniera tanto inspiegabile.

Ci teniamo a sottolineare che siamo circa 70 ragazzi risultati idonei fuori graduatoria e che molti dati per motivi di privacy non riusciamo a reperirli in quanto sono in possesso del Comando Generale dell'Arma.

Ci battiamo per il nostro posto di lavoro, ma anche per un sogno chiamato essere Carabinieri".

Una lettera che non ha bisogno di commenti. Una lettera che si spera venga letta da chi di competenza, in modo che venga fatta giustizia. Questi ragazzi hanno aspettato anche troppo per poter  essere chiamati in servizio, per vedere finalmente realizzato il loro sogno:diventare Carabinieri.

 

 

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19 marzo 2017 7 19 /03 /marzo /2017 18:33

Oggi è la Festa del Papà, di tutti i papà, compresi i militari. Per festeggiare questa ricorrenza l'Esercito Italiano ha realizzato un video, per ricordare anche i papà militari  in missione, lontani da casa e dai figli. Il momento più emozionante è quello nel quale dopo tanti mesi di missione, padri e figli possono finalmente abbandonarsi ad un abbraccio senza fine.

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16 marzo 2017 4 16 /03 /marzo /2017 18:34
Roma:a 29 anni sono troppo"vecchi":gruppo di aspiranti poliziotti protesta contro riordino carriere militari

A 29 anni in Italia si è troppo avanti con gli anni per sperare di entrare in Polizia. Sembra un'affermazione paradossale, invece è la realtà. E' quanto afferma uno degli articoli all'interno decreto sul riordino delle carriere militari, approvato dal governo a febbraio di quest'anno e in attesa di un'approvazione definitiva a maggio.  Un decreto che per tanti motivi sta suscitando polemiche e malcontento tra i militari.

Nel famoso  decreto che riordina le carriere militari al punto b) si legge infatti che per potere diventare poliziotti serve un requisito non da poco:"Età non superiore a ventisei"(...) e inoltre"Diploma d'istruzione secondaria di secondo grado"(...). Questo riordino delle carriere militare rade al suolo i sogni di tanti ragazzi che di anni ne hanno più di 27 e che per questo, (sempre che il decreto venga definitivamente approvato a maggio) li costringerebbe a rinunciare per sempre al sogno di una vita.

Un gruppo di questi ragazzi che insegue il sogno di entrare in Polizia, non ci sta e ha deciso di manifestare la sua totale disapprovazione contro questa ingiustizia. Uno di loro, ha creato il gruppo Facebook"No all'abbassamento dei limiti di età in Polizia per civili e militari"in poche ore tantissime le adesioni di moltissimi ragazzi che non vogliono essere costretti da un'ingiustizia a dover riporre nel cassetto il sogno di indossare la divisa.

 Ma chi sono questi ragazzi che protestano e cosa vogliono esattamente?"Siamo un gruppo di aspiranti poliziotti, per la maggior parte over 26 e in alcuni casi con la licenza media" afferma uno di loro, in esclusiva per la"sottilelinearossa""Vogliamo che vengano mantenuti i vecchi requisiti per civili e militari della legge n.2 335 del 24 aprile 1982,cioè:30 anni e terza media, "ci stiamo muovendo a  scrivere interpellando i parlamentari. In futuro se non ci saranno riscontri positivi sicuramente si andrà avanti, facendo sentire fisicamente la nostra presenza contro questo riordino".

L'Italia è un paese di anziani per anziani, dove si uccidono i sogni dei giovani:perchè in Italia se hai 29 anni sei davvero troppo"vecchio"per poter entrare in Polizia.

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14 marzo 2017 2 14 /03 /marzo /2017 17:43
Mogadiscio:militari italiani costruiscono ospedale che fornirà assistenza medica anche a sfollati
Mogadiscio:militari italiani costruiscono ospedale che fornirà assistenza medica anche a sfollati

L'hanno costruita in pochi mesi e d'ora in poi questa  clinica sarà il punto di riferimento per l'assistenza medica dell'area di Garasbaleey, uno dei 18 distretti di Mogadiscio, quello più popolato e privo di un presidio sanitario.

I militari italiani del contingente hanno potuto portare a termine il progetto di costruzione della clinica grazie ai fondi assegnati al CIMIC(Cooperazione Civile Militare)dell'Italian National Support Element(IT-NSE), e ieri presso l'International Campus di Mogadiscio-sede del Quartier Generale di EUTM-Somalia  e della componente nazionale(IT-NSE)che supporta la missione di addestramento  dell' Unione Europea, si è svolta la cerimonia di chiusura di questo importante progetto.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Mogadiscio e il Governatore della regione di Banadir, Yusuf Hussein Jim'Ale e il Commissario distrettuale di Garabaleey, Abdirahman Ahmed Alì, che hanno volto esprimere tutta la loro riconoscenza alle autorità militari italiane e diplomatiche presenti, e cioè al Tenente Colonnello Giuseppe Fabri Comandante  dell'Italian National Support Element(IT-NSE)e al Colonnello Carlo Emiliani, Addetto Militare  presso l'AAmbsciata d'Italia in Somalia. 

La clinica infatti diventerà il principale punto di riferimento per l'assistenza medica non solo per gli abitanti di Garasbaleey, ma anche per i tantissimi sfollati che in questi giorni dalle zone interne si stanno spostando verso Mogadiscio a causa  della siccità e della carestia, alla ricerca di cibo e acqua. Ora grazie ai militari italiani molte persone potranno essere curate e molte vite potranno essere salvate.

Mogadiscio:militari italiani costruiscono ospedale che fornirà assistenza medica anche a sfollati
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