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10 marzo 2021 3 10 /03 /marzo /2021 17:28
Roma:Carabiniere malato di linfoma dopo missione in Bosnia ma la commissione gli nega causa di servizio

Era l'autunno del 2000 e C.P. , un appuntato genovese dei Carabinieri  si trovava in missione in Bosnia, il suo incarico era quello di meccanico della Squadra Manutenzione Veicoli. Durante la sua missione lui e i suoi commilitoni hanno bevuto inconsapevolmente  l'acqua contaminata dall'uranio impoverito in quanto le bottigliette d'acqua sigillate non bastavano per tutti. L'appuntato durante tutto il giorno aggiustava per 10, 12 ore i mezzi senza utilizzare alcuna protezione, mezzi che erano stati in aree bombardate e quindi contaminate.

Sono passati tanti  anni da quella missione, e il militare dell'Arma si é ammalato di linfoma di Hodgkin, ha chiesto la causa di servizio, ma  nel 2018 una Commissione  dell'Arma  non ha riconosciuto la sua malattia come causa di servizio, cosi adesso l'appuntato continua la sua battiglia con la causa al TAR.

Tra le carte per il suo ricorso , riportate dal quotidiano "Larepubblica.it"si legge anche che ha alloggiato" in  un prefabbricato in lamiera e di avere bevuto acqua da falde acquifere locali, fortemente inquinate, essendovi disponibilità di bottigliette sigillate esclusivamente in mensa".

Ma il militare non si arrende, e per veder riconosciuto un suo diritto, ha presentato ricorso al TAR, ad assisterlo ci sarà l'avvocato Andrea Bava, specializzato  proprio in questo tipo di cause e che assiste anche altri militari che sono ammalati in Bosnia a causa dell'uranio impoverito. I giudici del TAR hanno accolto le richieste dell'avvocato, e il 21 luglio ci sarà l'udienza di discussione. Perché non si può partire in missione senza essere informati sui gravi pericoli da contaminazione da uranio impoverito, senza le adeguate protezioni per poi ammalarsi di linfoma anni dopo.

Roma:Carabiniere malato di linfoma dopo missione in Bosnia ma la commissione gli nega causa di servizio
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9 marzo 2021 2 09 /03 /marzo /2021 16:44
Afghanistan:militari italiani donano materiale informatico al Dipartimento degli Affari Femminili di Herat

Materiale informatico e di arredo é stato donato al Dipartimento degli Affari Femminili di Herat, da parte dei militari del contingente italiano. La donazione é stata effettuata nel corso di una shura organizzata in occasione della giornata internazionale della donna, a Herat, presso il Comando del Train Advise Assist Command West (TAAC-W). La donazione rientra tra i progetti CIMIC del COI realizzati dal personale del Contingente Italiano, che ha anche garantito l'allestimento di locli adibiti ad asilo d'infanzia, strutture importanti anche per agevolare il lavoro femminile.

All'evento che si é svolto nel rispetto delle misure anti-COVID, hanno partecipato il VIceGovernatore di Herat la Dottoressa Monesa Hasanzadeh, la Dottoressa Anisa Sarwari Capo del Dipartimento degli affari femminili di Herat e diversi rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni femminili della città.

Il Generale di Brigata Beniamino Vergori, Comandante del Contingente Nazionale (National Contingent Commander-NCC) e Comandante del TAAC-W-HQ ha sottolineato come le donne abbiano sempre combattuto con tenacia e coraggio riuscendo a guadagnarsi con capacità e valore, il giusto ruolo in moltissimi ambiti della società a volte, purtroppo, anche pagando un prezzo altissimo. Il Generale Vergori ha inoltre evidenziato il fatto che ogni società moderna, dinamica e vincente, non può prescindere dall'avere in ogni settore un'adeguata presenza femminile, presenza che deve tendere a divenire una costante di normalità. 

L'area di responsabilità italiana in cui opera il TAAC-W é un'ampia regione dell'Afghanistan occidentale (grande quanto il Nord Italia ) che comprende le 4 province di Herat, Badghis, Ghor e Farah.

La componente principale delle forze nazionale é attualmente costituita da personale dell'Esercito Italiano proveniente dalla Brigata Paracadutisti "Folgore", con un contributo di personale e mezzi della Marina Militare Aeronautica e Arma dei Carabinieri. Militari che ogni giorno con la loro professionalità e impegno lavorano per assicurare un futuro di pace e di stabilità al popolo afgano.

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7 marzo 2021 7 07 /03 /marzo /2021 15:24
Kosovo:il contingente militare italiano dona attrezzature ospedaliere per cure contro Covid-19

Due macchine per l'ossigeno, un'autoclave da 23 litri, 30 saturimetri ed inalatori professionali: sono queste le attrezzature ospedaliere  indispensabili per il contrasto al Covid-19 e le cure, donate dal contingente militare italiano all'organizzazione ospedaliera Health Centre del Comune di Pec/Peje in Kosovo. 

Questa donazione da parte del contingente italiano del Regional Command West di KFOR, a guida italiana su base 1° Reggimento Artiglieria da Montagna della Brigata Alpina Taurinense nell'ambito della Cooperazione Civile Militare (CIMIC), rientra nell'ambito dei progetti sanitari, scolastici sportivi e infrastrutturali in favore della popolazione locale previsti dalla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il Comando multinazionale della missione NATO KFOR al momento é composto da oltre 800 uomini e donne appartenenti agli 8 contingenti di Austria, Macedonia del Nord, Italia, Moldavia, Polonia, Slovenia, Svizzera, e Turchia.

Kosovo:il contingente militare italiano dona attrezzature ospedaliere per cure contro Covid-19
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5 marzo 2021 5 05 /03 /marzo /2021 17:57
Roma: i militari italiani che non si vaccinano vengono schedati?

In Germania forse il vaccino diventerà obbligatorio tra le Forze Armate, negli USA sono molti i militari che non hanno alcuna intenzione di farsi vaccinare (un terzo) anche in Italia non tutti i militari sono d'accordo sulla vaccinazione anti-covid,  ed é più o meno la stessa situazione che si sta verificando tra i civili. Perché diciamo la verità, chi ha la possibilità di informarsi tramite altri canali che non siano le tv( che ogni giorno elogiano il vaccino e fanno vedere come tutti siano desiderosi di "correre" a vaccinarsi) ma si informano sul web e non certo con le fake news, sa che la vaccinazione non é uno scherzo, sa che comunque possono esserci degli collaterali non da poco e a volte anche fatali.

 Certo la maggiore parte della popolazione italiana ha cieca fiducia nel vaccino anti-covid, ma non sono pochi a pensarla controcorrente, e non perché facciano parte della schiera dei negazionisti a priori o dei no vax,  ma  semplicemente hanno dubbi più che umani e temono  per la loro salute, perché di vaccino si può anche morire. Si può morire anche a causa degli effetti collaterali che possono riguardare persone con determinati tipi di patologie.

D'altronde prima di essere sottoposti al vaccino si deve firmare un foglio con il quale si dichiara di essere a conoscenza di tali nefasti effetti collaterali, a volte-certo non sempre- letali. E' di ieri la news postata sulla"Repubblica.it"di un'insegnante sulla sessantina a Napoli, morta 4 giorni dopo essersi essersi vaccinata, e ci sono stati anche altri casi. I media per lo più ignorano questi casi e le frasi più ricorrenti che si sentono ripetere ogni giorno specialmente in tv sono "si accelera sui vaccini". Anche se poi in realtà non é cosi, in quanto ci sono non pochi problemi organizzativi. 

Intanto sembrerebbe che sia partita una schedatura del personale militare che rifiuta la somministrazione del vaccino,  come si legge in un post sul sito web del "Sindacato dei militari". Non c'è nessun obbligo di vaccinarsi ma si legge su sito web:"Abbiamo appreso con preoccupazione che nelle Forze Armate e nelle Forze di polizia a ordinamento militare sarebbe già iniziata una schedatura del personale militare che intende rifiutare la somministrazione del vaccino anti-covid e che per tale motivo sarebbero stati predisposti degli elenchi nominativi che il personale sarebbe chiamato a sottoscrivere. Al ministro Guerini, che sappiamo essere molto impegnato sul fronte della lotta alla pandemia  tanto da non accorgersi che le Forze Armate e l'Arma dei Carabinieri non hanno linee guida e direttive sanitarie controllate ed approvate dall'Istututo Superiore di Sanità, vogliamo ricordare che al momento non esiste alcuna norma di legge che impone ai lavoratori del pubblico impiego, e tanto meno ai militari, l'obbligo di sottoporsi alla vaccinazione anticovid o di sottoscrivere una dichiarazione di rifiuto della vaccinazione, o qualsivoglia altra impropria richiesta per l'assunzione di responsabilità civile e penale per i possibili danni cagionati all'amministrazione o a terzi".  Viene rivolto inoltre un appello "al personale militare  che decidesse di non sottoporsi alla vaccinazione di segnalare ogni tipo di abuso o costrizione di cui si venisse a conoscenza".

L'Italia  fino ad oggi è un paese libero e democratico e anche l'articolo 32 comma 2 della Costituzione Italiana stabilisce che :"Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

Nel frattempo in Italia  da alcuni giorni è iniziata anche la vaccinazione dei militari presso una struttura allestita alla Cecchignola e nelle tante caserme sparse sul territorio nazionale. D'altronde come si sente ripetere da giorni  "si accelera sulle vaccinazioni", se poi qualcuno ha dubbi e timori riguardanti il vaccino anti-covid o  muore di vaccino, questo é un altro problema.

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24 febbraio 2021 3 24 /02 /febbraio /2021 17:26
Libano:il 7°Reggimento CBRN Cremona termina corso a favore delle forze armate libanesi
Libano:il 7°Reggimento CBRN Cremona termina corso a favore delle forze armate libanesi
Libano:il 7°Reggimento CBRN Cremona termina corso a favore delle forze armate libanesi

I militari del 7° Reggimento CBRN Cremona di Civitavecchia  hanno portato  a termine un corso  a favore delle forze armate libanesi. Il corso di Advanced Team Level Training-Radiological/Nuclear Defence Module, organizzato dall'Unione Europea in coordinamento con la Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL), nel'ambito del progetto EU Technical Assistance on CBRN Risks Mitigation in Lebanon, si é concluso nei giorni scorsi. Il corso ha avuto la durata di 6 settimane ed é stato organizzato in 2 fasi: le lezioni teoriche sono state svolte per 3 settimane in modalità e-learning mentre le attività pratiche sono state condotte in Libano per altre 3 settimane.

Il team di istruttori del 7°Reggimento difesa CBRN "Cremona" di Civitavecchia coordinati dal Tenente Colonnello Andrea Goria, referente del progetto CBRN, hanno condotto l'addestramento fornendo ai 23 partecipanti una migliore comprensione dei rischi radiologici e nucleari attuali, della policy internazionale, delle procedure tattiche e delle misure per una risposta efficace nella gestione di eventi radiologici e nucleari.

Grazie agli istruttori ed alle numerose attività addestrative, gli allievi hanno potuto apprendere e anche mettere in pratica le nozioni teoriche acquisite nella condotta di operazioni di rilevamento,  di  identificazione e monitoraggio radiologico in conformità con le procedure e le tecniche internazionali impiegando gli equipaggiamenti specialistici forniti sia nell'ambito del progetto che precedentemente donati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite l'Ambasciata italiana in Libano.

Libano:il 7°Reggimento CBRN Cremona termina corso a favore delle forze armate libanesi
Libano:il 7°Reggimento CBRN Cremona termina corso a favore delle forze armate libanesi
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22 febbraio 2021 1 22 /02 /febbraio /2021 15:59
Congo:l'Ambasciatore Luca Attanasio e l'Appuntato Scelto dell'Arma Vittorio Iacovacci uccisi in un attentato

L'Ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio è rimasto ucciso in un attacco assieme al Carabiniere Vittorio Iacovacci che faceva parte della scorta e all'autista. Il convoglio sul quale si trovavano l'Ambasciatore e la sua scorta è caduto in un'imboscata, anche se alcune  fonti parlano di un possibile rapimento. La vettura dell'Ambasciatore faceva parte di un convoglio della missione ONU che ha come obiettivo quello di stabilizzare il Paese africano. L'ambasciatore italiano è stato colpito da spari durante l'attacco al convoglio ONU ed è morto in seguito a a causa delle ferite riportate. L'attacco è avvenuto alle 10.00  - erano le 9 in Italia- presso la cittadina di Kanyamahoro ad una ventina di chilometri da Goma.

 Secondo una prima ricostruzione si sarebbe trattato di un attacco con armi leggere, resta ancora ignota la matrice dell'attentato, potrebbe essere stato organizzato nei minimi dettagli  oppure si è trattato di un tentativo di sequestro o di rapina. Il Carabiniere Vittorio Iacovacci  aveva 30 anni ed era originario di Sonnino,  provincia di Latina. Era effettivo al 137mo Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia, aveva prestato servizio anche alla Folgore. Si era arruolato nel 2016 e aveva frequentato la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias(Cagliari) e come prima destinazione aveva avuto il suo Reggimento, poi la missione in Congo presso la sede diplomatica, come scorta dell'Ambasciatore Luca Attanasio.

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19 febbraio 2021 5 19 /02 /febbraio /2021 17:36
Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo
Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo
Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo

Ha voluto ringraziare gli uomini e le donne del Task Group Devil il Colonnello Luca Giuseppe Vitaliti, il Comandante dell'Italian Contingent Command Air e Task Force Air Kuwait presso la base aerea di Ahmed Al Jaber (Kuwait) per il traguardo raggiunto delle 4.000 ore di volo.  Un traguardo che é stato tagliato nei giorni scorsi. Dietro le 4000 ore e i 5000 obiettivi ricogniti c'è sudore, sacrificio. Dietro questi numeri ci sono tecnici , specialisti e manutentori che lavorano con professionalità, acume, iniziativa, facendo leva su grande esperienza e conoscenza  del Sistema d'Arma, oltre alla componente di foto-interpretazione ed intelligence, che consente di tradurre i dati acquisiti,  dai sensori  di bordo in informazioni di ineguagliabile qualità, fondamentali per la condotta delle operazioni. Tutto questo non è dunque mera statistica, ma espressione  dei nostri valori, ha affermato il Colonnello Vitaliti. "Celebriamo oggi un risultato operativo che va ben oltre il dato statistico: 4000 ore volate e 5.000 obiettivi a favore della Coalizione IR. Le migliaia di ore volate nelle missioni operative, di obiettivi e punti di interesse coperti nell'ambito dell'Operazione Inherent Resolve dal Task Group "Devil" sono il frutto della vostra capacità di operare in team, di mantenere l'assetto pronto ed in piena efficienza, di individuare e risolvere tempestivamente problematiche e criticità, qualità che consentono oggi al Tornado, e consentiranno ancora per diversi anni, di esprimere grande efficacia operativa", ha poi concluso il Colonnello.

I Tornado si sono rischierati nel Teatro Operativo Inherent Resolve lo scorso 12 agosto, ad Ahmed Al Jaber, per proseguire la missione di contrasto alle cellule Daesh ancora attive nonchè per contribuire alla stabilizzazione dell'area. L'impegno profuso dai Tornado dell'Aeronautica Militare permette agli assetti italiani di esprimere in seno alla coalizione il secondo contributo in ordine di importanza nell'ambito delle operazioni aeree. Le professionalità del Task Group Devil , equipaggi, analisti foto-interpreti , personale intelligence e di supporto, specialisti, manutentori e tecnici, sono alimentate primariamente da personale del 6 Stormo di Ghedi , con il contributo di Enti e Reparti dell'Aeronautica Militare. Un notevole esempio di professionalità, eccellenza e orgoglio italiano all'estero

Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo
Kuwait:i Tornado italiani dell'Operazione "Inherent Resolve"raggiungono il traguardo delle 4.000 ore di volo
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16 febbraio 2021 2 16 /02 /febbraio /2021 16:16
Lecce:i militari del  15°Cavalleggeri di Lodi donano sangue a ospedale per sopperire carenza a causa emergenza COVID-19

I militari del 15° Cavalleggeri di Lodi hanno partecipato  nei giorni scorsi,ad una raccolta di sangue presso l'Ospedale "Vito Fazzi"di Lecce raccogliendo cosi l'appello del Reparto di ematologia e medicina trasfusionale del Reparto di ematologia e medicina trasfusionale che aveva evidenziato una notevole diminuzione di donazioni durante questo periodo di emergenza sanitaria a causa del Covid-19. La donazione é stata articolata  su due giornate in modo da sopperire alla carenza di sacche ematiche.

Con questa iniziativa i militari dell'Esercito danno un contributo tangibile per fronteggiare carenza di sangue ed emoderivati necessari alla cura di specifiche patologie. Parole di ringraziamento al Colonnello Francesco Serafini, Comandante del reggimento, sono state espresse dal Direttore del Reparto, il Dott. Di Rienzo, un ringraziamento ed una gratitudine che sono stati estesi a tutti i Cavalleggeri per il loro prezioso contributo nonché gesto di grande generosità. Il Colonnello Serafini ha sottolineato come questo semplice gesto di altruismo, evidenzi il lato umano di chi quotidianamente é impegnato a servire il Paese, contribuendo in ogni modo a salvaguardare la vita altrui soprattutto in momenti di grande difficoltà.

Lecce:i militari del  15°Cavalleggeri di Lodi donano sangue a ospedale per sopperire carenza a causa emergenza COVID-19
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12 febbraio 2021 5 12 /02 /febbraio /2021 18:43
Siena: giovani in VFP1 partecipano all'"Open Day" della Brigata Folgore
Siena: giovani in VFP1 partecipano all'"Open Day" della Brigata Folgore

Hanno avuto la possibilità di incontrare i paracadutisti della Brigata Folgore presso le caserme dislocate nelle città di Pistoia, Pisa, Livorno, Siena e Grosseto: loro sono i giovani toscani che hanno presentato domanda  di partecipazione al concorso per Volontari in Ferma Prefissata di 1 anno "VFP". L'attività denominata"Open Day", fa parte di un più ampio disegno di carattere nazionale con cui l'Esercito Italiano si pone come obiettivo quello di fornire ai giovani che hanno espresso la volontà di entrare nella Forza Armata una maggiore consapevolezza della propria scelta. I partecipanti debitamente informati  di tutte le procedure sanitarie da adottare durante l'attività e nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti, sono stati accolti con una breve presentazione introduttiva che ha chiarito il ruolo ed il profilo di carriera del VFP1, considerando le possibilità formative e lavorative dei volontari in ferma prefissata  ed evidenziando le opportunità concorsuali previste per questa categoria.

Al termine dell' Open Day, i partecipanti hanno assistito ad un'esposizione di mezzi e materiali da parte di soldati di diverse categorie , età e specializzazioni.  

Gli aspiranti VFP1 hanno potuto ascoltare le esperienze del personale militare che opera nel settore operativo come quello logistico. esploratori, tiratori scelti, comandanti di squadra, ma anche trasmettitori, conduttori di VTLM "Veicolo Tattico Leggero Multiruolo"armaioli. 

Gli aspiranti hanno posto le loro domande ed espresso le loro curiosità su ogni ambito della vita di un militare, cercando di sfruttare nel miglior modo possibile  l'opportunità di avere un'idea più completa del cammino che stanno per intraprendere.

Siena: giovani in VFP1 partecipano all'"Open Day" della Brigata Folgore
Siena: giovani in VFP1 partecipano all'"Open Day" della Brigata Folgore
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8 febbraio 2021 1 08 /02 /febbraio /2021 17:54
Roma:militari delle Forze Speciali italiane pronti a partire in missione in Sahel

Fornire addestramento alle forze locali e attività di mentoring: é questo l'obiettivo della missione del contingente delle Forze Speciali italiane  che a metà marzo, partirà in Sahel, una vasta area a sud del deserto del Sahara.  Un'area questa senza alcun dubbio pericolosa, se si pensa che nei mesi scorsi ci sono stati 5 caduti tra i militari francesi del Mali. Un territorio molto vasto e dove per i militanti dell'ISIS e di Alqaeda è molto semplice organizzare  imboscate.

Sempre secondo le fonti del quotidiano "Il Foglio",  la Task Force Takuba ha l'incarico di  di formare le unità le unità del Mali, ma non solo le addestrera': le accompagnera' anche in combattimento sul campo in modo da renderle sempre più autonome. Sempre secondo queste fonti,un  gruppo di militari italiani sarebbe rientrato in Italia dopo aver fatto delle ricognizioni sul territorio. Il contingente delle Forze Speciali italiane che partirà a metà marzo, sarà composto da circa 200 militari con operatori del 9° Reggimento d'Assalto Col Moschin, del GOI, del GIS, e del 17° Stormo dell'Aeronautica Militare, e anche da un team de rangers del Monte Cervino e del RRAO. Potrebbero essere impiegati inoltre una componente ad ala rotante del 3° Reos di Viterbo, con elicotteri UH-90,CH-47F e AH-129D da attacco ed inoltre 8 velivoli e 20 veicoli di terra. Potrebbe essere inoltre impiegato anche il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti del Tuscania. 

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